domenica 26 febbraio 2012
quando apri lo scatolone dei ricordi
Però lo cerchi e sai che è li. Nello scatolone.
(Intendo, il biglietto di un concerto.) (Lo so che è strano cercare il biglietto usato di un concerto, ma davvero, questa è un'altra storia)
Non gli ho mai dato un nome. Lo scatolone. E' li da una vita. Una vita sono due anni e mezzo: da quanto ho cambiato stanza.
Lo scatolone è un cubo di 40cm di lato, una roba che neanche Easyjet imbarcherebbe come bagaglio a mano.
Dentro c'è il contenuto della mia scrivania, prima che la trasferissi nell'altra stanza. Esattamente, nemmeno io ricordo cosa ci sia all'interno, in tutti quei cm cubi di polvere. Non l'ho quasi mai aperto, negli ultimi due anni e mezzo.
Ma posso dire con certezza che non l'ho mai svuotato. Non so più, esattamente, cosa contenga.
Infatti, la mia scrivania (prima del trasloco) era un aggregato stratificato per data di fogli, oggetti, biglietti, scontrini, e quant'altro. A loro volta, raggruppati in cestini e cestelli.
Ma mi serve quel biglietto. E per quanto quello scatolone colorato (conteneva un mobilino portaoggetti in plastica) sia ormai diventato un vero e proprio mobiletto, che più di una volta ho utilizzato per appoggiare i miei vestiti, è ora che esca dalla mia stanza.
Di solito faccio queste cose con un bel cd vecchio, tipo gli Oasis, e sono quei momenti in cui fai un po' il bilancio della tua vita, o ti prepari a chiudere un periodo per riaprirne un altro, e mi faccio un sacco di pare e pensieri su me che cresco, che invecchio, e i ricordi, e il passato, ecc ecc blablabla...
Stavolta, un cazzo. Prima lo faccio in silenzio, poi metto su l'iTunes DJ e vado di Subsonica, John Mayer, Gorillaz, e tutto quel che capita. Nuova era? Chiudere col passato? Ricordi? Nostalgia?
Io e lo scatolone. Appena ribattezzato "lo scatolone dei ricordi". Uno di fronte all'altro.
Tre, due, uno. SVRAAAN. Aperto e svuotato sul tappeto.
La prima cosa è polvere, polvere, polvere, ma tanta di quella cazzo di polvere che per fortuna che devo ancora fare la doccia e ho già indosso dei vestiti sporchi.
Poi spuntano subito gli oggetti più grandi: una pistola (a pallini), un salvagente (ancora da gonfiare), un foglio di pluriboll, un cartoncino, e una cartina di Ferrara. O di Faenza? Ah no son due: una di Ferrara e una di Faenza.
Ho occupato un intero tappeto (140 cm x 130 cm) di polvere, e principalmente, fogli e foglietti. C'è di tutto, e quando dico di tutto, intendo... di tutto. Dal 2002 al 2009. Non è tanto un best of della mia vita, quanto una sorta di highlights.
L'elenco iscritti del campo parrocchiale superiori di Segonzano 2004.
Lo scontrino della prima volta che sono stato al bar Edda con Sorio, nel 2008.
Biglietti di treni: Trento, Cesenatico, Venezia... compreso quello per andare a La Spezia con Diago e quelli per tornare da Torre Pedrera (famosi per un episodio passato ai posteri come "La controllora").
Biglietti di concerti. Subsonica, Oasis, Ligabue, Coldplay, U2... ma anche Dave Matthews, Tre Allegri Ragazzi Morti, Ben Harper, Francesco Renga, Apres la Classe. E altro: Oblivion, Alessandro Bergonzoni, Bologna-Juventus.
Abbonamenti alla Benedetto, rigorosamente in Fossa (che si chiama "Parterre"). Tessere Akkademika e tessere ARCI.
La trascrizione originale della Scala Sessuale Sacchi in 13 punti, che gli fu dettata dal cielo sotto l'effetto alcolico della birra durante l'intervallo di Real Madrid-Juventus nell'aprile 2003.
La cartina di Lloret de Mar, di quando sempre nel 2003 mi persi sotto la pioggia (anche io sotto l'effetto di birre. e non solo.)
Biglietti di autobus, metro, aerei, di viaggi, da solo, con amici, con ex. La lettera di una ex. (che poi cosa ci faceva li? di solito sono tutti da un'altra parte)
Il mio finto compleanno alla GMG di Colonia nel 2005 con tutti gli auguri sotto un sottobicchiere. La lettera che fece piangere l'Ilaria Rondini al campo di Fontanelice 2004 (dopo di me ci riuscì solo Giovanni Paolo II, ma per farla piangere gli toccò morire. Sono l'unico vivente riuscito nell'impresa). La lettera di Suor Francesca dopo il campo di Fontanelice 2004.
Qualche foto.
Guide turistiche Etiopi. Una bottiglia d'acqua etiope. Vuota, ovviamente.
Documenti dell'assicurazione della macchina. E delle mie due banche. (quella vecchia, e quella nuova).
Fogli di giornali. Miei vecchi articoli. Playlist degli Alpha Alpha. Poesie. (POESIE? giusto un paio, ma ci sono anche quelle, oh yes.)
Santini. I messaggi dei miei ragazzi dei campi del 2009. Un paio di spille, compresa quella di Tempo al Libro e degli Ex-Otago.
Gli elastici usa e getta di un apparecchio. (quelli non usati e non gettati). Il mio preservativo portafortuna. (scaduto e ancora chiuso).
Un credito di 2,60 euro presso una cartolibreria di Cento. Un paio di biglietti dell'autobus non utilizzati ma ormai scaduti.
Gli abbonamenti dell'autobus dell'epoca universitaria. Il biglietto da visita del Bagno Marte 21.
Quattro buste paga del 2008 (che avevo date per disperse).
Una buona parte di questi oggetti sta venendo cestinata, direi circa un 50%... il resto lo sto archiviando, tra portadocumenti, scatole di ricordi, album di biglietti e foglietti. E poi comprerò un mobiletto più serio, forse. O forse no.
Nuova era? Chiudere col passato? Ricordi? Nostalgia?
Sinceramente niente di tutto questo. Non saprei spiegare questa sensazione, e visto che nessuno me l'ha chiesto, non vedo neanche perché dovrei spiegarla.
Abbiamo tutti 26-27 anni, internet, e i voli ryanair, e se davvero vuoi vedermi, chiedimi di uscire.
(ma che cazzo di finale è?)
P.S. poi mi fan notare che qualcuno me l'ha chiesto... ed è vero. beh, a chi me lo chiede però rispondo sempre. a domanda rispondo. chiedere è lecito, rispondere è cortesia, e non ci son più le mezze stagoni. :)
giovedì 13 agosto 2009
Quelli che... l'11 settembre facevano roba per gli Alpha Alpha
Un'altra generazione, che poi ora è quella che sta magari già facendo l'università. Persone che potrei trovarmi fianco a fianco fuori la sera, al lavoro, e in tante altre occasioni.
Allora... siamo davvero due generazioni diverse? Si? No?
E poi c'è una domanda che non ci facciamo troppo spesso. Ci chiediamo più spesso "tu dov'eri la sera del 9 luglio 2006?". Invece che chiederci "tu cosa facevi l'11 settembre 2001?"
Io l'11 settembre 2001 ero al pc. Come buona parte della mia vita, io sono al pc. E' un mezzo. Al pc (che poi col tempo è diventato un mac) ci ho giocato, studiato, lavorato, intrattenuto rapporti sociali, coltivato hobby.
Avevo 17 anni: tanti quanti ne aveva mio padre nel 68, quando inseguito dai poliziotti, lanciava sassi, e si rifugiava all'interno di scuole superiori compiacenti.
33 anni dopo, alla stessa età, io cercavo di cambiare il mondo in maniera un po' più legale e un po' più tranquilla: la musica. Al tempo, era in lavorazione il secondo album degli Alpha Alpha, "Hysteria", che sarebbe poi uscito il 26 aprile 2002.
In realtà quel giorno stavo lavorando ad un qualcosa di molto slow, quasi lounge, un beat un po' ripetitivo, accompagnato da un basso altrettanto loffio. Cercavo di adagiarci sopra un mio testo, una delle mie solite menate adolescenziali scritta un paio d'anni prima, qualcosa sulla scia di "Tutti i miei sbagli" dei Subsonica ma quasi al contrario: un partendo dai propri errori, arrivare a una sorta di ottimismo per il futuro. Un mezzo manifesto di positività.
'Na merda, insomma.
Ma è così, nessuno da il proprio meglio al di sotto dei 20 anni, e questo per fortuna è l'altra faccia della medaglia dell'invecchiare: il migliorarsi.
A volte quello che fai prima dei 20 è perfetto, nella sua imperfezione, perché rappresenta perfettamente il tuo pensiero dell'epoca e di quell'età.
Ma il meglio, lo dai sempre dopo i 20 anni. L'esperienza, vuol dire.
Insomma, sto loop girava un po' ma non mi convinceva troppo, il testo non ci si adagiava sopra troppo bene, e venne una certa ora, per cui uscii di casa. La TV era rimasta spenta, e ignaro mi avviai in bicicletta alla cabina, il ritrovo ufficiale di quella che poi sarebbe diventata appunto "La Compagnia della Cabina".
C'erano Sacchi, poco dopo arrivò Sorio.
"Oh, avete sentito? Dei terroristi hanno dirottato e fatto schiantare due aerei contro le torri gemelle, e ce n'è uno diretto verso la Casa Bianca! Dai, andiamo in casa mia a vedere la televisione..."
E poi il resto è storia, noi in salotto da Sorio a guardare la TV, senza renderci troppo conto che si trattava di un momento storico... forse ce ne siamo resi conto dal giorno dopo, dai titoli dei giornali.
Mio padre nel '68 tirava sassi, io nel 2001 facevo musica, lui non è diventato un brigatista, io non sono diventato un musicista, e nessuno dei due ha cambiato la storia.
Però ci siamo ritrovati per caso qualche sera fa, alle 21.10, mangiando entrambi in piedi, contemporaneamente, piatti diversi, che ognuno si era preparato per mangiare da solo.
Il mio mac stava suonando Lily Allen (niente Alpha Alpha quindi), io ero già in ritardo per una serata fuori (non da DJ nè tantomeno da musicista, solamente una serata fuori in borghese) e mio padre non era certo tornato tardi dal tirare sassi. Però in quel momento, tra un piatto di insalata e un wurstel spaciugato di ketchup, mentre Lily Allen cantava allegramente "Fuck You", credo si siano congiunti 33 anni di Atti.
Ed è stato un bel momento.
Ah, mio fratello A.A. non so dove fosse quella sera.
venerdì 10 aprile 2009
Col senno di poi
Siamo in una piccola casa persa nella fetta. Qui, alla faccia della piccola casa, di soldi ne girano. E' l'ennesima festa dove Giulio è li per caso, o per errore, o non sa nemmeno per quale esatto motivo.
Schiere di 30-35 enni che ne dimostrano 19-20 sia fisicamente che mentalmente giocano a fare i grandi, come se i titoli di studio acquisiti fossero rimasti una cosa seria. Ragazzine vestite da modelle, direbbe Max Pezzali. Forse, vestite da modelle, ma in quanto a bellezza... no, eh? Beh nemmeno i manzi poi sono tutti sti george clooney, sti david beckham, sti raul bova. Forse, george harrison, david di michele, e raul cremona.
Come sempre, che Giulio queste feste le potrebbe inquadrare alla perfezione, c'è un casino da mangiare, e un cazzo da bere. Poco male, Giulio ha il fegato che brucia ancora, si è svegliato alle 5, di pomeriggio ovvio, dopo essere andato a letto alle... non se lo ricorda. Forse all'ora di pranzo. Non si ricorda cos'ha fatto la mattina. Ne tantomeno la notte e la sera precedenti.
Il fegato gli brucia come se avesse preso una coltellata.
Ah, già, ha preso una coltellata. Di striscio. Solo un piccolo taglio, niente di grave, nessun punto al pronto soccorso... anche perché non c'è andato. Ha solo un vago ricordo di questa rissa e quest'idiota che...
Va beh, lasciamo perdere, figurati anche solo accennare a queste cose qui, nel tempio dell'immagine e dell'apparenza.
No, stasera neanche ce la fa a bere, davvero. Si lascia andare sulla prima sedia trovata libera, dopo una ricerca di 20 minuti.
Gritty e BREERAA!! sono in piedi che hanno trovato da bere, mangiano come maiali, e stanno piacevolmente conversando sul sito web dei White Lies.
Che belli che sono. Loro sono felici. Loro bumbano o non bumbano, hanno la morosa o non hanno la morosa, lavorano e non lavorano, ma riescono a mettersi a loro agio parlando del sito web dei White Lies. Tra l'altro, Gritty ne capisce poco, e BREERAA!! proprio per un cazzo, ma guarda come si parlano e come si ascoltano. Sono due persone felici.
Cisco non c'è. Sarà a 900 metri in linea d'aria infilato in un canale. In un canale vaginale. In quello della sua solita morosa, poi, sempre lo stesso ormai da secoli. Si sono già stancati tutti di lei tranne lui. Sarà amore? Sarà idiozia? Sottile è il confine che separa le due cose, sottile come un preservativo, sottile come l'apostrofo tra la T e AMO. Oh, e qui Giulio sor-ride, come l'apostrofo tra la L e HO ROTTO.
Magari seguito anche da un CAZZO.
Ah ah sarebbe bello. A loro piacerebbe sicuro. Anche a Giulio. A loro vuole bene, due ghigne se le farebbe. Anzi, a lui vuole bene, e a lei no. Lei, il suo amico Cisco gliel'ha rovinato. Dio ridagli il suo Cisco.
Ahhh che male... Dio dagli anche un Aulin. Un disinfettante. Forse un punto di sutura. Forse un paio di bicchieri di qualcosa.
Comunque li Giulio si è già rotto le palle. Li e non altrove. Basta. Con tutte ste feste di perbenismo. Come se uno dovesse mettersi una camicia d'ordinanza.
Basta. Da domani, si cambia. Giulio saluta. Giulio saluta anche lei, la Valentina Pozzato.
Dio. Come passa il tempo. Come cambiano le persone. Ora ha messo da parte tutto l'odio. E lei... gli fa pena. Sembra di salutare una persona al funerale di un suo parente. Imbarazzo totale. Non saper che parole dire nel timore di toccare un argomento scomodo. E guardarla mentre lei sorride con quel sorriso anestetizzato di chi si è dimenticato cosa fosse vivere. Vivere anche al costo di piangere. Sembra un personaggio del video di "Black Hole Sun" dei Soundgarden, o di "La Glaciazione" dei Subsonica, o di "Lately" degli Skunk Anansie, insomma un pupazzo falso con un sorrisone finto.
Che pena che mi fai, per tutte le volte che eri il mio amore.
Per tutte le cazzo di volte che con me non ci sei stata, stronza, ora neanche ti odio, ti vorrei solo sana.
E invece li. Lessa. Rincoglionita da tutto e tutti.
Giulio da un bacio sulla guancia, fa una smorfia di dolore, ciao ciao, ed esce... da domani le cose saranno diverse, sissignore. Basta.
Giulio entra in casa, è disfatto, ha un timer di 5'00" prima che si accasci sfinito al suolo... riesce a trovarsi nel suo letto in pigiama con 10" di anticipo sulla deadline.
10 secondi per pensare.
"Dove sei tu?"
martedì 31 marzo 2009
QUESTO DOMANI
L'acqua. L'acqua calda sulla faccia. Quasi a lavare via, quasi a bollire, ogni singola impurità, non tanto del viso di Giulio, ma proprio di Giulio stesso.
E poi asciugarsi, di fronte allo specchio tutto appannato. Guardarsi negli occhi.
Stasera o si vince o si muore. Gli occhi sono iniettati di voglia. Voglia di vivere, voglia di sfogare la rabbia, voglia di sfogare il rancore, voglia di sfogare la rabbia. Voglia.
Esce dal bagno con l'accappatoio, e si veste. Camicia bianca. Camicia bianca d'ordinanza.
Sua madre lo guarda, urla, e piange.
E' un pezzo che ha perso il controllo delle cose, ormai è tardi. Giulio esce: dove va, non si sa. Quando torna: non si sa.
Giulio sale in macchina, non è la sua, ma non è nemmeno quella di Gritty, Cisco, o BREERAA!!, e attenzione che non è un dettaglio poco trascurabile questo.
Intorno a loro, una città immersa nel freddo aspetta pazientemente l'alba: ma è ancora lunga la notte che porterà al domani. Oh, cazzo, si.
Intanto tu sei fuori. Sei fuori con lui. Eh, lui sembra carino, sembra gentile, sembra simpatico, sembra davvero un bravo ragazzo, invece Giulio era così strano. Era così particolare. Così stronzo anche. Così... così che era solo un amico. Che gli volevi tanto bene. Ma qualcosa di più... eh no. Invece lui sembra così... oh...
Via! Sulla Grande Punto del nuovo amico di Giulio (un incensurato del quale non possiamo rivelare il nome) è stata prevista una bottiglia di vodka, a cui attinge quasi esclusivamente solo Giulio. Eh perché l'Incensurato guida, e chi guida non beve. Luci, tachimetro che sale, campagne che scorrono di fianco a bar e aziende meccaniche della provincia. Praticamente come ascoltare un album de Le Luci della Centrale Elettrica a velocità doppia. E a stomaco vuoto.
Che forse con Vasco Brondi c'entra poco, oh, ma con la vodka, si lega parecchio bene.
E la tua serata sembra andare benissimo. Oh si, davvero... poi ti offre anche da bere... certo che c'è freschino fuori... si, vai a fare un giro con lui. Ti porta in un bel posto, dice. Come sembra carino... così scherzoso... allegro... solare... sembra anche dolce... che bel posto dove ti porta... sembra così sperduto... però è bellissimo... soli voi due...
La madre di Giulio, piange, sul divano, tra Ballando sotto le stelle, e altri canali a caso, che mentre un comico faceva ridere, la sentono che piangeva, come dice Jovanotti, ma Giulio non tornerà per lei. E tanto, già lo sapeva.
E bum! Esplodono le luci e i bassi della sala, Giulio è lanciatissimo, come uno uscito dai box ai 180 con poca benzina e le gomme nuove, e si lancia in mezzo a ballare attaccato a non ha capito neanche cosa siano, se siano ragazze o altro... la bottiglia di vodka? Giulio l'hai già finita in macchina.
E l'Incensurato, segue a ruota, lui senza alcol, non ne ha bisogno, lui sa fare, lui segue Giulio, lo usa come cavallo di troia, anzi, di cavallo di troie, segue a ruota e fa l'amico figo di quello jolly ubriaco. E vai! Un pezzo dopo l'altro, senza ricordarne il nome, uno dopo l'altro, e quella che sembra starci, come si chiama? Chi è? Non ha importanza, è gnocca anche l'amica. Giulio se le confonde.
E nel mentre tutte le colonne di tutte i palazzi sono ferme immobili, mentre le mura di tutta la città ascoltano in silenzio, mentre in una qualche parrocchia si prova un balletto hip-hop, mentre le lancette dell'orologio restano ferme immobili, mentre gli alberi già spogli vegliano sopra cumuli di foglie secche.
E la musica continua, la musica della discoteca, la musica hip-hop, la musica della finale di X Factor in prima serata, la musica dell'autoradio di lui.
E Giulio mentre balla ha un flash, un attimo di lucidità in una vita che passa, e si ricorda di te, e non sa dove sei, e non sa cosa fai, e non gliene frega un cazzo, ma ti pensa.
E tu sei in quella macchina, e ora il tuo lui si ferma in un parcheggio, ma è strano, ora ha un sorriso che sembra strano, e non sembra più quello di prima. Sembra che... ma no, non può essere.
L'Incensurato ha già beccato una. L'ha già marcata ad uomo. Lingua in bocca. Palpate. Si, insomma, è solo questione di tempo, poi se la porterà a letto.
E Giulio poi di te se ne frega, balla, balla, balla, si, proprio una gran balla, perchè sta dicendo una balla a sè stesso, perché sta ballando, e perché ha preso la balla, oltre che altri due coca rum. Che facevano schifo ed erano annacquati, ma con l'effetto mescola, via andare! Le tipe, forse schivano Giulio, forse ci stanno, forse no, non ha importanza, è tutto una figata, un piacevole flusso, che Giulio vorrebbe non finissse mai, vorrebbe non finisse mai quella serata.
C'è troppo buio nella dancehall. Giulio va in bagno. Tira fuori da una tasca. Venti euro. Prezzo di favore. Si mette in bocca la pastiglina. E torna fuori. Come una formula 1. Con una sosta di troppo.
Mentre tu, piccola, inizi a capire. In quella macchina. Che forse... qualcosa sembrava una cosa... e invece... era un'altra. E... è tardi... oops.
L'Incensurato se n'è già uscito dalla discoteca, accompagnato dalla tipa. Andranno diretti in macchina pure loro.
Giulio torna in bagno. Come una formula 1 che torna ai box. Qualcosa non va.
Giulio si schianta sulla tazza del cesso, di faccia, mentre il cellulare gli vola. E cade.
Tu, piccola, cerchi di scappare dallo sportello, ma lui ti raggiunge. Ti afferra. E cadi.
L'Incensurato scivola su una bottiglia di vodka vuota. E cade. Lei ride.
Piccole ballerine tornano a casa dal balletto di hip-hop parrocchiale. E qualcuno inciampa. E cade.
La madre di Giulio, ha uno spasmo nel sonno. E vola giù dal divano. E cade.
La bocca è piena di vomito, che si mescola al sangue, e Giulio è un uomo in preda alle convulsioni e ad un attacco epilettico, che non può far altro che ingoiare il proprio vomito, senza nemmeno urlare.
Lui ti ha già afferrato e ti sta minacciando, ha un coltellino, tu piccola puoi soltanto stare zitta, e pregare che arrivi Giulio. Giulio. Proprio Giulio. Sembrava carino. Sembrava una bella serata. Sembravano tante cose. Ora tutto si rivela per quello che è. E fa male. Fa male. Fa molto male.
L'Incensurato sta concludendo in bellezza, testando gli ammortizzatori della Grande Punto, appannando tutta la macchina. Ora si riveste e la accompagna a casa.
La città assiste allo spettacolo, zitta immobile e impotente, senza muovere nemmeno una foglia, senza far passare nemmeno un rintocco. Il freddo gelido la avvolge, chietando ogni giudizio, ogni parola, lasciando tutto nella più completa apatia.
Tu sei, a terra, coperta dalle tue stesse lacrime, con i vestiti lacerati. E sono lacrime amarissime. Ora vorresti solamente morire. Ancora di più della morte che porti dentro.
L'Incensurato dorme già a casa sua. Ma prima di dormire, ha come un flash. Si è dimenticato qualcosa?
La madre di Giulio si sveglia. E' agitata. Telefona a Giulio. Il telefono è spento.
Un'ambulanza corre veloce. Al volante un volontario della Croce Rossa, ha appena 20 anni, è la sua prima emergenza, e non è colpa sua.
Silenzio. Il medico resta in silenzio. Non c'è più niente da fare. La sentenza, discutibile, è comunque chiara.
venerdì 13 febbraio 2009
Dall'altra parte del mondo
E tutti qui, a saltare su questo pezzo. Le lancette dell'orologio facevano un altro giro. E tutti ancora qui, in questa grande festa, ad aspettare non si sa bene cosa.
Questa è carina, ve la passiamo solo perché la festa ci è piaciuta. C'eravate tutti. Per le altre 300 canzoni di merda avremo tempo, oggi vi graziamo.
KT Tunstall - Other side of the world
Over the sea and far away
She's waiting like an iceberg
Waiting to change
But she's cold inside
She wants to be like the water
All the muscles tighten in her face
Buries her soul in one embrace
They're one and the same
Just like water
The fire fades away
Most of everyday
Is full of tired excuses
But it's to hard to say
I wish it were simple
But we give up easily
You're close enough to see that
You're the other side of the world to me
On comes the panic light
Holding on with fingers and feelings alike
But the time has come
To move along
The fire fades away
Can you help me
Can you let me go
And can you still love me
When you can't see me anymore
The fire fades away
E questa la può capire solamente chi, come sempre, non ascolterà mai RadioScoziaLibera.
Sono Gritty, e ancora non ho capito perché la festa dovesse iniziare di mattina.
martedì 16 dicembre 2008
le tue paure addormentale con me
TUE
PAURE
ADDORMENTALE
CON ME
LE
TUE
PAURE
ADDORMENTALE
CON ME
LE
TUE
PAURE
ADDORMENTALE
CON ME
...BREERAA!! CAZZO!! abbassa un po'... lo sai che l'ultima volta che abbiamo messo su "Dentro i miei vuoti" abbiamo spaccato un vetro... mettici un post-it sul cd, così ti ricordi di tenerlo basso... 'sti Subsonici...
lunedì 18 settembre 2006
Un album per ogni momento...
Ci sono album per tutti i momenti. Ve ne illustrerò alcuni.
Counting Crows - "August and everything after" [1993]
Album da ascoltare in macchina, di notte, da soli, per sfogare incazzature. Qualunque problema tu abbia, dentro quell'album se ne parla. Stai tranquillo. Può andare bene anche da ascoltare in casa, sempre da soli.
Norah Jones - "Come away with me" [2002]
Sempre da ascoltare in macchina, questo va bene per serate tranquille, felici e rilassate. Tipo il viaggio di ritorno dopo una trombata fuori dal Comune (nel senso fuori dal territorio comunale, non una trombata orba...).
Muse - Origin Of Symmetry [2001]
Questo ha un doppio utilizzo. Si può utilizzare a casa propria mentre si fa ginnastica/pesi, oppure se ci si trova in devastante crisi psicologica. Data l'estremità del CD ne è sconsigliato l'utilizzo in macchina per incompatibilità con il codice della strada.
Korn - Issues [1999]
Anche questo mentre si fa ginnastica/pesi.
Oasis - (What's the Story) Morning Glory? [1995]
Questo si ascolta sempre volentieri ovunque e comunque, è quasi un album universale. L'ho scoperto ideale per riordinare la propria stanza (soprattutto se si devono spostare e far venire alla luce vecchie cose che potrebbero generare spiacevoli ricordi...)
SubsOnicA - Amorematico [2002]
Album da pre-serata balotta, ideale da mettere su in casa prima di prepararsi per uscire la sera. Si preme play che si è ancora tutti sudati e sporchi con la barba lunga, e nel corso dell'ascolto del CD ci si taglia la barba, ci si fa la doccia, si scelgono i vestiti, ci si mette il gel, ci si lava i denti e ci si profuma. Se si è davvero lunghi, e se nel mentre si cazzeggia, e soprattutto se si è in "para da figa", si può arrivare a metterci anche tutto il tempo del CD.
Linkin Park - Hybrid Theory [2000]
Una volta aveva due funzioni: veniva usato come album di sfogo per i pali in culo ricevuti, e veniva usato per animare le feste. Ora alle feste la musica non la mettiamo più su noi, e come album di sfogo ne utilizzo altri (vedi sopra), quindi Hybrid Theory resta un bell'album da ascoltarsi per fare amarcord personale, per caricarsi, o per fare i maragli in macchina.
Arctic Monkeys - Whatever People Say I Am, That's What I'm Not [2005]
Album per caricarsi, prima di serate con amici o in personal, da ascoltare a casa o in macchina. Può anche andare bene come valvola si sfogo di adrenalina per il viaggio di ritorno, ma solo se la serata è andata bene o lascia presagire sviluppi positivi futuri.
The Strokes - First Impressions Of Earth [2006]
Di questo ne avevo già parlato in un altro post... è un album tendenzialmente da pomeriggio, per rallegrarsi, ma può andare bene anche la sera o la mattina. Può essere utilizzato indifferentemente in macchina o a casa.
Placebo - Meds [2006]
Questo va ascoltato in viaggi serali/notturni, possibilmente lunghi, e che prevedano il dormire fuori casa. La situazione psicologica personale è indifferente perché verrà comunque modificata dopo l'ascolto del CD, che è in grado di generare riflessioni artistico-filosofiche di ogni tipo.
U2 - The Best Of 1980-1990 [1998]
Eccezione per gli U2: questo non è un album ma è un best of... ma direi che Bono è soci se la meritano tutta, infatti questo è il mio CD preferito (considerando anche i live e le raccolte, se invece devo rimanere a livello di album il mio preferito era "Hybrid Theory" dei Linkin Park... anche se "August and Everything After" dei Counting Crows è in costante rimonta da tre anni a questa parte...)
Comunque, questo CD è l'ideale per rilassarsi la sera, a casa. E' bello e basta. Non genera particolari emozioni, non ne lenisce, ma fa solamente bene allo spirito. Perché è pura buona musica al 100%. E quando si è stanchi e si ha voglia di riposarsi non fa bene... di più, fa benissimo.
E poi sicuramente ne ho tanti altri ma per ora bastano questi... Evviva la buona musica!!! e anche chi la sa apprezzare.
mercoledì 12 luglio 2006
Torinoidi
CRONACA ANTICIPATA DI UNA GIORNATA DI DISAGIO (che spero di non dover vivere): 15 Luglio 2006
Sono le due e un quarto di pomeriggio, un caldo terribile, e si parte da Cento di Atti e Sacchi, in Micra. Direzione: San Pietro in Casale, la stazione, si attende il treno, ci si sale sopra, via a Bologna. A Bologna si cambia. Gag varie in treno di vario tipo, con tanto lol e asd. Arrivo a Piacenza, e cambio treno.
Ovviamente non si capisce un cazzo, ci si perde due o tre volte prima di capire il binario giusto e ogni volta che arriva un treno non si sa mai se è quello giusto o no. Alla fine si riesce a prendere (impediti si ma mica pirla del tutto!) e si arriva a Torino.
E qui, massimo disagio: alla ricerca di una corriera che porti al luogo del concerto. Da dove partono? A che ora partono? Dove vanno? E' questa? Mah... E qui si inizia a fare conoscenza con i "torinoidi".
Un pericolosissimo sottinsieme dei sinistroidi. Dicesi sinistroide persona che si professa di sinistra (seppur non capendone un cazzo di politica e disinteressandone assolutamente), e si atteggia in maniera sfattona, tuttavia comportandosi in maniera assolutamente conformistica e continuando a dare denaro alle multinazionali che in teoria dovrebbe boicottare. In più fa uso pesante di droghe leggere, rovinando un cervello che già di sua natura partiva un con una penalizzazione di 3000 neuroni in meno per illecito sportivo. E già questo tipo di persone sarebbe da evitare assolutamente. Immaginate un sottoinsieme di queste della provincia di Torino o dintorni, o semplicemente simpatizzante della provincia di Torino, si sia messo in testa che Torino sia la capitale della creatività e dell'arte, e che tutto quello che viene dalle provincie (Torino in primis) debba essere supervalutato e idolatrato, soprattutto se di gente giovane, sconosciuta e dichiaratamente comunista. I Torinoidi adorano i Subsonica. E questo di per se nulla di male, li adoro pure io, il problema è che li adorano anche in tutti i loro consigli e tutte le loro scelte... per carità, i Subs si impegnano giustamente per i giovani... ma da qui a supervalutare tutto quello che viene prodotto, ne passa. Sta sparendo la cultura del saper fare, ora solo perché si è giovani e sconosciuti si crede di "dover avere diritto ai proprio spazi e ad esprimersi". Vuoi il tuo spazio? Fatti un sito, supereva ti da 50 mega gratis.
E mi dispiace che i Subs si sbattono per questo: il Traffic festival bello si, ma evitiamo di chiamare sempre cani e porci a suonare a Torino. Comunque dicevo, io e Sacchi ci ritroveremo in compagnia di Torinoidi e delle loro droghe dalla stazione dei treni fino al concerto, e per tutta la notte. Ebbene si: il treno parte alle 6 di mattina. Quindi ci sarà una notte di disagio in compagnia dei peggiori amici torinoidi, quelli che dormiranno svaccati in stazione. E dire che il giorno dopo si voleva andare al mare... magari a bologna invece che prendere il treno per s. pietro in casale prendiamo il diretto per comacchio...e poi la corriera per i lidi...e via alla supergubbiata in spiaggia...
Senza giornata. Ma spero che non abbia un'alba.
