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giovedì 17 gennaio 2019

Io & Le Luci (ovvero: lettera a Vasco) (Brondi)

"C'è questo tipo, cantautore, di Ferrara... chitarra e voce... fa cose un po' disagiate, però forti. Dovresti sentirlo, secondo me ti piace. Vorrei intervistarlo al MEI."

Ottobre 2008, nella sede di
Radio Nebbia. Siamo in mezze maniche. Nella sede di Radio Nebbia siamo sempre in mezze maniche, c'è caldo tutto l'anno, il riscaldamento è centralizzato e i termo sono bollenti da ottobre ad aprile. Quando viene spento il riscaldamento centralizzato, ormai fuori ci sono già 25 gradi quindi sei in mezze maniche lo stesso


C'è Fede che mi parla di questo Le Luci della Centrale Elettrica, che in realtà è uno da solo. Io e Fede abbiamo dei gusti molto simili, quindi il giorno dopo in ufficio apro youtube e inizio ad ascoltare.
Ci sono questi pezzi belli, forti, diretti, al limite dell'essere violenti...

"Mentre parecchi facevano l'università, e alcuni si impiccavano in garage, lasciando come ultime volontà le poesie di Vian."
(Le Luci della Centrale Elettrica - Fare i camerieri)

A volte i testi sono semplicemente un elenco di immagini, di metafore, di elementi urbani accostati ad altri poetici... uno schema bene o male ripetuto per tutto il primo album autoprodotto omonimo, che poi ha aperto la strada al primo album ufficiale, "Canzoni da spiaggia deturpata".



Nemmeno due mesi dopo, sono al MEI di Faenza. Fede ti ha contattato e convinto, e tu arrivi da solo, con quella capigliatura fuori da ogni moda.
"Enrico, ciao"
"Vasco, piacere"
E questo rimarrà il nostro unico scambio.
(A parte una volta che ti ho taggato su una foto ad un tuo live e mi hai messo un like, e una volta che ho fatto una stories su due cartelli compro oro (uno a fianco all'altro) e hai messo una reaction alla mia Instagram story.)

"COMPRO ORO! COMPRO ORO!"
(Le Luci della Centrale Elettrica - Destini Generali)

Il giorno dopo ti sentirò suonare dal vivo, qualche pezzo, al MEI 2008, in un silenzio quasi surreale, di centinaia di persone in un padiglione della Fiera di Faenza rapite dai tuoi pezzi. Dalle tue grida, stonate, dalla tua rabbia, dalle tue parole taglienti.

E niente... le tue "canzoni d'amore, di merda" come avevi definito parlandone con Giorgio Canali (o una cosa simile) mi hanno tenuto parecchia compagnia in un periodo difficile (cioè la vita. La vita è un periodo difficile che si colloca tra la nascita e la morte) e mi hanno ispirato parecchio. Già dal 2009 sul mio blog comparivano parecchie tue tracce. Tracce inteso come canzoni ma anche semplicemente come segni.

E' in questo momento in cui spero il che il tuo primo album, pluripremiato, non abbia un seguito. E' una fotografia, un fermo immagine di una generazione ("una generazione di due persone", dirai tu in parecchie interviste, perché i pezzi spesso parlano di te e della tua ragazza, che poi divenne ex).
Mi chiedo come tu potresti fare un altro album, senza che sia un album fotocopia.

Ricordo anche un live, "La Tempesta sotto le stelle", ovvero il tradizionale festival della tua etichetta Tempesta Dischi all'interno della rassegna ferrarese "Ferrara sotto le stelle".
E sentirti cantare a casa tua, le tue canzoni, nella tua piazza... quando hai fatto "La domenica delle salme" è quasi sembrato un tuo pezzo.

(no, non è quel live - ma la versione che avevi suonato è questa)

E un po', va detto: "Per ora noi la chiameremo felicità"esce del 2010 e un po' risente di questo. In alcuni brani c'è il tentativo di ripetere lo schema vincente senza riuscirci pienamente, o perlomeno senza lo stesso brillante risultato del primo lavoro.
Nonostante sia il lavoro meno riuscito dei 4 album da te pubblicati, è comunque un buon disco. C'è "Anidride Carbonica", che a me piace un sacco. C'è "Cara Catastrofe", che entra a pieno titolo nel tuo repertorio (da lì in poi la suonerai in tutti i tuoi live, o quasi) insieme a "Quando Tornerai dall'estero".
Quando esce questa, come singolo, io sono a Londra.
A Londra dove facevo il cameriere, dove non ci ero andato per dimagrire, ma dimagrivo lo stesso.
A Londra dove una collega del ristorante, ad uno staff meeting dove le era stato chiesto "presentati raccontando un tuo segreto" (che poi quanto è idiota chiedere di raccontare un segreto? che segreto è poi?) lei rispose "ogni tanto mi metto le cuffiette e vado a ballare da sola in strada".
La sera prima era uscito questo.

"nelle nostre camere separate, a inchiodare le stelle"
(Le Luci della Centrale Elettrica - Cara Catastrofe)

Comunque a colpirmi di più, ovviamente, fu il secondo singolo Quando tornerai dall'estero. Perché siamo sempre l'estero di qualcun altro. E c'è sempre qualcuno più all'estero di noi.

"andremo ancora a letto vestiti"
(Le Luci della Centrale Elettrica - Quando Tornerai Dall'Estero)

Tutto questo fu ovviamente in un qualche modo convogliato sul mio romanzo Anche se a Londra piove, dove sei uno degli artisti più citati. Una volta ero a Cagliari, e Carlo Birocchi, nel presentare il mio libro al Caffè Savoia, se ne uscì con "il protagonista ascolta un sacco di musica... gli Strokes, gli Oasis... Le Luci della Centrale... ma qui non è solo che gli piace: è proprio che lui con Vasco Brondi CI PARLA!"
Insomma, probabilmente la platea si fece l'idea che Giulio, il protagonista del mio romanzo, fosse una sorta di psicopatico complessato che parlava al suo iPod.
E per questo comprarono il mio libro.
Spero di aver confermato la loro idea.
Se così non fosse, sappiate che a distanza di anni l'autore del romanzo comunque sta davvero scrivendo un post parlando in maniera immaginaria a Vasco Brondi.
Una volta ti ho parlato del mio romanzo in messaggio privato su Facebook, ma non mi hai cagato.
Era a fin di bene, va detto: un euro per ogni copia veniva donato ad Emilia Livet, associazione che raccoglieva fondi per l'allestimento delle scuole emiliane, nel post terremoto.

Ricordo poi un EP, qualche pezzo, qualche live... ti ho visto allo Sherwood Festival 2013 a Padova, dopo il live di Maria Antonietta, mentre appoggiato al muro parlavi con la ragazza di qualcuno. Proprio come nella canzone de I Cani.


***


E poi all'improvviso nel 2014 esce "Costellazioni". Non ricordo bene nemmeno la prima traccia che uscì, ma Costellazioni fu proprio una cosa da "porca troia!".

Qui è venuto a darti una mano Fede Dragogna dei Ministri, e si sente. Si sente che è arrivato qualcuno ad elevarti, a tirarti fuori ancora di più e ancora meglio quello che hai dentro. Non suona come un disco dei Ministri: suona come un tuo disco. Anche se diverso dai precedenti, è proprio una cosa tua.

Uno di quei pezzi che mi fece davvero stupire, sulla sedia di camera mia, a casa di mio padre (che stavo per abbandonare) fu "I Sonic Youth", che merita un post per conto suo. Ma non è nemmeno la più bella. Però quando canti "c'è un campo di calcio, regolamentare" non posso far altro che applaudire con tanto di standing ovation. E' roba da analisi semiotica.

"c'è un campo di calcio, regolamentare"
(Le Luci della Centrale Elettrica - I Sonic Youth)

Queste canzoni le ascoltate decine e decine di volte (non dico centinaia, però l'ordine di grandezza è quello). "Costellazioni" ce l'ho ancora in macchina, per intenderci. E ho cambiato 3 auto da quando è uscito.
C'è "Questo scontro tranquillo" che a me sembra raccontare di come io Fabrizio Marciante facevamo fatica ad avere i soldi per fare la spesa a Londra, e poi ci siamo trovati a presentare i nostri libri a Milano.


"parlami di tutti i miei amici, dei nostri sogni assurdi che si sono avverati"
(Le Luci della Centrale Elettrica - Questo Scontro Tranquillo)

E poi "Macbeth nella nebbia", ma tante altre canzoni... e frasi... e arrangiamenti... che disco. Costellazioni è un capolavoro. Potrei parlare ancora per righe e righe.
"Blues del delta del Po" sarebbe stata perfetta come colonna sonora per il mio Anche se a Londra piove, ad esempio.
Ho visto 2 o 3 date di questo tour. Una volta, sono arrivato mezzo ubriaco da un aperitivo che si era allungato oltre modo. Mi è sembrato magico.
Questo è stato il primo disco che ho fatto partire nella mia casa di Penzale (quartiere di Cento). Mi ero trasferito in agosto, non c'era caldo, quindi ho aperto tutte le finestre e ho messo su questo disco. Così da far capire fin da subito a tutto il quartiere con chi avevano a che fare.
E poi "nella calma che hanno a notte fonda i viali di Bologna" questo album mi ha accompagnato in tante serate infruttuose in giro per Bologna, mentre "me ne andavo in una città a 40 km".

E poi io facevo l'impiegato (anche se non era un ufficio pubblico, "ero sempre il sole che scende") e spendevo i miei weekend, quando potevo, in piccoli viaggi, e generare "frammenti di discorso che finiscono prendendo un aereo".
E sostenevo che dovessimo andare in Polonia, ad esempio a Cracovia, così avremmo visto "il monumento dei cuori strappati appena fuori Cracovia" di cui gli hipster parlavano benissimo, ma che doveva ancora essere scoperta dal grande pubblico.
E alla fine ci andammo, facendo nascere un gruppo di cavalli dell'est che in pochi anni hanno esplorato buona parte dell'est conosciuto.
Anche se in realtà davanti al monumento dei cuori strappati non ci andammo, perché quel pomeriggio era già freddo, buio, e non avevamo voglia di prendere un autobus... perché in effetti a piedi è troppo in là. E' a Cracovia, ma non in centro: è appena fuori.
Però quello che mi dico sempre è che se una città ti piace devi sempre tenerti buono un motivo per ritornarci, e allora, mi dico sempre che ci ritornerò per andare davanti al monumento dei cuori strappati.

"da una finestra arriva della musica elettronica dell'Est Europa"
(Le Luci della Centrale Elettrica - La Terra, l'Emilia, la Luna)


Poi, a un certo punto, è arrivata la Maja.
Ed è arrivato "Terra", che ho comprato in vinile. Terra mi ha donato, tra i tuoi brani e il tuo libretto di accompagnamento, quella ispirazione che ormai avevo perso. E' stato "il colpo di grazia" ad un romanzo sul quale ho lavorato quasi due anni e che poi ho accantonato. (Che magari prima o poi riprenderò in mano, ma ristrutturandolo fortemente.)
E che mi ha dato spunto per cominciare a scrivere altro. E, gradualmente, a sistemare alcune cose della mia vita.
Magari è solo stata una coincidenza temporale, chissà.
Nel 2016 sono stato in Bosnia, e "dove c’era un minareto o un campanile c’è un albero in fiore tra le rovine" e questo senso di pace "come in un dopoguerra" mi ha accompagnato anche in un viaggio in Polonia con la Maja, l'estate successiva. Perché nei disastri (come l'impianto GPL che non funziona, o il motorino di avviamento che si rompe) ..."il futuro era sempre lì a sorriderci" e in fondo "non c'è alternativa al futuro".

"hai scoperto che Toronto è una Varese più grande"
(Le Luci della Centrale Elettrica - Coprifuoco)

E siamo arrivati ai giorni nostri.
E Terra è un altro disco bellissimo, anche qui c'è uno stupendo lavoro di arrangiamento e composizione insieme a Fede Dragogna dei Ministri. Si sente quell'aria quasi da "world music" nel senso di prendermi pezzi, strumenti, sonorità da tutto il mondo e portarle a casa.
A casa tua. Ferrara.
E sono venuto ad ascoltarti, spesso con la Maja, in diverse date del tuo tour. Anche in quest'ultimo tour. Volevo venire a dicembre, a Bologna o Ferrara, ma ero impegnato per lavoro. Sono venuto il 9 gennaio al Duse.
E mi hanno telefonato per lavoro mentre ero lì. Ma non ho risposto.
Ormai avevi finito, è stato giusto aspettare la fine. A teatro non si risponde al telefono, e non si scomodano quelli seduti per andare a rispondere.

***

E così siamo alla fine.
Ho lasciato fuori racconti paralleli di amici e amiche, che comunque sono esistiti e mi hanno accompagnato. Ho cercato di parlare di me e te, Vasco Brondi, come se tu fossi un personaggio lontano, e invece poi sei un ferrarese, E sei dell'84 pure tu.
Perdona aver scritto un po' in maniera confusionaria, con sicuramente un sacco di refusi, proprio come si scrive ad uno che si conosce bene di cui tanto te ne puoi fregare di errori e orrori.
Era un modo per salutarti e ringraziarti.

E in realtà sono contento che si chiuda questo "Le Luci della Centrale Elettrica", perché è e sarà una cosa bellissima. Ora sarai libero di fare tante altre cose stupende, sempre come pare a te, lasciando questi bellissimi anni raccolti nelle tue canzoni.

Grazie di tutto, e in bocca al lupo. Ci sentiamo presto.

venerdì 16 febbraio 2018

Calcutta e il Frosinone: il Dorian Grey dell'indie

Calcutta, all'anagrafe Edoardo D'Erme
16 maggio 2015, 41° giornata del campionato di Serie B. Allo stadio Matusa di Frosinone sono le ore 16:47 e l'arbitro Maresca da Napoli fischia tre volte: il Frosinone sconfigge il Crotone 3 a 1 con il gol di Ciofani e la doppietta di Dionisi, ed è matematicamente promosso in Serie A, per la prima volta nella sua storia centenaria.
Può esserci un momento più bello di questo? Quando tutto è in potenza, quando tutto è in divenire? Il Frosinone è in serie A, ed è ancora imbattuto, intonso, non ancora macchiato da nessuna (prevedibile) goleada.



90 chilometri più in là, a Latina (sarebbe meno in linea d'aria, ma con tutte quelle curve...) Calcutta, al secolo Edoardo D'Erme, comincia a fare aperitivo. Ha appena compiuto 26 anni, e dopo un primo album uscito nel 2012 per la Geograph Records ("Forse...", che all'epoca si riesce ad ascoltare solo dal sito di Rockit), godendo di un buon riscontro da parte della critica di nicchia, sta scrivendo i pezzi per un nuovo album.
Ci sono già parecchie idee, ci sono già alcuni pezzi, ma manca ancora qualcosa. Cosa? Una bionda media, grazie. Anzi, due. Tre? Facciamo tre.
Insomma, una birra tira l'altra, figurati gli amari, alla fine si finisce a sbafarsi una pizza in casa, da soli, bevendo un bicchiere per pensare meglio. E capita tra le mani un giornale: c'è Papa Francesco, Dj Francesco, e il Frosinone in Serie A.

Qui comincia la storia parallela di Calcutta e del Frosinone. I tifosi gialloazzurri si svegliano in hangover ma galvanizzati per un traguardo storico: Edoardo si sveglia in hangover e basta. Eppure, nell'anticamera del suo cervello, risuona quel motivetto di pianoforte... quella pizza divorata... quel bicchiere di vino che non ci stava per un cazzo... quel film guardato sul divano, con la televisione ancora accesa su Rai Movie... Edo mette insieme i pezzi e nasce "Frosinone".


Il Frosinone Calcio, invece, deve affrontare il calciomercato: è necessario rinforzare la squadra senza snaturarla, perché se da un lato c'è da fare subito la serie A, bisogna tenersi pronti anche alla possibilità di rifare la serie B in appena 12 mesi. Le società serie lo sanno: e il Frosinone è serio.
Confermati molti dei giocatori della stagione precedente, arrivano Samuele Longo in prestito dall'Inter, Tonev dall'Aston Villa, Leali dalla Juve, Gomis dal Torino, Diakité in uscita dal Cagliari, e... no, onestamente nessun nome che possa valere la pena di appuntarsi per l'asta del Fantacalcio. A meno che non lo paghiate 1.

Edoardo, invece, ripresosi dai fasti, contatta Niccolò Contessa, alias I Cani, uno dei progetti più interessanti del panorama italiano, che dopo aver consolidato il proprio successo con l'ultimo album Glamour, è anch'egli in cerca di ispirazione per un nuovo lavoro.
E così, visto che da Latina a Roma ci sta appena un'oretta, per un mesetto tutti i giorni Edo e Niccolò si vedono, si fanno qualche birretta, magari qualche cannetta, e lavorano sugli arrangiamenti. Edo vuole passare dal suono scarno del primo lavoro a un suono più contemporaneo, in un certo senso più radiofonico, ma sì diciamolo: più MAINSTREAM.
E Niccolò è la persona giusta per il giusto equilibrio, per quel right balance che possa portarti alle orecchie del più vasto pubblico possibile, preservando però le tue peculiarità artistiche.
E' un'estate molto calda, tra Latina e Frosinone.

Estate molto calda a Latina con Calcutta
23 agosto 2015: al 7' minuto di Frosinone-Torino, Daniele Soddimo segna il primo gol in Serie A per i gialloazzurri. Tutto il Matusa è in festa, ma la gioia dura poco: il Torino rimonterà e vincerà per 2 reti a 1.
Questo resterà l'unico gol del Frosinone nella massima serie per un mese esatto: dopo 3 sconfitte maturate contro Atalanta, Roma e Bologna, il Frosinone arriva a Torino, allo Juventus Stadium (non ancora Allianz Stadium).

Nonostante la Juventus stia attraversando una crisi nera, con una media punti da retrocessione, pare comunque impensabile che il Frosinone possa uscirne indenne.
E invece.
E invece al 92' Leonardo Blanchard, che a discapito del cognome è italianissimo, trafigge Norberto Neto (Buffon è in panchina) e regala al Frosinone il primo punto in Serie A, ottenuto nella tana dei campioni d'Italia.


Intanto, a Latina, è tutto pronto per il nuovo singolo di Calcutta: "Cosa mi manchi a fare" esce il 27 settembre, per Bomba Dischi. Nel video, sotto la regia di Francesco Lettieri, un bambino bangla si aggira per Torpignattara, quartiere un po' ingiustamente screditato di Roma.
Da subito il brano non convince i fan storici di Calcutta... che poi non è che siano chissà quanti, al momento dell'uscita del brano, Calcutta pagina di (il simpatico nome della pagina facebook di Edo) conta appena 2mila like, per intenderci.

Ma Edo se ne frega, giustamente: prosegue nel suo intento... l'album viene reso acquistabile in pre-order con tanto di sciarpa rossoblù da stadio in regalo, con sopra scritto MAINSTREAM: che è appunto il titolo dell'album.
Nel mentre, il singolo entra in rotazione su Radio Deejay.



Il Frosinone ottiene subito una vittoria sull'Empoli e poco dopo un altro insperato 2-0 casalingo sulla Sampdoria, uscendo dalla zona retrocessione. Siamo al 18 ottobre, e tutto è ancora possibile. Dionisi si è sbloccato, e promette grandi cose anche nella massima serie.

Su youtube escono 3 video, versioni piano e voce di "Cosa mi manchi a fare" e degli inediti "Gaetano" e "Del verde". Al piano si narra che ci sia proprio Niccolò Contessa, ma verosimilmente è impegnato nell'ultimazione del suo "Aurora".
Il singolo ha raggiunto qualcosa come 30mila views in pochissimo tempo, e in un'epoca in cui l'indie è ancora di nicchia, sono cifre veramente importanti. (Sembra di parlare di una vita fa, e lo é, in un certo senso.)


Il sorpasso, il momento in cui Calcutta inizia a stare meglio del Frosinone Calcio, avviene a fine novembre: il 29 il Frosinone vince 3-2 sul Verona, e per l'ultima volta uscirà dalla zona retrocessione.
Il 30, finalmente esce Mainstream.
Da qui in poi, comincia la parabola ascendente di Calcutta si inerpica verso l'alto: e allo stesso tempo, comincia quella discendente per gli uomini di mister Stellone.

La promozione di Mainstream è a dir poco geniale: Calcutta annuncia alcuni in-store nelle principali città d'Italia, comunicando gli indirizzi dei luoghi su internet. Peccato che a quegli indirizzi corrispondano altrettanti "bangla", ignari di tutti, davanti ai quali mini market Edo suonerà chitarra e voce tutti i pezzi dell'album (di soli 27 minuti).
Nel mentre, esce anche il video di Frosinone, in cui probabilmente si fa il verso a Grande Raccordo Anulare di Venditti-Guzzanti. E anche qui, condivisioni a go-go.


Con l'anno nuovo, Roberto Stellone resta saldo sulla panchina del Frosinone, anche se fino ad una vittoria sul Bologna, il Frosinone otterà solamente 1 vittoria e 2 pareggi in 9 giornate... la salvezza è sempre più difficile, servirebbe un mercato invernale rivoluzionario... che non arriverà. Il Frosinone si prepara alla Serie B, anche se in campo non si arrende, assolutamente.

Calcutta comincia un tour con parecchi sold out in piccoli club, ormai è esploso a tutti gli effetti, e il problema è diventato come rimpolpare un live che più che suonare tutto il suonabile tra primo e secondo album, non sa più cosa inventarsi. Edo a volte sale sul palco ubriaco, a volte lucido, a volte modifica i testi, a volte scende ad abbracciare il pubblico: è un vero e proprio fenomeno VIRALE, qualunque cosa voglia dire.
A un certo punto regala ai suoi fan l'inedito "Fari", inviandolo in formato MP3 via Whatsapp a chiunque gliene faccia richiesta.

Il Frosinone racimola qualche altra vittoria, con Udinese, e di nuovo con Empoli e Verona... l'ultimo modo d'orgoglio arriva il 1 maggio, con un 3-3 ottenuto a San Siro, contro il Milan di Brocchi (e di brocchi, potete anche togliere la maiuscola) dopo essere stati addirittura in vantaggio per 3 a 1. Purtroppo non basta, perché l'1 a 0 subito contro il Sassuolo appena 7 giorni dopo condanna i gialloazzurri alla Serie B.


Il Frosinone non è più in Serie A: ma Calcutta continuerà a cantare il suo pezzo.
Nota di merito: mister Stellone è sempre rimasto al suo posto, nessun esonero, a dimostrare la serietà della società che crede nei suoi uomini e nel progetto (il Frosinone sfiorerà la Serie A nel 2017, e al momento in cui scrivo è 2°, in piena lotta promozione).

Calcutta, invece, è in rampa di lancio: dal cassetto degli inediti dimenticati esce fuori Oroscopo, un brano già suonato dal vivo qualche anno prima... per l'occasione, ci mettono le mani Takagi & Ketra, duo di produttori che negli ultimi anni hanno azzeccato parecchi singoli con diversi frontman: il brano esce il 12 maggio 2016.


Ed è qui che Calcutta si distacca definitivamente dal mondo dell'indie: mentre il Frosinone abbandona la Serie A due giorni dopo, con appena 31 punti (troppo pochi per aver seriamente mai messo in dubbio la retrocessione), Calcutta abbandona l'indie... anzi: comincia la trasformazione dell'indie in mainstream, lasciando a Tommaso Paradiso e i suoi Thegiornalisti il compito di completare l'operazione, in appena 12 mesi.

Gli stessi 12 mesi in cui è durato questo sogno, da maggio 2015 a maggio 2016, e in cui per un attimo due piccole realtà di provincia sono andato a braccetto, nei televisori e negli smartphone di tutta Italia, prima che una delle due prendesse il sopravvento... forse questo Frosinone è invecchiato al posto di Calcutta, come una sorta di ritratto di Dorian Grey calcistico: forse no, ed è stato tutto un mio viaggio un pochino romanzato, pur usando come basi interviste e informazioni acquisite in rete.
Sta di fatto che un po' mi manca il Calcutta di una volta, e un po' se vogliamo anche il Frosinone, perché il Benevento, nonostante il gol di Brignoli, non è mica la stessa cosa.

"E allora dimmi, cosa mi manchi a fare?"