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sabato 26 maggio 2012

Un terremoto. (Ferri cade e io mi sento scosso)

Riccardo Ferri, classe 1963, ex difensore di Inter e Sampdoria, nazionale italiano ai mondiali di Italia 90. Dopo un'intera carriera a fare gli autogol in serie A, e a farsi citare da Ligabue in catastrofistiche cover dei REM, è finito sulla mia libreria IKEA con le ante in vetro.
Li, plastificato, altezza 9 cm, con la maglia dell'Italia numero 5, con sopra scritto Ferri. Una cosa che non è mai esistita, nè il nome Ferri sulla maglia dell'Italia, nè lui con il numero 5, se non al Mondiale Under 20 del 1981. E ringraziamo Wikipedia per tutte queste informazioni.
Comunque lui è li, fiero, eretto, appoggiato sul piede sinistro, mentre con il destro a girare ha appena spazzato fuori area un pallone spiovente mancato da Van Basten. O da Stefano Borgonovo.

Ma non sto assolutissimamente pensando a tutto questo, soprattutto in questo momento, alle 4.03 di una qualunque notte di maggio, che poi qualunque non è perché ho scelto questo weekend per tornare a casa dai miei cari e dai miei cani, dai miei amici e dai miei mici.
Sono le 4.03, e nella vita uno raramente si rende conto delle 4.03, di solito sono altri gli orari che ci restano impressi, tipo le 8.30 di mattina, le ore 18.00 di sera, al limite le 20.45... le 4.03 non se le caga nessuno, e nemmeno io, in quel momento.

E poi, le 4.03, o 4.04 a seconda della interpretazione, si nobilitano. E diventano un orario storico, da restare impresso sugli orologi. Specialmente quelli dei campanili della provincia. Il rumore è violentissimo, sa di legno, mura, terra, plastica, e praticamente è come se un furgoncino dell'Ikea impattasse in un fosso. (questo spiegherebbe un po' anche il fango a San Carlo, peraltro)
E Ferri, cade. E' la prima cosa che cade, mentre dietro di lui tutti i libri di Fabio Volo, oltre agli altri della libreria, si accasciano di lato.
(Dovevo aspettare ad estrarre l'autobiografia di Perry McCarthy e l'ultimo di Palanhiuk. Il vuoto di cultura è stato fatale all'equilibrio del ripiano.)

Magnitudo 5.9. Venti secondi, hanno detto. A me sono sembrati due. Alla faccia di chi "sono sembrati interminabili"... si vede che non avevate un cazzo da fare, io in quei venti secondi ho fatto un casino di roba, e per me sono volati.

E poi si ferma tutto. La scena è al limite tra il pacchiano, il ridicolo e il surreale, perché sono le 4.04 del 20 maggio 2012, ed è in fondo una sceneggiatura talmente banale che non la vedreste mai in nessun film. A meno che.

Fuori i cani abbaiano, tranne il mio. Gli antifurti delle macchine e delle case suonano, tranne i miei. La gente scende in strada. Tranne me.

- Ok ho fatto una perizia a usta dell'entità del terremoto, forse l'ho un po' sottovalutato, d'altronde ero impegnato, e credo che gli effetti alcolici del matrimonio al quale ero stato invitato si siano stati prolungati, c'erano anche altre priorità di sicurezza, e in ogni modo non ero solo in casa, e credo che sarei stato avvertito se una crepa avesse minacciato una qualche trave portante e/o importante -

Iniziano le scosse di assestamento. Perché il terremoto è così, neanche il tempo di arrivare e già si deve sistemare. Noi invece restiamo scossi molto più a lungo. E per assestarci ci mettiamo molto di più.
O forse no, o forse si, o forse non importa, a un certo punto arriva anche "la seconda", che non è forte come la prima, ma è forte come la prima. Cioè non è esattamente forte come la prima, ma è dello stesso raggruppamento di intensità. In che senso? Insomma non mi sembra il caso di litigare a magnitudo 4.9. Forse non è il caso di fare nemmeno altre robe, ma vabbè.
Non pare nemmeno il caso di uscire di casa un'altra volta.
Nel mentre mio padre aveva raccolto i cocci di non si sa che cosa, penso a quella bellissima ed enorme lampada spenta da una vita. O forse un quadretto.

Poi finisce tutto, e tutto continua, proprio come un romanzo, probabilmente in uscita nel 2012, ma questa è un'altra storia.

Apro il mobiletto delle grappe, dove erano state spostate di recente per essere messe in salvo dal cane: ha funzionato benissimo, solo una grappa della Val D'Aosta è crollata di lato, ma è rimasta all'interno. Intatta. Mobiletto pensato per proteggerle dalle (dis)grazie del cane, ma utile contro il terremoto: sempre natura era.
La prevenzione ha vinto sulla natura: e per ultimo, l'alcolismo potrà tornare a trionfare su tutti noi.
A proposito, il mio cane dorme beato, e viene svegliato con violenza (e qui mi chiedo se sa essere più violenta la natura o l'uomo) per essere portato in giro per Cento, mentre io mi mangio beatamente i miei biscotti al cioccolato inglesi osservando come la città si sia già animata così presto. Cioè a dir la verità son nemmeno le 7 di mattina e in giro non c'è ancora un cane, a parte il mio, ma già andando verso piazza c'è un sacco di... un sacco di pezzi di intonaco sotto i portici, dai quali scelgo di deviare. In piazza è tutto un proliferare di protezione civili e sanbiagini, a volte addirittura contemporaneamente nello stesso corpo.
E di cani.

Nel mentre il mio cellulare è un incasinatissimo bollettino di guerra, si rincorrono notizie di chiese e campanili crollati, persino roba che non ho idea che fosse esistita prima. Pare persino che i cocci buttati via da mio padre fossero di un angioletto. Quando mai un angioletto si è fermato a casa mia?
Oh, davvero tanti "angioletti" ci hanno gravitato, forse anche si sono fermati per qualche momento, di solito prima di essere etichettate "puttane di merda", quindi per quanto mi riguarda quell'angelo può solo essere piovuto dal cielo.
Eh, ma quanta negatività e odio! Che cazzo volete, sta pure piovendo, terzo giorno di Cento, e oltre ad un sisma, è il terzo giorno che becco la pioggia, e ho lasciato l'ombrello dove deve stare (a Londra). Mi pare che un po' d'incazzo sia giustificato.
No, per una volta non ce l'ho con delle donne, a parte Madre Natura, che è sempre incinta. Ho soltanto sonno, e sono stanco.

Poi viene anche ora di tornare a casa, io il mio dovere di cittadino l'ho fatto - cioè non ho rotto il cazzo a nessuno, ho lasciato che tutti facessero il loro lavoro, e ho informato il minimo indispensabile di parenti/amici che stavo bene in modo da lasciare libere le linee ad eventuali soccorsi.

Mia nonna sta bene, due o tre omaretti di legno dal Perù hanno diverse fratture alle gambe, e anche se forse potrebbero cavarsela, temo che per loro saranno fatali. Probabilmente saranno cestinati da mio zio, come cavalli infortunati soppressi da una pistolettata dopo il Palio di Siena. O di Ferrara. C'è anche del vetro per terra, e se per un attimo penso a come della fibra di vetro possa essersi infilata e poi sfilata in uno stabile degli anni 50, in breve realizzo che deve per forza venire da un oggetto.
Tra me e mia nonna abbiamo oltre cent'anni e pochi minuti di sonno, e sono le 7 di mattina: è durissima saltarci fuori, per fortuna lei ha gli apparecchi acustici e io un istinto minimo, e individuo un vasettino di vetro scheggiato. Uno più uno, il caso è risolto.
(Il mattino dopo scoprirà anche che le tazzine del caffè han cambiato posto tra di loro, ma li non si sa mai se sia il sisma o l'età).

Torno a casa mia, e risolvo anche il mistero dell'angioletto. Si trattava di un "putto" in ceramica (vedi che allora il binomio angioletto-puttana non era così blasfemo e così fuoriluogo?) alto una trentina di centimetri, che ora svetta dal cestino dei rifiuti.
Tutto sembra a posto: mi metto finalmente a letto e sono le 8 di mattina (per fortuna che ieri sera ho preso il caffè a mezzanotte), è una mattinata terribile, le scosse continuano e io le sento tutte, così come sento un terribile malditesta da hangover post-sbronza. Alle 11:13 arriva una magnitudo 4.2, una scossa da "top ten": a me basta per svegliarmi, e al mio sorrisone :asd: giallo in cartone, disegnato e attaccato sul muro per il carnevale delle grotte 2008, basta per staccarsi e infilarsi dietro il comodino.
Un'immagine simbolica, la caduta del sorrisone asd.
Ancora più simbolico è che non l'abbia raccolto, e sia rimasto lì, così come i libri piegati.
(Ferri no, lui ho deciso di rialzarlo subito, era il simbolo della rinascita, del rialzarsi)

Da qui in poi è un calvario di ipersensibilità da secondo piano e da malditesta dell'hangover, da accorgersi di tutte ma proprio TUTTE le scosse (anche le magnitudo 2.0), e di una terribile e tristissima domenica, anche sotto la pioggia.

E in mezzo a tutte le voci, c'è gente che dice che è prevista una scossa tra le 19 e le 19.30 e quando realizzi che alle 19.37 arriva davvero, l'unica cosa che dici è...
"beh... però è in ritardo"


(però il mio ha la maglia dell'Italia, non dell'Inter)

giovedì 17 marzo 2011

Auguri all'Italia che muore (ma che ancora non è morta)

Potevo starmene zitto oggi? No, direi proprio di no. Anche oggi perderò un'altra occasione per stare zitto. Anche se uno dei miei antenati era uno dei Mille, non è buon motivo per aggiungermi al coro di voci del centocinquantenario.
E allora... tanti auguri all'Italia che compie 150 anni.
All'Italia di pizza spaghetti e mandolino. Che il mandolino in realtà non lo suona quasi nessuno, come dice Diago di Sandy The Clown.
All'Italia dei santi, poeti e navigatori. Che sono già tutti morti. (a parte i navigatori di internet, e quelli si chiamano naviganti)
All'Italia delle fughe dei cervelli, delle fughe di capitali, delle fughe di gas, delle (future?) fughe di materiale radioattivo, delle fughe di Ivan Basso e Riccardo Ricco' (prima sulle salite, poi dai giornalisti, poi di nuovo sulle salite, poi...).
All'Italia dei furbetti del quartierino, dei Ricucci, dei Luca Luciani, dei Matteo Cambi, dei Lapo Elkann, e di tutta questa bella classe dirigente qui.
All'Italia dove è sparito il concetto di gavetta e di saper fare, dove tutti vogliono subito andare in televisione a X-Factor, ad Amici, al Grande Fratello, anche senza saper fare nulla.
All'Italia dov puoi essere un bravissimo musicista-scrittore-cantante-pittore-poeta o artista generico, avere un sacco di fan che apprezzano (e pagano) per le tue opere, ma comunque non arrivare alla fine del mese. Ed essere costretto ad avere un primo lavoro (e tenere l'arte come secondo). E dire che questo è il paese dell'arte. Ma l'arte l'abbiamo imparata talemten tanto bene, che ora l'abbiamo messa da parte, come dice il proverbio.
All'Italia che muore, come dice Moltheni in "Per carità di Stato", un grandissimo artista che ha smesso di fare musica proprio perché schifato da tutta l'industria musicale che lo circondava.
All'Italia dove sparisce la cultura, nelle TV, nelle radio, nelle scuole... e dire che la base per una civiltà progredita, ovunque nel mondo, è la cultura. Nel terzo mondo, i progetti per lo sviluppo investono sulla cultura. Da noi, si fanno i tagli. Io a casa mia la chiamo involuzione.
All'Italia di Silvio Berlusconi (oh! ecco! l'ho scritto anche io. ora posso evitare di nominarlo per il resto del post.)
All'Italia dove ti sei laureato, lavori da tre anni in un ufficio facendo un lavoro che non è quello per cui hai studiato e che non ti piace, ti impegni un sacco, non hai alcuna prospettiva concreta di sviluppo per il futuro, e non guadagni abbastanza per poter vivere da solo (e quindi figurati pensare cose del tipo mettere su famiglia). Però, SEI FORTUNATO, perché almeno tu hai un lavoro. E se tutto questo è essere fortunati... mi dispiace ma il mio concetto di fortuna ha ben altri standard minimi.
All'Italia che guarda "Vieni via con me" e se ne compiace. E basta. Dimostrando di non aver capito proprio un cazzo di tutto il senso del programma.
All'Italia dei sinistroidi, che non se ne rendono conto ma aiutano la destra in ogni singolo istante della loro vita.
All'Italia di chi vota a destra, ma in realtà è di sinistra e ancora deve capirlo.
All'Italia di chi tornerà a parlare di sinistra o destra quando si tornerà ad essere in un paese realmente democratico, e nel mentre vota alla meno peggio "turandosi il naso".
All'Italia dei laureati che scappano all'estero e poi finiscono a fare i camerieri perché non sanno la lingua (e chiedendosi come mai nel resto d'Europa le sanno già, e solo da noi siamo ancora al livello di ESCHIUS MI).
All'Italia di chi ogni due anni canta l'inno (Europei e Mondiali, Prandelli permettendo) e si sente veramente unito nei 90 minuti delle partite e nelle 340 ore di commenti e moviole bar-televisive biscardiane.
All'Italia di chi si lamneta dell'Italia tutto l'anno senza fare nulla di concreto per cambiarla, ma continua a viverci perché gli fa comodo, e oggi pure improvvisamente è contento e si sente orgoglioso di essere italiano.
All'Italia di chi vuole la Padania.
All'Italia di chi "ma tanto cosa vuoi farci?", di "ma tanto se non voti lui chi vuoi votare?", di "che vergogna questi sprechi! ...amore, è pronta la pasta?"
Come avrete intuito, non c'è molto da festeggiare, almeno per come la vedo io. Di cosa c'è da essere contenti?
Forse, sarebbe meglio celebrare. Per ricordarsi. Per capire cosa è funzionato e cosa no, e cosa sta andando storto. Rileggere insieme questi 150 anni, e trovare il modo per farne altri 150.
Allora si...
Allora si che vale la pena di ricordarsi di Bartali e Coppi, di Roberto Saviano, di Falcone e Borsellino, della nazionale dell'82 e del 2006, ma anche di quella del '70, di Mameli e del suo inno, della Resistenza, degli Ex-Otago che si fanno produrre l'album dagli ascoltatori con l'azionarato popolare, di Pronti Al Peggio, e di una lista che è molto più lunga di quella che ho fatto sopra.
E anche di A.V., che è un comune operaio di quaranta e rotti anni, che è stato licenziato dalla sua ditta in fallimento, e si è riciclato in un altro lavoro, che lo obbliga a svegliarsi alle 4 e mezza tutte le mattine per mantenere una famiglia. Questo è il mio eroe, quello che si fa il mazzo tutti i giorni, e fa solamente "quello che dovrebbe fare", ma lo fa, in silenzio.
E di gente che per un attimo dicesse "VIVA L'ITALIA!", mandasse giù un bicchierino di prosecco (o una sana birra con gli amici, perché oggi è anche San Patrizio), e poi via, il giorno dopo, A LAVORARE. In Italia e per l'Italia. Facendo semplicemente il proprio piccolo lavoro di studenti o lavoratori, magari parlando nel mentre della riforma della giustizia e del nuclere. Perché l'Italia è ancora una repubblica fondata sul lavoro (e non sulla cassa integrazione).
Ed è di questi personaggi che vorrei fosse l'Italia dei prossimi 150 anni. Perché anche se sta morendo, può ancora guarire perfettamente e vivere almeno un altro secolo e mezzo.

Tanti auguri a tutti noi, allora perché l'Italia siamo noi, che anche se non ci sentiamo italiani, per fortuna o purtroppo lo siamo.

venerdì 13 giugno 2008

Che si stampano sui pali (quando almeno facevamo un tiro in porta)

Giorni di europei, giorni di mondiali, giorni di speranze estive che si stampano sui pali, giorni di uscite serali, giorni di estate.
Insomma: niente di tutto questo, tranne che sono giorni di europei. Ma neanche te ne accorgi. Potrebbe essere un anno dispari come tanti.

Gli europei hanno un girone eliminatorio. Nel girone eliminatorio hai tre partite. Nei hai tre: puoi permetterti di sbagliarne una.
Definiamo prima così vuol dire sbagliarne una… vuol dire "una partita no". Dicesi partita no quando per bravura degli avversari, per sfiga tua, per arbitraggio avverso, per qualunque motivo ottieni un risultato inferiore alle attese.
Ovvero, perdi o pareggi, dove dovresti vincere.

L’italia ne ha già fatte due. Mi dispiace, due partite no sono troppe. Ma abbiamo passato il turno già altre volte con due partite no. Tipo USA 94, o Corea 2002.

Quest’anno dovevamo giocarci la carta per la partita no con la Francia. Arriviamo contro la Francia che non solo abbiamo già usato il bonus, ma siamo già a debito.

Abbiamo pareggiato a casa Atti. Non accadeva da 12 anni che non si vincesse. Beh, però diciamo che Atti ce l’ha messa tutta. Il pomello ha fatto parare un altro rigore… dopo Toldo, Buffon. Dopo il rigore sbagliato di Trezeguet. Ma cosa è mancato? Chi ha portato sfiga stavolta? Io un’idea ce l’avrei…

Traghettare… noi che neanche sappiamo prendere gli aerei.

"XX anni? …ma va’… ‘a Stefano Accorsi…"

"…si ma poi noi ci innamoriamo sempre…"

"…cazzo, che sfiga, eh?" Già. Che sfiga.
BLOGORROICO: ma a nessuno è mai saltato in mente di chiamare Maresca? E Inzaghi?

venerdì 29 dicembre 2006

2006: è tempo di bilanci

Eccoci arrivati alla fine di questo anno… che dire?
Beh senza dubbio un anno davvero ricco di avvenimenti e situazioni, e momenti, e tanto altro ancora… è stato l’anno del Risveglio, dell’Italia campione del mondo, ma anche degli Strokes e degli Arctic Monkeys… anche un po’ dei Muse… e poi l’anno di 9 esami (potevo darne di più), l’anno di una campagna elettorale persa (ma comunque una bella esperienza arricchente), l’anno di grandi amicizie perse e poi recuperate, l’anno di donne perse, ritrovate, scomparse, apparse, comparse, perse del tutto, l’anno di due spettacoli con Penzale, l’anno di amicizie nuove e vecchie, l’anno della Fenice, l’anno del presunto ritorno degli Alpha Alpha (almeno al lavoro), l’anno dell’addio al catechismo delle medie… e poi che altro dire? Ah si, anche l’anno del tumore (benigno), dell’intervento di asportazione, della relativa tricotomia, del ritorno alla corsa… di qualche nadra ben dosata… del ritorno ai pomodori di XII morelli… e di tante altre cose…

Quando si è adolescenti non ha troppo senso paragonare un anno all’altro, si è in continua crescita… dai 19 in poi ci si sente stabilizzati, e allora fare i confronti inizia ad avere davvero senso: e credo che questo 2006 sia stato migliore del 2005. Non so dire se la definizione giusta sia "migliore" o "più bello"… questo 2006 ha avuto momenti davvero brutti, infelici, tristi e orridi… tuttavia, nella somma di esperienze, è stato sicuramente più ricco. Ecco, forse è questa la definizione giusta: "più ricco". Più ricco di esperienze, e sicuramente più utile per la mia crescita. Un po’ come il 2002… anche il 2003… anche il 2004… si, forse il 2005, paradossalmente, non è stato tutto questo gran anno. Felice comunque di averlo vissuto in quel modo.
E’ inutile: credo ci sia ancora qualcosa in qualche posto che mi sta aspettando. Non so se la raggiungerò, forse un giorno smetteremo di aspettarci e non avremo più la necessità l’uno dell’altro. Ma io credo che quella birra, in quel tavolo di Edinburgo, per adesso sia ancora li ad aspettarmi.
Senza sgasarsi, tra l’altro.



mercoledì 1 novembre 2006

Novembre (mese del ca**o)


A) PAGELLONE DA VILLA CHIARELLI
Voto 10 alla gnocchettina morettina con i capelli boccolosi. Il trofeo "Serginho" della serata va a lei.
Voto 9 alla scelta di evitare il vino rosso. Geniale, nella sua semplicità. Siamo in una festa dove c’è poco spazio… la gente si urterà e si roverscierà addosso tutto… poi molti sono in maschera, c’è del minorennismo, si rischia che qualcuno debba riportare a casa il costume bianco preso in prestito dalla zia tutto macchiato di rosso. Inequivocabilmente, vino rosso. Allora? Allora non si prende il vino rosso. Prendiamo rum, vodka, martini, cocacola, vino bianco, ma non il rosso. E così la gente si sversa tutto addosso, ma senza macchiarsi. Geniale, nella sua semplicità. Mio padre non approverebbe, lui che oggi compie gli anni e ama il vino rosso. Beh ma lui non ha mai fatto un halloween a villa chiarelli. E mai lo farà. Anche per questo motivo.
Voto 8 al Coca-Martini. E’ sempre lui.
Voto 7 alla scenografia e alle luci. Effetto epilessia, effetto abbaglio, effetto spermacciate di Fabio Volo, effetto non vedo un cazzo, effetto bearound colorati, effetto tenda rossa dietro c’è della gente che c’è?, effetto dove sono tutti. E poi c’era una che aspettava il vino bianco seduto in una cassa da morto.
Voto 6 a chi c’è un po’, si impegna un po’, si degna un po’, e va via un po’. Un po’ prima. Onesto.
Voto 5 a Benny D… Premio (B)LOGORROIC della serata. Inizia a parlare alle 9, e smette alle… credo debba ancora smettere. Fermatela! :D (scherzo un salutone a Benny D. la ringraziamo per avere movimentato, a livello audio, la serata!)
Voto 4 a Luca Rodolfi ubriaco che "si, mi sono innamorato di 2 o 3 tipine…" Evviva la sincerità!
Voto 3 a Gallo-occhialuto che attacca la sirena con tanto di lampeggiante rosso. Così, senza motivo. Neanche ci fosse un happy hour…
Voto 2 a un Soriani spentissimo nell’animo. Non è nemmeno parente con il Samba Twins che conoscevamo. Questo vuole essere un voto d’incorraggiamento, perché in realtà si meritava uno…
Voto 1 al vocalist, grassissimo, che dimostra 26 anni e invece ne ha meno di noi. Premio INPS della serata. E soprattutto, fa il vocalist anche quando la sala è COMPLETAMENTE VUOTA! Ma anche quando è completamente piena… c’era bisogno di un vocalist? Non bastava gibbo a dire "dai ragazzi! venite qua per i secchini!" Mah…
Voto 0 ai ricambi Nissan. Possibile che per un cazzo di cavo che apre lo sportellino del serbatoio, tra pezzo (solo originale) e manodopera, debba pagare 100 euro 100???

B) TROVARSI
Sai, a volte capita di avere rapporti con persone alla Tom Becker & Oliver Hutton. Poter fare cross a occhi chiusi, e poterli ricevere. Ci sono coppie davvero così. Coppie nel senso più numerico e asessuato del termine. Amici, padri-figli, fidanzati, busoni… tutto.
Ed è oltre che bellissimo e stupendo, anche rassicurante. Insomma, fai il tuo lancio, o lo aspetti, e sai che arriva esattamente li come lo immaginavi, o sai che c’è a prenderlo esattamente come pensavi.
Oh, poi la vita è come il calcio, magari capita che uno a volte sia qualche metro indietro, che capisca male, che sbagli lo stop, o il tiro, o che lisci, vabbè. Ma stiamo parlando di alti livelli, quindi è raro, e comunque, ci sta, può succedere, la perfezione non è umana, credo dicesse la cate. Era lei? Boh, non importa. Certe frasi necessitano di padre, certe altre no. Dipende se sono frasi soggettive. Questa non ha bisogno di madre.
Insomma, bene o male, sai che però il tuo Tom/Holly c’è.
Invece una mattina qualcuno si è svegliato, ha fatto un cross perfetto e in mezzo all’area non c’era nessuno. Io che ero Pippo Inzaghi, che mi mettevo pure a fare i cross. Beh mi volto, e cerco Zizou. Beh, non c’è mica. Ma dov’è finito? "Behmo mister, ma dov’è finito Zizou?"
"Ah, quel coglione ha perso la testa, e gli è caduta addosso a Materazzi. L’hanno espulso."
Ah.
Bello bello Zizou, però se poi scompari all’improvviso…
Per fortuna che ci sono i sempre i vari Nedved & co. a prendere i cross. Forse sono meglio loro alla fine? Non so, sicuramente su di loro ci puoi contare, puoi fidarti. Beh e a calcio vuol dire. Peccato per Zizou, davvero, non meritava di finire così. Ma chi l’ha tirata la testata? Eh allora chi è causa del suo mal pianga se stesso…

C) NOVEMBRE (mese del cazzo)
Mah, oggi inizia novembre, vedremo quanto quest’anno confermerà la regola…

lunedì 10 luglio 2006

CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!

Il pagellone di Atti (che ci vuole sempre)
1. Buffon: 10
Il Muro di Berlino. L'uomo che ha preso solo un autogol da Zaccardo e un rigore da Zidane. Sindrome delle Z? Forse, anche Zambrotta stava per insaccare nella porta sbagliata. Lo ricorderemo per i suoi pigiami bordò e color oro, per le sue bumbate con la Seredova, per il grido "Alena! Guardami!", la sua fretta di chiudere le partite in 90' per bumbare, e per la poesia modello Italo Cucci di queste sue mani che prima tirano pugni al pallone (i pugni atomici di Buffon) e poi vanno a toccare le tette della Seredova. Se tu fossi busone non vorresti farti inculare da Buffon? Io si. "Dai Alessandro... piegati... eh eh..."
2. Zaccardo: 6,5
Paga per l'autogol. C'è gente che è stata uccisa per lo stesso motivo, o che ha perso il posto in squadra per molto meno. In realtà non ci dispiaceva, ma d'altronde abbiamo vinto il Mondiale anche così, ce lo ricorderemo solo per questa sua minchiata. Ci dispiace, Zac! Giuoisci lo stesso con noi.
3. Grosso: 9
Diomio!L'uomo sorpresa. "Chi ce l'ha più Grosso? Chi è il più Grosso?" Anche se la risposta forse è Cannavaro (o Buffon, non certo Fabio Grosso) la vera sorpresa è quest'ometto, palernitano d'adozione, che corre su e giù per il campo. "Gigi, vado a vedere chi è il portiere di la... dici che è Kahn?" e via una sgaloppata. "Gigi, vado sull'altra fascia che devo ancora andarci..." E vai così! E così facendo si procura il rigore contro l'Australia e segna contro la Germania. E si guadagna una scritta sul muro del liceo.
4. De Rossi: 6,5
Più o meno lo stesso discorso di Zaccardo... ma qui la minchiata è un po' più grossa. Certo, se lo faceva alla Roma neanche prendeva il rosso e dopo sette giorni ce l'eravamo già dimenticato... l'ha fatto ai Mondiali che abbiamo vinto e ce lo ricorderemo per sempre. Il cartellino deRossi... :asd:
5. Cannavaro: 10
Che dire di quest'uomo, dalle sopracciglie non regolamentari, che è un modello di vita difensivistica? Niente, non c'è da dire niente, dategli solo il Pallone d'Oro.
6. Barzagli: 7
L'incombenza del numero di Baresi e di avere le prime tre lettere uguali, e di trovarsi a fare il vice del vice. Compito svolto con una prestazione all'altezza, riesce a farsi ricordare da Lippi e dal mondo.
7. Del Piero: 7
Il grande assente, il grande terrore, il grande dubbio. Segna con la Germania, e segna il rigore con la Francia, e queste cose gli danno un senso mondiale. Per il resto, c'è da chiedersi dov'era... ma siamo tetracampeoni, vogliamogli bene anche a lui!
8. Gattuso: 10
Un gladiatore. Orgogliosi di essere rappresentati nel mondo da Rino Ringhio Gennaro Gennarino Gattuso.
9. Toni: 8,5
Un gran bel mondiale. Non ricorda Paolo Rossi, fa "solo" due gol fondamentali all'Ucraina, ma colpisce pali e traverse in giro per la Germania e gioca bene. Ci piace così.
10. Totti: 7
Un po' come Del Piero... sembrava dovessimo farlo giocare per fargli recuperare la forma. Oh, ma cos'è, l'Italia non è mica la nazionale dell'Isokinetic, deve giocare chi è in forma. Con il rigore all'Australia si da il suo senso pure lui... ma il vero Totti è un altro. (no, non è quello che sputa a Poulsen... è un altro ancora)
11. Gilardino: 8
Era una minchiata portarlo fuori dall'Italia, lui fa gol solo nella nostra penisola (al massimo le isole). Ma ha segnato lo stesso, e ha pure convinto. Bravo Gila. Si guadagna persino l'onore di intitolare il prendicarne di casa Colletti.
12. Peruzzi: 7
Il cinghialone non vede mai il campo ma si fa sentire nello spogliatoio. Vince il suo primo e ultimo mondiale a 35 anni senza entrare nemmeno in campo. Proprio da cinghialone, eh!
13. Nesta: 7
Quando c'è è il compagno ideale di Cannavaro, ma si sfilaccia il gambino troppo presto... e ci lascia così. Beh, un po' dispiace che non passi alla storia, o perlomeno che ci passi meno di Materazzi, ma così è la vita, e tanto tra 4 anni in Sudafrica potrai rifarti.
14. Amelia: s.v.
L'uomo invisibile. Mai inqudrato in faccia, assolve però un compito difficilissimo: portare le borraccie in campo (tipo Frenciu alla Benedetto). Viene invocato più volte come mossa strategica di Lippi nei cambi, ma per fortuna rimane una gag. Sarà il meno cagato dei 23 campioni del mondo, pure meno di Peruzzi. Poi cosa ci fa un portiere con il numero 14? Tutta colpa di Oddo...
15. Iaquinta: 7,5
No, non è spagnolo. Non si capisce bene perché sia li, è lontano dalle sue forme migliori, e nemmeno capiamo l'ostinazione di Lippi a metterlo su in continuazione. Però fa il suo gollettino, e alla fine c'è. Sicuramente meglio di Vieri.
16. Camoranesi: 7,5
Terrore! A rischio rosso in continuazione, gioca trattenendo falli e franzate. (Ricordo che domani parte il suo Kill Bill Tour). Non auguriamo a nessuno di trovarsi con lui, speriamo che Oddo ora lo tosi, l'unico italiano che italiano non è in effetti non sa nemmeno l'inno. Ma ce lo teniamo.
17. Barone: 6,5
Chi é? Lippi si ricorda di averlo? Poi con quel numero... fa la sua presenza, non fa cagate, va bene così. Il mondiale è anche tuo.
18. Inzaghi: 7,5
Un mondiale con lui in campo in tutte le partite era altra cosa. Quando viene messo in ballo, fa il suo dovere alla grande, e ci regala uno dei suoi gol. E' un modello di vita attaccantistico. Solo lui è Pippo Inzaghi. Moralmente si merita un 10, ma la verità dei fatti sta nella sua unica presenza contro i cechi. Se lo meritava il Mondiale, Pippo. Ed è anche suo.
19. Zambrotta: 8,5
Ecco un altro degli operai di questa Italia. Uno che va su e giu in continuazione neanche fosse in Pro Evolution Soccer, che segna anche, che lotta, che gioca. Grande, grande davvero.
20.Perrotta: 8
Stesso discorso di Zambrotta, ma al di là del gol gli manca anche un pelo di incisività. Grande comunque.
21.Pirlo: 9
Il regista... l'uomo dal capello alternativo, bruttino forte, che però inventa e si destreggia. Anche lui storico, anche lui si merita la Storia.
22.Oddo: 6,5
Uno dei belli, un po' il compagno morale di Barone. Lippi si ricorda anche di lui, e riesce a metterlo dentro persino. Non si capisce perché abbia dovuto prendersi il numero 22 costringendo Amelia a prendere il 14, ma va bene così. Ci toccherà solo spiegarlo ai nostri figli.
23.Materazzi: 9
E qua un po' mi piange il cuore ma felice di ammettere che SI, MI SONO SBAGLIATO! Gioca alla grande, come mai nessuno avrebbe detto (specie io) e segna persino non una ma due volte. E pure nella finale. Si becca un rosso che rischia di buttarci fuori, ma la colpa non è nemmeno troppo sua... all'inter neanche era fallo quella entrata. Ci ricorderemo della sua faccia spaesata dopo un colpo in testa contro la Germania, che sembrava volesse dirci "Behmo ma non sono Baresi? Ecco perché sulla maglia numero 6 c'è scritto Barzagli e non l'ho indosso io...". E poi ci ricorderemo del siparietto con Zidane e della testata in pieno sterno. Cosa gli avrà mai detto? Per me "il mio gol era più bello del tuo... pappappero..."
C.T. Lippi: 10
Alla fine ha vinto no? E allora andatevene a fanculo tutti che chi vinci ha sempre ragione!

GRAZIE ITALIA!!! GRAZIE AZZURRI!!! SIAMO NELLA STORIA PER LA QUARTA VOLTA!!!

mercoledì 7 giugno 2006

Materazzi

Perché? Perché? Cambiamo i CT, ne arrivano anche di bravi, ma Materazzi continua a essere convocato in Nazionale. Anche Vieri, a dire la verità.

Almeno quest'anno Vieri si è eliminato da solo (allora Dio esiste! :asd: ), ma Materazzi no. Eccolo li. Pronto come sempre.

Perfavore, facciamo una petizione, un qualcosa, togliamo materazzi dalla nostra Nazionale. Incastriamolo nello scandalo Moggi-calciopoli, falciamolo per strada, picchiamolo in discoteca... facciamo in modo che non giochi in Nazionale.

Lasciamo che faccia danni solo all'Inter. E' meglio per l'Italia intera. Se vogliamo vincere il Mondiale, MATERAZZI FUORI DALLA NAZIONALE!

PS. facciamo in fretta però, credo che a Lippi rimangono pochi giorni per poter modificare la lista dei 23 azzurrri...