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domenica 21 agosto 2022

Being There 25 Years Ago

Oasis - Be Here Now


Quando è finito il britpop?

L'argomento è ampiamente dibattuto. Una diffusa scuola di pensiero indica come fine di quell'epoca il momento in cui Gareth Southgate sbagliò il sesto rigore nella semifinale degli europei di calcio del 1996, consegnando la vittoria e l'accesso alla finale agli acerrimi nemici tedeschi.

(noi quell'anno uscimmo al primo turno)

Per chi non fosse abbastanza appassionato di cultura pop britannica, il rigore di Southgate è pesato parecchio ai nostri amici d'albione, tanto che quasi un quarto di secolo dopo se ne trovano a chiacchierare il principe William con lo stesso Southgate.


(vi immaginate Mattarella che chiacchiera con Roby Baggio del rigore di Pasadena?)

Per cancellare quest'onta... o perlomeno, per andarci sopra, servirà la finale di Euro 2020, giocata nel 2021, quando invece saranno gli errori di Rashford, Sancho e Saka a dare una nuova delusione (e pure più grossa) di quella precedente. Ma questa, come ben sapete, è un'altra storia. (Anche se Southgate ne è comunque tra i protagonisti, stavolta in veste di C.T. dell'Inghilterra).

Torniamo a noi: il britpop finì davvero a Wembley, con quel rigore, il 26 giugno 1996?

Di Euro 96 ne parla spesso anche l'Ultimo Uomo (ad esempio qui) e la stessa domanda se la anche il The Guardian (qui): se sul legame tra calcio e musica d'oltremanica si è universalmente concordi, le opinioni si fanno meno uniformi sulla linea da tracciare per identificare la fine di quell'epoca.

Se il buon Gareth non ha delimitato il termine di quei fasti gloriosi, di quella fine ne ha comunque segnato l'inizio.

Anche Wikipedia, a spanne, indica la fine del britpop nel 1997: anno in cui uscì Blur, l'omonimo album della band londinese contenente Song 2 (che di britpop non ha nulla) e Be Here Now, che usciva proprio il 21 agosto di venticinque anni fa.

È forse la fine del britpop? Non saprei: se questo genere fosse un film, Be Here Now ne sarebbe probabilmente l'ultima malinconica scena.


Elicotteri, fumogeni, parka, guerriglia di periferia: dite che è abbastanza per aprire il terzo album?

Concepito a fine 1996 dai fratelli Gallagher, tra nuvole di cocaina e altri eccessi di ogni tipo, la critica lo osanna all'indomani dell'uscita, per poi fare marcia indietro e ritrattare nei mesi seguenti.

Noel lo giudica il peggior album della band, e farà in modo di ignorarlo nel doppio best of Stop The Clocks: Liam non ne è così dispiaciuto, ma è opinione comune che l'album non sia assolutamente all'altezza delle due gemme precedenti, Definitely Maybe e What's the Story Morning Glory.

Nel giudizio pesano una sovra produzione eccessiva, sonorità macchinose e ridondanti, chitarre registrate fino a 10 volte una sopra l'altra, code strumentali eterne (con introduzioni altrettanto lunghe) per un totale di 71 minuti.

Intendiamoci: le hit non mancano, a partire da Stand By Me fino a Don't Go Away, senza disdegnare D'You Know What I Mean e All Around The World.

Infatti Noel ne curerà nel 2016 una special edition, con tanto di demo, live, e un riarrangiamento di D'You Know What I Mean (chiamato "NG rethink") , che ripulita della "sovraproduzione" del tempo forse è più incisiva e lascia respiro ad un arrangiamento più radiofonico, ma perde quella sporca patina britpop che tanto contraddistingueva appunto la band all'epoca.

(a voi così piace? a me no)

Comunque, va detto, altre band lancerebbero la propria carriera con questo album: eppure, gli Oasis erano già diventati "bigger than Jesus" o "more important than God" che dir si voglia. Per dirlo con parole mie: il mito degli Oasis era ormai più grande di loro, non avrebbero mai potuto produrre più niente che potesse tenere testa alla loro fama.

A mio avviso, nonostante tutto, resta più debole il successivo Standing on the Shoulder of Giants, sia nei pezzi che nella produzione.

Be Here Now resta una sorta di epitaffio, una sorta di ultimo tentativo, un po' come quando vai in discoteca e ti accorgi che ormai sei troppo vecchio per fare questa cosa e ti resta questo ricordo sfuocato e annacquato dall'alcol di un estremo ultimo tentativo fuori tempo massimo.

Cioè una cosa che non ho ancora provato.

Ed è per questo che comunque a me quest'album piace un sacco lo stesso.

Anche perché fu uno dei primi album che mi regalarono. Ed era in cassetta! O come diremmo correttamente oggi, in musicassetta.

In 25 anni, ne cambiano di cose. Eppure...



lunedì 4 novembre 2019

2022 - La Reunion degli Oasis

Ispirato dai post veggenti del Myspiace in cui si prevedeva l'ultimo album dei Thegiornalisti e la loro fine, ho deciso di raccontarvi in anticipo quello che capiterà nel 2022 o giù di lì.


A un certo punto, arriverà il 2022, e Liam Gallagher twitterà una foto con suo fratello Noel.
Così, de botto, senza senso.

Oddio, c'è la reunion?

Sì, ci sarà la reunion.

I due Gallagher si sentiranno, e consigliati dai loro manager, decideranno di sfruttare il momento più o meno buono della carriera di entrambi per rimettere in piedi la band. Tornano gli Oasis.
E torneranno anche Guigsy al basso, riappacificatosi per l'occasione (soprattutto economica), e Bonehead alla chitarra.
Alla batteria ci sarà nuovamente Alan White.
Chi si prenderà il merito di questa reunion? Entrambi: ognuno dei due Gallagher dirà che è stato lui a chiamare l'altro.
Ci sarà un album nuovo? Un singolo? Un tour.
Il tour. Solo e soltanto un tour. Ma che tour!

Il tour consisterà in una quindicina di date secche, tutte nell'arco di due mesi. I prezzi? Altissimi.
"Se non volete pagare questi soldi, nessuno vi costringe a spenderli. Potete sempre andare a guardare i nostri vecchi live su youtube, sono gratis" risponderà Liam Gallagher alle critiche.

Soldi, appunto: perché è questo il motivo. E il tour si chiamerà proprio così: "For The Money". Talmente esplicito, quasi da essere didascalico, anzi: strafottente.

"Certo, odio ancora mio fratello esattamente come 13 anni fa. Lo faccio solo per i nostri fan. E ovviamente per i fottuti soldi. Voi, lavorate gratis? Sì? Scrivete gratis sui vostri fottuti blog di musica? Beh, io no." commenterà Noel in una intervista.

La prima (o la seconda, concedetemi un po' di tolleranza) data, però, sarà trasmessa gratis in streaming su Facebook. Sarà Guinness World Record per quanto riguarda l'evento live trasmesso in diretta streaming , con oltre 100 milioni di utenti unici.
Facebook pagherà qualcosa come 20 milioni di dollari per aggiudicarsi i diritti dell'evento, che servirà per lanciare l'ultima versione della loro webTV che ingloberà IGTV, Facebook Watch e menalsobrisa.

Noel la spiegherà così:
"Ci avete tutti rotto le palle per il prezzo del biglietto, e alla fine abbiamo pensato di regalare il nostro show alla gente che non si può permettere neanche di pagare la benzina della macchina."

E del perché sarà trasmessa da Facebook, Noel dirà...
"Oh, siamo sempre tutto il giorno a guardare i gattini e ad ascoltare le stronzate dei nostri politici, almeno per una volta saremo sicuri ci sarà qualcosa di decente da guardare".

Sarà un evento incredibile, con scenografia inimmaginabile. Forse in alcuni pezzi ci sarà pure una orchestra. E ovviamente non ci saranno date in Italia.
Londra, Manchester, Parigi e qualcos'altro in Europa. E il resto negli USA, Australia, Giappone. e negli Emirati Arabi, perché alla fine la gente con i soldi la trovi là.

Niente opening band, niente ospitate sul palco (anche se non escludo un qualcosa con Gem Archer e Andy Bell) e tutti i più grandi successi della band, quindi prevalentemente i primi due album, con qualche pezzo sparso degli altri lavori.
Standing on the shoulders of giant verrà completamente ignorato (salvo Fuckin' In The Bushes, usata come intro, con cui si aprirà il live.)


E in mezzo tutto. Da Wonderwall a Don't look back in anger, da Whatever a Supersonic, da Acquiesce a Rock 'n roll star, e poi The Masterplan, Don't Go Away, Roll with it, I'm Outta Time, Slide Away, Live Forever, Cast No Shadow... e veramente tanto ancora, per oltre 2 ore di show.
Come se non fosse mai cambiato niente, come se Liam fosse ancora pronto a lanciare una banana in testa a Noel appena rientrati nel camerino.
Finale, ovviamente, con Champagne Supernova, e Liam che abbandona il palco durante una lunghissima coda rinnovata e rivisitata di 12 minuti e mezzo di durata.


E poi, esattamente come saranno tornati, spariranno. Sì, usciranno disco live e DVD delle date, ma gli Oasis torneranno ad essere solo un nome, un ricordo, un brand, e un sacco di fottuta splendida musica.
Fino alla prossima reunion.

mercoledì 29 ottobre 2014

Dopo gli Smiths

E' un po' come essere arrivato dopo Morrissey, dopo "Please please please let me get what I want this time".

Cioè, hai passato anche una canzone che durava più il titolo che la canzone stessa, hai rotto i coglioni a Dio chi per esso (o per Esso, in una questa società controllata ancora dai petrolieri), hai avuto quel cazzo che volevi, o forse te lo sei andato a prendere da solo e pure portato a casa come fosse una pubblicità della Nike (che i vestiti no, ma le pubblicità, ah, come le facevano loro...), e adesso, che cazzo vuoi?
Sarà anche finito tutto, ma nel mentre tu hai voluto quello che volevi, no?
E ora che cazzo ci vieni a rompere i coglioni?

Mi dispiace, è il turno di un altro, per piangere al cielo, e invocare pietà sulle note dei The Smiths.

A te resta Heaven knows I'm a miserable now.

Che palle.

Ti resta solo da cambiare la discografia, e partire da capo.

Hello.

Du maron.

Pensavi che 30 anni fossero serviti a qualcosa.

E forse forse, sono solo serviti ad aggiornare iTunes una decina di volte. E di più.

Hello. Whatever people say I am, that's what I'm not. What's the story, morning glory?


domenica 26 febbraio 2012

quando apri lo scatolone dei ricordi

Succede, anche a non volerlo. Succede che cerchi un biglietto. Un vecchio biglietto. Ma il motivo è un altro discorso.
Però lo cerchi e sai che è li. Nello scatolone.

(Intendo, il biglietto di un concerto.) (Lo so che è strano cercare il biglietto usato di un concerto, ma davvero, questa è un'altra storia)

Non gli ho mai dato un nome. Lo scatolone. E' li da una vita. Una vita sono due anni e mezzo: da quanto ho cambiato stanza.
Lo scatolone è un cubo di 40cm di lato, una roba che neanche Easyjet imbarcherebbe come bagaglio a mano.
Dentro c'è il contenuto della mia scrivania, prima che la trasferissi nell'altra stanza. Esattamente, nemmeno io ricordo cosa ci sia all'interno, in tutti quei cm cubi di polvere. Non l'ho quasi mai aperto, negli ultimi due anni e mezzo.
Ma posso dire con certezza che non l'ho mai svuotato. Non so più, esattamente, cosa contenga.
Infatti, la mia scrivania (prima del trasloco) era un aggregato stratificato per data di fogli, oggetti, biglietti, scontrini, e quant'altro. A loro volta, raggruppati in cestini e cestelli.

Ma mi serve quel biglietto. E per quanto quello scatolone colorato (conteneva un mobilino portaoggetti in plastica) sia ormai diventato un vero e proprio mobiletto, che più di una volta ho utilizzato per appoggiare i miei vestiti, è ora che esca dalla mia stanza.

Di solito faccio queste cose con un bel cd vecchio, tipo gli Oasis, e sono quei momenti in cui fai un po' il bilancio della tua vita, o ti prepari a chiudere un periodo per riaprirne un altro, e mi faccio un sacco di pare e pensieri su me che cresco, che invecchio, e i ricordi, e il passato, ecc ecc blablabla...
Stavolta, un cazzo. Prima lo faccio in silenzio, poi metto su l'iTunes DJ e vado di Subsonica, John Mayer, Gorillaz, e tutto quel che capita. Nuova era? Chiudere col passato? Ricordi? Nostalgia?

Io e lo scatolone. Appena ribattezzato "lo scatolone dei ricordi". Uno di fronte all'altro.
Tre, due, uno. SVRAAAN. Aperto e svuotato sul tappeto.

La prima cosa è polvere, polvere, polvere, ma tanta di quella cazzo di polvere che per fortuna che devo ancora fare la doccia e ho già indosso dei vestiti sporchi.
Poi spuntano subito gli oggetti più grandi: una pistola (a pallini), un salvagente (ancora da gonfiare), un foglio di pluriboll, un cartoncino, e una cartina di Ferrara. O di Faenza? Ah no son due: una di Ferrara e una di Faenza.

Ho occupato un intero tappeto (140 cm x 130 cm) di polvere, e principalmente, fogli e foglietti. C'è di tutto, e quando dico di tutto, intendo... di tutto. Dal 2002 al 2009. Non è tanto un best of della mia vita, quanto una sorta di highlights.
L'elenco iscritti del campo parrocchiale superiori di Segonzano 2004.
Lo scontrino della prima volta che sono stato al bar Edda con Sorio, nel 2008.
Biglietti di treni: Trento, Cesenatico, Venezia... compreso quello per andare a La Spezia con Diago e quelli per tornare da Torre Pedrera (famosi per un episodio passato ai posteri come "La controllora").
Biglietti di concerti. Subsonica, Oasis, Ligabue, Coldplay, U2... ma anche Dave Matthews, Tre Allegri Ragazzi Morti, Ben Harper, Francesco Renga, Apres la Classe. E altro: Oblivion, Alessandro Bergonzoni, Bologna-Juventus.
Abbonamenti alla Benedetto, rigorosamente in Fossa (che si chiama "Parterre"). Tessere Akkademika e tessere ARCI.
La trascrizione originale della Scala Sessuale Sacchi in 13 punti, che gli fu dettata dal cielo sotto l'effetto alcolico della birra durante l'intervallo di Real Madrid-Juventus nell'aprile 2003.
La cartina di Lloret de Mar, di quando sempre nel 2003 mi persi sotto la pioggia (anche io sotto l'effetto di birre. e non solo.)
Biglietti di autobus, metro, aerei, di viaggi, da solo, con amici, con ex. La lettera di una ex. (che poi cosa ci faceva li? di solito sono tutti da un'altra parte)
Il mio finto compleanno alla GMG di Colonia nel 2005 con tutti gli auguri sotto un sottobicchiere. La lettera che fece piangere l'Ilaria Rondini al campo di Fontanelice 2004 (dopo di me ci riuscì solo Giovanni Paolo II, ma per farla piangere gli toccò morire. Sono l'unico vivente riuscito nell'impresa). La lettera di Suor Francesca dopo il campo di Fontanelice 2004.
Qualche foto.
Guide turistiche Etiopi. Una bottiglia d'acqua etiope. Vuota, ovviamente.
Documenti dell'assicurazione della macchina. E delle mie due banche. (quella vecchia, e quella nuova).
Fogli di giornali. Miei vecchi articoli. Playlist degli Alpha Alpha. Poesie. (POESIE? giusto un paio, ma ci sono anche quelle, oh yes.)
Santini. I messaggi dei miei ragazzi dei campi del 2009. Un paio di spille, compresa quella di Tempo al Libro e degli Ex-Otago.
Gli elastici usa e getta di un apparecchio. (quelli non usati e non gettati). Il mio preservativo portafortuna. (scaduto e ancora chiuso).
Un credito di 2,60 euro presso una cartolibreria di Cento. Un paio di biglietti dell'autobus non utilizzati ma ormai scaduti.
Gli abbonamenti dell'autobus dell'epoca universitaria. Il biglietto da visita del Bagno Marte 21.
Quattro buste paga del 2008 (che avevo date per disperse).

Una buona parte di questi oggetti sta venendo cestinata, direi circa un 50%... il resto lo sto archiviando, tra portadocumenti, scatole di ricordi, album di biglietti e foglietti. E poi comprerò un mobiletto più serio, forse. O forse no.

Nuova era? Chiudere col passato? Ricordi? Nostalgia?

Sinceramente niente di tutto questo. Non saprei spiegare questa sensazione, e visto che nessuno me l'ha chiesto, non vedo neanche perché dovrei spiegarla.

Abbiamo tutti 26-27 anni, internet, e i voli ryanair, e se davvero vuoi vedermi, chiedimi di uscire.

(ma che cazzo di finale è?)


P.S. poi mi fan notare che qualcuno me l'ha chiesto... ed è vero. beh, a chi me lo chiede però rispondo sempre. a domanda rispondo. chiedere è lecito, rispondere è cortesia, e non ci son più le mezze stagoni. :)

mercoledì 26 ottobre 2011

Mica si scrive per vivere felici, si scrive per morire senza rimpianti.

- Oggi ho visto il TG di La7. C'era Mentana che sembrava stesse vivendo un dramma tutto suo nell'annunciare una situazione drammatica per l'Italia e per l'Europa. Enrix, oh, stai tranquillo, son almeno 10 anni che stiamo nella merda e nessuna ne fa un dramma, vai tranquillo che moriremo lentamente giorno dopo giorno. Take it easy.

- Vorrei riuscire a rendere in qualche cosa di quelle che scrivo la stessa "perfezione secca" che c'è in una canzone come "Il mondo prima" dei Tre Allegri Ragazzi Morti.

- While we're living... the dreams we have as children fade away. Non sono del tutto d'accordo Noel, comunque Fade Away resta una gran canzone, gran bell'album quello che hai fatto live, e complimenti anche per il primo lavoro solista coi tuoi uccelli volanti.

- Abbiamo tutti un po' sottovalutato i Digitalism e continuamo a farlo. E' ora di smetterla un poco.

- La gente pensa che la vita da scrittori sia una cosa molto figa. Non ha ancora capito che la vita da scrittori vuol dire fare i camerieri, i baristi, i disoccupati, gli educatori, i portapizze, gli insegnanti, arrabattarsi per avere uno stipendio, arrabattarsi per scrivere, arrabattarsi per farsi pubblicare, arrabattarsi anche solo per far sapere agli altri che stai scrivendo senza che si mettano a ridere. E rispolverare il verbo arrabattare.
La vita da scrittori è un serbatoio incredibile di disagi e insoddisfazioni, e uno non la fa mica perché è figa, ma perché l'unica che uno può fare per morire senza rimpianti.
Hai capito? Mica si scrive per vivere felici, si scrive per morire senza rimpianti.

- A noi cosa ce ne frega dell'Italia e della Merkel, di Simoncelli e di Gheddafi. A noi chi ci pensa mai? A noi non ci sta salvando nessuno, e moriamo uno dopo l'altro, lentamente, come l'Italia...  oddio, ho nominato Simoncelli, adesso nominare Simoncelli è diventato un po' come nominare Berlusconi. Ma cosa c'entra con me? Con noi? Lui non è mica morto lentamente.
Però ammetto che un po' mi ha colpito.
Mi ha colpito perché Simoncelli era li con Dovizioso, Rossi, Stoner e tutti gli altri, come attori di uno spettacolo itinerante, come acrobati in un circo, che ogni settimana andavano in un posto diverso. E li vedi sfrecciare, volare, e non pensi che in realtà siano sempre a pochi centimetri dalla morte. E poi all'improvviso qualcuno se ne va.
Ogni tanto qualcuno se ne va.
E prima era li, e poi non c'è più.
Poi ho fatto anche un sogno a riguardo, un bel sogno credo, ma me lo terrò per me. O al limite le persone che ho sognato.
Mi ha colpito. Cioè non tanto quanto lui. Lui è stato colpito più di me di sicuro. Almeno due volte, una da Edwards e una da Rossi. Diciamo che la morte gli è arrivata così, tra capo e collo.
Oh ma non sto mica facendo dell'umorismo, che poi si rivoltano tutti contro come con Nonciclopedia e un po' anche con Spinoza.
Ecco, sicuramente non ha pensato "questa è l'ultima volta che cado".
Cosa vuoi che abbia pensato. "Dioboh dai che la moto la tengo su, speriamo che dietro non arrivi ness..."
Bum. E fine.
Non è che c'è molto altro da dire. Le parole le avrà chi ha qualcosa da dire.
E' un lavoro, lo si fa per passione, e lo si fa anche per gli altri. E si rischia di morire. Lo sai tu che corri, lo sanno anche quelli che guardano, solo che spesso ce ne si dimentica.
Forse è davvero un po' come scrivere. Anche chi scrive lo fa per pasione, e lo si fa anche per gli altri. Anche a scrivere si rischia un po' di morire, anche se la dinamica è molto diversa.
Non so se in proporzione siano morti più motociclisti o scrittori. Forse sono morti più scrittori... tra droghe e suicidi, forse è più facile che muoia uno scrittore prima del tempo che un motociclista.
Voglio dire, sto considerando TUTTI i motociclisti, anche quelli del campionato provinciale di motorette da 50 cc, e TUTTI gli scrittori, anche quelli che abitano in un paese del cazzo tipo Cento e pubblicano il loro libro via internet, senza codice ISBN, e magari pagando anche per farselo pubblicare.
No ma non sto parlando di me, tranquilli.
Non mi sento un eroe che rischia la vita. Non mi sento nemmeno uno scrittore. Figurati se posso paragonarmi a Simoncelli. Oddio, oggi ho proprio dei capelli del cazzo, è vero, ma non fatto ancora cadere nessuno.
Ok, ho urtato il mio cane sul posteriore, ma era stato lui a tagliarmi la strada. E comunque non l'ho buttato per terra lussandogli la spalla. E il mio cane non è spagnolo.
Sto facendo ironia? A me non fa ridere. E' ironia? Ma se uno è ironico deve far ridere? Ma se uno scrive così e basta? Boh.
Quante sovrastrutture inutili.
Dai, stiamo tutti un po' più tranquilli. Anche tu, Enrico Mentana.
Magari Simoncelli correva per vivere felice, ma sono sicuro anche che lo faceva per morire senza rimpianti.

No ma se finisco così sembra un post strutturato su Simoncelli, in realtà davvero volevo parlare di Mentana. E' pure invecchiato un sacco.

Si, così è un brutto finale, ma non mi viene in mente di meglio, tolto Simoncelli. Oh ma poi cosa volete, io non sono uno scrittore, e sto blog è pure gratis, andate a leggervi Beppe Grillo allora.


domenica 24 luglio 2011

tutto questo non esiste

...e sono uscito fuori un po' sporco, un po' sudato, e un po' spettinato, e ascoltando il primo album degli Stone Roses.
Faceva molto figo ascoltare il primo album degli Stone Roses, poi ho pensato che il primo album è dell'89, e che io "mi sono scopato ragazze che nell'89 dovevano ancora nascere".
Anche pensare questo fa molto figo, ma subito dopo averlo pensato ho svoltato a destra, e mi sono reso conto che in realtà sono un grandissimo coglione.
Non solo perché dovevo svoltare a sinistra, e quindi ho dovuto fare inversione in un parcheggio, ma proprio perché in realtà sono un grandissimo coglione e basta, anche quando prendo la strada giusta.
Una sera mi sono ascoltato anche Beatles e U2, con album del 67 e dell'81, roba che è pure più vecchia di me.
Ma era molto più di un anno fa, non che non facesse testo, ma era quasi un periodo diverso. Anche senza quasi.

Voglio dire: in fondo non c'entra.
Ma in fondo faceva figo, per quei 21 km che forse non sono 21 poteva bastarmi, il sole, gli Stone Roses, quel pensiero che poi in fondo gli Oasis non ci somigliano poi molto, una curva a destra, e un'altra a sinistra, come se fossi in macchina con Kimi Raikkonen e Ken Block.

E poi, niente.

Sarebbe il preludio di un'incidente stradale, ma l'ho già evitato. Di un ottimo racconto, ma quello l'ho già scritto. Anche se poi non era ottimo forse, ma l'ho già scritto comunque.
Il preludio di una vita cambiata, ma l'ho già cambiata. Il preludio di... che cazzo ne so, il preludio di qualcosa, e invece è il preludio di niente, di solo un'altra curva a destra, e un'altra a sinistra, e chi cazzo l'ha disegnata sta strada, poteva almeno buttarci li un paio di cordoli, avrei guadagnato una ventina di secondi e all'intertempo sarei davanti a Sebastian Loeb. E tu Ken non ridere, che a parte sgomazzare in giro non sei capace di fare un cazzo.
E alza un po' sti Stone Roses, che non si sente niente.

Niente. Non si sente niente, il preludio di niente, un cordolo di niente, un che palle di palle di niente. Sinistra. Destra. Traccia numero 5.

No no, ma non aspettatevi che cambi qualcosa in questa storiella. Questa storiella del cazzo. Sennò non perderei tempo a raccontarla. Arriverei al sodo. E' che di sodo non c'è niente. Forse il mio culo sul sedile. Ma per star su un sedile, neanche ce n'è bisogno.
Finiscono le curve. La strada continua. E non succede niente.

Visto che non c'era nulla di figo in tutto quello che pensavo? Forse era meglio se non pensavo a niente, davvero a niente, che in fondo non è successo niente, e non succede (appunto) niente.

sabato 28 maggio 2011

a volte qualchedunaltro se ne va di nuovo - a volte no

RadioScoziaLibera plays Apres La Classe - Terra
 


Ma a volte scatta qualche cosa che ti fa cambiare
La convinzione di un idea che è quella di partire
...Lontano da quel che vorresti amare...
...Lacrime per la voglia di restare...


Ma cosa credete, voi, di avere l'esclusiva? RadioScoziaLibera, le zerouno e un cazzo di una notte di maggio, siamo già pronti per la vostra estate di merda. Ma stavolta fate attenzione che gli anni noi non li facciamo passare per caso. A costo di accorciarli.

Sarebbe bello tornare nel passato. Ma volenti o nolenti andremo dritti nel futuro anche quando questo non esiste. A costo di morire.
Eh, che paroloni, BREERAA!! non ha nemmeno cenato, cosa vuoi che gliene freghi della morte. Certe cose si pensano a stomaco pieno.
Il CD dei CrazyTown? Mamma mia è ora di fare ordine in questa sede, ci manca di trovare la salma di Mike Bongiorno e abbiamo completato l'inventario. Se entrano quelli di CSI girano una serie intera.
...n0 ma questo è davvero un perizoma. BREERAA!! è tuo. No non è mio. No io i perizomi non li porto. No non mi scopo quelle con i perizoma. No BREERAA!! io me lo ricordo se me le scopo. No le mie non portano mai il perizoma. E' per la legge di Murphy. MA QUESTA COCA COLA E' DELL'82! No vabbè, ma davvero. C'è l'adesivo degli Europei 2008. Ma che schifo. Ma neanche la vuoto nel lavandino, mi esplodono le tubazioni.
...si BREERAA!! l'ho buttata giù dalla finestra. Tranquillo tu l'hai parcheggiata dall'altra parte.
...tranquillo, comunque era solo plastica.

RadioScoziaLibera plays Klimt 1918 - Ghost of a tape listener


Sono sempre il vostro Gritty, vostro e mio soltanto. E' bello avere 16 anni no? No. Ma non è nemmeno bello averne 26. Chissà poi 36. E fermiamoci qua... sempre le nostre frequenze digitali.
BREERAA!! mi fai un mojito? Come non abbiamo gli ingredienti? Che palle, metti su il prossimo pezzo poi esci alla Coop. Ma come io? Eh vabbè. Ma son conciato come un indiealternative. Ma neanche Giulio usciva così per entrare la macchina.

RadioScoziaLibera plays Oasis - Keep the dream alive



Va beh ma gli Oasis li avevamo già passati ieri... IN DIRETTA su RadioScoziaLibera, il vostro Gritty ha pure fatto la spesa... ma fuori c'è un caldo allucinante! Neanche la coop era aperta, un giro di pakistani mi è toccato fare che... ma è arrivato del rum! Mojito! Questa comunque BREERAA!! mi dice che è dedicata da E. a V., solo che lei non è all'ascolto. E che cazzo gliela dedichi allora?
A noi non ci ascolta mai nessuno. In ogni modo tra poco arriva la prossima bomba... sapete che iniziate a piacermi? Giusto due o tre, non di più, come le sigarette che fumo a serata... poi si diventa dipendenti...
Preparate le scarpe nuove... se non le avete comprate. C'è in ballo la più grande sfida dell'anno. E poi dura anche poco... per Natale già parleremo d'altro.
Adesso c'è questa... c'è da prepararsi per un inverno tra Pordenone e Corporeno.
Ma dove cazzo sta Corporeno?
La seconda letterina per Giulio era di M. E' tutto un melodramma pieno di consigli e di frasi ad effetto. Oh ma non è Elisa di Rivombrosa qui. Se vuoi il tuo Giulio vattelo a prendere, non cagarci il cazzo, noi ci occupiamo di rock e di rochenrol. Tipo questa.

RadioScoziaLibera plays Tre Allegri Ragazzi Morti - Prova a star con me un altro inverno a Pordenone

venerdì 27 maggio 2011

e RadioScoziaLibera?

RadioScoziaLibera plays Oasis - Wonderwall


Ce n'eravamo andati in silenzio. Senza dire niente. E con Paolo Nutini.
Ma ora torniamo. E lo diciamo per bene. Con gli Oasis.

Sono Gritty, questa è RadioScoziaLibera, e se non sapete cos'è andate a fare in ...ciclopedia. Due anni, son passati due anni da quando abbiamo staccato le prese e abbiamo preso su armi, bagagli e ritagli e ce ne siamo andati sul Golf del BREERAA!!.
Poi abbiamo fatto cose, visto gente, spaccato nasi, bevuto robe, preso pastiglie, cambiato le pastiglie, messo olio, cambiato olio, e così via. Tagliandi. Bolli. Ruotini. Routine. Le solite cose.
Serate in giro nei locali a guardare un paese che muore (la vostra Italia di m***a).
Fare Soldi con i Fare Soldi, bere Amari con gli Amari, beccare una Perturbazione con i Perturbazione, guardare Le Luci della Centrale Elettrica con Le Luci della Centrale Elettrica. E cose così.
E ora siamo tornati.
'Na puzza di chiuso che non si respira, polvere e ragnatele, e gli spinotti che si sono un po' ossidati. Ma questa è roba da BREERAA!!, che fa il tecnico.
Io sono Gritty. Io sono lo speaker.

Nella buchetta della posta ci sono ancora un paio di letterine per Giulio.
Che cosa cazzo poi ce le mandate qui, mica sta qui lui. Va ancora quel cazzo di accendino, BREERAA!!? Passamelo, che mi accendo una sigaretta, almeno.
Il vostro Paese fa schifo perché chi deve parlare sta zitto. Perché chi deve cambiare le cose passa il tempo a lamentarsi e criticare. Ma nessuno fa mai un cazzo. E allora tocca a quelli come noi.
Ma noi non siamo più italiani come voi.
Ormai BREERAA!! ha la cittadinanza onoraria di Bristol, per esempio.

Ci hanno stancato... ci avete stancato... basta. Ci chiedete perché siamo tornati... è in linea I., una nostra cara ascoltatrice. Non lo so, passavamo di qui, abbiamo progetti più ampi.
Leggiamo una delle due letterine per Giulio... è di A., scrive da uno dei vostri paesi di merda, chiede se abbiamo da regalare una maglietta. Macché, ce n'era una, era una XXL, la stiamo usando come straccio.
Poi scrive anche F. e chiede che fine ha fatto Giulio.
Ma noi, cara F., non lo sappiamo. L'abbiamo perso di vista al suo funerale. Che poi neanche sappiamo se era davvero il suo. Ma l'abbiamo lasciato li. Con Paolo Nutini...

Paolo Nutini è un po' l'Andreas Johnson dei tempi moderni. Solo che Andreas Johnson aveva sbagliato lingua, paese, momento storico, genere, e tanto altro. Ma i capelli... ah!
Ma cosa vogliamo parlare di capelli qui... siamo anche vestiti bene. Adesso vediamo se riusciamo ad attaccare al mixer il computer e poi vi spariamo un bel pezzone con le palle. Quelle che non avete voi.
Ma siete ridicoli... ma dove credete di vivere? Ma svegliatevi. Pezzenti provinciali dalla mente ridotta.
Paghereste anche 30 euro a biglietto per sentirici, se solo vi dicessero che dovete sentirci. Pensate vi dicessero che dovete andare a sentire Andreas Johnson... e che palle, smettetela di chiedere che fine ha fatto. E' ormai peggio della storia dei Jalisse. In realtà c'è gente che lavora e fa album senza rompere il cazzo a nessuno.
Mica come voi.

Avete rotto, davvero. Non vi basta aver ucciso Giulio? Chi volete uccidere, ancora? Non pensate di eliminare noi due, siamo dell'altra carreggiata. Neanche ci vedete. Direzioni diverse tra noi. Direzione diversa per noi. Ma cosa volete capire?
Non valete un cazzo. C'è un sms di C. al nostro numero verde. Dice un sacco di cazzate. Siete tutti così voi... è una sorta di par condicio di cervelli. C'è lo stesso spazio per tutti, per dire e fare tutti le stesse stronzate. Ma quando mai potrete far vedere un qualcosa di intelligente venire dal vostro zucchetto?
E non ho neanche più voglia di parlarne.

Mi avete stancato il c***o.

RadioScoziaLibera plays Andreas Johnson - The Games We Play


e bum! vedete di ascoltarvela tutta.

domenica 25 ottobre 2009

Some Might Say (in mezzo alla sabbia e alla polvere)

...e se venisse un momento in cui non io potessi più scrivere? o in cui io non possa più scrivere?
...ma vi siete accorti che non conosco la differenza tra un avverbio, o un congiuntivo o un condizionale? e però state leggendo lo stesso?
Oh, vabbè, nessuno di voi sa come funziona esattamente un ascensore, però li usate tutti lo stesso.
Voi. Tutti. Usate gli ascensori. Io no. Faccio le scale. Non so scrivere e faccio le scale.

Steve Miller Band - Serenade from the stars

Uno sguardo. Un'altro sguardo. BAM! E poi un suono netto e distinto, come uno scoppio di una gomma. Uno scoppio di una gomma, più precisamente la posteriore destra, tipo. Ed è inutile che ora te ne vai e fai finta di niente. L'hai portata tu li, sei stato tu a farla scoppiare li. In mezzo alla sabbia e alla polvere. E ora avrai da fare un altro giro intero, e vorrò vederti in più di una curva in quelle condizioni.

Tutti i nodi verranno al pettine? Tutti i maccheroni verranno al pettine? Alcune situazioni sono state un'illusione o hanno veramente generato un qualcosa in grado non solo di crearsi, ma di svilupparsi e di automantenersi?

Oh ma non si preoccupino nessuno: NON E' SUCCESSO NIENTE, possiamo stare tutti tranquilli. Ora è solo ordinaria amministrazione, ognuno ha i suoi 5 minuti di gloria su youtube, credo già di aver avuto i miei.

Lily Allen - 22

Oggi il mondo si è fermato per due secondi, solo che nessuno se n'è accorto. Di chi è colpa?
C'è una colpa, forse?

Subsonica - Piombo

E se un sogno raggiunge il mattino? Se qualcosa sopravvive? Se una brace resta accesa?
Hanno suonato "Some might say" all'improvviso. Non che dovessero preannunciarla - voglio dire, mica stavano lanciandosi in una cover di Hotel California, per dire - però sono partiti senza che uno lo sapesse. (no beh ok a dir la verità avevano fatto una intro dicendo "qualcuno potrebbe dire" e in realtà si era capito, per chi conosce i GallagherBoys, che quella era Some Might Say)
Però all'improvviso è salito il dubbio di essersi venduti. Per due lire. Per chi? Per se stessi? Per i cazzo di figli che non avremo? Per la cazzo di moglie da cui divorzieremo? Per un cazzo di mutuo con cui ci schiavizzeremo?
Niente avrà mai il sapore di Some Might Say suonata in un pub.
Erano tutti li ma nessuno sembrava capire cosa stava succedendo.
Ed è salita la voglia di piangere. Ha preso l'ascensore, la stronza.

Al che, a quel punto, ho capito.

Si, sarà ancora durissima. Ed ho paura che continui a valerne la pena. Ve l'avevo detto, oggi non è successo niente.

Athelete - Wires

Looking at you now, you would never know.

Kovalainen a Barcellona nel 2008. sotto alle protezione, c'è lui e la sua gomma scoppiata.

mercoledì 11 marzo 2009

La luce della centrale giulieca - Del colore che vuoi tu

Queste notti, che viste qui, hanno già il profumo di Londra,
sanno di Bloc Party e primavere e gite e discoteche, eppure hanno il sapore di te,
che è lo stesso del succo al pompelmo, degli integratori, dei 4 salti in padella, del caffè, del cappucciok e del mokkakkcheck,
lo stesso del Martini e dello spritz...
Tutto quello che ha la piega delle camicie stirate nell'armadio, e la piega di tutto il resto della vita,
i voli Ryanair, i viaggi,
i giorni di ferie per stare chiusi in casa, e le vacanze passate al lavoro,
la crisi che non esiste, e tu che non hai i soldi per rispondermi ai messaggi.
Tu che ascolti gli Afterhours, chissà se conosci Vasco Brondi,
vorrei tu ascoltassi anche gli Useless Wooden Toys, e qualcosa degli Oasis e dei Ministri... io sarò pronto per ascoltare te e la musica che fai quando ridi...
Svegliarsi con l'imbianchino che ti spegne la sveglia, andare in bagno e salutare un uomo sopra al tuo davanzale,
tu che hai il sole dentro, vieni a dipingermi la vita, e vieni a dipingermi la camera, del colore che vuoi tu.
Questo giallo un po' più giallo meno giallo, il bandone un po' marrone meno marrone, il cane che non riconosce casa sua, tu che neanche hai mai saputo dove sto... chissà se vivrò qui anche domani... chissà se vivrò vicino a te...
E se sai chi è, salutami Giulio... che non saprà chi siamo noi...
I segreti del lavoro, e i segreti sul lavoro, quello che non si può dire perché di no e quello che non si può dire perché nessuno ci crederebbe, tu che neanche sai che lavoro faccio, e potrei essere un agente della CIA, o un agente e basta, e potrei essere quello che voglio, e potrei essere quello che non sono, e sono tutto tranne ciò che vorrei.
Questa crisi ci mangerà, questa crisi non finirà, questa crisi che è soltanto dentro di noi, andiamo via insieme dove la crisi non esiste.
Tu che hai il sole dentro, vieni ad accendere i pomeriggi tra le 18 e le 19.30. Tu che hai il sole dentro, vieni ad accendere i sabati e le domeniche, quando non dovrai studiare per le tue scuole e per le tue università.
Ti aspetterò, perché ne varrà la pena, ti aspetterò, perché non mi serve il tuo nome completo, ti aspetterò, mentre scrivo il romanzo, che parlerà di me, e parlerà di te...
Non mi vedi in giro per i social network, tu che neanche sei iscritta, e come faccio a dirti tutto questo, io che non ho il tuo msn, e tu che neanche mi rispondi ai messaggi...
Ho le gomme nuove apposta per i tuoi desideri, convertirò il mio conto in benzina, ti porterò dove tu vorrai, o dove vorranno i tuoi, tanto per noi sarà uguale... aspetterò per le mie responsabilità, ho già pagato le mie colpe.
Ma tu, tu che hai il sole dentro, vieni a dipingermi la vita, e vieni a dipingermi la camera, del colore che vuoi tu... del colore che vuoi tu... del colore che vuoi tu...
...pagherò con la mia vita.

sabato 7 marzo 2009

Epitaffio

Oasis - Falling Down

The summer sun
It blows my mind
It’s falling down on all that I’ve ever known
Time to kiss the world goodbye
Falling down on all that I’ve ever known
Is all that I’ve ever known

A dying scream
It makes no sound
Calling out to all that I’ve ever known
Here am I, lost and found
Calling out to all

We live a dying dream
If you know what I mean
All that I’ve ever known
It’s all that I’ve ever known
Catch the wind that breaks the butterfly
I cried the rain that fills the ocean wide
I tried to talk with God to no avail
Calling my name from out of nowhere
I said “If you won’t save me, please don’t waste my time”

traduzione (non mia)

Il sole estivo
Mi fa scoppiare la testa
Sta calando su tutto ciò che conosco da sempre
E’ tempo di dire addio al mondo
Calando su tutto ciò che conosco da sempre
E’ tutto cio che conosco da sempre

Un urlo morente
Non fa nessun suono
Sto urlando a tutto ciò che conosco da sempre
Sono qui, perso e ritrovato
Urlando a tutto

Viviamo un sogno morente
Se capisci cosa intendo
Tutto ciò che conosco da sempre
E’ tutto cio che conosco da sempre

Acchiappa il vento che spezza la farfalla
Ho pianto la pioggia che riempie tutto l’oceano
Ho provato a parlare con Dio senza riuscirci
Urlando il mio nome da nessun posto
Ho detto “Se non mi salvi,per favore non farmi perdere tempo”

lunedì 23 febbraio 2009

Veramente vivo in tempi bui...

Sono Giulio?
Forse mi cambierò nome, ora che i nomi non valgono niente.
Sai, uno a volte pensa di non avere certezze: e quella è già una certezza. Beh certo, una sola certezza, ma è sempre una: quella di non averne. Sai che non hai niente, perlomeno.
E allora forse è peggio quando di certezze davvero non sai se ne hai, perché sei pieno di dubbi e basta, perché dici di continuo "boh" e di continuo "non lo so" e vai avanti a non farti delle domande che cazzo, che dovresti fartele, perché non puoi vivere (o non vivere) così.
Beh certo, stiamo parlando della differenza tra chi ha zero certezze e di chi ne ha una, mica molta differenza, ma fossimo in binario, tra uno e zero ci passerebbe il mondo. Ma non siamo in binario. Forse.
Sono Giulio?
Veramente vivo in tempi bui. Anche se arriveranno giorni molto più brutti di questi, e rimpiangerò questi giorni di sole e di dubbi. E di surfin' surfin' USA su tutto questo. Surfin' surfin' un bel cazzo perché poi sto bevendo un sacco di acqua di mare. E' arrivata la marea, e tu la scambi per entusiasmo.
E non è per rovinarti il pranzo. Anche se credo l'appetito qui ci sia già passato da un pezzo. Qui non si dorme più, qui non si mangia più. E magari fosse anoressia. E' proprio voltastomaco. E' che tutto ci fa talmente schifo che lo stomaco si rifiuta.
Ci fanno schifo le nostre home page di facebook, piene di foto di discoteche, pieno di status vuoti come vuote sono tutte le vite in esso contenute, ci fanno schifo tutte le canzoni dei OneRepublic e dei The Scripts e di tutti quelli li che da dove cazzo vengono fuori, questi EXTRACOMUNITARI, che se tornino nel loro paese di merda (cioè gli USA) e non ci vengano a rompere i coglioni. E ci fanno schifo tutte le pubblicità, e tutte le vostre vite. Superficialità. Che cos'hai tu da brillare tanto?
Oh, ma certo, la fuori ci sono ancora delle cose bellissime, come le canzoni de Le Luci della Centrale Elettrica, o come I'm Outta Time degli Oasis, o come... beh ok non c'è molto. Almeno, questo è quello che vedo io. Forse a volte appena un raggio di sole, come una canzone dei Bloc Party che ti suona in testa, come un biglietto Ryanair, o come una birra, o forse due, che ti aspettano, e non sai ancora dove, ma sai che sono già li. Però cazzo ti aspettano davvero da un pezzo, spero che sia come ho sempre sognato: che non si sgasino mai.
E allora mi cambierò nome, per passar le dogane e gli inverni.
E andrò sempre più giù, dove non serve tenere gli occhi aperti.
Sono Giulio?
Se si, allora posso fare quello che voglio. Anche se non c'è, ci sarà una via d'uscita. O morirò cercandola.
Video.

domenica 14 dicembre 2008

RSL network strikes back again!

Bah.
Benvenuti, anzi bentornati, questa è RadioScoziaLibera network, e io sono il vostro DJ preferito Gritty! Anche perché sono l'ultimo. Si, lo so, una volta non avevo la y nel nome, ma è una storia lunga, e non credo la racconteremo qui oggi.
Come sempre trasmettiamo dalla sede più sporca della East coast. Il pavimento è pieno di cicche, fango e cocacola... in compenso i posaceneri sono pulitissimi. I cestini traboccano di alcolici e medicinali, e qui credo la sia responsabilità sia fortemente di BREERAA!! in regia, che oggi però non c'è neanche, credo esca dal coma verso sera.
Per iniziare nel migliore dei modi, oltre a toglierci il pastone dalla bocca con una birra, e poi mi preparo una camomilla tipo, perché ho un'emicrania favolosa, ma vabeh, dicevo, per iniziare nel migliore dei modi, ecco... aspetta cosa dovevo mettere... gli Oasis? ma non era da mettere prima che... ah no allora... aspetta cosa c'era? ah le Diva Scarlet?
si ma quando c'è bisogno di BREERAA!! non c'è mai e devo fare tutto da solo... ah no i Perturbazione!!!

Perturbazione - Chiedo alla polvere
Mettere in ordine
pieni di polvere
battitappeto in un giorno di pioggia
che non vuol saperne di andare

chiusi in un vortice
pieno di nodi
lunghi capelli perduti in un attimo
sopra a un tappeto di chiodi

grumo di polvere
tra le mie dita
tengo la vita di chi mi ha sfiorato
sputato e anche amato davvero

ma è solo un attimo
e niente più
non è possibile
ma continuo a chiedermi
dove vanno a finire i miei giorni?
come aspirazioni finite in un angolo
dove vanno a finire
dove vanno a finire
dove vanno a finire i miei giorni?

giro le spazzole
piene di cenere
steso al tappeto in un giorno d’inverno
tra vecchi ricordi e un cestino
nelle tue lettere
c’era un destino
ma quante domande ti fai?
ma quante domande ti fai?

ma è solo un brivido
e niente più
non è possibile
ma continuo a chiedermi
dove vanno a finire i miei giorni?
come aspirazioni finite in un angolo
dove vanno a finire i ricordi?
Persi in un mucchio di polvere

dove vanno a finire
dove vanno a finire
dove vanno a finire i miei giorni?

venerdì 10 giugno 2005

Anche Merckx è una brutta bestia

Se hai una persona di fianco che ti sorregge metà del peso, allora tutto è più facile, più leggero. Il problema è quando quella persona non ce l'hai, o peggio ancora, ce l'hai ma non ti aiuta. E non tanto perché non vuole... perché semplicemente non ci riesce. Perché non é abbastanza "grande". E non è colpa sua, ci mancherebbe. Fa sempre piacere sapere che c'è qualcuno che ha la colpa, almeno ci si può sfogare. E' molto più difficile quando la colpa non ce l'ha nessuno. La colpa è una brutta bestia, diceva la mia maestra delle elementari.
Ehhh... sono strani giorni questi... sembra di stare in Inghilterra... in fondo l'Italia non è molto diversa dall'Inghilterra. Un buon disco degli Oasis, un po' di pioggia, un po' di vento freddo... qualche uovo, qualche wurstel... già, cosa cambia? La lingua? La gente? Le radio? Tutte queste cose, si, e forse anche altro. Forse cambia tutto. Tutto, tranne te stesso. Puoi fare tutti i km che vuoi, "ma da stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddy Mercx", diceva Freccia in RadioFreccia. E penso che sia vero.
Anche Merckx è una brutta bestia.


tratto dal blog secondario di Atti (non vi perdete niente, una decina di interventi pseudofilosici in tutto, uno ogni due-tre mesi, i più belli li ricopierò qua)