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martedì 16 gennaio 2018

Dolores, t'è caduto il vassoio



E' morta Dolores O'Riordan, cantante dei The Cranberries.
E' morta Dolores O'Riordan e i morti su internet tirano sempre un casino. Ma... perché poi dovrei parlarne? La reach organica delle mie pagine facebook non è un motivo sufficiente.


I Cranberries entrano nella mia vita nel 1994, tramite mio fratello, e mi fanno cagare. Dai, avevo 10 anni, non è possibile che a 10 anni ti piaccia quella roba. Poi già il nome... CRAN-BER-RIS. Suona già male. Suona come un vassoio di argento che ti cade per terra. Magari con sopra dei biscotti buoni. CRANBERRIS! Ti è caduto il vassoio? Si. C'erano sopra i biscotti? Si. Ma cazzo.


Poi, nel 1999 è uscito Bury The Hatchet. Ed ecco, che a 15 anni, inizio ad avere le orecchie per apprezzarlo. E così piano piano recupero tutti gli album... e nel 2002 arrivano a Bologna, all'Arena Parco Nord, per l'MTV Day: e io sono lì.
Sono le ore 15, l'evento deve ancora iniziare, e l'area del concerto si sta riempiendo. A fine giornata MTV annuncerà 60mila persone, ma in quel momento probabilmente non sono nemmeno 10mila. I maxischermi mandano a ciclo continuo la pubblicità degli sponsor, e ogni tanto passano i pezzi dei gruppi che suoneranno in quella giornata... Meganoidi, Daniele Silvestri, Subsonica, Articolo 31... a un certo punto arriva "Zombie".
Ci sono oltre 30 gradi, sono le 3 di pomeriggio, il palco è vuoto: e comunque, ci sono 10mila persone che tutte, da sole, all'improvviso cantano in coro "In your head..."
Era un festival, molti erano lì per vedere gli Articolo 31 o per vedere Piero Pelù... ma Zombie la cantavano tutti. TUTTI. Senza che ci fosse bisogno di un veejay a dare il via.


E poi direi che la nostra relazione si chiude qui, anche perché i Cranberries fanno uscire un best of e poi si prendono un periodo di pausa. Quando tornano, nel 2009, io ascolto altre cose. E gli album successivi (due, uno del 2012 e uno uscito l'anno scorso) non me li filo proprio. Non li ho proprio mai ascoltati, non saprei neanche dire se mi sto perdendo qualcosa.
Ma va bene così. Bastano quei 5 album della prima fase 1993-2002... tutte quelle canzoni, tutte quelle parole... tutti quegli urli. Perché certo, a 10 anni non puoi apprezzare No Need To Argue, con 'sta qui che grida... anche questa stava male. Ma c'è da capirla, all'epoca non c'era tanta tranquillità tra l'ex Jugoslavia e l'Irlanda del Nord... Europa Europa, Europa un cazzo. Lei usava parole diverse, ma il senso era quello, dai.
C'è poi un motivo se lei scriveva canzoni e io scrivo solo stronzate, a ognuno il suo lavoro: e il mio non è nemmeno quello di scrivere stronzate, tra l'altro.


E fine, non ho molto altro da dire in realtà: no, non è la stessa cosa di Chester Bennington, non ha segnato così tanto la mia adolescenza. Anche se per inserire "Free to decide" nella mia colonna sonora dell'Interrail 2008 ho dovuto discutere con Saccolo, che ovviamente non apprezzava.


E' solo che anche stavolta ci si sente un po' più soli, anche se non ci cagavamo dal 2003, per dire. La morte fa parte della vita, no?
Non so, forse le morti degli altri fanno sentire più vecchio me, e forse alla fine è solo un po' di egoismo, quello che c'è dietro tutto questo. Che alla fine a sua volta non è nient'altro che istinto di sopravvivenza, di volersi attaccare a tutta la vita che resta, che in questo caso è la mia, perché la sua già non c'è più.
Perché Johnny Cash è morto da vecchio, perché David Bowie è morto prima del previsto ma almeno era arrivato ai 69, perché 46 sono pochi, dai.
Quarantasei sono pochi.
Dolores, t'è caduto il vassoio d'argento. CRANBERRIS!

And I miss you, when you're gone
That is what I do, baby, baby
And it's going to carry on
That is what I do, hey, baby


mercoledì 26 novembre 2014

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
saranno giusto quella ventina d'anni che non ti scrivo. Come stai?
Che domanda paraculo: ti ho sempre scritto per ottenere qualcosa, e anche oggi è così.
Lontani i tempi in cui mi domandavo come tu facessi a entrare in casa mia, da me che non c'era il camino, e mio fratello A.A. mi rispondeva che tu eri abilissimo a smontare la finestra, entrare, e rimontare il tutto alla perfezione.
Un topo d'appartamento specializzato, insomma, ma in versione Robin Hood.

Che dire... non ho quasi mai ottenuto quello che ti chiedevo, a parte forse una eccezione, e sono stato contento lo stesso. Credo di averne fatto tesoro, se non altro a livello di esperienza: nella vita non ho quasi mai ottenuto quello che volevo, ma sono stato contento lo stesso.

Quindi, cosa ti chiederò quest'anno, consapevole che non lo riceverò?
Ti scrivo con 30 giorni di anticipo, un anticipo un po' inusuale soprattutto per me che amo sempre più le cose improvvisate e fatte a scazzo, ma che allo stesso tempo cerco di pianificare con sempre più anticipo tutto ciò che mi potrebbe causare disagio.
Ne deduco che tu faccia parte delle cose che mi potrebbero causare disagio.
E perché poi, in fondo sei solo un simpatico panzone, praticamente un Adam Duritz un po' più giovane e un po' più allegro.
Però sai cosa ho realizzato? Che arrivare in orario per far finta di essere una persona puntuale, è una bella forma di disonestà intellettuale. Che infatti non riservo ai miei amici più cari.
E tu dirai: a me che cazzo me ne frega? Niente. Ma tranquillo, adesso ti dico cosa davvero vorrei per Natale.

Mi piacerebbe un bel Natale: che è anche un regalo parecchio consumistico, dato che si esaurisce in poche settimane.
Ma sia, per una volta: un Natale fatto di luci, neve, the caldi, atmosfere, divani, Lucy Rose, Ben Howard, Bon Iver. Tranquillità e plaid (in realtà non ho un panarino nella mia nuova casa, regalami anche un plaid già che ci sei, magari di quelli Ikea, sempre che esistano).
Di coccole. E biscotti. E magari anche qualche film in divx.
Ma non i classiconi di natale eh, basta, che palle. Neanche robe alla Gondry che poi uno sta male. Ecco, forse l'Arte del Sogno. Che ha un bel finale. (non sto facendo uno spoiler, non sto dicendo che finisca bene o che finisca male, dico che ha un finale BELLO, e le cose belle a me piacciono e mi mettono di umore migliore, a prescindere che siano bene male o non sa non dice).
Un Natale non giorni di ferie che si riescano a combinare. Senza gente che rompa i maroni, o ansie da regalo, o cose da fare che uno non voglia fare.
Non mi va -> non lo faccio.
So che suona come un pesante scarico di tutte le mie responsabilità, ma cazzo, ti sto chiedendo che sia così per due settimane, anzi, togliendo qualche giorno di lavoro che comunque farò, saranno si e no 10 gg di calendario. In un anno, mi pare potresti concedermeli.
Giorni fatti di pensieri e parole, qualche opera, e perché no qualche omissione.
Che tanto tutto torna buono prima o poi, per un altro giorno, o un altro romanzo.
Non l'ho neanche scritto che ci starebbe bene una ragazza in tutto questo, anzi, che ci vorrebbe.
Posso chiedere anche questo?
Non capisco perché all'interno di questo desiderio il plaid dell'Ikea si e la ragazza no. Cos'è, ha forse meno ragione di esistere del film in divx, la mia ragazza.
Tanto anche lei non c'è, e andare a Natale, non ci sarà.
Come il plaid dell'Ikea. Come le atmosfere. Forse ci sarà un po' di neve, a cazzo. Forse Lucy Rose. Forse Ben Howard. Bon Iver no, non è ancora ora di rispolverarlo.

Ecco, Babbo Natale, ti ho chiesto il mio regalo.
Mi arriverà altro. Lo so. Va bene. E' sempre andato bene. Andrà bene anche quest'anno.

Non devo neanche dirti quando sono stato bravo e quando no. Penso tu sappia già tutto.

Bene, ti ringrazio come sempre per l'attenzione. Mi ricordo che a volte mettevo un regalo di riserva. Se proprio non riesci a farmi questo regalo, allora puoi regalarmi una Volkswagen Golf ultima serie (a benzina+metano, cerchi in lega, condizionatore, fendinebbia, autoradio USB, almeno un centinaio di CV, grigio metalizzato) o un tremila euro a scazzo. Saprò apprezzare.

Buon Natale.


sabato 26 maggio 2012

Un terremoto. (Ferri cade e io mi sento scosso)

Riccardo Ferri, classe 1963, ex difensore di Inter e Sampdoria, nazionale italiano ai mondiali di Italia 90. Dopo un'intera carriera a fare gli autogol in serie A, e a farsi citare da Ligabue in catastrofistiche cover dei REM, è finito sulla mia libreria IKEA con le ante in vetro.
Li, plastificato, altezza 9 cm, con la maglia dell'Italia numero 5, con sopra scritto Ferri. Una cosa che non è mai esistita, nè il nome Ferri sulla maglia dell'Italia, nè lui con il numero 5, se non al Mondiale Under 20 del 1981. E ringraziamo Wikipedia per tutte queste informazioni.
Comunque lui è li, fiero, eretto, appoggiato sul piede sinistro, mentre con il destro a girare ha appena spazzato fuori area un pallone spiovente mancato da Van Basten. O da Stefano Borgonovo.

Ma non sto assolutissimamente pensando a tutto questo, soprattutto in questo momento, alle 4.03 di una qualunque notte di maggio, che poi qualunque non è perché ho scelto questo weekend per tornare a casa dai miei cari e dai miei cani, dai miei amici e dai miei mici.
Sono le 4.03, e nella vita uno raramente si rende conto delle 4.03, di solito sono altri gli orari che ci restano impressi, tipo le 8.30 di mattina, le ore 18.00 di sera, al limite le 20.45... le 4.03 non se le caga nessuno, e nemmeno io, in quel momento.

E poi, le 4.03, o 4.04 a seconda della interpretazione, si nobilitano. E diventano un orario storico, da restare impresso sugli orologi. Specialmente quelli dei campanili della provincia. Il rumore è violentissimo, sa di legno, mura, terra, plastica, e praticamente è come se un furgoncino dell'Ikea impattasse in un fosso. (questo spiegherebbe un po' anche il fango a San Carlo, peraltro)
E Ferri, cade. E' la prima cosa che cade, mentre dietro di lui tutti i libri di Fabio Volo, oltre agli altri della libreria, si accasciano di lato.
(Dovevo aspettare ad estrarre l'autobiografia di Perry McCarthy e l'ultimo di Palanhiuk. Il vuoto di cultura è stato fatale all'equilibrio del ripiano.)

Magnitudo 5.9. Venti secondi, hanno detto. A me sono sembrati due. Alla faccia di chi "sono sembrati interminabili"... si vede che non avevate un cazzo da fare, io in quei venti secondi ho fatto un casino di roba, e per me sono volati.

E poi si ferma tutto. La scena è al limite tra il pacchiano, il ridicolo e il surreale, perché sono le 4.04 del 20 maggio 2012, ed è in fondo una sceneggiatura talmente banale che non la vedreste mai in nessun film. A meno che.

Fuori i cani abbaiano, tranne il mio. Gli antifurti delle macchine e delle case suonano, tranne i miei. La gente scende in strada. Tranne me.

- Ok ho fatto una perizia a usta dell'entità del terremoto, forse l'ho un po' sottovalutato, d'altronde ero impegnato, e credo che gli effetti alcolici del matrimonio al quale ero stato invitato si siano stati prolungati, c'erano anche altre priorità di sicurezza, e in ogni modo non ero solo in casa, e credo che sarei stato avvertito se una crepa avesse minacciato una qualche trave portante e/o importante -

Iniziano le scosse di assestamento. Perché il terremoto è così, neanche il tempo di arrivare e già si deve sistemare. Noi invece restiamo scossi molto più a lungo. E per assestarci ci mettiamo molto di più.
O forse no, o forse si, o forse non importa, a un certo punto arriva anche "la seconda", che non è forte come la prima, ma è forte come la prima. Cioè non è esattamente forte come la prima, ma è dello stesso raggruppamento di intensità. In che senso? Insomma non mi sembra il caso di litigare a magnitudo 4.9. Forse non è il caso di fare nemmeno altre robe, ma vabbè.
Non pare nemmeno il caso di uscire di casa un'altra volta.
Nel mentre mio padre aveva raccolto i cocci di non si sa che cosa, penso a quella bellissima ed enorme lampada spenta da una vita. O forse un quadretto.

Poi finisce tutto, e tutto continua, proprio come un romanzo, probabilmente in uscita nel 2012, ma questa è un'altra storia.

Apro il mobiletto delle grappe, dove erano state spostate di recente per essere messe in salvo dal cane: ha funzionato benissimo, solo una grappa della Val D'Aosta è crollata di lato, ma è rimasta all'interno. Intatta. Mobiletto pensato per proteggerle dalle (dis)grazie del cane, ma utile contro il terremoto: sempre natura era.
La prevenzione ha vinto sulla natura: e per ultimo, l'alcolismo potrà tornare a trionfare su tutti noi.
A proposito, il mio cane dorme beato, e viene svegliato con violenza (e qui mi chiedo se sa essere più violenta la natura o l'uomo) per essere portato in giro per Cento, mentre io mi mangio beatamente i miei biscotti al cioccolato inglesi osservando come la città si sia già animata così presto. Cioè a dir la verità son nemmeno le 7 di mattina e in giro non c'è ancora un cane, a parte il mio, ma già andando verso piazza c'è un sacco di... un sacco di pezzi di intonaco sotto i portici, dai quali scelgo di deviare. In piazza è tutto un proliferare di protezione civili e sanbiagini, a volte addirittura contemporaneamente nello stesso corpo.
E di cani.

Nel mentre il mio cellulare è un incasinatissimo bollettino di guerra, si rincorrono notizie di chiese e campanili crollati, persino roba che non ho idea che fosse esistita prima. Pare persino che i cocci buttati via da mio padre fossero di un angioletto. Quando mai un angioletto si è fermato a casa mia?
Oh, davvero tanti "angioletti" ci hanno gravitato, forse anche si sono fermati per qualche momento, di solito prima di essere etichettate "puttane di merda", quindi per quanto mi riguarda quell'angelo può solo essere piovuto dal cielo.
Eh, ma quanta negatività e odio! Che cazzo volete, sta pure piovendo, terzo giorno di Cento, e oltre ad un sisma, è il terzo giorno che becco la pioggia, e ho lasciato l'ombrello dove deve stare (a Londra). Mi pare che un po' d'incazzo sia giustificato.
No, per una volta non ce l'ho con delle donne, a parte Madre Natura, che è sempre incinta. Ho soltanto sonno, e sono stanco.

Poi viene anche ora di tornare a casa, io il mio dovere di cittadino l'ho fatto - cioè non ho rotto il cazzo a nessuno, ho lasciato che tutti facessero il loro lavoro, e ho informato il minimo indispensabile di parenti/amici che stavo bene in modo da lasciare libere le linee ad eventuali soccorsi.

Mia nonna sta bene, due o tre omaretti di legno dal Perù hanno diverse fratture alle gambe, e anche se forse potrebbero cavarsela, temo che per loro saranno fatali. Probabilmente saranno cestinati da mio zio, come cavalli infortunati soppressi da una pistolettata dopo il Palio di Siena. O di Ferrara. C'è anche del vetro per terra, e se per un attimo penso a come della fibra di vetro possa essersi infilata e poi sfilata in uno stabile degli anni 50, in breve realizzo che deve per forza venire da un oggetto.
Tra me e mia nonna abbiamo oltre cent'anni e pochi minuti di sonno, e sono le 7 di mattina: è durissima saltarci fuori, per fortuna lei ha gli apparecchi acustici e io un istinto minimo, e individuo un vasettino di vetro scheggiato. Uno più uno, il caso è risolto.
(Il mattino dopo scoprirà anche che le tazzine del caffè han cambiato posto tra di loro, ma li non si sa mai se sia il sisma o l'età).

Torno a casa mia, e risolvo anche il mistero dell'angioletto. Si trattava di un "putto" in ceramica (vedi che allora il binomio angioletto-puttana non era così blasfemo e così fuoriluogo?) alto una trentina di centimetri, che ora svetta dal cestino dei rifiuti.
Tutto sembra a posto: mi metto finalmente a letto e sono le 8 di mattina (per fortuna che ieri sera ho preso il caffè a mezzanotte), è una mattinata terribile, le scosse continuano e io le sento tutte, così come sento un terribile malditesta da hangover post-sbronza. Alle 11:13 arriva una magnitudo 4.2, una scossa da "top ten": a me basta per svegliarmi, e al mio sorrisone :asd: giallo in cartone, disegnato e attaccato sul muro per il carnevale delle grotte 2008, basta per staccarsi e infilarsi dietro il comodino.
Un'immagine simbolica, la caduta del sorrisone asd.
Ancora più simbolico è che non l'abbia raccolto, e sia rimasto lì, così come i libri piegati.
(Ferri no, lui ho deciso di rialzarlo subito, era il simbolo della rinascita, del rialzarsi)

Da qui in poi è un calvario di ipersensibilità da secondo piano e da malditesta dell'hangover, da accorgersi di tutte ma proprio TUTTE le scosse (anche le magnitudo 2.0), e di una terribile e tristissima domenica, anche sotto la pioggia.

E in mezzo a tutte le voci, c'è gente che dice che è prevista una scossa tra le 19 e le 19.30 e quando realizzi che alle 19.37 arriva davvero, l'unica cosa che dici è...
"beh... però è in ritardo"


(però il mio ha la maglia dell'Italia, non dell'Inter)

giovedì 13 agosto 2009

Quelli che... l'11 settembre facevano roba per gli Alpha Alpha

L'altro giorno, su Facebook, mi sono imbattuto nel gruppo "quelli che l'11 settembre guardavano la melevisione". Diomio... un'altra generazione.
Un'altra generazione, che poi ora è quella che sta magari già facendo l'università. Persone che potrei trovarmi fianco a fianco fuori la sera, al lavoro, e in tante altre occasioni.
Allora... siamo davvero due generazioni diverse? Si? No?
E poi c'è una domanda che non ci facciamo troppo spesso. Ci chiediamo più spesso "tu dov'eri la sera del 9 luglio 2006?". Invece che chiederci "tu cosa facevi l'11 settembre 2001?"

Io l'11 settembre 2001 ero al pc. Come buona parte della mia vita, io sono al pc. E' un mezzo. Al pc (che poi col tempo è diventato un mac) ci ho giocato, studiato, lavorato, intrattenuto rapporti sociali, coltivato hobby.
Avevo 17 anni: tanti quanti ne aveva mio padre nel 68, quando inseguito dai poliziotti, lanciava sassi, e si rifugiava all'interno di scuole superiori compiacenti.
33 anni dopo, alla stessa età, io cercavo di cambiare il mondo in maniera un po' più legale e un po' più tranquilla: la musica. Al tempo, era in lavorazione il secondo album degli Alpha Alpha, "Hysteria", che sarebbe poi uscito il 26 aprile 2002.
In realtà quel giorno stavo lavorando ad un qualcosa di molto slow, quasi lounge, un beat un po' ripetitivo, accompagnato da un basso altrettanto loffio. Cercavo di adagiarci sopra un mio testo, una delle mie solite menate adolescenziali scritta un paio d'anni prima, qualcosa sulla scia di "Tutti i miei sbagli" dei Subsonica ma quasi al contrario: un partendo dai propri errori, arrivare a una sorta di ottimismo per il futuro. Un mezzo manifesto di positività.
'Na merda, insomma.

Ma è così, nessuno da il proprio meglio al di sotto dei 20 anni, e questo per fortuna è l'altra faccia della medaglia dell'invecchiare: il migliorarsi.
A volte quello che fai prima dei 20 è perfetto, nella sua imperfezione, perché rappresenta perfettamente il tuo pensiero dell'epoca e di quell'età.
Ma il meglio, lo dai sempre dopo i 20 anni. L'esperienza, vuol dire.

Insomma, sto loop girava un po' ma non mi convinceva troppo, il testo non ci si adagiava sopra troppo bene, e venne una certa ora, per cui uscii di casa. La TV era rimasta spenta, e ignaro mi avviai in bicicletta alla cabina, il ritrovo ufficiale di quella che poi sarebbe diventata appunto "La Compagnia della Cabina".
C'erano Sacchi, poco dopo arrivò Sorio.
"Oh, avete sentito? Dei terroristi hanno dirottato e fatto schiantare due aerei contro le torri gemelle, e ce n'è uno diretto verso la Casa Bianca! Dai, andiamo in casa mia a vedere la televisione..."
E poi il resto è storia, noi in salotto da Sorio a guardare la TV, senza renderci troppo conto che si trattava di un momento storico... forse ce ne siamo resi conto dal giorno dopo, dai titoli dei giornali.

Mio padre nel '68 tirava sassi, io nel 2001 facevo musica, lui non è diventato un brigatista, io non sono diventato un musicista, e nessuno dei due ha cambiato la storia.
Però ci siamo ritrovati per caso qualche sera fa, alle 21.10, mangiando entrambi in piedi, contemporaneamente, piatti diversi, che ognuno si era preparato per mangiare da solo.
Il mio mac stava suonando Lily Allen (niente Alpha Alpha quindi), io ero già in ritardo per una serata fuori (non da DJ nè tantomeno da musicista, solamente una serata fuori in borghese) e mio padre non era certo tornato tardi dal tirare sassi. Però in quel momento, tra un piatto di insalata e un wurstel spaciugato di ketchup, mentre Lily Allen cantava allegramente "Fuck You", credo si siano congiunti 33 anni di Atti.
Ed è stato un bel momento.

Ah, mio fratello A.A. non so dove fosse quella sera.

martedì 10 marzo 2009

ultimamente non ho dei gran titoli. potrei dire NAFTALINA, tipo

Quella volta che eravamo in corriera a Budapest e prima di me e Cotolino dovevano scendere 70 persone. "Ci mancano solo Tiziano Ferro e il Papa poi sono scesi tutti."
Quella volta che "nuò! nùn lo prende!"
Quella volta che per un compleanno abbiamo regalato un tostapane.
Quella volta del punch al mandarino a temperatura ambiente nascosto tra le foglie.
Quella volta che TLOC!
Quella volta della patente.
Quella volta (quellE voltE) che i sorpassi tra il fosso e i camion ai 120 orari.
Quelle volte che DJ DangerMouse.
E che FIFA 2003 sul cellulare. E che la corriera per FE. E che le lezioni di spagnolo. E che il gruppo medie.

Ti giuro che potrei andare avanti per mesi a scrivere tutto. Questo è niente.

Però, però, nonostante tutto, anche quella volta che la birra il mac "kooks.odt" e la TV.
Quella volta che 8 giorni di alcol.
Quella volta che lui rimase stupito per le tue richieste.
Quella volta che ti resi conto che sarebbero stati gli ultimi tempi per certe cose e certe serate.
Quella volta che a fare il conto sei arrivato a un certo punto e poi probabilmente hai lasciato indietro qualcosa.
Quella volta che hai capito che il vuoto non si riempie con le cose ma si riempie con l'amore.
Quella volta che non avendo abbastanza amore, quel vuoto l'hai stipato di cose che neanche l'armadio di tuo fratello era mai arrivato a tanto (neanche includendo la candela della cresima, gli auguri della prima comunione del 1987, il biglietto con l'assassino di Kennedy e i preservativi a forma di pallone da calcio).
Quella volta che hai registrato un jingle (che poi è uno spot, detto tra noi) che alla fine è anche venuto bene.

Insomma. Non so se ci sarà mai un futuro, un bel futuro, o un futuro e basta. Di certo abbiamo un ottimo passato, e un discreto presente. Che ti piaccia o meno, si sta scrivendo la storia.
Leggere attentamente le avvertenze prima dell'uso.

sabato 27 settembre 2008

Non è un paese per Vecchi

...l'ultima corsa di Bettini, la polvere in gola, i pantaloni che mi mancano (e cosa mi metto per andare al lavoro?), le calze che mi mancano (e cosa mi metto nei piedi?), il miele che è tutto da mio fratello (e io cosa mi metto nella gola?), gli anni 90, i kit porno, i preservativi stupidi, gli allenapisello, gli Editors e i Coldplay, i MiceCars, il fantacalcio, Amauri-Milito-Miccoli, la prefazione del Cardinal Joseph Ratzinger, i libri contro il Mc Donald, i libri di Mark Twain, le gruccie gonfiabili, il portafoglio di Italia 90, RadioNebbia e WikiPedia, l'affetto e il rispetto, l'affettato e il rispettato, aquila1 rispondete, venerdìpomeriggio MONDIAL con Di@go il DJ aziendale in consolle, la Nico e la Nikko, e l'allenatore dei Penzal Boys.

Sto facendo ordine. In camera mia, da me, in camera da mio fratello, e dove riesco, dove capita. Prima o poi finirò.
Per ora ho capito solo una cosa: Penzale non è un paese per Vecchi. Ma intendiamoci, neanche per Caffarra.

sabato 23 dicembre 2006

Pagellone dal XII Morelli

Pagellone dalla megafesta di laurea di Diago, Orsi e ValeBrilli – 22dic06@XIImorelli

Voto 10 a Atti Senior. Cacchio sembrava la mia festa di laurea! C’era tutta la famiglia… scopre il giocattolo della macchina digitale e inizia a fare foto a tutti e per tutti. A gratis. Un fotografo sociale! Quando poi scatta le foto "Eugenia-ElisaGilli-Sacchi" (sottotitolata passato presente futuro)… ma i suoi li raggiunge senza macchina! Si mette a parlare con Bagnani di quando io gli darò dei nipotini (EHN? …"mica vorrai rimanere incinta di Atti!" …mavv… va… asd) e ci prova con la Marga! Orgoglioso di questa famiglia, orgoglioso di questo capofamiglia! Immenso.
Voto 9 a AA. Il Babbo Natale AA si prodiga tra alcolici, distribuisce merde a tutti, spaccia rum & merda analcolica a caso per rum & fruit alla pera, mischia gin e sambuca in cocktail imbevibili, e diventa grande protagonista. Dalla Fondazione Zanandrea per Natale in Decibel, con il vin brulè, alla festa evento di fine 2006 a XII Morelli. Babbo AA Tour. Lo vorrei così anche alla mia festa di laurea. Spettacolare.
Voto 8 a Orsi. Dispensa frasi che sembrano canzoni di Elisa e Ligabue, sbocca tipo 7 volte, ti guarda che sembra Paperino, e perla delle perle, "Grazie a tutti, vi voglio bene e amo la mia donna!". Impagabile.
Voto 7 a Diago. Rispetta la parola data, si imbariaga, sbocca, tutto con onestà e giustezza. Il tutto con un sorrisone stampato in faccia… alla fine pulisce anche… "butta via tutto… butta via tutto… e domani mattina… domani mattina viene qua Orsi, zio can!" E siamo 6-6… o 7-7… non ricordo… comunque, pareggio. Una garanzia. Affidabile.
Voto 6 alla ValeBrilli. Beh ci vuole anche lei no… era anche la sua festa! Magari vagamente in secondo piano, ma tiene testa ad altri mostri sacri. Insostituibile in fase di appoggio organizzativo finale e soprattutto nella fase pulizia-sbaracco. Importante.
Voto 5 a Saccolo. Inizia bene con una perla alla Massimo Coppola, poi si spegne un po’ tirando carne ai spistolatori musicali… si risolleva con la battuta finale "Oh… c’è Trisby che ci prova con una negra… quindi… Atti sei come Trisby!" ma non basta per la sufficienza. Sottotono.
Voto 4 alla "stronzetta". Beh… bene! Ho anche scoperto da chi si fa bumbare… e sono contento. Bene, buona… Controllata.
Voto 3 a Silvestri. Solo per come ci ha accolto in casa sua: maglietta bianca, pantaloni grigi e basetta lunga. Sembrava Johnny Cash… per fortuna che poi si è cambiato… Storico.
Voto 2 al rum des Antilles. Il rum delle Antille è sempre una garanzia… di merda. Provo di fare un coca rum per podda e per me, io rinuncio al primo sorso. Lui invece cerca di correggerlo: si, con altro rum. Contento lui… Imbevibile.
Voto 1 a chi non c’era. Eh amici, chi ieri sera non c’era s’è perso una signora festa. Certo, se non siete stati invitati non ve ne si può certo fare una colpa… ma se eravate invitati… ah! Ignoranti.
Voto 0 a tutti gli spistolatori musicali. Toccano iTunes e il mixer senza sapere cosa siano, e stoppano bellissime canzoni come quelle degli Arctic Monkeys. Ma come vi permettete! C’è gente che si è fatta un mazzo tanto per fare la playlist… e poi ci stava tutta. No no, alla mia festa ci sarà un DJ, e voi non avrete ne poteri ne diritti. Indegni.

E un ringraziamento a tutti quelli che hanno contribuito a donarci una bella serata di socialità!


mercoledì 22 novembre 2006

Orzo

Domani si laurea Orsi. Bene. Eh sono momenti di vita… cioè per me non cambierà niente, per lui cambierà tutto. Credo che per la mia laurea sarà diverso. Credo che la mia vità non cambierà di molto, perlomeno nell’immediato: e invece credo che sentirò la laurea più qualunque altro. Beh, perché in fondo il Dott. Atti E. (il Dott Atti A. esiste già) sarebbe un vero event sociale. Chi l’avrebbe mai detto? Io no.
E adesso vi regalo una perla che ho scritto e mi è piaciuta.
E’ un racconto? E’ un saggio? E’ verità? E’ finzione? Quando è stato scritto? In che periodo? A chi si riferisce? Di chi sta parlando? Verrà riciclato per altre cosine di Atti?
Domandare è lecito, rispondere è cortesia, siccome si dice che io sia stronzo sono scortese e non rispondo. Ognuno lo interpreterà come gli pare, e ci farà sopra i suoi viaggettini e le sue interpretazioni. Viaggiate gente viaggiate… tanto è gratis…
Ricordatevi solo di una cosa, e qui cito il grande A. Soriani: "L’unico che capisce al 100% il mio blog sono io."


ORZOdi Enrico Atti

“Cosa devi dirmi?”. E’ quello che le ho chiesto.In realtà sarei io che dovrei dire qualcosa. Il problema è, come sempre, cosa. Forse sono sempre e solo i soliti vecchi abbandoni. Che una volta li fai, e una volta li subisci.Sempre gli stessi incroci. Ok, strade diverse, ma gli incroci, sono sempre gli stessi, con gli stessi semafori.E gli stessi incidenti. Come quelli dei computer di scuola guida, dove in fantomatici incroci a sei strade, riuscivano a passare contemporaneamente trattori, tram, TIR, e autovetture di ogni tipo. E a imbussarsi, con dinamiche del tutto assurde. Mai nessuno che accennasse a frenare, nemmeno uno che togliesse anche solo il pedale dal gas. BUM!A volte c’è solo freddo, dentro e fuori. A volte non fa rilevanza. A volte non è quello. Penso che alla fine ci siano solo due cose: essere testa di cazzo e non essere testa di cazzo. Questo si che fa rilevanza.E penso di essere una testa di cazzo. Orgoglioso di esserlo.E alla fine sono solo io che non me ne sto rendendo conto. E se me lo dicesse qualcuno, non conterebbe. Ne sono sicuro.Lei cerca solo di dare un motivo alla pioggia. Dico, no dico, ma come si fa?Non come si fa a cercare di dare un motivo alla pioggia… Quello lo capisco. Piove, fottutamente, piove, e ti chiedi perché. Il motivo.Io mi chiedo come si fa a trovarlo. Come si fa? Semplice, non si fa. Non si trova. Non c’è un motivo per cui piove. Perché adesso piove? Perché adesso e non tra 5 minuti?Non c’è una risposta.Basta aspettare il sereno, ecco la risposta. Lei forse dovrebbe solo aspettare il sereno.Perché se uno dice “ci siamo lasciati” tutto pensano che tu sia stato mollato? Perché, se dopo aver detto “ci siamo lasciati” loro ti chiedono il motivo e tu rispondi “non lo so”, pensano che tu sia stato mollato?Perché? Non può esistere che uno molli una persona senza sapere perché?La verità è solo che io ero partito da casa con una idea ben precisa. Quale? Eh, conoscerla sarebbe un altro paio di maniche.C’è una figura poligonale di più lati, e una coperta troppo corta per coprirli tutti. Qualcosa rimane scoperto. E a volte temo di essere solo io, a prendermi tutto il freddo. E dire che sarebbe bastato solo un cappello. O un cappellano.Alcune persone a volte tengono sulle spalle fin troppo peso, e poi cedono, o sbagliano lentamente. E non è giusto. Non è che perché uno sia più saggio a volte non possa sbagliare.Non ho più voglia di fare tante cose. E sono stanco. Voglio essere libero a livello mentale.Lei non mi capisce. D’altronde nemmeno io mi capisco, fargliene una colpa mi pare quasi eccessivo. Eccessivo come la mia sicurezza, di poter trovare qualcosa di meglio al di fuori di lei.Devo solo capire se lei è un paio di stampelle di cui posso farne a meno o se lei è le mie gambe.Una volta tutti gli alberi del viale si sarebbero girati per applaudirmi. E me li sarei meritati tutti quegli applausi. Adesso chissà come stanno, magari anche loro si cagano in mano dal terrore di essere abbattuti come i loro vicini di via Ugo Bassi.Cosa vuol dire amare? Prendo il vocabolario e ci guardo. Sentire e dimostrare un profondo affetto per qualcuno. Mmh… sai che cadrebbe mezzo mondo?Qualcuno che ha trovato il senso di amare e che cazzia la metà di chi crede di amare? Perché nessuno legge i vocabolari?Sentire e dimostrare. L’ho trovato anche in un’altra delle cinque definizioni del verbo.Dimostrare. Io non sto dimostrando proprio un cazzo. Allora non amo?Bella domanda, che ho iniziato a pormi, e che mi pareva indubbia. Ma come si fa? Quando inizi ad accorgerti che ti contraddici ad ogni virgola, che la frase più frequente è “non lo so” e che infarcisci le frasi con “forse”, “magari”, “probabilmente”, allora dovresti chiedertelo. Forse.Dovresti chiederti “la amo?”.Che poi, non è un concetto binario. Perché sia chiaro, tra 1 e 0, ora come ora non mi sento di poter affermare con certezza nessuno dei due. Sto ancora in analogico.Io. Che ero impazzito per una analogic girl.La bellezza del single player. Peccato che termini con il game over. Ma, forse, adesso sono diverso e più forte. Forse. Dipende se mi sto togliendo le stampelle, o se mi sto togliendo le gambe. Perché, sia chiaro, io non sono Alex Zanardi. Non sono neanche un decimo. Io già faccio fatica con le gambe, figurati senza.Forse sono solo i due binari che si stanno incrociando, o che si stanno allontanando. Ma non ha importanza: basta non siano più paralleli, e il treno deraglia. Ed ecco la strage.E’ anche una questione di verità, di quello che la gente vuole sentirsi dire. Di quello a cui sono disposto ad arrivare come uomo, e dove i miei fottuti principi assurdi vanno a dire qualcosa.La verità è importante. Ma non so qual è.Cos’è cambiato? Io? Lei? Il mio punto di vista? Il suo comportamento? Forse tutte queste cose messe assieme. Ed ecco che nasce uno scenario nuovo.Ma non lo capisce che ho semplicemente bisogno di NON uscire con lei? Allo stesso modo in cui lei ha bisogno ogni tanto di uscire con me? Io ho bisogno di NON sentirla come lei ha bisogno di sentirmi?Non capisce che ho voglia di stare da solo, ma non perché non voglia stare con lei, ma perché voglio stare da solo?No. Forse dovrei solo spiegarglielo.Poi c’è che non mi capisce, e forse questo è un indice di molte cose, rilevanti o meno.Non posso e non voglio perdere tempo della mia vita a incazzarmi con una persona. Qualunque cosa è meglio di questo. Forse se mi incazzo è perché ci tengo veramente.Però non lo so, mi sembrava quasi cercassi il primo pretesto per metterla sul tragico. E finirla.Certo che è anche così, uno si trova in crisi psicologica, e invece che trovarti la tua morosa dolce e carina se la ritrovata mestruata e guasta. E allora non ti da certo una mano.Poi, dai, la sua immaturità (o maturità) relativa alla sua età viene fuori in maniera devastante. E questo, forse è l’unica cosa del quale sono quasi certo, non è colpa sua. Ma nemmeno mia, sia ben chiaro.Piove sempre sul bagnato. Oh, toglieremo le slick e metteremo le intermedie. O quelle da pioggia, dipende da quanta ne viene giù. Tanto sta corsa alla fine la dobbiamo vincere comunque, non ce ne frega un cazzo.Cosa è che spinge un uomo? Tira più un pelo di o un carro di buoi? Se non tira più nessuno dei due, la fuga finisce e si rientra nel gruppone? Di che cosa? E se il pelo di ricomincia a tirare, allora la fuga arriva al traguardo? E i buoi allora? Tirano? O invece della fuga, arriva la… (un rapido cambio vocale e ci siamo tutti).Vuol dire. Va là che alla fine un uomo è soddisfatto con il suo single player e il suo gt4.E’ questa la verità. Bastano poche cose a un uomo: la birra fredda, il suo videogioco, il calcio, e po’ di … (sempre lo stesso cambio vocale di prima).L’aria pura di un cielo pulito. Il poter girare a testa alta, senza motivo. Questo è quello che voglio. Io cerco questo. Voglio essere solo io.E riguardo questi giorni, ancora tanto ce ne sarebbe da dire, e da fare.Ci sarebbe da parlare di quando un mese fa nessuno avrebbe pensato questo. E di quando non pensavo di poter addirittura prevedere la mia imprevedibilità. Di quando l’ovvietà era alla portata di tutti tranne che alla tua, e di quando nessuno osò dirtela. Tanto non l’avresti capita.E ci sarebbe da discorrere sugli errori più grandi della tua vita, che in buonafede ti hanno portato a questo sogno. Che sta per finire? Forse nuovi errori ti stanno portando alla fine di un sogno, o all’inizio di un altro sogno? Ma sei in buonafede? Ci sarebbe da discorrere di uno scontro logico-filosofico.Ci sarebbe moltissimo da dire ancora. Sei mesi sono tanti. Ma due giorni sono anche più lunghi.Comunque, alla fine è tutto come l’orzo. Credi che si trovi solo nel caffelatte che bevevi quando eri bambino. Poi te lo ritrovi anche nella birra Moretti.Ci sono cose che le vivi da bambino, in maniera diversa, e pensi che non torneranno più. E poi quando cresci te le ritrovi, diversissime. Perché in effetti sono diversissime. Però, ti sembra abbiano lo stesso sapore.Chi sta amando chi? Lei ama il me che sono o il me che ero? E la amo per quello che è o per quello che era? O più semplicemente, la amo?Di una sola cosa sono sicuro: questa birra Moretti sa da orzo.


lunedì 30 ottobre 2006

Due giorni all'asilo e altri processi sinaptici

ATTENZIONE: questo è un post sconnesso nella sua forma. Se stessimo giocando a mafia, mi fosserei.

L'altro giorno, cioè poi ieri, ero a fare il babysitter. Pagato. Poco, ma pagato. Behn a un certo punto stavo dietro a un bimbo di un anno o poco più. Quella età che sta imparando a parlare, e vuole sapere il nome di tutte le cose.
Camminando camminando, arriva vicino a una Fiat Cinquecento. No Diago, Cinquecento, non 500. Quel brutto tentativo di revival.
E allora inizia ad indicare tutti le varie cose. Indica un fanale. "Fanale!" gli rispondo io. Indica il cofano. Primo dubbio: vuole che gli dica il colore della macchina o come si chiama il cofano? No perché spesso c'hanno anche la fobia dei colori... ma no, è ancora troppo piccolo per una distinzione cromatica. "Cofano!". Indica una freccia. Fira, come fai a dirgli che è una freccia? Non è a forma di freccia, è quadrata. "Luce!"
Ma si, stiamo sul generico, a lui andrà bene. Indica l'altro fanale. "Fanale! Dai, è uguale a quello di prima... si chiama uguale..."
Mi indica lo stemmino vecchio della Fiat, le quattro righe parallele. //// "FIAT!".
Poi mi indica la freccia di lato. Anche qua, come faccio a dirgli freccia? E' tonda... e dire "indicatore di direzione" a un bimbo di un anno è un po' come dire a me teorema di Ruffini. Mai imparato.
Poi mi indica la ruota... "Ruota..." ...speriamo non mi chieda anche la marca di pneumatici... poi un pezzo del telaio. Cosa gli dico? Telaio? Longherone? "Eh, adesso mi chiedi troppo bimbo, questo non lo so..."
E si mette a giocare con lo sportellino del serbatoio. Lo apre e lo chiude. Lo apre e lo chiude. Cazzo, è divertente. Lo apre e lo chiude. Lo apre e lo chiude! Figata! Orbo!
Per fortuna che da me non si apre da fuori... si apre da dentro, tramite una levetta che apre anche il bagagliaio. I cazzi vengono quando il cavo attaccato alla levetta si rompe. E quando nel mentre tuo fratello ha portato la sua macchina in assistenza. Domani qualcuno andrà a lavorare in vespa. A S.Agata Bolognese. Vespista inside.
Io invece me ne starò a letto... :asd:
Comunque, apri e chiudi, apri e chiudi... "Dai! Basta! E' una FIAT, si rompre tra un po'!"
Apri e chiudi, apri e chiudi... "Va la che quando la benzina inizierai a pagartela da solo ti passerà la voglia di aprire lo sportellino della benzina..."

Poi, il giorno dopo, mi si è addormentato un cinno in braccio. Se c'era qualcuno a farmi una foto sarebbe finita sul mio sonetto, credo. Spero che giordy si sia astenuto dal farlo. Lo scoprirò tra un anno o poco più.
Allora con sto cinno in braccio qua mi è venuto da pensare... cioè io ora ho in braccio sto putozzo dormiente e russante... che mi sta sbavacciando sulla felpa... magari tra ventina questo qua è un rampollo che gira in Cayenne (per dire) e sarà più realizzato di me che ne avrò quaranta... e io l'avrò fatto dormire sulla mia spalla... e l'ho fatto sbavacciare... che cazzo sbavi, fighetto di merda? vai a sbavare da fleming sul tuo cayenne del cazzo!

Per dire. Per dire che cmq questi bimbi che ti arrivano li di 3-4-5 anni che parlano pensano e ragionano, cioè sono nati che io ero già "io"... io 3-4-5 anni fa ero sicuramente più giovane e tutto quanto ma...insomma, potrebbero essere i miei figli! E per fortuna che non lo sono, si capisce.

Mentre avevo in braccio quello addormentato, l'altra ragazza che babysitterava con noi fa "guarda! l'uomo ideale! ha fatto addormentare un bimbo!"
COSA? No no... te non hai capito un cazzo...
"Se vuoi dei bambini non credo io sia l'uomo ideale..."
Behmo, mo neanche... certo che magari quando ne hai solo uno alla volta... però è un bel marone lo stesso, indubbiamente. Ma proprio non capisco tutte le donne che sbramano dalla voglia di andare a lavorare in un asilo. Ma sapete cosa vuol dire? E' l'inferno 8 ore al giorno. OH!!! Ragazze, ascoltatemi, sono tante 8 ore al giorno... TUTTI I GIORNI... anche quelli in cui avrete litigato con il vostro moroso e sarete acide perché non avrete trombato ma non volete ammettere a voi stesse che siete acide per quello, quindi sarete incazzate voi, il vostro moroso, e si guasteranno i bimbi, che a loro volta scateneranno nervosismo ai loro poveri genitori già stressati di loro. Sarete responsabili di una catena di acidità.
Tutti i giorni... anche quelli in cui avrete le vostre cose e sarete intrattabili... anche quelli in cui avrete malditesta... tutti i giorni... per 8 ore... sono davvero tante. Credo bisogni amare davvero tanto i bambini, ma anche avere una testa, della bella pazienza e un paio di palle non indifferenti. Mmh, si, dovrei provare a stare insieme a una maestra d'asilo.
Ragazze, a una maestra d'asilo, una che lo fa già e non è ancora morta di stress, non una che lo fa già e schizza appena a studiacchiare per un esamino del cazzo di logica. Vogliamo gestire decine di bimbi petulanti e ci facciamo mettere in crisi da marcello d'agostino?
Ragazze, io non voglio che voi cresciate mio figlio.

Arriva una bambina, una delle più grandi, 8 anni. Mi da un fogliettino. "E' per te."
...
Ahhhh, ahhhhh, ahhhhh...... ahhhhhh, ahhhhhh, ahhhhh..... turuturuturuturu! Knights of Pedophylia!
Guardo il bigliettino... è pieno di scritte... in corsivo... fotocopiate... un bigliettino d'amore? Ah no, che culo, è il lato di un foglio di recupero. Probabilmente erano vecchi appunti fotocopiati di scienze infermieristiche, che facevano le altre due ragazzi. Lo volto dall'altro lato.
Un cuoricino.
Imbarazzo totale.
Nella mia breve e infelice carriera mi erano già capitati episodi similari, ma si era sempre trattato di ragazze più grandine delle medie, che vivevano questa cosa con tanta timidezza e riservatezza.
Ma vedermi consegnato un foglio con così tanto candore e innocenza... insomma non sapevo cosa dire...
"Ah... grazie... eh bello... eh lo tengo e dopo lo mettiamo insieme agli altri disegni...."
Che risposta del cazzo. Deve essersela presa. Dopo non mi ha più cagato. Anzi, ha iniziato a stracciare il cazzo. Tanto che al pomeriggio è scappata urlando e piangendo.
Al che ho provato di recuperarla.
"Dai, perché piangi? Cos'è successo?"
"Niente."
Mo zio can. Già alla tua età iniziate? Iniziate già a 8 anni a dire che "non è successo niente"? Il cazzo non è successo niente! Se non fosse successo niente non piangeresti... ora piangi... perché?
Bah, sta di fatto che è scappata via di nuovo, infilandosi in camera sua e chiudendosi dentro. Non sapendo l'esatto numero di camera sua, e avendo intuito l'inutilità del bussare a tutte le porte e chiamarla (tanto lei sarebbe rimasta chiusa dentro e zitta in modalità ninja) sono tornato giù nella nostra "nursery room" e ho detto alle altre due "ragazze, la Lucia è scappata su piangendo, non so perché, gliel'ho chiesto e non me l'ha detto, e si è chiusa dentro camera sua, solo che non sono riuscito a capire qual'era. io, con il mio tatto maschile, non riesco a farla venire fuori, se ci riuscite voi con il vostro intuito femminile, bene, sennò..."
Per la cronaca ce l'ha riportata giù il padre mezz'ora dopo.

"Sai qui ci sono delle coppie che vengono dalla comunità di Maranathà... quando me l'hanno detto ci sono rimasto troppo male... a me viene in mente la canzoncina manamanà, tuttù...tururu!"
Giordy è sempre il migliore. E' partita la moda dei muppets!!!

E' iniziata una nuova era. Da oggi pranzerò tutti i giorni da solo. Non che sia una novità, già prima ogni tanto mi capitava di farlo, e anzi in certe settimana mi capitava anche 2 o 3 volte... ma da oggi diventa la regola. E' un piccolo event.

venerdì 15 settembre 2006

Prendere la vita con più ASD (il post del LOL)

Mah si in fondo bisogna prendere la vita con più :asd:. (per chi non sapesse cosa sia l'asd, si può tradurre in "bisogna prendere la vita con più sorrisi e risate").

Voglio dire:
- Kubica dopo tre gran premi ha fatto il primo podio in Formula 1. Bravo, veloce. Mica un vitellone come Nico Rosberg. Poi ti dicono che Kubica ha 21 anni. MA COSA? Perfavore, andate su Google Immagini, e scrivete Kubica.
Ora ditemi: secondo voi lui li ha 21 anni? Ma ne dimostra almeno 42! E' stempiatissimo, peggio di Vegeta! E poi è proprio brutto forte. Sembra Niki Lauda (dopo l'incidente). Altroché giovane di belle speranze, lui li è un vecchio che ci da di esperienza. E poi pensioniamo Schumacher. Mah.

- Stamattina mi ha svegliato mio fratello alle 10.30. Ero andato a letto alle 3, dopo una giornata di lavoro e dopo aver passato qualche ora a scrivere. Mi ha svegliato e mi ha detto "c'è Karima (la domestica, ndr) che vorrebbe pulire la tua camera. dovresti svegliarti". MA COSA? La mia risposta: "ma non c'è dubbio." E sono tornato a dormire. Sta a vedere che ora i ritmi della mia vita li decide la domestica. lavoro 8 ore al giorno in mezzo ai camion, sto dando un senso alla vita seppure momentaneamente, e devo svegliare per pulire la mia camera??? Avevo proprio ragione. Non c'è dubbio.

- E insomma c'è sempre da ridere volendo. L'importante è trovare sempre le cose divertenti da tutte le parti. Bisogna dire che siamo abbastanza bravi in questo. Per ASDare noi ASDiamo sempre, ma a volte tornati a casa ce ne dimentichiamo e torniamo cupi nei nostri turbinii di paure e di pensieri seri... dai ci vuole del LOL!
Ho ancora pensieri seri e devo una dedica al Soli, ma tanto c'è tempo. Chi ha Tempo non aspetti tempo. I non ho i Tempo, uso gli Scottex. Quindi aspetto i Tempo.

sabato 8 luglio 2006

Misteri...

Il mio router funziona, ma non sulla mia linea. La mia linea, con un altro modem, funziona. Perché la mia linea non deve funzionare con il mio router?
Ma soprattutto, perché la Telecom è un'azienda di MERDA?
Se ci fosse mio fratello A.A. avrebbe già fatto licenziare tutti...

mercoledì 21 giugno 2006

Notti prima degli esami

Eh... che dire! Sono notti prima degli esami queste...
Notti prima degli esami di maturità, per fortuna non dei miei che ho già dato, ma di quelli di tanti amici e amiche importanti di tante scuole diverse... è bello pensarli tutti su un banco ognuno diverso, in un corridoio diverso, in una scuola diversa, ma a scegliere tra gli stessi 5 temi... e pensarli la sera prima a ripassare le ultime cose, o a cercare di dormire in preda all'insonnia e agli incubi, o a farsi bumbare dal proprio moroso... (mmh questa non credo però faceva molto Venditti ed era bello pensarlo... :asd: )
E ripenso alla mia maturità, o a quella di mio fratello, e ai suoi riti... per la precisione due: la passeggiata con il cane (che quando capitò al guinzaglio con mio fratello si stupì tantissimo, non gli pareva vero... era la prima volta che lo cagava in un anno di vita!) e l'ascolto forzato di "Notte prima degli esami" di Venditti.
Ricordo anche il pomeriggio prima: venne uno scroscio incredibile di acqua e si allagò mezza casa, ma io stavo scrivendo la tesina ascoltando Elio e le Storie Tese e quasi non me ne accorsi... e alla sera era venuto talmente tanto fresco che feci la passeggiata con il cane con un felpino indosso. E incontrai Soli in piazza.

Notti prima degli esami... ma di esami non ci sono mica solo quelli di maturità delle mie amiche. Ci sono anche quelli dell'università, quelli da svegliarsi presto per andare a Ferrara, quelli che la sera prima invece di studiare mi faccio un film e una birra... oppure quelli dove cerco di ripassare qualcosa... anzi, proprio di studiacchiarla, perché magari i libri non li ho mai letti. Per il semplice motivo che non li ho mai comprati.
Ma la vita è piena di esami... e allora anche quelli medici, quelli del sangue, quelli che "ma posso bere almeno una birra?" "da che ora devo iniziare il digiuno?", quelli che la mattina devi essere la alle 7... ma per quale motivo? Che fretta c'è?

Notti prima degli esami... sono notti un po' così.

martedì 13 giugno 2006

Italia - Ghana

Italia - Ghana, 12 Giugno 2006, stadio "è il reinenergi di Colonia? no" di Germania
Oggi "Casa Italia" è a casa Atti.
1' Via alla partita. Cabina così schierata in campo: sulla poltrona sinistra Atti-Diago, sul divano destro Cotolino-Selly..
Siamo quelli bianchi? Ah no, quelli sono i ghanesi. Ma prima le maglie bianche le avevamo noi. Ci siamo anche cambiati le maglie dopo il riscaldamento. Fira, che fighetti!
6 ' Arrivano progressivamente nell'ordine anche Soli, Linda e Orsi. Cambio di schema: Linda sulla poltrona sinistra, Atti-Diago sulla poltrona centrale, Cotolino-Selly-Soli sul divano destro. Primo calcio d'angolo per l'Italia.
10' De Rossi prende il primo giallo, e iniziamo a moltiplicare i corner. Qualcuno forse crede che dopo 3 corner ci danno un gol, come al campetto. Regola tra l'altro mai applicata in Emilia-Romagna.
11' Casino generale, Toni liscia, Gilardino spistola sulle gambe del portiete Kingston (ma è Jamaicano?) che anche se è alto come Tura, è bravo un po' di più. Con tanta stima e apprezzamenti per Tura.
15' C'è un giocatore di colore nell'Italia? Si, Lippi, che è vestito con una polo da salumiere e ha il pass della GMG al collo.
20 ' Si attacca, si attacca, si attacca.
27' Toni piglia un pallone che sa solo lui, si libera che sa solo lui, tira una minorchia che sa solo lui, piglia una traversa che sappiamo tutti. Poi si gira e impreca una parola che finisce per "A". Probabilmente "Traversaaa!!!". Tutto questo mentre la traversa vibra ancora.
30' Che brutto logo che ha il Ghana. Un pallone. Minchia che fantasia, come se le altre 31 nazionali giocassero a calcio usando un melone. Se ci fosse mio fratello A.A. alla FIFA gliene avrebbe fatto usare un altro.
32' Inizia a giocare a calcio, anche se era in campo già da una mezz'ora buona, un tizio che si chiama Pappoe. E fa subito paura, oltre che ridere.
34' Totti da punizione tira una minorchia che non ci credeva nemmeno lui. Ma Kingston (, Jamaica) ci mette due mani e la devia. Corner, tanto per cambiare, che se ogni 3 corner ci dessero davvero un gol, staremmo già 5 a 0.
40' Da un angolo (strano!) Pirlo la mette là proprio in mezzo a una selva di gambe e tacchi che neanche Kingston ci arriva. GOOOL!!! UNO A ZERO!!! Per festeggiare il cavatappi di casa Atti viene ribattezzato Pirlo, anche in memoria del cavatappi di casa Colletti che si chiama Cassano. Che è ancora vivo, vegeto e funzionante.
41' Pirlo viene innalzato e decantato a eroe nazionale. Ci manca solo l'immancabile paragone con Spagna 82.
Fine Primo Tempo
INTERVALLO:
la Linda taglia delle fette grosse come mattoni di Tortasacker (ma gioca nella Germania!) ed entra in casa Sacchi. Si cambia schema. Atti dietro in copertura, sulla poltrona sinistra Orsi, sulla poltrona centrale Cotolino-Selly, sulla sedia centrale Linda, e sul divano la coppia Diago-Soli.
Inizio Secondo Tempo
1' Pappoe è uscito, e iniziamo a subire. Le due cose forse non hanno alcun nesso ma per tutto il secondo tempo si sentirà la sua presenza anche se non in campo.
11' Totti piglia un pestone maialoso, no che se si rompe ci tocca fare entrare Del Piero...
11' Peggio: entra Camoranesi. Ed è già incazzato. Alè. Ecco, finiamo in 10.
17' Ecco, sei minuti e Camoranesi prende il primo giallo.
19' Esce Gilardino. In effetti si sta impegnando ma non gioca da campione quale è... cacchio, come mai? Ah, ecco! L'esperienza del Milan insegna: Gilardino non segna in Europa! E i Mondiali sono in Germania... Gila potevamo lasciarlo a casa...
19' Entra Iaquinta. Anche Iaquinta potevamo lasciarlo a casa...
20' Giallo per Asamoah. Che oltre a essere ne*ro, è anche brutto, ha franzato Pirlo e mi toglie 0,5 al fantacalcio. Per fortuna che è in panchina. Però se non smette di essere così brutto lo vendo.
23' Il Ghana mette su il Ping Pong. Orbo, almeno si gioca un po' nella loro area, che sono sempre tutti a giocare nella nostra...
27' De Rossi cuccia Asamoah in area che scula per terra. "Behmo io? Non l'ho mica spinto, è lui che è ne*ro!"
31' Iaquinta si fa male. Mo no! Dai, ripigliati che sennò abbiamo sprecato un cambio per niente...
31' Iaquinta si ripiglia.
34' Asamoah cade di nuovo in area, stavolta si butta proprio. Di fianco a Lippi c'è qualcuno che mima un "puccia puccia puccia puccia puccia il biscottino...". Forse ha visto la Seredova in tribuna con la maglia di Buffon. Sta meglio a lei la maglia di Buffon. Anche perché Buffon vestito come la Seredova farebbe veramente schifo.
37' Esce Toni: no...
37'
Entra Del Piero: NOOO!!! Cotolino va in bagno.
38' Cotolino esce dal bagno. Pirlo lancia lunghissimo, Kuffur la tocca per Iaquinta, che insacca! GOOOL!!! DUE A ZERO!!! Uno degli azzurri per festeggiare lo sodomizza in mondial-visione e Diego gli attacca un ********** sul culo. (censured). Sacchi sventola il suo tricolore puzzolente, si gira verso Cotolino: "Tu: torna in bagno!"
43' Iaquinta fa il bimbo e butta indietro il pallone. Si becca un giallo e una spinta. Pirla.
48' E' finita!
ITALIA 2 - GHANA 0 !!!
alla prossima...