E' il 15 marzo 2009, e ascoltate bene la data.
Siamo in una piccola casa persa nella fetta. Qui, alla faccia della piccola casa, di soldi ne girano. E' l'ennesima festa dove Giulio è li per caso, o per errore, o non sa nemmeno per quale esatto motivo.
Schiere di 30-35 enni che ne dimostrano 19-20 sia fisicamente che mentalmente giocano a fare i grandi, come se i titoli di studio acquisiti fossero rimasti una cosa seria. Ragazzine vestite da modelle, direbbe Max Pezzali. Forse, vestite da modelle, ma in quanto a bellezza... no, eh? Beh nemmeno i manzi poi sono tutti sti george clooney, sti david beckham, sti raul bova. Forse, george harrison, david di michele, e raul cremona.
Come sempre, che Giulio queste feste le potrebbe inquadrare alla perfezione, c'è un casino da mangiare, e un cazzo da bere. Poco male, Giulio ha il fegato che brucia ancora, si è svegliato alle 5, di pomeriggio ovvio, dopo essere andato a letto alle... non se lo ricorda. Forse all'ora di pranzo. Non si ricorda cos'ha fatto la mattina. Ne tantomeno la notte e la sera precedenti.
Il fegato gli brucia come se avesse preso una coltellata.
Ah, già, ha preso una coltellata. Di striscio. Solo un piccolo taglio, niente di grave, nessun punto al pronto soccorso... anche perché non c'è andato. Ha solo un vago ricordo di questa rissa e quest'idiota che...
Va beh, lasciamo perdere, figurati anche solo accennare a queste cose qui, nel tempio dell'immagine e dell'apparenza.
No, stasera neanche ce la fa a bere, davvero. Si lascia andare sulla prima sedia trovata libera, dopo una ricerca di 20 minuti.
Gritty e BREERAA!! sono in piedi che hanno trovato da bere, mangiano come maiali, e stanno piacevolmente conversando sul sito web dei White Lies.
Che belli che sono. Loro sono felici. Loro bumbano o non bumbano, hanno la morosa o non hanno la morosa, lavorano e non lavorano, ma riescono a mettersi a loro agio parlando del sito web dei White Lies. Tra l'altro, Gritty ne capisce poco, e BREERAA!! proprio per un cazzo, ma guarda come si parlano e come si ascoltano. Sono due persone felici.
Cisco non c'è. Sarà a 900 metri in linea d'aria infilato in un canale. In un canale vaginale. In quello della sua solita morosa, poi, sempre lo stesso ormai da secoli. Si sono già stancati tutti di lei tranne lui. Sarà amore? Sarà idiozia? Sottile è il confine che separa le due cose, sottile come un preservativo, sottile come l'apostrofo tra la T e AMO. Oh, e qui Giulio sor-ride, come l'apostrofo tra la L e HO ROTTO.
Magari seguito anche da un CAZZO.
Ah ah sarebbe bello. A loro piacerebbe sicuro. Anche a Giulio. A loro vuole bene, due ghigne se le farebbe. Anzi, a lui vuole bene, e a lei no. Lei, il suo amico Cisco gliel'ha rovinato. Dio ridagli il suo Cisco.
Ahhh che male... Dio dagli anche un Aulin. Un disinfettante. Forse un punto di sutura. Forse un paio di bicchieri di qualcosa.
Comunque li Giulio si è già rotto le palle. Li e non altrove. Basta. Con tutte ste feste di perbenismo. Come se uno dovesse mettersi una camicia d'ordinanza.
Basta. Da domani, si cambia. Giulio saluta. Giulio saluta anche lei, la Valentina Pozzato.
Dio. Come passa il tempo. Come cambiano le persone. Ora ha messo da parte tutto l'odio. E lei... gli fa pena. Sembra di salutare una persona al funerale di un suo parente. Imbarazzo totale. Non saper che parole dire nel timore di toccare un argomento scomodo. E guardarla mentre lei sorride con quel sorriso anestetizzato di chi si è dimenticato cosa fosse vivere. Vivere anche al costo di piangere. Sembra un personaggio del video di "Black Hole Sun" dei Soundgarden, o di "La Glaciazione" dei Subsonica, o di "Lately" degli Skunk Anansie, insomma un pupazzo falso con un sorrisone finto.
Che pena che mi fai, per tutte le volte che eri il mio amore.
Per tutte le cazzo di volte che con me non ci sei stata, stronza, ora neanche ti odio, ti vorrei solo sana.
E invece li. Lessa. Rincoglionita da tutto e tutti.
Giulio da un bacio sulla guancia, fa una smorfia di dolore, ciao ciao, ed esce... da domani le cose saranno diverse, sissignore. Basta.
Giulio entra in casa, è disfatto, ha un timer di 5'00" prima che si accasci sfinito al suolo... riesce a trovarsi nel suo letto in pigiama con 10" di anticipo sulla deadline.
10 secondi per pensare.
"Dove sei tu?"
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venerdì 10 aprile 2009
martedì 6 gennaio 2009
Il capodanno di Giulio
Queste sono le frequenze digitali di RadioScoziaLibera.
Mi scuso per gli auguri di natale fatti dal nostro affittuario, come ben sapete non condividiamo assolutamente. Qui per noi il natale è soltanto panettone, limoncello, grappe, sigari, cibo da asporto, e tanto sporco da pulire, dentro e fuori i water.
Ma ci siamo divertiti, un po'. C'è sempre qualcosa che manca, chissà se riusciremo a riempirlo con un po' di buona musica e una bella storia del cazzo. Perché da questa bettola, da queste sede fetida, non possiamo far altro che ridere amaramente, e dire che quest'anno Gesù Bambino è un po' ritardo. Si si, è proprio in ritardo. Vogliamo fargli un cesareo a questa povera ragazza?
Beh, la storia che sto per raccontarvi è del nostro amico Giulio. Dove l'avevamo lasciato? Non lo so, però questo è il suo capodanno.
31/12/2008
Giulio si veste come si deve. Per uscire con la Valentina Pozzato.
Ora: Giulio sa benissimo che la Valentina Pozzato avrebbe dovuto cancellarla dalla sua vita. Ma un conto è la Valentina Pozzato, un conto è la Valentina Pozzato travestita da donna della sua vita. Voglio dire: capiamolo, sto povero Giulio.
Capiamolo si, ma giustifichiamolo no.
Mangiano cibo da asporto anche loro, quella sera, e Giulio inizia la serata in piedi, sotto la pioggia ghiacciata, con in mano una sporta di birre semifredde e cibo semicaldo. La sta aspettando, lei gli ha detto esci fuori che sono già qui, e ovviamente ancora deve partire.
Ma Giulio sopporta. A lavorare per così tanto in un posto così brutto ha sviluppato un livello di sopravvivenza che è tutto ancora da scoprire, signori.
Insomma, poi lei arriva, cenano, e sembra che tutto vada bene, poi lei si cambia, e sembra quasi che magari anche gliela dia, ma "no no dopo".
Dopo cosa? A lui lei non gliel'ha mai data, e mai la darà. Dopo cosa? Dopo che Giulio avrà segnato 4 gol al Bernabeu con la maglia del Barcellona? No perché basta dirlo, Giulio sarebbe in grado di farlo.
Insomma, alla fine si parte sulla Punto smarmittata di Giulio per un cazzo di spettacolo pirotecnico, un qualche cosa da prendere freddo, stipati tra ombrelli e petardi, nell'attesa di sentire il fatidico "andiamo a casa tua?".
Solo che piove troppo, e piove questa cazzo di acqua ghiacciata, perché maledetto, fuori c'è 1 grado, e non zero. E allora, niente neve, niente spettacolo, si resta in macchina, a guardare qualche fuoco, sparato da qualche contadino, in mezzo alla campagna, senza neanche il countdown, giusto così, guardando l'orologio della Punto smarmittata che resta sempre indietro e non segna nemmeno neanche i secondi. Insomma, sarebbe un perfetto capodanno indie rock, se lei potesse capirlo. E invece no. Lei è fredda, distaccata come sempre, assente, e stavolta anche di più, e Giulio non capisce che cazzo deve aver visto di tanto speciale in quei 60 chili scarsi di materiale organico, perlopiù acqua.
E allora parte una litigata, un po' una di quelle solite, di quelle in cui Giulio sbotta fuori il suo disappunto, e lei sensibile come un lunotto posteriore, risponde si / no o poc'altro.
E allora si va a casa veramente, solo che si va a casa di lei.
E finisce tutto di nuovo. Com'era giusto che fosse no? Come Giulio voleva, no?
Sembra una canzone di Vasco Brondi. Questi scenari agricoli post industriali, questa merda di vita, questo faticare ad arrivare alla fine del mese, questa società consumistica di merda. Solo che lui, cazzo, ha l'amore. E allora cosa gliene frega a Vasco Brondi, se pesta una merda, se respira i fumi della montedison, se gli si scarica la batteria della macchina, se lo mettono in cassa integrazione, se suo fratello si droga. Lui ha l'amore. Soffre, ma ha l'amore.
Giulio, no. Ed è una fottutissima differenza che fa serata.
Il cielo continua a ostinarsi su questa pioggia ghiacciata, che è persino odiosa per chi deve guidare. Lei scende senza neanche dire un ciao. Ed entra in casa.
Giulio sgomma via, incazzato, deluso, rabbioso, quasi con le lacrime, ma non abbastanza da non accorgersi che nel retrovisore spunto il profilo di una macchina che va in direzione opposta. Una Y a fari spenti. Anche Giulio spegne i suoi.
Ora: a fari spenti guidavano Battisti e Nuvolari, e sono morti entrambi giovani.
Probabilmente la Valentina Pozzato deve aver pensato questa stessa cosa perché li accende e prosegue per il vialone della magione di casa sua. Giulio li tiene spenti, e fa inversione.
Ma fanculo, va. Portami a casa... portami a casa il cazzo. Ora te ne esci e dove vai? Tanto Giulio ti segue.
Ti segue fino a che la Punto ce la fa, perché alla fine del vialone si spegne.
E qui Giulio bestemmia. Si può essere d'accordo o meno, ma è meglio lasciare che Dio e Giulio e se la vedano e si chiariscano tra di loro.
Dopo un minuto la Punto riparte, ma ciao ciao pedinamento.
Allora Giulio si ricorda di Gritty e BREERAA!! che sono due che nel momento del bisogno ci sono sempre.
E infatti ci sono. E allora riesce un po' a passare un finale di serata decente, un inizio di anno accettabile, nella speranza che qualcosa cambi. E' pieno di bambini e bimbe, quel posto, di sfigati e gente assurda, e poi c'è pure un buttafuori che ti fa delle storie per un cazzo di birra che era rimasta dalla cena. Neanche una cazzo di birra! Che poi a Giulio neanche gliene fregava un cazzo di guardarsi quei fuochi. L'incendio del mausoleo, li. Ma che si dessero fuoco tutti quello che ci vivono lo sotto.
E a un certo punto passano "Big Mouth Strikes Again" degli Smiths, e vuol proprio dire che è l'ora di andare a casa a piangere. Infatti la pista si svuota. Anche Gritty e BREERAA!! capiscono che si è già fatta serata.
E nel mentre Dio ha deciso che era il momento di far partire la neve.
Giulio si ritrova così a fare testacoda in giro per i parcheggi. Fino a che la Punto si spegne di nuovo.
Giulio. La punto. La neve. Il sapore dell'alcol in bocca. Le lacrime lungo la faccia. I fari accesi. Le razzate per terra. Il freddo. Gli Smiths. Il sonno. Buon anno, Giulio.
Beh a me tutto sto racconto non fa ridere per un cazzo. Se c'è una regia in tutto questo, boh, vorrei parlargli e dirgliene 4. Perché tutto questo dare e togliere, a noi di RadioScoziaLibera, non ci piace di certo. Non ne capiamo il senso.
A noi questa storia di Giulio non ci piace.
BREERAA!! metti su una merda migliore di questa.
Bloc Party - Like Eating Glass
e andiamo avanti fino a piangere con tutta la discografia.
Mi scuso per gli auguri di natale fatti dal nostro affittuario, come ben sapete non condividiamo assolutamente. Qui per noi il natale è soltanto panettone, limoncello, grappe, sigari, cibo da asporto, e tanto sporco da pulire, dentro e fuori i water.
Ma ci siamo divertiti, un po'. C'è sempre qualcosa che manca, chissà se riusciremo a riempirlo con un po' di buona musica e una bella storia del cazzo. Perché da questa bettola, da queste sede fetida, non possiamo far altro che ridere amaramente, e dire che quest'anno Gesù Bambino è un po' ritardo. Si si, è proprio in ritardo. Vogliamo fargli un cesareo a questa povera ragazza?
Beh, la storia che sto per raccontarvi è del nostro amico Giulio. Dove l'avevamo lasciato? Non lo so, però questo è il suo capodanno.
31/12/2008
Giulio si veste come si deve. Per uscire con la Valentina Pozzato.
Ora: Giulio sa benissimo che la Valentina Pozzato avrebbe dovuto cancellarla dalla sua vita. Ma un conto è la Valentina Pozzato, un conto è la Valentina Pozzato travestita da donna della sua vita. Voglio dire: capiamolo, sto povero Giulio.
Capiamolo si, ma giustifichiamolo no.
Mangiano cibo da asporto anche loro, quella sera, e Giulio inizia la serata in piedi, sotto la pioggia ghiacciata, con in mano una sporta di birre semifredde e cibo semicaldo. La sta aspettando, lei gli ha detto esci fuori che sono già qui, e ovviamente ancora deve partire.
Ma Giulio sopporta. A lavorare per così tanto in un posto così brutto ha sviluppato un livello di sopravvivenza che è tutto ancora da scoprire, signori.
Insomma, poi lei arriva, cenano, e sembra che tutto vada bene, poi lei si cambia, e sembra quasi che magari anche gliela dia, ma "no no dopo".
Dopo cosa? A lui lei non gliel'ha mai data, e mai la darà. Dopo cosa? Dopo che Giulio avrà segnato 4 gol al Bernabeu con la maglia del Barcellona? No perché basta dirlo, Giulio sarebbe in grado di farlo.
Insomma, alla fine si parte sulla Punto smarmittata di Giulio per un cazzo di spettacolo pirotecnico, un qualche cosa da prendere freddo, stipati tra ombrelli e petardi, nell'attesa di sentire il fatidico "andiamo a casa tua?".
Solo che piove troppo, e piove questa cazzo di acqua ghiacciata, perché maledetto, fuori c'è 1 grado, e non zero. E allora, niente neve, niente spettacolo, si resta in macchina, a guardare qualche fuoco, sparato da qualche contadino, in mezzo alla campagna, senza neanche il countdown, giusto così, guardando l'orologio della Punto smarmittata che resta sempre indietro e non segna nemmeno neanche i secondi. Insomma, sarebbe un perfetto capodanno indie rock, se lei potesse capirlo. E invece no. Lei è fredda, distaccata come sempre, assente, e stavolta anche di più, e Giulio non capisce che cazzo deve aver visto di tanto speciale in quei 60 chili scarsi di materiale organico, perlopiù acqua.
E allora parte una litigata, un po' una di quelle solite, di quelle in cui Giulio sbotta fuori il suo disappunto, e lei sensibile come un lunotto posteriore, risponde si / no o poc'altro.
E allora si va a casa veramente, solo che si va a casa di lei.
E finisce tutto di nuovo. Com'era giusto che fosse no? Come Giulio voleva, no?
Sembra una canzone di Vasco Brondi. Questi scenari agricoli post industriali, questa merda di vita, questo faticare ad arrivare alla fine del mese, questa società consumistica di merda. Solo che lui, cazzo, ha l'amore. E allora cosa gliene frega a Vasco Brondi, se pesta una merda, se respira i fumi della montedison, se gli si scarica la batteria della macchina, se lo mettono in cassa integrazione, se suo fratello si droga. Lui ha l'amore. Soffre, ma ha l'amore.
Giulio, no. Ed è una fottutissima differenza che fa serata.
Il cielo continua a ostinarsi su questa pioggia ghiacciata, che è persino odiosa per chi deve guidare. Lei scende senza neanche dire un ciao. Ed entra in casa.
Giulio sgomma via, incazzato, deluso, rabbioso, quasi con le lacrime, ma non abbastanza da non accorgersi che nel retrovisore spunto il profilo di una macchina che va in direzione opposta. Una Y a fari spenti. Anche Giulio spegne i suoi.
Ora: a fari spenti guidavano Battisti e Nuvolari, e sono morti entrambi giovani.
Probabilmente la Valentina Pozzato deve aver pensato questa stessa cosa perché li accende e prosegue per il vialone della magione di casa sua. Giulio li tiene spenti, e fa inversione.
Ma fanculo, va. Portami a casa... portami a casa il cazzo. Ora te ne esci e dove vai? Tanto Giulio ti segue.
Ti segue fino a che la Punto ce la fa, perché alla fine del vialone si spegne.
E qui Giulio bestemmia. Si può essere d'accordo o meno, ma è meglio lasciare che Dio e Giulio e se la vedano e si chiariscano tra di loro.
Dopo un minuto la Punto riparte, ma ciao ciao pedinamento.
Allora Giulio si ricorda di Gritty e BREERAA!! che sono due che nel momento del bisogno ci sono sempre.
E infatti ci sono. E allora riesce un po' a passare un finale di serata decente, un inizio di anno accettabile, nella speranza che qualcosa cambi. E' pieno di bambini e bimbe, quel posto, di sfigati e gente assurda, e poi c'è pure un buttafuori che ti fa delle storie per un cazzo di birra che era rimasta dalla cena. Neanche una cazzo di birra! Che poi a Giulio neanche gliene fregava un cazzo di guardarsi quei fuochi. L'incendio del mausoleo, li. Ma che si dessero fuoco tutti quello che ci vivono lo sotto.
E a un certo punto passano "Big Mouth Strikes Again" degli Smiths, e vuol proprio dire che è l'ora di andare a casa a piangere. Infatti la pista si svuota. Anche Gritty e BREERAA!! capiscono che si è già fatta serata.
E nel mentre Dio ha deciso che era il momento di far partire la neve.
Giulio si ritrova così a fare testacoda in giro per i parcheggi. Fino a che la Punto si spegne di nuovo.
Giulio. La punto. La neve. Il sapore dell'alcol in bocca. Le lacrime lungo la faccia. I fari accesi. Le razzate per terra. Il freddo. Gli Smiths. Il sonno. Buon anno, Giulio.
Beh a me tutto sto racconto non fa ridere per un cazzo. Se c'è una regia in tutto questo, boh, vorrei parlargli e dirgliene 4. Perché tutto questo dare e togliere, a noi di RadioScoziaLibera, non ci piace di certo. Non ne capiamo il senso.
A noi questa storia di Giulio non ci piace.
BREERAA!! metti su una merda migliore di questa.
Bloc Party - Like Eating Glass
e andiamo avanti fino a piangere con tutta la discografia.
martedì 19 dicembre 2006
Giulio live @ Malpensa (special guest: Valentina Pozzato)
![]() |
| Uno di quei posti alla moda. |
Per la rubrica: i racconti di Giulio...
XX Freddembre 200X
Minchia…che serata
del cazzo. Giulio è li, con i suoi pochi amici, nessun amici, e senza
Panino. Eh no manca il suo personalissimo Panino, ovvero B., ma a
dir la verità non c’è quasi mai.
E’ li, questa noto capoluogo della
regione, dove si sta compiendo un maldestro tentativo di
sprovincializzazione, che sta riuscendo malissimo. Il locale in cui si
trovano è uno di quei posti alla moda, quei disco-bar da aperitivo con
la musica alta… dio quanto li odia Giulio quei posti. L’arredamento è di
quello che farebbe rivoltare Clay Regazzoni nella tomba, per quanto
debba ancora essere sepolto, per quanto stia in carrozzina, e per quanto
soprattutto sia ancora vivo.
Ma va di moda: e tant’è, e va bene
così, senza parole. O forse le parole ci sono e Giulio prova anche di
dirlo a voce alta… ma niente, tutto coperto da un terribile CD
registrato live in una discoteca vicino a Malpensa 2000. Diomio, già una
discoteca vicino a un aereoporto, ma vabbè, magari è per risolvere la
questione parcheggi e casino notturno, cose che vanno a nozze con gli
aereoporti. Magari in se e per sè l’idea è carina, ma diomio, se ci
sbatti dentro un vocalist frocio a gridare cazzate per 80minuti80 (e
dio benedica che il signor Sony non ha voluto creare da subito formati
digitali da 90minuti, sennò sarebbero stati altri 10 minuti di agonia…). Giulio
non è che ce l’ha con i froci: ce l’ha con i vocalist sfigati che
gridano cazzate sopra la musica, che già di suo è dell’house dimmerda…
se poi ci vai anche a gridare sopra cazzate di continuo… se ti piace il
cazzo nessun problema: ma non venire a farmi i gridolini in disco che ho
pagato so quanti euro di benzina per arrivare qua in macchina, so
quanti euro per entrare, so quanti per bere, e tutto per niente perché
la tipa non me la darà…
Beh almeno Giulio non è a Malpensa 2000 in
discoteca, ma è li nel capoluogo della regione… che forse a pensarci
bene è pure peggio. Si è preso da bere una onesta birra ad un onesto
prezzo. Però c’è un caldo incredibile, la musica è troppo alta, e anzi
viene pure alzata di volume. Tutti eventi che sono un toccasana per
Giulio. Bello "toccasana", Giulio non lo sentiva da mesi.
Giulio
ha poca voglia di parlare con i suoi vicini di tavolo, gli altri sono
troppo lontani e non ha voglia di alzarsi, per guardare scollature che
non ci sono, o per fare conversazioni da treno sul niente che ti
lasciano in bocca solo la certezza di aver fatto bene a non
intraprendere certe relazioni.
Sullo sfondo, il panorama terribile di
trentenni malvestiti o infighettati, con facce che lasciano trasparire
chiaramente passati di alcol e droghe varie, a ballicchiare vagamente a
tempo con in mano bicchieri, nel tentativo più o meno efficace di
portarsi a letto altre trentenni sciupate, dell’usato poco sicuro, con
200mila km di cazzi alle spalle (inteso proprio come cazzi presi da dietro). Un po’ come certe Mercedes 190 classe E, quelle fine anni 80 primi anni 90, le macchine ufficiali degli zingari e dei terroni.
E
proprio come quelle macchine, negli autosaloni, vengono vendute a 500
euro con tanto di cartelli in mostra "aria condizionata" o "chiusura
centralizzata", queste puttanazze sciupatissime mettono in mostra le
tette, il culo, le gambe, insomma a seconda di quel che hanno di
salvabile mettono un po’ in mostra il loro meglio, consapevoli che ormai
hanno passato il meglio dei loro anni e ora tutto quello che rimane
loro è sperare in un disperato del sesso opposto come loro, giusto per
passare una notte a dimenticarsi dei veri problemi, tra sesso, droga e…
no, niente rock ‘n roll: stavolta house. Ecco il vero problema: una
volta si ascoltava il rock. Ora la house. O al massimo Craig David.
E
Giulio guarda queste scene, e gli fa tutto veramente pena, e pensa "dio
mio se divento così sparatemi alle gambe". E poi alza gli occhi, c’è
una partita di football americano. Mamma mia che pantaloni da froci che
hanno! Ah, servono per non farsi trattenere dagli avversari…sono
attillati per quello… ‘va se corrono veloci… Giulio pensa che per un
attimo vorrebbe essere come loro per correre via da tutto quello schifo.
C’è solo una persona che potrebbe salvargli quella serata: e non gliela salverà, ovviamente. Giulio già lo sa.
Vi
ricordate quella ragazza che viveva nel LA MAGIONE? Si, la figlia della
donna membra della loggia massonica dei cinque tagli? /////
Ecco,
quella ragazza si chiama Valentina Pozzato. (ecco, siccome Diago è stato
contattato da Filippo Gigante, vorrei anch’io che chiunque si chiami
Valentina Pozzato si faccia sentire…)
Ecco, lei. Quella che alla fine di quella sera aveva cambiato il mondo. Ecco, è lei.
Ognuno
ha il suo Panino, e ognuno ha la sua Betsy. Cioè quella che potrebbe
farti perdere la testa in ogni momento con un solo sguardo, quella che
ti sei dovuto lasciare alle spalle a fatica ma e chissà se ce la farai
mai del tutto, quella che tu avevi preso una decisione e lei un’altra.
La
Betsy di Giulio si chiama Valentina Pozzato. E quella sera, Valentina
Pozzato, non entrerà in quel discopub. Giulio già lo sa. Ed è per questo
che se ne sta li, solo, con lo sguardo sul perizoma della trentenne di
fronte, ad aspettare che finisca la serata. Che tristezza.
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