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martedì 24 maggio 2011

10years

"10 anni fa era il 2001. 10 anni fa avevo 17 anni. Questo è tutto quello che mi è accaduto in questi 10 anni. Nel bene. E nel male." (tratto da Io sono qui - in onda su Radio 24)


In questi 10 anni, ho finito le superiori. 70 su 100.

Ho iniziato e finito l'università. 95 su 110.

Ho lavorato 3 anni in una società di registrazione marchi. E 3 mesi in un ristorante. E un'altra decina di esperienze più o meno pagate in giro per il triangolo FE-MO-BO. E nessuno di questi era il mio lavoro.

Ho preso la patente. E una macchina. Ed è ancora quella.

Ho corso qualche migliaio di chilometri a piedi, e qualche centinaio in bicicletta, e non conto tutti quelli fatti con calma, senza correre.

Ho perso due cani. E due nonni. E mi hanno rubato 3 biciclette.

Sono stato a un sacco di concerti, e ho visto un sacco di posti e città.

Sono stato ad Adwa, in Etiopia. E sono tornato.

Sono stato a Londra. E sono tornato anche da li.

Ho preso 30 volte l'aereo.

Ho avuto un tumore benigno, i capelli tinti di rosso, un piercing, un tatuaggio e diverse fratture sparse per il corpo.

Mi sono innamorato diverse volte, ho avuto qualche ragazza, e qualche volta ho anche amato davvero.

Ho fatto piangere diverse persone. E una volta ho pianto anche io.

Sono stato studente, universitario, catechista, educatore, animatore, presentatore, scrittore, attore, regista, cantante, rapper, produttore, speaker, DJ, comunicatore, operatore, operaio, contabile, assistente, addetto, impiegato, cameriere, politico, disoccupato, moroso, fidanzato, ex-fidanzato, single, figlio, fratello, nipote, cognato, zio. E sono stato anche me stesso.

Mi hanno detto comunista, fascista, maraglio, menefreghista, ritardatario, cazzone, incostante, debole, depresso, immaturo, scorretto, bugiardo, oppurtunista, egoista, stronzo. Ma mi hanno detto anche delle cose belle.

Ho avuto un sacco di prime volte. E almeno altrettante ultime volte.

Ho aperto un blog (questo).

Ho ascoltato la radio per migliaia di ore. E per una ventina di minuti ho ascoltato anche Matteo Caccia, su Radio24.

...e io sono qui.

(un ringraziamento a Sorio per avermelo segnalato)

venerdì 1 aprile 2011

Why I met your mother

E ora sei tornato, piccolo anglo.
Ti aspettava la tua stanza, spolverata costantemente. (quasi come il feticismo di quei genitori che tengono la camera del figlio scomparso esattamente com'era).
Ti aspettavano un po' di amici e parenti.
Ti aspettava la Micra SErse (non proprio, era dal carrozziere, però poi è tornata lucidata e senza graffi. che non ce n'era bisogno, ma butta via).
Ti aspettavano le minestre surgelate nel freezer.
Ti aspettava Buck, il tuo cane. Prima, però. Sei arrivato troppo tardi. Però non è morto da solo, come i cani in Donnie Darko, ma è morto mentre cercava di raggiungere tuo padre, come McCandless in Into the wild... merita stima e rispetto.
Ti aspettava Cento, anche.

Con tutto il suo provincialismo, la sua pochezza e la sua banalità. I suoi bagni di folla, anche. I suoi problemi che non esistono. Il suo essere chiusa in sè stessa, come se non esistessero altre realtà al di fuori di questa. Di gente che sta bene con le sue 4 cose.

Ma tu, piccolo anglo, sei uno che stava male. E che forse sta male ancora.

Non ci sono più le camminate senza meta per le strade senza nome. Non ci sono più le diete dissociate (nel senso che si dissociavano da qualunque cosa fosse civile) e le birre a prescindere. Non c'è più il succo di frutta freddo, il frigo semivuoto, e la pastasciutta vita natural durante.

Ora c'è la gente che prima ti ignorava e che ora ti caga "perché è stato a Londra" anche se non te lo verrà mai a dire così, e quelli che pensano che sei cambiato, ti sei montato la testa e te la tiri "perché è stato a Londra". Ma nemmeno loro te lo diranno in faccia.
Chi ti attaccherà. E chi non ti capirà.
Chi non capisce perché sei stato via, cosa hai fatto, e perché, e perché sei tornato. Forse nemmeno tu lo spieghi davvero, ma è proprio che hai l'impressione di parlare con mondi diversi dal tuo.

E chi è colei che ti chiama piccolo ora? Chi è colei che ti sta dietro? Chi è ora che riceve il mio amore?
Mo chi vut ca seppa? Incion. Nessuno. As usual.
Nemmeno "solo con un cane". Solo SENZA un cane.

E le tue scelte, che hai fatto stai facendo e farai, da portare avanti, caro il mio piccolo anglo. Che ti portano anche a soffrire. Anche se in fondo poi non è colpa tua, è semplicemente andata così.
E' brutto pensare di dover aspettare, quando saresti già pronto.

Ma non è stato bellissimo, in fondo?
Prima, e dopo? Non è stato bellissimo, in fondo?

E poi come sarà? Piccolo anglo, cercavi solo qualcuno che ti dicesse che andava tutto bene.

E finora è una bella storia da raccontare a tuo figlio. Anche se farebbe fatica a crederci, senza la conferma di sua madre.

mercoledì 23 febbraio 2011

A me quella storia dei cucchiaini di zucchero di Kate Nash mi è piaciuta un sacco, davvero

I'd like to get up late and see your text of 3 hrs before.
I'd like to have a date with you and arrive 20 minutes late telling a lie about the DLR.
I'd like to eat with you a normal pasta, that you'll enjoy 'cause you are not italian and I'm enjoy just 'cause I'm hungry. (and maybe inside of you, you are thinking that it's not so special, and I would agree, but you won't tell me just 'cause I made it).
I'd like to walk with you in all the parks of London, even the more awful and sad in a unknown zone just 'cause we saw it on gmaps.
I'd like to stay with you till the moment we won't have anything to say, and we'll not feel embarassed for this... or till the moment we really feel awkward, who knows.
I'd like you could take enough coffee and tea with me till the moment you know when I say 2 spoon of sugar I mean 3, like Kate Nash's song.
I'd like you could walk with me on the Millennium Bridge.
And on the top of Primrose Hill, just to say "Nothing special at all".
I'd like you'll be the first I call when I'll be in the hospital with a broken nose.
I'd like you could see how good am I driving my car. Getting scared everytime I try to be a pilot.
I'd like to listen to your music, understanding just a few words.
I'd like to learn "la tua lingua" (nothing naughty) and that you could learn "el mi idioma".
I'd like to hear from you just a few words, nothing special, but just the ones that could turn me to you saying "Really?" with a 32 teeth and 64 GB smile.
I'd like to let you know about my family, my dog, my house, my city (my town?), and most of all, me and everything that made me. (even the smell of fried fish that my father usually do on sunday that I keep in my jacket till monday evening).
I'd like to be able to write in a better english, you see.
But I'd like to see your smile.
And I'd like to see you, now, in a year, in three, or just when could happen.

And see what we could be. In the real life...

- Giulio -

...ma non era
morto?

lunedì 3 agosto 2009

Sono sicuro che tu, ovunque e comunque tu sia, verrai a leggere, prima o poi

Avevo solo voglia di una passeggiata. Niente di romantico - perlomeno, nulla che a me potesse sembrare essere tale. Non so perché lo sto dicendo - come se dovessi giustificarmi - ah, ma se continuo a scrivere così potrei anche mettermi a fare brizzismi, e non smettere più. O perlomeno, nello stile di.

Comunque, avevo solo voglia di una passeggiata. Mi dispiace, ma ho un cane che è nato quando in televisione duellavamo Hill e Villeneuve, e al limite Schumacher. E se quest'ultimo si appresta a tornare, dubito che lo facciano i primi due, così come dubito che il mio cane possa farsi allegramente 6-7 km a piedi. Anzi, a zampe.

Non è che può andare bene chiunque per un passeggiata - no di certo - altrimenti avrei chiesto a chiunque.
Posso anche farmela da solo, poi, sta cazzo di passeggiata, senza menare le palle a tutto facebook.

Il cielo nuvoloso, finalmente fa un po' di fresco, possiamo parlare delle nostre prossime vacanze, a cento non c'è mai un cazzo ma è sempre bello lo stesso farci una passeggiata, almeno questa città è un po' più tua, guarda che è sempre tutto chiuso se ci fosse io in comune, pieve è meglio, cento non ci piace andiamocene via, dobbiamo cambiare questi cazzi di lavori di merda, a noi della crisi non ce ne frega, tu non mi credi se ti dico che posso diventare scrittore, tu mi credi sempre troppo poco e hai sempre troppa paura, anche io muoio di paura ma mi faccio coraggio, in fondo io ci credo alle cose che si possono fare insieme, però ti prego proviamoci, almeno... non è bella questa serata? ti va un gelato, o una granatina, così ti viene freddo? hai caldo? sei stanca, hai male ai piedi? hai meno resistenza del mio cane, anche se tieni la lingua meno di fuori, in genere... e poi i cani che abbaiano e quelli che stanno zitti, le famigliole che potevo essere io a dieci anni, io adesso, o io tra dieci anni, che potremmo essere noi, che potremmo andare a bologna o ferrara la prossima volta, sai c'è un video su youtube di Pingu che gioca a bocce ridoppiato in dialetto modenese, ah già a te non piace modena, ma nemmeno a me, poi sono anche 40 chilometri, metti anche che uno trova lavoro la... mi piacerebbe lavoare a K-Rock, quella è pure a reggio emilia, anche a scandiano, però un giorno alla settimana lo farei, oppure si potrebbe andare a Londra, tanto tu potresti avere il trasferimento, e lo sai che non sto correndo troppo, sono pieno di dubbi e di paure, non so se posso fidarmi di te, non so riuscirò a fidarmi, se riuscirò a stare tranquillo come ho sempre amato stare, e non so capirai quando è ora di capirmi, e non so tante altre cose, e anche io ho paura, ho paura di non capire quando è ora di smettere, o quando è ora di dare tutto, e ho paura che quello che mi chiedi non basti, e ho chiesto di perdere gli occhi perché non c'era più niente da vedere, e ho chiesto di perdere il cuore perché non avevo più niente da amare, e ho chiesto di perdere il pene perché non avevo più niente con cui potesse servire a qualcosa, e ho chiesto di perdere il cervello perché non avevo più niente a cui pensare, e ho chiesto di perdere la vita perché non avevo più niente da vivere, ma ora vorrei tutto indietro, per amare ancora una volta. per sempre. forse. beh, per sempre, che parole grosse, ma perché no, chissà, uno ci penserà quando sarà il momento, quando uno capisce che è la fuga giusta, che è il momento giusto, come Ballan, ti ricordi? si, il ciclista... ma tu cosa vorresti fare? nella vita?
Guarda che bella casa, che bella casa di merda, a te piace, a me fa cagare con tutti quegli archi li, ma sta a vedere se uno deve buttare quei soldi in quel modo, e poi dipingerla di rosa, ma che cazzo, è verde, verde dove? è rosa!, no dico il semaforo è verde, scema, vai a cagare, attraversiamo, chissà se mi capisci, credo di no, credo che andrò a letto di nuovo stanchissimo con un grande vuoto dentro e a fianco, perché i letti grandi e comodi rischiano sempre di restare troppo vuoti, per fortuna tira un po' d'aria, e si sta bene, e davvero è l'unica cosa che ci accomuna a quelle vecchiette e che hanno una vita dietro, mentre noi ce l'abbiamo davanti... lo so che volevi ci fosse anche il cane ma inizia ad essere come le vecchiette, il tempo passa per tutti e per lui passa più velocemente, ma hai visto Felipe? a me ha fatto impressione, penso solo ai ciocchi che fanno i sassi sul casco quando vado sul kart, pensa a una molla a quella velocità... va beh non te ne frega niente lo so. ormai siamo qui da casa tua...

- le parole sussurrate nelle orecchie fanno sempre venire i brividi, e mi chiedo sempre se sia per i contenuti espressi o per il modo in cui escono fuori dal cuore passando per la bocca entrando per le orecchie ed arrivando di nuovo al cuore -

E poi ancora una volta, fuori, di nuovo a in pochi secondi un flash di dieci minuti che mi riporta dritto qui. Sudato. Di fronte al mac. Su questa scrivania. Da solo.

Sono mai uscito di casa? Ho mai fatto questa passeggiata?

Non è che può andare bene chiunque per un passeggiata - no di certo - è che volevo farla con te.

Non sono sicuro tu legga subito - no - ma sono sicuro che tu, ovunque e comunque tu sia, verrai a leggere, prima o poi.

lunedì 20 luglio 2009

Un popolo di pensatori perverso, spietato e cinico (certe notti il cane va lasciato dormire fuori)

Mi sveglio, in un bagno di sudore. A fianco a me il solito muro bianco, sporcato da uccisioni di zanzare e altri insetti, e macchiato da lenzuola acquistate al supermercato. La luce del giorno entrà già con decisione, perché se la tua giornata lavorativa comincia in trenta minuti, la giornata del sole è partita almeno un paio d'ore fa, ed è già bella carica.

Tutto comincia appena qualche ora prima, non sai nemmeno dire quante, forse solo 8, più realisticamente 6, magari 48, o forse molto di più e si parla di giorni.
Stavolta non c'è una ragazza (ma come, c'è sempre una ragazza!) o qualcun altro. Eravate solo tu e il tuo cane.
Se giri di notte lo sai. C'è sempre qualcuno che gira con il suo cane. Decine, centinaia, migliaia di persone con problemi. Insonnia, alcolismo, depressione, reumatismi, obesità, artististimo, malattie sconosciute, o semplici perversioni, o fughe dalla frustrazione della vita quotidiana. Persone che condividono questa loro "passione" (in senso Gesucristico) con il proprio animale, che si vede costretto a seguire il padrone. Fuori. Dove? Non si sa. Non è importante. Fuori a passeggiare.
Quelli che di notte girano con il cane... non è solo un gruppo su facebook. E' un popolo pericolosissimo.
E' un popolo di pensatori perverso, spietato, cinico, che analizza in maniera socioantropologica paesi, città, persone, abitazioni, strade, automobili, locali, usi e costumi. E li cataloga nel proprio cervello. E poi lascia che il cane caghi liberamente sul tuo marciapiede. Cosicché tu la possa pestare, ancora bella morbida, appena qualche ora dopo.
Ok, più che un gruppo di Facebook inizia a sembrare una canzone di Napo dei Uochi Toki.
Comunque... cari amici... saltuariamente faccio parte del club anche io. Avevate forse dei dubbi a riguardo?
Cento è diversa a una certa ora di notte. Finestre aperte, e silenzi, e infermiere che cominciano il turno in ospedale, e donne delle pulizie. Ed operai che cominciano il primo turno in fabbrica.
Cento è una bella città poco dopo l'alba, si.
Quando ancora è vuota, vuota dai suoi abitanti di merda, quando i suoi governanti di merda ancora dormono. E allora puoi sognare, stanco morto, a occhi aperti.
Sei il padrone di una città deserta.
Puoi sognare un posto felice, dove convivere con la tua moglie inglese e i tuoi 3 figli bilingui (hanno già detto tutti e 3 però che vogliono giocare nella nazionale inglese, cacchio, però non ti dispiace nemmeno troppo). Tutti caricati sulla Vauxhall Meriva. Che però hai venduto. Per una Opel Meriva. Cosa cambia? Nulla, solo la guida. Che è a sinistra, finalmente.
Poi è possibile lavorare felicemente a Ferrara, Bologna, o a cavallo di questi posti, magari girando anche un po' con la tua macchina. Con una moglie traduttrice. E felice.
E tre bambini, che invece che sognare Beckham sognano Rooney, Gerrard e Owen (eh va beh d'altronde qualcuno avrà preso dal padre). E comunque tifano Chelsea.
E poi si ascolta "A Weekend In The City" dei Bloc Party mentre si fanno le gite fuori porta. E toh, mah si, viva l'Italia, qualcosa di Battisti, magari o gli 883. Di una volta.

Poi ti svegli tutto sudato, e nel tuo letto vuoto, nessuna moglie bionda e pallida, nessun bambino con una cresta bionda e una maglia bianca. Solo, nessuno al tuo fianco. Un muro bianco sporco segnato dalle morti accidentali di zanzare. Il sole che è già sorto da un pezzo. La tua giornata lavorativa che sta per cominciare. Giusto un po' di sangue al naso che fa tanto indie rock a variare la tua monotonia.
Forse la questione è semplicemente un'altra, per fortuna che l'ho capito in tempo.
Gli alcolici non vanno bene con i medicinali, nossignore.

E soprattutto, certe notti il cane va lasciato dormire fuori.

mercoledì 17 giugno 2009

another sixteen

...potrei parlare della storia del 16, che ogni 16 del mese mi succede qualcosa in questo 2009.
potrei parlare di questo 2009.
potrei dire che credevo che i Marcello Martini fossero morti, o per meglio dire: mi ero completamente dimenticato dei Marcello Martini, evidentemente pensavo incosciamente si fossero estinti, come i gabber. E invece, evidentemente, qualche esemplare resta in circolazione, come certo europop che ti ritrovi nelle radio che mettono su nei negozi spagnoli.
potrei parlare della Spagna. ma che cazzo ne so io della Spagna.
potrei parlare di Cento, delle zanzare (vi devo un post sulle zanzare di casa Atti da anni), potrei giustappunto parlare di casa Atti.
potrei parlare degli Atti, della famiglia Atti estesa che include anche il cane, di come non si capisce di chi abbia preso da chi.
potrei parlare di quel sesto senso che ci dice "non entrare in casa stasera... dormi fuori che è meglio".
potrei parlare di come... beh il mio letto è dentro casa mia.
potrei...
dovrei...

"Le cose, per fortuna o purtroppo, bisogna dirle."
lo dicevo io, nel 2002, appena maggiorenne. e non ho cambiato idea. non capisco perché quel "per fortuna o purtroppo". per fortuna. non mi ricordo quale fortuna trovassi nel dire le cose a 18 anni.

sto guardando Qoob, ho scoperto che posso vederla, che nella tv nuova ho integrato il digitale terreste. è piena di cortometraggi inquietanti e psicotici. dimmi te se alle 8.15 di mattina uno possa guardare della gente in tuta bianca con mascherina davanti alla bocca che fa inieizioni alla gente e uno assediato da Audi e da fucili di precisione... io preferivo YOS. oppure FLUX. ma insomma - voglio dire - dei bei video indie, inframezzati da dei filmati divertenti. i cortometraggi inquietanti non possiamo lasciarli alla notte?

Buck l'aveva capito, era meglio stare fuori e basta.

ma poi sembra che sia successo chissà cosa. no, non è successo proprio un cazzo, e anche se in neanche 6 mesi di 2009 è già successo di tutto, forse non succede mai abbastanza.
non parte mai la fuga giusta.
sicuramente ho sbagliato qualcosa, vorrei capire esattamente quando, e cosa. giusto per curiosità, mica per altro.

Vi lascio una playlist:
Eskobar - She's Not Here
Counting Crows - All My Friends
Bloc Party - Signs (Armand Van Helden RMX)
Manic Street Preachers - My Little Empire
Hugh Wilson - Falling Away (spot Sprite 2009)

e poi ascoltatevi quello che cazzo vi pare, siete già grandi.

sabato 23 agosto 2008

Il club di chi ammira il cielo

E ora effettivamente inizio a essere un po' stanco. Dopo essermi stancato poco di tante cose, ma anche solo appena un po', ora sento una stanchezza. Giusta, normale, condivisa, sacrosanta, serena, rilassata, e a suo modo, felice.
So che c'è un futuro, dietro un calendario vuoto che si riempie in fretta. So che c'è un futuro, in un conto corrente che vedrà tante uscite. So che c'è un futuro, nelle camere di casa mia.
Non mi è mai piaciuto il detto "si viaggia sempre per tornare a casa", e non mi piace nemmeno ora. Inizia però a trovarmi concorde il detto "si viaggia per andare a casa". Perché tornare, presuppone di essere partiti da casa. Non è detto che tu sia partito da casa.
Casa dolce casa. Casa mia, per piccina che tu sia, resti sempre casa mia. Con la mia macchina con la batteria scarica, il mio mac con la batteria carica, il mio cane. E tutto il resto.
Probabilmente nella vita cambierò macchina, mac e cane. E forse cambierò anche morosa, lavoro, città, chi sa. Di certo non cambierò mai. Cambierò per rimanere me stesso, e rimarrò me stesso per cambiare sempre. Change is the challenge, the show must go on, fasten your seat belt, please do not open the door until the train stopped.
Non è finito niente, e non è nemmeno iniziato qualcosa. Perlomeno, non ora. E' finito un interrail poche ore fa, ho avuto il tempo per lavarmi bene nella mia doccia e mettermi dei vestiti puliti (di lavatrice, non di lavaggio a mano in lavandino) e stirati (con il ferro, non lasciati asciugare appesi a un filo) che vengono da un cassetto (e non da uno zaino fetido).
E mi sono pure fatto due pizze dalla piastra.
Ma sento che qualcosa, in un qualche modo e in una sua piccola forma, è inevitabilmente cambiato. Sarebbe bello, e forse pure meglio, che tutto fosse uguale a prima: ma non è così.
Oggi, il club di chi ammira il cielo, ha un nuovo socio.

mercoledì 30 agosto 2006

Cani e padroni di cani

Oggi ho visto due cani uguali in un cortile. Uno era legato alla catena. L'altro no. Discriminazione canina, su Rieducational Channel!

E poi oggi ero smaronato e ho portato a fare un giro il mio cane. Lui era contento. Io no. E gli ho chiesto "Buck, ma com'è che dai miei smaronamenti ci guadagni solo tu?". Lui non mi ha risposto. Ma non si è nemmeno leccato i maroni. Insomma, non era nè un si nè un no. D'altronde era una domanda a cui un si o un no non avrebbero avuto molto senso. Questo Buck deve averlo capito.

Poi oggi mi è arrivata la risposta di un prof dell'università. E' il prof di informatica. Siccome su internet non l'ho trovato, gli ho mandato una mail chiedendogli il programma del suo esame. E mi ha risposto "il programma si trova in segreteria della facoltà. è disponibile solo in forma cartacea". :-|
Cioè... per dare l'esame di Informatica, devo andare fino a Ferrara a prendere un pezzo di carta. Per l'esame di Informatica. Un po' come se l'esame di inglese si potesse dare solo in spagnolo, o se l'esame di calligrafia si facesse solo a computer.
E la morale è che devo perdere 3 ore, 6 euro, 60 km, per un pezzo di carta. Ma smetto di lamentarmi che c'è di peggio all'università, in fondo ho già fatto altri giri del cazzo per niente, ne farò uno in più. Un passo in più verso la laurea. Forse. Prima o poi. Speriamo.

Volevo parlare anche un po' del mondo delle zanzare e delle zanzare tigre, ma credo che aspetterò. Tanto le zanzare a casa mia ci sono fino a dicembre.

mercoledì 21 giugno 2006

Notti prima degli esami

Eh... che dire! Sono notti prima degli esami queste...
Notti prima degli esami di maturità, per fortuna non dei miei che ho già dato, ma di quelli di tanti amici e amiche importanti di tante scuole diverse... è bello pensarli tutti su un banco ognuno diverso, in un corridoio diverso, in una scuola diversa, ma a scegliere tra gli stessi 5 temi... e pensarli la sera prima a ripassare le ultime cose, o a cercare di dormire in preda all'insonnia e agli incubi, o a farsi bumbare dal proprio moroso... (mmh questa non credo però faceva molto Venditti ed era bello pensarlo... :asd: )
E ripenso alla mia maturità, o a quella di mio fratello, e ai suoi riti... per la precisione due: la passeggiata con il cane (che quando capitò al guinzaglio con mio fratello si stupì tantissimo, non gli pareva vero... era la prima volta che lo cagava in un anno di vita!) e l'ascolto forzato di "Notte prima degli esami" di Venditti.
Ricordo anche il pomeriggio prima: venne uno scroscio incredibile di acqua e si allagò mezza casa, ma io stavo scrivendo la tesina ascoltando Elio e le Storie Tese e quasi non me ne accorsi... e alla sera era venuto talmente tanto fresco che feci la passeggiata con il cane con un felpino indosso. E incontrai Soli in piazza.

Notti prima degli esami... ma di esami non ci sono mica solo quelli di maturità delle mie amiche. Ci sono anche quelli dell'università, quelli da svegliarsi presto per andare a Ferrara, quelli che la sera prima invece di studiare mi faccio un film e una birra... oppure quelli dove cerco di ripassare qualcosa... anzi, proprio di studiacchiarla, perché magari i libri non li ho mai letti. Per il semplice motivo che non li ho mai comprati.
Ma la vita è piena di esami... e allora anche quelli medici, quelli del sangue, quelli che "ma posso bere almeno una birra?" "da che ora devo iniziare il digiuno?", quelli che la mattina devi essere la alle 7... ma per quale motivo? Che fretta c'è?

Notti prima degli esami... sono notti un po' così.

venerdì 16 giugno 2006

Sere d'estate BIS - Pandora!

E due...
anche stasera, di nuovo... chi ieri aveva la morosa oggi ha gli scout... chi aveva gli scout ha la morosa... chi aveva tirocinio deve studiare... chi doveva studiare stasera deve lavorare... insomma, morale della favola: ancora qua!
Innanzitutto faccio gli auguri a Buck che oggi compie 10 anni! Anzi, a dir la verità li compiva ieri, ma non ero mica li quando è nato... diciamo che la sua nascita è stata stabilità d'ufficio il 15 giugno...
E poi, parliamo di Pandora. Generalemente non ho una grande considerazione di internet, non tanto in se e per sè, ma perché credo che internet rappresenti il mondo e io non ho una gran considerazione del mondo. Quindi, non posso averla nemmeno di internet.
Ma questo sito ve lo devo segnalare: www.pandora.com
Immaginate un archivio di gigabyte e gigabyte di mp3. Immaginate di poterne avere accesso gratuitamente su internet tramite una normale ADSL. Immaginate che tutte queste canzoni siano state catalogate per genere, melodia, tonalità, arrangiamento, ritmo, vocalità, e altro ancora. Immaginate che semplicemente indicando una canzone e un artista possiate avere accesso a tutti le canzoni che ci assomigliano... ecco questo è Pandora.
Nel 2000 un gruppo di ceffi (sicuramente dei nerdz, ma dei nerdz a cui ora dobbiamo dire grazie, che stanno facendo dei soldi) hanno avuto una idea: il Music Genome Project. Cioè, si sono messi in testa di catalogare tutte le canzoni esistenti per i criteri che ho elencato prima...
L'idea sembrava una minchiata da cabina, di quelle sparavamo noialtri sulle giostrine del sintetico quando eravamo ancora minorenni (i tempi di Zandi e Ronco... :cry: ), ma evidentemente ha preso piede ed è nato Pandora.
Un sito che è la più grossa web-radio del mondo. Ci si registra (gratuitamente se si accetta la pubblicità, che è a lato del sito e non disturba, ma se non si vuole nemmeno questa si paga pochissimo e si elimina) e si scelgono artisti o canzoni. E da li parte la magia: tramite un comodissimo lettore si ascolta la musica in realtime, senza che vada a scatti (anche con eMule aperto!), con addirittura la comodità di poter mettere in pausa e skippare.
Inoltre, si possono correggere le proprie "stazioni musicali" indicando nuovi nomi di canzoni o gruppi e dando un feedback negativo o positivo sulle canzoni scelte dal sistema, in modo da perfezionare sempre più il tipo di musica selezionata.
Insomma, ragazzi, E' LA SBURRATA DEL 2006! A livello musicale, informatico, internettettistico e persino comunicativo.
E' come una radio, ma senza i DJ (questo, nonostante ami la radio, con certi DJ di merda che ci sono in giro è spesso un pregio...) e senza pubblicità, e con una qualità audio migliore (128 kpbs!). E' ottima per conoscere nuovi gruppi e nuove canzoni... pensate ai nuovi utilizzi che può avere una cosa del genere: musica per le feste, musica per i pub...
Veramente, l'idea dell'anno. Bravi bravi... in questo mondo di merda qualcosa di positivo si riesce sempre a trovare.