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martedì 19 dicembre 2006

Giulio live @ Malpensa (special guest: Valentina Pozzato)

Uno di quei posti alla moda.

Per la rubrica: i racconti di Giulio...

XX Freddembre 200X
Minchia…che serata del cazzo. Giulio è li, con i suoi pochi amici, nessun amici, e senza Panino. Eh no manca il suo personalissimo Panino, ovvero B., ma a dir la verità non c’è quasi mai.
E’ li, questa noto capoluogo della regione, dove si sta compiendo un maldestro tentativo di sprovincializzazione, che sta riuscendo malissimo. Il locale in cui si trovano è uno di quei posti alla moda, quei disco-bar da aperitivo con la musica alta… dio quanto li odia Giulio quei posti. L’arredamento è di quello che farebbe rivoltare Clay Regazzoni nella tomba, per quanto debba ancora essere sepolto, per quanto stia in carrozzina, e per quanto soprattutto sia ancora vivo.
Ma va di moda: e tant’è, e va bene così, senza parole. O forse le parole ci sono e Giulio prova anche di dirlo a voce alta… ma niente, tutto coperto da un terribile CD registrato live in una discoteca vicino a Malpensa 2000. Diomio, già una discoteca vicino a un aereoporto, ma vabbè, magari è per risolvere la questione parcheggi e casino notturno, cose che vanno a nozze con gli aereoporti. Magari in se e per sè l’idea è carina, ma diomio, se ci sbatti dentro un vocalist frocio a gridare cazzate per 80minuti80 (e dio benedica che il signor Sony non ha voluto creare da subito formati digitali da 90minuti, sennò sarebbero stati altri 10 minuti di agonia…). Giulio non è che ce l’ha con i froci: ce l’ha con i vocalist sfigati che gridano cazzate sopra la musica, che già di suo è dell’house dimmerda… se poi ci vai anche a gridare sopra cazzate di continuo… se ti piace il cazzo nessun problema: ma non venire a farmi i gridolini in disco che ho pagato so quanti euro di benzina per arrivare qua in macchina, so quanti euro per entrare, so quanti per bere, e tutto per niente perché la tipa non me la darà…
Beh almeno Giulio non è a Malpensa 2000 in discoteca, ma è li nel capoluogo della regione… che forse a pensarci bene è pure peggio. Si è preso da bere una onesta birra ad un onesto prezzo. Però c’è un caldo incredibile, la musica è troppo alta, e anzi viene pure alzata di volume. Tutti eventi che sono un toccasana per Giulio. Bello "toccasana", Giulio non lo sentiva da mesi.
Giulio ha poca voglia di parlare con i suoi vicini di tavolo, gli altri sono troppo lontani e non ha voglia di alzarsi, per guardare scollature che non ci sono, o per fare conversazioni da treno sul niente che ti lasciano in bocca solo la certezza di aver fatto bene a non intraprendere certe relazioni.
Sullo sfondo, il panorama terribile di trentenni malvestiti o infighettati, con facce che lasciano trasparire chiaramente passati di alcol e droghe varie, a ballicchiare vagamente a tempo con in mano bicchieri, nel tentativo più o meno efficace di portarsi a letto altre trentenni sciupate, dell’usato poco sicuro, con 200mila km di cazzi alle spalle (inteso proprio come cazzi presi da dietro). Un po’ come certe Mercedes 190 classe E, quelle fine anni 80 primi anni 90, le macchine ufficiali degli zingari e dei terroni.
E proprio come quelle macchine, negli autosaloni, vengono vendute a 500 euro con tanto di cartelli in mostra "aria condizionata" o "chiusura centralizzata", queste puttanazze sciupatissime mettono in mostra le tette, il culo, le gambe, insomma a seconda di quel che hanno di salvabile mettono un po’ in mostra il loro meglio, consapevoli che ormai hanno passato il meglio dei loro anni e ora tutto quello che rimane loro è sperare in un disperato del sesso opposto come loro, giusto per passare una notte a dimenticarsi dei veri problemi, tra sesso, droga e… no, niente rock ‘n roll: stavolta house. Ecco il vero problema: una volta si ascoltava il rock. Ora la house. O al massimo Craig David.
E Giulio guarda queste scene, e gli fa tutto veramente pena, e pensa "dio mio se divento così sparatemi alle gambe". E poi alza gli occhi, c’è una partita di football americano. Mamma mia che pantaloni da froci che hanno! Ah, servono per non farsi trattenere dagli avversari…sono attillati per quello… ‘va se corrono veloci… Giulio pensa che per un attimo vorrebbe essere come loro per correre via da tutto quello schifo.
C’è solo una persona che potrebbe salvargli quella serata: e non gliela salverà, ovviamente. Giulio già lo sa.
Vi ricordate quella ragazza che viveva nel LA MAGIONE? Si, la figlia della donna membra della loggia massonica dei cinque tagli? /////
Ecco, quella ragazza si chiama Valentina Pozzato. (ecco, siccome Diago è stato contattato da Filippo Gigante, vorrei anch’io che chiunque si chiami Valentina Pozzato si faccia sentire…)
Ecco, lei. Quella che alla fine di quella sera aveva cambiato il mondo. Ecco, è lei.
Ognuno ha il suo Panino, e ognuno ha la sua Betsy. Cioè quella che potrebbe farti perdere la testa in ogni momento con un solo sguardo, quella che ti sei dovuto lasciare alle spalle a fatica ma e chissà se ce la farai mai del tutto, quella che tu avevi preso una decisione e lei un’altra.
La Betsy di Giulio si chiama Valentina Pozzato. E quella sera, Valentina Pozzato, non entrerà in quel discopub. Giulio già lo sa. Ed è per questo che se ne sta li, solo, con lo sguardo sul perizoma della trentenne di fronte, ad aspettare che finisca la serata. Che tristezza.


martedì 19 settembre 2006

Un post alla Cotolino, ma fatto alla Atti

Premessa: questo è un post un po' fatto alla Cotolino, di quelli dove racconta le sue giornate, ma è fatto alla Atti. E' da prendere come un tributo a Cotolino, anche. Non è certo una parodia.

Oggi è stato un giorno particolare. Diverso dal solito. Di quelli che ti svegli la mattina in un modo, e vai a letto la sera in un altro. Certo, "this change I've been feeling doesn't make the rain fall". Gli altri si sveglieranno allo stesso orario. Io no.
Eh no, qualche minuto prima o dopo, ma mi sveglierò a un orario diverso.

Voglio raccontarvi della cosa più inutile e più normale che dovevo fare oggi. Quella che mi ha cambiato di meno la vita, e che allo stesso forse me la cambierà di più.
Sono stato al Bennet. Ci vado ogni tanto. Da solo, faccio la mia spesa da single. Mi piace. Però sono il single mantenuto, si capisce perché non compro il cibo. La scena migliore è quando ci vado la mattina vestito male con cappello e barba lunga. Tipo Keanu Reeves. Mi manca solo la mazza da baseball, il gippone o il fucile. Oh, sto dicendo il gippone perché Keanu Reeves usa un gippone, non perché voglia fare riferimenti particolari a SUV prodotti da case automobilistiche tedesce. Ho smesso. Ciao Betsy, benvenuta tra i lettori del mio blog. E scusa. Però "was not alright with me..."

Si da oggi mi sentirò un po' di più come Adam...

Va beh, oggi però ci sono andato di pomeriggio, quindi niente cappello e niente barba, nè tantomeno mazza da baseball, fucile e gippone. Dovevo prendere:
- cornice 40 x 50
- post-it
- 2 deodorante Axe diversi

Cornice 40 x 50: mi serve per incorniciare la prima pagina della gazzetta del 10 luglio 2006. Tutto vero. Veramente l'ho già incorniciata per mio fratello in camera sua. Non volevo metterla anche in camera mia, almeno non subito, ma mio fratello mi fa "dopo si rovina... cosa aspetti?"
Io ho risposto "ma cos'è, una gazzetta per ogni stanza? ne mettiamo una anche in bagno?".
La soluzione poteva essere incorniciarla ma tenerla nell'armadio. Solo che c'ho l'armadio già pieno di roba, se ci vado anche a mettere gazzette incorniciate...
Post-it: questi mi servono. Servono sempre dei post-it no? Metti che abbia bisogno di attaccarli sulla macchina di qualcuno... :asd:
2 deodorante Axe diversi: in genere ne tengo sempre due, per diversi motivi. innanzitutto, perché è funzionale, se me ne finisce uno, ne ho un altro di scorta. e poi, per variare un po', se mi stanco di uno uso l'altro. e poi, last but not least, perché da un po' di tempo tengo un "beauty-case" di emergenza, dove dentro ci sono sempre medicine, dentifricio, spazzolino, gel, docciaschiuma, e quant'altro. sempre pronto per partire.
Si, anche gli uomini hanno un beauty case... insomma si lavano pure loro, da qualche parte dovranno tenere sta roba no?

E niente... innanzitutto arrivo al Bennet ascoltandomi gli Straylight Run... si potrei inserire il loro album in quelli da macchina, per viaggi lunghi notturni... un po' tipo "Meds" dei Placebo. Ma mentre "Meds" ti stravolge sempre un po', ti prende che sei li e ti molla che sei da un'altra parte, "Straylight Run" (è il loro primo album ha lo stesso titolo del gruppo) ti prende, ti fa girare, e ti molla dov'eri prima. Solo che c'hai lo stomaco come se ti fossi svegliato sbronzo.
Beh, arrivo, parcheggio, entro. E vado dai deodoranti. Senza carrello, e senza cestino. Il cestino lo prendo sempre dopo se ho troppa roba. Direi che è questo lo spartiacque tra il single che vive da solo e il single che convive con qualcuno che lo mantiene (vedi mio padre). Il single ha bisogno del carrello per il cibo, il single mantenuto gli bastano le mani. O al massimo il cestino.
Prendo i deodoranti. Axe. La cosa che mi fa ridere è che c'è sempre scritto "supersex afrodisiac fragranza irrestibile sexy". Io volevo solo puzzare di meno. Non è che ogni volta che mi lavi e mi deodori debba anche trombare. Va beh.
Poi cerco i post-it. Sono le sette di sera e la corsia del materiale scolastico-cartoleria-ufficio è un presidio di extracomunitari. Giro, a fatica, avanti e indietro, in mezzo a bimbi di colore di pochi anni che parlano l'italiano meglio dei loro padri e madri, bimbe tignose, madri stressate, studenti delle superiori centesi ma terroni nell'animo, e non li trovo. E poi c'è anche una biondina ricciolina con la coda. Con sua madre. Non sembra piccola. Secondo me ha più di 16 anni. Si, ha l'aria di essere nata negli anni 80. E' una soddisfazione morale, almeno non mi prendo del pedofilo da un qualche amico sempre più moralista nelle considerazioni ma non altrettanto nei fatti. Vero? Eh non dico il tuo nome che è meglio va.... si è meglio così, meglio che tu faccia il moralista ma poi alla fine stia dalla nostra parte. /////
Non si trovano i post-it. Saranno finiti. Li avranno comprati tutti. Chi sarà mai che nella vita compra così tanto post-it? Eh?
Chi sarà mai? :asd:
Allora cerco e trovo la mia cornice. Che è 40 x 50. Mica piccola subito. Poi torno a cercare i post-it. Oltre a tutta la gente di prima, si aggiunge la mia cornice. Che occupa come un bimbo.
E i post-it continuo a non trovarli. Mucchio.
Vado alla cassa. La cassa veloce è chiusa. Tanto ci sarebbe stato sicuramente un qualche problema a farla diventare una cassa più lenta delle altre, come succede sempre. Soprattutto quando compri della roba scomoda.
Mi metto in fila.
E mi accorgo che davanti a me c'è la madre della biondina! Con figlia che arriva poco dopo. Io avevo già messo la mia roba li sul rullo. Anche a fatica, tra l'altro, la cornice 40 x 50 l'ho dovuta incolonnare bene bene dritta dritta come il cell nella pubblicità che Sacchi tiene a sottolineare.
La cassiera, roita e antipatica, caratteristiche troppo spesso presenti contemporaneamente nelle cassiere del bennet, è indecisa se segnare o meno anche i due deodoranti e la cornice. "No" dice la madre, tra l'altro una bella donna, tutta tirata, "sono dell'altro signore."

:-O

Io signore? E' un event... è la prima volta nella vita che mi danno del signore e non del ragazzo... escludendo i posti in cui sono obbligati per formalità, tipo quando chiamiano il tuo nome da qualche parte e non c'è scritta la tua età o c'è scritta ma non la guardano.
Mi sto stempiando davvero così tanto? Signore?
Da una madre così sarei accettato se andassi con sua figlia? Non mi ritiene forse troppo grande? Anzi, troppo vecchio? Signore... minchia... e dire che fino a ieri ogni tanto mi chiedevano ancora se ero maggiorenne... si, questa parte di riflessione è un po' un tributo a Cotolino e ai suoi "Cotolinismi". Dovrei fare un post con i cotolinismi, le saccate, le cosine di orsi, le sorianate, e la dieghite. Forse lo farò.
Comunque la madre paga con la carta di credito. Ottimo, hanno anche dei soldi. Forse, alla fine non vuol dire.
E se ne va, con la figlia dietro... la cassiera brutta e stronza mi serve, la pago, mi da il resto e non mi saluta nemmeno. E siccome esito a prendere su la mia cornice (dovevo mettermi i deodoranti nella tasca della felpa, di pagare una sportina non se ne parla) lei inizia a buttarci sopra i prodotti comprati dalla famiglia dopo. OH! LA MIA CORNICE! DEVO METTERCI LA GAZZETTA! Un po' d'usta cazzo.
Me ne vado, cornice alla mano... ma la biondina dov'è andata? Non c'è a destra... nè a sinistra? Sparita? Infilata in qualche negozio? Mah, non se ne vede traccia...
Esco un po' triste... alt, c'è una canzone che conosco. Che conosco bene. E' dei Counting Crows. Si, è Four Days.
Vi rendete conto? Il Bennet che mette su i Counting Crows... ma non Accidentally in Love o Big Yellow Taxi... e nemmeno Mr. Jones... e neanche Round Here.... ma Four Days!!! Una canzone che non è stata mai nemmeno un singolo, che io ricordi. Cioè vi rendete? E' come lo Yoga alla pera... non una canna o una birra, uno Yoga alla pera. Four days. Orbo!
L'ho preso come un segno del destino... dovevo cercare la bionda. E allora in macchina mi sono girato tutto il parcheggio del Bennet cercando la biondina... ma niente. Scomparsa. Sparita. Un'altra occasione persa, lasciata andare...
Certo era solo una biondina carina... e le mie erano solo cazzate.
Queste cose non si fanno più... cazzate! Non si fanno più perché la gente non le fa più. Si certo sono cazzate, sono rimaste cose da film o da libro di Moccia, ma perché no? Perché bisogna rassegnarsi a queste cose?
Credo che ogni tanto bisognerebbe lasciarsi andare un po'.
E niente poi sono tornato a casa, a continuare la mia giornata particolare, "il mio personalissimo giorno dei giorni", che alla fine non è oggi forse, ma è un giorno come questo. un giorno talmente normale da non esserlo, o talmente anormale da diventare normale.
Oggi pensavo a una cosa.

Why not?

venerdì 25 agosto 2006

Brand:new and everything after

A me la cultura non m'interessa, però scrivo libri e ogni tanto ne leggo pure. Da piccolo leggevo sempre, una volta a 10 anni ho aperto un libro di Asimov (qualcosa tipo "Fondazione"), mio fratello o mia madre me l'hanno tirato via dicendo "sei troppo piccolo per questo libro". In effetti allora ero un bimbo troppo secchione, avessi letto anche quello ora sarei a discorrere di fantascienza invece che dei Coldplay. Cosa che, ogni tanto, faccio lo stesso.
[a proposito, ieri, auguri a Francesco, non è mio cugino cugiatti Borghi, ma è Cotolino, che è anche lui mio cugino, ma di terzo grado. circa]
Comunque, dicevo, oggi sono andato in libreria a comprare Brand:new, di Massimo Coppola e altri due ceffi, che erano gli autori dell'omonimo programma che andava in onda su MTV fino a qualche anno fa. Va in onda ancora, ma il programma è completamente diverso, di uguale c'è solo il nome.
Il format era semplice (una caratteristica che stanno perdendo le cose al giorno d'oggi) ed essenziale: 60 minuti di video, da mezzanotte a l'una, inframezzati oltre che dalla obbligatoria pubblicità, da sketch ambientati in uno studio verde acceso (lo stesso che si usa come sfondo), con protagonisti una poltrona rossa, e Massimo Coppola.
I suoi monologhi sono indescrivibili, credo che appena ho voglia ne posterò uno.
Questo programma è andato avanti così dal 2000 fino al 2003, quando hanno sostituito Massimo Coppola con Enrico Silvestrin e hanno completamente cambiato la struttura del programma. Ora lo conduce Paola Magueri, e Brand New è diventata una nerdata (ma potremmo dire anche direttamente merdata) musicale estrema su gruppi super alternative che spesso sono anche alternativi al buon gusto della buona musica. Dove lei intervista gruppi su questo divano sporco pieno di firme (e potrei scommettere che il divano è quello che aveva in casa mio cugino fino a 10 anni fa... stavolta mio cugino cugiatti Francesco Borghi, non Cotolino) e in cui si parla di arrangiamenti astrusi, citazioni impossibili, sovrastrutture di contenuti musicali.
Cioè uno come Chris Martin (voce dei Coldplay) non ti andrà mai li a dire delle cazzate... lui è uno che voleva bumbarsi Gwineth Paltrow e le ha scritto Fix You. Fine. Cioè io se fossi donna e un uomo mi scrivesse Fix You io a quell'uomo gli darei il buco del culo.
Forse non so se mi avesse scritto Goodnight Elisabeth, se gli sarei tornata insieme. Certo è che mi sarei sentita in colpa. E perlomeno avrei chiesto scusa. SCUSA. Altre 5 lettere che al giorno d'oggi sono un po' fuori moda.
Se fossi stata Betsy (l'originale) almeno non sarei andata a dire quelle cazzate... "everything is gonna be alright". Stronza.
Se fossi stata Betsy (la copia) almeno non sarei andata a dire quelle cazzate... "tutto si sistemerà". Stronza.
E comunque nemmeno Adam Duritz (la voce dei Counting Crows) andrebbe a farsi intervistare su delle cazzate da Paola Maugeri. Paola Maugeri? Stronza anche lei.
Ma torniamo a Coppola, uno dei miei idoli. Lui non è stronzo, anzi, stronzi voi se date dello stronzo a lui. Stronzi.
Ecco, questo libro che ho comprato è bello perché raccoglie i migliori monologhi della stagione 2001-2002... e fa troppo scannare. Ma non fa solo ridere, fa pensare, fa ragionare... è un Jack Folla dei poveri... anche Jack Folla non è stronzo.
Jack Folla (alias Diego Cugia, se volete saperne di più usate Google) era più filosofico, più internazionale, di parlava dei poveri, della guerra, dell'america, dell'Italia degli ultimi 20 anni, del profondo di noi... era più psicologico quasi...
Invece Massimo Coppola analizza più in superfice le nostre abitudini, i nostri comportamenti, e da quelli trova lo specchio per vedere come siamo fatti...e alla fine è molto più comico, ti scappa da ridere... e poi Jack Folla dava sempre il suo giudizio, abbastanza esplicito. Massimo Coppola non da giudizi, ma te li fa capire tutti. Jack Folla si poneva un po' come un osservatore esterno, d'altronde lui non era come te, prima era un condannato a morte, poi un uomo in fuga... Massimo Coppola è un po' uno che non prende la tazza di Orzobimbo solo perché preferisce il caffè. E' uno che ama l'Ikea, ma che la odia anche, che magari ci ha comprato qualcosa, e forse un po' se ne vergogna. Magari ci va spesso e non compra niente. Ma alla fine se trova un bel mobile che compra poco lo prende e fanculo i boicottaggi. D'altronde ha il suo stipendio anche lui. E poi quelle giacche che si deve mettere in continuazione per fare l'alternativo intellettuale devono anche avere il loro costo.
Per concludere... questi monologhi di Massimo Coppola erano quelli che mi ascoltavo d'estate (o il sabato sera, perché durante il resto dell'anno a mezzanotte dormivo già) quando tornavo a casa dopo essere uscito. E sono un po' cresciuto anche con le sue perle.
Grazie Massimo Coppola. E ora, come qualche anno fa, vado a letto. A leggermi Brand:new, prima di dormire.

PS: ah, dimenticavo, anche Gwineth Paltrow è una stronza.

giovedì 17 agosto 2006

Betsy

Sono le ore 20.43 di un tranquillo 20 aprile. Atti staziona davanti al suo PC, con MSN Messenger aperto. Improvvisamente, si connette Betsy. (Betsy è un nome di fantasia, la chiameremo così per convenzione). I due avviano una conversazione.
Questa è la registrazione di quella conversazione. Chiaramente, oltre ad aver cambiato tutti i nomi di persone realmente esistenti, sono state tagliate alcune frasi personali per non violare la privacy dei due personaggi. Questa fu la loro ultima conversazione.
.--------------------------------------------------------------------.
| Inizio Conversazione: giovedì 20 aprile 2006 |
| Partecipanti: |
| Atti (*********@hotmail.it) |
| Betsy (*************@libero.it) |
.--------------------------------------------------------------------.
Atti: ciao
Betsy: ciao
Atti: come va?sempre meglio?
Betsy: si
Betsy: tu come stai?
Atti: "normale"
Atti: ci sei domani sera?
(venerdì sera, ndr)
Betsy: io non esco più il venerdì sera
Betsy: me lo sono imposta
Atti: :-O
Atti: e come mai?
Betsy: perchè si perchè mi sembrava giusto così
Betsy: per questi ultimi due mesi
Betsy: e sabato mi devo trovare con James (altro nome di fantasia, ndr), mi deve una balla, quindi non ci sono
Atti: :-|
Betsy: mmm
Atti: ...
Betsy: eh?
Betsy: perchè non parli?
Atti: vediamo se riesci a immaginarti cosa sto pensando
Betsy: non lo so
Atti: allora..ti si vede sempre meno..per cell ci sentiamo sempre meno..per msn anche..sto weekend non ti si vede..
Atti: ..mi sembra un po' che tu, oltre che in senso metaforico, stia proprio fugando anche in senso fisico..

Betsy: lo so
Betsy: ma sarà per poco
Betsy: ritornerò quando mi sentirò pronta
Atti: e sai già che che ti sentirai pronta in poco tempo?
Betsy: mi devo risollevare
Betsy: e sono 4 giorni che sono di buon umore, abbastanza, non ho mai tirato un nome quasi
Betsy: quindi moralmente forse sono ok

Atti: bah
Atti: lo spero per te

Betsy: moralmente
Betsy: poi magari vi rivedo e piango
Betsy: però voglio sentirmi abbastanza forte
Betsy: si ma ve che non sono mica sparita
Betsy: c'è questo sabato solo
Atti: insomma..la sensazione che ne ho io è questa..
Betsy: e il venerdì che ho deciso di non uscire più
Betsy: per motivi scolastici
Betsy: e per la mamma

Atti: .."per motivi scolastici" mi puzza molto..stessi giocando a mafia ti fosserei
Atti: FOS: Betsy
Atti: per la mamma ci può anche stare
Betsy: si perchè sono sempre molto stanca
Betsy: e non rendo più come una volta
Betsy: allora voglio stare più lì
Betsy: tutto qua
Betsy: manca poco
Betsy: ormai all'esame
Atti: già..
Betsy: eh si
Betsy: e cmq poco msn e poco telefono perchè
Betsy: mi distraggono
Betsy: mi perdo
Betsy: e non mi va più
Atti: mmh..
Betsy: non mi va più di perdermi
Atti: non mi convince del tutto....la scusa è buona....ma non regge del tutto....
Betsy: non è una scusa
Betsy: cmq va bene
Betsy: pensale come vuoi
Atti: no so che c'è del vero
Atti: ma credo che la questione principale sia un'altra..ecco tutto qua
Betsy: e quale?
Atti: la tua decisione
Atti: e che per portarla avanti tu abbia scelto "l'isolamento"
Atti: spero che funzioni...per te
Betsy: ci sono una serie di cose nella vita
Betsy: e adesso come adesso prediligo altre cose
Betsy: semplicemte
Betsy: isolamento?
Betsy: perchè ho deciso di stare a casa il venerdì
Atti: "isolamento" tra virgolette...
Betsy: e perchè sto sabato esco con James
Atti: dai hai capito
Atti: non ho detto che ti rinchiudi in casa
Atti: che cerchi un po' di "evitarmi"
Atti: e non so, forse fai lo stesso con qualcun altro

Betsy: e perchè adesso ti starei parlando?
Betsy: no non voglio evitare proprio nessuno (questo fu l'ultimo accesso a MSN di Betsy, ndr)
Atti: perché è capitato..
Betsy: no non è capitato
Betsy: perchè potevo vedere che c'eri e staccare subito
Betsy: visto che preticamente sto parlando solo con te
Atti: effettivamente potevi farlo..si vede adesso avevi voglia di parlare con me
Atti: scusami forse sono solo mie supposizioni
Betsy: eh si
Betsy: non c'è da chiedere scusa
Atti: ma adesso ho come la sensazione stai chiudendo del tutto il nostro rapporto e basta
Betsy: io l'unica cosa che voglio è essere serena
Betsy: poi tu adesso pensala come vuoi
Betsy: adesso vado a studiare
Atti: ciao
Betsy: ciao
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A distanza di quasi 4 mesi... CHI E' L'UOMO? CHI E' LA BESTIA?
Chi è che aveva intuito tutto e aveva capito tutto sin sa subito? Chi è che aveva ragione?
...Betsy... spostati un attimo... MAVVAFFANCULO, VA!

domenica 16 luglio 2006

Goodnight, Elisabeth

Scusate ma dovevo metterla...

"Goodnight Elisabeth" (live)
Autore: Counting Crows
Album: *New Amsterdam: live at Heineken Music Hall 2003 [2006]

I was wasted in the afternoon
Waiting on a train
I woke up in pieces
and Elisabeth had disappeared again
I wish you were inside of me
I hope that you're ok
I hope you're resting quietly
I just wanted to say

Goodnight Elisabeth
Goodnight Elisabeth...

We couldn't all be cowboys
So some of us are clowns
Some of us are dancers on the midway
We roam from town to town
I hope that everybody
can find a little flame
Me, I say my prayers,
then I just light myself on fire
And I walk out on the wire once again
And I say

Goodnight Elisabeth
Goodnight Elisabeth...

Come on and cover me with your eyes
you said come on, cover me with your eyes
Now you tell me, everything is gonna be alright...
You wanna make me think that is alright
while you walking away!
You wanna tell me everything is alright
while you walking away!
You wanna tell me that is alright, for you to threat me this way
was not alright with me...

I will wait for you in Baton Rouge
I'll miss you down in New Orleans
I'll wait for you while
she slips in something comfortable
And I'll miss you when I'm slipping in between
If you wrap yourself in daffodils
I will wrap myself in pain
And if you're the queen of California
Baby I am the king of the rain
And I say

Goodnight Elisabeth
Goodnight Elisabeth...

You wanna make me think that is alright
while you walking away!
You wanna tell me everything is alright
while you walking away!
You wanna tell me that is alright
while you walking away
You wanna make me think it's alright, for you to threat me this way
was not alright with me...


Non ci sono parole. Ma le troveremo lo stesso.