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domenica 17 settembre 2017

Settembre [DET#9]



Riassunto delle puntate precedenti: stavo scrivendo un romanzo. Da circa due anni e mezzo.
Poi, ho avuto un po' di crisi. Un po' di incertezze. E mi sono fermato. Cosa ho fatto negli ultimi tempi? Sto seguendo un "executive master" in Digital Marketing & Social Media Marketing, giusto perché la scrittura non paga le bollette, e sarebbe bello poter pagare le bollette in una maniera dignitosa e conforme all'Articolo 4 della Costituzione Italiana.

(Anche pagare l'affitto, eh.)


E poi, ho abbandonato temporaneamente il progetto DET, che per chi non l'avesse ancora capito (ma forse, l'ho mai detto?) era il nome di lavorazione del mio romanzo. Perché?

Niente, non mi convinceva più. Un po' come certe storie con le tipe. A un certo punto non ti senti più convinto e non ha senso insistere.
La cosa bella di un romanzo è che nel mentre non va a farsi scopare da altri, ma resta lì, nel tuo cassetto, quindi sai sempre che prima o poi puoi tornare a tirarlo fuori. Il romanzo.


Comunque, nonostante il tempo sia poco, a causa del suddetto corso, mi sono messo anche a scrivere qualcosa di nuovo.
Penso tutto sia nato da un commento che ho ricevuto ad una foto che ho pubblicato su Instagram. Una tipa italiana mi commentò con "Inspiring!" e mi parve strano, perché io sono chiaramente italiano, e avevo pubblicato una descrizione in italiano. Capii subito che aveva utilizzato una qualche app di quelle che ti piazzano commenti in automatico in giro per Instagram, nella speranza di beccare nuovi like e follower.
Ma questa cosa dell'inspiring mi rimase, un po'. E' da sempre uno dei problemi della mia terra, il centopievese questo centro del triangolo Bologna-Modena-Ferrara... le cose stimolanti, le cose che mi donano ispirazione, sono ahimè poche. Ed è per questo che è indispensabile cercare un equilibrio dove possano trovare spazio anche persone, cose, luoghi che mi portino ispirazione e stimoli, all'interno della quotidianità.
Perché, ovviamente, ci sono tantissime cose importanti nella vita che non donano ispirazione e stimoli, ma sono importanti lo stesso. Ed è importante averne cura ed apprezzarle. E' questa la sfida quotidiana: mantenere il giusto equilibrio tra tutte le cose.



Comunque, in questa serie di cose "ispiranti", comparve in quei giorni Terra, l'ultimo album de Le Luci della Centrale Elettrica, progetto cantautorale di Vasco Brondi. Nelle versioni "fisiche" del disco (CD e vinile) è allegato una sorta di libro di lavorazione, qualcosa di simile a quello che volevo fare durante il progetto DET, mettendo aggiornamenti sul mio sito internet, ma Vasco l'ha strutturato più come "diario di viaggio".

E credo che la partenza della cosa che sto scrivendo, venga fuori da qui. Da Terra, dal suo diario di lavorazione, (di nuovo) da Le Luci della Centrale Elettrica, insomma.
Non credo vi dirò altro. Non credo stavolta ci saranno altri diari di lavoro, da parte mia. Ci sarà qualche aggiornamento sparso. Ci vorrà molto tempo.
Ma arriverà.
Continuate a seguirmi su facebook e social vari, e continuate a leggere questo blog.
Ogni tanto, continuerò a scrivere anche altre cose sparse, qui sopra.

Settembre è il mio mese preferito, in fondo.

domenica 13 novembre 2016

La mia (in)felicità è un sistema complesso [DET #7]



Eh.
Più o meno esattamente due anni fa, ero a casa mia, su questo stesso macbook, con lo stesso tè, ascoltando gli Smiths e scrivendo.

Sono passati due anni.

Cosa è successo?
Sono cambiate alcune cose, alcune case, la tazza da cui sto bevendo, e nel mentre ho scritto 9 capitoli.
Speravo sarei giunto a pubblicazione, e invece devo ancora finire la prima stesura.

Avevo cominciato un diario sul mio sito www.enricoatti.it e nemmeno quello sono stato capace di portare avanti con costanza.
Per chi mi seguisse da lì: beh, a gennaio il mio sparring partner Sorio è partito, e da lì ho avuto anche alcune cose di vita privata (leggi: trasloco).
E più o meno sono fermo da allora, da quando come nella foto allegata (che non trovo più, e che quindi ho sostituito con un nostro selfie mosso come Gue Pequeno di oltre un anno fa, NDR), stavamo consumando un piatto di qualcosa, a casa sua.
A CASA SUA.
(Anche lui ha cambiato casa. Due volte, se contiamo anche la trasferta parigina).

Gli Smiths sono sempre quelli, però, così come il the Twinings Assam al miele d'acacia, in questi tentativi di provincia di ricostruire una parte di Londra che non c'è più, o che c'è ancora, e che anche se non riesco a creare così, perlomeno riesco a tenere viva.

Tutto qua.

No, non è tutto qua: sono un po' in crisi perché del mio romanzo inizia a convincermi poco la trama, il protagonista, e tutti gli altri personaggi. Sarà la "crisi di mezzo romanzo" anche se in teoria l'avevo già passata, la metà: sarà che contando tutto l'editing che verrà, forse alla metà vera e propria non ci sono ancora.

E niente. Ma ci arriverò alla fine, tranquilli. Volevo solo farvi sapere che è un po' difficile, ora.

Poi io sto bene, abbastanza bene, come sempre, come quasi sempre, ma questo è un altro discorso. La mia felicità è un sistema complesso, figuriamoci la mia infelicità.