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venerdì 21 luglio 2017

C'è uno che sta male (fuori e dentro lo stereo)



In principio fu Crawling, nel giugno 2001, su MTV. Era l'epoca dell'internet cosiddetto "1.0", dove le informazioni viaggiavano ancora molto lente, e televisioni, giornali e radio avevano ancora la leadership nel ruolo "gatekeeper" musicali, ovvero erano ancora loro a decidere cosa avresti dovuto ascoltare e quali gruppi farti conoscere.
(E' ancora un po' così anche oggi, ma ai media tradizionali si sono affiancati miriadi di blog, pagine facebook, influencer, ecc ecc... quindi i media tradizionali non hanno più la prerogativa, ecco).

Io, da bravo teenager smanettone, la tirai giù abbastanza velocemente da Napster (poco prima del suo blocco), se non ricordo addirittura in una versione "lusso" da 192kbps.
Abbastanza velocemente, si fa per dire: con il modem 56k ci voleva comunque almeno mezz'ora per scaricare un mp3.
Era il periodo di esplosione del nu-metal/crossover, giravano i Korn, i Limp Bizkit, i Papa Roach, ed un sacco di altri gruppi fotocopia, quasi tutti basati sullo schema "rock peso + rapper", che citando il mio amico Saccolo "sono durati tanto quanto il Treviso in Serie A".
E tra questi si inserirono brillantemente i Linkin Park. Hybrid Theory (primo album, che prendeva il titolo dal loro precedente nome) uscì nel 2000, ma a casa mia arrivò masterizzato nel settembre 2001.
11 settembre, Torri Gemelle, Zanardi in coma, e tanti altri piccoli casini di adolescente che a ripensarci ora fanno sorridere, ma all'epoca ovviamente no.
Vi dico solo che gli Alpha Alpha furono vicinissimi allo scioglimento, per intenderci.

E quale colonna sonora, se non quell'album? 37 carichissimi minuti, manifesto del crossover dell'epoca. Stavano esattamente sul lato di una cassettina da 74 minuti.
Si, scaricavo già gli mp3, ma non avevo un lettore CD portatile o lettore MP3, e quindi mi facevo ancora le cassettine, ogni tanto. (Fu una delle ultime che mi feci).
Ascoltavo Hybrid Theory nello stereo di casa e mio fratello, quando passava di lì, mi diceva "oh, c'è uno che sta male dentro allo stereo".
Perché gli urli di Chester Bennington, il cantante, parevano proprio quello: uno che stava male. Quei grattoni bitonali, in tutta la loro rabbia ed esplosività, erano la colonna sonora di dolore, rabbia, disagio, voglia di rivalsa. Non avrei mai pensato che lui stesse male davvero, in qualche modo.
Erano gli anni 2000, con Kurt Cobain era finita l'epoca dei rocker ribelli, e quindi tutti gli artisti dovevano apparire sani, positivi e puliti. Quindi sì, potevano ancora drogarsi e avere la depressione, purché non si sapesse in giro.
Ma poi, che ne sappiamo veramente di cosa aveva? Di quello che lo ha portato a quel gesto? Nulla, ed è troppo tardi per farcelo dire da lui, quindi non parlerò di questo.
Poi arrivò il secondo album, Meteora. Mike Shinoda, il rapper (una sorta di Damon Albarn, con le dovute proporzioni, o di Niccolò Contessa antelitteram, se vogliamo) iniziò a variare il sound della band, virando anche sul pop, o comunque su sonorità più commerciale.
Meteora me lo ricordo da neo patentato, in MP3 masterizzati su CD, nella mia Punto 75 ELX GA (dove il GA l'avevo aggiunto io e stava per Gianni, visto che battezzai la mia prima auto proprio come Gianni Agnelli. Esattamente come la Ferrari F1 dello stesso anno che vinse poi il Mondiale).
Recuperammo il primissimo EP, ancora a nome Hybrid Theory, qualche live inedito, qualche bootleg... e poi uscì Reanimation, album di remix, il "Live in Texas", ci fu Collision Course (il disco mash-up con Jay-Z). I Linkin Park stavano resistendo al tempo (a differenza delle altre band fotocopia) e si stavano creando una loro identità, che tuttavia per forza di cose doveva affrontare un processo di cambiamento.
Change is the challenge: a volte si cresce e basta, a volta si cambia anche un po' e se ne esce un po' diversi. E i Linkin Park erano diventati un po' diversi.
Quando nel 2007 uscì Minutes To Midnight, praticamente, ci salutammo. Mi piacque molto e lo ascoltai un sacco nella mia Micra SE (dove SE era il nome dell'allestimento ma io decisi di ricondurlo a mio nonno Serse dal quale avevo ereditato l'auto) e sul Macbook che acquistai pochi mesi dopo.
I miei gusti stavano comunque cambiando, e il livello qualitativo dei precedenti album si era comunque abbassato.
In un qualche modo Minutes To Midnight fu una specie di "leaving party" per un amico che parte per andare a studiare all'estero... ancora non lo sai, si fa una bellissima festa, e pensi che prima o poi tornerà e se ne faranno altre... ma quell'amico non tornerà più.
Si certo, tornerà ogni tanto a salutarti, ma progressivamente tornerà sempre meno, vi sentirete sempre più distanti, e a un certo punto smetterete di sentirvi. Succede anche questo, a volte, quando si cresce.
Ed è successo così.
Sono andato anche con Diego al famigerato Heineken Jammin Festival a Mestre, dove dovevano suonare i Linkin Park, ma arrivò una tromba d'aria e annullarono tutto. Sfiga? Destino? L'ho raccontato qui, nel "vecchio Blogorroico".
Concessi pochi ascolti al successivo A Thousand Suns, e ignorai quasi completamente i successivi. Ebbi modo di far cassare a Giulio, protagonista del mio romanzo Anche se a Londra Piove, uno di questi album... nemmeno ricordo quale.
Poi, all'improvviso, l'evento: i Linkin Park insieme ai Blink 182, i Sum41 e tanti altri, a Monza... evento revival incredibile. Cosa facciamo, ci andiamo? Prendo i biglietti? Ho un po' tergiversato, poi ho avuto altri impegni, ed ero in Polonia, quel giorno.
Ho perso l'ultima occasione per vedere Chester. Sfiga? Destino? Boh.
Domenica ho riascoltato Hybrid Theory in macchina, mentre tornavo da un viaggio, e con un amico abbiamo parlato dei Linkin Park, del live a Monza (lui c'è andato), e della voce di Chester.
E poi ieri, la notizia.

Che dire, Chester? Sei stato uno dei miei cantanti preferiti, avevo comprato gli occhiali da vista come i tuoi, e mi ero fatto i capelli rossi un po' anche perché li avevi tu (anche se per quelli il merito lo do prevalentemente a Matthew Bellamy dei Muse) e ho fatto cucire a mia nonna la toppa dei Linkin Park sul mio zaino Invicta.
Hybrid Theory è stato per tanto tempo il mio album preferito (l'ho anche comprato in CD originale, usato ma tenuto bene, qualche tempo fa), soppiantato poi al termine del periodo teenager da August and Everything After dei Counting Crows.
A volte si cresce e basta, a volta si cambia anche un po' e se ne esce un po' diversi.
Forse ora sono un po' diverso anche io.
Non ti ho mai conosciuto di persona, sei "solo" una voce che ha cantato in canzoni che mi sono piaciute tanto, eppure ora sono dispiaciuto e da un punto di vista logico non mi spiego perché.
Non so il perché tu abbia deciso di farla finita, rispetto la tua decisione (e non spetta a me condividerla o meno, è tua e riguarda te vita e basta), ma posso garantirti che sei riuscito a lasciare qualcosa a qualcuno, e che in un modo o nell'altro, la tua vita ha sicuramente avuto senso.
Ciao Chester, ora vai a fare un altro live orbo con Chris Cornell.


mercoledì 26 novembre 2014

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
saranno giusto quella ventina d'anni che non ti scrivo. Come stai?
Che domanda paraculo: ti ho sempre scritto per ottenere qualcosa, e anche oggi è così.
Lontani i tempi in cui mi domandavo come tu facessi a entrare in casa mia, da me che non c'era il camino, e mio fratello A.A. mi rispondeva che tu eri abilissimo a smontare la finestra, entrare, e rimontare il tutto alla perfezione.
Un topo d'appartamento specializzato, insomma, ma in versione Robin Hood.

Che dire... non ho quasi mai ottenuto quello che ti chiedevo, a parte forse una eccezione, e sono stato contento lo stesso. Credo di averne fatto tesoro, se non altro a livello di esperienza: nella vita non ho quasi mai ottenuto quello che volevo, ma sono stato contento lo stesso.

Quindi, cosa ti chiederò quest'anno, consapevole che non lo riceverò?
Ti scrivo con 30 giorni di anticipo, un anticipo un po' inusuale soprattutto per me che amo sempre più le cose improvvisate e fatte a scazzo, ma che allo stesso tempo cerco di pianificare con sempre più anticipo tutto ciò che mi potrebbe causare disagio.
Ne deduco che tu faccia parte delle cose che mi potrebbero causare disagio.
E perché poi, in fondo sei solo un simpatico panzone, praticamente un Adam Duritz un po' più giovane e un po' più allegro.
Però sai cosa ho realizzato? Che arrivare in orario per far finta di essere una persona puntuale, è una bella forma di disonestà intellettuale. Che infatti non riservo ai miei amici più cari.
E tu dirai: a me che cazzo me ne frega? Niente. Ma tranquillo, adesso ti dico cosa davvero vorrei per Natale.

Mi piacerebbe un bel Natale: che è anche un regalo parecchio consumistico, dato che si esaurisce in poche settimane.
Ma sia, per una volta: un Natale fatto di luci, neve, the caldi, atmosfere, divani, Lucy Rose, Ben Howard, Bon Iver. Tranquillità e plaid (in realtà non ho un panarino nella mia nuova casa, regalami anche un plaid già che ci sei, magari di quelli Ikea, sempre che esistano).
Di coccole. E biscotti. E magari anche qualche film in divx.
Ma non i classiconi di natale eh, basta, che palle. Neanche robe alla Gondry che poi uno sta male. Ecco, forse l'Arte del Sogno. Che ha un bel finale. (non sto facendo uno spoiler, non sto dicendo che finisca bene o che finisca male, dico che ha un finale BELLO, e le cose belle a me piacciono e mi mettono di umore migliore, a prescindere che siano bene male o non sa non dice).
Un Natale non giorni di ferie che si riescano a combinare. Senza gente che rompa i maroni, o ansie da regalo, o cose da fare che uno non voglia fare.
Non mi va -> non lo faccio.
So che suona come un pesante scarico di tutte le mie responsabilità, ma cazzo, ti sto chiedendo che sia così per due settimane, anzi, togliendo qualche giorno di lavoro che comunque farò, saranno si e no 10 gg di calendario. In un anno, mi pare potresti concedermeli.
Giorni fatti di pensieri e parole, qualche opera, e perché no qualche omissione.
Che tanto tutto torna buono prima o poi, per un altro giorno, o un altro romanzo.
Non l'ho neanche scritto che ci starebbe bene una ragazza in tutto questo, anzi, che ci vorrebbe.
Posso chiedere anche questo?
Non capisco perché all'interno di questo desiderio il plaid dell'Ikea si e la ragazza no. Cos'è, ha forse meno ragione di esistere del film in divx, la mia ragazza.
Tanto anche lei non c'è, e andare a Natale, non ci sarà.
Come il plaid dell'Ikea. Come le atmosfere. Forse ci sarà un po' di neve, a cazzo. Forse Lucy Rose. Forse Ben Howard. Bon Iver no, non è ancora ora di rispolverarlo.

Ecco, Babbo Natale, ti ho chiesto il mio regalo.
Mi arriverà altro. Lo so. Va bene. E' sempre andato bene. Andrà bene anche quest'anno.

Non devo neanche dirti quando sono stato bravo e quando no. Penso tu sappia già tutto.

Bene, ti ringrazio come sempre per l'attenzione. Mi ricordo che a volte mettevo un regalo di riserva. Se proprio non riesci a farmi questo regalo, allora puoi regalarmi una Volkswagen Golf ultima serie (a benzina+metano, cerchi in lega, condizionatore, fendinebbia, autoradio USB, almeno un centinaio di CV, grigio metalizzato) o un tremila euro a scazzo. Saprò apprezzare.

Buon Natale.


mercoledì 17 giugno 2009

another sixteen

...potrei parlare della storia del 16, che ogni 16 del mese mi succede qualcosa in questo 2009.
potrei parlare di questo 2009.
potrei dire che credevo che i Marcello Martini fossero morti, o per meglio dire: mi ero completamente dimenticato dei Marcello Martini, evidentemente pensavo incosciamente si fossero estinti, come i gabber. E invece, evidentemente, qualche esemplare resta in circolazione, come certo europop che ti ritrovi nelle radio che mettono su nei negozi spagnoli.
potrei parlare della Spagna. ma che cazzo ne so io della Spagna.
potrei parlare di Cento, delle zanzare (vi devo un post sulle zanzare di casa Atti da anni), potrei giustappunto parlare di casa Atti.
potrei parlare degli Atti, della famiglia Atti estesa che include anche il cane, di come non si capisce di chi abbia preso da chi.
potrei parlare di quel sesto senso che ci dice "non entrare in casa stasera... dormi fuori che è meglio".
potrei parlare di come... beh il mio letto è dentro casa mia.
potrei...
dovrei...

"Le cose, per fortuna o purtroppo, bisogna dirle."
lo dicevo io, nel 2002, appena maggiorenne. e non ho cambiato idea. non capisco perché quel "per fortuna o purtroppo". per fortuna. non mi ricordo quale fortuna trovassi nel dire le cose a 18 anni.

sto guardando Qoob, ho scoperto che posso vederla, che nella tv nuova ho integrato il digitale terreste. è piena di cortometraggi inquietanti e psicotici. dimmi te se alle 8.15 di mattina uno possa guardare della gente in tuta bianca con mascherina davanti alla bocca che fa inieizioni alla gente e uno assediato da Audi e da fucili di precisione... io preferivo YOS. oppure FLUX. ma insomma - voglio dire - dei bei video indie, inframezzati da dei filmati divertenti. i cortometraggi inquietanti non possiamo lasciarli alla notte?

Buck l'aveva capito, era meglio stare fuori e basta.

ma poi sembra che sia successo chissà cosa. no, non è successo proprio un cazzo, e anche se in neanche 6 mesi di 2009 è già successo di tutto, forse non succede mai abbastanza.
non parte mai la fuga giusta.
sicuramente ho sbagliato qualcosa, vorrei capire esattamente quando, e cosa. giusto per curiosità, mica per altro.

Vi lascio una playlist:
Eskobar - She's Not Here
Counting Crows - All My Friends
Bloc Party - Signs (Armand Van Helden RMX)
Manic Street Preachers - My Little Empire
Hugh Wilson - Falling Away (spot Sprite 2009)

e poi ascoltatevi quello che cazzo vi pare, siete già grandi.

martedì 26 maggio 2009

una sera mi sono (s)pettinato e sembravo carlo pastore

vision of division non mi ricordo più un cazzo degli ultimi 1-2-3 mesi dove sono come ci sono arrivato non ricordo davvero ricordo che una sera mi sono (s)pettinato e sembravo Carlo Pastore e ho capito che era il momento di tagliarmi i capelli quando poi somigliavo al cantante degli ex-otago ho capito che era veramente ora quando me li sono tagliati sembravo Allevi con i capelli stirati non credo uno debba vergognarsi di non essere felice o di essere felice non credo uno debba proprio vergognarsi a meno che non abbia davvero motivo di vergognarsi di qualcosa (di qualcos'altro) curioso che in 3 anni di blog non avessi mai scritto qualcosa stile strim of consciusness tipo Giois eh? davvero curioso soprattutto perché faccio come cazzo mi pare e se voglio come avete visto un punto interrogativo ce lo metto però tutto questo non lo metto su Facebook non lo voglio inquinare con troppa roba che poi la gente su facebook è più rincoglionita di quella che mi viene a cercare sul Windows Live Spaces certo che anche il windows live spaces è una merda ma questo è un complimento per i suoi utenti che ancor più stoicamente vengono a cercarmi qui (un caro saluto a quello che mi cerca su Google "Blogorroico Atti") eh poi potrei mettere il blog tipo su blogspot o su altra piattaforma personale magari pigliando soldi dagli sponsor eh chissà potrei anche guadagnarci qualcosina dalle mie cagate un giorno. [ndr, come vedete l'ho fatto alla fine]

ah oddio ho messo un punto mi sono fermato eh non sono mica Joyce ma si in realtà poi lo strim of consciusness è una delle più grandi cagate della storia è l'uovo di colombo credo sia la cosa più facile che possa esistere che poi l'Ulisse di Joyce è un capovaloro pesantissimo che alla fine è un po' come Jimi Hendrix è figo solo perché tutti dicono che è figo Jimi Hendrix poi il capitolo dello strim è pure in fondo al libro.
Cioè no uso un altro punto va reso onore al grande Joyce perché dietro l'Ulisse c'è davvero un grandissimo lavoro ed è una grandissima opera però non vuol dire una canzoncina chitarra e voce come può essere "Walkaways" dei Counting Crows non possa darti più emozioni di un'intera suite di Morricone che poi non so neanche se ne abbia mai fatte come tali ma vabbè era un esempio per dire che se dovessi contare sulle capacità "tecnico-artistiche" io e tanti altri ignoranti avremmo già smesso da un pezzo di scrivere perché io non so cosa sia un avverbio e non me ne vergogno e i condizionali e i congiuntivi li uso a istinto così come le precedenze negli incroci.

che poi a fare così perdi veramente di vista il punto e non quello della punteggiatura ma proprio quello del discorso che volevi affrontare sempre se esiste veramente perché poi hai in testa una canzone dei Rise Against che è l'unica forse in cui il cantante non fa degli urli gratuiti e te l'ha messa in testa Saccolo che l'ha fatta passare su Sandy the Clown cacchio ma noi facciamo un programma ti rendi conto e i brani che passiamo li scopriamo dopo averli già lanciati e commentati beh però mi vengono in mente quelle canzoni dei 17-18 anni e non voglio parlare di nuovo del passato però quel senso di dolore a volte ti permane e che cazzo è tutto il giorno che ho pazienza perché non voglio cercare scuse certo che su: e uso i due punti per sottolinearlo un po' di cazzo di pippoinzaghismo, e uso anche una virgola, e due, e tre, esco dal circolo vizioso e dico che si potrebbe dovrebbe un attimo rilanciare la fuga se vedo che qualcosa non funzia che sennò mica capisco come funzia e poi entriamo in un altro circolo vizioso che si entra senza tessera arci che poi mi chiedo come e quando uno veda e come e quando uno sappia vedermi e io che non ci vedevo più un cacchio da lontano finalmente ho ordinato gli occhiali nuovi proprio come piacevano a me come Chester Bennington dei Linkin Park oh sarò contentissimo e mi piacerò un sacco soprattutto con questi capelli qua pensa che bello sarebbe rifarseli rossi ora non perderei nemmeno il posto di lavoro e non sto scherzando ma non me la sento (figurati non me la sento di andare a lavorare in t-shirt e 3/4) mi va di tenere un minimo di presentabilità tipo polo e jeans lungo poi la barba e i capelli sono quelli che sono e se è per questo ho sempre scarpe "sportive" e non eleganti e inizia a venirmi sonno non tanto per la stanchezza ma per tutto quanto io sono uno più da dai e vai e via ma ripeto non cerco scuse...
...ma questo non è una scusa, mi avrebbe fatto girare pure una volta.

RadioScozaLibera plays The Cranberries - Free to decide

martedì 17 febbraio 2009

il sorrisino indie

Il sole, le giornate che si allungano, la misura delle gomme, la piccola chimica, l'Etiopia lontana, i caffè e i the, gli aperitivi, le email, l'insonnia, le medicine, le serate, gli amici, Round Here, la capitale, 15 kg, il 20, aprile, i bloc party, il sorrisino indie, e tutto questo è solo una piccola e incomprensibile parte di ciò che noi da RadioScoziaLibera osserviamo.
Ora inizio il nostro silenzio stampa: offesi, indignati e delusi, ci stringiamo intorno al nostro amico Giulio, e gli facciamo tanto coraggio. Che anche lui ce ne ha da basta per i cazzi suoi, di paura, e di tutto il resto.
Vi potremmo passare un altro bel pezzo odioso e fastidioso come "Eppure mi hai cambiato la vita" di Fabrizio Moro, ma no, noi, stasera, vi mettiamo su questa... e sono solo cazzi vostri.

LIGABUE - La porta dei sogni
E mi attacco alle stelle che altrimenti si cade
e poi alzo il volume di questo silenzio
che fa stare bene
e mi sa che sei quella che fa luce pian piano
chissà come ci vedi e chissà come ridi
di quello che siamo
e mi attacco alla buccia di questa notte
e salto, salto ma rimango giù...
la porta dei sogni,
la porta dei sogni,
la porta dei sogni chiudila tu.
E mi attacco alle stelle tiro un po' a indovinare
mi predico un presente in cui non c' niente
se non respirare
e se proprio sei quella fatti almeno guardare
non sai quanto ci manchi non tornano i conti
a doverti trovare
e mi attacco alla luce di questa notte
e salto, salto ma rimango giù
la porta dei sogni,
la porta dei sogni,
la porta dei sogni chiudila tu.


RadioScoziaLibera: oh, si... abbiamo il microfono dalla parte giusta. E per un po', ci limiteremo a sorriderci davanti. Il nostro miglior sorrisino indie rock.

mercoledì 6 dicembre 2006

I love Bennet

Un post corto che piace a Saccolo…
Oggi sono stato al Bennet. Entro, e cosa mi perviene alle mie orecchie. "A Long December" dei Counting Crows.
I love Bennet. Sono cose che non è che ti cambiano una giornata, te ne cambiano due.
Compro le mie cose, sto per uscire… ed ecco "Yellow" dei Coldplay. Che se dovessi dire una che è la mia canzone preferita direi quella. Cosa fai… vuoi uscire proprio adesso che il Bennet t’ha messo su Yellow?
Eh no… sono rimasto dentro a fare il giro di tutte le vetrine del centro commerciale "Guercino". Tutte. Anche quelle dei vestiti da donna e dei viaggi. Ah ma per Yellow questo e altro.

I love Bennet…


martedì 5 dicembre 2006

La messa di mezzanotte a Natale & varie altre disfunzioni

…venere non ritorna. MAI. quindi è inutile anche solo farsi venire certi pensieri.
che tanto non tornerebbe indietro nessuno. che tanto qui corrono tutti: se ti senti inseguito dai fantasmi del passato, sei solo tu che stai correndo troppo piano.
e poi io non credo ai fantasmi.
Credo nelle rovesciate di Ganz, e nei riff di Matthew Bellamy…
Credo che prima di mettere la testa a posto, forse bisogna metterla storta. Ma forse è anche vero che mettere la testa storta, se sai già che è una cosa sbagliata, forse non ti porta da nessuna parte.
Certo è che anche il mio letto non mi porta da nessuna parte: però ci salgo sopra ogni sera.
Che paragoni del cazzo. Però mi piaceva, lo lascio.
Sto alternando maiuscole e minuscole, sto proprio utilizzando una licenza poetica che non ho e non potrei/non vorrei/non dovrei usare, ma ci sta bene e lo faccio.
poi dicono che dovrei farci un libro, lo so e lo farò, ma il bello del blog è questa editorialità fai da te e "easy publishing". cioè scrivo una stronzata, e oppalà già la leggono tutti.
un po’ come quando esci con una, neanche il tempo di tornare a casa e già "ci sei insieme". eh ma è il 21° secolo, va tutto così veloce…
…eppure ci sono cose che non passano mai, tipo la messa di mezzanotte a Natale. diomio che calvario. poi sei li, accaldato perché la chiesa è stipata di cristiani da minimo sindacale (quelli di natale&pasqua per tradizione), hai mangiato come un maiale, hai anche bevuto, ci sono tutte queste luci e queste candele, ci sono questi cori… è quasi un trip di sofferenza. però che palle la corale di penzale. bravi eh, ma diomio… dai andate a cantare da un’altra parte. perfavore. io volevo solo andare a messa.
ecco.
ma cosa c’entra tutto questo?
sai che non lo so?
mi stavo chiedendo: riuscirò a imparare dai miei errori? o ciclicamente compio gli stessi percorsi? riuscirò a imparare a non cadere nelle stesse cose? o vado sempre a ricercarmi le stesse situazioni?
sto davvero crescendo oppure no? mi merito un posto sicuro in cui vivere o "non ne sono degno", nel senso che non sono "la brava persona" che sembra che io sia (o che io faccia finta di essere)?
quanto sono border-line da 1 a 10?
dove devo stare?
quanto devo condividere con le persone con cui vivo (in senso lato e in senso alato e in senso a lato)?
riuscirò a darmi un ritmo/uno stile necessario per una certa vita? sarò mai in grado di vivere quello che devo vivere?
qual’è la mia vita?
ecco. eccomi in un "momento soriani". una volta (una settimana fa) avrei detto "eh ma è novembre". ora novembre non è più… sarà sto tempo di merda che lentamente mi uccide dentro. sarà.
certo che a londra è anche peggio. ma almeno è una città più viva di questa. che anche questa poi è una città viva, se la si sa vivere. non è che perché ci sei nato il tuo posto è una merda. diciamolo. smettiamo di dover credere che andarsene dalla propria città natale è per forza figo. può essere necessario, può essere bello, però smontiamo anche questo luogo comune del cazzo.
cento è una bella città, tiè. e smettiamo di dire che i centesi sono stronzi fighetti con la puzza sotto il naso. i centesi sono come tutti gli altri, alla fine, ci sono gli stronzi, i fighetti, quelli con la puzza sotto il naso, ok, forse sono anche la maggioranza della popolazione, può essere. ma non sono tutti così.
certo è che a cento c’è una mentalità ancora paesana,ma collocata in una piccola città. ovvero: non siamo il piccolo paese dove te ne devi andare per forza, perché qui, alla faccia di chi va di continuo a bologna, c’è già tutto (o quasi, a parte il rivenditore ticketone, il centro fastweb, il centro telecom, e altre cosine similari).
però c’è la mentalità paesana dove ovunque ti giri hai incollato sulla schiena il tuo userID con tanto di genitori, storia, rendimento scolastico, exragazze, compagnie con cui sei uscito, ecc. ecc.
e quello non te lo scrolli: allora o te lo costruisci bene, o cerchi di correggerlo. ma sono cose lunghe e impegnative… chi non ci riesce/chi non ha voglia di impegnarsi in questo allora fuga via verso altri lidi, senza maiscuola.
certo, a volte per ti vengono attaccate addosso delle etichette pesanti o false, e allora è normale "arrendersi". bisogna valutare caso per caso.

mi mancano alcune persone, lo so, è normale. ma venere non ritorna. MAI.
"I miss you, I guess that I should… 3500 miles away, but what would you change if you could?"
Niente. Non cambierei proprio niente di tutto quello che ho fatto.

poi a volte le cose non si mettono come vorresti, perché non si vive a compartimenti stagni, e non riesci a vivere di pippoinzaghismo. perché il pippoinzaghismo richiede una forma costante, che a volte non hai. e il pippoinzaghismo stesso contempla il fallimento. perché può succedere.
poi è vero che l’uomo non deve ricercare la perfezione: nel senso che la deve cercare si, ma non deve aspettarsi di trovarla. è un tendere alla perfezione. e qui ringrazio Giovanni Padovani, mitico e storico prof di Filosofia, che prima di tutto mi ha insegnato a pensare un po’ di più e un po’ meglio di quanto non avessi fatto nei miei 16 anni precedenti.
ringrazio anche Orsi per avermi fatto pensare a questa cosa che era nata dal mio post precedente.
che ci fosse Giulio direbbe: "va beh, ma nel pratico della bumbata della prima volta, la perfezione non puoi averla, quindi tendici pure, anzi, è un bene che tu ci tenda alla perfezione… ma se devi stare ad aspettare di trovarla non bumbi più!"
a volte Giulio è anche una persona seria, nel suo essere Giulio.
e io invece che non sono Giulio, potrei dire citando i Bluvertigo: "la perfezione è un’utopia: ed è per questo che va ricercata".
va ricercata, ma non aspettarti di trovarla su questa terra.

una volta, eravamo ubriachi e minorenni in gita a Salisburgo, e nacque un altergo abbastanza serio sulla differenza tra i termini "cercare" e "trovare". qualcuno sosteneva che fossero sinonimi, io invece ero convinto (e lo sono tutt’ora) che mentre "cercare" indichi un’azione con esito incerto, ancora sconosciuto, "trovare" indica un’azione già con esito che tende al positivo. poi è vero che possono essere usati anche come sinonimi, ma vabè, l’italiano è piuttosto versatile.
sto ascoltando in sottofondo "august and everything after". un album del genere in sottofondo è come usare la birra Du Demon per cuocerci i wurstel. ciao la Du Demon! saranno anni che non ne bevo. sarà da quando ero minorenne, forse.
bei tempi quelli… c’erano meno pensieri: oppure, ce n’erano lo stesso tanto e a loro modo altrettanto seri, eppure c’erano meno problemi. ecco, è questa la differenza: ci sembrava avessimo tanti problemi e in realtà ne avevamo un tot meno di quelli che adesso. ogni cosa che guadagni è una cosa da gestire.
certo, tutto questo se vuoi vivere davvero. perché se ti accontenti di vivere con l’autofreno e il cambio automatico, e magari anche le righine tratteggiate per terra, come in GP-GP2-GP3-GP4, allora forse non cambia molto. ma allora te non stai vivendo, bell’uomo.

boh e poi ci sarebbe tanto altro da dire, a questo punto sacchi non starà più leggendo, e si lamenterà dei miei post sproloqui troppo lunghi. ma se sta leggendo fino a qua si meriterebbe un premio: tipo che io andassi con lui a Milano per gli incubus… si ma fino a Milano… e poi 30 euro… dai, che si accontenti dei verdena all’estragon. E poi sto già ascoltando "il suicidio del samurai".
inevitabilmente BLOGORROIC: un modo inutile per passarsi il tempo invece che studiare.


venerdì 13 ottobre 2006

Le morose degli artisti


2 dicembre 2006, Bologna (per la precisione Casalecchio di Reno, al palaMalaguti), concerto dei Muse.
Oggi stavo un po' girando su internet a cercare quelle cose che a me-soli-saccolo piacciono tanto, cioè i meanings (significati) delle canzoni. Mah si, quelle cose a cui a noi piace discutere in stati semi-alcolici con tanto di lacrime agli occhi per le risate, e con tanto di sfondi di persone incazzate/con la bocca aperta perché non hanno un cazzo di pensiero in testa/che limonano tra loro/che ascoltano semi-interessate(o che fanno finta di farlo).
Eh beh, e allora mi sono soffermato sulla figura di Matthew Bellamy. Il cantante dei Muse.


Minchia, se su Adam Duritz (il cantante dei CC) si potrebbe scrivere un libro, direi che su Matt si potrebbe fare almeno un libercolo. Libercolo, bella questa parola, era almeno un anno che non sentivo dire la parola "libercolo".
Indubbiamente, uno schizzoide. Uno scoppiato. Un visionario. Uno che legge dei libri di matematica senza capirci un cazzo e trova il titolo per un album: Origin of Symmetry, origini della simmetria. Un tipo che è ossessionato dal rapporto tra l'uomo e la tecnologia, dal sentirsi posseduto e osservato. Uno che fa un album (Absolution) con una playlist, che tradotta in italiano, suona pressapoco così:
1. Intro
2. Apocalisse, perfavore
3. Il tempo sta finendo
4. Canta per l'assoluzione
5. Sindrome di Stoccolma (per chi non lo sapesse è la sindrome secondo la quale la vittima si affeziona al proprio carnefice, ndr)
6. Cadrò insieme a te
7. Isteria
8. Interludio
9. Blackout
10. Farfalle e Uragani
11. La piccola stampa
12. Per sempre
13. Pensieri di un ateo morente
14. Coperto da segretezza


Terrorizzante. Ansiogeno all'ennesima potenza. Angosciante. Della serie che Adam Duritz, il re del pessimismo, si tocca i maroni. Non c'è bisogno che faccia ulteriori commenti: un tipo del genere ha dei problemi. E un tipo del genere, con chi poteva stare? Un tipo del genere ha conosciuto una ragazza milanese che faceva l'erasmus a Londra. Che facoltà? Psicologia, ovvio. Poi l'erasmus è finito. Lei è tornata in Italia. E lui? Ovvio, anche lui in Italia... sul lago di Como. E stanno insieme da 5 anni.
Cioè, l'ho premesso: io adoro i Muse, adoro la sua musica, e di conseguenza adoro anche un po' lui. Ma lui ha dei problemi. Anche chi ascolta i Muse ha dei problemi. E quindi si, anche io ho dei problemi. Vabbè ma bastava leggere un attimo questo blog per capirlo, non dovevo certo dirlo io.
E quindi mi immagino Matt che c'ha le sue visioni, i suoi terrori, le sue angoscie, che nella notte, va in trip, va in sonnambola, piglia la sua chitarra elettrica distorta all'inverosimile, e inizia a urlare in falsetto, e a fare degli sleghi paurosissimi e distortissimi e angosciosissimi.
Cazzo, nel cuore nella notte, e i vicini? I vicini non esistono, lui è pieno di soldi, c'ha la villa sul lago di Como e i vicini non esistono.
E allora la sua ragazza, che adesso lavora in un ospedale a Milano, si sveglia, magari anche un po' incazzata perché tra qualche ora si deve svegliare per fare il turno della mattina, e va li. "Matt, cosa c'è?" Proprio in italiano glielo dice, perché lui lo sa anche un po' l'italiano. Non è mica come Schumacher, a cui l'Italia ha dato milioni di euro e lui ha imparato due parole in croce (e tra l'altro male, come dimostra la sua battuta finale in Cars).
Matt è riconoscente: la sua morosa gliela da, e lui per riconoscenza sta imparando l'italiano. Visionario, fanatico, malato, tutto quel che vuoi: però è riconoscente. E' un buon ragazzo, in fondo. Non è colpa sua se ha dei problemi.
Dicevo, la sua morosa scoglionata si sveglia e gli chiede cosa c'è. Lui, in pigiama, tutto sudato, esce dalla sua sonnambula, e corre al primo foglio di carta e trascrive subito tutto quello che si ricorda. Ne salta fuori un foglietto scritto male, con il testo e in mezzo gli accordi. Tipo i fogli che girano a Penzale delle canzoni da chiesa.
Poi finito di scrivere, torna in sè. Si caccia sulla sua ragazza, e si mette a piangere. E lei, in un incrocio tra morosa accondiscendente e psicologa no-profit, sempre in bilico tra la professionalità e la deformazione professionale, lo ascolta, gli fa le carezze, e gli ripete in continuazione "Su Matt, è tutto finito."
"Ma c'erano gli alieni... e ho visto Dio che... ci stanno spiando... ci sarà un futuro in cui... questa società moderna..."
"Dai Matt, è tutto finito, adesso torniamo a letto e non ci pensiamo più..."
"Ma ti dico che ci stiamo dirigendo verso...il futuro..."
"Su, è tutto finito, ok?"
Deve avere una bella pazienza la morosa di Matthew Bellamy. Questo si che è amore.


Certo che un po' tutte le fidanzate degli artisti... pensiamo al mio guru Adam Duritz. Vai con lui e sai già che non durerà, che come minimo ti ritroverai sul prossimo album dei Counting Crows. E poi sai che lui si farà delle pare... perché se va bene andrà troppo bene per andare davvero bene, e prima o poi dovrà finire... e se va male va male... oppure magari va a letto con te ma pensa ancora a Elisabeth (cazzo ancora? beh ma sono ormai 10 anni... dai Elisabeth è sposata e ha già due bambini mi sa...) oppure finito di bumbare con te va a telefonare ad Anna. Cioè, insomma, ok, è solo una vecchia amica, la loro storia è stata quasi 20 anni fa, però sapere che c'ha fatto una settimana di sesso sfrenato in Grecia non è che ti piace subito subito. Va beh non essere gelose, però dai... un minimo...
Poi è chiaro: alla fine è Adam Duritz, ti fa innamorare con due parole. Però è il suo bel marone, non c'è dubbio.
E perché, stare con Massimo Coppola dove lo vogliamo mettere?
Lui è senza dubbio il peggiore... dev'essere un pignolo scassapalle che si lamenta per qualunque cosa, con la fissa del calcio, maschilista a manetta... è quella che va all'Ikea con te e non gli va bene niente di quello che compri, è quello che vai a mangiare fuori e hai scazzato serata, ristorante e menù... quello che vai al cinema e hai scazzato cinema e film... insomma non gli va bene niente. Ti critica in continuazione. Obiettivamente dev'essere insopportabile.
Poi è chiaro: tu sei donna, quindi alla fine, a prescindere, Massimo Coppola non ha tutti i torti. Avrà sempre un po' di ragione a tirarti della carne, non c'è dubbio. Tu sei donna, hai un minimo di torto insito in te. Pensaci bene: qualunque cosa tu faccia è difficile che tu abbia completamente ragione. Ciò non toglie che alla fine Massimo Coppola non lo si regge. (da morosa, dico... da suo fan lo reggo benissimo tutte le sere dal lunedì al giovedì alle 23.30 su MTV!!!)


Insomma, gli artisti sono persone particolari e le loro morose devono avere una gran pazienza. Lo diceva anche Ligabue: "abbiam donne pazienti, rassegnate ai nostri guai..." poi alla fine lui si è separato, quindi la sua donna mi sa che la pazienza deve averla finita. O deve averla finita lui.

martedì 26 settembre 2006

Fobia del sociale

L'altro giorno, per caso, sono entrato al bloom. Più che per caso, per andare in bagno. Va beh ma forse sarei entrato anche se non dovevo pisciare... giusto per farci un giro. In fondo l'ultima volta ci ero entrato a giugno, o forse addirittura maggio, insomma la scorsa stagione. E per stagione intendo il senso calcistico, da settembre a giugno. Lo stesso senso di anno scolastico. Ma anno scolastico lo si usava ai tempi delle superiori. Ora c'è l'anno accademico, ma non è la stessa cosa... l'anno accademico ha la pausa estiva ma dura da ottobre a settembre... dura 12 mesi...
Beh comunque al bloom c'è un palco nuovo ancora più grande e più bello. E più alto. C'è anche meno posto per i tavoli per la gente. Quindi la gente ci sta ancora più stricata.
Ma la questione è che quando sono entrato... ho provato fastidio. Entrare dentro un posto, e sentirmi osservato da tante persone in maggioranza più piccole di me, e sfigate, mi ha dato fastidio.
Non lo so, per me è stato strano, non mi era mai capitato di provare fastidio in questo modo... si diverse volte magari non mi ero sentito a mio agio ma vabbè quello capita, spesso anche con una camicia indosso non è che sono a mio agio come con una maglietta però la camicia non mi da certo fastidio.
Bah.
Ma la questione è che oggi entrando al mcdonald ho riprovato la stessa situazione, in un contesto simile. Fastidio. Cinni e cinne ancora più piccoli, ancora più sfigati, e ancora più ferraresi.
Avevo voglia di leggermi un po' il mio "Oceano Mare" imprestatomi da Soli... ma li dentro sarei stato a disagio, non ce l'avrei fatta.
Alché ho anche pensato: oddio... mi da fastidio entrare al bloom con tutta sta gente... mi stanno sulle palle i cinni e anche le cinne delle superiori... ho voglia di stare da solo per i cazzi miei e leggermi Baricco... sto diventando come Soli! :asd:
Poi ci ho riflettutto e ho detto: calma, no. O perlomeno non ancora. Perché anche se provo disagio con tutti queste "cinni" e "cinne", devo dire che di cinne me ne bumberei almeno un quarto. E in alcuni momenti potrei toccare punte percentuali del 50%.
In fondo, c'è gente che fa la superiori che c'ha poi i suoi 18-19 anni... alla faccia dei cinni e delle cinne...
Ma la questione non se io stia diventando come Soli oppure no ( :asd: ). Non è questione se divento come Soli, come Diego o come Sacchi... è questione che sto diventando qualcosa non sono più io! Questa "paura del sociale" o meglio "fobia del sociale" non è da me e mi preoccupa un po'.
Quando sarò sopra un palco e la sentirò di nuovo allora vorrà dire che c'è qualcosa che non va. Anzi, che c'è qualcosa che va. Qualcosa che va via. Un po' di me, ad esempio.
Sarà solo un po' di me che se ne va. Solo un po' di me che se ne va. "Solo". Come se fosse poco. Io tremo, te lo dico, io tremo. Non sono mica Manuel Agnelli.

Counting Crows - "Have you seen me lately?"

Get away from me, just get away from me
This isn't gonna be easy
But I don't need you, believe me
You got a piece of me
But it's just a little piece of me
And I don't need anyone
And these days I feel like I'm fading away
Like sometimes when I hear myself on the radio

Have you seen me lately?
Have you seen me lately?
Have you seen me lately?...

I was out on the radio starting to change
Somewhere out in America,
it's starting to rain
Could you tell me the things you remember about me
And have you seen me lately?

I remember me
And all the little things that make up a memory
Like she said she loved to watch me sleep
Like she said: "It's the breathing,
it's the breathing in and out and in and..."

Have you seen me lately?
Have you seen me lately?
Have you seen me lately?...

I was out on the radio starting to change
Somewhere out in America
it's starting to rain
Could you tell me the things you remember about me
And have you seen me lately?

I guess I thought
that someone would notice
I guess I thought
somebody would say something
If I was missing
Can't you see me?
Come on color me in
Come on color me in
Give me your blue rain
Give me your black sky
Give me your green eyes
Come on give me your white skin
Come on give me your white skin
Come on give me your white skin

I was out on the radio starting to change
Somewhere out in America, it's starting to rain
Could you tell me the things you remember about me
And have you seen me lately?
Have you seen me lately?
Have you seen me lately?...

Altra canzone "a tema" (stile saccolo :asd: ): Afterhours - Bye Bye Bombay

martedì 19 settembre 2006

Un post alla Cotolino, ma fatto alla Atti

Premessa: questo è un post un po' fatto alla Cotolino, di quelli dove racconta le sue giornate, ma è fatto alla Atti. E' da prendere come un tributo a Cotolino, anche. Non è certo una parodia.

Oggi è stato un giorno particolare. Diverso dal solito. Di quelli che ti svegli la mattina in un modo, e vai a letto la sera in un altro. Certo, "this change I've been feeling doesn't make the rain fall". Gli altri si sveglieranno allo stesso orario. Io no.
Eh no, qualche minuto prima o dopo, ma mi sveglierò a un orario diverso.

Voglio raccontarvi della cosa più inutile e più normale che dovevo fare oggi. Quella che mi ha cambiato di meno la vita, e che allo stesso forse me la cambierà di più.
Sono stato al Bennet. Ci vado ogni tanto. Da solo, faccio la mia spesa da single. Mi piace. Però sono il single mantenuto, si capisce perché non compro il cibo. La scena migliore è quando ci vado la mattina vestito male con cappello e barba lunga. Tipo Keanu Reeves. Mi manca solo la mazza da baseball, il gippone o il fucile. Oh, sto dicendo il gippone perché Keanu Reeves usa un gippone, non perché voglia fare riferimenti particolari a SUV prodotti da case automobilistiche tedesce. Ho smesso. Ciao Betsy, benvenuta tra i lettori del mio blog. E scusa. Però "was not alright with me..."

Si da oggi mi sentirò un po' di più come Adam...

Va beh, oggi però ci sono andato di pomeriggio, quindi niente cappello e niente barba, nè tantomeno mazza da baseball, fucile e gippone. Dovevo prendere:
- cornice 40 x 50
- post-it
- 2 deodorante Axe diversi

Cornice 40 x 50: mi serve per incorniciare la prima pagina della gazzetta del 10 luglio 2006. Tutto vero. Veramente l'ho già incorniciata per mio fratello in camera sua. Non volevo metterla anche in camera mia, almeno non subito, ma mio fratello mi fa "dopo si rovina... cosa aspetti?"
Io ho risposto "ma cos'è, una gazzetta per ogni stanza? ne mettiamo una anche in bagno?".
La soluzione poteva essere incorniciarla ma tenerla nell'armadio. Solo che c'ho l'armadio già pieno di roba, se ci vado anche a mettere gazzette incorniciate...
Post-it: questi mi servono. Servono sempre dei post-it no? Metti che abbia bisogno di attaccarli sulla macchina di qualcuno... :asd:
2 deodorante Axe diversi: in genere ne tengo sempre due, per diversi motivi. innanzitutto, perché è funzionale, se me ne finisce uno, ne ho un altro di scorta. e poi, per variare un po', se mi stanco di uno uso l'altro. e poi, last but not least, perché da un po' di tempo tengo un "beauty-case" di emergenza, dove dentro ci sono sempre medicine, dentifricio, spazzolino, gel, docciaschiuma, e quant'altro. sempre pronto per partire.
Si, anche gli uomini hanno un beauty case... insomma si lavano pure loro, da qualche parte dovranno tenere sta roba no?

E niente... innanzitutto arrivo al Bennet ascoltandomi gli Straylight Run... si potrei inserire il loro album in quelli da macchina, per viaggi lunghi notturni... un po' tipo "Meds" dei Placebo. Ma mentre "Meds" ti stravolge sempre un po', ti prende che sei li e ti molla che sei da un'altra parte, "Straylight Run" (è il loro primo album ha lo stesso titolo del gruppo) ti prende, ti fa girare, e ti molla dov'eri prima. Solo che c'hai lo stomaco come se ti fossi svegliato sbronzo.
Beh, arrivo, parcheggio, entro. E vado dai deodoranti. Senza carrello, e senza cestino. Il cestino lo prendo sempre dopo se ho troppa roba. Direi che è questo lo spartiacque tra il single che vive da solo e il single che convive con qualcuno che lo mantiene (vedi mio padre). Il single ha bisogno del carrello per il cibo, il single mantenuto gli bastano le mani. O al massimo il cestino.
Prendo i deodoranti. Axe. La cosa che mi fa ridere è che c'è sempre scritto "supersex afrodisiac fragranza irrestibile sexy". Io volevo solo puzzare di meno. Non è che ogni volta che mi lavi e mi deodori debba anche trombare. Va beh.
Poi cerco i post-it. Sono le sette di sera e la corsia del materiale scolastico-cartoleria-ufficio è un presidio di extracomunitari. Giro, a fatica, avanti e indietro, in mezzo a bimbi di colore di pochi anni che parlano l'italiano meglio dei loro padri e madri, bimbe tignose, madri stressate, studenti delle superiori centesi ma terroni nell'animo, e non li trovo. E poi c'è anche una biondina ricciolina con la coda. Con sua madre. Non sembra piccola. Secondo me ha più di 16 anni. Si, ha l'aria di essere nata negli anni 80. E' una soddisfazione morale, almeno non mi prendo del pedofilo da un qualche amico sempre più moralista nelle considerazioni ma non altrettanto nei fatti. Vero? Eh non dico il tuo nome che è meglio va.... si è meglio così, meglio che tu faccia il moralista ma poi alla fine stia dalla nostra parte. /////
Non si trovano i post-it. Saranno finiti. Li avranno comprati tutti. Chi sarà mai che nella vita compra così tanto post-it? Eh?
Chi sarà mai? :asd:
Allora cerco e trovo la mia cornice. Che è 40 x 50. Mica piccola subito. Poi torno a cercare i post-it. Oltre a tutta la gente di prima, si aggiunge la mia cornice. Che occupa come un bimbo.
E i post-it continuo a non trovarli. Mucchio.
Vado alla cassa. La cassa veloce è chiusa. Tanto ci sarebbe stato sicuramente un qualche problema a farla diventare una cassa più lenta delle altre, come succede sempre. Soprattutto quando compri della roba scomoda.
Mi metto in fila.
E mi accorgo che davanti a me c'è la madre della biondina! Con figlia che arriva poco dopo. Io avevo già messo la mia roba li sul rullo. Anche a fatica, tra l'altro, la cornice 40 x 50 l'ho dovuta incolonnare bene bene dritta dritta come il cell nella pubblicità che Sacchi tiene a sottolineare.
La cassiera, roita e antipatica, caratteristiche troppo spesso presenti contemporaneamente nelle cassiere del bennet, è indecisa se segnare o meno anche i due deodoranti e la cornice. "No" dice la madre, tra l'altro una bella donna, tutta tirata, "sono dell'altro signore."

:-O

Io signore? E' un event... è la prima volta nella vita che mi danno del signore e non del ragazzo... escludendo i posti in cui sono obbligati per formalità, tipo quando chiamiano il tuo nome da qualche parte e non c'è scritta la tua età o c'è scritta ma non la guardano.
Mi sto stempiando davvero così tanto? Signore?
Da una madre così sarei accettato se andassi con sua figlia? Non mi ritiene forse troppo grande? Anzi, troppo vecchio? Signore... minchia... e dire che fino a ieri ogni tanto mi chiedevano ancora se ero maggiorenne... si, questa parte di riflessione è un po' un tributo a Cotolino e ai suoi "Cotolinismi". Dovrei fare un post con i cotolinismi, le saccate, le cosine di orsi, le sorianate, e la dieghite. Forse lo farò.
Comunque la madre paga con la carta di credito. Ottimo, hanno anche dei soldi. Forse, alla fine non vuol dire.
E se ne va, con la figlia dietro... la cassiera brutta e stronza mi serve, la pago, mi da il resto e non mi saluta nemmeno. E siccome esito a prendere su la mia cornice (dovevo mettermi i deodoranti nella tasca della felpa, di pagare una sportina non se ne parla) lei inizia a buttarci sopra i prodotti comprati dalla famiglia dopo. OH! LA MIA CORNICE! DEVO METTERCI LA GAZZETTA! Un po' d'usta cazzo.
Me ne vado, cornice alla mano... ma la biondina dov'è andata? Non c'è a destra... nè a sinistra? Sparita? Infilata in qualche negozio? Mah, non se ne vede traccia...
Esco un po' triste... alt, c'è una canzone che conosco. Che conosco bene. E' dei Counting Crows. Si, è Four Days.
Vi rendete conto? Il Bennet che mette su i Counting Crows... ma non Accidentally in Love o Big Yellow Taxi... e nemmeno Mr. Jones... e neanche Round Here.... ma Four Days!!! Una canzone che non è stata mai nemmeno un singolo, che io ricordi. Cioè vi rendete? E' come lo Yoga alla pera... non una canna o una birra, uno Yoga alla pera. Four days. Orbo!
L'ho preso come un segno del destino... dovevo cercare la bionda. E allora in macchina mi sono girato tutto il parcheggio del Bennet cercando la biondina... ma niente. Scomparsa. Sparita. Un'altra occasione persa, lasciata andare...
Certo era solo una biondina carina... e le mie erano solo cazzate.
Queste cose non si fanno più... cazzate! Non si fanno più perché la gente non le fa più. Si certo sono cazzate, sono rimaste cose da film o da libro di Moccia, ma perché no? Perché bisogna rassegnarsi a queste cose?
Credo che ogni tanto bisognerebbe lasciarsi andare un po'.
E niente poi sono tornato a casa, a continuare la mia giornata particolare, "il mio personalissimo giorno dei giorni", che alla fine non è oggi forse, ma è un giorno come questo. un giorno talmente normale da non esserlo, o talmente anormale da diventare normale.
Oggi pensavo a una cosa.

Why not?

lunedì 18 settembre 2006

Un album per ogni momento...

Ci sono album per tutti i momenti. Ve ne illustrerò alcuni.

Counting Crows - "August and everything after" [1993]
Album da ascoltare in macchina, di notte, da soli, per sfogare incazzature. Qualunque problema tu abbia, dentro quell'album se ne parla. Stai tranquillo. Può andare bene anche da ascoltare in casa, sempre da soli.

Norah Jones - "Come away with me" [2002]
Sempre da ascoltare in macchina, questo va bene per serate tranquille, felici e rilassate. Tipo il viaggio di ritorno dopo una trombata fuori dal Comune (nel senso fuori dal territorio comunale, non una trombata orba...).

Muse - Origin Of Symmetry [2001]
Questo ha un doppio utilizzo. Si può utilizzare a casa propria mentre si fa ginnastica/pesi, oppure se ci si trova in devastante crisi psicologica. Data l'estremità del CD ne è sconsigliato l'utilizzo in macchina per incompatibilità con il codice della strada.

Korn - Issues [1999]
Anche questo mentre si fa ginnastica/pesi.

Oasis - (What's the Story) Morning Glory? [1995]
Questo si ascolta sempre volentieri ovunque e comunque, è quasi un album universale. L'ho scoperto ideale per riordinare la propria stanza (soprattutto se si devono spostare e far venire alla luce vecchie cose che potrebbero generare spiacevoli ricordi...)

SubsOnicA - Amorematico [2002]
Album da pre-serata balotta, ideale da mettere su in casa prima di prepararsi per uscire la sera. Si preme play che si è ancora tutti sudati e sporchi con la barba lunga, e nel corso dell'ascolto del CD ci si taglia la barba, ci si fa la doccia, si scelgono i vestiti, ci si mette il gel, ci si lava i denti e ci si profuma. Se si è davvero lunghi, e se nel mentre si cazzeggia, e soprattutto se si è in "para da figa", si può arrivare a metterci anche tutto il tempo del CD.

Linkin Park - Hybrid Theory [2000]
Una volta aveva due funzioni: veniva usato come album di sfogo per i pali in culo ricevuti, e veniva usato per animare le feste. Ora alle feste la musica non la mettiamo più su noi, e come album di sfogo ne utilizzo altri (vedi sopra), quindi Hybrid Theory resta un bell'album da ascoltarsi per fare amarcord personale, per caricarsi, o per fare i maragli in macchina.

Arctic Monkeys - Whatever People Say I Am, That's What I'm Not [2005]
Album per caricarsi, prima di serate con amici o in personal, da ascoltare a casa o in macchina. Può anche andare bene come valvola si sfogo di adrenalina per il viaggio di ritorno, ma solo se la serata è andata bene o lascia presagire sviluppi positivi futuri.

The Strokes - First Impressions Of Earth [2006]
Di questo ne avevo già parlato in un altro post... è un album tendenzialmente da pomeriggio, per rallegrarsi, ma può andare bene anche la sera o la mattina. Può essere utilizzato indifferentemente in macchina o a casa.

Placebo - Meds [2006]
Questo va ascoltato in viaggi serali/notturni, possibilmente lunghi, e che prevedano il dormire fuori casa. La situazione psicologica personale è indifferente perché verrà comunque modificata dopo l'ascolto del CD, che è in grado di generare riflessioni artistico-filosofiche di ogni tipo.

U2 - The Best Of 1980-1990 [1998]
Eccezione per gli U2: questo non è un album ma è un best of... ma direi che Bono è soci se la meritano tutta, infatti questo è il mio CD preferito (considerando anche i live e le raccolte, se invece devo rimanere a livello di album il mio preferito era "Hybrid Theory" dei Linkin Park... anche se "August and Everything After" dei Counting Crows è in costante rimonta da tre anni a questa parte...)
Comunque, questo CD è l'ideale per rilassarsi la sera, a casa. E' bello e basta. Non genera particolari emozioni, non ne lenisce, ma fa solamente bene allo spirito. Perché è pura buona musica al 100%. E quando si è stanchi e si ha voglia di riposarsi non fa bene... di più, fa benissimo.

E poi sicuramente ne ho tanti altri ma per ora bastano questi... Evviva la buona musica!!! e anche chi la sa apprezzare.

sabato 16 settembre 2006

Are you happy when you're sleeping?

è colpa tua che ti sei arreso?
è lei che è una testa di cazzo?
davvero non eri tu la chiave per la sua toppa?

bah... domande. si vorrebbe tanto una risposta. una risposta vera. LA VERITA'. quello che le donne non dicono. LA VERITA'. Enrico Ruggeri ha scritto una canzone. "Quello che le donne non dicono". Una canzone bellissima e stupendissima per carità, anche cantata da Fiorella Mannoia. Ma una canzone di cazzate. D'altronde, non poteva che essere che così. E' bella per quello. Perché le donne dicono cazzate. LA VERITA' è appunto quello che le donne non dicono. bastava una traccia audio di 5 secondi 5, dove Enrico Ruggeri e Fiorella Mannoia, magari a due voci, dicono "LA VERITA'". titolo della traccia: "Quello che le donne non dicono". avrei apprezzato in egual modo.

Ora devo una dedica a me stesso al mio caro amico Alessandro. Un'altra? Che siete, due busoni?
No amici miei, dovete sapere che l'amicizia vale più di mille trombate.
(beh forse mille è un numero alto, dipende poi anche con chi le fai e come le fai, perché c'è trombata e trombata, ma c'è anche amicizia e amicizia).
Ma credo di aver imparato sulla mia pelle e non solo il valore di certe cose.

Prima della dedica, la devo spiegare. Si tratta "A Murder Of One", dei Counting Crows, la traccia 11 dell'album August and Everything After. Un capolavoro.
E' una canzone che Adam (il cantante della band) dedica a una propria amica, soffocata da un rapporto troppo opprimente nel quale lei si è rifugiata. La famosa sicurezza che costa troppo, quella del mio intervento "Non ho nulla da aggiungere" di qualche settimana fa. Quella del "non sto male in fondo", ma anche quella che ti guardi allo specchio e ti chiedi "ma io sto bene"? E non riesci a rispondere si senza abbassare gli occhi.
Ci sarebbe tanto da dire su questa canzone, ma mi limito a questo... qualcuno potrà dire, e anche giustamente
"ma che cazzo ve la dedicate? nè tu nè il tuo amico Alessandro state con una quindi che rapporto opprimente avete?"
E' qui amico che ti scazzi... guarda oltre il tuo nasino. Guarda oltre la metafora... il rapporto padrone-schiavo non è per forza tra il proprio compagno-compagna e sè stessi... è anche tra sè stessi e sè stessi... le piccole "cuccie" che ci si a creare. I piccoli ripari, i piccoli amplessi consolanti, le piccole capanne nei confronti del mondo, il piccolo teporino e il piccolo cantuccio in cui riposare. In cui non stai male, no. Davvero, non ci stai male. Ma vienmi a dire che ci stai bene.
Un po' come dormire in tenda, ecco. Alla fine è un posto al riparo dove dormire, alla fine è sempre un parcheggio dove mettere la macchina senza prendere la multa. Però non mi venire a dire che stai al comodo, o che la tua macchina è all'ombra.
A proposito (pochi sanno che...), "contare corvi" (Counting Crows) fa parte di una diceria anglosassone secondo la quale contando corvi si può conoscere il proprio futuro: un corvo porta dolore, due gioia, tre matrimonio e quattro un figlio/a. Adam modifica leggermente questa diceria e la inserisce nella canzone... e da questa nasce il nome della band. E anche parte della canzone, dato che il tema della canzone sembra ispirato dal film "Signs of life" del 1989 nel quale viene appunto citata questa tradizione anglosassone.

Counting Crows - "A murder of one"

Blue morning, blue morning,
wrapped in strands of fist and bone
Curiosity, Kitten,
Doesn't have to mean you're on your own
You can look outside your window
He doesn't have to know
We can talk awhile, baby
We can take it nice and slow

All your life is such a shame, shame, shame
All your love is just a dream, dream, dream

Are you happy when you're sleeping?
Does he keep you safe and warm?
Does he tell you when you're sorry?
Does he tell you when you're wrong?
I've been watching you for hours
It's been years since we were born
We were perfect when we started
I've been wondering where we've gone

All your life is such a shame
All your love is just a dream

I dreamt I saw you
walking up a hillside
in the snow
Casting shadows on the winter sky
as you stood there counting crows
One for sorrow, two for joy
Three for girls and four for boys
Five for silver, six for gold and
Seven for a secret never to be told

There's a bird that nests inside you
Sleeping underneath your skin
When you open up your wings to speak
I wish you'd let me in
All your life is such a shame
All your love is just a dream
Open up your eyes
You can see the flames
of your wasted life
You should be ashamed
You don't want to waste your life
You don't want to waste your life
You don't want to waste your life
Change, change, change!...

I walk along these hillsides
in the summer 'neath the sunshine
I am feathered by the moonlight
falling down on me...

Change, change, change!

... CHANGE CHANGE CHANGE!!!

venerdì 25 agosto 2006

Brand:new and everything after

A me la cultura non m'interessa, però scrivo libri e ogni tanto ne leggo pure. Da piccolo leggevo sempre, una volta a 10 anni ho aperto un libro di Asimov (qualcosa tipo "Fondazione"), mio fratello o mia madre me l'hanno tirato via dicendo "sei troppo piccolo per questo libro". In effetti allora ero un bimbo troppo secchione, avessi letto anche quello ora sarei a discorrere di fantascienza invece che dei Coldplay. Cosa che, ogni tanto, faccio lo stesso.
[a proposito, ieri, auguri a Francesco, non è mio cugino cugiatti Borghi, ma è Cotolino, che è anche lui mio cugino, ma di terzo grado. circa]
Comunque, dicevo, oggi sono andato in libreria a comprare Brand:new, di Massimo Coppola e altri due ceffi, che erano gli autori dell'omonimo programma che andava in onda su MTV fino a qualche anno fa. Va in onda ancora, ma il programma è completamente diverso, di uguale c'è solo il nome.
Il format era semplice (una caratteristica che stanno perdendo le cose al giorno d'oggi) ed essenziale: 60 minuti di video, da mezzanotte a l'una, inframezzati oltre che dalla obbligatoria pubblicità, da sketch ambientati in uno studio verde acceso (lo stesso che si usa come sfondo), con protagonisti una poltrona rossa, e Massimo Coppola.
I suoi monologhi sono indescrivibili, credo che appena ho voglia ne posterò uno.
Questo programma è andato avanti così dal 2000 fino al 2003, quando hanno sostituito Massimo Coppola con Enrico Silvestrin e hanno completamente cambiato la struttura del programma. Ora lo conduce Paola Magueri, e Brand New è diventata una nerdata (ma potremmo dire anche direttamente merdata) musicale estrema su gruppi super alternative che spesso sono anche alternativi al buon gusto della buona musica. Dove lei intervista gruppi su questo divano sporco pieno di firme (e potrei scommettere che il divano è quello che aveva in casa mio cugino fino a 10 anni fa... stavolta mio cugino cugiatti Francesco Borghi, non Cotolino) e in cui si parla di arrangiamenti astrusi, citazioni impossibili, sovrastrutture di contenuti musicali.
Cioè uno come Chris Martin (voce dei Coldplay) non ti andrà mai li a dire delle cazzate... lui è uno che voleva bumbarsi Gwineth Paltrow e le ha scritto Fix You. Fine. Cioè io se fossi donna e un uomo mi scrivesse Fix You io a quell'uomo gli darei il buco del culo.
Forse non so se mi avesse scritto Goodnight Elisabeth, se gli sarei tornata insieme. Certo è che mi sarei sentita in colpa. E perlomeno avrei chiesto scusa. SCUSA. Altre 5 lettere che al giorno d'oggi sono un po' fuori moda.
Se fossi stata Betsy (l'originale) almeno non sarei andata a dire quelle cazzate... "everything is gonna be alright". Stronza.
Se fossi stata Betsy (la copia) almeno non sarei andata a dire quelle cazzate... "tutto si sistemerà". Stronza.
E comunque nemmeno Adam Duritz (la voce dei Counting Crows) andrebbe a farsi intervistare su delle cazzate da Paola Maugeri. Paola Maugeri? Stronza anche lei.
Ma torniamo a Coppola, uno dei miei idoli. Lui non è stronzo, anzi, stronzi voi se date dello stronzo a lui. Stronzi.
Ecco, questo libro che ho comprato è bello perché raccoglie i migliori monologhi della stagione 2001-2002... e fa troppo scannare. Ma non fa solo ridere, fa pensare, fa ragionare... è un Jack Folla dei poveri... anche Jack Folla non è stronzo.
Jack Folla (alias Diego Cugia, se volete saperne di più usate Google) era più filosofico, più internazionale, di parlava dei poveri, della guerra, dell'america, dell'Italia degli ultimi 20 anni, del profondo di noi... era più psicologico quasi...
Invece Massimo Coppola analizza più in superfice le nostre abitudini, i nostri comportamenti, e da quelli trova lo specchio per vedere come siamo fatti...e alla fine è molto più comico, ti scappa da ridere... e poi Jack Folla dava sempre il suo giudizio, abbastanza esplicito. Massimo Coppola non da giudizi, ma te li fa capire tutti. Jack Folla si poneva un po' come un osservatore esterno, d'altronde lui non era come te, prima era un condannato a morte, poi un uomo in fuga... Massimo Coppola è un po' uno che non prende la tazza di Orzobimbo solo perché preferisce il caffè. E' uno che ama l'Ikea, ma che la odia anche, che magari ci ha comprato qualcosa, e forse un po' se ne vergogna. Magari ci va spesso e non compra niente. Ma alla fine se trova un bel mobile che compra poco lo prende e fanculo i boicottaggi. D'altronde ha il suo stipendio anche lui. E poi quelle giacche che si deve mettere in continuazione per fare l'alternativo intellettuale devono anche avere il loro costo.
Per concludere... questi monologhi di Massimo Coppola erano quelli che mi ascoltavo d'estate (o il sabato sera, perché durante il resto dell'anno a mezzanotte dormivo già) quando tornavo a casa dopo essere uscito. E sono un po' cresciuto anche con le sue perle.
Grazie Massimo Coppola. E ora, come qualche anno fa, vado a letto. A leggermi Brand:new, prima di dormire.

PS: ah, dimenticavo, anche Gwineth Paltrow è una stronza.

domenica 16 luglio 2006

Goodnight, Elisabeth

Scusate ma dovevo metterla...

"Goodnight Elisabeth" (live)
Autore: Counting Crows
Album: *New Amsterdam: live at Heineken Music Hall 2003 [2006]

I was wasted in the afternoon
Waiting on a train
I woke up in pieces
and Elisabeth had disappeared again
I wish you were inside of me
I hope that you're ok
I hope you're resting quietly
I just wanted to say

Goodnight Elisabeth
Goodnight Elisabeth...

We couldn't all be cowboys
So some of us are clowns
Some of us are dancers on the midway
We roam from town to town
I hope that everybody
can find a little flame
Me, I say my prayers,
then I just light myself on fire
And I walk out on the wire once again
And I say

Goodnight Elisabeth
Goodnight Elisabeth...

Come on and cover me with your eyes
you said come on, cover me with your eyes
Now you tell me, everything is gonna be alright...
You wanna make me think that is alright
while you walking away!
You wanna tell me everything is alright
while you walking away!
You wanna tell me that is alright, for you to threat me this way
was not alright with me...

I will wait for you in Baton Rouge
I'll miss you down in New Orleans
I'll wait for you while
she slips in something comfortable
And I'll miss you when I'm slipping in between
If you wrap yourself in daffodils
I will wrap myself in pain
And if you're the queen of California
Baby I am the king of the rain
And I say

Goodnight Elisabeth
Goodnight Elisabeth...

You wanna make me think that is alright
while you walking away!
You wanna tell me everything is alright
while you walking away!
You wanna tell me that is alright
while you walking away
You wanna make me think it's alright, for you to threat me this way
was not alright with me...


Non ci sono parole. Ma le troveremo lo stesso.