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martedì 29 settembre 2009

...e se facevamo digiuno e bevevamo solo il tinto de verano?

Mi sono accorto, improvvisamente, di non avere più voglia. Sia chiaro: non è la prima volta che non ho voglia di qualcosa e non sarà nemmeno l'ultima, è proprio un discorso esteso.
Non ho più voglia del Natale, di Pasqua, di Ferragosto, di Capodanno e di Halloween. Non ho più voglia di farmi la barba, di tagliarmi i capelli da solo, di mettermi la crema solare. Non ho più voglia di lavare i piatti e di lavare la macchina. Non ho addirittura più voglia di fare la valigia. Di viaggiare, quello ancora si. Ma la valigia no.

Ora: è chiaro che a 25 anni uno ha fatto queste cose già tantissime volte. 25 natali e capodanni etc, centinaia di barbe, decine e decine di tagli di capelli con la macchinetta, decine e decine di spalmamenti di creme, così come di lavaggi di piatti. E decine e decine di lavaggi macchina, e valigie.
Ma si presuppone, per una vita in fondo normale come la mia, che la voglia di fare queste cose "normali" sparisca verso i 60-70-80 anni, cioè quando più o meno si presuppone che tu inizi ad essere in odore di morte.
A 25, questa dovrebbe essere ancora lontana. Tuttavia, la domanda che mi sorge diventa questa: se io non ho più voglia di fare queste cose normali della vita... ho ancora voglia di vivere?
E intendiamoci, una domanda del genere, posta in maniera pressoché lucida e obiettiva (per quanto possa essere io stesso nel mentre analizzo la mia vita e contemporaneamente la vivo anche), non si riferisce certo a manie suicide: e proprio per questo è più preoccupante di qualunque depressione suicida.
Ho ancora voglia di vivere?
C'è, ovviamente, un altro grande pezzo da considerare. Tutto quello che fino ad ora è stato citato ovviamente non è tutta la vita, ed esistono un sacco di altre cose per il quale provo ancora piacere.
Sportitalia, Sportitalia24, viaggiare, dormire, correre, e ho anche riscoperto il piacere di addominali e flessioni. Questa primavera non li avevo mai ripresi del tutto. Forse non li riprenderò del tutto nemmeno ora. Ma intanto ci provo.
E poi tante altre cose, mi piacciono, sembra che sia uno sportivo sennò. Il nuovo album dei Muse, la luce della finestra della mia camera nuova, la mia camera nuova, le mie scarpe vecchie, ogni tanto anche i miei capelli, e le cose che dice Saccolo. Pure le sue gif animate.
Mi piace anche scrivere, ancora.
Però tipo non ho più voglia di taggarvi tutti.

Come ci insegna Pinmennone, grande filosofo greco, che se cercherete su Wikipedia non troverete poiché l'ho inventato io ora (alcuni di voi ci stavano per cascare lo so) "il suicida non è colui che odia la vita, ma colui che la ama tanto quanto gli altri, anzi forse pure di più, e proprio per questo si uccide. il suicida odia la propria vita, ma non la vita in se e per sè".
Si credo dicesse circa così, il nostro amico Pinmennone.
Non sono suicida - sennò non sarei qua a scrivere, non ho intenzione di esserlo - sennò non verrei a scriverlo - i suicidi sono quelli inannunciati, però volevo instaurare questo paragone del "odiare la propria vita" o perlomeno di non farsela piacere.
So che non sto usando bene l'italiano stasera, ma come sempre me ne frega pressoché nulla.

Probabilmente, non sono io che non ho più voglia di vivere: è che non ho più voglia di vivere in questo modo. Probabilmente, sto lavorando da parecchi mesi per cambiare le cose.

Ci sono persone che sono passate nella mia vita in un attimo, e hanno dato molto più di altre che sono rimaste anni.
Tidusfinal, per esempio. Uno sconosciuto conosciuto una sera in chat - credo fosse il settembre 2001, mese tristemente noto per l'incidente di Zanardi - che con poche ma ragionate perle di saggezza, nemmeno poi tanto perle e nemmeno poi tanto saggie, mi ha illuminato. Grazie Tidusfinal ovunque e comunque tu sia.

Oppure i due scacchisti inglesi ubriachi di Granada. Sono stati loro a illuminarmi. A farmi capire che io non DOVEVO fare niente, ma POTEVO fare tutto.
Semplicemente continuando a dirsi a vicenda "i take the black..so you take the white...no i'm the white...so you take the black..." oppure nemmeno questo, semplicemente mi sono immaginato questo dialogo, ma dopo due ore avevano seccato un'altra birra da 66 a testa (o era sempre la stessa?) e sembravano essere allo stesso punto di prima, accasciati su quella panchina, mentre io dovevo fare la cacca, e Sacchi e Orsi compravano il pane. Per cenare con dei panini.

Per cenare con dei panini. Cioè è successo tutto questo perché abbiamo deciso di cenare con dei panini. Ma pensa te la vita. Cioè, se avessimo deciso "stasera tonno", magari avrei conosciuto la donna della mia vita in un supermercato e ora vivrei a Granada. Oppure, avremmo potuto mangiare la paella, e la mia vita sarebbe perfettamente identica a un anno fa. Pensa cosa poteva succedere con della pizza, sennò.
Ma è geniale tutto questo, oddio, potrei perderci una giornata intera a immaginarmi mondi possibili.
E se facevamo digiuno e bevevamo solo il tinto de verano? Oddio, che figata, credo di non voler più smettere.

Vi taggherò qualcuno a cazzo, qua e la.

Ah, non c'entra un cazzo, però a 25 anni viene fuori anche un po' l'esperienza. E ho capito che quando uno si sente in mezzo al buio, e non vede bene l'uscita, e si sente un po' perso nella (radio)nebbia, quello è il momento in cui sbuca una luce nuova.
E io quella luce nuova non la vedo ancora, ma so che arriverà presto, proprio perché ora non sa da dove possa arrivare. E il bello è potersi immaginare come sarà. E' ancora tutto così in potenza.
Credo di aver di nuovo voglia.

PS. perdonatemi, mi era tornata voglia di taggarvi tutti miei fansss, però facebook fa le bizze come da settimane a questa parte, quindi alcuni mi da errori... magari metto a posto domani...

GRAcias - de NADA

mercoledì 16 settembre 2009

Caro Baricco

Cento (o Lido di Spina?), 15 agosto 2009 (o 22 agosto?)

Caro Baricco,
ho visto il mare. Il mare, il mare, il mare. Il mare mio e il mare tuo, il mare di cinquemila cose e persone diverse, ma in questo momento, soprattutto, il mare tuo. Il mare di Baricco.

No a dire la verità, in questo momento, alle ore 04:00, con le scarpe pienissime di sabbia, la maglia sporca di alcolici sconosciuti, probabilmente anche sporco e sudato, ma nel pieno delle mie facoltà psichiche, il mare è soprattutto il mio.
Penso a quando quasi un anno prima ero poche centinaia di metri più in la, altrettanto disfatto, con quasi le stesse persone, sdraiato su un lettino, quasi addormentandomi, ascoltando a occhi chiusi gli altri che cercavano di fotografare quel riflesso biancastro che solo la luna sa fare sul mare.
Nemmeno Orsi ci riuscì, forse era solo una questione di otturatori ISO flash e altre robe che solo sapendo usare una reflex si riescono a mettere a posto, mentre con le normali compatte dovevi accontentarti di foto o troppo scure o troppo flashate.
Come se una macchinetta non potesse racchiudere tutto il mare.
Si si, questo sarebbe proprio baricchianesimo.
Tu e il tuo mare. Tu, così pieno di te e delle tue parole, e così pieno del tuo mare, che tutto può, perché il mare è così grande e immenso da assorbire tutto e tutti, da minacciarti e tranquillizzarti, da inghiottirti e sputarti, e così via.
Io sto seduto davanti nel pieno del disagio e più che a te e al tuo cazzo di mare, a "quella merda che chiami mare-cesena cesena vaffanculo", penso più a me che pedalo su una bici e mi rialzo per l'ennesima volta sui pedali. E penso al fatto che sono un po' stanco di rilanciare continuamente la fuga, o andare a prendere qualcuno, per non vincere mai niente.
Vincere cosa poi? Vincere dove?
Un po' ti odio caro Baricco, e so anche che pure tu prima o poi verrai a leggere queste parole, perché se Facebook è limitato agli amici, il Windows Live Spaces no. Ti odio perché sei così pieno di te, e perché parli così tanto di sto mare, che a me poi il mare in se e per se non mi piace nemmeno troppo, visto che so nuotare ma non so galleggiare (lo so non sono uno normale) e non mi piace fare il bagno perché di solito ho freddo a stare in acqua. E poi ai lidi abbiamo una bella merda, diciamocelo.
Un po' ti odio caro Baricco, ma se non altro ti temo, e se temo che tu possa influenzare il tuo modo di scrivere, vuol che se non altro un po' mi attrae. Un po' potrei anche dire che mi piace. Non vorrei finire a menarla a tutti con ste storie del mare e così via, intendiamoci, forse è per questo che guardo con ostilità due tuoi libri sul comodino.
Dovrò anche restituirli entrambi, prima o poi.

E allora odio te Baricco, e questo cazzo di mare, e tutti gli altri intorno, e anche quell'impasticcato che balla da solo davanti alla spiaggia, perché per andare a levarmi su per i cacchi miei mi tocca di fare 10 metri in più, barcollando per la sabbia, e per chiedermi e rispondermi che dovrò ancora rialzarmi sui pedali, per adagiarmi su un letto, e che sarà durissima prima di potermi godere una decina di meritate di ore di sonno.
Ancora una decina di giorni. Ancora migliaia di chilometri.
Ah, certo, non so se reggerò, anzi lo so: a costo di reggere mi disferò ancor di più, ma tanto ho 25 anni e se non sono in grado di farlo ora, se non sono in grado di disfarmi ora, non sarò in grado più di farlo, e non mi disferò più.

Caro Baricco, vienimi a cercare. Su quella spiaggia. Credo potremmo avere molte cose da dirci.

giovedì 31 luglio 2008

Amichevole pre interrail (ma tu lo sapevi che luglio ha 31 giorni?)

Non è la prima volta, non sarà l’ultima.
Sullo sfondo una festa universitaria… il 30 luglio? Mi sento come l’uomo sulla finestra di fronte. Sulla finestra? Ma sul davanzale, proprio?
La domanda è: sono io che sono troppo ambizioso, o sono gli altri che si accontentano di troppo poco? No perché, così a me non mi torna. Dico… ma come si fa?
Ho passato un piccolo pezzo di pomeriggio di fronte a 4-5 tubetti di gel diversi. A cercare di capire quale costasse di più o di meno, in quale ve ne fosse di più o di meno. Va detto che al bennet non sanno mettere i cartellini dei prezzi. Va detto che alla garnier, alla l’oreal, e alla taft, non sanno dare i nomi ai prodotti, e a fare dei packaging decenti che descrivano le caratteristiche.
E allora ci sono solo io, che mi metto a fare riflessioni sociologiche di marketing di fronte a uno scaffale.
Del tipo: probabilmente il comportamento della clientela di questi prodotti ricorda molto l’elettorato. Esiste quindi una fascia affezionata a un certo prodotto e a una certa marca. Si può solo far leva sugli indecisi, o lanciare un nuovo prodotto "rivoluzionario". Forse molte persone amano cambiare spesso il proprio gel e i propri capelli.
Io volevo solo del gel che tenesse, che non incollasse, e che avesse un buon rapporto-qualità prezzo. Forse chiedo troppo. Dovevo comprare la scatolina più bella, e basta. Si, allora è vero, ho troppe ambizioni.
Sono io che non sono capace, allora. Devo andare a fanculo, allora. Si. Sono io che sono uno sfigato. Si.
Perché non è possibile… che io non ci riesca. A circondarmi delle persone giuste. E in verità, in verità vi dico, è quello il segreto del successo. Non potrai mai seguire tutto di persona… dovrai sempre delegare qualcosa a qualcuno. E il segreto è scegliere le persone giuste.
E io non sono capace.
E allora niente…
C’è gente che si diverte qui ai piani alti, qui giù da basso un po’ meno, e abbiamo sempre paura di una paletta di troppo. Mannaggia.
Come fanno gli altri? Io non ci riesco.
Stavo pensando alla mia ragazza ideale… che non esiste. La mia ragazza ideale è quella che prende la mia ragazza ideale e la manda a fanculo senza aprire bocca, la mia ragazza è quella che mi mette a sedere come se fossi Gigi Buffon, senza che lei sia per forza Alena Seredova. Quella che riesce a intendersi con me, a essere sulla stessa lunghezza d’onda, che riesca a capirmi, che riesca a essere in sintonia, che riesca a guardare nella mia stessa direzione senza che stia guardando un culo e senza che lei sia Orsi (questa la capiamo solo io e Orsi, ma lui non è la mia ragazza ideale).
La mia ragazza è tutto questo e il contrario di questo.
La mia ragazza ideale ha i capelli lisci, perché di capelli del cazzo che non si pettinano ne ho già da basta dei miei.
La mia ragazza ideale ha almeno 18 anni, perché così vuole la legge, e ha le sue ragioni.
La mia ragazza ideale ha già la patente, perché ne ho già sentite da basta di persone che fanno le guide.
Stesso discorso vale per la maturità: la mia ragazza ideale ha finito le superiori.
La mia ragazza ideale ha la pelle bianca, ma mica perché sono razzista ("io? behn ma se stavo con una negra!") ma perché se me la devo immaginare me la immagino così.
Ma poi, alla fine, la mia ragazza ideale è quella che non è così.
…beh, si, e poi cosa vuoi, che ascolti pure i Bloc Party e gli Ok Go?
…no ti prego dimmi che non gli ascolta, ti prego dimmi di no, di prego di no, perché… perché è troppo, e basta…
Che poi, tornando a prima, potrebbero regalarmelo un cazzo di gel. Sorveglio tutti i cazzi di giorni 280 marchi diversi. Vuoi che non ce ne sia uno che faccia gel? No, c’è sicuro, so anche qual’è. Fa anche altri prodotti di bellezza che usate voi. E non me lo regalano?
No. Clienti spilorci? Anche… la verità è che i nostri clienti magari fanno dei regali, ma i regali si fermano nella sede del veneto… dove ci sono quelli che sanno fare i commerciali e trattare con i clienti… eh già… noi siamo solo degli impiegati di merda… e il gel ce lo dobbiamo comprare da soli.
Stessa cosa per il vino dei nostri clienti, per l’abbigliamento, e tante altre cose. Marx era un comunista di merda e aveva molti torti, ma certe cose le diceva giuste… non ha senso che uno lavori per qualcosa che poi non può neanche comprarsi. Vabbè, l’operaio della Lamborghini è un conto. Però, non ha nemmeno senso che io protegga un marchio, e poi me lo debba pure comprare. Senza neanche un cazzo di sconto.
E non mi piace lamentarmi del mio lavoro, nemmeno. Ho tanto lavoro impiegatizio da sbrigare, di quello brigoso e ripertitivo, di quei file da fare uno uguale all’altro… ma non mi piace lamentarmi, me lo sto scegliendo io. Posso licenziarmi quando voglio. Certo, non ho più un padre alle spalle che mi mantiene. Ma potrei trovarmi mille altri lavori. Se credo in me.
In che cosa credo? In poche cose, ormai, e ogni tanto anche in me.
Niente. Lo so. Quando ero ancora a meno otto esami dalla laurea, che sembra ieri, e sembra una vita fa, pensavo che l’interrail, il mio sogno post-laurea, dovesse passare anche da Stuart Mill. E dall’esame di Storia delle Istituzioni Politiche.
E piano piano è passato. Sembra passato in un attimo. E sai perché? Perché una volta che ti fai un anno e mezzo con la testa bassa sul maubrio, quando ti alzi e scopri che è finita dici "di già?". E lo sai perché? Perché ti sei dimenticato di tutto quello che hai sudato prima. Ma non è che non l’hai sudato, solo perché ora non lo ricordi più.
E ora il futuro passa da Valencia. Da Madrid. E da Cento. E da OpenOffice. Perché è da li che deve passare per forza. Perché è li che sto scrivendo. E da li uscirà il mio primo libro. Almeno, questa la volta, la tappa è molto più piacevole rispetto all’esame di Storia delle Istituzioni Politiche. Ma è da fare, e da vincere, e non è facile.
Perché… cos’ho da perdere? Cos’ho da perdere? Ho tutto, e niente, e quel tutto che ho non lo perderò certo per causa mia. Perchè chi mi ama mi segue. O al massimo mi aspetta. O forse, mi sta aspettando.
Classe 3°S, marzo 2001
Prof. Padovani: "… e allora, in quel momento, si sentirà il sentimento di una mancanza!"
Atti: "Prof, ma è il sentimento di una mancanza, o la mancanza di un sentimento?"
Prof. Padovani: "… allora… già mi giungono voci che io sia uguale a Marzullo… se poi mi fate queste domande…"
Però non avevo torto. Dopo 7 anni la domanda è la stessa. E’ il sentimento di una mancanza, o la mancanza di un sentimento?

mercoledì 16 luglio 2008

Il MOM 2009

Oggi vi parlerò di un grandissimo evento, che purtroppo è stato cancellato. Si trattava del MOM 2009, ovvero il Matrimonio O*** M**** 2009. L’anno non è tanto a indicare il fatto che ve ne siano più d’uno di matrimoni, è semplicemente per indicare l’anno di questo mega evento.

L’evento doveva avere sede a Cesenatico e dintorni, interessando tutta la riviera da Cesenatico in su fino ai lidi ferraresi. Da Cesenatico in giù, niente.
La scelta dell’anno 2009 cade riempire il vuoto di un anno che, a parte la Confederations Cup, non ha nè europei nè mondiali nè olimpiadi nè GMG nè alcun altro evento di massa. Ovviamente le date del MOM non sarebbero coincise con quelle della Confederations Cup (al quale l’Italia parteciperà come detentrice della coppa del mondo, cosa che nel 2005, anno in cui fu deciso l’evento, ancora non si conosceva).

Il MOM dura sette giorni, da decidersi nell’agosto 2009. Tutti gli invitati pagano una quota di iscrizione di 100 euro, che include:
- la partecipazione al regalo collettivo ai due sposi
- vitto e alloggio (in bar-pub-ristorante-pizzerie-bagni-bettole-osterie-discoteche di tutta la riviera… ovviamente l’alloggio così come il cibo è molto spartano: vi potrà capitare di essere alloggiati in una discoteca e dormire nei sacchi a pelo per terra con la gente che vi balla sopra, per intenderci… sempre meglio di dormire sul tavolo di una birreria con la gente che vi vomita sopra)
- tessera per i trasporti (treni autobus traghetti aerei per tutta la riviera)
- il kit dell’invitato, che consiste in: cravatta ufficiale per l’uomo, giarrettiera ufficiale per la donna, borraccia ufficiale termo rinfrescante dell’evento (pensata per alcolici e superalcolici), crema solare e doposolare, accendino personalizzato, scatolina di preservativi, il tutto in un simpatico borsello che va tanto di moda.

Questo il programma previsto:
Lunedi: arrivo e sistemazione presso gli alloggi. Feste di benvenuto in tutti i locali della riviera.
Martedì: giornata a tema marino-solare. tutte le spiagge della riviera accolgono gli invitati per far prendere loro un pochino di sole. Alla sera, mega festa ufficiale di inizio settimana al Papeete. Sarà assegnato il premio ustionato del giorno, e si tenterà di battere il record di salsiccie cotta alla piastra sopra il corpo di un uomo e di una donna.
Mercoledì: giornata a tema sesso-droga-rock’n'roll. Sono previsti concerti di rock di tutti i generi in tutta la riviera, e sarà consentito utilizzare droga e avere rapporti sessuali in tutta la riviera (anche in pubblico).
Giovedì: dopo 3 giornate non stop, il MOM concede la prima e unica giornata di riposo per gli invitati e per chi li ospita. E’ occasione per disinfestare i locali, per fare una doccia, e per far riprendere il fegato. Porte aperte in tutti gli ospedali della riviera, giusto per una pillola del giorno dopo, per una flebo, per un test sull’aids, per un controllo dell’udito… Inoltre, per i pochi svegli al giovedì mattina, sarà allestito un unico e grande mercato in tutta la riviera: occasione per comprare gli indumenti per la cerimonia, dal completo alle scarpe, dalle mutande alla camicia, dalla cintura alle calze, spendendo non più di 30 euro. Il pomeriggio (essendo giovedì pomeriggio), tuttavia, sarà tutto chiuso, quindi sarà occasione per una dormita collettiva in spiaggia (e per ustionarsi un altro po’).
Venerdì: giornata dell’aperitivo. Happy hour continui a partire dalle 6 di mattina. L’evento, nel pieno rispetto della tradizione cattolica, impone digiuno e astinenza, percui sarà esclusivamente consentito bere aperitivi senza mangiare nulla e intortare le tipe senza però sfociare in rapporti sessuali.
Sabato: giornata dell’addio al nubilato e al celibato. Finalmente i due promessi sposi, che fino ad ora si sono limitati in sporadiche apparizioni salutando con la mano dal finestrino, entrano nel vivo dell’evento.
Gli invitati lasciano i propri alloggi, e anche loro si preparano al finale. In due mega feste separate (da una parte uomini, e dall’altra le donne) i due fidanzatini verranno scherzati e dilaniati da tutti gli invitati in giro per la riviera. Ogni invitato potrà effettuare un proprio scherzo a piacimento. Saranno recapitate in riviera migliaia di spogliarelliste e spogliarellisti per la gioia di invitati e inviate. Per la festa di Lui, sarà presente Zeronica Zemanova. Per quella di Lei, B**** R****. Alla fine dei festeggiamenti gli invitati dormono direttamente in spiaggia.
Domenica: già dalle ore 00.00 i due promessi sposi vengono ricoverati da due equipe di specialisti di ogni tipo, che dopo aver intubato ed esaminato i due pazienti, si occupano di ristabilirli, truccarli e vestirli per la cerimonia.
La cerimonia inizia alle ore 12.00, gli invitati sono già in spiaggia, appena svegli, completamente rincoglioniti e impastati da una settimana di delirio, tutti sporchi di sabbia, con una cassa incredibile. I più fortunati sono sulla spiaggia di Cesenatico, i più sfigati sono al Lido di Volano, dove piove, e si può seguire la cerimonia tramite maxischermo. Che però è rotto.
Lo sposo arriverà su una F2004 triposto guidata da me, Enrico Atti (che sono il direttore artistico della manifestazione). Come pilota sostitutivo c’è pronto Micheal Schumacher.
La S. Messa è celebrata da Papa Benedetto XVI Joseph Ratzinger e concelebrata da Don Remo (Parroco di Penzale) e dal Parroco di Cesenatico. Tra i tanti artisti invitati a suonare alla funzione, ci saranno gli U2 e i Led Zeppelin al gran completo.
Terminata la cerimonia, avrà inizio il banchetto, a buffet per ovvie esigenze di spazi, che si protrarrà per tutta la giornata di domenica.
Sarà distribuita una fetta di torta a
tutti gli invitati: a quello del Lido di Volano arriverà squagliata e
sporca di sabbia, ma sarà garantita.
Nel mentre, tutti i locali apriranno a partire dal lancio del riso e chiuderanno solo alle 8 della mattina seguente, in maniera tale da poter festeggiare degnamente il matrimonio. Dopo i festeggiamenti casti del sabato e del venerdì, è occasione per bumbarsi gli altri invitati/invitate, come da miglior tradizione dei matrimoni.
Sarà effettuato il lancio del boquet: l’invitata che riuscirà ad accapparrarsi il mazzo vincerà un matrimonio tutto spesato a cura dell’organizzazione, e nel caso non abbia un uomo, le sarà consentito sceglierne uno tra gli altri invitati (indipendemente dal fatto che lui sia o meno consenziente).
Lunedì: dopo un’altra nottata sotto equipe, gli sposi partono in elicottero per la luna di miele. Partono anche tutti gli invitati, ognuno con mezzi propri. Personale medico e paramedico, militare e paramilitare, si occuperà dello sgombero dei cadaveri, dei territori, della loro disinfestazione e del ripristino della normalità. Bertolaso vigilerà sul ripristino della situazione di tutta la riviera. Saranno pronti provvedimenti di espulsione con rimpatrio immediato per chi soggiornerà oltre le ore 12.

Ecco, volevo solo omaggiarvi di questo evento che purtroppo non vedrà mai la luce. Ma volendo, ne posso organizzare di simili, se me li chiedete. Il mio cachet è di 2000 euro netti al mese (adeguamenti all’inflazione esclusi), e ci metto 4 anni per organizzare una manifestazione del genere…

… un saluto a O*** e alla M**** sempre nei nostri cuori!

martedì 10 giugno 2008

VolaGratis.it TRUFFA

Questo blog ha un discreto numero di visitatori, molti arrivano qui da google. E così sfrutto la potenza di questo blog per parlare MALISSIMO di www.volagratis.it. Ebbene si, VolaGratis, o per gli amici Vola Gratis, oppure vola gratis (li metto tutti e tre così aiuto l’algoritmo di google) è un sito che ti permette di visualizzare più voli e di scegliere il più economico.
Ovviamente converrebbe andare direttamente alla fonte… tipo Ryanair e simili… sta di fatto che in preda alla noncuranza (ma Orsi pensava ancora di no), i nostri tre pirla che stanno cercando di decollare per la Spagna, hanno prenotato li i loro voli.
Argh! L’avessimo mai fatto!
Sulle prime i voli sembravano prenotati, tanto che i soldi dalla carta mi erano stati addebitati subito. Ma appariva la scritta "prenotazione in sospeso: attendere email di conferma".
Questo al giovedì: sabato pomeriggio, dopo due giorni arrivano due email (una per volo) che ci informano che "le tariffe sono cambiate" e "si può procedere ad una integrazione, cambiamento, annullamento". E fin qua, potrebbe starci. E cosa dobbiamo fare, quindi?
Ovvio: telefonare ad un numero 892 entro 24 ore. Ovvero, sono le 16.29 di sabato pomeriggio, dovremmo telefonare entro le 16.29 di domenica pomeriggio. Ad un 892, costo max 1,50 euro al minuto. E chissà quanti minuti dobbiamo stare li…
Ovviamente, lasciamo che la prenotazione "scada". Dopo qualche ora ci arrivano due email, una per prenotazione, che ci informano di aver perso le prenotazioni, e che ci vedremo annullate gli addebiti sulla carta di credito.
Immediatamente, ci arriva anche la prima email che ci dice che "il nostro addebito è stato annullato sulla vostra carta".
Oggi è martedì, sono passati già due giorni, ma la mia carta è ancora come prima… e della mail per la seconda prenotazione, tra l’altro, ancora nessuna traccia.

Ora: credo sia palese che questo sia un servizio truffaldino. Mi sta bene di farmi inculare se sono un consumatore pirla e poco attento, come in questo caso: ovvero magari spendere il doppio, anche, ma in maniera legale. Questa mi pare un’inculata illegale. Una truffa. E allora non mi sta bene.

VolaGratis è una truffa.
Vola Gratis è una truffa.
Volagratis è una truffa.
volagratis.it è una truffa.
www.volagratis.it è una truffa.

E questo blog arriva fino a 130 visite al giorno. Tiè, stronzi.

EDIT:
Diversi commenti a mio favore li trovate a questo indirizzo nella vecchia piattaforma di Blogorroico: http://attiblogorroico.wordpress.com/2008/06/10/volagratis-it-truffa/

sabato 23 dicembre 2006

Pagellone dal XII Morelli

Pagellone dalla megafesta di laurea di Diago, Orsi e ValeBrilli – 22dic06@XIImorelli

Voto 10 a Atti Senior. Cacchio sembrava la mia festa di laurea! C’era tutta la famiglia… scopre il giocattolo della macchina digitale e inizia a fare foto a tutti e per tutti. A gratis. Un fotografo sociale! Quando poi scatta le foto "Eugenia-ElisaGilli-Sacchi" (sottotitolata passato presente futuro)… ma i suoi li raggiunge senza macchina! Si mette a parlare con Bagnani di quando io gli darò dei nipotini (EHN? …"mica vorrai rimanere incinta di Atti!" …mavv… va… asd) e ci prova con la Marga! Orgoglioso di questa famiglia, orgoglioso di questo capofamiglia! Immenso.
Voto 9 a AA. Il Babbo Natale AA si prodiga tra alcolici, distribuisce merde a tutti, spaccia rum & merda analcolica a caso per rum & fruit alla pera, mischia gin e sambuca in cocktail imbevibili, e diventa grande protagonista. Dalla Fondazione Zanandrea per Natale in Decibel, con il vin brulè, alla festa evento di fine 2006 a XII Morelli. Babbo AA Tour. Lo vorrei così anche alla mia festa di laurea. Spettacolare.
Voto 8 a Orsi. Dispensa frasi che sembrano canzoni di Elisa e Ligabue, sbocca tipo 7 volte, ti guarda che sembra Paperino, e perla delle perle, "Grazie a tutti, vi voglio bene e amo la mia donna!". Impagabile.
Voto 7 a Diago. Rispetta la parola data, si imbariaga, sbocca, tutto con onestà e giustezza. Il tutto con un sorrisone stampato in faccia… alla fine pulisce anche… "butta via tutto… butta via tutto… e domani mattina… domani mattina viene qua Orsi, zio can!" E siamo 6-6… o 7-7… non ricordo… comunque, pareggio. Una garanzia. Affidabile.
Voto 6 alla ValeBrilli. Beh ci vuole anche lei no… era anche la sua festa! Magari vagamente in secondo piano, ma tiene testa ad altri mostri sacri. Insostituibile in fase di appoggio organizzativo finale e soprattutto nella fase pulizia-sbaracco. Importante.
Voto 5 a Saccolo. Inizia bene con una perla alla Massimo Coppola, poi si spegne un po’ tirando carne ai spistolatori musicali… si risolleva con la battuta finale "Oh… c’è Trisby che ci prova con una negra… quindi… Atti sei come Trisby!" ma non basta per la sufficienza. Sottotono.
Voto 4 alla "stronzetta". Beh… bene! Ho anche scoperto da chi si fa bumbare… e sono contento. Bene, buona… Controllata.
Voto 3 a Silvestri. Solo per come ci ha accolto in casa sua: maglietta bianca, pantaloni grigi e basetta lunga. Sembrava Johnny Cash… per fortuna che poi si è cambiato… Storico.
Voto 2 al rum des Antilles. Il rum delle Antille è sempre una garanzia… di merda. Provo di fare un coca rum per podda e per me, io rinuncio al primo sorso. Lui invece cerca di correggerlo: si, con altro rum. Contento lui… Imbevibile.
Voto 1 a chi non c’era. Eh amici, chi ieri sera non c’era s’è perso una signora festa. Certo, se non siete stati invitati non ve ne si può certo fare una colpa… ma se eravate invitati… ah! Ignoranti.
Voto 0 a tutti gli spistolatori musicali. Toccano iTunes e il mixer senza sapere cosa siano, e stoppano bellissime canzoni come quelle degli Arctic Monkeys. Ma come vi permettete! C’è gente che si è fatta un mazzo tanto per fare la playlist… e poi ci stava tutta. No no, alla mia festa ci sarà un DJ, e voi non avrete ne poteri ne diritti. Indegni.

E un ringraziamento a tutti quelli che hanno contribuito a donarci una bella serata di socialità!


domenica 26 novembre 2006

Giulio e LA MAGIONE

13 Aprile 2006
Immerso in una bellissima ed enorme vallata, ricoperte di nebbie, coscie e zanzare e locali a cui dai del tu, c’era appunto un locale a cui qualcuno dava del tu. Giulio, tuttavia, no. Eh ammisci… a Giulio quel posto non è che poi piacesse troppo. Sai, era uno di quei pub in pò scazzati nel loro contesto, con la musica alta.
Diomio quanto mi stanno sul cazzo i pub con la musica alta. Porcatroia, se voglio ballare o ascoltare musica sto a casa mia con i miei 16giga di mp3 e 400 CD, oppure mi metto un iPod nelle orecchie, o vado in un discopub. In un pub vorrei poter parlare con quello che ho di fianco senza parlare o perdere l’udito.
Va beh, Giulio la pensa uguale, ma quella sera è un po’ stanco
(cambio di tempo verbale, passato dal passato prossimo al presente, questo serve per coinvolgere maggiormente il lettore.
no, in realtà lo faccio perché mi va di usare il tempo verbale che mi tira senza farci troppa attenzione, quindi c’è caso che ritorni al passato anche.)
Si, Giulio era proprio stanco. Era stata l’ennesima lunga giornata bella ma pesante, difficile, nel quale ti svegli che le cose sono in un certo modo, si modificano, cambiano completamente, e poi quando vai a letto sono le stesse di prima. Con lo stomaco sottosopra. Si, come l’album degli Straylight Run. Titolo? Straylight Run, è il primo, si chiama uguale.
E Giulio è li, con dei suoi amici, che non sono però nè amici nè nemici. Sono pochi: se fossero molti, sarebbe molti amici, molti nemici, e anche Panino.
Ognuno ha il proprio personalissimo Panino, cioè l’amico Jolly che non c’entra un cazzo da nessuna parte ma ci sta bene in tutte le situazioni. Il mio personalissimo Panino è Bisaccia, ad esempio. Anche il Panino di Giulio, è Bisaccia.
(iniziamo ad avere troppe cose in comune io e sto Giulio.)Il Panino degli 87 è Ga. La Piadina di Orsi è cotto-fontina-cremadifunghi.
Ma Panino manca, manca quindi Bisaccia, manca Ga, manca Orsi (Giulio poi neanche li conosce Ga e Orsi). E ci sono sti qua, che parlano delle loro cose, che ridono, mangiano e bevono, magari parlano anche del Bologna. E’ "Palle Vaganti", praticamente. Con la musica che copre le parole, però. Tra l’altro, musica del cazzo, un po’.
Ma Giulio non è come loro, non è come l’oro, non come è l’argento, non è come la gente. L’altra, gente. Lui sta un po’ li, beve e non beve, mangia e non mangia, ride e non ride, parla e non parla. E del Bologna proprio gliene frega poco. Tanto finisce che si parla sempre e solo di Bellucci. Anzi, Belucci.
E allora manda messaggi con il cellulare. Ma non a caso, non è che Giulio si sveglia la mattina e fa "oh! mando messaggi a caso con il cellulare!". Giulio li manda perché li deve mandare. Uno di questi viene inviato in un posto molto particolare…

Seguiamo il viaggio del messaggino, immaginandoti che non passi per nessuna centrale: si alza, esce dal locale (mandando a fanculo la musica alta, il Bologna e pure Belucci) e si libra in volo. Che freddo, che nebbia. Dove cazzo devo andare? (qui la narrazione entra in prima persona sempre per gli stessi motivi di prima: ufficialmente per avvicinare il lettore… blablabla… in realtà perché mi tira il culo).
Ah si, devo in nella magione. Nella magione. NELLA MAGIONE. :-O


LA MAGIONE

Allora sto messaggino vola vola, rischia di spataccarsi contro due o tre piccioni, sfiora i cavi dell’alta tensione tre-quattro volte (e 12mila volt) e finalmente, in un territorio inarrivabile dall’uomo, eccola: la magione. LA MAGIONE.
Oddio! Già per entrare nella magione, per chi non vola, c’è un viale alberato lungo 4 km. Una volta hanno diviso la strada in due corsie, andata e ritorno, e ci hanno fatto il cronoprologo del Tour. E credo abbia vinto Paolo Savoldelli.
Però il messaggino vola e va oltre il viale…arriva al cancello. Il cancello è tipo quelli della FAAC, ma al posto del leone c’è un cerbero a tre teste, e il marone non è tanto che se ti prende e ti da un morso te ne da tre, il marone grosso è che abbaia il triplo. E’ un triplorompicoglioni.
Poi, se dopo aver suonato al campanello, quelle del centralino ti fanno entrare, esce fuori una nonna cinese di 147 anni che con un solo dito indica al cerbero di rientrare nella sua gabbia. Si, il cerbero ha una gabbia, ogni tanto vengono quelli di MTV, o quelli dell’isola dei famosi, e ci girano della roba… la struttura dello show è sempre la stessa: buttano dentro un pirla che deve stare attento a non farsi sbranare. Si narra che gli unici usciti vivi siano stati Ciccio Graziani e l’Elena Rossi.
Ma va beh, se ti aprono il cancello (e quindi la nonnina cinese t’aveva già mandato il cerbero in gabbia) dopo puoi entrare. Se sei in macchina c’è pure il posteggiatore. E’ un simpatico giovine. Però se vuoi puoi anche parcheggiarla da solo, vedi te. Sulla destra c’è la corsia dei box, a volte c’è un po’ di casino perché fanno delle prove private. Si, ovviamente se imbocchi la corsia dei box dopo esci direttamente in pista ad Imola. Questo non vuol dire che LA MAGIONE sia ad Imola. Vuol dire quello che ho detto: se esci dalla corsia dei box ti ritrovi in pista nell’ "Enzo & Dino Ferrari".
Va beh, comunque se poi metti giù la macchina o sei a piedi puoi entrare. All’ingresso c’è la sentinella. E’ un soldato tedesco ibernato nel ’45 durante la ritirata dei crucchi, che è stato scongelato solo l’anno scorso. Devi dire la parola d’ordine. In realtà puoi dire quello che ti pare che ti fanno entrare comunque. Diciamo che è stato messo li solo per fare scena.
Appena entri, devi stare attento, non sai mai in cosa ti ritrovi. Una volta nel corridoio-ingresso-salone (si perché è uno spaziounico modificabile tipo la pandurera) avevano organizzato i Mondiali di Spazzolone. C’erano tutte le tribune, gli spogliatoi, la cabina di commento… si si era proprio una bella cosa.
Comunque a volte capita che non c’è niente, e ti puoi avviare verso il luogo che ti interessa. Se devi andare in salotto o in cucina, fai presto, ci metti appena un minuto a piedi. Se devi andare alle scale… eh li te ne vogliono almeno 10. Infatti ci sono sempre un paio di bici di servizio, per fare prima, tutte belle nuove e tenute bene (ma con sempre le ruote sgonfie).
Le scale poi sono maestose a dire poco. 8547 gradini ad assetto variabile, senza rampa per disabili. Le vallette di Sanremo a gennaio fanno sempre una settimana di ritiro li per allenarsi.
E poi dopo se sali c’è tutto il resto ma vabbé, LA MAGIONE è un posto segreto e non si può dire tutto.
Una cosa che si può dire è che LA MAGIONE è una delle sede distaccate della loggia massonica dei cinque tagli. /////
E infatti ci vive, abita e decide il mondo, un membro importante. Donna. :-O
Va beh, non commentiamo, sappiamo tutti che le donne dovrebbero stare sotto le scrivanie e non dietro, ma nella loggia massonica dei cinque tagli il sesso ha poca importanza. Anche proprio nel senso di sesso inteso come atto sessuale. Nella loggia massonica dei cinque tagli le cose più importanti sono il controllo, il potere, e il denaro. Anche il danaro. Coppe, bastoni e spade contano poco. Ma i DANARI di più.
Ecco, il messaggino, dopo aver visto e pensato tutte queste cose, arriva sul telefonino. Di una donna. E’ la membra della loggia massonica dei cinque tagli? (che per comodità ora indicheremo semplicemente con il simbolo /////).
No, è la figlia. Anni? Abbastanza per non essere arrestati (maggiore o uguale 18, quindi). Com’è? Carina. Buona, anche dai. Però è un tipo particolare. Se vuoi te la presento… no ma veramente, se era un cesso ti dicevo simpatica. Si, è anche simpatica, ma è anche buona.
E’ al telefono di costei (ma esiste la parola costei?). Diego esce dal mobiletto della cucina con in mano un dizionario e ci guarda. Diego vede che esiste, se ne dispiace, e rientra un po’ amareggiato nel mobiletto della cucina.
Dicevo, è al telefono di costei che arriva il messaggino spedito di Giulio. E che cosa ci sarà scritto?
I cazzi vostri mai?
Comunque, non lo sappiamo cosa c’è scritto, perché la figlia non lo legge. Non se ne accorge. E’ in cucina. Sta discutendo con la madre. Sta DISCUTENDO con LA MADRE. :-O
NELLA MAGIONE.
Oddio.
Tuoni, lampi, fulmini, tempesta, brivido, terrore, raccapriccio, annulla, riprova, tralascia. E anche un po’ gulp, gasp, glosh. E brundle brundle! Si, seduto in salotto c’è anche Martin Brundle che guarda la tv. Diego esce dal mobiletto, cercando di non farsi notare. Inevitabilmente lo notano, chiede scusa, e umilmente va sul divano con Martin Brundle a guardare la tv. Con umiltà, senza rompere i coglioni a nessuno.
La madre guarda la figlia con occhi di fuoco. "Ti hanno cercato oggi, lo sai?"
La figlia lo sa. "Lo so."
La madre: "Cosa hai intenzione di fare?"
La figlia: "Non lo so… non lo so."
La madre: "Devi prendere una decisione."
La figlia: "Lo so."
La madre (rivolta a un tizio con un taccuino in mano, che sta sulla porta della cucina): "Scusi, lei ha intenzione di trascrivere tutto?"
Il tizio con il taccuino: "Finché parlate come se foste dentro una fiction di raiuno, si, così domani ho già pronto il copione da mandare alla produzione."
La madre: "Se ne vada."
Il tizio: "Grazie, ottimo finale. Arrivederci!"
Ecco, ora non abbiamo più nessuno che ci trascriva i dialoghi, ma sappiamo cosa si sono dette. Qualcuno scoreggia. Questa la riconosco, non è di Martin Brundle, è una scoreggia di Diego. E tu Martin Brundle smetti di ridere.
La madre si incazza. Non con Diego e Martin Brundle, con la figlia. Urla, tuona, impreca, piange, insomma ha più funzioni di sbrodolina. La figlia reagisce. E fa le stesse cose. Si non è che c’abbia avuto una gran fantasia, o una gran creatività.
Infatti la madre le fa "si ma queste cose le ho già fatte io prima, non vale copiare."
Allora la figlia canta "Mahna Mahna". E’ una bella idea. Arrivano anche Diego e Martin Brundle. Si tutti! Anche le donne del centralino, la cinese di 147 anni, il posteggiatore. Anche Felipe Massa e Luca Badoer che erano ai box che collaudavano la nuova Ferrari. Il soldato no, sta li alla porta. Da lui non esisteva ancora il manha manha.
Dura qualche minuto poi tutti ai loro posti. C’è in atto uno scontro di culture, idee e civilità, arti, immagine musica e spettacolo, immagine emozione. Sarebbe contenta la prof. Rossetti. Infatti vorrebbe entrare Marc Augè ma viene crivellato di colpi sull’uscio dal soldato. Che, in perfetto italiano (e nessuno si spiega come lo sappia) gli sussurra nell’orecchio. "Oggi hai viaggiato troppo, stronzo." E lo finisce a suon di usciate.
Ma torniamo alla madre figlia: si gioca il destino del mondo. La madre è una specie di Panino d’Italia. E in quanto membra della ///// è coinvolta in tutti i segreti di stato degli ultimi 750 anni. Circa. E non solo d’Italia.
Allora si va a parlare di Ustica, della strage del 2 agosto a Bologna, dell’11 settembre, del congresso di Vienna, dell’omicidio di JFK. La figlia non demorde, (a demordere ci pensa il decerbero, che è nei sotterranei sperimentali di modifiche genetiche degeneri) e risponde con la legge di Ohm, la bizona di Canà, il teorema di Ruffini e Kant.
La madre va un po’ in crisi, a essere sinceri. Proprio Kant no. Zio kant! Non l’aveva proprio studiato Kant…
Sono momenti di tensione. La madre si inalbera, urla, sbotta, piange, discute, si agita, si muova che sembra Stan il venditore di navi di Monkey Island. Paura. Terrore.
Dal televisore esce Lucarelli (e a dir la verità Diego e Martin Brundle prendono un po’ paura perché non se l’aspettavano) e inizia a raccontare di un omicidio a caso. Forse il suo. Poi arriva Lucarelli e chiede "Scusate, ma avete bisogno di me o di lui? No perché io sono Cristiano Lucarelli, quello del Livorno, lui è Carlo, lo scrittore giallista…"
Silenzio.
"Avevate bisogno di lui vero? Non di me… ecco lo sapevo… solo Livorno mi vuole…" e sconsolato torna in TV.
Carlo Lucarelli, intanto, viene accoltellato dalla madre. E’ stato quasi premonitore. Si è autonarrato il proprio omicidio in diretta. Geniale. Sarebbe da farci un video e metterlo su youtube.
La figlia comunque non è certo sconfitta dalla madre, perché alla fine la madre si inalbera, urla, sbotta, piange, discute, si agita, si muove ok, ma in tutti questi verbi non ce n’è uno che implichi il fatto che la madre abbia detto una parola una.
"Mamma, hai finito di fare casino? O dici qualcosa di sensato o vado a letto, che sarei anche un po’ stanca. E domani devo andare via."
"Di nuovo? Sei già stata via tutt’oggi… dove vai domani?"
"Eh ma è diverso… oggi ero via per gli affari miei, domani invece devo andare affanculo."
"Ah. Forse dovremmo parlare proprio di questo."
E parlano anche di quello. Ma la cosa va avanti, e si fa più seria. Allora arrivano specialisti, psicologi, scienziati, economi, ingengneri, comunicatori, sociologi, insomma tutti. Tranne Marc Augè e Carlo Lucarelli che sono appena stati uccisi. Ci sono pure le infermiere della sale operatorie. Ovviamente sono li, girano intorno al tavolo, guardano e non fanno un cazzo.
Passa così tutta notte. E alla fine, alle sei di mattina, viene impostato un piano di risoluzione sociale. Madre e figlia giungono all’accordo, si stringono la mano mentre fanno le foto per i giornali. Gli specialisti vanno via, vanno a lavorare (e smadonnano perché non hanno dormito quella notte li). Martin Brundle e Diego vengono svegliati, erano ancora li che dormivano sul divano.
La madre e la figlia vanno a letto. La figlia va a letto senza leggere il messaggino.
Quella notte il mondo è cambiato. /////
Nel mentre, dall’altra parte del mondo, c’è un canguro.
E nella bellissima ed enorme vallata, qualche ora prima, Giulio, era ancora li, ignaro di tutto. E’ dura la vita se ti chiami Giulio.
Per fortuna che non sono nato Giulio.


mercoledì 22 novembre 2006

Orzo

Domani si laurea Orsi. Bene. Eh sono momenti di vita… cioè per me non cambierà niente, per lui cambierà tutto. Credo che per la mia laurea sarà diverso. Credo che la mia vità non cambierà di molto, perlomeno nell’immediato: e invece credo che sentirò la laurea più qualunque altro. Beh, perché in fondo il Dott. Atti E. (il Dott Atti A. esiste già) sarebbe un vero event sociale. Chi l’avrebbe mai detto? Io no.
E adesso vi regalo una perla che ho scritto e mi è piaciuta.
E’ un racconto? E’ un saggio? E’ verità? E’ finzione? Quando è stato scritto? In che periodo? A chi si riferisce? Di chi sta parlando? Verrà riciclato per altre cosine di Atti?
Domandare è lecito, rispondere è cortesia, siccome si dice che io sia stronzo sono scortese e non rispondo. Ognuno lo interpreterà come gli pare, e ci farà sopra i suoi viaggettini e le sue interpretazioni. Viaggiate gente viaggiate… tanto è gratis…
Ricordatevi solo di una cosa, e qui cito il grande A. Soriani: "L’unico che capisce al 100% il mio blog sono io."


ORZOdi Enrico Atti

“Cosa devi dirmi?”. E’ quello che le ho chiesto.In realtà sarei io che dovrei dire qualcosa. Il problema è, come sempre, cosa. Forse sono sempre e solo i soliti vecchi abbandoni. Che una volta li fai, e una volta li subisci.Sempre gli stessi incroci. Ok, strade diverse, ma gli incroci, sono sempre gli stessi, con gli stessi semafori.E gli stessi incidenti. Come quelli dei computer di scuola guida, dove in fantomatici incroci a sei strade, riuscivano a passare contemporaneamente trattori, tram, TIR, e autovetture di ogni tipo. E a imbussarsi, con dinamiche del tutto assurde. Mai nessuno che accennasse a frenare, nemmeno uno che togliesse anche solo il pedale dal gas. BUM!A volte c’è solo freddo, dentro e fuori. A volte non fa rilevanza. A volte non è quello. Penso che alla fine ci siano solo due cose: essere testa di cazzo e non essere testa di cazzo. Questo si che fa rilevanza.E penso di essere una testa di cazzo. Orgoglioso di esserlo.E alla fine sono solo io che non me ne sto rendendo conto. E se me lo dicesse qualcuno, non conterebbe. Ne sono sicuro.Lei cerca solo di dare un motivo alla pioggia. Dico, no dico, ma come si fa?Non come si fa a cercare di dare un motivo alla pioggia… Quello lo capisco. Piove, fottutamente, piove, e ti chiedi perché. Il motivo.Io mi chiedo come si fa a trovarlo. Come si fa? Semplice, non si fa. Non si trova. Non c’è un motivo per cui piove. Perché adesso piove? Perché adesso e non tra 5 minuti?Non c’è una risposta.Basta aspettare il sereno, ecco la risposta. Lei forse dovrebbe solo aspettare il sereno.Perché se uno dice “ci siamo lasciati” tutto pensano che tu sia stato mollato? Perché, se dopo aver detto “ci siamo lasciati” loro ti chiedono il motivo e tu rispondi “non lo so”, pensano che tu sia stato mollato?Perché? Non può esistere che uno molli una persona senza sapere perché?La verità è solo che io ero partito da casa con una idea ben precisa. Quale? Eh, conoscerla sarebbe un altro paio di maniche.C’è una figura poligonale di più lati, e una coperta troppo corta per coprirli tutti. Qualcosa rimane scoperto. E a volte temo di essere solo io, a prendermi tutto il freddo. E dire che sarebbe bastato solo un cappello. O un cappellano.Alcune persone a volte tengono sulle spalle fin troppo peso, e poi cedono, o sbagliano lentamente. E non è giusto. Non è che perché uno sia più saggio a volte non possa sbagliare.Non ho più voglia di fare tante cose. E sono stanco. Voglio essere libero a livello mentale.Lei non mi capisce. D’altronde nemmeno io mi capisco, fargliene una colpa mi pare quasi eccessivo. Eccessivo come la mia sicurezza, di poter trovare qualcosa di meglio al di fuori di lei.Devo solo capire se lei è un paio di stampelle di cui posso farne a meno o se lei è le mie gambe.Una volta tutti gli alberi del viale si sarebbero girati per applaudirmi. E me li sarei meritati tutti quegli applausi. Adesso chissà come stanno, magari anche loro si cagano in mano dal terrore di essere abbattuti come i loro vicini di via Ugo Bassi.Cosa vuol dire amare? Prendo il vocabolario e ci guardo. Sentire e dimostrare un profondo affetto per qualcuno. Mmh… sai che cadrebbe mezzo mondo?Qualcuno che ha trovato il senso di amare e che cazzia la metà di chi crede di amare? Perché nessuno legge i vocabolari?Sentire e dimostrare. L’ho trovato anche in un’altra delle cinque definizioni del verbo.Dimostrare. Io non sto dimostrando proprio un cazzo. Allora non amo?Bella domanda, che ho iniziato a pormi, e che mi pareva indubbia. Ma come si fa? Quando inizi ad accorgerti che ti contraddici ad ogni virgola, che la frase più frequente è “non lo so” e che infarcisci le frasi con “forse”, “magari”, “probabilmente”, allora dovresti chiedertelo. Forse.Dovresti chiederti “la amo?”.Che poi, non è un concetto binario. Perché sia chiaro, tra 1 e 0, ora come ora non mi sento di poter affermare con certezza nessuno dei due. Sto ancora in analogico.Io. Che ero impazzito per una analogic girl.La bellezza del single player. Peccato che termini con il game over. Ma, forse, adesso sono diverso e più forte. Forse. Dipende se mi sto togliendo le stampelle, o se mi sto togliendo le gambe. Perché, sia chiaro, io non sono Alex Zanardi. Non sono neanche un decimo. Io già faccio fatica con le gambe, figurati senza.Forse sono solo i due binari che si stanno incrociando, o che si stanno allontanando. Ma non ha importanza: basta non siano più paralleli, e il treno deraglia. Ed ecco la strage.E’ anche una questione di verità, di quello che la gente vuole sentirsi dire. Di quello a cui sono disposto ad arrivare come uomo, e dove i miei fottuti principi assurdi vanno a dire qualcosa.La verità è importante. Ma non so qual è.Cos’è cambiato? Io? Lei? Il mio punto di vista? Il suo comportamento? Forse tutte queste cose messe assieme. Ed ecco che nasce uno scenario nuovo.Ma non lo capisce che ho semplicemente bisogno di NON uscire con lei? Allo stesso modo in cui lei ha bisogno ogni tanto di uscire con me? Io ho bisogno di NON sentirla come lei ha bisogno di sentirmi?Non capisce che ho voglia di stare da solo, ma non perché non voglia stare con lei, ma perché voglio stare da solo?No. Forse dovrei solo spiegarglielo.Poi c’è che non mi capisce, e forse questo è un indice di molte cose, rilevanti o meno.Non posso e non voglio perdere tempo della mia vita a incazzarmi con una persona. Qualunque cosa è meglio di questo. Forse se mi incazzo è perché ci tengo veramente.Però non lo so, mi sembrava quasi cercassi il primo pretesto per metterla sul tragico. E finirla.Certo che è anche così, uno si trova in crisi psicologica, e invece che trovarti la tua morosa dolce e carina se la ritrovata mestruata e guasta. E allora non ti da certo una mano.Poi, dai, la sua immaturità (o maturità) relativa alla sua età viene fuori in maniera devastante. E questo, forse è l’unica cosa del quale sono quasi certo, non è colpa sua. Ma nemmeno mia, sia ben chiaro.Piove sempre sul bagnato. Oh, toglieremo le slick e metteremo le intermedie. O quelle da pioggia, dipende da quanta ne viene giù. Tanto sta corsa alla fine la dobbiamo vincere comunque, non ce ne frega un cazzo.Cosa è che spinge un uomo? Tira più un pelo di o un carro di buoi? Se non tira più nessuno dei due, la fuga finisce e si rientra nel gruppone? Di che cosa? E se il pelo di ricomincia a tirare, allora la fuga arriva al traguardo? E i buoi allora? Tirano? O invece della fuga, arriva la… (un rapido cambio vocale e ci siamo tutti).Vuol dire. Va là che alla fine un uomo è soddisfatto con il suo single player e il suo gt4.E’ questa la verità. Bastano poche cose a un uomo: la birra fredda, il suo videogioco, il calcio, e po’ di … (sempre lo stesso cambio vocale di prima).L’aria pura di un cielo pulito. Il poter girare a testa alta, senza motivo. Questo è quello che voglio. Io cerco questo. Voglio essere solo io.E riguardo questi giorni, ancora tanto ce ne sarebbe da dire, e da fare.Ci sarebbe da parlare di quando un mese fa nessuno avrebbe pensato questo. E di quando non pensavo di poter addirittura prevedere la mia imprevedibilità. Di quando l’ovvietà era alla portata di tutti tranne che alla tua, e di quando nessuno osò dirtela. Tanto non l’avresti capita.E ci sarebbe da discorrere sugli errori più grandi della tua vita, che in buonafede ti hanno portato a questo sogno. Che sta per finire? Forse nuovi errori ti stanno portando alla fine di un sogno, o all’inizio di un altro sogno? Ma sei in buonafede? Ci sarebbe da discorrere di uno scontro logico-filosofico.Ci sarebbe moltissimo da dire ancora. Sei mesi sono tanti. Ma due giorni sono anche più lunghi.Comunque, alla fine è tutto come l’orzo. Credi che si trovi solo nel caffelatte che bevevi quando eri bambino. Poi te lo ritrovi anche nella birra Moretti.Ci sono cose che le vivi da bambino, in maniera diversa, e pensi che non torneranno più. E poi quando cresci te le ritrovi, diversissime. Perché in effetti sono diversissime. Però, ti sembra abbiano lo stesso sapore.Chi sta amando chi? Lei ama il me che sono o il me che ero? E la amo per quello che è o per quello che era? O più semplicemente, la amo?Di una sola cosa sono sicuro: questa birra Moretti sa da orzo.


martedì 21 novembre 2006

Dai 16 in poi (e anche prima)


Ripensavo (il che implica il fatto di averci già pensato) al mio "passato" (e come dice Kama, artista semisconosciuto, bisogna innanzitutto capire se è davvero passato o se è ancora li).E riflettevo (come uno specchio) sul modo in cui ho speso il mio tempo.
Cioè, io sabato sera ero fuori con i miei amici e non a trombare, per dire. Ed ero contento, non me pentivo. Questo non vuol dire che preferisca in assoluto i miei amici al trombare, e non voglio dire nemmeno il contrario: sono due cose diverse, con tempi modalità e persone diverse, che dovrebbero convivere in maniera parallela nella vita di ognuno. Poi c’è chi le vuole far convivere e chi no. Ma cazzi altrui.E allora ho pensato anche alle scelte. Le scelte che si fanno. Cioè, ho passato buona parte della mia adolescenza e post-adolescenza prevalentemente da solo o con gli amici. Magari altri hanno passato lo stesso tempo a intortare ragazze.
Forse a suo tempo avrei preferito intortare ragazze, tuttavia se lo avessi fatto ora non avrei i fantastici amici che ho, e chissà quante cazzate di Sacchi mi sarei perso, quante lollate con Diego, quanti ragionamenti sulla vita con Sorio, quante minchiate con Orsi, quanti discorsi con Cotolino.
Ora ho tantissimi aneddoti su di loro, e sulle nostre serate, e magari un po’ con delle ragazzine. Sono scelte: non esiste "ho fatto bene" o "ho fatto male", alla fine le ho fatte e baste, e ora sono contento. E se avessi fatto scelte diverse, sarei contento in un modo diverso, perché sarei diverso.
O sarei scontento. Dipende dai momenti. Ma quello che voglio dire è che alla fine è tutto relativo.
Voglio dire: ora potrei essere tranquillamente completamente ubriaco a vomitare tequila in uno sporco cesso in un appartamento di Londra, dopo aver passato una notte a bere merda con i miei amici londinesi di cui uno pakistano, uno gay, e uno che tifa Manchester United. E potrei essere contentissimo anche così. Poi perché adesso è un lunedì sera, ma magari il sabato poi ero stato in una qualche disco alternative a sentire i Franz Ferdinand e poi a ballare break’n'beat e drum’n'base e Prodigy, Depeche Mode, e Chemical Brothers. E magari avevo anche rimediato una bumbata con una inglesina. O una inglesetta. O una inglesona. Oh si, magari dopo che ti sei bevuto chissà cosa non è che giri con un calibro in mano per misurare la vita (inteso come girovita) delle ragazze. Mica sono Orsi, il leader del partito del culo… io voto per la tetta! :asd:
Oppure potevo ritrovarmi in uno scenario simile, ma molto più terra terra, economico e sfattone, a girare tra l’Estragon e i portici di Bologna in compagnia di BS e Podda. Con tanto di felpa con cappuccio e birra da 66 in mano.
E ragazzi, a questo scenario c’ero vicino tanto così… 80° classificato a Scienze della Comunicazione su 1400 iscritti. Poi ho scelto Comunicazione Pubblica a Ferrara.
Ed eccomi qua.
E forse un giorno me ne andrò via davvero, andrò a vomitare a Londra, o a spillare birre a Edinburgo, o non lo so, chissà, forse, può essere, credo e spero di avere ancora tanta vita da vivere, "a modo mio", ovunque la vada a vivere, e tanta voglia di divertirmi, ma in senso "buono sano e pulito" (il che potrebbe cozzare con alcune descrizioni drogalcoliche fatte poche righe sopra, ma in realtà no, e prima o poi ne parlerò in un post).
Ma per ora no. But not today. Ora sto bene qua. Sono contento qua.


venerdì 20 ottobre 2006

Il penultimo

Mi sono inventato una nuova parola e ho deciso che sarà il titolo-nome del mio blog: BLOGORROICO. Ovviamente è una fusione tra logorroico e blog, ovvero un blog logorroico. Si non era difficile da capire eh.
Ma d'altronde sono blogorroico. Ah ah ah ah ah ah. Ah.

Credo sia stato un buon anno per le rose. Anche per chi le ha vendute, e per chi le ha ricevute. Un po' meno per chi le ha regalate. Ma questo è il solito vecchio discorso.
Oggi mi sono svegliato contento. (in realtà ieri, non oggi, ma non potevo rovinare questa serie di citazioni solo per un dettaglio temporale. perché dovevo accompagnare mia nonna dal dottore e chiudeva alle 11 mi sono dovuto svegliare alle 10. poi alle 10 sembra anche che uno ha dormito tanto... in realtà, se inizi a pensare che sei andato a letto tardi, che sono due o tre giorni che dormo poco, sono stanco, e corro 13-14 km la volta, capisci perché svegliarsi alle 10 forse non è il massimo).
Ma dicevo,
Oggi mi sono svegliato contento. Non ho fiori sul balcone che mi parlino, però. Per almeno quattro motivi:
1) I miei fiori non mi parlano. Sarà che gli sto sul cazzo, sarà che sono sordomuti, sarà che non hanno niente da dirmi.
2) Non ho fiori.
E' stato un buon anno per le rose, non per i fiori tutti.
3) Non ho balconi.
Ho un terrazzo, ma un terrazzo, appunto, è un terrazzo, e non un balcone.
4) Mi stanno sul cazzo i fiori. A parte le rose, ma poi salta fuori che sono un romantico che non è vero. Cotolino lo dice sempre che io non sono romantico. E' più romantico lui, non c'è dubbio. Io sono un ex-romantico. Ho smesso.

E poi mi stanno sul cazzo le piante. Quelle molto più dei fiori. I fiori, che siano piantati in un prato o in un mazzo, prima o poi muoiono senza darti troppi problemi. Le piante, no. Vivono. Sono grandi, vanno innaffiate, sporcano, e di notte ti fottono l'ossigeno. OH! Ma stiamo scherzando? E poi se hanno il sottovaso diventano un covo di uova di zanzare tigre. Le piante sono alleate con il nemico, con le zanzare tigre.
Quando avrò una casa mia non ci saranno piante, nè fiori. Al massimo qualche rosa, ogni tanto. Ma stiamo scherzando? Innaffiare le piante? E' accanimento terapeutico. Sono esseri viventi? Bene, che si arrangino, che si trovino l'acqua da sole, allo stesso modo in cui mi fottono l'ossigeno di notte.

E' strano, ma piano, sta tornando a vibrare qualcosa lontano. ...ti sei dimenticato il cellulare nella tasca dei pantaloni, quando te li sei tolti, e ora sta suonando nel cuore della notte, ma tu sei sotto le coperte al caldo e non hai la minima voglia di alzarti per spegnerlo. O no? A me viene in mente uno scenario del genere...

Che sia stato un buon anno per le rose, per i Roses, per i Guns, per i Crows e per i Counting, per me te e gli altri, però, lo andremo a dire il 31 dicembre... la partita finisce al 90' e ride bene chi ride ultimo. Che è sempre anche quello che chiude la porta e spegne la luce. Chissà cosa avrà da ridere nel chiudere la porta e spegnere la luce. Forse pensa alla barzelletta dei 220 volt. Dev'essere una persona semplice.
In effetti l'ultimo è sempre quello che sta in porta, quello che paga da bere, quello che è gay, eccetera eccetera... o l'ultimo è proprio uno sfigato. Eppure ride lo stesso. O è deficiente, o sta bene così. Probabilmente entrambe: è un deficiente che sta bene così.
Si perché va bene la teoria del ritardo dell'arrivare dopo, ma arrivare ultimi... insomma... quello che ha capito tutto secondo me è il penultimo.
Il penultimo. Neanche esiste una parola inglese per dire "penultimo". Dev'essere una scuola tutta italiana quella del penultimo. In inglese si può dire "second-last" oppure "last but one", ma non sono parole intere come "penultimo". Lui si che ha capito tutto. Sempre in ombra, sempre fuori dai riflettori, mai l'umiliazione di essere il peggiore. Hai sempre qualcuno peggio di te, qualcuno che andrà in porta prima di te, che pagherà da bere a tutti (e anche a te)... e in compenso, fai quasi la sua stessa fatica. Devi arrivare solo davanti all'ultimo. Fare la gara su una persona sola. Indubbiamente più facile. Da grande farò il penultimo, ho deciso.

Ora i saluti: a Orsi, che è entrato nel grande mondo bloggistico, e a Diago, che è in silenzio da oltre un mese e lo sarà forse per almeno un paio di mesi ancora... spero mi smentisca. Ci manca un po', lui e il suo Yoga alla pera. Eh ma lui non è BLOGORROICO. :asd:

mercoledì 16 agosto 2006

Le cose che mi colpiscono

Ci sono quelle cose che ti colpiscono, che ti rimangono impresse e ti lasciano il segno, anche solo per qualche giorno...
Ieri sera mi ha colpito la chitarra di Soli: davvero bella, color nero lucido, robusta, resistente, ha un suono bellissimo. Soprattutto a contatto con la mia testa, quando Sacchi cerca di passarla alla Linda ma sotto effetto alcolico sbaglia un po' le misure... ecco questo mi ha colpito veramente molto. Ho ancora un bel bernoccolo.
E poi mi ha colpito lo stipite di camera mia. Rientro in casa alle 5 e un quarto, che uno forse vuole solo dormire, apro la porta ed eccolo li! In tutto il suo splendore, che atterra sulla mia spalla destra!
Per carità, tutte banalità, non che per queste cose mi sia svegliato a un orario diverso la mattina, ma sono tutte cose che ti colpiscono. E che a volte ti lasciano un po' il segno.

Riguardo la bella giornata passata ieri, ricordando i momenti di ringraziamenti del guestbook degli Alpha Alpha di un tempo, si ringraziano nell'ordine:
-Diego e il suo best moment (la corsa in mutande e calzini tipo hooligan inglese)
-Soli e la sua iperirritazione schienale
-Sacchi e il suo gesto "che neanche Manuel Agnelli!" ROCK!
-Orsi e la Madda (con gavettone a sorpresa di Nedo!)
-Cotoselly
-ElisaG, ElisaF, SaraB (e i biscottini), SaraC (in acquacontrovoglia), Fre (non in acqua ma prima o poi ci finisce), CateG e le sue verdure, AnnaRom (ospite internazionale a sorpresa) e la padrona di casa Linda!

Ah, dimenticavo la splendidissima Rana Bue AndreaSilvestri... :asd:

16 agosto 1996 - 16 agosto 2006 : 10 anni di ATTILANTA!

martedì 13 giugno 2006

Italia - Ghana

Italia - Ghana, 12 Giugno 2006, stadio "è il reinenergi di Colonia? no" di Germania
Oggi "Casa Italia" è a casa Atti.
1' Via alla partita. Cabina così schierata in campo: sulla poltrona sinistra Atti-Diago, sul divano destro Cotolino-Selly..
Siamo quelli bianchi? Ah no, quelli sono i ghanesi. Ma prima le maglie bianche le avevamo noi. Ci siamo anche cambiati le maglie dopo il riscaldamento. Fira, che fighetti!
6 ' Arrivano progressivamente nell'ordine anche Soli, Linda e Orsi. Cambio di schema: Linda sulla poltrona sinistra, Atti-Diago sulla poltrona centrale, Cotolino-Selly-Soli sul divano destro. Primo calcio d'angolo per l'Italia.
10' De Rossi prende il primo giallo, e iniziamo a moltiplicare i corner. Qualcuno forse crede che dopo 3 corner ci danno un gol, come al campetto. Regola tra l'altro mai applicata in Emilia-Romagna.
11' Casino generale, Toni liscia, Gilardino spistola sulle gambe del portiete Kingston (ma è Jamaicano?) che anche se è alto come Tura, è bravo un po' di più. Con tanta stima e apprezzamenti per Tura.
15' C'è un giocatore di colore nell'Italia? Si, Lippi, che è vestito con una polo da salumiere e ha il pass della GMG al collo.
20 ' Si attacca, si attacca, si attacca.
27' Toni piglia un pallone che sa solo lui, si libera che sa solo lui, tira una minorchia che sa solo lui, piglia una traversa che sappiamo tutti. Poi si gira e impreca una parola che finisce per "A". Probabilmente "Traversaaa!!!". Tutto questo mentre la traversa vibra ancora.
30' Che brutto logo che ha il Ghana. Un pallone. Minchia che fantasia, come se le altre 31 nazionali giocassero a calcio usando un melone. Se ci fosse mio fratello A.A. alla FIFA gliene avrebbe fatto usare un altro.
32' Inizia a giocare a calcio, anche se era in campo già da una mezz'ora buona, un tizio che si chiama Pappoe. E fa subito paura, oltre che ridere.
34' Totti da punizione tira una minorchia che non ci credeva nemmeno lui. Ma Kingston (, Jamaica) ci mette due mani e la devia. Corner, tanto per cambiare, che se ogni 3 corner ci dessero davvero un gol, staremmo già 5 a 0.
40' Da un angolo (strano!) Pirlo la mette là proprio in mezzo a una selva di gambe e tacchi che neanche Kingston ci arriva. GOOOL!!! UNO A ZERO!!! Per festeggiare il cavatappi di casa Atti viene ribattezzato Pirlo, anche in memoria del cavatappi di casa Colletti che si chiama Cassano. Che è ancora vivo, vegeto e funzionante.
41' Pirlo viene innalzato e decantato a eroe nazionale. Ci manca solo l'immancabile paragone con Spagna 82.
Fine Primo Tempo
INTERVALLO:
la Linda taglia delle fette grosse come mattoni di Tortasacker (ma gioca nella Germania!) ed entra in casa Sacchi. Si cambia schema. Atti dietro in copertura, sulla poltrona sinistra Orsi, sulla poltrona centrale Cotolino-Selly, sulla sedia centrale Linda, e sul divano la coppia Diago-Soli.
Inizio Secondo Tempo
1' Pappoe è uscito, e iniziamo a subire. Le due cose forse non hanno alcun nesso ma per tutto il secondo tempo si sentirà la sua presenza anche se non in campo.
11' Totti piglia un pestone maialoso, no che se si rompe ci tocca fare entrare Del Piero...
11' Peggio: entra Camoranesi. Ed è già incazzato. Alè. Ecco, finiamo in 10.
17' Ecco, sei minuti e Camoranesi prende il primo giallo.
19' Esce Gilardino. In effetti si sta impegnando ma non gioca da campione quale è... cacchio, come mai? Ah, ecco! L'esperienza del Milan insegna: Gilardino non segna in Europa! E i Mondiali sono in Germania... Gila potevamo lasciarlo a casa...
19' Entra Iaquinta. Anche Iaquinta potevamo lasciarlo a casa...
20' Giallo per Asamoah. Che oltre a essere ne*ro, è anche brutto, ha franzato Pirlo e mi toglie 0,5 al fantacalcio. Per fortuna che è in panchina. Però se non smette di essere così brutto lo vendo.
23' Il Ghana mette su il Ping Pong. Orbo, almeno si gioca un po' nella loro area, che sono sempre tutti a giocare nella nostra...
27' De Rossi cuccia Asamoah in area che scula per terra. "Behmo io? Non l'ho mica spinto, è lui che è ne*ro!"
31' Iaquinta si fa male. Mo no! Dai, ripigliati che sennò abbiamo sprecato un cambio per niente...
31' Iaquinta si ripiglia.
34' Asamoah cade di nuovo in area, stavolta si butta proprio. Di fianco a Lippi c'è qualcuno che mima un "puccia puccia puccia puccia puccia il biscottino...". Forse ha visto la Seredova in tribuna con la maglia di Buffon. Sta meglio a lei la maglia di Buffon. Anche perché Buffon vestito come la Seredova farebbe veramente schifo.
37' Esce Toni: no...
37'
Entra Del Piero: NOOO!!! Cotolino va in bagno.
38' Cotolino esce dal bagno. Pirlo lancia lunghissimo, Kuffur la tocca per Iaquinta, che insacca! GOOOL!!! DUE A ZERO!!! Uno degli azzurri per festeggiare lo sodomizza in mondial-visione e Diego gli attacca un ********** sul culo. (censured). Sacchi sventola il suo tricolore puzzolente, si gira verso Cotolino: "Tu: torna in bagno!"
43' Iaquinta fa il bimbo e butta indietro il pallone. Si becca un giallo e una spinta. Pirla.
48' E' finita!
ITALIA 2 - GHANA 0 !!!
alla prossima...

venerdì 9 giugno 2006

La Vigilia (che era ieri)

L'attesa, dice lo status MSN di Diego. Io dico la Vigilia (anche se era ieri).
Ma tu hai più paura di Zidane o di quelli con cui guardi la partita? Beh se guardassi la partita con Camoranesi forse anche io avrei paura.... per fortuna che è in campo. Ah, a proposito, da domani Camonaresi Kill Bill è in giro per mezzo mondo e va a suonare i campanelli di tutti quelli che l'hanno falciato. Per fargli il culo senza timor di cartellino. Prossime tappe del suo tour: Ghana - USA - Repubblica Ceca - Australia - Ucraina - Germania - Francia.
E diciamo basta a tutti i servizi dei telegiornali e dei telerotocalchi sulle statistiche, sulle cabala, e sulle analogie. Non ricordiamo l'Italia dell'82, non ce ne frega un cazzo dei precedenti e delle statistiche nè tantomeno dei pronostici, degli oroscopi, della cabala, dei nazionalismi, di quello che dicono i tedeschi, i francesi, e i giornali europei.
Che poi Orsi guarda sti servizi e ce li viene a raccontare... in realtà a lui piacciono un po' queste cose, secondo me. Ma glielo perdono! In fondo ha segnato nella finale del '34 (o del '38? bisogna controllare sulle birre Peroni...).
Bene, a questo punto siamo tutti pronti. Confidiamo tutti in PippoGol.
E vorrei ricordare, che di Pippo Inzaghi ce n'è uno solo. HAI CAPITO? NON SEI PIPPO INZAGHI! SOLO PIPPO INZAGHI E' PIPPO INZAGHI!