Ah, da quando Baggio non gioca più, non è più domenica.
Da quando Senna non corre più, o ancora meglio, da quando la Tramec non gioca più, non è più domenica.
La domenica va ricercata in cose diverse, come il programma della Rebe su Radio Nebbia. Che poi mi perdo perché lavoravo. Che cerco in differita. Non trovo. Poi trovo. E comunque devo ancora ascoltare.
Una volta la domenica era il caffè, la grappa, Netflix, il silenzio assoluto.
O la felpona nera di BBox, lo zaino, la macchina, l'A14, la Benedetto.
Adesso la domenica te la devi costruire tu sennò non c'è, sennò non c'è niente.
Bevo il caffè, vado sul balcone, guardo lontano per tenere allenato l'occhio sennò la miopia peggiora. Me ne sono già accorto in uno dei miei pochi tragitti in auto.
Guardo lontano, la visuale è coperta dalle fronde degli alberi in primavera, riesco ad intravedere quello che penso sia un appartamento di polacchi.
Oltre al mio.
Cioè so che è in quel condominio c'è una famiglia polacca, l'altro giorno buttando il vetro mi è parso di sentire qualcosa di simile ad una disco-polo sparata a busso alle 18.00 (alla faccia dei vostri flash mob con Cutugno).
Se c'è, cerco di prendere il sole.
Mi correggo: di espormi al sole, così, giusto per, metti che mi faccia bene alla salute. Tanto non mi abbronzo, mai. Certe cose non cambiano.
Poi preparo una puntata radio. Una delle ultime. Troppo casino sulla scrivania, troppo poco tempo, troppa poca preparazione, troppo pochi gli ascolti, e troppa poca la voglia.
La verità è che sto ancora lavorando normalmente, quindi anche nel weekend, a volte anche alla sera, come prima del coronavirus.
Metto insieme tante canzoni, le spiego, parlo di Londra, di quello che ha significato per me, con aneddoti, racconti. Un punto di vista diverso.
Riascolto quelle canzoni e sono passati quasi 10 anni, e mi riguardo un po' con quello sguardo da "Il crollo del santo" di Dino Buzzati.
E mi chiedo io quale santo sia.
Il tempo ci consegna i ricordi in una maniera filtrata, quasi distillata, diventa sempre tutto un po' più bello, come se ci fosse sopra un filtro seppia di Instagram a fare un effetto vintage del tipo "si stava meglio quando si stava peggio".
L'altro aspetto che emerge è che sicuramente ho fatto quello che volevo, con risultati certamente opinabili, ma comunque "facendo le cose".
Sta passando "Use Somebody" dei Kings of Leon, quel pezzo dove le tipe londinesi, quelle che prendevano quasi 2mila pound a differenza dei mille miei (ottenuti con oltre 40 ore settimanali), quelle tipe di età 25-35, con una buona percentuale inglesi, che quasi sempre poi si accompagnavano a quelli vestiti con la camicia bianca e la cravatta slacciata nello zainetto del lavoro (o comunque "professionals") cantavano a squarciagola la canzone, dopo almeno un paio di birre e un paio di shottini.
Quando la serata saliva, per loro come per me, in un binario parallelo che ci vedono semplicemente condividere lo scenario situato nella Central London.
Quando avevo ancora tutti i capelli del mio colore (a parte quattro capelli bianchi, e sapevo esattamente dove erano). Quando pesavo meno di 60 chili. Quando portavo la S. Ed ero nei vent'anni, per quel che vuol dire. Cosa vuoi che siano.
Ecco, finisce quel pezzo e cade la diretta radio. E allora tutto finisce lì. Non c'è tempo per passare Closing Time dei Semisonic, che invece è il brano del "ragazzi la campanella è già suonata, l'ultima birra l'avete già ordinata, adesso è tempo di uscire e levarvi dal cazzo che siamo stanchi e abbiamo voglia di smettere di lavorare anche noi".
Cade la diretta radio per una storia di diritti di copyright, annoso problema del web sul quale non voglio stare a disquisire.
Da un lato è vero che le cose non devono essere tutte gratis, dall'altro va detto che ci vuole il giusto prezzo e la giusta modalità di fruizione.
Non giustifico criminalità e pirateria: ma dico che la criminalità e la pirateria nascono sempre dove ci sono piccole e grandi ingiustizie.
E prevenire è sempre meglio che curare.
Allora finisce tutto, e allora stacco il mixer, stacco il microfono, stacco i cavi, stacco questo scenario di caos che calendario alla mano mi ha tenuto compagnia proprio per quaranta giorni, come quelli di Gesù nel deserto, come quelli che una volta si facevano fare agli appestati, e che adesso sono stati ridotti a 15 giorni. Per chi li fa veramente.
Noi la chiamiamo quarantena ma in realtà quarantena vera non è.
E durerà comunque più di quaranta giorni.
Io praticamente sono già a due mesi, ad esempio.
Mettere via queste cose mi ricorda un po' la fine delle vacanze, quando si rifà la valigia per tornare a casa il giorno. E' sempre un po' triste e un po' malinconico. Anche questo periodo ha delle cose belle che finiranno.
Ma anche dalle vacanze più belle c'è sempre un minimo di voglia di tornare, di tornare alla normalità. Quando capisci che è finita, allora vuoi tornare.
Ecco, ora la sensazione diventa questa, in questa personalissima fase due.
Tornare a cosa? Tornare a casa?
Non sarà la stessa cosa, no. Non sarà la stessa casa.
Ma comunque in qualche modo ce la faremo, ci sarà un nuovo equilibrio, difficile, che creeremo. La vita è fatta di rischi, e comunque prima o poi si muore.
Dobbiamo, come abbiamo sempre fatto, trovare i migliori compromessi per tenere un rischio basso, e accettabile.
E allora, sì, in un modo o nell'altro, ce la faremo.
"C'è questo tipo, cantautore, di Ferrara... chitarra e voce... fa cose un po' disagiate, però forti. Dovresti sentirlo, secondo me ti piace. Vorrei intervistarlo al MEI."
Ottobre 2008, nella sede di Radio Nebbia. Siamo in mezze maniche. Nella sede di Radio Nebbia siamo sempre in mezze maniche, c'è caldo tutto l'anno, il riscaldamento è centralizzato e i termo sono bollenti da ottobre ad aprile. Quando viene spento il riscaldamento centralizzato, ormai fuori ci sono già 25 gradi quindi sei in mezze maniche lo stesso
C'è Fede che mi parla di questo Le Luci della Centrale Elettrica, che in realtà è uno da solo. Io e Fede abbiamo dei gusti molto simili, quindi il giorno dopo in ufficio apro youtube e inizio ad ascoltare.
Ci sono questi pezzi belli, forti, diretti, al limite dell'essere violenti...
"Mentre parecchi facevano l'università, e alcuni si impiccavano in garage, lasciando come ultime volontà le poesie di Vian."
(Le Luci della Centrale Elettrica - Fare i camerieri)
A volte i testi sono semplicemente un elenco di immagini, di metafore, di elementi urbani accostati ad altri poetici... uno schema bene o male ripetuto per tutto il primo album autoprodotto omonimo, che poi ha aperto la strada al primo album ufficiale, "Canzoni da spiaggia deturpata".
Nemmeno due mesi dopo, sono al MEI di Faenza. Fede ti ha contattato e convinto, e tu arrivi da solo, con quella capigliatura fuori da ogni moda.
"Enrico, ciao"
"Vasco, piacere"
E questo rimarrà il nostro unico scambio.
(A parte una volta che ti ho taggato su una foto ad un tuo live e mi hai messo un like, e una volta che ho fatto una stories su due cartelli compro oro (uno a fianco all'altro) e hai messo una reaction alla mia Instagram story.)
"COMPRO ORO! COMPRO ORO!"
(Le Luci della Centrale Elettrica - Destini Generali)
Il giorno dopo ti sentirò suonare dal vivo, qualche pezzo, al MEI 2008, in un silenzio quasi surreale, di centinaia di persone in un padiglione della Fiera di Faenza rapite dai tuoi pezzi. Dalle tue grida, stonate, dalla tua rabbia, dalle tue parole taglienti.
E niente... le tue "canzoni d'amore, di merda" come avevi definito parlandone con Giorgio Canali (o una cosa simile) mi hanno tenuto parecchia compagnia in un periodo difficile (cioè la vita. La vita è un periodo difficile che si colloca tra la nascita e la morte) e mi hanno ispirato parecchio. Già dal 2009 sul mio blog comparivano parecchie tue tracce. Tracce inteso come canzoni ma anche semplicemente come segni.
E' in questo momento in cui spero il che il tuo primo album, pluripremiato, non abbia un seguito. E' una fotografia, un fermo immagine di una generazione ("una generazione di due persone", dirai tu in parecchie interviste, perché i pezzi spesso parlano di te e della tua ragazza, che poi divenne ex).
Mi chiedo come tu potresti fare un altro album, senza che sia un album fotocopia.
Ricordo anche un live, "La Tempesta sotto le stelle", ovvero il tradizionale festival della tua etichetta Tempesta Dischi all'interno della rassegna ferrarese "Ferrara sotto le stelle".
E sentirti cantare a casa tua, le tue canzoni, nella tua piazza... quando hai fatto "La domenica delle salme" è quasi sembrato un tuo pezzo.
(no, non è quel live - ma la versione che avevi suonato è questa)
E un po', va detto: "Per ora noi la chiameremo felicità"esce del 2010 e un po' risente di questo. In alcuni brani c'è il tentativo di ripetere lo schema vincente senza riuscirci pienamente, o perlomeno senza lo stesso brillante risultato del primo lavoro.
Nonostante sia il lavoro meno riuscito dei 4 album da te pubblicati, è comunque un buon disco. C'è "Anidride Carbonica", che a me piace un sacco. C'è "Cara Catastrofe", che entra a pieno titolo nel tuo repertorio (da lì in poi la suonerai in tutti i tuoi live, o quasi) insieme a "Quando Tornerai dall'estero".
Quando esce questa, come singolo, io sono a Londra.
A Londra dove facevo il cameriere, dove non ci ero andato per dimagrire, ma dimagrivo lo stesso.
A Londra dove una collega del ristorante, ad uno staff meeting dove le era stato chiesto "presentati raccontando un tuo segreto" (che poi quanto è idiota chiedere di raccontare un segreto? che segreto è poi?) lei rispose "ogni tanto mi metto le cuffiette e vado a ballare da sola in strada".
La sera prima era uscito questo.
"nelle nostre camere separate, a inchiodare le stelle"
(Le Luci della Centrale Elettrica - Cara Catastrofe)
Comunque a colpirmi di più, ovviamente, fu il secondo singolo Quando tornerai dall'estero. Perché siamo sempre l'estero di qualcun altro. E c'è sempre qualcuno più all'estero di noi.
"andremo ancora a letto vestiti"
(Le Luci della Centrale Elettrica - Quando Tornerai Dall'Estero)
Tutto questo fu ovviamente in un qualche modo convogliato sul mio romanzo Anche se a Londra piove, dove sei uno degli artisti più citati. Una volta ero a Cagliari, e Carlo Birocchi, nel presentare il mio libro al Caffè Savoia, se ne uscì con "il protagonista ascolta un sacco di musica... gli Strokes, gli Oasis... Le Luci della Centrale... ma qui non è solo che gli piace: è proprio che lui con Vasco Brondi CI PARLA!" Insomma, probabilmente la platea si fece l'idea che Giulio, il protagonista del mio romanzo, fosse una sorta di psicopatico complessato che parlava al suo iPod. E per questo comprarono il mio libro. Spero di aver confermato la loro idea. Se così non fosse, sappiate che a distanza di anni l'autore del romanzo comunque sta davvero scrivendo un post parlando in maniera immaginaria a Vasco Brondi.
Una volta ti ho parlato del mio romanzo in messaggio privato su Facebook, ma non mi hai cagato.
Era a fin di bene, va detto: un euro per ogni copia veniva donato ad Emilia Livet, associazione che raccoglieva fondi per l'allestimento delle scuole emiliane, nel post terremoto.
Ricordo poi un EP, qualche pezzo, qualche live... ti ho visto allo Sherwood Festival 2013 a Padova, dopo il live di Maria Antonietta, mentre appoggiato al muro parlavi con la ragazza di qualcuno. Proprio come nella canzone de I Cani.
***
E poi all'improvviso nel 2014 esce "Costellazioni". Non ricordo bene nemmeno la prima traccia che uscì, ma Costellazioni fu proprio una cosa da "porca troia!".
Qui è venuto a darti una mano Fede Dragogna dei Ministri, e si sente. Si sente che è arrivato qualcuno ad elevarti, a tirarti fuori ancora di più e ancora meglio quello che hai dentro. Non suona come un disco dei Ministri: suona come un tuo disco. Anche se diverso dai precedenti, è proprio una cosa tua.
Uno di quei pezzi che mi fece davvero stupire, sulla sedia di camera mia, a casa di mio padre (che stavo per abbandonare) fu "I Sonic Youth", che merita un post per conto suo. Ma non è nemmeno la più bella. Però quando canti "c'è un campo di calcio, regolamentare" non posso far altro che applaudire con tanto di standing ovation. E' roba da analisi semiotica.
"c'è un campo di calcio, regolamentare"
(Le Luci della Centrale Elettrica - I Sonic Youth)
Queste canzoni le ascoltate decine e decine di volte (non dico centinaia, però l'ordine di grandezza è quello). "Costellazioni" ce l'ho ancora in macchina, per intenderci. E ho cambiato 3 auto da quando è uscito.
C'è "Questo scontro tranquillo" che a me sembra raccontare di come io Fabrizio Marciante facevamo fatica ad avere i soldi per fare la spesa a Londra, e poi ci siamo trovati a presentare i nostri libri a Milano.
"parlami di tutti i miei amici, dei nostri sogni assurdi che si sono avverati"
(Le Luci della Centrale Elettrica - Questo Scontro Tranquillo)
E poi "Macbeth nella nebbia", ma tante altre canzoni... e frasi... e arrangiamenti... che disco. Costellazioni è un capolavoro. Potrei parlare ancora per righe e righe.
"Blues del delta del Po" sarebbe stata perfetta come colonna sonora per il mio Anche se a Londra piove, ad esempio.
Ho visto 2 o 3 date di questo tour. Una volta, sono arrivato mezzo ubriaco da un aperitivo che si era allungato oltre modo. Mi è sembrato magico.
Questo è stato il primo disco che ho fatto partire nella mia casa di Penzale (quartiere di Cento). Mi ero trasferito in agosto, non c'era caldo, quindi ho aperto tutte le finestre e ho messo su questo disco. Così da far capire fin da subito a tutto il quartiere con chi avevano a che fare.
E poi "nella calma che hanno a notte fonda i viali di Bologna" questo album mi ha accompagnato in tante serate infruttuose in giro per Bologna, mentre "me ne andavo in una città a 40 km".
E poi io facevo l'impiegato (anche se non era un ufficio pubblico, "ero sempre il sole che scende") e spendevo i miei weekend, quando potevo, in piccoli viaggi, e generare "frammenti di discorso che finiscono prendendo un aereo".
E sostenevo che dovessimo andare in Polonia, ad esempio a Cracovia, così avremmo visto "il monumento dei cuori strappati appena fuori Cracovia" di cui gli hipster parlavano benissimo, ma che doveva ancora essere scoperta dal grande pubblico. E alla fine ci andammo, facendo nascere un gruppo di cavalli dell'est che in pochi anni hanno esplorato buona parte dell'est conosciuto.
Anche se in realtà davanti al monumento dei cuori strappati non ci andammo, perché quel pomeriggio era già freddo, buio, e non avevamo voglia di prendere un autobus... perché in effetti a piedi è troppo in là. E' a Cracovia, ma non in centro: è appena fuori.
Però quello che mi dico sempre è che se una città ti piace devi sempre tenerti buono un motivo per ritornarci, e allora, mi dico sempre che ci ritornerò per andare davanti al monumento dei cuori strappati.
"da una finestra arriva della musica elettronica dell'Est Europa"
(Le Luci della Centrale Elettrica - La Terra, l'Emilia, la Luna)
Poi, a un certo punto, è arrivata la Maja.
Ed è arrivato "Terra", che ho comprato in vinile. Terra mi ha donato, tra i tuoi brani e il tuo libretto di accompagnamento, quella ispirazione che ormai avevo perso. E' stato "il colpo di grazia" ad un romanzo sul quale ho lavorato quasi due anni e che poi ho accantonato. (Che magari prima o poi riprenderò in mano, ma ristrutturandolo fortemente.)
E che mi ha dato spunto per cominciare a scrivere altro. E, gradualmente, a sistemare alcune cose della mia vita.
Magari è solo stata una coincidenza temporale, chissà.
Nel 2016 sono stato in Bosnia, e "dove c’era un minareto o un campanile c’è un albero in fiore tra le rovine" e questo senso di pace "come in un dopoguerra" mi ha accompagnato anche in un viaggio in Polonia con la Maja, l'estate successiva. Perché nei disastri (come l'impianto GPL che non funziona, o il motorino di avviamento che si rompe) ..."il futuro era sempre lì a sorriderci" e in fondo "non c'è alternativa al futuro".
"hai scoperto che Toronto è una Varese più grande"
(Le Luci della Centrale Elettrica - Coprifuoco)
E siamo arrivati ai giorni nostri.
E Terra è un altro disco bellissimo, anche qui c'è uno stupendo lavoro di arrangiamento e composizione insieme a Fede Dragogna dei Ministri. Si sente quell'aria quasi da "world music" nel senso di prendermi pezzi, strumenti, sonorità da tutto il mondo e portarle a casa. A casa tua. Ferrara.
E sono venuto ad ascoltarti, spesso con la Maja, in diverse date del tuo tour. Anche in quest'ultimo tour. Volevo venire a dicembre, a Bologna o Ferrara, ma ero impegnato per lavoro. Sono venuto il 9 gennaio al Duse. E mi hanno telefonato per lavoro mentre ero lì. Ma non ho risposto.
Ormai avevi finito, è stato giusto aspettare la fine. A teatro non si risponde al telefono, e non si scomodano quelli seduti per andare a rispondere.
***
E così siamo alla fine.
Ho lasciato fuori racconti paralleli di amici e amiche, che comunque sono esistiti e mi hanno accompagnato. Ho cercato di parlare di me e te, Vasco Brondi, come se tu fossi un personaggio lontano, e invece poi sei un ferrarese, E sei dell'84 pure tu.
Perdona aver scritto un po' in maniera confusionaria, con sicuramente un sacco di refusi, proprio come si scrive ad uno che si conosce bene di cui tanto te ne puoi fregare di errori e orrori. Era un modo per salutarti e ringraziarti.
E in realtà sono contento che si chiuda questo "Le Luci della Centrale Elettrica", perché è e sarà una cosa bellissima. Ora sarai libero di fare tante altre cose stupende, sempre come pare a te, lasciando questi bellissimi anni raccolti nelle tue canzoni.
Grazie di tutto, e in bocca al lupo. Ci sentiamo presto.
(cambiamento del quale dovete ancora rendervi conto)
(e che, chissà, forse non percepirete mai, o forse no - o forse non lo avreste mai percepito se non l'avessi palesemente annunciato)
Era il novembre scorso, e avevo appena dato un passaggio alla mia ragazza.
Una volta, quando scrivevo più spesso su questo blog, non parlavo spesso delle mie ragazze. Questa cosa generava spesso due reazioni... la prima era quella del "non parli mai di me, sembra che mi vuoi nascondere".
Reazione molto comprensibile, e umana: a nessuno piace sentirsi nascosto. Ovviamente l'intento non era quello, anche se di fatto, poteva sembrarlo.
La seconda reazione era quella dell'immedesimazione: ogni volta che in un racconto di Giulio, o in generale, capitava di delineare un personaggio femminile, capitava che qualcuna cercasse di immedesimarsi in questa.
E insomma, alla fine prendevo sempre dei nomi, perché tanto non ci si azzecca mai. Ma d'altronde non deve essere semplice stare insieme a una testa di cazzo come me, e nemmeno stare insieme a uno scrittore o presunto tale: figurati quando i due fenomeni si presentano contemporaneamente.
Comunque, non volevo parlare della mia ragazza (perlomeno, non ora): volevo dire che appena è scesa dalla macchina ho alzato l'autoradio e stavo ascoltando Marassi, l'ultimo album degli Ex-Otago. E mentre passava "I giovani d'oggi" ho ripensato a tutta la carriera degli Ex-Otago, a quando avevano cominciato cazzonissimi, quando c'era ancora Pernazza (successivamente inglorosiamente noto come "il coniglio di Chiambretti"), i tempi di The Chestnuts Time e di Tanti Saluti, quando erano dominati dal lo-fi e uscivano per la Riotmaker, in quegli splendidi anni 2000 che già comincio a rimpiangere... e non tanto per quegli anni in sé e per sé, ma per tutti quei piccoli rimpianti che ho di quegli anni. Ora sono felice: anzi, no, ma le mie infelicità non sono legate al mio ieri, o forse si.
(vedi questa è una di quelle frasi che le morose potrebbero leggere malissimo, e invece è semplicemente che la mia vita lavorativa è abbastanza insoddisfacente)
(e una morosa non sarebbe sicuramente contenta di aver fatto questa specifica, perché sembra che lei sia una rompicoglioni che cerca di influire anche sulla mia vita privata pseudo-artistica e pseudo-giornalistica e io sia moralmente obbligato a smentire tutto ciò)
(ma vi assicuro che non è così.)
(perlomeno, non con la mia ragazza con cui sto ora.) (che non vuol dire per forza ce ne saranno altre.)
Maurizio e Simone degli Ex-Otago, anno 2009, in partenza per Oslo.
E insomma, mentre era già arrivata "Cinghiali Incazzati", che è la seconda traccia, ho pensato che mi sarebbe piaciuto fare due chiacchiere con loro. In particolare con Maurizio e Simone, Mauri e Simmi per gli amicissimi, rispettivamente cantante e chitarrista, gli unici invariati nella formazione dal 2002. E parlare di quel video di Pronti Al Peggio dove Simone mostra che in realtà di lavoro fa l'autista, e chiedergli se lo fa ancora... o farmi da raccontare da Maurizio come sono nate le gag della ghost track di Tanti Saluti, o quelle dello skit "Radio Scapolo D'Oro"... e vedere come sono arrivati ad oggi, passando per gli anni della produzione tramite "crowdfunding" dei fan. Di come questo Marassi mostri degli Ex-Otago diversi, forse maturati, forse invecchiati, che possono piacere o non piacere (a me Marassi piace, lo avete già capito) ma che comunque hanno fatto un percorso rispettabile e portano un pop di qualità, con contenuti e arrangiamenti di livello.
E poi ho pensato che... posso farlo.
Ai tempi di Radio Nebbia (nel lontano 2007) ho realizzato come internet avesse effettivamente avvicinato gli artisti agli ascoltatori, e che con la scusa di una piccola web radio potevi veramente avere udienza da chiunque. Ora è ancora meglio, se mandi un messaggio nella pagina facebook di un gruppo ti risponde dopo qualche ora il cantante in prima persona, per dire.
E quindi ho pensato che posso farlo, che se leggermente modifico questo blog, orientandolo alla musica, che comunque in fondo è sempre stato uno dei temi ricorrenti, allora posso diventare una sorta di blogger musicale, a modo mio, e avere questa scusa per attaccare bottone e avere udienza da tutti quelli che sono stati i miei miti della giovinezza. Magari con una intervista, tipo, o qualcosa del genere. Sempre come pare a me. Quando pare a me.
Avevo pensato diverse volte a come modificare questo blog. Non ho mai pensato di chiudere Blogorroico, quello no, ma a volte ho pensato a trasformarlo in una sorta di blog di opinioni, o in un blog di racconti, e magari coinvolgere altri autori/redattori.
Ma è inutile: Blogorroico, è il blog di Atti. E Atti sono io, e soltanto io. E questo blog è cazzone come me. Non può diventare una sorta di "testata" ( [...] ai sensi della legge di sta ceppa del 09/07/2006 questo blog non è una testata di informazione, in quanto esce con cadenza a cazzo di cane").
E l'unico cambiamento possibile, può essere questo. Se mai ci riuscirò.
E tutto questo l'ho pensato in appena 2 km di strada, mentre tornavo al lavoro da me. Saranno su per giù 5 minuti di macchina, e 12 anni di vita.
PREMESSA: come sapete questo è il mio blog più o meno personale con deliri più o meno pseudonarrativi. La caratteristica fondamentale, è sempre stata quella di essere "a scazzo": ovvero scrivere più o meno quando volevo, più o meno di quello che volevo. E' così che ho rinunciato a notorietà e fama come un Francesco Sole qualunque, ma anche alla saggezza e al successo di bancarella come Alessandro D'Avenia, e sono uno sfigato qualunque proprio come Enrico Atti. Ma ai miei 35 lettori di media sta bene lo stesso.
Quindi, oggi parlo di DIVANO. E non del noto protagonista del salotto per cui ho una predilezione (ben prima delle scopate sul divano di Radio Nebbia... è nato tutto da Massimo Coppola e Brand:New), bensì la nuova band di Francesco Pizzinelli, precedentemente noto come Jocelyn Pulsar.
Chiusa ad inizio 2014 l'esperienza con il precedente progetto* (non senza sassolini delle scarpe), arriva ora il nuovo singolo "Il pezzo è bello se lo canta mia nonna". La band che accompagna Pizzinelli è sempre la stessa (Davide Zozzi alla batteria, Mario Ingrassia al piano e chitarre, Davide Ponti al basso) ma pare che diverse cose siano cambiate. Il brano, fortemente carico di ironia sin dal titolo, è una sorta di manifesto canzonatorio del panorama indie italiano, del quale lo stesso Pizzinelli ha fatto parte (anche se parecchio ignorato dal resto della scena), e che dal quale ora prende le distanze. Una sorta di "io non ci sto", o perlomeno, non ci sto più: se l'indie è diventato mainstream, DIVANO non ne vuole più far parte. Il pezzo è un reggae leggero ed orecchiabile, volutamente privo della malinconia che ha caratterizzato il precedente Jocelyn Pulsar, che continuare a ricordare alcune produzioni della Garrincha Dischi (ex etichetta di Jocelyn Pulsar).
Quello che forse più caratterizza la nuova strada intrapresa è il video, realizzato pressoché a costo zero, nel quale Pizzinelli mostra una serie di cartelli, ringraziando addirittura uno ad uno i suoi fan che hanno prestato la propria voce registrando la parola "giovane", creando un coro duepuntozero (ormai tutto quello che si fa con internet viene definito 2.0 anche dove il 2.0 non c'entra nulla, ho scritto duepuntozero solo per aver l'occasione di fare questa critica, ndr).
Se con Jocelyn Pulsar c'era una continua ricerca di un equilibrio vincente tra i delicatissimi e malinconici brani e le "dinamiche del mercato indipendente", qui DIVANO prende completamente le distanze, puntando sul "noi facciamo come ci pare, e chi ci ama ci seguirà".
Funzionerà? Ai posteri l'ardua sentenza... comunque per ora Pizzinelli sembra soddisfatto e per nulla pentito.
L'album uscirà a gennaio 2015, e Pizzinelli anticipa che rispetto allo stile acustico-cantautorale di Jocelyn Pulsar avrà una maggiore importanza la sezione ritmica, ed è l'ennesima dimostrazione che non si tratta solo di un cambio di moniker (anche qui, ho scritto moniker solo per potervi dire che odio la parola moniker e mi sembra ridicolo trovarla scritta negli articoli in italiano, ndr) ma proprio di una nuova fase per Pizzinelli e "i suoi ragazzi", che ci tengono a definire DIVANO un gruppo a tutti gli effetti: il "progetto" Jocelyn Pulsar è definitivamente chiuso.
* avevo postato qui "Arkanoid", ultima traccia di "Frutta fresca nel backstage", ultimo EP di Jocelyn Pulsar, in anteprima assoluta per Blogorroico. Ovviamente in gentile concessione gratuita da parte di Jocelyn Pulsar.
Questo articoletto è una mia spontanea iniziativa, da lui non prendo un euro, spero solo di dargli la visibilità (la nuova moneta degli anni '10, presto pagheremo tutto con la visibilità, altro che i bitcoin) che penso si meriti. Poi se vi piace, se volete ascoltarlo, o comprarlo, quello lo decidete voi. Io vi ho detto che esiste e che penso meriti almeno un ascolto (già che ci siete, ascoltatevi anche qualche pezzo vecchio come Jocelyn Pulsar!)
Oggi al lavoro si è presentata una nuova collega. "Ciao, mi chiamo XXXXXXXX (e non è che stia censurando il nome, è proprio che non me lo ricordo), mi piace la musica, mi piace ballare, a volte non riesco a prendere sonno e vado in strada con il mio iPod e mi metto a ballare"
Mmh, mi pare di averla già vista 'sta cosa. http://www.youtube.com/watch?v=2Dnkc_-7tHo
A proposito di Vasco Brondi (il cantante ed unico membro de Le Luci della Centrale Elettrica), leggiamo insieme un po' delle sue cose che scrive nel suo blog. "E nelle valli di Comacchio G. stava fotografando degli aironi infreddoliti."
No aspetta aspetta. Cioè qui abbiamo un cantante, presunto poeta, o presunto cantante, comunque uno che gode di una certa (in)credibilità, che parla delle VALLI DI COMACCHIO. Cioè, LE VALLI DI COMACCHIO. LE. VALLI. DI. COMACCHIO.Non ho parole. "In cosa consiste questa cosa di scoparsi."
Questa è una bella domanda. "E T. che mi vede stanco e insicuro mi dice di andarmene a Londra a tagliare e a lavare delle insalate in un mc donald che vedrai che poi va meglio."
Già. Ce lo vedrei bene Vasco Brondi a lavorare con/come me. Come me e come tutti gli altri migliaia che fanno lavori simili. A sbarbarsi tutti i giorni. A tagliarsi i capelli corti. A tagliarsi le dita tagliando i limoni. (Cioè, questo gli altri, io le mie ditina le me devo ancora tagliare). A fumare le sigarette sulle scale antincendio senza nemmeno togliersi il grembiule.Chissà che canzoni salterebbero fuori.
Quello si che sarebbe un album strepitoso... chissà quello che uscirà a breve, invece, chissà. "Non serviva il preservativo con te che meraviglia pensavo ogni volta."
Questa si commenta da sola. "Quando ti avevo vicino poi purtroppo mi addormentavo sempre per primo anche se mi svegliavo alle due di pomeriggio e tu alle otto di mattina. Ma sarà stata questione di metabolismi di non preoccuparsi."
Questa invece è bellissima. Ma sarà stata solo questione di metabolismi, in fondo, mica altro.
Caro Vasco, Cara Catastrofe, io spero che nel nuovo album tu parli anche un po' del digitale terrestre, dei voli ryanair a basso costo, della gente che ha 26 anni, e dei 15 kg. Mi farebbe molto piacere.
Ma se poi hai un metabolismo diverso, fa lo stesso... fa solo attenzione quando tagli le insalate e i limoni.
Che non ti ricordi ma ci siamo presentati, a Faenza, ed era il 30 novembre 2008. (e questo è un finale nel tuo stile, si).
(riassunto delle puntate precedenti: in realtà, per quanto abbia fatto finta di crearci un nesso, l'unico nesso tra tutti i post è che me ne sto per andare per Londra, e questi sono i deliri annessi e connessi. ed è già comunque un discreto nesso)
Mi sono svegliato con poche ore di sonno, e ho fatto colazione con del gnocco avanzato: ecco, a metà del primo pezzo di gnocco... mi stava anche piacendo. E proprio in quel momento, appare su MTV il video di David Guetta: Getting Over You.
Praticamente il video è questo: David Guetta deve registrare la sua canzone e chiama nel suo studio tutti quanti. Ovviamente Fergie è vestita come se dovesse andare in discoteca a fare una serata e/o a prendere cazzi, ma va beh. Iniziano tutti a cantare, e David Guetta, cosa fa? Sta li a guardarli? D'altronde lui la canzone l'ha già fatta. No, sta dietro il mixer a fare il fonico. Da solo. Beh è ovvio, David Guetta fa il fonico da solo dei suoi dischi. Ma va beh. Andiamo oltre.
Nella stessa stanza cantano Fergie, Chris Willis, e i due reppettoni nerd: una cosa che non succede neanche quando registrano i dischi tipo USA 4 Haiti. Da che mondo è mondo ognuno fa la sua parte per conto suo, per evitare anche di prendere su magari i rumori degli altri che stan li, ma va beh, a fare il fonico c'è David Guetta, capiamoci.
All'improvviso, arriva uno per strada ed entra dentro lo studio di registrazione. E' chiaro, è come Radio Nebbia: David Guetta deve aver aperto lo studio da solo, ed essersi dimenticato la porta aperta. E fin qua, nonostante abbiamo passato il confine del reale da un pezzo, siamo ancora all'interno di un videoclip accettabile (tanto quanto il gnocco madone che sto ingoiando).
Ma quando sto tipo, oltre ad essere entrato di nascosto infila due jack in due uscite alla cazzo, e se ne esce di nascosto (senza farsi notare da David Guetta, cazzo è così impegnativo toccare a cazzo due manopoline del mixer per non accorgersi di estranei?) già entriamo in una dimensione diversa. Una dimensione dove posso infilare due jack a cazzo, e uscirmene fuori con cavi della lunghezza di 25 metri, e posizionare casse 7-8 da 500 watt in giro per i tetti dei palazzi.Mah si, al giorno d'oggi tutti i giovani d'oggi hanno cavi jack-jack di 25 metri, un'armamento di casse da concerto, e le collegano l'un l'altra con modalità che sfidano le regole dell'elettronica posizionandole su palazzi antistanti (per la gioia degli inquilini e degli amminsitratori di condominio).
La gente per strada ovviamente crede che all'improvviso sia scoppiato il carnevale di Cento, e quando qualcuno grida (perchè cazzo può solo essere successo così) "oh quel pirla di Guetta ha lasciato la porta aperta dello studio, andiamo a fargli del casino dentro" lo studio si riempie di giovani festanti.
David Guetta e i suoi colleghi cantanti, ovviamente, non si fanno prendere dal terrore, magari chiamando il 911: no, escono a finire di registrare la canzone per strada (l'ho detto che Guetta è un fonico di merda).
Anzi, già che c'è, il nostro buon David si porta dietro una tastierina, tanto ormai alla qualità del lavoro deve averci dato a mucchio.
Ed è qui, che tra la gente festante, sbucano dei breakers con delle maschere bianche a metà tra l'hockey e il carnevale di venezia: e questa è la roba più inquietante di tutte. A me fanno paura. Chi sono? Cosa vogliono?
Io sono contrario ad ogni tipo di copertura del viso: voglio vivere in un mondo dove ci si possa tutti guardare in faccia a volto scoperto.
Perchè chi è a favore del burqa integrale, non ha mai subito una rapina.
O non ha mai visto questo video di David Guetta.
C'è ancora tanto altro da dire: la cosa importante è sapere che verrà detto, prima o poi. E questo basterà.
(fine) (della favola di Mertesacker, ma io le mie puttanate vado avanti a scriverle)
Qual'è stata la canzone dell'estate? "I gotta feeling" dei Black Eyed Peas? Oppure quella di Lady Gaga? Oppure... No. No, non ci siamo. La canzone dell'estate è un'altra. La canzone dell'estate 2008 è stata "Boys" di Sabrina Salerno. Un revival, sbucato fuori all'improvviso a metà luglio, che ha tenuto botta per tutto il resto dell'estate... Quest'anno, la canzone dell'estate se ne sbuca fuori il 29 giugno.
29 giugno 2009 - Original version Festa dell'Unità di... ancora non abbiamo capito dove. Persi nella fetta bolognese, c'è un live di RadioNebbia. I "Sandy boys", anzi, "i ragazzi di radio nebbia", sono li a sparare cazzate davanti ai microfoni. La serata è piacevole, il cibo è ottimo, la playlist è variegata, e all'improvviso sbuca questa http://www.youtube.com/watch?v=bIEOZCcaXzE L'ha messa su Saccolo. Saccolo è bravissimo a fare delle playlist. Il problema è che è monotarget, ma quelle che fa sono spettacolari. Comunque, parte questa, e tu l'hai già sentita. L'hai già sentita sicuramente, magari su K-Rock, o da qualche altra parte indieggiante, ma l'hai già sentita. Però non ti ha mai detto molto, non ti ha mai detto abbastanza, non ti è mai venuto da chiedere come si chiamava quel pezzo e di chi era. - un po' come certe ragazze che la prima volta che le vedi non ti dicono nulla, poi all'improvviso uno sguardo, un sorriso, un qualcosa, e cambia tutto - "Cos'è, questa?" "E' degli MGMT. Kids."
2 luglio 2009 - Remix E allora il pezzo prende piede. Piano piano, entra nel tuo iTunes, e nei tuoi video preferiti di YouTube, cosicchè tu la possa ascoltare anche al lavoro e diffonderli ai colleghi. Che uno è Diego e l'ha sentita anche lui da Saccolo. Allora, alla collega, che ha 44 anni e due figli e l'animo ancora bello rock. E sbuca fuori, tra i video di youtube, pure questo http://www.youtube.com/watch?v=jb1jBn0uEOc che è il remix dei Soulwax. Che sono due geni, a modo loro. E qui si sbizzarriscono. Si avviluppano, danno sfogo alle loro perversioni, e in 5:45 danno vita a tutti i loro viaggi. Qui è tutto un viaggio... forse un'illusione, forse solo davvero una perversione. Oh, sono solo 5 minuti e rotti, 5 minuti non sono un cazzo nella vita, ma possono essere lunghissimi. E piacevolissimi.
11 agosto 2009 - Cover dei The Kooks Illusioni o no, l'estate prosegue. L'estate è sempre una stagione particolare, e se a volte sogni con dei remix, c'è sempre un momento per tornare alla realtà. Ma le cose belle, le cose del cuore, durano. Barcellona, le 23 e rotti, e si sta preparando la cena. Navigo su facebook sul macbook della Fra (la coinquilina di Leo BS) e all'improvviso, girando sul suo iTunes, becco questa. Doppio clic immediato. http://www.youtube.com/watch?v=P8znYPXhZFA&feature=related I the Kooks non si tagliano mai i capelli, e il tempo che risparmiano lo usano per andare in radio e fare cover acustiche. Ai Kooks piace il rock, e piacciono le cose indie. Tra cui questa. Qui c'è un po' della disperazione che ti può colpire in agosto, che ti spinge a cantare con la voce rotta e stonata, creando melodie e ritmiche tutte personali... Due ruote sull'erba, ma si resta in pista. Il pezzo sta in piedi.
24 agosto 2009 - Cover di Kate McGill Ma i Kooks non sono gli unici. C'è anche una inglesina carina, una di quelle che sicuro hanno il culo largo, di Plymouth. Potrebbe essere una che conosci in un weekend a Londra - potrebbe anche essere una che conosce Diego per caso girando su YouTube. http://www.youtube.com/watch?v=JnIwcf7SG8Q Qui, tutto vira sulla dolcezza, quella che forse resta, in fondo, dopo tutto, mentre l'estate si avvia al suo finale.
3 settembre 2009 - Time to pretend EP version Quando finisce l'estate? Con la festa dei giovani di Pieve? Con la fiera di Cento? Con l'inizio della scuola? Con il 21 settembre? Non lo so, di certo so che ogni brano ha la sua storia. E questa parte non parte nell'ottobre 2008, quando uscì Kids come singolo. E nemmeno mesi prima, quando uscì l'album. La storia parte il 1 gennaio 2005, quando esce l'EP. Che contiene questa versione qua. http://www.youtube.com/watch?v=w7JthgTMHDU La primissima versione. Che ti fa capire che quest'estate è una fuga partita da lontanissima. Ma che è andata in porto. Che non importa quando finisce l'estate: Kids ha già vinto.
Perché Kids è una canzone semplicissima. Perché ha un motivetto fischiettabilissimo, un'anima pop pura, e un rivestimento perfettamente indie. Perché come tutte le belle canzoni, puoi remixarla e rifarla come vuoi e resta sempre bella. Perchè ha un testo cortissimo e semplicissimo. Perché parla dell'infanzia, ma dell'infanzia in generale, e ognuno si immagina la propria. E la mia è fatta di estati sudati a correre e giocare con gli amici di famiglia, o a fare umidissimi giri in bici per cento e dintorni con i miei genitori.
Per me Lady Gaga può andare a fare la cernita dei pomodori da Cavicchi a XII Morelli.
vision of division non mi ricordo più un cazzo degli ultimi 1-2-3 mesi dove sono come ci sono arrivato non ricordo davvero ricordo che una sera mi sono (s)pettinato e sembravo Carlo Pastore e ho capito che era il momento di tagliarmi i capelli quando poi somigliavo al cantante degli ex-otago ho capito che era veramente ora quando me li sono tagliati sembravo Allevi con i capelli stirati non credo uno debba vergognarsi di non essere felice o di essere felice non credo uno debba proprio vergognarsi a meno che non abbia davvero motivo di vergognarsi di qualcosa (di qualcos'altro) curioso che in 3 anni di blog non avessi mai scritto qualcosa stile strim of consciusness tipo Giois eh? davvero curioso soprattutto perché faccio come cazzo mi pare e se voglio come avete visto un punto interrogativo ce lo metto però tutto questo non lo metto su Facebook non lo voglio inquinare con troppa roba che poi la gente su facebook è più rincoglionita di quella che mi viene a cercare sul Windows Live Spaces certo che anche il windows live spaces è una merda ma questo è un complimento per i suoi utenti che ancor più stoicamente vengono a cercarmi qui (un caro saluto a quello che mi cerca su Google "Blogorroico Atti") eh poi potrei mettere il blog tipo su blogspot o su altra piattaforma personale magari pigliando soldi dagli sponsor eh chissà potrei anche guadagnarci qualcosina dalle mie cagate un giorno. [ndr, come vedete l'ho fatto alla fine]
ah oddio ho messo un punto mi sono fermato eh non sono mica Joyce ma si in realtà poi lo strim of consciusness è una delle più grandi cagate della storia è l'uovo di colombo credo sia la cosa più facile che possa esistere che poi l'Ulisse di Joyce è un capovaloro pesantissimo che alla fine è un po' come Jimi Hendrix è figo solo perché tutti dicono che è figo Jimi Hendrix poi il capitolo dello strim è pure in fondo al libro. Cioè no uso un altro punto va reso onore al grande Joyce perché dietro l'Ulisse c'è davvero un grandissimo lavoro ed è una grandissima opera però non vuol dire una canzoncina chitarra e voce come può essere "Walkaways" dei Counting Crows non possa darti più emozioni di un'intera suite di Morricone che poi non so neanche se ne abbia mai fatte come tali ma vabbè era un esempio per dire che se dovessi contare sulle capacità "tecnico-artistiche" io e tanti altri ignoranti avremmo già smesso da un pezzo di scrivere perché io non so cosa sia un avverbio e non me ne vergogno e i condizionali e i congiuntivi li uso a istinto così come le precedenze negli incroci.
che poi a fare così perdi veramente di vista il punto e non quello della punteggiatura ma proprio quello del discorso che volevi affrontare sempre se esiste veramente perché poi hai in testa una canzone dei Rise Against che è l'unica forse in cui il cantante non fa degli urli gratuiti e te l'ha messa in testa Saccolo che l'ha fatta passare su Sandy the Clown cacchio ma noi facciamo un programma ti rendi conto e i brani che passiamo li scopriamo dopo averli già lanciati e commentati beh però mi vengono in mente quelle canzoni dei 17-18 anni e non voglio parlare di nuovo del passato però quel senso di dolore a volte ti permane e che cazzo è tutto il giorno che ho pazienza perché non voglio cercare scuse certo che su: e uso i due punti per sottolinearlo un po' di cazzo di pippoinzaghismo, e uso anche una virgola, e due, e tre, esco dal circolo vizioso e dico che si potrebbe dovrebbe un attimo rilanciare la fuga se vedo che qualcosa non funzia che sennò mica capisco come funzia e poi entriamo in un altro circolo vizioso che si entra senza tessera arci che poi mi chiedo come e quando uno veda e come e quando uno sappia vedermi e io che non ci vedevo più un cacchio da lontano finalmente ho ordinato gli occhiali nuovi proprio come piacevano a me come Chester Bennington dei Linkin Park oh sarò contentissimo e mi piacerò un sacco soprattutto con questi capelli qua pensa che bello sarebbe rifarseli rossi ora non perderei nemmeno il posto di lavoro e non sto scherzando ma non me la sento (figurati non me la sento di andare a lavorare in t-shirt e 3/4) mi va di tenere un minimo di presentabilità tipo polo e jeans lungo poi la barba e i capelli sono quelli che sono e se è per questo ho sempre scarpe "sportive" e non eleganti e inizia a venirmi sonno non tanto per la stanchezza ma per tutto quanto io sono uno più da dai e vai e via ma ripeto non cerco scuse... ...ma questo non è una scusa, mi avrebbe fatto girare pure una volta.
RadioScozaLibera plays The Cranberries - Free to decide
Un nuovo intervento condiviso tra il blog del windows live spaces, Facebook, e magari prima o poi ci infilo anche il myspace.
Vi piace il mio blog? Si? Diventate membri del relativo gruppo su Facebook, quando un giorno farò uscire il mio libro avrete uno sconto... il link è questo http://www.facebook.com/group.php?gid=64514916744&ref=ts .
Oggi 25 maggio non è solo il compleanno della Masina, che a sto giro ne fa 18 e diventa maggiorenne con tutto quello che ne consegue, ma anche del Blogorroico che ne fa 3.
Non lo sapevate? Si, se state leggendo da Facebook, ho un blog, in cui scrivo queste cazzate qua. Se vi interessa il link è li sopra, e nella mia pagina di Facebook.
Ci tenevo a dire una cosa: questo blog è il quarto risultato nella pagina di Google, per la ricerca "Blogorroico". Se consideriamo un risultato è un doppione, e gli altri due non sono aggiornati da parecchi mesi... Blogorroico è il numero uno in Italia! E dire che non ero l'unico ad essermi inventato questa parola.
Il merito di questo risultato va a colui (o colei) che da mesi tutti i giorni va su Google e scrive "Blogorroico Atti". Ciao, non so chi tu sia, ma questo mio primato lo dedico a te.
Leggo su Facebook ragazzine minorenni che credono di essere incinte, persone che non si conoscono che litigano e si insultano, gente che ci prova con altra gente davanti agli occhi di tutto facebook, e gente che mette su tutti i cazzi propri, e tante altre cose. Mi fa riflettere, io che studio i social network. Studio anche YouPorn. Ah, voi ci ridete, ma c'è un sacco da imparare dal porno e dalle sua community.
Si si, continuate a ridere pensando che sia una scusa per segarmi. Si si. Intanto, avrei già potuto farci su dei soldi, sulle mie intuizioni. E non ce li ho fatti. Coglione io? Bah, in fondo ho preso un'altra strada, non mi dispiace troppo.
...cioè nel senso che... ma no è una storia lunga, vi annoierei. E oggi non voglio annoiarvi, quindi niente cose del passato, o perlomeno non troppe.
In sede a RadioNebbia abbiamo degli XL e dei Rolling Stone, giornalacci figosi, in cui uno può dire "non sei veramente rock se non sai cos'è Mazara del Vallo" e vederselo scrivere a tutta pagina. Mavvaffanculo va, coglione! (come direbbe Pino Scotto). Io potrei dirti che non sai cos'è il disagio se non sei stato a Little Venezia. E sarebbe un'altra grande cazzata, intendiamoci.
Beh, su questo Rolling Stone ad un certo punto mi trovo quest'intervista a Chris Cornell. Che ha fatto un album con Timbaland.
Ora, intendiamoci, io non ho passato l'adolescenza con Chris Cornell, con la cumpa dei Soundgarden o degli Audioslave. Diciamo che per me Chris è stato un amico, di quelli con cui ti interfacci verso i 19 anni, in quel momento in cui nei dintorni della maturità conosci un sacco di gente nuova e per un po' fa parte della tua vita.
Ti ricordi, Chris? La gita a Barcellona, la Fiat Punto, io che stavo male per la tipa, anzi no, l'avevo già dimenticata, però Like a Stone, le feste dalla Bea, i pomodori di Ravarino, i 120, i camion, il caldo, la maturità. Eh, beh ci siamo divertiti. Un po' mi manchi, ti dirò.
Beh, e leggo di te che hai fatto un album con Timbaland. Mi è pianto il cuore. Mi dispiace un sacco che tu sia finito così. Avrei voluto darti una mano, se solo avessi saputo. Lo so, è facile dirlo ora che l'album è già fuori in tutti i negozi. Ma davvero... mi dispiace, se ripenso a quanto rock incazzato c'era in quella punto. E ora sapere che potrei incontrarti in un qualunque discopub, tutto fighetto. Chris... I'm so sorry.
Ooops ho già parlato del passato, e pure troppo, ma che cacchio, uno potrà pur ricordarsi di un amico no?
Non c'è molto altro da dire. Il problema non è che fa caldo, è che queste serate sono già quelle estive in cui non si esce e senti la depressione per dover stare in casa al caldo. E se iniziano ora, veramente, partono troppo presto. E le fughe che partono troppo presto non arrivano quasi mai.
Se va avanti così ci saremo già rotti il cazzo a inizio agosto. E non andrà per nulla bene.
...ma ci adegueremo, perché cosa vuoi farci poi nella vita? Se mi dovessi svegliare con le gambe paralizzate, credo andrei a lavorare in carrozzina.
Alla fine, ci si abitua a quasi tutto.
Sabato sono sceso per guardare le prove di formula1, e dopo la seconda sessione, in cui ho piacevolmente constatato che Hamilton non c'era, mi apprestavo alla terza. Non ce l'ho fatta, sono crollato.
Mi sono svegliato con "BUTTON! BUTTON!" e fanculo, che cazzo mi svegli, grazie al cazzo, lo so anch'io che Button Button, è primo in classifica, è più forte, corre su una macchina di un'altro livello, pure Barrichello invece che pensionarsi riesce a stare davanti a tutti...
Si mi dispiace di essere diventato così volgare, però essere svegliato per Button Button... almeno Hamilton, quell'85 del cazzo, è rimasto indietro. Lui, Rosberg, e Cristiano Ronaldo... non sopporto proprio questi 85. Paraculati, arroganti, fighetti, presuntuosi... vorrei vederli con una legnata su un ginocchio.
Certo che c'è stato un giorno in cui Domenicali, il DT (è il DT?) della Ferrari, ha capito nettamente che avevano una macchina di merda. Ed è stato verso gennaio, credo. Però è stato zitto. In fondo, perché fasciarsi la testa prima di sbatterla?
Però, l'ha capito. Prima.
Bisogna capire se, e quando, e come, è il momento di rilanciare la fuga. Auguri, Masina.
Ci sono quattro S in questo marzo: strano - sconvolto - spento - smontato.
Mi rendo conto che questo blog è una palla incredibile, non so come facciate a leggerlo, gli ultimi 5 interventi sono praticamente uguali, e sono praticamente patetici. Però credo rendano perfettamente l'idea, a pensarci bene.
Ma tornerò a farvi divertire, almeno per oggi.
Ore 14.20, stavolta invece che a fare zapping sulla Balivo, non so bene perché sono su Raiuno, a guardare un qualche TG di Economia. Perché? Non lo so, ma squilla il cellulare. Anzi, vibra, che non mi piace disturbare il mondo con la mia suoneria, anche se è la bellissima sigla di "Walk The Line". Ma, porcomondo - bello porcomondo, saranno almeno 5 anni che non lo sentivo dire - questo non è più Walk The Line, dannazione - no dannazione lo si sente dire più spesso, è molto anni 80-90 ma non è mai tramontato del tutto - e non è nemmeno Sandy The Clown, è la mia fottuta vita, e dura più di 60 minuti.
E soprattutto, non c'è Saccolo in regia. Cazzo.
Comunque, vibra il mio Nokia, e conosco il numero. E' un tipo di Penzale, sulla 60ina. "Pronto?" "Pronto, sono la signora *****. Lei è E*****, giusto?"Si, sono Enrico. Mi chiama così solo mio padre ormai, ma bene o male, quello è il mio nome. "Si... sono Enrico..." "Sa chi sono, vero? Sono la signora ******"
Beh, certamente. Certamente no. Forse la conosco di vista, in ogni modo conosco il marito, faccio finta di si. "Si si... certo... mi dica..." "Eh volevo chiedere... per i soldi... per quella fattura... se lei voleva fare la fattura... oppure se andava bene anche senza..."
Ma c'è sempre da pagare in questa cazzo di vita? E soprattutto... cosa cazzo devo pagare a sto giro? "Scusi? La fattura... per cosa?" "Ma si la fattura per l'appartamento di via ******... l'appartamento che lei ha imbiancato..."Ok. E' vero che mi hanno appena imbiancato l'esterno della casa. E' vero che mio padre sta imbiancando la mia nuova camera. E' vero che "scrivo canzoni che dedico agli imbianchini". Ma cacchio, l'ultimo pennello l'avrò preso in mano 3 anni fa, giuro. Anche l'imbianchino? Dopo il detective, mi tocca fare anche l'imbianchino? Vorrei fare solamente il comunicatore, grazie. "Mi scusi... dev'esserci un errore... sono un altro Enrico io... non sono un imbianchino..."
Passano 5 minuti. Di nuovo il Nokia, di nuovo lo stesso numero. "Salve... è lei E*****?" "Si... però sono sempre quello di prima..." "Ah mi scusi... perché mio marito continua a darmi questo numero..." "Gli dica che sono E***** Atti..." "Si ma lo sa... è che anche l'imbianchino si chiama così..."
VERAMENTE? Ebbene si.
Ce n'è un altro. Credevo di essere l'unico. L'unico vivente: sapevo di almeno un altro EA, forse due. Ma erano morti.
E invece ce n'è un altro. Vivo. Ed è pure qua vicino. Si aggira travestendosi da imbianchino. Forse era uno di quelli venuti a casa mia. Forse mi ha rubato dei dati. Delle password, forse. Forse mi ha rubato l'identità. Forse ora lui è me. E io sono lui. E io, quello vecchio, dove sono finito? A imbiancare appartamenti di bianco in nero? Che poi come può lavorare in nero un imbianchino?
Forse ora si possono spiegare molte cose. Forse vive nell'ombra esile della mia "popolarità" riflessa. Una "popolarità" della quale sto pagando solo conseguenze negative. Sapevo che sarebbe stato così, che questo blog mi avrebbe portato più danni che altro, e con esso tutti i miei risultati su Google. E su Youtube.
Forse ora inizio a capire un po' di cose. Anzi, no, non capisco proprio un cazzo come sempre.
Vado a dare una mano di bianco, va.
Ah, se la mia copia finisse su questo blog, mi contatti pure... che poi copia un cazzo, molto probabilmente è nato prima di me. Sono io la sua copia. A questo punto, direi venuta anche piuttosto male.
La prossima volta provate a pulire il vetro della fotocopiatrice.
Quella volta che eravamo in corriera a Budapest e prima di me e Cotolino dovevano scendere 70 persone. "Ci mancano solo Tiziano Ferro e il Papa poi sono scesi tutti." Quella volta che "nuò! nùn lo prende!" Quella volta che per un compleanno abbiamo regalato un tostapane. Quella volta del punch al mandarino a temperatura ambiente nascosto tra le foglie. Quella volta che TLOC! Quella volta della patente. Quella volta (quellE voltE) che i sorpassi tra il fosso e i camion ai 120 orari. Quelle volte che DJ DangerMouse. E che FIFA 2003 sul cellulare. E che la corriera per FE. E che le lezioni di spagnolo. E che il gruppo medie.
Ti giuro che potrei andare avanti per mesi a scrivere tutto. Questo è niente.
Però, però, nonostante tutto, anche quella volta che la birra il mac "kooks.odt" e la TV. Quella volta che 8 giorni di alcol. Quella volta che lui rimase stupito per le tue richieste. Quella volta che ti resi conto che sarebbero stati gli ultimi tempi per certe cose e certe serate. Quella volta che a fare il conto sei arrivato a un certo punto e poi probabilmente hai lasciato indietro qualcosa. Quella volta che hai capito che il vuoto non si riempie con le cose ma si riempie con l'amore. Quella volta che non avendo abbastanza amore, quel vuoto l'hai stipato di cose che neanche l'armadio di tuo fratello era mai arrivato a tanto (neanche includendo la candela della cresima, gli auguri della prima comunione del 1987, il biglietto con l'assassino di Kennedy e i preservativi a forma di pallone da calcio). Quella volta che hai registrato un jingle (che poi è uno spot, detto tra noi) che alla fine è anche venuto bene.
Insomma. Non so se ci sarà mai un futuro, un bel futuro, o un futuro e basta. Di certo abbiamo un ottimo passato, e un discreto presente. Che ti piaccia o meno, si sta scrivendo la storia. Leggere attentamente le avvertenze prima dell'uso.
... e alla fine non succede molto qui. Alla fine ogni tanto qualcuno se ne va, ma la maggior parte restano. A volte esce qualche buon disco. A volte esci da un tendone dopo aver visto a tiro di spunto Le Luci della Centrale Elettrica, esci e passi di fianco agli Ultima che stanno facendo un servizio per la TV. E ti chiedi se i primi riempiranno mai l'Estragon, e se i secondi riempiranno mai San Siro. E se succederà, ti ricorderai di quel giorno in cui li hai avuti a così pochi metri, e del fatto che li hai avuti al microfono della tua radio. Così come altri più famosi. Così come mi ha fatto impressione aver ascoltato Wale tanto wale in interrail, tra madrid e siviglia, e pochi mesi dopo averli potuto chiedere di persona, intervistandoli, quanto tempo ci mettevano a pettinarsi e se si sentivano più emo o tronik. O Il Genio, quando Pop Porno era solo un pezzo consigliato da Saccolo. O il Piotta. Che se me l'avessero detto nel 1999, credo che sarei svenuto... il SuperCafone. Ma ripeto, non succede niente qui. Al massimo a Faenza, ma non qui. Non è nemmeno troppo un male. Quasi tutti restano sempre qua. Ogni tanto qualcuno se ne va.
... e poi il Windows Live Space che cerca di copiare Facebook è una cagata pazzesca. Sto anche pensando di trasferire il Blogorroico altrove... non credo proprio su Facebook, però lì c'è già il gruppo del fan club...
EDIT: alla fine è stato trasferito qui su Blogspot. il gruppo del fan club si è estinto, ora in compenso c'è la pagina ufficiale: www.facebook.com/blogorroico
Lo sapevate? No? Ve lo dico, allora... Io, insieme ai miei amichetti Diago, Sorio e Saccolo, faccio un programma in radio... proprio fatto tutto da noi! Si chiama Sandy The Clown, e va onda sulla web radio Radio Nebbia (www.radionebbia.it). Cosa vuol dire web radio? Che si ascolta solo da internet, cliccando sul tasto nella home page a destra, dove ci sono le cuffie e c'è scritto "ascolta la diretta". Comunque, nel nostro programma si parla di musica, attualità, e tante altre belle cose... con tanta buona musica. Un po' tipo Walk The Line (quello che facevamo l'anno scorso) ma non è Walk The Line, quindi meno concentrati sulla musica, e un po' più dinamici... in tutti i sensi! Più bello, meno bello? A noi ci piace, e ci basta questo. Quando va in onda? Tutti i mercoledì dalle 21.30 alle 22.30! Dove? L'ho già detto, su www.radionebbia.it Ma nel caso vi siate persi le puntate precedenti, potete sempre scaricare i podcast... ovvero le puntate in mp3! Cliccando qui, nella nostra sezione, ci sono tutti i link ai file, e anche alle scalette... per farvi un'idea di cosa passiamo...
E se proprio volete sbocciare, andremo in onda anche in replica su RadioCitta'Fujiko (si si... quella di Bologna) sabato 1 novembre alle ore 14! Accendete la vostra radio sulla frequenza FM di 103.1 , ma si prende solo da tipo argile in poi... sennò la si becca sempre in streaming web da tutto il mondo sul sito www.radiocittafujiko.it ...
Quindi... o su RadioNebbia.it, o le repliche con i podcast mp3, o su RadioCittàFujiko via web, o su RadioCittàFujiko via FM... ma cacchio, ascoltateci! Avete quattro modi diversi... ci fa già piacere se ci ascoltate una volta sola, giusto per sapere che esistiamo e cosa facciamo, poi siamo già contenti... e se ce lo chiedete per mail, facciamo anche le DEDICHE e il DISCORICHIESTA !!! Scrivici all'indirizzo radionebbia.pieve@gmail.com
E già che ci sono, ne approfitto per dire che come la radio la facciamo noi, potete farla anche voi... è un progetto GRATUITO e aperto a tutti! Dai 14 ai 40 anni (e pure di più!)! Se vi piace fare i DJ, gli speaker, i tecnici audio, i giornalisti, o anche solo selezionare la musica da mandare, o qualunque cosa possa centrare con una radio... la mail è sempre quella!
... mercoledì sera alle 21.30 su RadioNebbia.it ...
...l'ultima corsa di Bettini, la polvere in gola, i pantaloni che mi mancano (e cosa mi metto per andare al lavoro?), le calze che mi mancano (e cosa mi metto nei piedi?), il miele che è tutto da mio fratello (e io cosa mi metto nella gola?), gli anni 90, i kit porno, i preservativi stupidi, gli allenapisello, gli Editors e i Coldplay, i MiceCars, il fantacalcio, Amauri-Milito-Miccoli, la prefazione del Cardinal Joseph Ratzinger, i libri contro il Mc Donald, i libri di Mark Twain, le gruccie gonfiabili, il portafoglio di Italia 90, RadioNebbia e WikiPedia, l'affetto e il rispetto, l'affettato e il rispettato, aquila1 rispondete, venerdìpomeriggio MONDIAL con Di@go il DJ aziendale in consolle, la Nico e la Nikko, e l'allenatore dei Penzal Boys.
Sto facendo ordine. In camera mia, da me, in camera da mio fratello, e dove riesco, dove capita. Prima o poi finirò. Per ora ho capito solo una cosa: Penzale non è un paese per Vecchi. Ma intendiamoci, neanche per Caffarra.
Devo ringraziare tutti quelli che erano alla mia festa di laurea, tutti quelli che hanno partecipato al mio regalo, tutti quelli che mi hanno fatto i complimenti per la mia laurea. Eh lo so, siete talmente tanti, spero di arrivare a tutti… Le feste come quella di sabato sera sono sempre troppo corte… finiscono che devo ancora parlare con un sacco di persone, salutarne un altro sacco, ballare un sacco di canzoni, bere un sacco di cocktail… e tutti sono già andati a casa. Feste così dovrebbero durare giorni… così potrei parlare davvero con tutti. E allora grazie alla Cabina, per tutti gli ischerzi, grazie alla 5°S sempre presente, alla Compagnia delle Cene, ma anche a tutti i penzalini (con voi volevo parlare di più! è anche che non ci si sente…), i presenti di Radio Nebbia, gli ex colleghi del centro estivo di Galliera, e proprio tutti tutti… grazie davvero, almeno mi sono laureato per qualcosa… ah si, mi sono poi laureato, davvero. Ma poi quelli di Cento lo sanno già, hanno visto tutti i miei sonetti… tranne me. Oh, li devo ancora vedere… davvero…