Ex-Otago nel 2011, con Pernazza, in versione estiva
E' da un po' che non scrivo, da prima dell'estate: e ora l'estate è finita. Certo, da calendario finisce il 21 settembre, ma in realtà, da queste parti, l'estate è sempre finita a inizio settembre, quando passano la Festa dei Giovani di Pieve, la Fiera di Cento, si fa l'asta del fantacalcio, riaprono le scuole, si tornano a dare gli esami all'università o riprende a studiare (o nessuna delle due, ma comunque lo fanno i tuoi amici) e gli uffici e aziende tornano nel pieno della loro fase produttiva.
Quindi, volutamente e ostinatamente e forzatamente in ritardo, oggi vi racconterò i miei pezzi dell'estate. Di tutte le estati. I più rappresentativi, o forse no, in una sorta di top ten, che in realtà è solo un pretesto per elencarli, non c'è veramente una classifica. Forse ne sono restati fuori tanti.
10) Lo Stato Sociale - Vado al mare (estate 2012)
Non vorrei mettermi a parlare del mio complicato rapporto con Lo Stato Sociale, perché non gliene frega niente a nessuno (né tantomeno allo Stato Sociale, e colgo l'occasione per salutare Checco se mai erroneamente finisse su questa pagina).
Avevo cominciato l'estate a Londra, e avevo consumato "Turisti della democrazia" sul mio iPod. ("consumare i dischi" è un bellissimo modo di dire che però ormai torna buono solo per i vinili, ma ormai se compri i vinili con quello che costano ci stai attentissimo, altro che consumarli).
Comunque questa è la tipica canzone spensierata dello Stato Sociale, condita da quel velo di ironia pungente e arguzia hipster... un pezzo semplice ma riuscito, a mio avviso: ed è forse questa spontaneità e leggerezza che hanno un po' perso, nelle ultime canzoni.
Comunque poi sono tornato in Italia, e continuavo ad ascoltare questo pezzo.
Comunque lei non c'era, e io andavo al mare. Lei non c'era, e io scrivevo bene. Lei non c'era, e avevo qualcosa a cui pensare. Lei non c'era. Avrei voluto che tornasse - e in effetti sarebbe poi ritornata - ma in realtà, forse il senso di quello che rappresenta questo pezzo è una serena e spensierata convivenza estiva con l'assenza, se non altro quella fisica.
9) David Guetta feat. Akon - Sexy Bitch (estate 2009)
Non lo so se fosse per una certa insoddisfazione della mia vita in generale, o forse per una certa insoddisfazione tipica dei vent'anni, ma cos'hanno poi di tipico i vent'anni? So solo che questo pezzo era la mia estate degli altri, e poi è diventato, negli anni a venire, l'estate mia. Perché forse, anche quando c'ho provato, il totale disimpegno non mi è mai appartenuto, nel bene e nel male.
Alla fine, cosa resta? Resta un pezzone incredibile, forse uno dei più potenti di David Guetta, uno di quelli che quando parte mani al cielo e violenza nel dancefloor, oggi come ieri... bagni di Marina di Ravenna, sabbia nelle scarpe, vodka redbull che sono diventati cumuli di ghiaccio, e su_le_mani.
P.S. la versione del video fu censurata in "Sexy Chick", che una decina di anni fa ancora dire Bitch non stava bene.
8) Raphael Gualazzi - L'estate di John Wayne (estate 2016)
Questa l'ho scoperta due anni fa, su Radio 2, a estate ormai finita... ma comunque ha finito per rappresentare bene la vacanza che avevo fatto poche settimane prima, tra i balcani e la Croazia.
Questo testo scritto e cantato alla Battiato, mi ha ricordato quando ci siamo spostati da Lubiana a Sarajevo, ascoltando appunto il buon Maestro... e chiedendoci cosa mai ci fosse di divertente nel raccogliere ortiche, o di quanto potesse essere irriverente il preferire l'insalata a Beethoven e Sinatra.
Comunque, al di là questo, il ritornello mi piace perché non è il solito inno al divertimento estivo senza pensare al domani: certo, c'è da divertirsi fino al mattino, ma poi c'è questo sole "da portare a casa", seppure a pezzi.
E anche se all'epoca non avevo poi in realtà nessuno a cui portare niente, questa idea mi piaceva, perché comunque a 32 anni al fatto di portare a casa qualcosa, anche fosse solo la tua pelle, ci pensi.
7) Piotta - La Grande Onda
(estate 2002)
Sono parecchi i brani che mi riportano alla mente tanti estate della mia giovinezza/gioventù/passato, ma li ho quasi tutti esclusi. Vuoi perché non mi sembrano pezzi estivi, mi sembrano solamente canzoni che associo all'estate perché erano lì in quel momento, perché erano passati in TV o per radio in quei precisi mesi.
Vale la stessa cosa anche per questo pezzo di Piotta (di certo non uno dei suoi migliori) ma mi ricorda la nostra prima vacanza al mare, con gli amici, al Lido degli Estensi, nel luglio 2002.
Di surfing surfing non avevamo proprio un cazzo, tendenzialmente ci facevamo delle paste al sugo, dei wurstel, scatoloni di Moretti da 66, giocavamo a calcio e a beach volley in spiaggia, e via così.
Ho comprato una maglia tarocca del Barcellona, di Litmanen. Ce l'ho ancora.
Riponevo speranza nel futuro. Di quella ne ho meno. Ma ne ho ancora.
E niente, fu una di quelle vacanza che "comunque vada è già un successo". Ed è un bel ricordo.
6) Neffa - Aspettando il sole (estate 1996)
Avevo dodici anni, per me l'estate era giocare a calcio con gli amici o i cugini, e nelle ore più calde rintanarmi a giocare sul 386. Questo pezzone (il debutto solista di Neffa, dopo l'esperienza con i Sangue Misto) passava sulla neonata TMC2 (ex Videomusic) che ascoltava mio fratello, davanti al Grundig con tubo catodico che dal 1982 trasmetteva imperterrito.
Essendo estate in realtà il sole non c'era da aspettarlo, era quasi sempre già fuori dalla finestra a spaccare le pietre, in contrapposizione con il beat crepuscolare e le sonorità malinconiche del pezzo.
Non so bene se il pezzo riguardi esattamente la depressione, o una sua forma minore, magari semplicemente di solitudine, o una mancanza di affetto... a 12 anni non percepivo tutto questo. O meglio: non lo percepivo nelle canzoni, non ero in grado di leggerne le metafore.
E ora a me questo pezzo, che in fondo un pezzo estivo non sarebbe, continua a ricordare l'estate, quando fuori il sole brucia e tu dovresti essere a vivere l'estate come se tu fossi nella California dei film anni '90, e invece sei chiuso in casa con le tapparelle basse, e anche se hai deciso di alzarle perché hai il condizionatore e fregasega del sole che picchia sui vetri... il sole ti picchia addosso, dentro, e forse il sole che cerchi non è quello che c'è fuori, e alla fine, anche tu ogni tanto sei lì ad aspettare il sole.
5) Friendly Fires - Jump in the pool (estate 2009)
Eh ecco, mica erano tutte italiane. Questa non mi ricordo come l'ho scoperta, forse sulla Panda di Saccolo, forse avevo scoperto i Friendly Fires da qualche nastrone notturno su MTV, orfana di Brand:New... boh? Sta di fatto che arrivò nel mio iTunes l'omonimo primo album di questi inglesacci di St. Albans. Questo sulla carta dovrebbe essere un pezzo stile "nessun rimpianto - nessun rimorso" che, a differenza dello stile passivo-aggressivo di Pezzali (che poi sappiamo essere quasi più un dirselo a sé stessi) qui lascia spazio ad una malinconia di fondo, del tipo "cosa sarebbe successo se..." come nelle migliori puntate de Il Bivio condotte da Enrico Ruggeri.
...ma poi alla fine chissenefrega? Alla fine un po' questo pezzo mi ricordo quelle immense piscine metaforiche dei vent'anni, dove tutto può succedere, e dove non succede niente, forse perché il primo a non buttarmi ero sempre e solo io.
Comunque, mi sono divertito anche da bordo vasca, in un certo senso, e come i Friendly Fires, posso dire che quel rimpianto si colma, per un attimo alla volta, come l'acqua della piscina che è più bassa del bordo, eppure ciaffete!, esce fuori, in quel mistero che è sempre stata la fisica, per me ignorante.
Che poesia.
Per uno come me a cui l'acqua, in fondo, non è mai piaciuta.
4) The Killers - Smile like you mean it (estate 2007)
Avevo 23 anni e andavo spesso al mare con la mia morosa, ascoltavo i The Killers e mi piaceva molto questo pezzo di Sam's Town (che era uscito l'anno prima, ok, ma in autunno).
Cosa dire? Niente, copincollo una cosa che trovato su songmeanings.com che mi sento di sposare pienamente:
"According to an inteview with Brandon Flowers (the lead singer/song writer) it's about looking back and smiling and accepting the choices that you made. And even though there were bad and hard times you get through them and eventully can smile again even if the pain is still there. It's not NOT about a relationship. He was really specific about that."
La mia proverbiale memoria fa un po' cilecca, e onestamente, anche se questo pezzo era uscito nel 2007, sono qui a chiedermi se sia stato pezzo della mia estate quell'anno o il successivo.
O forse semplicemente entrambe.
Tralasciamo la genialità del video de I Ragazzi della Prateria, che vanno a ritroso citando Vacanze di Natale '83, associando la vacanza invernale ad un pezzo estivo, che meriterebbe un post a parte per la sua bellezza.
Qui resta un capolavoro di sonorità e atmosfere, tra lo scanzonato e il malinconico, brillantemente remixato dai Fare Soldi, e ricoperto di ironia contro le vacanze estive dei giovani (veri o finti), delle coppie, delle coppie giovani, dove l'importante è il mostrare divertimento e generare un bell'album di 100 foto da mettere su Facebook... mentre noi siamo quelli tristi, a casa, in vacanza, o semplicemente in vacanza a casa.
Pernazza (che fa rima con Lavazza) è ancora a rappare, regalando perle che entreranno nel linguaggio parlato mio e dei miei amici, per le successive estati, fino ad oggi.
Tipo quella volta che nell'estate 2008 aggiunsi Pernazza su Myspace e gli dissi "Ciao! Lo sai che abbiamo passato tutto il nostro interrail ascoltando Giorni Vacanzieri? Colonna sonora ufficiale!"
Lui mi risposte "Wow, dev'essere stata una bellissima vacanza".
2) Luca Carboni - Mare Mare (estate 1992)
Qui scomodo una pietra miliare. Ok, quando uscì avevo 8 anni, e a ora a distanza di anni rimpiango di come potessi passare in mezzo a tutta quella malinconia, uscendone indenne.
Apparentemente, indenne.
Ora, a distanza di anni, sto pagando tutto con gli interessi.
Perché Mare Mare è questo... il mare triste, il mare struggente, il caldo insopportabile, l'estate degli altri, l'estate che c'è ma non c'è, cameriere un altro caffè, le ragazze sghignazzano, io volevo andare al mare a scopare, ho anche fatto il pieno nella moto, e te neanche ci sei, e mi scende l'amarezza che cosa ci vado da solo a provare a caso con una, non ho neanche l'energia per tornare a casa.
E sono triste triste triste triste.
Se penso all'estate in Italia negli anni '90, penso a questo... anche se in fondo è un evergreen.
Questo pezzo è un calcio alla bocca dello stomaco, ma di quelli da film, di quelle sconfitte tremendamente violente, da risultare belle.
Il mare, ma quello triste.
1) Ex-Otago - The rythm of the night (estate 2008)
Nel 2008, in quella primissima epoca indie che in fu in Italia quello che fu il brit-pop in UK a metà anni 90 (ma per pochi) (vedasi il nonno_indie su Instagram), uscì una compilation bomba ad opera de La Valigetta Dischi.
L'idea alla base di questa compilation era molto semplice e al tempo stesso molto efficace: fare cover di vecchi successi dance. Titolo minimale e ammiccante al mondo indie: Post-Remixes vol. 1
L'idea come detto non era niente di rivoluzionario, eppure non ci hanno provato in tanti, e ci sono riusciti ancora meno (vedi lo stesso Vol. 2 uscito nel 2015, che non ha cover alla stessa altezza di questa prima uscita).
L'idea che poi è la stessa sulla quale è nata la festa revival Dance Mania Party, di cui sono fondatore ideatore selecter vocalist ecc... ovvero: ci sono tante canzoni dance che sono davvero belle, anche se arrangiate in maniera zarra, e comunque abbiamo tutti tanta nostalgia di quegli anni lì, dove le canzoni da ballare imperavano.
Perché l'house non è da ballare, perché la musica indie a volte è da ballare ma non la mettono su nelle discoteche.
Gli Ex-Otago, con ancora Pernazza, calano l'asso e si prendono la briga di restaurare la famosissima Rythm Of The Night di Corona, ancor prima dei Bastille e degli eterni remix che ritornano e ritorneranno ad ogni estate.
Ci aggiungiamo un video stile "sapore di sale" (sempre ad opera de I Ragazzi della Pratera, che vanno quasi a scrivere un "prequel" di Giorni Vacanzieri dell'estate precedente), e l'opera di nostalmagia è fatta.
Forse nel 2008 avevo ancora veramente poco di cui essere nostalgico o forse c'era già qualcosa, fosse anche solo di pochi anni prima, ma questa versione, che suona sempre come se fosse l'ora del tramonto e l'ora del secondo spritz a stomaco vuoto in spiaggia (e ho anche praticamente smesso di bere spritz), riesce sempre a lasciarmi lì, tra il bagnasciuga e il mare, tra la strada e le stelle, tra il treno e la piattaforma.
Ero lì e allora. Ora e allora. Come ci fosse un filo logico che parte dal 1994, passasse per il 2008 e arrivasse ad oggi.
Come se potessi fare tutto, e in quel momento, già mi accorgessi che per fare tutto bisogna fare qualcosa, e fare qualcosa, è solo qualcosa, e già non è più tutto.
(ma questo purtroppo non l'ho capito nell'estate 2008, ci ho messo qualche mese in più. ma questa è un'altra storia. e non è che detto che non venga raccontata, prima o poi.)
*** Menzione Speciale - Fuori Concorso ***
Cranio Randagio - Estate (e sto qua)
Questo pezzo in realtà è uscito il 23 agosto 2016, ma io l'ho scoperto solo qualche mese dopo, quando il povero Cranio Randagio è morto.
Forse questo è il pezzo estivo per eccellenza, o perlomeno, quello che sento più vicino a me. E infatti, l'ho scoperto a novembre.
Rievocare i brani dell'estate diventa per forza una rassegna di malinconia, in un modo o nell'altro, e così è stato.
Io e l'estate forse non saremo mai migliori amici, ma continueremo a frequentarci e a passare delle belle vacanze.
E' morta Dolores O'Riordan, cantante dei The Cranberries.
E' morta Dolores O'Riordan e i morti su internet tirano sempre un casino. Ma... perché poi dovrei parlarne? La reach organica delle mie pagine facebook non è un motivo sufficiente.
I Cranberries entrano nella mia vita nel 1994, tramite mio fratello, e mi fanno cagare. Dai, avevo 10 anni, non è possibile che a 10 anni ti piaccia quella roba. Poi già il nome... CRAN-BER-RIS. Suona già male. Suona come un vassoio di argento che ti cade per terra. Magari con sopra dei biscotti buoni. CRANBERRIS! Ti è caduto il vassoio? Si. C'erano sopra i biscotti? Si. Ma cazzo.
Poi, nel 1999 è uscito Bury The Hatchet. Ed ecco, che a 15 anni, inizio ad avere le orecchie per apprezzarlo. E così piano piano recupero tutti gli album... e nel 2002 arrivano a Bologna, all'Arena Parco Nord, per l'MTV Day: e io sono lì.
Sono le ore 15, l'evento deve ancora iniziare, e l'area del concerto si sta riempiendo. A fine giornata MTV annuncerà 60mila persone, ma in quel momento probabilmente non sono nemmeno 10mila. I maxischermi mandano a ciclo continuo la pubblicità degli sponsor, e ogni tanto passano i pezzi dei gruppi che suoneranno in quella giornata... Meganoidi, Daniele Silvestri, Subsonica, Articolo 31... a un certo punto arriva "Zombie".
Ci sono oltre 30 gradi, sono le 3 di pomeriggio, il palco è vuoto: e comunque, ci sono 10mila persone che tutte, da sole, all'improvviso cantano in coro "In your head..."
Era un festival, molti erano lì per vedere gli Articolo 31 o per vedere Piero Pelù... ma Zombie la cantavano tutti. TUTTI. Senza che ci fosse bisogno di un veejay a dare il via.
E poi direi che la nostra relazione si chiude qui, anche perché i Cranberries fanno uscire un best of e poi si prendono un periodo di pausa. Quando tornano, nel 2009, io ascolto altre cose. E gli album successivi (due, uno del 2012 e uno uscito l'anno scorso) non me li filo proprio. Non li ho proprio mai ascoltati, non saprei neanche dire se mi sto perdendo qualcosa.
Ma va bene così. Bastano quei 5 album della prima fase 1993-2002... tutte quelle canzoni, tutte quelle parole... tutti quegli urli. Perché certo, a 10 anni non puoi apprezzare No Need To Argue, con 'sta qui che grida... anche questa stava male. Ma c'è da capirla, all'epoca non c'era tanta tranquillità tra l'ex Jugoslavia e l'Irlanda del Nord... Europa Europa, Europa un cazzo. Lei usava parole diverse, ma il senso era quello, dai.
C'è poi un motivo se lei scriveva canzoni e io scrivo solo stronzate, a ognuno il suo lavoro: e il mio non è nemmeno quello di scrivere stronzate, tra l'altro.
E fine, non ho molto altro da dire in realtà: no, non è la stessa cosa di Chester Bennington, non ha segnato così tanto la mia adolescenza. Anche se per inserire "Free to decide" nella mia colonna sonora dell'Interrail 2008 ho dovuto discutere con Saccolo, che ovviamente non apprezzava.
E' solo che anche stavolta ci si sente un po' più soli, anche se non ci cagavamo dal 2003, per dire. La morte fa parte della vita, no?
Non so, forse le morti degli altri fanno sentire più vecchio me, e forse alla fine è solo un po' di egoismo, quello che c'è dietro tutto questo. Che alla fine a sua volta non è nient'altro che istinto di sopravvivenza, di volersi attaccare a tutta la vita che resta, che in questo caso è la mia, perché la sua già non c'è più.
Perché Johnny Cash è morto da vecchio, perché David Bowie è morto prima del previsto ma almeno era arrivato ai 69, perché 46 sono pochi, dai.
Quarantasei sono pochi.
Dolores, t'è caduto il vassoio d'argento. CRANBERRIS!
In principio fu Crawling, nel giugno 2001, su MTV. Era l'epoca dell'internet cosiddetto "1.0", dove le informazioni viaggiavano ancora molto lente, e televisioni, giornali e radio avevano ancora la leadership nel ruolo "gatekeeper" musicali, ovvero erano ancora loro a decidere cosa avresti dovuto ascoltare e quali gruppi farti conoscere.
(E' ancora un po' così anche oggi, ma ai media tradizionali si sono affiancati miriadi di blog, pagine facebook, influencer, ecc ecc... quindi i media tradizionali non hanno più la prerogativa, ecco).
Io, da bravo teenager smanettone, la tirai giù abbastanza velocemente da Napster (poco prima del suo blocco), se non ricordo addirittura in una versione "lusso" da 192kbps.
Abbastanza velocemente, si fa per dire: con il modem 56k ci voleva comunque almeno mezz'ora per scaricare un mp3.
Era il periodo di esplosione del nu-metal/crossover, giravano i Korn, i Limp Bizkit, i Papa Roach, ed un sacco di altri gruppi fotocopia, quasi tutti basati sullo schema "rock peso + rapper", che citando il mio amico Saccolo "sono durati tanto quanto il Treviso in Serie A".
E tra questi si inserirono brillantemente i Linkin Park. Hybrid Theory (primo album, che prendeva il titolo dal loro precedente nome) uscì nel 2000, ma a casa mia arrivò masterizzato nel settembre 2001.
11 settembre, Torri Gemelle, Zanardi in coma, e tanti altri piccoli casini di adolescente che a ripensarci ora fanno sorridere, ma all'epoca ovviamente no.
Vi dico solo che gli Alpha Alpha furono vicinissimi allo scioglimento, per intenderci.
E quale colonna sonora, se non quell'album? 37 carichissimi minuti, manifesto del crossover dell'epoca. Stavano esattamente sul lato di una cassettina da 74 minuti.
Si, scaricavo già gli mp3, ma non avevo un lettore CD portatile o lettore MP3, e quindi mi facevo ancora le cassettine, ogni tanto. (Fu una delle ultime che mi feci).
Ascoltavo Hybrid Theory nello stereo di casa e mio fratello, quando passava di lì, mi diceva "oh, c'è uno che sta male dentro allo stereo".
Perché gli urli di Chester Bennington, il cantante, parevano proprio quello: uno che stava male. Quei grattoni bitonali, in tutta la loro rabbia ed esplosività, erano la colonna sonora di dolore, rabbia, disagio, voglia di rivalsa. Non avrei mai pensato che lui stesse male davvero, in qualche modo.
Erano gli anni 2000, con Kurt Cobain era finita l'epoca dei rocker ribelli, e quindi tutti gli artisti dovevano apparire sani, positivi e puliti. Quindi sì, potevano ancora drogarsi e avere la depressione, purché non si sapesse in giro.
Ma poi, che ne sappiamo veramente di cosa aveva? Di quello che lo ha portato a quel gesto? Nulla, ed è troppo tardi per farcelo dire da lui, quindi non parlerò di questo.
Poi arrivò il secondo album, Meteora. Mike Shinoda, il rapper (una sorta di Damon Albarn, con le dovute proporzioni, o di Niccolò Contessa antelitteram, se vogliamo) iniziò a variare il sound della band, virando anche sul pop, o comunque su sonorità più commerciale.
Meteora me lo ricordo da neo patentato, in MP3 masterizzati su CD, nella mia Punto 75 ELX GA (dove il GA l'avevo aggiunto io e stava per Gianni, visto che battezzai la mia prima auto proprio come Gianni Agnelli. Esattamente come la Ferrari F1 dello stesso anno che vinse poi il Mondiale).
Recuperammo il primissimo EP, ancora a nome Hybrid Theory, qualche live inedito, qualche bootleg... e poi uscì Reanimation, album di remix, il "Live in Texas", ci fu Collision Course (il disco mash-up con Jay-Z). I Linkin Park stavano resistendo al tempo (a differenza delle altre band fotocopia) e si stavano creando una loro identità, che tuttavia per forza di cose doveva affrontare un processo di cambiamento. Change is the challenge: a volte si cresce e basta, a volta si cambia anche un po' e se ne esce un po' diversi. E i Linkin Park erano diventati un po' diversi.
Quando nel 2007 uscì Minutes To Midnight, praticamente, ci salutammo. Mi piacque molto e lo ascoltai un sacco nella mia Micra SE (dove SE era il nome dell'allestimento ma io decisi di ricondurlo a mio nonno Serse dal quale avevo ereditato l'auto) e sul Macbook che acquistai pochi mesi dopo.
I miei gusti stavano comunque cambiando, e il livello qualitativo dei precedenti album si era comunque abbassato.
In un qualche modo Minutes To Midnight fu una specie di "leaving party" per un amico che parte per andare a studiare all'estero... ancora non lo sai, si fa una bellissima festa, e pensi che prima o poi tornerà e se ne faranno altre... ma quell'amico non tornerà più.
Si certo, tornerà ogni tanto a salutarti, ma progressivamente tornerà sempre meno, vi sentirete sempre più distanti, e a un certo punto smetterete di sentirvi. Succede anche questo, a volte, quando si cresce.
Ed è successo così.
Sono andato anche con Diego al famigerato Heineken Jammin Festival a Mestre, dove dovevano suonare i Linkin Park, ma arrivò una tromba d'aria e annullarono tutto. Sfiga? Destino? L'ho raccontato qui, nel "vecchio Blogorroico".
Concessi pochi ascolti al successivo A Thousand Suns, e ignorai quasi completamente i successivi. Ebbi modo di far cassare a Giulio, protagonista del mio romanzo Anche se a Londra Piove, uno di questi album... nemmeno ricordo quale. Poi, all'improvviso, l'evento: i Linkin Park insieme ai Blink 182, i Sum41 e tanti altri, a Monza... evento revival incredibile. Cosa facciamo, ci andiamo? Prendo i biglietti? Ho un po' tergiversato, poi ho avuto altri impegni, ed ero in Polonia, quel giorno. Ho perso l'ultima occasione per vedere Chester. Sfiga? Destino? Boh. Domenica ho riascoltato Hybrid Theory in macchina, mentre tornavo da un viaggio, e con un amico abbiamo parlato dei Linkin Park, del live a Monza (lui c'è andato), e della voce di Chester. E poi ieri, la notizia.
Che dire, Chester? Sei stato uno dei miei cantanti preferiti, avevo comprato gli occhiali da vista come i tuoi, e mi ero fatto i capelli rossi un po' anche perché li avevi tu (anche se per quelli il merito lo do prevalentemente a Matthew Bellamy dei Muse) e ho fatto cucire a mia nonna la toppa dei Linkin Park sul mio zaino Invicta. Hybrid Theory è stato per tanto tempo il mio album preferito (l'ho anche comprato in CD originale, usato ma tenuto bene, qualche tempo fa), soppiantato poi al termine del periodo teenager da August and Everything After dei Counting Crows.A volte si cresce e basta, a volta si cambia anche un po' e se ne esce un po' diversi.
Forse ora sono un po' diverso anche io.
Non ti ho mai conosciuto di persona, sei "solo" una voce che ha cantato in canzoni che mi sono piaciute tanto, eppure ora sono dispiaciuto e da un punto di vista logico non mi spiego perché.
Non so il perché tu abbia deciso di farla finita, rispetto la tua decisione (e non spetta a me condividerla o meno, è tua e riguarda te vita e basta), ma posso garantirti che sei riuscito a lasciare qualcosa a qualcuno, e che in un modo o nell'altro, la tua vita ha sicuramente avuto senso.
Ciao Chester, ora vai a fare un altro live orbo con Chris Cornell.
(riassunto delle puntate precedenti: in realtà, per quanto abbia fatto finta di crearci un nesso, l'unico nesso tra tutti i post è che me ne sto per andare per Londra, e questi sono i deliri annessi e connessi. ed è già comunque un discreto nesso)
Mi sono svegliato con poche ore di sonno, e ho fatto colazione con del gnocco avanzato: ecco, a metà del primo pezzo di gnocco... mi stava anche piacendo. E proprio in quel momento, appare su MTV il video di David Guetta: Getting Over You.
Praticamente il video è questo: David Guetta deve registrare la sua canzone e chiama nel suo studio tutti quanti. Ovviamente Fergie è vestita come se dovesse andare in discoteca a fare una serata e/o a prendere cazzi, ma va beh. Iniziano tutti a cantare, e David Guetta, cosa fa? Sta li a guardarli? D'altronde lui la canzone l'ha già fatta. No, sta dietro il mixer a fare il fonico. Da solo. Beh è ovvio, David Guetta fa il fonico da solo dei suoi dischi. Ma va beh. Andiamo oltre.
Nella stessa stanza cantano Fergie, Chris Willis, e i due reppettoni nerd: una cosa che non succede neanche quando registrano i dischi tipo USA 4 Haiti. Da che mondo è mondo ognuno fa la sua parte per conto suo, per evitare anche di prendere su magari i rumori degli altri che stan li, ma va beh, a fare il fonico c'è David Guetta, capiamoci.
All'improvviso, arriva uno per strada ed entra dentro lo studio di registrazione. E' chiaro, è come Radio Nebbia: David Guetta deve aver aperto lo studio da solo, ed essersi dimenticato la porta aperta. E fin qua, nonostante abbiamo passato il confine del reale da un pezzo, siamo ancora all'interno di un videoclip accettabile (tanto quanto il gnocco madone che sto ingoiando).
Ma quando sto tipo, oltre ad essere entrato di nascosto infila due jack in due uscite alla cazzo, e se ne esce di nascosto (senza farsi notare da David Guetta, cazzo è così impegnativo toccare a cazzo due manopoline del mixer per non accorgersi di estranei?) già entriamo in una dimensione diversa. Una dimensione dove posso infilare due jack a cazzo, e uscirmene fuori con cavi della lunghezza di 25 metri, e posizionare casse 7-8 da 500 watt in giro per i tetti dei palazzi.Mah si, al giorno d'oggi tutti i giovani d'oggi hanno cavi jack-jack di 25 metri, un'armamento di casse da concerto, e le collegano l'un l'altra con modalità che sfidano le regole dell'elettronica posizionandole su palazzi antistanti (per la gioia degli inquilini e degli amminsitratori di condominio).
La gente per strada ovviamente crede che all'improvviso sia scoppiato il carnevale di Cento, e quando qualcuno grida (perchè cazzo può solo essere successo così) "oh quel pirla di Guetta ha lasciato la porta aperta dello studio, andiamo a fargli del casino dentro" lo studio si riempie di giovani festanti.
David Guetta e i suoi colleghi cantanti, ovviamente, non si fanno prendere dal terrore, magari chiamando il 911: no, escono a finire di registrare la canzone per strada (l'ho detto che Guetta è un fonico di merda).
Anzi, già che c'è, il nostro buon David si porta dietro una tastierina, tanto ormai alla qualità del lavoro deve averci dato a mucchio.
Ed è qui, che tra la gente festante, sbucano dei breakers con delle maschere bianche a metà tra l'hockey e il carnevale di venezia: e questa è la roba più inquietante di tutte. A me fanno paura. Chi sono? Cosa vogliono?
Io sono contrario ad ogni tipo di copertura del viso: voglio vivere in un mondo dove ci si possa tutti guardare in faccia a volto scoperto.
Perchè chi è a favore del burqa integrale, non ha mai subito una rapina.
O non ha mai visto questo video di David Guetta.
C'è ancora tanto altro da dire: la cosa importante è sapere che verrà detto, prima o poi. E questo basterà.
(fine) (della favola di Mertesacker, ma io le mie puttanate vado avanti a scriverle)
Ore 14.19. Potrei mettermi la giacca e uscire per andare al lavoro, ma decido di dedicare 5 minuti alla TV. TV che non guardo quasi mai, TV che dovrei guardare più spesso, perché in teoria sarei un comunicatore, perché in teoria prima o poi vorrei fare il comunicatore, e non l'impiegato. In teoria. Prima o poi. Il comunicatore. Rapida carrellata: TG1 Economia (no grazie non ci capisco niente nemmeno se ci provo), L'Italia sul due con Caterina Balivo (seee!!!) e Marco Ferradini (nooo!!!), il TGR Veneto con un servizio sui disagi causati sullo sciopero dei trasporti (non mi frega dei disagi bolognesi figurati di quelli veneti), Rete4 con una telepromozione dell'immortale Mike Bongiorno (cazzo è proprio vero che in pensione non ci mandano più nessuno), Canale 5 con una soap opera (...), Italia1 con DragonBall (già viste tutte le puntate almeno 4 volte ognuna), La7 con un film anni 60 (bello... bello... magari un'altra volta), MTV con un programma di merda (non bastava TRL?), All Music con un servizio su un concerto a impatto ecologico zero. Sembra interessante. C'è anche Piero Pelù al telefono. E' bello sensibilizzare la gente a questi temi con concerti gratuiti. Certo che però, andarsi a focalizzare sui poveri cristi che vanno ai concerti in macchina perché il primo treno di trenitalia è alle 6 di mattina, e magari la gente la mattina dopo dovrebbe lavorare, proprio no. Per i 60mila che vanno a vedere gli U2 a San Siro, c'è almeno una industria che in un anno inquina altrettanto. E i nostri governi, a cosa pensano? Quando si decidono a far rispettare le leggi e i protocolli? E prima, c'è da pensare alla scuola, alla salute pubblica, alla sicurezza... insomma, prima di venirmi a rompere i coglioni a me e alla mia Micra, ragazzi, ne passa. Sto per cambiare e tornare alla Balivo su Raidue (la donna della mia vita nel programma sbagliato), quando decido di fare zapping a ritroso, e tornare su MTV. C'è un programma di merda. Si chiama MTV Confidential, in poche parole ognuno può confidare qualcosa ai propri compagni di scuola. E poi gli può far fare esperienze, del tipo lezioni di skate, lezioni di skate (oh due puntate a caso e tutte e due le volte), lezioni di respirazione con il personal trainer, lezioni di break-dance. Insomma, cose fiche così, per i giovani d'oggi yo-yo tutti tokio hotel e fabri fibra (quelli che MTV adora). Il programma, come la maggior parte di quelli odierni di oggi, è diseducativo, ed è una merda. E potrei fare un post intero, di questo programma come di tanti altri di MTV e altre reti, ma non voglio parlare di questo. Oggi c'era una ragazza che voleva scoprire un ragazzo, perché perché era così chiuso, e capire i suoi sentimenti. C'è da dire che i programmi di MTV america sono recitatissimi. E recitati malissimo. Noi in italia non sappiamo recitare così bene, e quindi sono sicuramente più spontanei, per quanto pilotati. Comunque, alla fine del programma questa ragazza parlava con il ragazzo. Sono arrivato che il discorso era già iniziato, ma praticamente lei ne voleva da lui, e lui in passato ne aveva voluto un po', e ora voleva capire se si era convinto. Tutti e due timidissimi, lei un po' meno, perché bene o male se hai le palle per chiamare MTV e mettere i cazzi tuoi di fronte a mezza italia, a un certo punto ti dici "ho fatto 30, faccio 31" e vai avanti. Lui un po' impacciato, d'altronde se c'è la telecamera. "Ma allora mi dai la tua disponibilità?" "Si, da parte mia c'è." "Allora ci mettiamo insieme..." "Si." E lei si avvicina. D'altronde, fatto 31 deve poi fare anche 32. Un bacino sulla guancia. Un bacino sull'altra. E poi cazzo, stiamo già insieme, cosa facciamo, ci salutiamo come due amici? Poi ci si ferma un attimo. Un bacino sulla bocca. Imbarazzato, inaspettato, cercato, non voluto. Poi un altro. E poi lingua. Quasi mordicchiata. Con passione, e quasi ferocia, e quasi avidità. Ma lingua di chi l'ha cercata, di chi era li a sperare ben prima che arrivasse MTV e la sua telecamera. Di chi ha aspettato quel momento per mesi, e chissenefrega se ora c'è la telecamera. Io non aspetto. Perché questo momento è tutto. Perché è pulito. Perché c'è il sentimento di una purezza, o la purezza di un sentimento, o entrambi. E qui non si sta recitando... o se stanno recitando, voglio un oscar perché non ho mai visto recitare così bene. Perché non importa se tra due settimane mi fai le corna, o mi lasci, o entrambe, o se lo faccio io tra due mesi. Ora c'è questo. E vale per questo. Tra due anni, o tre, o dieci, sarà solo un ricordo, un ricordo da vivere con un sorriso, a cui pensare sorridendo sempre, con purezza, perché sono le cose a cui pensavi "when you were young", come dicono i The Killers, e quelle non te le toccherà mai nessuno. E rimarranno sempre nella tua giovinezza, come Lego incastrati nel robottone del passato inserito nella bacheca del tempo. E poi spengo la TV. Un po' perché non sembra ma ho un pudore, e vedere due che limonano mi imbarazza (due che trombano su youporn no, ma due che limonano si... e poi dicono che non sono romantico... hanno ragione.) E poi guardo l'orologio, e sono quasi in ritardo. Esco di casa e vado al lavoro. Però mi sono un po' emozionato. (no no niente lacrime, solo emozionato dentro)
BLOGORROICO: oh, d'altronde con la merda ci concimano i fiori
Boh… mica voglio sminuire chi ci crede, o dargli
contro. Per una volta non do contro nessuno… e dico solo mia. Per una
volta con umiltà. Eh niente, è che a me il Natale… Cioè
per carità, non voglio fare il solito post moralista che il vero del
Natale è Gesù che nasce e bla bla bla bla bla… insomma, stamattina la
Karima mi fa "vuoi che venga Lunedì? perché ho visto su calendario
festa… io niente festa… per me no festa…" Si insomma, lei è
musulmana, è in nero, per lei cambia poco… poi c’ho pensato, a parte che
mi dispiaceva per lei, perché insomma magari i figli occidentalizzandi
sono a casa da scuola, suo marito che è in regola pure, dai le ho detto
di non venire… dai magari si farà un giro per cento, con tutte le luci…
il natale è bello anche da musulmani dai… che poi alla fine è un favore
fino a un certo punto, perché appunto se lei sta a casa, essendo in
nero, non lavora e non guadagna. Che poi ho pensato pure a mio padre…
insomma è Natale, lui sta in casa, e metti che arrivano i parenti
(anche senza metti… arrivano sicuro…) e allora non era bello che mentre
arriva sta gente incartolata con i regali sta qua ti sbatte
l’aspirapolvere sulle scarpe eleganti nuove spianate giusto la sera
prima della vigilia… Perché sia chiaro: io il pomeriggio di Natale
sono in fuga perenne da casa mia da almeno 5 anni, un po’ come i
colombiani al giro d’Italia, che alla prima salita vanno in fuga. E
vengono ripresi subito. E infatti io alla sera poi torno a casa per
cena. I colombiani vincono la maglia verde degli scalatori, io vinco un pomeriggio senza parenti. E non è poco. Ma torniamo al punto. A me il Natale non piace. Da
piccolo si mi piaceva… dai, fino a qualche anno fa. Poi ho smesso di
fare il presepe e l’albero… cioè, l’albero c’è, lo fa mio fratello. A
parte il 2001, anno in cui per un motivo o l’altro si è saltato anche
l’albero. Ma non mi piace più tutta questa atmosfera pseudopatetica…
tutti a correre dietro per i regali… tutti a correre dietro per il
cenone con i parenti… e le luci… e le canzoncine di natale…Si si, che poi l’albero, il cenone, la veglia, il cristianesimo, e poi alla prima stronzata che… ma lasciamo perdere. Torno a me: no, tutto questo non mi piace più. Ho
proprio voglia di partire di casa il 23 dicembre e tornare il 7 gennaio.
Niente regali, niente cene, niente parenti. Cioè poi sono cristiano
cattolico praticante, non dico un buon cristiano perché quello non credo
di esserlo, però insomma cerco di fare del mio meglio, con volontà e
impegno variabile, come in tutte le mie cose. E quindi so che in realtà
dovrei pensare a Gesù bambino che si fa uomo e bla bla bla…Ma sinceramente non mi viene da pensarci proprio. Io credo che anche Giulio sarebbe d’accordo con me… Caro Babbo Natale, ormai quest’anno è andato… ma per
il Natale 2007, facciamo così: non facciamolo. Dai, non muore nessuno,
al massimo per un anno "non nasce" Gesù. Al massimo ne faremo nascere
due l’anno dopo, dai. Magari Dan Brown ci fa pure un bel libro. Dai, anche nel 2001 hanno saltato l’MTV day. (forse
per quello poi ho saltato l’albero… vedi le influenze dell’11
settembre? forse era troppo alto e avevo paura ci sbattesse contro un
aereo…)Eh? Ti ho convinto? Dai dai dai… magari facciamo vacanza
lo stesso, il 25, e anche il 26, così per dare un po’ di relax. E poi
capodanno si festeggia lo stesso… dai, possiamo festeggiare pure la
befana, ti concedo anche quella. Ma dai per un anno basta con il Natale… magari mi torna la voglia. Chissà.
MTV Italia trasmette tanti bei video e tanti bei programmi. E’
chiaro che sono ironico: i video belli non sono molti, e i programmi
belli sono pochissimi… ma ne vogliamo parlare di tutti i programmetti
falsissimi che si vedono?
Se ne salvano davvero pochi: il Wade Robson Project (di cui acquistato il format è stato italianizzato e non ricordo il titolo… lo presentavano Valeria e il Nongio) e Pimp my Ride. E
già su Pimp my ride se ne potrebbero dire… innanzitutto c’è da stare
attenti, eh! No perché quando X-zibit (o suo cugino Lil Jon nella
versione euro) ti suona il campanello e ti fa delle domande… attento a
come rispondi! "Cos’hai fatto ieri sera?" -"Mah, sono stato a giocare a bowling…" Oppalà! Pista da bowling nel bagagliaio! -"Sono stato al cinema…" Voilà! Home theather nei sedili posteriori… -"Sono stato in casa a fare il babysitter alla mia nipotina…" Nursery nel bagagliaio! -"Sono stato a correre…" Tapiroulant! -"Sono
stato a bumbare con la mia morosa in un campo di grano…" telecamere
miniDV con Mac per il montaggio video e schermo al plamsa da 20” per
rivedere subito la prestazione! E poi… ve lo immaginate
italianizzato? "Truzzami la macchina". Con J.Ax, Fabri Fibra e
Mondomarcio che ti suonano il campanello e ti vengono prendere la tua
punto smarmittata… e poi siamo in Italia, quindi ti montano delle cagate
incredibili… cellulari ovunque… la parabola per vedere le partite… la
cucina per la fare la pasta e la pizza… Si perché "pimp my wheels" con i gemelli diversi era una gran cagata e basta.Certo
che anche gli altri programmi italianizzati… tipo "Meet my mum", dove
il tipo deve scegliere la tipa conoscendo sua madre, in italiano sarebbe
"Incontra la suocera". E conoscendo le madri che ci sono in giro,
difficilmente il povero malcapitato sceglierebbe anche una ragazza sola…
minchia proprio al contrario… cioè conoscere la suocera prima della
ragazza? Mo no-mo no-mo no… E poi anche gli altri programmi, da Next,
a quello dove ci si scambia la vita per un giorno, a Wannabe, a tanti
altri, sono veramente pietosi. Si salva qualche gag di "Room Raiders",
tipo quando i tre ceffi si trovano sul furgone e guardano la tipa… e i
commenti che fanno. Grezzezza pura americana, tipo le battute che faccio
con Orsi per autoperdere la sua stima. :asd: Ecco, e poi ci sono i
programmi inutili sulle star e sulle celebrità, quegli speciali buttati
li di mattina da mezzogiorno all’1 o dalle 6 alle 7 (o 7-8) insomma
orari in cui la gente mangia o sta entrando nell’idea di farlo, e non
presta molta attenzione alla TV. Quelli dove ti analizzano tutte le
varie star e fanno le classifiche… e la cosa più vomitevole sono le
interviste ai critici o ai comici che parlano delle varie star.
Semplicemente vomitevoli.
Se poi vogliamo metterci a guardare bene, scopriamo che Paola Maugeri viene considerata Dio in terra (anzi Deus… e qua solo sacchi capirà), che Alex Infascelli solo perché fa il finto alternativo viene considerato eguale a Massimo Coppola (bestemmia!),
che Avere Ventanni sono già partite le repliche… che poi c’è troppa
pubblicità, e troppa di suonerie e servizi per cellulari… e pochi video
belli al momento…
2 dicembre 2006, Bologna (per la precisione Casalecchio di Reno, al palaMalaguti), concerto dei Muse.
Oggi stavo un po' girando su internet a cercare quelle cose che a me-soli-saccolo piacciono tanto, cioè i meanings(significati) delle canzoni. Mah si, quelle cose a cui a noi piace discutere in stati semi-alcolici con tanto di lacrime agli occhi per le risate, e con tanto di sfondi di persone incazzate/con la bocca aperta perché non hanno un cazzo di pensiero in testa/che limonano tra loro/che ascoltano semi-interessate(o che fanno finta di farlo).
Eh beh, e allora mi sono soffermato sulla figura di Matthew Bellamy. Il cantante dei Muse.
Minchia, se su Adam Duritz (il cantante dei CC) si potrebbe scrivere un libro, direi che su Matt si potrebbe fare almeno un libercolo. Libercolo, bella questa parola, era almeno un anno che non sentivo dire la parola "libercolo".
Indubbiamente, uno schizzoide. Uno scoppiato. Un visionario. Uno che legge dei libri di matematica senza capirci un cazzo e trova il titolo per un album: Origin of Symmetry, origini della simmetria. Un tipo che è ossessionato dal rapporto tra l'uomo e la tecnologia, dal sentirsi posseduto e osservato. Uno che fa un album (Absolution) con una playlist, che tradotta in italiano, suona pressapoco così:
1. Intro
2. Apocalisse, perfavore
3. Il tempo sta finendo
4. Canta per l'assoluzione
5. Sindrome di Stoccolma (per chi non lo sapesse è la sindrome secondo la quale la vittima si affeziona al proprio carnefice, ndr)
6. Cadrò insieme a te
7. Isteria
8. Interludio
9. Blackout
10. Farfalle e Uragani
11. La piccola stampa
12. Per sempre
13. Pensieri di un ateo morente
14. Coperto da segretezza
Terrorizzante. Ansiogeno all'ennesima potenza. Angosciante. Della serie che Adam Duritz, il re del pessimismo, si tocca i maroni. Non c'è bisogno che faccia ulteriori commenti: un tipo del genere ha dei problemi. E un tipo del genere, con chi poteva stare? Un tipo del genere ha conosciuto una ragazza milanese che faceva l'erasmus a Londra. Che facoltà? Psicologia, ovvio. Poi l'erasmus è finito. Lei è tornata in Italia. E lui? Ovvio, anche lui in Italia... sul lago di Como. E stanno insieme da 5 anni.
Cioè, l'ho premesso: io adoro i Muse, adoro la sua musica, e di conseguenza adoro anche un po' lui. Ma lui ha dei problemi. Anche chi ascolta i Muse ha dei problemi. E quindi si, anche io ho dei problemi. Vabbè ma bastava leggere un attimo questo blog per capirlo, non dovevo certo dirlo io.
E quindi mi immagino Matt che c'ha le sue visioni, i suoi terrori, le sue angoscie, che nella notte, va in trip, va in sonnambola, piglia la sua chitarra elettrica distorta all'inverosimile, e inizia a urlare in falsetto, e a fare degli sleghi paurosissimi e distortissimi e angosciosissimi.
Cazzo, nel cuore nella notte, e i vicini? I vicini non esistono, lui è pieno di soldi, c'ha la villa sul lago di Como e i vicini non esistono.
E allora la sua ragazza, che adesso lavora in un ospedale a Milano, si sveglia, magari anche un po' incazzata perché tra qualche ora si deve svegliare per fare il turno della mattina, e va li. "Matt, cosa c'è?" Proprio in italiano glielo dice, perché lui lo sa anche un po' l'italiano. Non è mica come Schumacher, a cui l'Italia ha dato milioni di euro e lui ha imparato due parole in croce (e tra l'altro male, come dimostra la sua battuta finale in Cars).
Matt è riconoscente: la sua morosa gliela da, e lui per riconoscenza sta imparando l'italiano. Visionario, fanatico, malato, tutto quel che vuoi: però è riconoscente. E' un buon ragazzo, in fondo. Non è colpa sua se ha dei problemi.
Dicevo, la sua morosa scoglionata si sveglia e gli chiede cosa c'è. Lui, in pigiama, tutto sudato, esce dalla sua sonnambula, e corre al primo foglio di carta e trascrive subito tutto quello che si ricorda. Ne salta fuori un foglietto scritto male, con il testo e in mezzo gli accordi. Tipo i fogli che girano a Penzale delle canzoni da chiesa.
Poi finito di scrivere, torna in sè. Si caccia sulla sua ragazza, e si mette a piangere. E lei, in un incrocio tra morosa accondiscendente e psicologa no-profit, sempre in bilico tra la professionalità e la deformazione professionale, lo ascolta, gli fa le carezze, e gli ripete in continuazione "Su Matt, è tutto finito."
"Ma c'erano gli alieni... e ho visto Dio che... ci stanno spiando... ci sarà un futuro in cui... questa società moderna..."
"Dai Matt, è tutto finito, adesso torniamo a letto e non ci pensiamo più..."
"Ma ti dico che ci stiamo dirigendo verso...il futuro..."
"Su, è tutto finito, ok?"
Deve avere una bella pazienza la morosa di Matthew Bellamy. Questo si che è amore.
Certo che un po' tutte le fidanzate degli artisti... pensiamo al mio guru Adam Duritz. Vai con lui e sai già che non durerà, che come minimo ti ritroverai sul prossimo album dei Counting Crows. E poi sai che lui si farà delle pare... perché se va bene andrà troppo bene per andare davvero bene, e prima o poi dovrà finire... e se va male va male... oppure magari va a letto con te ma pensa ancora a Elisabeth (cazzo ancora? beh ma sono ormai 10 anni... dai Elisabeth è sposata e ha già due bambini mi sa...) oppure finito di bumbare con te va a telefonare ad Anna. Cioè, insomma, ok, è solo una vecchia amica, la loro storia è stata quasi 20 anni fa, però sapere che c'ha fatto una settimana di sesso sfrenato in Grecia non è che ti piace subito subito. Va beh non essere gelose, però dai... un minimo...
Poi è chiaro: alla fine è Adam Duritz, ti fa innamorare con due parole. Però è il suo bel marone, non c'è dubbio.
E perché, stare con Massimo Coppola dove lo vogliamo mettere?
Lui è senza dubbio il peggiore... dev'essere un pignolo scassapalle che si lamenta per qualunque cosa, con la fissa del calcio, maschilista a manetta... è quella che va all'Ikea con te e non gli va bene niente di quello che compri, è quello che vai a mangiare fuori e hai scazzato serata, ristorante e menù... quello che vai al cinema e hai scazzato cinema e film... insomma non gli va bene niente. Ti critica in continuazione. Obiettivamente dev'essere insopportabile.
Poi è chiaro: tu sei donna, quindi alla fine, a prescindere, Massimo Coppola non ha tutti i torti. Avrà sempre un po' di ragione a tirarti della carne, non c'è dubbio. Tu sei donna, hai un minimo di torto insito in te. Pensaci bene: qualunque cosa tu faccia è difficile che tu abbia completamente ragione. Ciò non toglie che alla fine Massimo Coppola non lo si regge. (da morosa, dico... da suo fan lo reggo benissimo tutte le sere dal lunedì al giovedì alle 23.30 su MTV!!!)
Insomma, gli artisti sono persone particolari e le loro morose devono avere una gran pazienza. Lo diceva anche Ligabue: "abbiam donne pazienti, rassegnate ai nostri guai..." poi alla fine lui si è separato, quindi la sua donna mi sa che la pazienza deve averla finita. O deve averla finita lui.
A me la cultura non m'interessa, però scrivo libri e ogni tanto ne leggo pure. Da piccolo leggevo sempre, una volta a 10 anni ho aperto un libro di Asimov (qualcosa tipo "Fondazione"), mio fratello o mia madre me l'hanno tirato via dicendo "sei troppo piccolo per questo libro". In effetti allora ero un bimbo troppo secchione, avessi letto anche quello ora sarei a discorrere di fantascienza invece che dei Coldplay. Cosa che, ogni tanto, faccio lo stesso. [a proposito, ieri, auguri a Francesco, non è mio cugino cugiatti Borghi, ma è Cotolino, che è anche lui mio cugino, ma di terzo grado. circa] Comunque, dicevo, oggi sono andato in libreria a comprare Brand:new, di Massimo Coppola e altri due ceffi, che erano gli autori dell'omonimo programma che andava in onda su MTV fino a qualche anno fa. Va in onda ancora, ma il programma è completamente diverso, di uguale c'è solo il nome. Il format era semplice (una caratteristica che stanno perdendo le cose al giorno d'oggi) ed essenziale: 60 minuti di video, da mezzanotte a l'una, inframezzati oltre che dalla obbligatoria pubblicità, da sketch ambientati in uno studio verde acceso (lo stesso che si usa come sfondo), con protagonisti una poltrona rossa, e Massimo Coppola. I suoi monologhi sono indescrivibili, credo che appena ho voglia ne posterò uno. Questo programma è andato avanti così dal 2000 fino al 2003, quando hanno sostituito Massimo Coppola con Enrico Silvestrin e hanno completamente cambiato la struttura del programma. Ora lo conduce Paola Magueri, e Brand New è diventata una nerdata (ma potremmo dire anche direttamente merdata) musicale estrema su gruppi super alternative che spesso sono anche alternativi al buon gusto della buona musica. Dove lei intervista gruppi su questo divano sporco pieno di firme (e potrei scommettere che il divano è quello che aveva in casa mio cugino fino a 10 anni fa... stavolta mio cugino cugiatti Francesco Borghi, non Cotolino) e in cui si parla di arrangiamenti astrusi, citazioni impossibili, sovrastrutture di contenuti musicali. Cioè uno come Chris Martin (voce dei Coldplay) non ti andrà mai li a dire delle cazzate... lui è uno che voleva bumbarsi Gwineth Paltrow e le ha scritto Fix You. Fine. Cioè io se fossi donna e un uomo mi scrivesse Fix You io a quell'uomo gli darei il buco del culo. Forse non so se mi avesse scritto Goodnight Elisabeth, se gli sarei tornata insieme. Certo è che mi sarei sentita in colpa. E perlomeno avrei chiesto scusa. SCUSA. Altre 5 lettere che al giorno d'oggi sono un po' fuori moda. Se fossi stata Betsy (l'originale) almeno non sarei andata a dire quelle cazzate... "everything is gonna be alright". Stronza. Se fossi stata Betsy (la copia) almeno non sarei andata a dire quelle cazzate... "tutto si sistemerà". Stronza. E comunque nemmeno Adam Duritz (la voce dei Counting Crows) andrebbe a farsi intervistare su delle cazzate da Paola Maugeri. Paola Maugeri? Stronza anche lei. Ma torniamo a Coppola, uno dei miei idoli. Lui non è stronzo, anzi, stronzi voi se date dello stronzo a lui. Stronzi. Ecco, questo libro che ho comprato è bello perché raccoglie i migliori monologhi della stagione 2001-2002... e fa troppo scannare. Ma non fa solo ridere, fa pensare, fa ragionare... è un Jack Folla dei poveri... anche Jack Folla non è stronzo. Jack Folla (alias Diego Cugia, se volete saperne di più usate Google) era più filosofico, più internazionale, di parlava dei poveri, della guerra, dell'america, dell'Italia degli ultimi 20 anni, del profondo di noi... era più psicologico quasi... Invece Massimo Coppola analizza più in superfice le nostre abitudini, i nostri comportamenti, e da quelli trova lo specchio per vedere come siamo fatti...e alla fine è molto più comico, ti scappa da ridere... e poi Jack Folla dava sempre il suo giudizio, abbastanza esplicito. Massimo Coppola non da giudizi, ma te li fa capire tutti. Jack Folla si poneva un po' come un osservatore esterno, d'altronde lui non era come te, prima era un condannato a morte, poi un uomo in fuga... Massimo Coppola è un po' uno che non prende la tazza di Orzobimbo solo perché preferisce il caffè. E' uno che ama l'Ikea, ma che la odia anche, che magari ci ha comprato qualcosa, e forse un po' se ne vergogna. Magari ci va spesso e non compra niente. Ma alla fine se trova un bel mobile che compra poco lo prende e fanculo i boicottaggi. D'altronde ha il suo stipendio anche lui. E poi quelle giacche che si deve mettere in continuazione per fare l'alternativo intellettuale devono anche avere il loro costo. Per concludere... questi monologhi di Massimo Coppola erano quelli che mi ascoltavo d'estate (o il sabato sera, perché durante il resto dell'anno a mezzanotte dormivo già) quando tornavo a casa dopo essere uscito. E sono un po' cresciuto anche con le sue perle. Grazie Massimo Coppola. E ora, come qualche anno fa, vado a letto. A leggermi Brand:new, prima di dormire.
PS: ah, dimenticavo, anche Gwineth Paltrow è una stronza.