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domenica 13 novembre 2016

La mia (in)felicità è un sistema complesso [DET #7]



Eh.
Più o meno esattamente due anni fa, ero a casa mia, su questo stesso macbook, con lo stesso tè, ascoltando gli Smiths e scrivendo.

Sono passati due anni.

Cosa è successo?
Sono cambiate alcune cose, alcune case, la tazza da cui sto bevendo, e nel mentre ho scritto 9 capitoli.
Speravo sarei giunto a pubblicazione, e invece devo ancora finire la prima stesura.

Avevo cominciato un diario sul mio sito www.enricoatti.it e nemmeno quello sono stato capace di portare avanti con costanza.
Per chi mi seguisse da lì: beh, a gennaio il mio sparring partner Sorio è partito, e da lì ho avuto anche alcune cose di vita privata (leggi: trasloco).
E più o meno sono fermo da allora, da quando come nella foto allegata (che non trovo più, e che quindi ho sostituito con un nostro selfie mosso come Gue Pequeno di oltre un anno fa, NDR), stavamo consumando un piatto di qualcosa, a casa sua.
A CASA SUA.
(Anche lui ha cambiato casa. Due volte, se contiamo anche la trasferta parigina).

Gli Smiths sono sempre quelli, però, così come il the Twinings Assam al miele d'acacia, in questi tentativi di provincia di ricostruire una parte di Londra che non c'è più, o che c'è ancora, e che anche se non riesco a creare così, perlomeno riesco a tenere viva.

Tutto qua.

No, non è tutto qua: sono un po' in crisi perché del mio romanzo inizia a convincermi poco la trama, il protagonista, e tutti gli altri personaggi. Sarà la "crisi di mezzo romanzo" anche se in teoria l'avevo già passata, la metà: sarà che contando tutto l'editing che verrà, forse alla metà vera e propria non ci sono ancora.

E niente. Ma ci arriverò alla fine, tranquilli. Volevo solo farvi sapere che è un po' difficile, ora.

Poi io sto bene, abbastanza bene, come sempre, come quasi sempre, ma questo è un altro discorso. La mia felicità è un sistema complesso, figuriamoci la mia infelicità.



martedì 24 maggio 2011

10years

"10 anni fa era il 2001. 10 anni fa avevo 17 anni. Questo è tutto quello che mi è accaduto in questi 10 anni. Nel bene. E nel male." (tratto da Io sono qui - in onda su Radio 24)


In questi 10 anni, ho finito le superiori. 70 su 100.

Ho iniziato e finito l'università. 95 su 110.

Ho lavorato 3 anni in una società di registrazione marchi. E 3 mesi in un ristorante. E un'altra decina di esperienze più o meno pagate in giro per il triangolo FE-MO-BO. E nessuno di questi era il mio lavoro.

Ho preso la patente. E una macchina. Ed è ancora quella.

Ho corso qualche migliaio di chilometri a piedi, e qualche centinaio in bicicletta, e non conto tutti quelli fatti con calma, senza correre.

Ho perso due cani. E due nonni. E mi hanno rubato 3 biciclette.

Sono stato a un sacco di concerti, e ho visto un sacco di posti e città.

Sono stato ad Adwa, in Etiopia. E sono tornato.

Sono stato a Londra. E sono tornato anche da li.

Ho preso 30 volte l'aereo.

Ho avuto un tumore benigno, i capelli tinti di rosso, un piercing, un tatuaggio e diverse fratture sparse per il corpo.

Mi sono innamorato diverse volte, ho avuto qualche ragazza, e qualche volta ho anche amato davvero.

Ho fatto piangere diverse persone. E una volta ho pianto anche io.

Sono stato studente, universitario, catechista, educatore, animatore, presentatore, scrittore, attore, regista, cantante, rapper, produttore, speaker, DJ, comunicatore, operatore, operaio, contabile, assistente, addetto, impiegato, cameriere, politico, disoccupato, moroso, fidanzato, ex-fidanzato, single, figlio, fratello, nipote, cognato, zio. E sono stato anche me stesso.

Mi hanno detto comunista, fascista, maraglio, menefreghista, ritardatario, cazzone, incostante, debole, depresso, immaturo, scorretto, bugiardo, oppurtunista, egoista, stronzo. Ma mi hanno detto anche delle cose belle.

Ho avuto un sacco di prime volte. E almeno altrettante ultime volte.

Ho aperto un blog (questo).

Ho ascoltato la radio per migliaia di ore. E per una ventina di minuti ho ascoltato anche Matteo Caccia, su Radio24.

...e io sono qui.

(un ringraziamento a Sorio per avermelo segnalato)

martedì 8 dicembre 2009

Le guglie di Parigi

Ciao Vasco Brondi, mi dispiace ma io un lavoro ce l'ho. E non mi drogo. Anche se condivido il tuo disagio sociale. Però credo possa esistere un futuro, oltre i fumi della Montedison e lo scheletro dell'ospedale di Cona. Credo di poter raccontare lo stesso qualcosa, di questi cazzo di anni zero, ai figli che non avrò.

La verità è che diventerò padre.

Prima o poi.

L'asilo Cip e Ciop di Pistoia.
Come cazzo si fa a dare un nome del genere ad un asilo. E poi le due maestre.
Per carità: ogni vita è importante e va difesa. A maggior ragione quelle di bambini innocenti, che sono il futuro della nostra società.
Ma il danno maggiore, in proporzione, l'hanno fatto agli altri bambini. Quelli di tutta Italia. Che hanno genitori "sani", che guardano il TG, e leggono di queste insegnanti. E ne rimangono, giustamente, schifati e inorriditi.
Ecco: tra tutti questi, ci sarà qualcuno che per contrappasso tirerà una sberla di meno al proprio figlio.
Mai errore più grave. Le sberle ai bambini VANNO DATE. Nei giusti modi e nelle giuste quantità. Ma vanno date.
Così, oltre a quei 20-30-40 bambini picchiati ingiustamente, ne avremo 2000-3000-4000 dalle guancie vergini. Ingiustamente. E alcuni di questi, cresceranno male. E potenzialmente, faranno crimini peggiori di quelli delle maestre. Perché si, è possibile farne anche di peggiori, purtroppo. "PENA DI MORTE ALLE MAESTRE DI PISTOIA!" e vabbè poi a Totò Riina e Berlusconi che gli facciamo?

Ah, ma di questi bimbi dalle guance vergini poi non sono responsabili le maestre mostre. Quelle pagheranno per i bambini picchiati, con i loro giusti anni di carcere (spero). Dei bambini dalle guance vergini sono responsabili i nostri media. E non pagheranno nulla.

E torneremo a parlare di destra e sinistra in Italia quando saremo in un paese democratico.

"Scaldami il cuore sul tuo cucchiano,
chiudimi la vena del dolore con un laccio emostatico.
Ti raccogli i capelli con le equazioni algebriche,
guardi il sole nelle JPG a bassa risoluzione."
(La luce della centrale giulieca)

I lettori silenziosi.
Esistono i lettori silenziosi, quelli che leggono e si informano, senza commentare mai, senza lasciare mai traccia. Sono i più pericolosi, i più informati, quelli che sanno ma non fanno sapere agli altri di far sapere, e in questa maniera si pongono in un modo "protetto".
E anche questi votano.
Chissà se fanno parte del popolo di Berlusconi. Quelli che zitti zitti lo votano, e che di fatto, gli danno il consenso. Perché si, su questo non possiamo dire nulla: ha il consenso della maggioranza dei votanti, o perlomeno ce l'aveva alle ultime elezioni.
Oppure, questi lettori silenziosi fanno parte del popolo viola. Non so se sia meglio "il popolo viola" che sembrano dei tifosi della Fiorentina in trasferta, o se dire "quelli del no b day" che non si capisce se sia gente a favore o a sfavore di berlusconi. Ma chiamarlo "dimission-day" no eh?

Sto invecchiando, male. Una volta avrei detto "sto invecchiando male. maledettamente bene."
Adesso, mi dispiace, ma sto invecchiando male. (oh e lo dico l'unica volta che non parlo del passato)

Forse è solo il raggiungere la consapevolezza. Una maturità di certo non desiderata. Non capisco perché chiamino "maturità" l'esame di quinta superiore, quando uno in quinta superiore non capisce proprio un cazzo ed è tutto tranne che maturo. Non che poi a 25 sia diverso. Forse alla fine la maturità è solamente un percorso senza fine. Che si inizia con l'esame di quinta superiore.

Questo andare avanti, senza mai tornare indietro, lasciandosi tutto dietro, che porta solamente a fredde mattine dalle coperte troppo strette su letti troppo vuoti, con in gola il maldigola, e in bocca il sapore amaro delle birre bevute la sera prima, e in lontananza sullo sfondo ci sono le guglie di Parigi. Che in realtà sono solo 3 alberi spogli e 1 antenna della TV.

Aveva ragione Diego (ha sempre ragione Diego), aveva ragione Sorio (ha sempre ragione Sorio).

E poi ho ragione io, quando dico che la pioggia è peggio del cielo grigio, e che passato novembre non bisogna abbassare la guardia, sennò il dicembre e il natale ti prendono in sequenza che ti piantano un 2-0 secco. Poi hai voglia a passare gennaio e febbraio a tentare di pareggiare... prendi altre due pere.
Arriva la primavera che sei già sotto di 4 gol. Ma come mai che tutte le volte siamo già in ritardo prima di iniziare le cose?

E in realtà sono solo 3 alberi spogli e 1 antenna della TV.

giovedì 13 agosto 2009

Quelli che... l'11 settembre facevano roba per gli Alpha Alpha

L'altro giorno, su Facebook, mi sono imbattuto nel gruppo "quelli che l'11 settembre guardavano la melevisione". Diomio... un'altra generazione.
Un'altra generazione, che poi ora è quella che sta magari già facendo l'università. Persone che potrei trovarmi fianco a fianco fuori la sera, al lavoro, e in tante altre occasioni.
Allora... siamo davvero due generazioni diverse? Si? No?
E poi c'è una domanda che non ci facciamo troppo spesso. Ci chiediamo più spesso "tu dov'eri la sera del 9 luglio 2006?". Invece che chiederci "tu cosa facevi l'11 settembre 2001?"

Io l'11 settembre 2001 ero al pc. Come buona parte della mia vita, io sono al pc. E' un mezzo. Al pc (che poi col tempo è diventato un mac) ci ho giocato, studiato, lavorato, intrattenuto rapporti sociali, coltivato hobby.
Avevo 17 anni: tanti quanti ne aveva mio padre nel 68, quando inseguito dai poliziotti, lanciava sassi, e si rifugiava all'interno di scuole superiori compiacenti.
33 anni dopo, alla stessa età, io cercavo di cambiare il mondo in maniera un po' più legale e un po' più tranquilla: la musica. Al tempo, era in lavorazione il secondo album degli Alpha Alpha, "Hysteria", che sarebbe poi uscito il 26 aprile 2002.
In realtà quel giorno stavo lavorando ad un qualcosa di molto slow, quasi lounge, un beat un po' ripetitivo, accompagnato da un basso altrettanto loffio. Cercavo di adagiarci sopra un mio testo, una delle mie solite menate adolescenziali scritta un paio d'anni prima, qualcosa sulla scia di "Tutti i miei sbagli" dei Subsonica ma quasi al contrario: un partendo dai propri errori, arrivare a una sorta di ottimismo per il futuro. Un mezzo manifesto di positività.
'Na merda, insomma.

Ma è così, nessuno da il proprio meglio al di sotto dei 20 anni, e questo per fortuna è l'altra faccia della medaglia dell'invecchiare: il migliorarsi.
A volte quello che fai prima dei 20 è perfetto, nella sua imperfezione, perché rappresenta perfettamente il tuo pensiero dell'epoca e di quell'età.
Ma il meglio, lo dai sempre dopo i 20 anni. L'esperienza, vuol dire.

Insomma, sto loop girava un po' ma non mi convinceva troppo, il testo non ci si adagiava sopra troppo bene, e venne una certa ora, per cui uscii di casa. La TV era rimasta spenta, e ignaro mi avviai in bicicletta alla cabina, il ritrovo ufficiale di quella che poi sarebbe diventata appunto "La Compagnia della Cabina".
C'erano Sacchi, poco dopo arrivò Sorio.
"Oh, avete sentito? Dei terroristi hanno dirottato e fatto schiantare due aerei contro le torri gemelle, e ce n'è uno diretto verso la Casa Bianca! Dai, andiamo in casa mia a vedere la televisione..."
E poi il resto è storia, noi in salotto da Sorio a guardare la TV, senza renderci troppo conto che si trattava di un momento storico... forse ce ne siamo resi conto dal giorno dopo, dai titoli dei giornali.

Mio padre nel '68 tirava sassi, io nel 2001 facevo musica, lui non è diventato un brigatista, io non sono diventato un musicista, e nessuno dei due ha cambiato la storia.
Però ci siamo ritrovati per caso qualche sera fa, alle 21.10, mangiando entrambi in piedi, contemporaneamente, piatti diversi, che ognuno si era preparato per mangiare da solo.
Il mio mac stava suonando Lily Allen (niente Alpha Alpha quindi), io ero già in ritardo per una serata fuori (non da DJ nè tantomeno da musicista, solamente una serata fuori in borghese) e mio padre non era certo tornato tardi dal tirare sassi. Però in quel momento, tra un piatto di insalata e un wurstel spaciugato di ketchup, mentre Lily Allen cantava allegramente "Fuck You", credo si siano congiunti 33 anni di Atti.
Ed è stato un bel momento.

Ah, mio fratello A.A. non so dove fosse quella sera.

martedì 28 ottobre 2008

Sandy The Clown!

Lo sapevate? No? Ve lo dico, allora...
Io, insieme ai miei amichetti Diago, Sorio e Saccolo, faccio un programma in radio... proprio fatto tutto da noi! Si chiama Sandy The Clown, e va onda sulla web radio Radio Nebbia (www.radionebbia.it). Cosa vuol dire web radio? Che si ascolta solo da internet, cliccando sul tasto nella home page a destra, dove ci sono le cuffie e c'è scritto "ascolta la diretta".
Comunque, nel nostro programma si parla di musica, attualità, e tante altre belle cose... con tanta buona musica. Un po' tipo Walk The Line (quello che facevamo l'anno scorso) ma non è Walk The Line, quindi meno concentrati sulla musica, e un po' più dinamici... in tutti i sensi! Più bello, meno bello? A noi ci piace, e ci basta questo.
Quando va in onda? Tutti i mercoledì dalle 21.30 alle 22.30! Dove? L'ho già detto, su www.radionebbia.it
Ma nel caso vi siate persi le puntate precedenti, potete sempre scaricare i podcast... ovvero le puntate in mp3! Cliccando qui, nella nostra sezione, ci sono tutti i link ai file, e anche alle scalette... per farvi un'idea di cosa passiamo...

E se proprio volete sbocciare, andremo in onda anche in replica su RadioCitta'Fujiko (si si... quella di Bologna) sabato 1 novembre alle ore 14! Accendete la vostra radio sulla frequenza FM di 103.1 , ma si prende solo da tipo argile in poi... sennò la si becca sempre in streaming web da tutto il mondo sul sito www.radiocittafujiko.it ...

Quindi... o su RadioNebbia.it, o le repliche con i podcast mp3, o su RadioCittàFujiko via web, o su RadioCittàFujiko via FM... ma cacchio, ascoltateci! Avete quattro modi diversi... ci fa già piacere se ci ascoltate una volta sola, giusto per sapere che esistiamo e cosa facciamo, poi siamo già contenti... e se ce lo chiedete per mail, facciamo anche le DEDICHE e il DISCORICHIESTA !!! Scrivici all'indirizzo radionebbia.pieve@gmail.com

E già che ci sono, ne approfitto per dire che come la radio la facciamo noi, potete farla anche voi... è un progetto GRATUITO e aperto a tutti! Dai 14 ai 40 anni (e pure di più!)! Se vi piace fare i DJ, gli speaker, i tecnici audio, i giornalisti, o anche solo selezionare la musica da mandare, o qualunque cosa possa centrare con una radio... la mail è sempre quella!

... mercoledì sera alle 21.30 su RadioNebbia.it ...

martedì 24 giugno 2008

I confini della vita

A volte ti trovi in situazioni assurde, con persone assurde, in luoghi assurdi.
Capita a tutti… magari più spesso di quello che si pensa. Tipo l’ultima volta a me è capitato un mese fa… sono finito in una festa universitaria nell’appartamento di uno sconosciuto a Ferrara. Io, Sorio, Sacchi, e altre simpatiche guest star, in questo minuscolo appartamento di figli di papà, pieno di altri figli di papà e sfattoni, tutti a ballare "Susanna". E noi a farci mille domande. Una su tutte: ma Susanna è di Celentano? Un’altra su tutte: ma se uno tiene una Vespa in corridoio, dici che la usa come ciclomotore, o la tieni come oggetto d’arredamento? E se la usa come ciclomotore, ogni volta si fa una rampa di scale tirando su la Vespa a mano?

Ma ce ne sono tante altre. Ecco, credo che in quelle situazioni, e in quei posti, uno si trovi ai confini della vita. Della propria, vita. E magari dove finisce la tua vita, inizia quella degli altri. Come la libertà.
Oh, poi come tutti i confini si possono modificare, restringere e allargare.

Ma spesso sono cose divertenti. Perché uno poi torna a casa. Se ce l’ha, una casa.

Beh di che cosa pensavate che parlassi?

BLOGORROICO: facciamo un po’ come cazzo ci pare.

ah, dovevo fare il pagellone sull’Heineken…

martedì 5 dicembre 2006

La messa di mezzanotte a Natale & varie altre disfunzioni

…venere non ritorna. MAI. quindi è inutile anche solo farsi venire certi pensieri.
che tanto non tornerebbe indietro nessuno. che tanto qui corrono tutti: se ti senti inseguito dai fantasmi del passato, sei solo tu che stai correndo troppo piano.
e poi io non credo ai fantasmi.
Credo nelle rovesciate di Ganz, e nei riff di Matthew Bellamy…
Credo che prima di mettere la testa a posto, forse bisogna metterla storta. Ma forse è anche vero che mettere la testa storta, se sai già che è una cosa sbagliata, forse non ti porta da nessuna parte.
Certo è che anche il mio letto non mi porta da nessuna parte: però ci salgo sopra ogni sera.
Che paragoni del cazzo. Però mi piaceva, lo lascio.
Sto alternando maiuscole e minuscole, sto proprio utilizzando una licenza poetica che non ho e non potrei/non vorrei/non dovrei usare, ma ci sta bene e lo faccio.
poi dicono che dovrei farci un libro, lo so e lo farò, ma il bello del blog è questa editorialità fai da te e "easy publishing". cioè scrivo una stronzata, e oppalà già la leggono tutti.
un po’ come quando esci con una, neanche il tempo di tornare a casa e già "ci sei insieme". eh ma è il 21° secolo, va tutto così veloce…
…eppure ci sono cose che non passano mai, tipo la messa di mezzanotte a Natale. diomio che calvario. poi sei li, accaldato perché la chiesa è stipata di cristiani da minimo sindacale (quelli di natale&pasqua per tradizione), hai mangiato come un maiale, hai anche bevuto, ci sono tutte queste luci e queste candele, ci sono questi cori… è quasi un trip di sofferenza. però che palle la corale di penzale. bravi eh, ma diomio… dai andate a cantare da un’altra parte. perfavore. io volevo solo andare a messa.
ecco.
ma cosa c’entra tutto questo?
sai che non lo so?
mi stavo chiedendo: riuscirò a imparare dai miei errori? o ciclicamente compio gli stessi percorsi? riuscirò a imparare a non cadere nelle stesse cose? o vado sempre a ricercarmi le stesse situazioni?
sto davvero crescendo oppure no? mi merito un posto sicuro in cui vivere o "non ne sono degno", nel senso che non sono "la brava persona" che sembra che io sia (o che io faccia finta di essere)?
quanto sono border-line da 1 a 10?
dove devo stare?
quanto devo condividere con le persone con cui vivo (in senso lato e in senso alato e in senso a lato)?
riuscirò a darmi un ritmo/uno stile necessario per una certa vita? sarò mai in grado di vivere quello che devo vivere?
qual’è la mia vita?
ecco. eccomi in un "momento soriani". una volta (una settimana fa) avrei detto "eh ma è novembre". ora novembre non è più… sarà sto tempo di merda che lentamente mi uccide dentro. sarà.
certo che a londra è anche peggio. ma almeno è una città più viva di questa. che anche questa poi è una città viva, se la si sa vivere. non è che perché ci sei nato il tuo posto è una merda. diciamolo. smettiamo di dover credere che andarsene dalla propria città natale è per forza figo. può essere necessario, può essere bello, però smontiamo anche questo luogo comune del cazzo.
cento è una bella città, tiè. e smettiamo di dire che i centesi sono stronzi fighetti con la puzza sotto il naso. i centesi sono come tutti gli altri, alla fine, ci sono gli stronzi, i fighetti, quelli con la puzza sotto il naso, ok, forse sono anche la maggioranza della popolazione, può essere. ma non sono tutti così.
certo è che a cento c’è una mentalità ancora paesana,ma collocata in una piccola città. ovvero: non siamo il piccolo paese dove te ne devi andare per forza, perché qui, alla faccia di chi va di continuo a bologna, c’è già tutto (o quasi, a parte il rivenditore ticketone, il centro fastweb, il centro telecom, e altre cosine similari).
però c’è la mentalità paesana dove ovunque ti giri hai incollato sulla schiena il tuo userID con tanto di genitori, storia, rendimento scolastico, exragazze, compagnie con cui sei uscito, ecc. ecc.
e quello non te lo scrolli: allora o te lo costruisci bene, o cerchi di correggerlo. ma sono cose lunghe e impegnative… chi non ci riesce/chi non ha voglia di impegnarsi in questo allora fuga via verso altri lidi, senza maiscuola.
certo, a volte per ti vengono attaccate addosso delle etichette pesanti o false, e allora è normale "arrendersi". bisogna valutare caso per caso.

mi mancano alcune persone, lo so, è normale. ma venere non ritorna. MAI.
"I miss you, I guess that I should… 3500 miles away, but what would you change if you could?"
Niente. Non cambierei proprio niente di tutto quello che ho fatto.

poi a volte le cose non si mettono come vorresti, perché non si vive a compartimenti stagni, e non riesci a vivere di pippoinzaghismo. perché il pippoinzaghismo richiede una forma costante, che a volte non hai. e il pippoinzaghismo stesso contempla il fallimento. perché può succedere.
poi è vero che l’uomo non deve ricercare la perfezione: nel senso che la deve cercare si, ma non deve aspettarsi di trovarla. è un tendere alla perfezione. e qui ringrazio Giovanni Padovani, mitico e storico prof di Filosofia, che prima di tutto mi ha insegnato a pensare un po’ di più e un po’ meglio di quanto non avessi fatto nei miei 16 anni precedenti.
ringrazio anche Orsi per avermi fatto pensare a questa cosa che era nata dal mio post precedente.
che ci fosse Giulio direbbe: "va beh, ma nel pratico della bumbata della prima volta, la perfezione non puoi averla, quindi tendici pure, anzi, è un bene che tu ci tenda alla perfezione… ma se devi stare ad aspettare di trovarla non bumbi più!"
a volte Giulio è anche una persona seria, nel suo essere Giulio.
e io invece che non sono Giulio, potrei dire citando i Bluvertigo: "la perfezione è un’utopia: ed è per questo che va ricercata".
va ricercata, ma non aspettarti di trovarla su questa terra.

una volta, eravamo ubriachi e minorenni in gita a Salisburgo, e nacque un altergo abbastanza serio sulla differenza tra i termini "cercare" e "trovare". qualcuno sosteneva che fossero sinonimi, io invece ero convinto (e lo sono tutt’ora) che mentre "cercare" indichi un’azione con esito incerto, ancora sconosciuto, "trovare" indica un’azione già con esito che tende al positivo. poi è vero che possono essere usati anche come sinonimi, ma vabè, l’italiano è piuttosto versatile.
sto ascoltando in sottofondo "august and everything after". un album del genere in sottofondo è come usare la birra Du Demon per cuocerci i wurstel. ciao la Du Demon! saranno anni che non ne bevo. sarà da quando ero minorenne, forse.
bei tempi quelli… c’erano meno pensieri: oppure, ce n’erano lo stesso tanto e a loro modo altrettanto seri, eppure c’erano meno problemi. ecco, è questa la differenza: ci sembrava avessimo tanti problemi e in realtà ne avevamo un tot meno di quelli che adesso. ogni cosa che guadagni è una cosa da gestire.
certo, tutto questo se vuoi vivere davvero. perché se ti accontenti di vivere con l’autofreno e il cambio automatico, e magari anche le righine tratteggiate per terra, come in GP-GP2-GP3-GP4, allora forse non cambia molto. ma allora te non stai vivendo, bell’uomo.

boh e poi ci sarebbe tanto altro da dire, a questo punto sacchi non starà più leggendo, e si lamenterà dei miei post sproloqui troppo lunghi. ma se sta leggendo fino a qua si meriterebbe un premio: tipo che io andassi con lui a Milano per gli incubus… si ma fino a Milano… e poi 30 euro… dai, che si accontenti dei verdena all’estragon. E poi sto già ascoltando "il suicidio del samurai".
inevitabilmente BLOGORROIC: un modo inutile per passarsi il tempo invece che studiare.


mercoledì 22 novembre 2006

Orzo

Domani si laurea Orsi. Bene. Eh sono momenti di vita… cioè per me non cambierà niente, per lui cambierà tutto. Credo che per la mia laurea sarà diverso. Credo che la mia vità non cambierà di molto, perlomeno nell’immediato: e invece credo che sentirò la laurea più qualunque altro. Beh, perché in fondo il Dott. Atti E. (il Dott Atti A. esiste già) sarebbe un vero event sociale. Chi l’avrebbe mai detto? Io no.
E adesso vi regalo una perla che ho scritto e mi è piaciuta.
E’ un racconto? E’ un saggio? E’ verità? E’ finzione? Quando è stato scritto? In che periodo? A chi si riferisce? Di chi sta parlando? Verrà riciclato per altre cosine di Atti?
Domandare è lecito, rispondere è cortesia, siccome si dice che io sia stronzo sono scortese e non rispondo. Ognuno lo interpreterà come gli pare, e ci farà sopra i suoi viaggettini e le sue interpretazioni. Viaggiate gente viaggiate… tanto è gratis…
Ricordatevi solo di una cosa, e qui cito il grande A. Soriani: "L’unico che capisce al 100% il mio blog sono io."


ORZOdi Enrico Atti

“Cosa devi dirmi?”. E’ quello che le ho chiesto.In realtà sarei io che dovrei dire qualcosa. Il problema è, come sempre, cosa. Forse sono sempre e solo i soliti vecchi abbandoni. Che una volta li fai, e una volta li subisci.Sempre gli stessi incroci. Ok, strade diverse, ma gli incroci, sono sempre gli stessi, con gli stessi semafori.E gli stessi incidenti. Come quelli dei computer di scuola guida, dove in fantomatici incroci a sei strade, riuscivano a passare contemporaneamente trattori, tram, TIR, e autovetture di ogni tipo. E a imbussarsi, con dinamiche del tutto assurde. Mai nessuno che accennasse a frenare, nemmeno uno che togliesse anche solo il pedale dal gas. BUM!A volte c’è solo freddo, dentro e fuori. A volte non fa rilevanza. A volte non è quello. Penso che alla fine ci siano solo due cose: essere testa di cazzo e non essere testa di cazzo. Questo si che fa rilevanza.E penso di essere una testa di cazzo. Orgoglioso di esserlo.E alla fine sono solo io che non me ne sto rendendo conto. E se me lo dicesse qualcuno, non conterebbe. Ne sono sicuro.Lei cerca solo di dare un motivo alla pioggia. Dico, no dico, ma come si fa?Non come si fa a cercare di dare un motivo alla pioggia… Quello lo capisco. Piove, fottutamente, piove, e ti chiedi perché. Il motivo.Io mi chiedo come si fa a trovarlo. Come si fa? Semplice, non si fa. Non si trova. Non c’è un motivo per cui piove. Perché adesso piove? Perché adesso e non tra 5 minuti?Non c’è una risposta.Basta aspettare il sereno, ecco la risposta. Lei forse dovrebbe solo aspettare il sereno.Perché se uno dice “ci siamo lasciati” tutto pensano che tu sia stato mollato? Perché, se dopo aver detto “ci siamo lasciati” loro ti chiedono il motivo e tu rispondi “non lo so”, pensano che tu sia stato mollato?Perché? Non può esistere che uno molli una persona senza sapere perché?La verità è solo che io ero partito da casa con una idea ben precisa. Quale? Eh, conoscerla sarebbe un altro paio di maniche.C’è una figura poligonale di più lati, e una coperta troppo corta per coprirli tutti. Qualcosa rimane scoperto. E a volte temo di essere solo io, a prendermi tutto il freddo. E dire che sarebbe bastato solo un cappello. O un cappellano.Alcune persone a volte tengono sulle spalle fin troppo peso, e poi cedono, o sbagliano lentamente. E non è giusto. Non è che perché uno sia più saggio a volte non possa sbagliare.Non ho più voglia di fare tante cose. E sono stanco. Voglio essere libero a livello mentale.Lei non mi capisce. D’altronde nemmeno io mi capisco, fargliene una colpa mi pare quasi eccessivo. Eccessivo come la mia sicurezza, di poter trovare qualcosa di meglio al di fuori di lei.Devo solo capire se lei è un paio di stampelle di cui posso farne a meno o se lei è le mie gambe.Una volta tutti gli alberi del viale si sarebbero girati per applaudirmi. E me li sarei meritati tutti quegli applausi. Adesso chissà come stanno, magari anche loro si cagano in mano dal terrore di essere abbattuti come i loro vicini di via Ugo Bassi.Cosa vuol dire amare? Prendo il vocabolario e ci guardo. Sentire e dimostrare un profondo affetto per qualcuno. Mmh… sai che cadrebbe mezzo mondo?Qualcuno che ha trovato il senso di amare e che cazzia la metà di chi crede di amare? Perché nessuno legge i vocabolari?Sentire e dimostrare. L’ho trovato anche in un’altra delle cinque definizioni del verbo.Dimostrare. Io non sto dimostrando proprio un cazzo. Allora non amo?Bella domanda, che ho iniziato a pormi, e che mi pareva indubbia. Ma come si fa? Quando inizi ad accorgerti che ti contraddici ad ogni virgola, che la frase più frequente è “non lo so” e che infarcisci le frasi con “forse”, “magari”, “probabilmente”, allora dovresti chiedertelo. Forse.Dovresti chiederti “la amo?”.Che poi, non è un concetto binario. Perché sia chiaro, tra 1 e 0, ora come ora non mi sento di poter affermare con certezza nessuno dei due. Sto ancora in analogico.Io. Che ero impazzito per una analogic girl.La bellezza del single player. Peccato che termini con il game over. Ma, forse, adesso sono diverso e più forte. Forse. Dipende se mi sto togliendo le stampelle, o se mi sto togliendo le gambe. Perché, sia chiaro, io non sono Alex Zanardi. Non sono neanche un decimo. Io già faccio fatica con le gambe, figurati senza.Forse sono solo i due binari che si stanno incrociando, o che si stanno allontanando. Ma non ha importanza: basta non siano più paralleli, e il treno deraglia. Ed ecco la strage.E’ anche una questione di verità, di quello che la gente vuole sentirsi dire. Di quello a cui sono disposto ad arrivare come uomo, e dove i miei fottuti principi assurdi vanno a dire qualcosa.La verità è importante. Ma non so qual è.Cos’è cambiato? Io? Lei? Il mio punto di vista? Il suo comportamento? Forse tutte queste cose messe assieme. Ed ecco che nasce uno scenario nuovo.Ma non lo capisce che ho semplicemente bisogno di NON uscire con lei? Allo stesso modo in cui lei ha bisogno ogni tanto di uscire con me? Io ho bisogno di NON sentirla come lei ha bisogno di sentirmi?Non capisce che ho voglia di stare da solo, ma non perché non voglia stare con lei, ma perché voglio stare da solo?No. Forse dovrei solo spiegarglielo.Poi c’è che non mi capisce, e forse questo è un indice di molte cose, rilevanti o meno.Non posso e non voglio perdere tempo della mia vita a incazzarmi con una persona. Qualunque cosa è meglio di questo. Forse se mi incazzo è perché ci tengo veramente.Però non lo so, mi sembrava quasi cercassi il primo pretesto per metterla sul tragico. E finirla.Certo che è anche così, uno si trova in crisi psicologica, e invece che trovarti la tua morosa dolce e carina se la ritrovata mestruata e guasta. E allora non ti da certo una mano.Poi, dai, la sua immaturità (o maturità) relativa alla sua età viene fuori in maniera devastante. E questo, forse è l’unica cosa del quale sono quasi certo, non è colpa sua. Ma nemmeno mia, sia ben chiaro.Piove sempre sul bagnato. Oh, toglieremo le slick e metteremo le intermedie. O quelle da pioggia, dipende da quanta ne viene giù. Tanto sta corsa alla fine la dobbiamo vincere comunque, non ce ne frega un cazzo.Cosa è che spinge un uomo? Tira più un pelo di o un carro di buoi? Se non tira più nessuno dei due, la fuga finisce e si rientra nel gruppone? Di che cosa? E se il pelo di ricomincia a tirare, allora la fuga arriva al traguardo? E i buoi allora? Tirano? O invece della fuga, arriva la… (un rapido cambio vocale e ci siamo tutti).Vuol dire. Va là che alla fine un uomo è soddisfatto con il suo single player e il suo gt4.E’ questa la verità. Bastano poche cose a un uomo: la birra fredda, il suo videogioco, il calcio, e po’ di … (sempre lo stesso cambio vocale di prima).L’aria pura di un cielo pulito. Il poter girare a testa alta, senza motivo. Questo è quello che voglio. Io cerco questo. Voglio essere solo io.E riguardo questi giorni, ancora tanto ce ne sarebbe da dire, e da fare.Ci sarebbe da parlare di quando un mese fa nessuno avrebbe pensato questo. E di quando non pensavo di poter addirittura prevedere la mia imprevedibilità. Di quando l’ovvietà era alla portata di tutti tranne che alla tua, e di quando nessuno osò dirtela. Tanto non l’avresti capita.E ci sarebbe da discorrere sugli errori più grandi della tua vita, che in buonafede ti hanno portato a questo sogno. Che sta per finire? Forse nuovi errori ti stanno portando alla fine di un sogno, o all’inizio di un altro sogno? Ma sei in buonafede? Ci sarebbe da discorrere di uno scontro logico-filosofico.Ci sarebbe moltissimo da dire ancora. Sei mesi sono tanti. Ma due giorni sono anche più lunghi.Comunque, alla fine è tutto come l’orzo. Credi che si trovi solo nel caffelatte che bevevi quando eri bambino. Poi te lo ritrovi anche nella birra Moretti.Ci sono cose che le vivi da bambino, in maniera diversa, e pensi che non torneranno più. E poi quando cresci te le ritrovi, diversissime. Perché in effetti sono diversissime. Però, ti sembra abbiano lo stesso sapore.Chi sta amando chi? Lei ama il me che sono o il me che ero? E la amo per quello che è o per quello che era? O più semplicemente, la amo?Di una sola cosa sono sicuro: questa birra Moretti sa da orzo.


martedì 21 novembre 2006

Dai 16 in poi (e anche prima)


Ripensavo (il che implica il fatto di averci già pensato) al mio "passato" (e come dice Kama, artista semisconosciuto, bisogna innanzitutto capire se è davvero passato o se è ancora li).E riflettevo (come uno specchio) sul modo in cui ho speso il mio tempo.
Cioè, io sabato sera ero fuori con i miei amici e non a trombare, per dire. Ed ero contento, non me pentivo. Questo non vuol dire che preferisca in assoluto i miei amici al trombare, e non voglio dire nemmeno il contrario: sono due cose diverse, con tempi modalità e persone diverse, che dovrebbero convivere in maniera parallela nella vita di ognuno. Poi c’è chi le vuole far convivere e chi no. Ma cazzi altrui.E allora ho pensato anche alle scelte. Le scelte che si fanno. Cioè, ho passato buona parte della mia adolescenza e post-adolescenza prevalentemente da solo o con gli amici. Magari altri hanno passato lo stesso tempo a intortare ragazze.
Forse a suo tempo avrei preferito intortare ragazze, tuttavia se lo avessi fatto ora non avrei i fantastici amici che ho, e chissà quante cazzate di Sacchi mi sarei perso, quante lollate con Diego, quanti ragionamenti sulla vita con Sorio, quante minchiate con Orsi, quanti discorsi con Cotolino.
Ora ho tantissimi aneddoti su di loro, e sulle nostre serate, e magari un po’ con delle ragazzine. Sono scelte: non esiste "ho fatto bene" o "ho fatto male", alla fine le ho fatte e baste, e ora sono contento. E se avessi fatto scelte diverse, sarei contento in un modo diverso, perché sarei diverso.
O sarei scontento. Dipende dai momenti. Ma quello che voglio dire è che alla fine è tutto relativo.
Voglio dire: ora potrei essere tranquillamente completamente ubriaco a vomitare tequila in uno sporco cesso in un appartamento di Londra, dopo aver passato una notte a bere merda con i miei amici londinesi di cui uno pakistano, uno gay, e uno che tifa Manchester United. E potrei essere contentissimo anche così. Poi perché adesso è un lunedì sera, ma magari il sabato poi ero stato in una qualche disco alternative a sentire i Franz Ferdinand e poi a ballare break’n'beat e drum’n'base e Prodigy, Depeche Mode, e Chemical Brothers. E magari avevo anche rimediato una bumbata con una inglesina. O una inglesetta. O una inglesona. Oh si, magari dopo che ti sei bevuto chissà cosa non è che giri con un calibro in mano per misurare la vita (inteso come girovita) delle ragazze. Mica sono Orsi, il leader del partito del culo… io voto per la tetta! :asd:
Oppure potevo ritrovarmi in uno scenario simile, ma molto più terra terra, economico e sfattone, a girare tra l’Estragon e i portici di Bologna in compagnia di BS e Podda. Con tanto di felpa con cappuccio e birra da 66 in mano.
E ragazzi, a questo scenario c’ero vicino tanto così… 80° classificato a Scienze della Comunicazione su 1400 iscritti. Poi ho scelto Comunicazione Pubblica a Ferrara.
Ed eccomi qua.
E forse un giorno me ne andrò via davvero, andrò a vomitare a Londra, o a spillare birre a Edinburgo, o non lo so, chissà, forse, può essere, credo e spero di avere ancora tanta vita da vivere, "a modo mio", ovunque la vada a vivere, e tanta voglia di divertirmi, ma in senso "buono sano e pulito" (il che potrebbe cozzare con alcune descrizioni drogalcoliche fatte poche righe sopra, ma in realtà no, e prima o poi ne parlerò in un post).
Ma per ora no. But not today. Ora sto bene qua. Sono contento qua.


mercoledì 1 novembre 2006

Novembre (mese del ca**o)


A) PAGELLONE DA VILLA CHIARELLI
Voto 10 alla gnocchettina morettina con i capelli boccolosi. Il trofeo "Serginho" della serata va a lei.
Voto 9 alla scelta di evitare il vino rosso. Geniale, nella sua semplicità. Siamo in una festa dove c’è poco spazio… la gente si urterà e si roverscierà addosso tutto… poi molti sono in maschera, c’è del minorennismo, si rischia che qualcuno debba riportare a casa il costume bianco preso in prestito dalla zia tutto macchiato di rosso. Inequivocabilmente, vino rosso. Allora? Allora non si prende il vino rosso. Prendiamo rum, vodka, martini, cocacola, vino bianco, ma non il rosso. E così la gente si sversa tutto addosso, ma senza macchiarsi. Geniale, nella sua semplicità. Mio padre non approverebbe, lui che oggi compie gli anni e ama il vino rosso. Beh ma lui non ha mai fatto un halloween a villa chiarelli. E mai lo farà. Anche per questo motivo.
Voto 8 al Coca-Martini. E’ sempre lui.
Voto 7 alla scenografia e alle luci. Effetto epilessia, effetto abbaglio, effetto spermacciate di Fabio Volo, effetto non vedo un cazzo, effetto bearound colorati, effetto tenda rossa dietro c’è della gente che c’è?, effetto dove sono tutti. E poi c’era una che aspettava il vino bianco seduto in una cassa da morto.
Voto 6 a chi c’è un po’, si impegna un po’, si degna un po’, e va via un po’. Un po’ prima. Onesto.
Voto 5 a Benny D… Premio (B)LOGORROIC della serata. Inizia a parlare alle 9, e smette alle… credo debba ancora smettere. Fermatela! :D (scherzo un salutone a Benny D. la ringraziamo per avere movimentato, a livello audio, la serata!)
Voto 4 a Luca Rodolfi ubriaco che "si, mi sono innamorato di 2 o 3 tipine…" Evviva la sincerità!
Voto 3 a Gallo-occhialuto che attacca la sirena con tanto di lampeggiante rosso. Così, senza motivo. Neanche ci fosse un happy hour…
Voto 2 a un Soriani spentissimo nell’animo. Non è nemmeno parente con il Samba Twins che conoscevamo. Questo vuole essere un voto d’incorraggiamento, perché in realtà si meritava uno…
Voto 1 al vocalist, grassissimo, che dimostra 26 anni e invece ne ha meno di noi. Premio INPS della serata. E soprattutto, fa il vocalist anche quando la sala è COMPLETAMENTE VUOTA! Ma anche quando è completamente piena… c’era bisogno di un vocalist? Non bastava gibbo a dire "dai ragazzi! venite qua per i secchini!" Mah…
Voto 0 ai ricambi Nissan. Possibile che per un cazzo di cavo che apre lo sportellino del serbatoio, tra pezzo (solo originale) e manodopera, debba pagare 100 euro 100???

B) TROVARSI
Sai, a volte capita di avere rapporti con persone alla Tom Becker & Oliver Hutton. Poter fare cross a occhi chiusi, e poterli ricevere. Ci sono coppie davvero così. Coppie nel senso più numerico e asessuato del termine. Amici, padri-figli, fidanzati, busoni… tutto.
Ed è oltre che bellissimo e stupendo, anche rassicurante. Insomma, fai il tuo lancio, o lo aspetti, e sai che arriva esattamente li come lo immaginavi, o sai che c’è a prenderlo esattamente come pensavi.
Oh, poi la vita è come il calcio, magari capita che uno a volte sia qualche metro indietro, che capisca male, che sbagli lo stop, o il tiro, o che lisci, vabbè. Ma stiamo parlando di alti livelli, quindi è raro, e comunque, ci sta, può succedere, la perfezione non è umana, credo dicesse la cate. Era lei? Boh, non importa. Certe frasi necessitano di padre, certe altre no. Dipende se sono frasi soggettive. Questa non ha bisogno di madre.
Insomma, bene o male, sai che però il tuo Tom/Holly c’è.
Invece una mattina qualcuno si è svegliato, ha fatto un cross perfetto e in mezzo all’area non c’era nessuno. Io che ero Pippo Inzaghi, che mi mettevo pure a fare i cross. Beh mi volto, e cerco Zizou. Beh, non c’è mica. Ma dov’è finito? "Behmo mister, ma dov’è finito Zizou?"
"Ah, quel coglione ha perso la testa, e gli è caduta addosso a Materazzi. L’hanno espulso."
Ah.
Bello bello Zizou, però se poi scompari all’improvviso…
Per fortuna che ci sono i sempre i vari Nedved & co. a prendere i cross. Forse sono meglio loro alla fine? Non so, sicuramente su di loro ci puoi contare, puoi fidarti. Beh e a calcio vuol dire. Peccato per Zizou, davvero, non meritava di finire così. Ma chi l’ha tirata la testata? Eh allora chi è causa del suo mal pianga se stesso…

C) NOVEMBRE (mese del cazzo)
Mah, oggi inizia novembre, vedremo quanto quest’anno confermerà la regola…

martedì 26 settembre 2006

Fobia del sociale

L'altro giorno, per caso, sono entrato al bloom. Più che per caso, per andare in bagno. Va beh ma forse sarei entrato anche se non dovevo pisciare... giusto per farci un giro. In fondo l'ultima volta ci ero entrato a giugno, o forse addirittura maggio, insomma la scorsa stagione. E per stagione intendo il senso calcistico, da settembre a giugno. Lo stesso senso di anno scolastico. Ma anno scolastico lo si usava ai tempi delle superiori. Ora c'è l'anno accademico, ma non è la stessa cosa... l'anno accademico ha la pausa estiva ma dura da ottobre a settembre... dura 12 mesi...
Beh comunque al bloom c'è un palco nuovo ancora più grande e più bello. E più alto. C'è anche meno posto per i tavoli per la gente. Quindi la gente ci sta ancora più stricata.
Ma la questione è che quando sono entrato... ho provato fastidio. Entrare dentro un posto, e sentirmi osservato da tante persone in maggioranza più piccole di me, e sfigate, mi ha dato fastidio.
Non lo so, per me è stato strano, non mi era mai capitato di provare fastidio in questo modo... si diverse volte magari non mi ero sentito a mio agio ma vabbè quello capita, spesso anche con una camicia indosso non è che sono a mio agio come con una maglietta però la camicia non mi da certo fastidio.
Bah.
Ma la questione è che oggi entrando al mcdonald ho riprovato la stessa situazione, in un contesto simile. Fastidio. Cinni e cinne ancora più piccoli, ancora più sfigati, e ancora più ferraresi.
Avevo voglia di leggermi un po' il mio "Oceano Mare" imprestatomi da Soli... ma li dentro sarei stato a disagio, non ce l'avrei fatta.
Alché ho anche pensato: oddio... mi da fastidio entrare al bloom con tutta sta gente... mi stanno sulle palle i cinni e anche le cinne delle superiori... ho voglia di stare da solo per i cazzi miei e leggermi Baricco... sto diventando come Soli! :asd:
Poi ci ho riflettutto e ho detto: calma, no. O perlomeno non ancora. Perché anche se provo disagio con tutti queste "cinni" e "cinne", devo dire che di cinne me ne bumberei almeno un quarto. E in alcuni momenti potrei toccare punte percentuali del 50%.
In fondo, c'è gente che fa la superiori che c'ha poi i suoi 18-19 anni... alla faccia dei cinni e delle cinne...
Ma la questione non se io stia diventando come Soli oppure no ( :asd: ). Non è questione se divento come Soli, come Diego o come Sacchi... è questione che sto diventando qualcosa non sono più io! Questa "paura del sociale" o meglio "fobia del sociale" non è da me e mi preoccupa un po'.
Quando sarò sopra un palco e la sentirò di nuovo allora vorrà dire che c'è qualcosa che non va. Anzi, che c'è qualcosa che va. Qualcosa che va via. Un po' di me, ad esempio.
Sarà solo un po' di me che se ne va. Solo un po' di me che se ne va. "Solo". Come se fosse poco. Io tremo, te lo dico, io tremo. Non sono mica Manuel Agnelli.

Counting Crows - "Have you seen me lately?"

Get away from me, just get away from me
This isn't gonna be easy
But I don't need you, believe me
You got a piece of me
But it's just a little piece of me
And I don't need anyone
And these days I feel like I'm fading away
Like sometimes when I hear myself on the radio

Have you seen me lately?
Have you seen me lately?
Have you seen me lately?...

I was out on the radio starting to change
Somewhere out in America,
it's starting to rain
Could you tell me the things you remember about me
And have you seen me lately?

I remember me
And all the little things that make up a memory
Like she said she loved to watch me sleep
Like she said: "It's the breathing,
it's the breathing in and out and in and..."

Have you seen me lately?
Have you seen me lately?
Have you seen me lately?...

I was out on the radio starting to change
Somewhere out in America
it's starting to rain
Could you tell me the things you remember about me
And have you seen me lately?

I guess I thought
that someone would notice
I guess I thought
somebody would say something
If I was missing
Can't you see me?
Come on color me in
Come on color me in
Give me your blue rain
Give me your black sky
Give me your green eyes
Come on give me your white skin
Come on give me your white skin
Come on give me your white skin

I was out on the radio starting to change
Somewhere out in America, it's starting to rain
Could you tell me the things you remember about me
And have you seen me lately?
Have you seen me lately?
Have you seen me lately?...

Altra canzone "a tema" (stile saccolo :asd: ): Afterhours - Bye Bye Bombay

sabato 16 settembre 2006

Are you happy when you're sleeping?

è colpa tua che ti sei arreso?
è lei che è una testa di cazzo?
davvero non eri tu la chiave per la sua toppa?

bah... domande. si vorrebbe tanto una risposta. una risposta vera. LA VERITA'. quello che le donne non dicono. LA VERITA'. Enrico Ruggeri ha scritto una canzone. "Quello che le donne non dicono". Una canzone bellissima e stupendissima per carità, anche cantata da Fiorella Mannoia. Ma una canzone di cazzate. D'altronde, non poteva che essere che così. E' bella per quello. Perché le donne dicono cazzate. LA VERITA' è appunto quello che le donne non dicono. bastava una traccia audio di 5 secondi 5, dove Enrico Ruggeri e Fiorella Mannoia, magari a due voci, dicono "LA VERITA'". titolo della traccia: "Quello che le donne non dicono". avrei apprezzato in egual modo.

Ora devo una dedica a me stesso al mio caro amico Alessandro. Un'altra? Che siete, due busoni?
No amici miei, dovete sapere che l'amicizia vale più di mille trombate.
(beh forse mille è un numero alto, dipende poi anche con chi le fai e come le fai, perché c'è trombata e trombata, ma c'è anche amicizia e amicizia).
Ma credo di aver imparato sulla mia pelle e non solo il valore di certe cose.

Prima della dedica, la devo spiegare. Si tratta "A Murder Of One", dei Counting Crows, la traccia 11 dell'album August and Everything After. Un capolavoro.
E' una canzone che Adam (il cantante della band) dedica a una propria amica, soffocata da un rapporto troppo opprimente nel quale lei si è rifugiata. La famosa sicurezza che costa troppo, quella del mio intervento "Non ho nulla da aggiungere" di qualche settimana fa. Quella del "non sto male in fondo", ma anche quella che ti guardi allo specchio e ti chiedi "ma io sto bene"? E non riesci a rispondere si senza abbassare gli occhi.
Ci sarebbe tanto da dire su questa canzone, ma mi limito a questo... qualcuno potrà dire, e anche giustamente
"ma che cazzo ve la dedicate? nè tu nè il tuo amico Alessandro state con una quindi che rapporto opprimente avete?"
E' qui amico che ti scazzi... guarda oltre il tuo nasino. Guarda oltre la metafora... il rapporto padrone-schiavo non è per forza tra il proprio compagno-compagna e sè stessi... è anche tra sè stessi e sè stessi... le piccole "cuccie" che ci si a creare. I piccoli ripari, i piccoli amplessi consolanti, le piccole capanne nei confronti del mondo, il piccolo teporino e il piccolo cantuccio in cui riposare. In cui non stai male, no. Davvero, non ci stai male. Ma vienmi a dire che ci stai bene.
Un po' come dormire in tenda, ecco. Alla fine è un posto al riparo dove dormire, alla fine è sempre un parcheggio dove mettere la macchina senza prendere la multa. Però non mi venire a dire che stai al comodo, o che la tua macchina è all'ombra.
A proposito (pochi sanno che...), "contare corvi" (Counting Crows) fa parte di una diceria anglosassone secondo la quale contando corvi si può conoscere il proprio futuro: un corvo porta dolore, due gioia, tre matrimonio e quattro un figlio/a. Adam modifica leggermente questa diceria e la inserisce nella canzone... e da questa nasce il nome della band. E anche parte della canzone, dato che il tema della canzone sembra ispirato dal film "Signs of life" del 1989 nel quale viene appunto citata questa tradizione anglosassone.

Counting Crows - "A murder of one"

Blue morning, blue morning,
wrapped in strands of fist and bone
Curiosity, Kitten,
Doesn't have to mean you're on your own
You can look outside your window
He doesn't have to know
We can talk awhile, baby
We can take it nice and slow

All your life is such a shame, shame, shame
All your love is just a dream, dream, dream

Are you happy when you're sleeping?
Does he keep you safe and warm?
Does he tell you when you're sorry?
Does he tell you when you're wrong?
I've been watching you for hours
It's been years since we were born
We were perfect when we started
I've been wondering where we've gone

All your life is such a shame
All your love is just a dream

I dreamt I saw you
walking up a hillside
in the snow
Casting shadows on the winter sky
as you stood there counting crows
One for sorrow, two for joy
Three for girls and four for boys
Five for silver, six for gold and
Seven for a secret never to be told

There's a bird that nests inside you
Sleeping underneath your skin
When you open up your wings to speak
I wish you'd let me in
All your life is such a shame
All your love is just a dream
Open up your eyes
You can see the flames
of your wasted life
You should be ashamed
You don't want to waste your life
You don't want to waste your life
You don't want to waste your life
Change, change, change!...

I walk along these hillsides
in the summer 'neath the sunshine
I am feathered by the moonlight
falling down on me...

Change, change, change!

... CHANGE CHANGE CHANGE!!!

martedì 12 settembre 2006

How long must I wait?

C'è gente che la notte non riesce a dormire. Chi perché lavora, chi perché gli danno fastidio le zanzare, chi perché ha mangiato pesante, insomma i motivi possono essere tanti. E c'è chi non ci riesce perché c'ha troppo da pensare.
Questa è per il mio amico Alessandro.

The Strokes - "Vision Of Division"

Sing me a song, you can be
Tell me a tale, just like me
Don't turn it my way, Happy and free
I'll turn it to shit, Happy and free

Oh ooh

All that I do is wait for you
All that I do is wait for you
I can't get along with all your friends
Don't know how to act
That's all there is
Why do I accept the things you say?
You know what to change
But not in what way
How long must I wait?
How long must I wait?
How long must I wait?
How long must I wait?
How long must I wait?

I am not you, we could have
I'm almost through, great success
It's about time, such a success
That you came through, at no expense

Oh ooh

All that I do is wait for you
All that I do is wait for you
I can't get away from all your friends
I'm not coming back
That's all there is
Why do I accept the things you say?
You know what to change
But not in what way
How long must I wait?
How long must I wait?
How long must I wait?
How long must I wait?
How long must I wait?

sabato 2 settembre 2006

Muccino sarebbe contento. Gabriele, dico. Silvio... lasciamo perdere.

In questi giorni così particolari proprio per il loro non esserlo, particolari per la loro anonimità (si dice così?) tra filosofi si disquisisce su cose particolari.
La vita è fatta delle cose che fai o c'è dell'altro? Se non ti senti felice, riempirsi la vita di cose è una soluzione per la felicità o è solamente un palliativo?
Sono interrogativi molto mucciniani ma... ma alla fine sono interrogativi a cui c'è gente che cerca di dare una risposta.
Forse non abbiamo un cazzo da fare, anche, si, probabilmente, ma forse non abbiamo un cazzo da fare proprio per questo motivi.

non so se la vita sia fatta delle cose che uno vive o se ci sia altro...

...e se c'è altro, che cosa?

Ringraziamo il Dott. Soriani per la partecipazione e per l'avviamento dell'argomento nel proprio blog.

mercoledì 16 agosto 2006

Le cose che mi colpiscono

Ci sono quelle cose che ti colpiscono, che ti rimangono impresse e ti lasciano il segno, anche solo per qualche giorno...
Ieri sera mi ha colpito la chitarra di Soli: davvero bella, color nero lucido, robusta, resistente, ha un suono bellissimo. Soprattutto a contatto con la mia testa, quando Sacchi cerca di passarla alla Linda ma sotto effetto alcolico sbaglia un po' le misure... ecco questo mi ha colpito veramente molto. Ho ancora un bel bernoccolo.
E poi mi ha colpito lo stipite di camera mia. Rientro in casa alle 5 e un quarto, che uno forse vuole solo dormire, apro la porta ed eccolo li! In tutto il suo splendore, che atterra sulla mia spalla destra!
Per carità, tutte banalità, non che per queste cose mi sia svegliato a un orario diverso la mattina, ma sono tutte cose che ti colpiscono. E che a volte ti lasciano un po' il segno.

Riguardo la bella giornata passata ieri, ricordando i momenti di ringraziamenti del guestbook degli Alpha Alpha di un tempo, si ringraziano nell'ordine:
-Diego e il suo best moment (la corsa in mutande e calzini tipo hooligan inglese)
-Soli e la sua iperirritazione schienale
-Sacchi e il suo gesto "che neanche Manuel Agnelli!" ROCK!
-Orsi e la Madda (con gavettone a sorpresa di Nedo!)
-Cotoselly
-ElisaG, ElisaF, SaraB (e i biscottini), SaraC (in acquacontrovoglia), Fre (non in acqua ma prima o poi ci finisce), CateG e le sue verdure, AnnaRom (ospite internazionale a sorpresa) e la padrona di casa Linda!

Ah, dimenticavo la splendidissima Rana Bue AndreaSilvestri... :asd:

16 agosto 1996 - 16 agosto 2006 : 10 anni di ATTILANTA!

mercoledì 21 giugno 2006

Notti prima degli esami

Eh... che dire! Sono notti prima degli esami queste...
Notti prima degli esami di maturità, per fortuna non dei miei che ho già dato, ma di quelli di tanti amici e amiche importanti di tante scuole diverse... è bello pensarli tutti su un banco ognuno diverso, in un corridoio diverso, in una scuola diversa, ma a scegliere tra gli stessi 5 temi... e pensarli la sera prima a ripassare le ultime cose, o a cercare di dormire in preda all'insonnia e agli incubi, o a farsi bumbare dal proprio moroso... (mmh questa non credo però faceva molto Venditti ed era bello pensarlo... :asd: )
E ripenso alla mia maturità, o a quella di mio fratello, e ai suoi riti... per la precisione due: la passeggiata con il cane (che quando capitò al guinzaglio con mio fratello si stupì tantissimo, non gli pareva vero... era la prima volta che lo cagava in un anno di vita!) e l'ascolto forzato di "Notte prima degli esami" di Venditti.
Ricordo anche il pomeriggio prima: venne uno scroscio incredibile di acqua e si allagò mezza casa, ma io stavo scrivendo la tesina ascoltando Elio e le Storie Tese e quasi non me ne accorsi... e alla sera era venuto talmente tanto fresco che feci la passeggiata con il cane con un felpino indosso. E incontrai Soli in piazza.

Notti prima degli esami... ma di esami non ci sono mica solo quelli di maturità delle mie amiche. Ci sono anche quelli dell'università, quelli da svegliarsi presto per andare a Ferrara, quelli che la sera prima invece di studiare mi faccio un film e una birra... oppure quelli dove cerco di ripassare qualcosa... anzi, proprio di studiacchiarla, perché magari i libri non li ho mai letti. Per il semplice motivo che non li ho mai comprati.
Ma la vita è piena di esami... e allora anche quelli medici, quelli del sangue, quelli che "ma posso bere almeno una birra?" "da che ora devo iniziare il digiuno?", quelli che la mattina devi essere la alle 7... ma per quale motivo? Che fretta c'è?

Notti prima degli esami... sono notti un po' così.

martedì 13 giugno 2006

Italia - Ghana

Italia - Ghana, 12 Giugno 2006, stadio "è il reinenergi di Colonia? no" di Germania
Oggi "Casa Italia" è a casa Atti.
1' Via alla partita. Cabina così schierata in campo: sulla poltrona sinistra Atti-Diago, sul divano destro Cotolino-Selly..
Siamo quelli bianchi? Ah no, quelli sono i ghanesi. Ma prima le maglie bianche le avevamo noi. Ci siamo anche cambiati le maglie dopo il riscaldamento. Fira, che fighetti!
6 ' Arrivano progressivamente nell'ordine anche Soli, Linda e Orsi. Cambio di schema: Linda sulla poltrona sinistra, Atti-Diago sulla poltrona centrale, Cotolino-Selly-Soli sul divano destro. Primo calcio d'angolo per l'Italia.
10' De Rossi prende il primo giallo, e iniziamo a moltiplicare i corner. Qualcuno forse crede che dopo 3 corner ci danno un gol, come al campetto. Regola tra l'altro mai applicata in Emilia-Romagna.
11' Casino generale, Toni liscia, Gilardino spistola sulle gambe del portiete Kingston (ma è Jamaicano?) che anche se è alto come Tura, è bravo un po' di più. Con tanta stima e apprezzamenti per Tura.
15' C'è un giocatore di colore nell'Italia? Si, Lippi, che è vestito con una polo da salumiere e ha il pass della GMG al collo.
20 ' Si attacca, si attacca, si attacca.
27' Toni piglia un pallone che sa solo lui, si libera che sa solo lui, tira una minorchia che sa solo lui, piglia una traversa che sappiamo tutti. Poi si gira e impreca una parola che finisce per "A". Probabilmente "Traversaaa!!!". Tutto questo mentre la traversa vibra ancora.
30' Che brutto logo che ha il Ghana. Un pallone. Minchia che fantasia, come se le altre 31 nazionali giocassero a calcio usando un melone. Se ci fosse mio fratello A.A. alla FIFA gliene avrebbe fatto usare un altro.
32' Inizia a giocare a calcio, anche se era in campo già da una mezz'ora buona, un tizio che si chiama Pappoe. E fa subito paura, oltre che ridere.
34' Totti da punizione tira una minorchia che non ci credeva nemmeno lui. Ma Kingston (, Jamaica) ci mette due mani e la devia. Corner, tanto per cambiare, che se ogni 3 corner ci dessero davvero un gol, staremmo già 5 a 0.
40' Da un angolo (strano!) Pirlo la mette là proprio in mezzo a una selva di gambe e tacchi che neanche Kingston ci arriva. GOOOL!!! UNO A ZERO!!! Per festeggiare il cavatappi di casa Atti viene ribattezzato Pirlo, anche in memoria del cavatappi di casa Colletti che si chiama Cassano. Che è ancora vivo, vegeto e funzionante.
41' Pirlo viene innalzato e decantato a eroe nazionale. Ci manca solo l'immancabile paragone con Spagna 82.
Fine Primo Tempo
INTERVALLO:
la Linda taglia delle fette grosse come mattoni di Tortasacker (ma gioca nella Germania!) ed entra in casa Sacchi. Si cambia schema. Atti dietro in copertura, sulla poltrona sinistra Orsi, sulla poltrona centrale Cotolino-Selly, sulla sedia centrale Linda, e sul divano la coppia Diago-Soli.
Inizio Secondo Tempo
1' Pappoe è uscito, e iniziamo a subire. Le due cose forse non hanno alcun nesso ma per tutto il secondo tempo si sentirà la sua presenza anche se non in campo.
11' Totti piglia un pestone maialoso, no che se si rompe ci tocca fare entrare Del Piero...
11' Peggio: entra Camoranesi. Ed è già incazzato. Alè. Ecco, finiamo in 10.
17' Ecco, sei minuti e Camoranesi prende il primo giallo.
19' Esce Gilardino. In effetti si sta impegnando ma non gioca da campione quale è... cacchio, come mai? Ah, ecco! L'esperienza del Milan insegna: Gilardino non segna in Europa! E i Mondiali sono in Germania... Gila potevamo lasciarlo a casa...
19' Entra Iaquinta. Anche Iaquinta potevamo lasciarlo a casa...
20' Giallo per Asamoah. Che oltre a essere ne*ro, è anche brutto, ha franzato Pirlo e mi toglie 0,5 al fantacalcio. Per fortuna che è in panchina. Però se non smette di essere così brutto lo vendo.
23' Il Ghana mette su il Ping Pong. Orbo, almeno si gioca un po' nella loro area, che sono sempre tutti a giocare nella nostra...
27' De Rossi cuccia Asamoah in area che scula per terra. "Behmo io? Non l'ho mica spinto, è lui che è ne*ro!"
31' Iaquinta si fa male. Mo no! Dai, ripigliati che sennò abbiamo sprecato un cambio per niente...
31' Iaquinta si ripiglia.
34' Asamoah cade di nuovo in area, stavolta si butta proprio. Di fianco a Lippi c'è qualcuno che mima un "puccia puccia puccia puccia puccia il biscottino...". Forse ha visto la Seredova in tribuna con la maglia di Buffon. Sta meglio a lei la maglia di Buffon. Anche perché Buffon vestito come la Seredova farebbe veramente schifo.
37' Esce Toni: no...
37'
Entra Del Piero: NOOO!!! Cotolino va in bagno.
38' Cotolino esce dal bagno. Pirlo lancia lunghissimo, Kuffur la tocca per Iaquinta, che insacca! GOOOL!!! DUE A ZERO!!! Uno degli azzurri per festeggiare lo sodomizza in mondial-visione e Diego gli attacca un ********** sul culo. (censured). Sacchi sventola il suo tricolore puzzolente, si gira verso Cotolino: "Tu: torna in bagno!"
43' Iaquinta fa il bimbo e butta indietro il pallone. Si becca un giallo e una spinta. Pirla.
48' E' finita!
ITALIA 2 - GHANA 0 !!!
alla prossima...