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mercoledì 10 luglio 2013

Il decalogo della perfetta startup

Start up: 10 regole per un successo assicurato. Ve le offre Blogorroico. Fidati di noi!

1) Dietro ogni startup ci sono due o più neolaureati mantenuti da genitori benestanti.

2) Devi vestirti bene, oppure tremendamente male (Zuckenberg style).

3) Le startup devono aprirsi con articoli fighi su internet, e chiudersi nel silenzio più totale.

4) Ci deve essere almeno una persona straniera (o che vive all'estero) perchè fa figo

5) Generalmente la startup fa app per smartphone (o comunque ha anche un'app dedicata)

6) Se non fai app, ti occupi di cose ecosostenibili o che recuperano rifiuti ma che alla fine costano un occhio e che producono ancor più rifiuti. E alla fine produci una app dedicata.

7) La sede della startup è nella propria cameretta perchè "è inutile spendere soldi in una sede, noi siamo già ovunque perchè siamo su internet".
Che significa "ragà, no vabbè... è che mio padre non li vuole caccià fuori 600 euro al mese per affitta' n'ufficio, oh"

8) Mentre parli con persone devi usare inglesismi e citare persone sconosciute per arricchire il tuo discorso.

9) I soci della startup sono persone che hanno fatto importanti esperienze all'estero (da camerieri) e hanno deciso riportare il loro cervello in fuga in patria e combattere la crisi.
La crisi ringrazia il loro fondamentale aiuto.

10) Quando continui di parlare di startup anche dopo 2 o 3 anni, allora è il caso di dargliela su e capire che hai perso tempo (denaro no, quello l'ha perso tuo padre)

11) (che riassume i precedenti) (e tanto non dobbiamo finire su LeDieci) (e poi se fai una startup "devi seguire le regole per rompere le regole") (???): se hai un'idea, un progetto serio, competenze, voglia di lavorare, ecc allora puoi cercare lavoro come dipendente, come libero professionistà, o aprire una nuova attività/società... oppure pensare alla startup. E starne lontano.
Se non hai voglia di fare un cazzo, non hai competenze, non hai idee chiare, e hai qualcuno pronto a mantenerti... allora non c'è bisogno di aprire una startup, molto probabilmente ne stai già facendo parte. Scappa dall'Italia, finchè sei in tempo... esporta la tua crisi personale altrove: il made in Italy del nostro disagio tira sempre.


"Con il termine startup si identifica l'operazione e il periodo durante il quale si avvia un'impresa." (fonte: Wikipedia)


NDR: I punti pari sono stati gentilmente forniti da Sorio.


lunedì 7 settembre 2009

La società è armata. (a voi che sapete alzare il piede)

Oh ma poi cosa vuoi farci, a una certa età le cose o le fai, o stai zitto. non è che puoi andare avanti a lamentarti.
a un certo punto devi cambiare le cose. o morire tentando di cambiarle.

non ho capito se stia cercando di qualcosa che mi fermi, o di abbattere tutte le cose che possano fermarmi. come se prima dovessi sconfiggere quelle, per poi essere sicuro di non avere più alcun vincolo.
...oppure davvero cerco qualcosa che mi fermi?
certo che, e sono sincero, qualcosa che mi fermi non l'ho ancora trovato.

il tempo sta finendo, e quest'autunno sarà diverso dal precedente. il tempo non è che passi per niente, le cose non tornano mai come prima, e le scelte si avvicinano inesorabili come una pistola alla tempia.

la possibilità della scelta è qualcosa di adrenalinico. un certo tipo di scelta racchiude in se talmente tanto potenziale da renderla impossibile da analizzare in maniera obiettiva.
si apre un ventaglio di possiblità che tende all'infinito, e tutto questo non può essere analizzabile in maniera obiettiva.
il paragone più simile è quello del suicidio, a essere onesti.
e non credo siamo molto lontano da questi cambiamenti, se uno si vuole astrarre dalla questa questione vita/morte.

c'è la vita e c'è la morte, c'è vita e c'è vita.

se penso a tutte le persone che ho conosciuto...

la società è armata. la società è armata, e ci uccide a distanza dentro le nostre case, dentro i nostri uffici.

questo non lo metto sullo spaces, o forse più avanti, e oggi non taggo nessuno. non ne ho voglia. lo scoprirete da soli. giocando alla caccia al tesoro su facebook. se vi piace questa cosa condividitela.

però questo volevo dedicarlo a voi. a voi di 25, 30, 35 anni. a voi persone serie.
a voi che sapete alzare il piede dal gas, a voi che sapete frenare, che sapete dire di no, che sapete andare a casa presto, che sapete quand'è il momento di stare in casa, di svegliarsi prestissimo, e di rinunciare alle cose.

perché noi, noi che abbiamo sempre dato l'anima, che abbiamo dato tutto, che nel dubbio abbiamo sempre schiacciato il gas a costo di attaccarci al primo muro, non capiamo.
perché quella sensazione che ti fa mollare "perché in fondo è meglio così", noi, forse, solo ora stiamo arrivando a sentirla. non so nemmeno se sia brutto, o forse è semplicemente normale, dove il normale non esiste più.
si chiama responsabilità, maturità, esperienza?

o si chiama solamente paura?

fate così solamente per potervi tenere buoni "la capacità del sapersi fermare" e il "se io invece avessi fatto" ?
già, perché se voi aveste provato, e vi fosse andata male, non avreste in mano un cazzo.
o perché davvero a un certo punto si arriva a questo? e se abbandonare una possibilità servisse per averne altre? o forse bisogna solo fermarsi di fronte a un certo tipo di rispetto per gli equilibri propri?

forsei si. si? ah, ho 25 anni, si? ah, la testa a posto? si? si. ah, certamente. invecchiare, crescere, mettere su responsabilità e famiglie, la casa al mare e i parenti e gli zero assoluto e le tombole, e svegliarsi presto.

ma a me non mi uccidete dentro. e non perché non ce la possiate fare, ma solamente perché avete già avuto la possiblità e avete fallito.
probabilmente avrete una seconda occasione, e una terza, e una quarta. comodamente a casa mia, senza problemi. la società è armata. posso essere io, potete essere voi. uno tanto qualcuno paga il suo tributo di sangue, serve per mantenere la specie in vita.

ma io non la pago la vostra crisi, mi bastano le mie, e sinceramente, non se sia meglio marcire dentro in un ufficio lezzoso, farsi marcire dall'esterno in sporche bettole di debiti annunciati.

(non so se alzerò il piede. nel dubbio schiaccio sempre il pedale, però. quando avrò un buon motivo per rivedere il tutto, allora, ne riparleremo... se c'è un motivo...)

lunedì 27 aprile 2009

Why can't we just rewind?

Il vento, calmo e placido, le passa attraverso i capelli. E anche, con una precisione chirurgica (ma di un chirurgo bravo, eh) tra i Rayban e gli occhi. E bruciarle gli occhi.
Eh si, sarà sicuramente colpa del vento, se ora sta piangendo.
Gli occhi, lacrimanti, sono fissi su quella cazzo di croce, con attaccato un santino, e una targhetta da coppa dell'amicizia. Foto e nome non lasceranno spazio a ulteriori dubbi, sotto quella croce bolletta, da crisi della quarta settimana, si celerà Giulio. Ancora non è lui, questo qua è un altro, Giulio devono ancora seppellirlo.
Certo, in realtà la lapide arriverà tra un anno circa, la gente non sa che prima la terra si deve sedimentare. Giulio ha avuto tanto di quel turbinio dentro che probabilmente i neuroni prima che gli stabilizzano, pure da morto, ci vorranno anni e anni. Si farebbe prima e decontaminare l'uranio, forse.
Hanno detto che Giulio non tornerà, perché é morto. Già, non è che abbiano poi detto qualcosa di così soncertante.
Ma lei, mentre piange, non vuole credere. Perché lei può credere di aver capito.
E allora, può credere. E se lei può credere a tutto questo, e se può credere a Giulio, allora può succedere.
Giulio vive, lo sanno tutti, è ovvio scontato e banale, in tutti quelli che si ricordano di lui. E' ovvio, è una banalità, una cosa scontata da dire nella predica del funerale.
Meno ovvio, è voler credere al fatto che Giulio non sia morto veramente. Un po' come Elvis. O come Hitler.
Se Giulio è Giulio, tornerà. Così lei vuole credere.
Sempre che lei sia pronta ad accettarlo.

Non si sa se sia così, in ogni modo, quel che è certo, è che qui a RadioScoziaLibera ce l'avete chiesto più di una volta se Giulio è morto veramente. Sentite, si, la risposta è si, va bene? Se poi non vi fidate, o non ci volete credere, beh non siamo nè medici legali, nè becchini, nè funzionari dell'anagrafe, nè medium, insomma noi con la morte tecnica non ci abbiamo proprio a che fare.
Ci occupiamo solo della morte dell'anima, e Paolo Nutini, sinceramente, ne è un discreto esempio. Sono Gritty, amici, e stasera BREERAA!! controvoglia si occuperà di questa canzone. Sembra di tornare da una bella gita. A un paese di merda.

Paolo Nutini - Rewind



Picking up the pieces
Of the wreck you went and left
And I'm dealing with dilemmas
In my now so stressful life
And I'm drinking stronger spirits
I made my home here on the floor
And I'm losing all ambition and goals

I'm going all out
I'm thinking you're just as bad

No sleeping at night
But I'm going from bar to bar
Why can't we just rewind
Why can't we just rewind
Why can't we just rewind

Oh remember at 16
Oh the crazy drunken night we had
When i kissed you in the hallway
Then i took you straight to bed

Two years on
And I'm still that same boy i was

No sleeping at night
But I'm going from bar to bar
Why can't we just rewind
Why can't we just rewind
Why can't we just rewind oh

You might blame it on me
But you insisted that we fall
Wiped your hands of me
And said you needed more, more, more

I'm not sleeping at night
But I'm going from bar to bar
Why can't we just rewind
Why can't we just rewind
Why can't we just rewind oh

giovedì 11 dicembre 2008

C'è crisi

Benvenuti! Siete nella più grossa crisi dal 1929 ad oggi... bello eh? State facendo la storia, siete come i vostri nonni che hanno fatto il '45 o i vostri genitori che hanno fatto il '68.
E ci siete dentro tutti... la grande crisi non risparmia nessuno, se non sei te è la tua morosa, tuo padre, tua madre, tuo fratello, i tuoi figli... i prezzi si alzeranno... le aziende chiuderanno... e beh, ci sarà molta gente fuori dalle finestre.
Tenete le vostre migliori giacche pulite, non inzaccheratele agli aperitivi... risparmiate quegli 8 euro di broda da consumare in piedi, vestitevi più sobri, e tenete le giacche belle per i funerali.
Tenetevi stretti i vostri lavori, che in giro non se ne trovano di altri.
Chiude la Honda F1, tutte le aziende mandano in cassa integrazione dipendenti su dipendenti, tagli ovunque e ovunque. Anche Wikipedia è in crisi. Servono donazioni. E la gente è in bolletta. E non dona.
E' il nuovo 29, e la gente non arriva al 21, non pensa più a fare 13, al massimo pensa alla 13esima. Però sogna il 6 al superenalotto.

Ma prima di tutti e di tutto, amici, c'era già arrivato Bugo.



BUGO - C'è crisi

C'è crisi!
Dappertutto si dice così
E lo leggo sui visi
Non è colpa solo del lunedì
Sono nutellate di deliri
E code e colpi di tosse
E tu non piangi e non ridi
Vivi come se niente fosse

C'è crisi dappertutto
Dappertutto c'è crisi

Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Fa niente.

Niente più come prima
E menomale e menomale…
E' una nuova strategia
Urlate, cazzo, urlate!
Con i beni separati
Econ i mali in comunione
Siamo tutti in fila indiana
E che simpatica carovana!

C'è crisi dappertutto
C'è crisi dappertutto
Io lo leggo sui visi
Dappertutto c'è crisi

Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Fa niente.

C'è crisi dappertutto
C'è crisi dappertutto
Io lo leggo sui visi
Dappertutto c'è crisi

Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Oppure semplicemente
Fa niente…fa niente!