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giovedì 19 dicembre 2013

Cosa resterà di questi anni zerododici

Cara Dorothy,
è da tanto che non ti sento ma poi va bene anche così se ci penso. E' che volevo chiederti una cosa, se tu ti ricordavi.


Ma quand'è stato che abbiamo smesso di fare i fighi con le macchine davanti a casa?
Che poi non sono mai state un granché, e forse nemmeno le nostre donne - e figurati noi.


Che a perdere le guerre, la storia la si legge scritta da altri.

Che cos'è che abbiamo perso? Dove, quando e come?
E in quale disco? Qual'è stato l'ultimo disco?


E quand'è stato, ancora prima, che abbiamo perso la speranza? Ultima luce nel buio di questa lunghissima notte di media e mediocre adultolescenza?

Abbiamo perso tutto, e ci restano i nuovi live degli album vecchi. Ma il tempo non lo si congela così facilmente come lo sperma e gli embrioni (di quelli ce c'è sempre in quantità, non so perchè) e a noi cosa resta?

Cosa resterà al mattino?

La TARES, Panagiotis Konè, l'hangover, l'appuntamento dal dentista, le cicatrici di un passato troppo fresco da dimenticare, 3 yogurt in scadenza, 2 cellulari scarichi, e ricordi che non sono cancellati dopo l'ultimo eternal sunshine of a spotness mind.


La questione non è che non sappiamo dove andare: la questione è che non sappiamo dove stiamo andando eppure ci siamo andando lo stesso.

E poi tu Dorothy non c'hai mai c'entrato un cazzo con tutto questo, tu eri solo incomprensioni e lacrime, borsette e lucidalabbra, ritardi e mestruazioni.

E non ricordo l'ultima volta che ho visto il cielo dopo il tramonto. Al tramonto. Prima del tramonto. Nel tramonto. Col tramonto.
Non mi ricordo.
Non ho più il fiato per scrivere più di una pagina di word, sono vecchio, mia cara Dorothy, forse è meglio che ci lasciamo qui.
Non piangere, che poi fai piangere pure a me.
Vattene a fanculo, serenamente, te come tutti gli altri. Ma con ordine, eh. Con ordine, pace e serenità: la destra che è sempre mancata nel nostro Paese. E nel nostro paese.
Ma li poi mancava anche il parroco, ci toccava prenderlo a prestito da Santo Stefano di Stopasso, figurati la destra e la sinistra. E li c'eri anche tu Dorothy. Oh, che bei ricordi.
Un po' di merda, ma sempre belli.
Mi manca il fiato.

Un bacio (ma anche no) e una sincera stretta di mano. A distanza.

- Joao Pez Lazzaroni -


mercoledì 18 settembre 2013

541200000 €

541200000 €
...son tanti eh... ci vengono, a scelta:

2 Inter FC
5 Gareth Bale (calciatore)
13 Gonzalo Higuain (calciatore)
180 Sergio De Gregorio (senatore)
416 Ferrari FXX
903mila e rotti iPhone 5C
oltre 54milioni di biglietti per "Musica per Adwa"
492 milioni di caffè
imprecisate IMU
illimitati va**nculo


mercoledì 21 agosto 2013

Pensare alla governabilità

La sindrome del foglio bianco è una roba da trentenni, ma si risolve con lo strim of consciusnes.
Poi in realtà un sacco di roba è da trentenni ma la facciamo già da quando ne abbiamo 19, quindi va bene.
Poi basta con sta storia dei trentanni. Tra poco mi cavo il dente e li compio prima, così almeno sono a posto e ci leviamo sta rottura.

Ma basta questo, per fare un post?
In verità, no. Si dovrebbe scrivere solo quando si ha dei contenuti da esprimere.
Ma la sindrome del foglio bianco è proprio il fatto di averli e non riuscire a esprimerli.

Ma poi che cazzo di concetti deve esprimere uno, non sono l'intellettuale di riferimento di nessuno, e avrei anche un po' da vergognarmi se lo fossi, non sono mica Andrea Scanzi, che poi è uno che mi immagino tutto il giorno davanti a facebook.
Un po' come me, poi: solo che lui lo pagano per quello... io no ma lo faccio lo stesso. E' traviante ciò che sto per dire, ma sarò pagato per fare anche quello.
Dovrebbe essere un bel traguardo (e lo è) ma la verità è sempre leggermente diversa dal modo in cui la si racconta. La verità non è il modo in cui la si racconta, ma la verità o la si conosce o la si racconta.
E Andrea Scanzi se la tira un casino. Però è quasi sempre a segno.
Oddio, al giorno d'oggi non è difficile dire una cosa a segno, eh. Eppure ci riescono in pochi lo stesso.

Potrei dire anche che non me ne frega un cazzo di niente, ma poi non è così, purtroppo, perchè ogni cosa che guadagni poi la devi difendere.

C'è stato un giorno in cui ho capito che sarebbe sempre andata così, a 27 anni come a 67, ed ero dalle parti di Willesden Junction che morivo di freddo e cercavo un autobus. 
(Questa è la frase figa per i finali figosi e un po' criptici)
(Volendo si può anche finire con una roba un po' meno impegnata)


Adesso vado a letto che mi sono rotto i coglioni.
(No dai, una un po' meno volgare e maleducata)

Vedi, alla fine con due pensieri leggeri il foglio bianco si riempe.
(No questa è pure peggio eh, fa cagare, sembra Art Attack)

Dobbiamo pensare alla governabilità del Paese.
(Questa si che è bella. Sembra anche una cosa intelligente. Sembra.)

giovedì 5 gennaio 2012

Una volta e cento volte ancora

...ma non è bellissimo, tutto questo?
La vita, la vita, (e ancora), la vita.

Che bel paese che è l'Italia.
Dev'essere stato fighissimo avere una ventina d'anni nel 2002, andare in giro a parlare di internet seriamente (mica come noi che ci limitavamo a fare i nerdacchioli con WinMX e le ricerche su Altervista) e ascoltare roba figa tipo i Royksopp.
E magari vivere a Milano e incontrare Massimo Coppola agli aperitivi.

Ma anche stare a Roma nel 2007, andare ai concerti dei Micecars e ascoltare per primi "Dividing Opinions" dei Giardini di Mirò, e capire che sarebbe stato un gran cazzo di disco.
Pensa che a me su Dividing Opinions mi ci hanno spaccato il naso.

Pensa in che paese di merda viviamo adesso: viene davvero voglia di comprarsi una roulotte e vivere del proprio orto. No aspetta: se hai una roulotte non hai l'orto. Eh no, nemmeno se hai un camper.
Si, McCandless aveva un autobus però aveva tutta l'Alaska. Vattela a prendere l'Alaska. C'hanno dei carceri che in confronto "Le ali della libertà" è la reggia di Vienna. Esiste una reggia a Vienna? Mi pare di si. O una villona che ci assomiglia.

E comunque era una scuolabus. Però provaci tu, a fare il contadino tutto il giorno. Dopo diventa davvero un vivere per mangiare.

A parte che mi sento già in carcere. E' come se già avessi le ore d'aria, autoimposte. Ed è come se i miei profili nei siti per la ricerca del lavoro (o simili) fossero già una sorta di schedatura. C'è la mia faccia, frontale, come se fossi in camicia di forza. Manca solo la mia impronta digitale.
Ed ho già una condanna. Fine pena mai.
Ma devo ancora capire il mio reato. Avrò sicuramente fatto qualcosa di molto brutto per tutto questo, eppure non me lo ricordo.
Credevo di aver già pagato abbastanza per tutti i miei errori, ed invece no - evidentemente no.

L'INDIE E' MORTO. E' finito il 31 dicembre 2009, o giù di li, e qualcosa si è trascinato fino al 2010. Ma è rimasto negli anni zero, con Vasco Brondi e tutto il resto.
E ora? Forse sono gli anni della dubstep. Forse sono i miei anni. Mah.

Volevamo riprendere Berlino (volevamo riprendere Berlino?) non volevamo riprendere Berlino. Perché poi non NAPOLI.
Non diventa certo il momento di ascoltare i Notwist o i Travis solamente per questo: piuttosto Daniele Silvestri.

Dicono che le droghe e l'alcol non servono a risolvere a problemi, e nemmeno ad allontanarli. Peccato. Se fosse davvero così, sarei già drogato ed alcolizzato. Ma è vero: non servono. Sono solo spese. Voci all'interno di un bilancio che chiude sempre negativo.

Oggi mi è tornato in mente quella volta che sono andato in bagno all'Hamilton Hall e quando sono uscito tu eri già seduto ad un tavolo con due tipe e mi hai fatto una faccia del tipo "non è colpa mia: mi hanno rimorchiato loro". E io non ci credevo neanche per un cazzo... anche se era vero, per una volta.
E ovviamente mi sono dovuto sedere li anche io. Come se mi desse fastidio.
E alla fine ci hanno lasciato li come ci avevano trovato. Perché era troppo bello per essere vero. Ma era ovvio, erano solo le 7 di sera o giù di li, e lo sappiamo che le fughe che partono troppo presto non arrivano mai al traguardo.
Però ci siamo divertiti, quando abbiamo fatto credere al loro amico finocchissimo che in Italia sulla carta d'identità una volta scrivevano se eri gay oppure no. "Ma adesso non lo fanno più, ora siamo un paese civile".
Eh già. Che civiltà.

Certo che finchè i gay in italia sono Alfonso Signorini e l'altro busone di Real Time, certo resteremo un paese omofobo. Almeno la hanno Kele, Brian Molko e Morrissey. E sti cazzi.

Anche te, non te, ma te, lo so che mi leggi per sapere come sto. Come sto? Non sto male, seduto su una bella sedia e bevendo un buon nocino fatto in casa nel 2010. Non in casa mia. Ma una casa di cui mi fido. Si, magari sto male, ma mai troppo, e... fidati: sto meglio di te. Davvero. Ma verrà il momento in cui lo capirai... e sarà, come sempre, tardi. Ma ormai non me ne frega più un cazzo, talmente tanto che se ne dovessi fare una classifica delle 10 cose che sono gli ultimi dei miei problemi nemmeno ci entrerebbe.
...
alla numero 10) comprare le olive per fare le bruschette alla prossima cena della compagnia
9) il momento in cui capirai che non me ne frega più un cazzo (oh, è entrato in classifica... new entry)
8) la politica dei centesi (ndr, diverso da "la politica centese")
7) Willwoosh
6) il bollino blu
5) cosa fare per martedì grasso
4) dove andare in vacanza quest'estate
3) i video di WE TUBE di TIM
2) Indezent
1) i contributi INPS


Pensa quando una volta ci mettevo le mie ex, in queste classifiche. Che bello quando c'erano persone da inserire. Ma sono migliorato, no? E' un sacco che non litigo con la mia ragazza.
- ma è un sacco che non hai la ragazza! -
E' colpa mia? Io intanto non ci litigo... voi italiani, sempre dietro a far polemica.


"I don't understand why you don't have a girlfriend"
Nemmeno io, mia cara, poi in realtà ci penso bene e capisco che è una scelta mia e di altre persone, ed è comunque spesso condivisa.
"Ma com'è possibile che uno come te non trovi un lavoro, li?"
Anche questo non la capisco, ma poi è la stessa questione di prima, se ci penso bene.
"Ma tu cosa ci fai qui? Perché sei tornato da Londra? Perché non torni a Londra?"
E questa è una lunga storia, ma mi sa che siamo vicini ad una soluzione.


Una volta ho anche sorriso sotto la pioggia, e ti giuro che non stavo piangendo.



giovedì 28 aprile 2011

Voglio andare a vivere in campagna elettorale

Belle, queste elezioni amministrative di Cento che sono alle porte. Qualcosa tipo 24 liste e 353 candidati consiglieri. Uno ogni 100 persone, circa.
E io, sono uno di quelli. E per un po' userò il mio blog a tale scopo.
Ce n'era bisogno?

Vorrei rispondere no, ma... evidentemente si. Allora prenderò il tutto con comica ironia sarcastica, senza alcuna pretesa di serietà o di fare propaganda. Per ora. Quindi astenersi perditempo, querelatori, e gente senza il senso dell'ironia. Sono le amministrative di Cento, non di Milano. Sono solo un disoccupato che si è candidato e ora cerca di farsi due risate e di farle fare anche agli altri. Racimolerò una manciata di prefenze e me ne tornerò nella mia disoccupazione, probabilemente. Se avete paura di me, non siete degni di essere votati. O avete qualcosa da nascondere.

E allora chi c'è, a sto giro?
Non so da cominciare. Comincio da chi non c'è. Cantori. Chi? Mah, uno che era sindaco negli anni '70. Ah... e la lista si chiama "Far Bene per Cento". Oddio. Ma che bello. Mi sembra quando gli amici ti chiedono "allora... hai trovato da far bene?"
Pensa che bello rispondergli "si... per Cento". Che non si capisce se hai trovato da far bene un centiaio di volte, o per Cento. Inteso... per tutta Cento. Sarebbe un gran casino! Nel senso letterale.
Ma lui, non si è candidato, alla fine. E' andato con Paolo Fava. Ha trovato da far bene con lui. Anche Fava era stato sindaco negli anni '90. Insomma, c'è molto amarcord. Infatti lo slogan è "Ritorno al Futuro". Si punta un po' sull'effetto nostalgia. Prenderanno i voti di anziani nostalgici? Non lo so, di sicuro non avranno quello dell'Adele Ramponi, l'arzilla vecchietta alluvionata che alla fine ha portato alle urne il suo Comitato Allagati Centesi. Si temeva che non avessero abbastanza firme. Avevano raccolto parecchi moduli ma erano tutti bagnati... per fortuna hanno fatto un giro di a Penzale e han raccolto le firme di tutti gli alluvionati che erano ancora li a tirare fuori l'acqua coi secchi. Tranne me, tranne me, tranne meee...
Ma di me parlo dopo.
Prima di me c'è di sicuro Marco Amelio! Lui si che è candidato sindaco. Della Lega. Ed è leghista. Però è come se non lo fosse. Dicono. I civici che lo appoggiano. Nelle liste civiche. Che non sono leghiste. Ma sono gestite dalla Lega. Dicono. Chi? Non sono un giornalista, e non gioco nemmeno a farlo... mica come quelli di Indezent. Che non giocano mica a fare i giornalisti. (Vero?) Ma non lo sono. (Vero.) Ma sono molto più seri e informati di tanti altri pseudogiornalisti locali. (Verissimo.) Però molti, ma non tutti. (Ma sto parlando di Indezent o degli altri giornali locali?)
Ma torniamo ad Amelio. Lui di lavoro non fa il leghista, fa l'immobiliarista. Cioè no: è titolare di un'agenzia immobiliare. Che è diverso da essere un immobiliarista. Immobile. Oppure si muove, ma non è in un movimento. E non è un movimento. Di certo è che non sarà lui a costruire per Cento! Al massimo venderà quello che costruiranno gli altri. Ma non pensate male, maligni. Intendo dire, se perderà le elezioni e tornerà al suo attuale lavoro. Eh. Cosa pensavate?
Di certo che è appoggiato da un immobile (La Rocca) e da Noi. Che. Cioè, Che? Che Guevara? Siamo diventati comunisti? (citando il blog Il Sopravvalutato). O siamo diventati tutti degli appropriatori di parti di marchi altrui sfruttando il palese look alike con altre liste civiche?
Non si sa, la lista si chiama Noi Che... e non dice poi cosa. Sarà, forse, noi che appoggiamo Amelio.
Amelio è meglio! Dice qualcuno. Però non dice di cosa. Forse lo slogan intero sarebbe Amelio è meglio di Tuzet. Ag vol poc, direbbe qualcun altro.
Sarà anche meglio, dico io, ma poi è appoggiato dallo stesso partito.
Però va detto che Amelio è uno di quelli che parla bene. Come parla bene... ha una bella voce impostata. Sarebbe bravo come lettore. Pensa se leggesse una bella storia. La storia italiana di un signore qualunque, che racconta di un paese inebetito, vittima della sua stessa pochezza mentale, che si ritrova incapace di operare una scelta consapevole e finisce costantamente abbindolato da promesse su promesse, elezioni dopo elezioni. Che gran casino.
Il favoloso mondo di Ameliò.
Ma passando dall'agenzia immobiliare a chi invece costruisce veramente. Marco Rabboni! Anche lui voleva fare il sindaco. E invece anche lui è andato con Fava. Insomma, Fava va un po' con tutti. Anche con Marco Gallerani! Citandolo alla tavola rotonda di Ferfilò del 16 aprile scorso... "scusami Marco se ti vengo sopra!" e dire che Marco Gallerani è un cattolico, non approverebbe di certo rapporti omopolitici tra candidati di schieramenti diverso, peraltro conclusi con coito interrotto, e soprattutto, in campagna elettorale. Quasi in camporella elettorale. Ma in realtà voleva solo parlargli sopra un attimo, mica niente di che. Maliziosi.
Ma torniamo a Rabboni, è meglio. Lui costruisce! Si, nella sua bella locandina figura con tanto di salopette, cazzuola, e logo photoshoppato sul petto. Costruisce un muro. Verso gli elettori? O costruisce un altro immobile? Già, come se non ne avessimo abbastanza di cantieri. Magari forse costruisce un bel palazzo anche per tenere buoni rapporti anche con Amelio... beh insomma, si sa che Rabboni... ... ...tifa per la Benedetto!
Cosa c'entra? Beh, perché ha scelto lo slogan Forza Cento! Forse l'ha chiesto a Maretti (che saluto!), che è candidato con Moffa (altro ex storico che saluto!) con Punto e a Capo. Anche loro con Amelio. Che rivendicano anche lo slogan popolare "ag vol d'la pasiòn" utilizzato da Fava.
Ma non ci sono altri? Certo che si... abbiamo Piero Lodi, per tutta la sinistra unita. Più la civica Cittadini Insieme, che un po' il nome un po' il logo pare vagamente una lista consumatori guidata da Lubrano. O da Marrazzo. E invece è la lista di Massimo Manderioli. Sottotitolata "I Care!". iCare! La Apple sta sfornando un sacco di prodotti ultimamente, in effetti.
Poi c'è Alberto Alberti con Insieme per Cento. Eh, non è uno scherzo, si chiama veramente così. Da 66 anni. E Rudy Rodolfi con Cento Domani. Anche lui si chiama così. Insomma, ci provano anche loro. Certo che "Cento Domani" ti fa un po' pensare che affrontino le cose con calma... Sindaco, oggi abbiamo l'emergenza viabilità! - Domani, domani... ci pensiamo con calma domani... - E oggi? - Eh, oggi non lo so... dai ci pensiamo domani, con la luce del sole...
Stessa critica che si potrebbe smuovere a Cento Futura, di Marco Gallerani, appunto. Un altro che saluto. Ma loro sono genuini. Hanno accusato il povero Marco di aver usato sua figlia nella foto del manifesto, strumentalizzandola. Ma che lingue velenose. E' solo perché non sapeva dove metterla quel pomeriggio, e l'ha presa con sè a fare la foto. Mica gliela pagava la politica, la babysitter.
Qui a Cento si deve sempre pensar male e pensare al complotto... ma siamo poi un paesello alla fine, la realtà è più semplice di quel che si crede. Hanno rinfacciato anche a Cento Futura di non fare cene come tutti gli altri. Ma loro aspettano la bella stagione. Adesso la sera c'è freddo. A giugno si starà meglio.
Come dite? A giugnò sarà già stato eletto il sindaco. Meglio! Chiameranno anche lui, finalmente sarà libero. Come dite? La campagna elettorale? Marco Gallerani sindaco? ...ah davvero? Ma no, dai, in realtà è tutta una scusa per mangiare dei gnocchini fritti dietro la chiesa.
...e ribadisco, c'è chi mangia i gnocchini, e chi invece va a mangiarsi i soldi. degli altri. ma questo in generale, nella vita.
E poi i 5 stelle. Il Movimento 5 Stelle. Tutti ne parlano. Pochi li conoscono. A qualcuno stanno simpatici. A qualcuno no. Insomma, come si fa a fare comicità su di un "partito" cui il "segretario" è un comico che dice cose serissime? Sfigurerei soltanto. Comunque il loro candidato si chiama Raffaele de Sandro Salvati. E non si capisce dove vadano gli accenti sul cognome "Salvati". Forse era un avvertimento... scappa, finchè sei in tempo!
E poi ci sono io! Che sono con Noi Cento Giovani. Che non siamo in cento, per fortuna o purtroppo. Siamo solo in 14. E ogni tanto ti viene da chiederti se non siamo solo in 3 o 4. Ma sappiamo mettercela tutta anche per compensare tutti i soldi che non ci sono. Noi che appoggiamo la Mary Luppino.
Qualcuno ha ironizzato che è un nome da pornostar. Va beh che va di moda di questi tempi... ma per la scheda elettorale sarà Maria Luppino. Detta Mary. Lei si che è civica! Cioè partiticamente neutra. E non solo perché è nata nella neutrale Svizzera.
Con il movimento "Noi Cento". E le sue liste collegate.
Con tanti slogan. Tipo "noi non facciamo sondaggi: abbiamo un progetto!" che è diverso da "non ce ne frega un cazzo di come la pensate: abbiamo la nostra idea e andiamo avanti così".
Oppure il gaberiano "libertà è partecipazione". Pensa se sceglievano "mi faccio uno shampoo." Con i capelli biondi ricciolini della Mary Luppino ci stava anche bene.
Oppure "No alla contrapposizione generazionale." Soprattutto perché nessuno di noi sa cos'è.
Perché "il buon senso la nostra discontinuità!". Eh già.
Ma la politica (per fortuna!) non è fatta solo di slogan, ci sono anche i programmi e i contenuti. La rete è grande, e ci sono già. Ma arriveranno anche su questo bloggettino.

Insomma, non ne posso già più. Tra un po' parlerò anche della mia vita da candidato. Per il momento, vorrei trasferirmi.
Voglio andare a vivere in campagna. Elettorale.

giovedì 17 marzo 2011

Auguri all'Italia che muore (ma che ancora non è morta)

Potevo starmene zitto oggi? No, direi proprio di no. Anche oggi perderò un'altra occasione per stare zitto. Anche se uno dei miei antenati era uno dei Mille, non è buon motivo per aggiungermi al coro di voci del centocinquantenario.
E allora... tanti auguri all'Italia che compie 150 anni.
All'Italia di pizza spaghetti e mandolino. Che il mandolino in realtà non lo suona quasi nessuno, come dice Diago di Sandy The Clown.
All'Italia dei santi, poeti e navigatori. Che sono già tutti morti. (a parte i navigatori di internet, e quelli si chiamano naviganti)
All'Italia delle fughe dei cervelli, delle fughe di capitali, delle fughe di gas, delle (future?) fughe di materiale radioattivo, delle fughe di Ivan Basso e Riccardo Ricco' (prima sulle salite, poi dai giornalisti, poi di nuovo sulle salite, poi...).
All'Italia dei furbetti del quartierino, dei Ricucci, dei Luca Luciani, dei Matteo Cambi, dei Lapo Elkann, e di tutta questa bella classe dirigente qui.
All'Italia dove è sparito il concetto di gavetta e di saper fare, dove tutti vogliono subito andare in televisione a X-Factor, ad Amici, al Grande Fratello, anche senza saper fare nulla.
All'Italia dov puoi essere un bravissimo musicista-scrittore-cantante-pittore-poeta o artista generico, avere un sacco di fan che apprezzano (e pagano) per le tue opere, ma comunque non arrivare alla fine del mese. Ed essere costretto ad avere un primo lavoro (e tenere l'arte come secondo). E dire che questo è il paese dell'arte. Ma l'arte l'abbiamo imparata talemten tanto bene, che ora l'abbiamo messa da parte, come dice il proverbio.
All'Italia che muore, come dice Moltheni in "Per carità di Stato", un grandissimo artista che ha smesso di fare musica proprio perché schifato da tutta l'industria musicale che lo circondava.
All'Italia dove sparisce la cultura, nelle TV, nelle radio, nelle scuole... e dire che la base per una civiltà progredita, ovunque nel mondo, è la cultura. Nel terzo mondo, i progetti per lo sviluppo investono sulla cultura. Da noi, si fanno i tagli. Io a casa mia la chiamo involuzione.
All'Italia di Silvio Berlusconi (oh! ecco! l'ho scritto anche io. ora posso evitare di nominarlo per il resto del post.)
All'Italia dove ti sei laureato, lavori da tre anni in un ufficio facendo un lavoro che non è quello per cui hai studiato e che non ti piace, ti impegni un sacco, non hai alcuna prospettiva concreta di sviluppo per il futuro, e non guadagni abbastanza per poter vivere da solo (e quindi figurati pensare cose del tipo mettere su famiglia). Però, SEI FORTUNATO, perché almeno tu hai un lavoro. E se tutto questo è essere fortunati... mi dispiace ma il mio concetto di fortuna ha ben altri standard minimi.
All'Italia che guarda "Vieni via con me" e se ne compiace. E basta. Dimostrando di non aver capito proprio un cazzo di tutto il senso del programma.
All'Italia dei sinistroidi, che non se ne rendono conto ma aiutano la destra in ogni singolo istante della loro vita.
All'Italia di chi vota a destra, ma in realtà è di sinistra e ancora deve capirlo.
All'Italia di chi tornerà a parlare di sinistra o destra quando si tornerà ad essere in un paese realmente democratico, e nel mentre vota alla meno peggio "turandosi il naso".
All'Italia dei laureati che scappano all'estero e poi finiscono a fare i camerieri perché non sanno la lingua (e chiedendosi come mai nel resto d'Europa le sanno già, e solo da noi siamo ancora al livello di ESCHIUS MI).
All'Italia di chi ogni due anni canta l'inno (Europei e Mondiali, Prandelli permettendo) e si sente veramente unito nei 90 minuti delle partite e nelle 340 ore di commenti e moviole bar-televisive biscardiane.
All'Italia di chi si lamneta dell'Italia tutto l'anno senza fare nulla di concreto per cambiarla, ma continua a viverci perché gli fa comodo, e oggi pure improvvisamente è contento e si sente orgoglioso di essere italiano.
All'Italia di chi vuole la Padania.
All'Italia di chi "ma tanto cosa vuoi farci?", di "ma tanto se non voti lui chi vuoi votare?", di "che vergogna questi sprechi! ...amore, è pronta la pasta?"
Come avrete intuito, non c'è molto da festeggiare, almeno per come la vedo io. Di cosa c'è da essere contenti?
Forse, sarebbe meglio celebrare. Per ricordarsi. Per capire cosa è funzionato e cosa no, e cosa sta andando storto. Rileggere insieme questi 150 anni, e trovare il modo per farne altri 150.
Allora si...
Allora si che vale la pena di ricordarsi di Bartali e Coppi, di Roberto Saviano, di Falcone e Borsellino, della nazionale dell'82 e del 2006, ma anche di quella del '70, di Mameli e del suo inno, della Resistenza, degli Ex-Otago che si fanno produrre l'album dagli ascoltatori con l'azionarato popolare, di Pronti Al Peggio, e di una lista che è molto più lunga di quella che ho fatto sopra.
E anche di A.V., che è un comune operaio di quaranta e rotti anni, che è stato licenziato dalla sua ditta in fallimento, e si è riciclato in un altro lavoro, che lo obbliga a svegliarsi alle 4 e mezza tutte le mattine per mantenere una famiglia. Questo è il mio eroe, quello che si fa il mazzo tutti i giorni, e fa solamente "quello che dovrebbe fare", ma lo fa, in silenzio.
E di gente che per un attimo dicesse "VIVA L'ITALIA!", mandasse giù un bicchierino di prosecco (o una sana birra con gli amici, perché oggi è anche San Patrizio), e poi via, il giorno dopo, A LAVORARE. In Italia e per l'Italia. Facendo semplicemente il proprio piccolo lavoro di studenti o lavoratori, magari parlando nel mentre della riforma della giustizia e del nuclere. Perché l'Italia è ancora una repubblica fondata sul lavoro (e non sulla cassa integrazione).
Ed è di questi personaggi che vorrei fosse l'Italia dei prossimi 150 anni. Perché anche se sta morendo, può ancora guarire perfettamente e vivere almeno un altro secolo e mezzo.

Tanti auguri a tutti noi, allora perché l'Italia siamo noi, che anche se non ci sentiamo italiani, per fortuna o purtroppo lo siamo.

martedì 20 aprile 2010

Ho 26 anni

Ho 26 anni, e volevo sbronzarmi, ma dopo la prima birra avevo già acidità di stomaco.

Ho 26 anni, son più vicino ai 30 che ai 20, e in realtà lo era già dai 25, solo che non se ne accorgeva nessuno.

Ho 26 anni, ma a me poi cosa cazzo me ne frega dei marchi. E di Wanna Marchi.

Ho 26 anni, cosa faccio per dare un senso alla mia vita?

Ho 26 anni, uè, non sono mica vecchio!

Ho 26 anni e Massimo Coppola no.

Ho 26 anni e dovrei essere una persona seria, anzi forse lo sono già, solo che non ho voglia di pensarci troppo.

Ho 26 anni e dimmi che non finirà in un mattino di nuvole.

I'm 26 years old e vaffanculo che poi in inglese mica è la stessa cosa.

Ho 26 anni e sono vittima di questa società.

Ho 26 anni e sono uno sfigato come tutti gli altri (ma in una maniera che mi rende unico) (unico come tutti gli altri).

Ho 26 anni e zlastavap ll'ndinian ddeys.

Ho 26 anni e devo cambiare la lampada dell'anabbagliante sinistro.

Ho 26 anni, esattamente gli stessi anni che aveva mio padre alla mia età.

Ho 26 anni, esattamente gli stessi anni che aveva mio padre quando si è sposato. Alla mia età.

Ho 26 anni, e qualcuno nemmeno ci è mai arrivato.

Ho 26 anni, il sole è grande e i fiori sono gialli. E la penna è sul tavolo.

Ho 26 anni e Amsterdam dei Coldplay.

Ho 26 anni e non sono mai stato ad Amsterdam.

Ho 26 anni e "quelli che quando trovano una macchina lenta urlano DAI CAZZO! come il padre di Gianluca ne I soliti idioti".

Ho 26 anni e DAI CAZZO!

Ho 26 anni e se voglio mi comporto come se ne avessi 14 perchè di si.

Ho 26 anni e constato con dispiacere che a volte non è per nulla una questione di età.

Ho 26 anni e vorrei averne meno.

Ho 26 anni già da qualche giorno.

Ho 26 anni e ancora me ne dimentico.

Ho 26 anni, e nonostante tutto credo ancora al CCNL del Commercio.

Ho 26 anni e ho perso fiducia nel futuro, nella politica, nel sesso opposto, nello stesso sesso, nel sesso, nei sentimenti, nell'Italia, negli italiani, negli USA, nella famiglia, nel lavoro, negli Arctic Monkeys, negli Editors, nei Bloc Party, e nel CCNL del Commercio.

Ho 24 ore e negli ultimi 26 anni... no aspetta.

Ho 26 anni e nelle ultime 24 ore non ho mangiato frutta. E un bel chi se ne frega, no?

Ho 26 anni, e voi potreste tutti donare gli organi, il sangue, e il midollo osseo, invece che perdere tempo con le cose che scrivo.

Ho 26 anni, e devo migliorare ancora un bel po', e credo di poter iniziare chiudendo questo post, andando a letto, e preparandomi per un'altra giornata. Come farebbe, semplicemente, ogni persona di 26 anni.

Anche di 27.

martedì 8 dicembre 2009

Le guglie di Parigi

Ciao Vasco Brondi, mi dispiace ma io un lavoro ce l'ho. E non mi drogo. Anche se condivido il tuo disagio sociale. Però credo possa esistere un futuro, oltre i fumi della Montedison e lo scheletro dell'ospedale di Cona. Credo di poter raccontare lo stesso qualcosa, di questi cazzo di anni zero, ai figli che non avrò.

La verità è che diventerò padre.

Prima o poi.

L'asilo Cip e Ciop di Pistoia.
Come cazzo si fa a dare un nome del genere ad un asilo. E poi le due maestre.
Per carità: ogni vita è importante e va difesa. A maggior ragione quelle di bambini innocenti, che sono il futuro della nostra società.
Ma il danno maggiore, in proporzione, l'hanno fatto agli altri bambini. Quelli di tutta Italia. Che hanno genitori "sani", che guardano il TG, e leggono di queste insegnanti. E ne rimangono, giustamente, schifati e inorriditi.
Ecco: tra tutti questi, ci sarà qualcuno che per contrappasso tirerà una sberla di meno al proprio figlio.
Mai errore più grave. Le sberle ai bambini VANNO DATE. Nei giusti modi e nelle giuste quantità. Ma vanno date.
Così, oltre a quei 20-30-40 bambini picchiati ingiustamente, ne avremo 2000-3000-4000 dalle guancie vergini. Ingiustamente. E alcuni di questi, cresceranno male. E potenzialmente, faranno crimini peggiori di quelli delle maestre. Perché si, è possibile farne anche di peggiori, purtroppo. "PENA DI MORTE ALLE MAESTRE DI PISTOIA!" e vabbè poi a Totò Riina e Berlusconi che gli facciamo?

Ah, ma di questi bimbi dalle guance vergini poi non sono responsabili le maestre mostre. Quelle pagheranno per i bambini picchiati, con i loro giusti anni di carcere (spero). Dei bambini dalle guance vergini sono responsabili i nostri media. E non pagheranno nulla.

E torneremo a parlare di destra e sinistra in Italia quando saremo in un paese democratico.

"Scaldami il cuore sul tuo cucchiano,
chiudimi la vena del dolore con un laccio emostatico.
Ti raccogli i capelli con le equazioni algebriche,
guardi il sole nelle JPG a bassa risoluzione."
(La luce della centrale giulieca)

I lettori silenziosi.
Esistono i lettori silenziosi, quelli che leggono e si informano, senza commentare mai, senza lasciare mai traccia. Sono i più pericolosi, i più informati, quelli che sanno ma non fanno sapere agli altri di far sapere, e in questa maniera si pongono in un modo "protetto".
E anche questi votano.
Chissà se fanno parte del popolo di Berlusconi. Quelli che zitti zitti lo votano, e che di fatto, gli danno il consenso. Perché si, su questo non possiamo dire nulla: ha il consenso della maggioranza dei votanti, o perlomeno ce l'aveva alle ultime elezioni.
Oppure, questi lettori silenziosi fanno parte del popolo viola. Non so se sia meglio "il popolo viola" che sembrano dei tifosi della Fiorentina in trasferta, o se dire "quelli del no b day" che non si capisce se sia gente a favore o a sfavore di berlusconi. Ma chiamarlo "dimission-day" no eh?

Sto invecchiando, male. Una volta avrei detto "sto invecchiando male. maledettamente bene."
Adesso, mi dispiace, ma sto invecchiando male. (oh e lo dico l'unica volta che non parlo del passato)

Forse è solo il raggiungere la consapevolezza. Una maturità di certo non desiderata. Non capisco perché chiamino "maturità" l'esame di quinta superiore, quando uno in quinta superiore non capisce proprio un cazzo ed è tutto tranne che maturo. Non che poi a 25 sia diverso. Forse alla fine la maturità è solamente un percorso senza fine. Che si inizia con l'esame di quinta superiore.

Questo andare avanti, senza mai tornare indietro, lasciandosi tutto dietro, che porta solamente a fredde mattine dalle coperte troppo strette su letti troppo vuoti, con in gola il maldigola, e in bocca il sapore amaro delle birre bevute la sera prima, e in lontananza sullo sfondo ci sono le guglie di Parigi. Che in realtà sono solo 3 alberi spogli e 1 antenna della TV.

Aveva ragione Diego (ha sempre ragione Diego), aveva ragione Sorio (ha sempre ragione Sorio).

E poi ho ragione io, quando dico che la pioggia è peggio del cielo grigio, e che passato novembre non bisogna abbassare la guardia, sennò il dicembre e il natale ti prendono in sequenza che ti piantano un 2-0 secco. Poi hai voglia a passare gennaio e febbraio a tentare di pareggiare... prendi altre due pere.
Arriva la primavera che sei già sotto di 4 gol. Ma come mai che tutte le volte siamo già in ritardo prima di iniziare le cose?

E in realtà sono solo 3 alberi spogli e 1 antenna della TV.

martedì 9 giugno 2009

Qual'è la tua sfiga di oggi?

Buonanotte - oppure - Buongiorno.
Hai un lavoro di merda, vero? O ti mancano forse 818 esami alla laurea e sei fuoricorso da quando Vieira giocava nel Milan (1996, quindi)? O sei disoccupato?
Ti ha lasciato il moroso? La morosa? Per un'altra? Un altro?
Il Milan ha venduto Kakà? O la Juve ha preso come allenatore Ferrara? Lippi ha convocato Santon? La Ferrari è lenta e Domenicali non sa perché? O ti chiedi cosa ci faccia Nakajima Jr. in Formula1? Il PDL ha vinto le europee? O il nuovo sindaco di Pieve non ti piace?
O viceversa?
Qual'è la tua sfiga di oggi?

"Sai, Atti, l'altro giorno mi han detto "dai esci che ti facciamo conoscere una single anche lei!". Io ho detto ok, ma mica per provarci, giusto per conoscere gente nuova. Davvero, Atti, una ragazza simpaticissima, in gambissima, molto carina. 24 anni. Pensa, doveva andare a convivere con il suo moroso, poi ha scoperto che lui le faceva le corna e l'ha lasciato. Doveva andare a vivere da sola, e quando è andata da lui per riprendersi delle cose l'ha beccato di nuovo a letto con sta qua. Pensa, oltre al danno anche la beffa.
Sai Atti cosa mi hanno detto, ieri? Le hanno trovato la leucemia. Ora sta facendo la chemio. Tra un mese vedono se migliora oppure no. Se non migliora ha bisogno del trapianto di midollo osseo."

Due cose, soltanto:
1) io sono già iscritto nelle banche dati dei donatori di midollo osseo. magari il mio midollo è incompatibile con il suo. magari il tuo, di te che stai leggendo, è compatibile. sei donatore di midollo osseo? no? www.admo.it
dacci almeno una letta.
2) qual'è la tua sfiga di oggi?

giovedì 31 luglio 2008

Amichevole pre interrail (ma tu lo sapevi che luglio ha 31 giorni?)

Non è la prima volta, non sarà l’ultima.
Sullo sfondo una festa universitaria… il 30 luglio? Mi sento come l’uomo sulla finestra di fronte. Sulla finestra? Ma sul davanzale, proprio?
La domanda è: sono io che sono troppo ambizioso, o sono gli altri che si accontentano di troppo poco? No perché, così a me non mi torna. Dico… ma come si fa?
Ho passato un piccolo pezzo di pomeriggio di fronte a 4-5 tubetti di gel diversi. A cercare di capire quale costasse di più o di meno, in quale ve ne fosse di più o di meno. Va detto che al bennet non sanno mettere i cartellini dei prezzi. Va detto che alla garnier, alla l’oreal, e alla taft, non sanno dare i nomi ai prodotti, e a fare dei packaging decenti che descrivano le caratteristiche.
E allora ci sono solo io, che mi metto a fare riflessioni sociologiche di marketing di fronte a uno scaffale.
Del tipo: probabilmente il comportamento della clientela di questi prodotti ricorda molto l’elettorato. Esiste quindi una fascia affezionata a un certo prodotto e a una certa marca. Si può solo far leva sugli indecisi, o lanciare un nuovo prodotto "rivoluzionario". Forse molte persone amano cambiare spesso il proprio gel e i propri capelli.
Io volevo solo del gel che tenesse, che non incollasse, e che avesse un buon rapporto-qualità prezzo. Forse chiedo troppo. Dovevo comprare la scatolina più bella, e basta. Si, allora è vero, ho troppe ambizioni.
Sono io che non sono capace, allora. Devo andare a fanculo, allora. Si. Sono io che sono uno sfigato. Si.
Perché non è possibile… che io non ci riesca. A circondarmi delle persone giuste. E in verità, in verità vi dico, è quello il segreto del successo. Non potrai mai seguire tutto di persona… dovrai sempre delegare qualcosa a qualcuno. E il segreto è scegliere le persone giuste.
E io non sono capace.
E allora niente…
C’è gente che si diverte qui ai piani alti, qui giù da basso un po’ meno, e abbiamo sempre paura di una paletta di troppo. Mannaggia.
Come fanno gli altri? Io non ci riesco.
Stavo pensando alla mia ragazza ideale… che non esiste. La mia ragazza ideale è quella che prende la mia ragazza ideale e la manda a fanculo senza aprire bocca, la mia ragazza è quella che mi mette a sedere come se fossi Gigi Buffon, senza che lei sia per forza Alena Seredova. Quella che riesce a intendersi con me, a essere sulla stessa lunghezza d’onda, che riesca a capirmi, che riesca a essere in sintonia, che riesca a guardare nella mia stessa direzione senza che stia guardando un culo e senza che lei sia Orsi (questa la capiamo solo io e Orsi, ma lui non è la mia ragazza ideale).
La mia ragazza è tutto questo e il contrario di questo.
La mia ragazza ideale ha i capelli lisci, perché di capelli del cazzo che non si pettinano ne ho già da basta dei miei.
La mia ragazza ideale ha almeno 18 anni, perché così vuole la legge, e ha le sue ragioni.
La mia ragazza ideale ha già la patente, perché ne ho già sentite da basta di persone che fanno le guide.
Stesso discorso vale per la maturità: la mia ragazza ideale ha finito le superiori.
La mia ragazza ideale ha la pelle bianca, ma mica perché sono razzista ("io? behn ma se stavo con una negra!") ma perché se me la devo immaginare me la immagino così.
Ma poi, alla fine, la mia ragazza ideale è quella che non è così.
…beh, si, e poi cosa vuoi, che ascolti pure i Bloc Party e gli Ok Go?
…no ti prego dimmi che non gli ascolta, ti prego dimmi di no, di prego di no, perché… perché è troppo, e basta…
Che poi, tornando a prima, potrebbero regalarmelo un cazzo di gel. Sorveglio tutti i cazzi di giorni 280 marchi diversi. Vuoi che non ce ne sia uno che faccia gel? No, c’è sicuro, so anche qual’è. Fa anche altri prodotti di bellezza che usate voi. E non me lo regalano?
No. Clienti spilorci? Anche… la verità è che i nostri clienti magari fanno dei regali, ma i regali si fermano nella sede del veneto… dove ci sono quelli che sanno fare i commerciali e trattare con i clienti… eh già… noi siamo solo degli impiegati di merda… e il gel ce lo dobbiamo comprare da soli.
Stessa cosa per il vino dei nostri clienti, per l’abbigliamento, e tante altre cose. Marx era un comunista di merda e aveva molti torti, ma certe cose le diceva giuste… non ha senso che uno lavori per qualcosa che poi non può neanche comprarsi. Vabbè, l’operaio della Lamborghini è un conto. Però, non ha nemmeno senso che io protegga un marchio, e poi me lo debba pure comprare. Senza neanche un cazzo di sconto.
E non mi piace lamentarmi del mio lavoro, nemmeno. Ho tanto lavoro impiegatizio da sbrigare, di quello brigoso e ripertitivo, di quei file da fare uno uguale all’altro… ma non mi piace lamentarmi, me lo sto scegliendo io. Posso licenziarmi quando voglio. Certo, non ho più un padre alle spalle che mi mantiene. Ma potrei trovarmi mille altri lavori. Se credo in me.
In che cosa credo? In poche cose, ormai, e ogni tanto anche in me.
Niente. Lo so. Quando ero ancora a meno otto esami dalla laurea, che sembra ieri, e sembra una vita fa, pensavo che l’interrail, il mio sogno post-laurea, dovesse passare anche da Stuart Mill. E dall’esame di Storia delle Istituzioni Politiche.
E piano piano è passato. Sembra passato in un attimo. E sai perché? Perché una volta che ti fai un anno e mezzo con la testa bassa sul maubrio, quando ti alzi e scopri che è finita dici "di già?". E lo sai perché? Perché ti sei dimenticato di tutto quello che hai sudato prima. Ma non è che non l’hai sudato, solo perché ora non lo ricordi più.
E ora il futuro passa da Valencia. Da Madrid. E da Cento. E da OpenOffice. Perché è da li che deve passare per forza. Perché è li che sto scrivendo. E da li uscirà il mio primo libro. Almeno, questa la volta, la tappa è molto più piacevole rispetto all’esame di Storia delle Istituzioni Politiche. Ma è da fare, e da vincere, e non è facile.
Perché… cos’ho da perdere? Cos’ho da perdere? Ho tutto, e niente, e quel tutto che ho non lo perderò certo per causa mia. Perchè chi mi ama mi segue. O al massimo mi aspetta. O forse, mi sta aspettando.
Classe 3°S, marzo 2001
Prof. Padovani: "… e allora, in quel momento, si sentirà il sentimento di una mancanza!"
Atti: "Prof, ma è il sentimento di una mancanza, o la mancanza di un sentimento?"
Prof. Padovani: "… allora… già mi giungono voci che io sia uguale a Marzullo… se poi mi fate queste domande…"
Però non avevo torto. Dopo 7 anni la domanda è la stessa. E’ il sentimento di una mancanza, o la mancanza di un sentimento?

venerdì 18 luglio 2008

La EsperienzeDiVitaDiCuiFacevoAMeno s.r.l. presenta… “Rapina alle poste”

Venerdì 18 Luglio 2008, che bello che è venerdì, che palle che è piovuto e a me che sono meteropatico mi girano i maroni, poi mi sono svegliato che mi ero dimenticato la finestra aperta, e pioveva, e dormivo senza lenzuolo, e avevo freddo.
Sono le 12 e qualcosa, ho un po’ fresco, e mi hanno fatto uscire dall’ufficio per dei "bollettini urgenti". Che poi, cos’è sono diventati urgenti all’improvviso? O qualcuno ha improvvisamente l’urgenza di registrare dei marchi?
Mah, vabbè, è una delle mansioni del mio lavoro, anche se non è quella principale, la faccio. La faccio anche volentieri: è un’occasione per uscire un attimo nel mondo, farsi una passeggiata, incontrare un po’ di gente per strada, a volte fare due chiacchere, guardare due vetrine… poi ogni tanto se ho qualche piccola commissione personale ce la metto in mezzo.
Ma oggi ero girato male, e me ne stavo volentieri e sbrigare il mio lavoro arretrato sulla mia sedia rossa, mezzo svaccato. Ma ci sono dei bollettini urgenti… oltre a una decina di raccomandate.
Mi odieranno quando arriverò in posta, lo so già. Che poi ora che è chiusa al pomeriggio, c’è sempre un casino di gente.
Si, sono PT business, ovvero uno di quelli che arrivano con la borsa e un tesserino giallo e ti passano davanti dicendoti "scusa, sono PT business" – "pi ti cosa?"
PT business, ovvero un cliente particolare delle poste che pagando ha la priorità su uno sportello, che è il primo a sinistra, con i cartelli colorati di giallo. Ma tutto questo la gente non lo sa, e quando li supero tutti ci restano male. Poi l’impiegata delle poste arriva e spiega tutto con un "ha la precedenza, è delle aziende".
Delle aziende. Sono delle aziende. Di tutte.
Come quella volta che mentre distribuivo volantini per la campagna elettorale 2006 una signora indietreggiò impaurita, dicendomi "no no! io sono di Tuzet!"
Lei era di Tuzet, io sono delle aziende. Ognuno ha il suo padrone. Io ne ho più d’uno, evidentemente.
Oggi ci sono altri due PT business davanti a me. E’ raro, in genere sono l’unico, ma succede. Succede quando decidono di chiudere le poste al pomeriggio per un mese e mezzo. Come se la gente andasse tutta in vacanza, o le aziende chiudessero tutte. Magari.
Ci sarà da aspettare un tot, oggi. Se vado oltre le 13, comunque, è tutto straordinario.
"FERMI!"
Con il senno di poi avrei risposto "e chi cazzo si muove, siamo qua fermi da 20 minuti… figurati se ci muoviamo ora…" ora che è entrato un tipo con un passamontagna nero in testa, con una pistola in mano. Bella grande, la pistola. Magari è finta. Ma nel dubbio, facciamo finta che sia vera.
E nel dubbio, mi cago un po’ in mano. A dir la verità lo spavento più grosso è per il fermi, io prendo sempre più paura per i versi che per le reali minaccie. Anche se, devo dire, che vedere sto tipo vestito tipo NOCS/guerrigliero, fa la sua impressione. E’ un pochino traumatizzante. Sembra uscito dal telefilm "Carabinieri", e io non sono abituato a vedere cose del genere. "Carabinieri", intendo.
Anche se lo sapevo che prima o poi mi sarebbe capitato: è statistica. Sono in posta un giorno si e uno no…

Comunque, indietreggiamo tutti un po’. Alla faccia del fermi.
Il tipo, bello robusto, abbastanza alto, dopo aver preso la rincorsa scavalca il bancone. Atletico, il tipo. Prende di mira due casse: in una la cassiera è esperta, sarà come minimo la sua cinquantesima rapina.
"Mi ràcomando, stiamo tùti caLLmi, ora ti diamo i soLLdi, state tranquiLLi…"
Sarà esperta, ma è anche ferrarese.
L’altra dice solo "Oddio!" e inizia a piangere disperata.
Una delle cliente la segue.
Se viene a chiedere dei soldi a me, glielo do tutti. Tanto non sono miei… però le lettere non gliele do.
"Datemi i soldi"
Non sembra italiano dall’accento, ma potrebbe essere slavo come nigeriano…
Prende i soldi delle casse, non sono tantissimi, ci sono banconote colorate, ma non si è fatto aprire le casse a tempo con il codice. Saranno al massimo 2000 euro. Scavalca di nuovo il bancone, e corre fuori.
Bon, abbiamo finito. Ho ancora tutti i miei soldi e le mie lettere, e nemmeno mezzo livido.
Qualcuno esce fuori per vedere dove si dirige il ceffo. E’ scappato in bici, dicono. Io non sono dotato di tanto senso civico da preoccuparmi di questo. Mi fermo un attimo a riflettere. Le poste sono sconvolte… e niente bollettini urgenti.
Boh, forse sarebbe bello o interessante rimanere li a vedere anche un post-rapina. Ma sto lavorando, e sinceramente, non mi va di rimanere li ancora.
"Io mi sa che torno a casa" dice una donna.
"Si, mi sa anche io" faccio eco io.
Invece tornerò in ufficio, a farmi gli ultimi minuti della mattinata. Esco, e faccio in tempo a vedere i carabinieri che arrivano, e senza neanche fermarsi, tirano dritto, seguente le indicazioni della gente che dice "è andato di la". Auguri… è in bici… ci mette un attimo a buttare passamontagna e pistola. E magari anche la bici.

…ma guarda te se uno deve rischiare la vita per mille euro…

EDIT: tornato in ufficio, abbiamo riflettuto insieme sulla tizia delle poste che appena entrato il rapinatore ha detto "oddio" e si è messa a piangere terrorizzata…
"Ma aspetta almeno che ti chieda i soldi! Ma guarda te… solo perché entra uno incappucciato con una pistola tu pensi subito che ti debba rapinare…

che donna piena di pregiudizi…magari voleva solo chiederti SCUSI DOV’E’ LA CASSA DI RISPARMIO DI CENTO?!?!?"

giovedì 14 dicembre 2006

Rosario Cannoletta, un supereroe in bicicletta!

Era un giorno di Maggio, e stavo verniciando di verde il mio cancello. "Strano!" dirà qualcuno. In realtà è proprio strano, ed è per questo che ci ho messo 14 mesi per fare un lavoro in cui ne sarebbe bastato uno solo… beh in tutto però ci sono volute 90 ore di lavoro! Mica cazzi.
Vabbè verniciavo sto cancello, felice e allegro di dare un senso alla mia vita e guadagnare qualche soldino (e anche di eliminare quell’orrendo tricolore venutosi a creare tra le parti nuove già verdi, quelle vecchie bianche e quelle a metà color rosso antiruggine) e mi si avvicinò un distinto signore in giacca, cravatta e bicicletta. Sulla 50ina andante. Con gli occhiali. O senza, non ricordo, ma sono dettagli, non ha importanza.
Mi si avvicina e mi chiede. "Scusi, dov’è via Boito?"
"Prosegue lungo questa via, e in fondo svolta a destra ed è in via Boito."
"Ah… grazie… ma è questa la zona degli allagamenti, no?"
"Si è questa… via Donizetti, via Boito… in queste vie del Penzale ogni volta che piove molto siamo sempre sott’acqua."
"Ah… va bene… grazie!"
E continuai a verniciare il mio cancello ignaro di tutto.


Nel mentre si svolgeva la campagna elettorale per le Amministrative di Cento, e io venni "assunto" come "segretario" dell’ufficio elettorale di ApC e IdeaGiovane. Un giorno arrivò una donna, sulla 60ina, anch’ella in bicicletta.
Io in blu scuro, la donna in nero…


"Salve! Posso lasciarle un volantino?"
"Certo! Sono venuta per questo…"
"Allora se vuole le lascio anche dei gadget… e anche i depliant di ApC e IdeaGiovane…"
"Si si grazie… no ma volevo chiedere… per le fogne?"
"Scusi?"
"Mah si… per le fogne… cosa fate? Perché qua siamo sempre sott’acqua… sa io sono di via Boito…"
"Guardi: conosco benissimo il problema perché sono di via Donizetti…"
"Ecco… e che cosa fate allora?"
"Beh, nel programma sono previsti interventi per la manutenzione e il potenziamento di tutta la rete fognaria di tutta Cento…"
"Si ma… nel concreto?"
"Nel concreto non posso dirle quando e quali fogne verranno ripristinate e ingrandite… sono questioni tecniche che spettano agli esperti competenti nel settore… inoltre non è possibile fare dei piani così dettagliati prima di essere eletti, bisogna avere l’approvazione della Giunta, guardare il bilancio… in campagna elettorale si fanno dei piani, dei progetti, ma vengono attualizzati e concretizzati quando si viene eletti…""No perché io ho parlato con Cannoletta…""Scusi… chi è?""Eh… è quello di… mah si… è il candidato di… non mi ricordo che simbolo era… la Margherita? O i DS? Boh… no però lui è venuto a parlare proprio da me a casa mia… e mi ha detto proprio che loro… con Orlandini… loro rifanno proprio tutte le fogne… proprio mi ha già fatto vedere proprio i progetti per via Boito…"
"Ah… deve essersi spiegato molto bene se lei non si ricorda neanche di che lista eh…""Come scusi?"
"No niente… dicevo, non è possibile fare piani precisi prima di essere eletti! Ogni progetto deve ottenere l’approvazione della Giunta prima…""Beh lui li ha già fatti lo stesso. Eh ma sa io avevo votato la Bregoli ma sono 5 anni che mi entra l’acqua in casa…""Guardi, anche a me sono 5 anni che entra l’acqua in casa, so benissimo cosa vuol dire. Tuttavia, se sono qua a fare campagna elettorale per lei è perché nemmeno io sono rimasto soddisfatto del tutto, e ho deciso di impegnarmi per cambiarle: e credo che con lei le cose possiano cambiare davvero un po’, che possano migliorare… certo ci vorrà del tempo, ma io ho fiducia…""Eh mi dispiace ma io stavolta voto per lui… per Cannoletta…"
"Cioè per Orlandini… Ma si ricorda almeno di che lista è questo Cannoletta?"
"Eh… boh? I DS… la Margherita… beh io scrivo Cannoletta poi va bene lo stesso no?"
"Ehm… si… si… non so… non credo… vabbè io le ho lasciato lo stesso i volantini… poi veda lei… buongiorno!"
"Buongiorno!"


Qualche settimana fa aprii un giornale locale, il CentOggi, notoriamente di stampo sinistreo, e lessi la notizia che Rosario Cannoletta aveva fondato un comitato di cittadini centesi alluvionati.
E’ lui! E’ Rosario Cannoletta, il nostro supereroe in bicicletta! Ci salverà lui dalle alluvioni! Ci caricherà sul suo possente cannone, e con la sua supercravatta ripulirà tutte le fogne dalle foglie di ApC… e con i super poteri dei suoi occhiali laser (che forse non ha) costruirà nuove vasche di espansione…
ROSARIO CANNOLETTA: UN SUPEREROE IN BICICLETTA!


martedì 8 agosto 2006

Adesso lavora in carcere

"Lo conoscevi?". Si, lo conoscevo... "Lavorava con te?". Si, lavorava con me... "Adesso lavora in carcere." ??? ... nel senso che ci lavora o l'hanno arrestato? "L'hanno arrestato... trafficava con della droga... sembrava un bravo ragazzo..."
Eh si, sembrava un bravo ragazzo, ma se evidentemente trafficava con della droga forse non lo era fino in fondo no? Voglio dire, a me non mi hanno mai arrestato... con questo non dico di essere un bravo ragazzo, dico solo che che uno che viene arrestato beh forse non lo è del tutto.
Beh però un po' ci si rimane, in fondo questo qua continuavo a vederlo, veniva ogni tanto a salutare sua nonna (credo) che stava nella mia via... alle ultime elezioni politiche si era anche candidato (dalla parte sbagliata... :asd:) come consigliere comunale...
E così uno sparisce da un giorno all'altro, a riempire uno dei tanti posti lasciati liberi da questo assurdo indulto. Ci si rimane un po' così.
Un po' come quello che era all'ospedale con me e qualche mese dopo è stato arrestato perché, dopo essere stato cacciato da una discoteca perché ubriaco, era tornato a casa, aveva preso una pistola (per la quale gli era già stato ritirato il porto d'armi) era tornato in discoteca e aveva minacciato un carabiniere con la pistola. Che pistola. Questo non sembrava un bravo ragazzo, era un soggetto molto particolare. Tuttavia non sembrava nemmeno una cattiva persona. Ora credo sia di nuovo libero, è passato già qualche anno e ora credo sia già fuori.
Bah. Certo che proprio le persone che non ti aspetti vanno sempre a stupirti... altrimenti che sorpresa sarebbe? :asd: