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giovedì 8 gennaio 2015

DIVANO - Rimedi per ulcere in bocca, piaghe nelle gambe, rogna, magrezza, stitichezza e malinconia

Eccoci qui, un altro intervento a parlare di musica. (tranquilli, prima o poi torno ai miei soliti deliri pseudonarrativi e psicoesistenziali).

Il pomeriggio del 31 dicembre mi arriva un bel messaggio da facebook... no, non è una figa, è Francesco Pizzinelli, fresco leader di (dei?) Divano, di cui recentemente ho parlato qui. Mi contatta per donarmi l'anteprima del suo nuovo album, che si intitola "Rimedi per ulcere in bocca, piaghe nelle gambe, rogna, magrezza, stitichezza e malinconia" ed uscirà il 2 febbraio per la Cabezon Records.
Ed è un piacevolissimo regalo di Natale in ritardo (o di buon anno in anticipo... ma esistono i regali di buon anno, escluse le ex 50mila - ora 50euro - delle nonne?).


Comincio ad ascoltarlo, felice di questa anteprima in esclusiva per il mio Blogorroico, e... ed eccomi al primo dubbio: nonostante ci siano parecchie cose in comune, ho assodato che si tratta di un progetto nuovo (vedi recensione precedente)... è giusto continuare il confronto con Jocelyn Pulsar?
Ovviamente, no.
Però è giusto citarlo, questo Jocelyn Pulsar... perché se state scoprendo ora Divano, beh, forse allora vale la pena di farsi un giro su Spotify e Youtube e andare a scoprire quello che vi siete persi nella precedente carriera di Pizzinelli.

8 brani, in questo "Rimedi..." (mi si perdoni, ma d'ora in poi lo abbrevierò così) c'è un respiro parecchio ampio... dal già citato pop-reggae di "Il pezzo è bello se lo canta mia nonna", singolo di apertura, trovano spazio anche una ballata dolceamara come "Canzone di quando va tutto bene", e sonorità rock come nella traccia di apertura "Don Paolo" e in (manco a dirlo) "Smashing Pumpkins". Ogni tanto echeggia un basso funkeggiante... ma prevalentemente direi tanto pop, nel senso genuino del termine, popular... ed è un bel pop suonato. E' un disco che suona da band, infatti, con una discreta cura per gli arrangiamenti, senza che tuttavia questa vada a sovrastare lo stile cantautorale di Francesco.
La vena di Pizzinelli non si smentisce, e così abbiamo una "Dino Valdi" a rendere omaggio alla storica controfigura di Totò, personaggio un po' finito nel dimenticatoio, dopo la sua scomparsa.
Ed è bello notare come ci siano ancora le tematiche di coppia, sempre affrontate da Pizzinelli in maniera pungente e diretta, a volte quasi fastidiosa nello snocciolare la quotidianità senza giri di parole, ma con tanta autoironia.
E forse questi "Rimedi..." funzionano davvero, perché c'è davvero un'energia positiva che fuoriesce da questo lavoro.
"Perché ingrandirsi e diventare grandi, sono due cose diverse" canta Francesco in Smashing Pumpkins. Forse c'è un riferimento a sé stesso?
Non lo so, di certo posso dire che sia riuscito in entrambe le cose: si è ingrandito, nel senso che ha "promosso" gli altri precedenti musicisti di supporto (Davide Zozzi alla batteria, Mario Ingrassia alle chitarre e al piano, Davide Ponti al basso) nel progetto DIVANO... ed è diventato grande: oltre alla maturità anagrafica che inesorabile arriva per tutti, qui c'è anche un lavoro a testimonianza di una maturità artistica... che non so cosa voglia dire, poi: però come tutti i frutti maturi, questo "Rimedi..." è pronto ad essere colto.
In preorder su iTunes dal 19 gennaio, in download dal 2 febbraio... coraggio: i vostri malanni hanno i giorni contati! Parola di Divano.



giovedì 20 novembre 2014

DIVANO (già Jocelyn Pulsar)

PREMESSA: come sapete questo è il mio blog più o meno personale con deliri più o meno pseudonarrativi. La caratteristica fondamentale, è sempre stata quella di essere "a scazzo": ovvero scrivere più o meno quando volevo, più o meno di quello che volevo.
E' così che ho rinunciato a notorietà e fama come un Francesco Sole qualunque, ma anche alla saggezza e al successo di bancarella come Alessandro D'Avenia, e sono uno sfigato qualunque proprio come Enrico Atti.
Ma ai miei 35 lettori di media sta bene lo stesso.


Quindi, oggi parlo di DIVANO. E non del noto protagonista del salotto per cui ho una predilezione (ben prima delle scopate sul divano di Radio Nebbia... è nato tutto da Massimo Coppola e Brand:New), bensì la nuova band di Francesco Pizzinelli, precedentemente noto come Jocelyn Pulsar.

Chiusa ad inizio 2014 l'esperienza con il precedente progetto* (non senza sassolini delle scarpe), arriva ora il nuovo singolo "Il pezzo è bello se lo canta mia nonna". La band che accompagna Pizzinelli è sempre la stessa (Davide Zozzi alla batteria, Mario Ingrassia al piano e chitarre, Davide Ponti al basso) ma pare che diverse cose siano cambiate.
Il brano, fortemente carico di ironia sin dal titolo, è una sorta di manifesto canzonatorio del panorama indie italiano, del quale lo stesso Pizzinelli ha fatto parte (anche se parecchio ignorato dal resto della scena), e che dal quale ora prende le distanze. Una sorta di "io non ci sto", o perlomeno, non ci sto più: se l'indie è diventato mainstream, DIVANO non ne vuole più far parte.
Il pezzo è un reggae leggero ed orecchiabile, volutamente privo della malinconia che ha caratterizzato il precedente Jocelyn Pulsar, che continuare a ricordare alcune produzioni della Garrincha Dischi (ex etichetta di Jocelyn Pulsar).

Quello che forse più caratterizza la nuova strada intrapresa è il video, realizzato pressoché a costo zero, nel quale Pizzinelli mostra una serie di cartelli, ringraziando addirittura uno ad uno i suoi fan che hanno prestato la propria voce registrando la parola "giovane", creando un coro duepuntozero (ormai tutto quello che si fa con internet viene definito 2.0 anche dove il 2.0 non c'entra nulla, ho scritto duepuntozero solo per aver l'occasione di fare questa critica, ndr).
Se con Jocelyn Pulsar c'era una continua ricerca di un equilibrio vincente tra i delicatissimi e malinconici brani e le "dinamiche del mercato indipendente", qui DIVANO prende completamente le distanze, puntando sul "noi facciamo come ci pare, e chi ci ama ci seguirà".
Funzionerà? Ai posteri l'ardua sentenza... comunque per ora Pizzinelli sembra soddisfatto e per nulla pentito.

L'album uscirà a gennaio 2015, e Pizzinelli anticipa che rispetto allo stile acustico-cantautorale di Jocelyn Pulsar avrà una maggiore importanza la sezione ritmica, ed è l'ennesima dimostrazione che non si tratta solo di un cambio di moniker (anche qui, ho scritto moniker solo per potervi dire che odio la parola moniker e mi sembra ridicolo trovarla scritta negli articoli in italiano, ndr) ma proprio di una nuova fase per Pizzinelli e "i suoi ragazzi", che ci tengono a definire DIVANO un gruppo a tutti gli effetti: il "progetto" Jocelyn Pulsar è definitivamente chiuso.


* avevo postato qui "Arkanoid", ultima traccia di "Frutta fresca nel backstage", ultimo EP di Jocelyn Pulsar, in anteprima assoluta per Blogorroico. Ovviamente in gentile concessione gratuita da parte di Jocelyn Pulsar.
Questo articoletto è una mia spontanea iniziativa, da lui non prendo un euro, spero solo di dargli la visibilità (la nuova moneta degli anni '10, presto pagheremo tutto con la visibilità, altro che i bitcoin) che penso si meriti. Poi se vi piace, se volete ascoltarlo, o comprarlo, quello lo decidete voi. Io vi ho detto che esiste e che penso meriti almeno un ascolto (già che ci siete, ascoltatevi anche qualche pezzo vecchio come Jocelyn Pulsar!)

martedì 6 agosto 2013

Wraiter

Ogni tanto scrivo anche qualche articolo da qualche parte. Una volta ha parlato dei wraiter. Vi ricordate? Ne avevo parlato lo scorso anno su Notizie-News, un articolo che fu condiviso anche da Informazione Libera (ndr, se ve lo foste persi, lo trovate qui).
Ieri ne ho parlato di nuovo su raduraletteraria, un nuovo blog a tema letterario con il qualche ho cominciato a collaborare, e per il quale scriverò saltuariamente qualche pezzo.

E questo è il mio nuovo articolo:
Camerieri barra scrittori: i WRAITER

Buona lettura. E una bottiglia d'acqua, grazie. Naturale.

mercoledì 9 novembre 2011

Il rumore del silenzio

Ho iniziato a collaborare con Notizie-News, giornale online... i miei articoli li riporterò su questo blog. Eh, dai, mica mi occupo solo di cazzate... oppure si?



Il rumore del silenzio
Nonciclopedia e Wikipedia: quando sparire serve a farsi sentire


Forse, così vicine non lo erano mai state. Wikipedia e Nonciclopedia. Un po’ l’Alfa e l’Omega del sapere internettiano odierno. Certo, entrambe sono basate sul concetto “wiki”, ovvero scritte e aggiornate grazie ai loro utenti, e aperte alla lettura e ai contributi di tutto il web. Molto simili nella forma e nell’aspetto grafico, ma l’opposto per quanto riguarda i contenuti.
Wikipedia, nonostante non sia realizzata da professionisti, si è guadagnata in pochi anni la considerazione dell’intero mondo di internet e non solo, con versioni in centinaia di lingue (dialetti locali compresi), centinaia di migliaia di voci, tanto da diventare una fonte più ufficiali delle stesse fonti a cui fa riferimento. Nonciclopedia ne è invece la parodia: una versione dissacrante, ironica e scanzonata, talvolta persino esagerata, con battute di dubbio gusto che possono risultare offensive, proprio perché per la natura “open” dei contenuti il suo controllo è lento e difficoltoso.
In breve: Wikipedia vuole informare, Nonciclopedia vuole divertire. Eppure, si sono trovate molto vicine, nei primi giorni di Ottobre.

Tutto è cominciato quando Vasco Rossi, nel 2010, ha ritenuto che la propria voce in Nonciclopedia fosse offensiva, tanto da smuovere i propri legali per ottenere la rimozione di alcune battute che al rocker di Zocca proprio non andavano giù. La faccenda è lunga e un po’ complicata (Nonciclopedia ha fornito una sua versione dei fatti che non è mai stata né confermata né smentita dai legali di Vasco), sta di fatto che la Polizia Postale ha contattato più volte gli amministratori del sito. Troppo spesso, per persone che hanno sempre considerato Nonciclopedia come un divertente passatempo senza scopo di lucro, che quindi non avrebbero mai potuto difendersi da un eventuale causa legale contro Vasco o una qualunque “corazzata” della sua portata.
A questo punto, gli amministratori, chiedendosi se avesse senso tenere aperto il sito, hanno avuto un’idea: chiuderlo temporaneamente, utilizzando le pagine dell’enciclopedia per raccontare l’accaduto.
Nel giro di poche ore, la notizia ha fatto il giro della rete, condivisa rapidamente dagli utenti di Facebook e Twitter, che hanno immediatamente creato gruppi a difesa della Nonciclopedia, in nome della libertà di parola. Anche la pagina facebook di Vasco è stata letteralmente intasata da commenti molto negativi di parecchi utenti, fan e non, che ricordavano come una volta fosse proprio lui, nelle sue canzoni, a inneggiare alla libertà di parola (e non solo della parola, ma questo è un altro discorso).
La notizia è arrivata anche a chi non conosceva la Nonciclopedia, tramite radio e televisioni. Messi alle strette da questa mobilitazione popolare, i legali del rocker hanno così ritirato la causa, e Nonciclopedia ha deciso di riaprire le proprie pagine.
Il “lieto fine” è stato festeggiato in tutta la rete, tanto che forse la vicenda è stata di ispirazione agli amministratori della “sorella seria” Wikipedia.
Pochi giorni dopo, infatti, la versione italiana di Wikipedia ha deciso ha di oscurare le proprie pagine per ben tre giorni, sostituendole con una nota. In questo avviso si spiegava agli utenti che la decisione era stata presa in segno di protesta verso la cosiddetta “legge bavaglio” (anche nota come DDL intercettazioni), che in particolare nel suo comma 29 minacciava l’esistenza di tutte le pagine di informazione non gestite da professionisti: compresa quindi la stessa Wikipedia, che per le caratteristiche del suo progetto non ha una redazione né tantomeno sponsorizzazioni, vivendo solamente grazie alle donazioni dei suoi utenti e alla loro collaborazione volontaria.
Anche in questo caso, l’obiettivo è stato raggiunto: l’opinione pubblica è stata sensibilizzata riguardo il rischio che si stava correndo, e il governo è stato costretto a rimettere le mani sul DDL (le cui modifiche al momento non sono ancora approvate in via definiva).
Dove sta la grande vicinanza tra i due siti, quindi? Non solo nella sospensione temporanea del servizio, ma anche nel fatto che la scelta è stata operata spontaneamente e senza che fosse richiesta da nessuno.
Né Vasco né tantomeno i suoi legali hanno mai chiesto la chiusura dell’intera Nonciclopedia, così come la Legge Bavaglio non presenta alcun comma che richieda la chiusura di alcun sito o blog; eppure questi due siti hanno scelto spontaneamente di disattivarsi, di sparire temporaneamente, mostrando agli utenti come sarebbe la loro vita senza di loro.
E ha funzionato.
Quanti di noi si sarebbero interrogati sui problemi che può avere un sito qualunque, dalla modesta disponibilità economica, nei confronti di chi può permettersi ottimi studi legali? Chi di noi avrebbe trovato il tempo di informarsi su una legge mal riuscita, che di fatto rendeva impossibile permettersi anche solo un piccolo blog?
Invece, con un solo piccolo gesto, queste tematiche ci sono subito balzate agli occhi, costringendoci a prendere coscienza della cosa, e spingendoci, anche solo per curiosità, a capire “perché” stava succedendo questo.
In una società in cui tutti possiamo parlare, in cui ormai chiunque può dire la sua, in cui la fa da padrone “chi urla più forte”, c’è chi è riuscito a farsi sentire da tutti semplicemente restando in silenzio.
Si dice che capiamo il valore delle cose solo quando queste se ne vanno, e forse, a giudicare da questi risultati, è proprio vero.

Enrico Atti

fonte: Notizie-News (www.notizie-news.it)