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sabato 31 dicembre 2011

semplicemente, quello che vi meritate

21 ore o giù di li e anche questo circo finirà, consegnato agli annali.
Un anno di...

...non mi ero fermato certo a pensarci, ma sto anche conoscendo qualche persona interessante. E qualcuna di queste mi ha spinto alla riflessione "dell'anno peggiore".
Che è un po' una riflessione del cazzo, a pensarci bene. Ma non è vero: a pensarci molto bene... non è mica così scontato.
E ho scoperto che il 2011 è l'anno peggiore della mia breve vita. E ti giuro che a mente fredda non l'avrei mica detto.
E nonostante tutto... non è stato mica un anno perso, o un anno brutto! Allora vuol dire che fino ad ora, nonostante tutto, ho avuto una bella vita.
E' solo che questo è l'anno peggiore. Forse perché avevo grandi aspettative? Si, avevo grandi aspettative. Che non si sono avverate.

E' veramente molto deludente e amaro scoprire che hai davvero provato a dare il massimo, e sei davvero riuscito a dare il massimo, e non è bastato.

Sognavo più mare, e più The Drums. Sognavo più ragazze e più sole. Sognavo più città e più risate. Praticamente sognavo un video di Jason DeRulo.
Ma la mia verità è più tipo un video dei Perturbazione.

Cosa butto del 2011?
Un sacco di persone, e forse anche una città intera.

Cosa tengo del 2011?
Me. E poche altre persone. E una città. Non intera.

Buoni propositi per l'anno nuovo?
Andare avanti così.

Progetti?
Uno, che poi è già partito nel 2011, quindi forse non va contato. Sarebbe pubblicare il mio romanzo... forse tra qualche mese ne sentirete (ri)parlare.

Progetti nuovi?
Ricominciare a vivere forse è troppo ampio, generico e patetico. Diciamo "scopare", che fa contenti tutti. Compreso me. Anche se non è la risposta corretta, facciamo che vi andrà bene.

L'album dell'anno (2011)?
Boh? mi viene in mente solo quello di Noel Gallagher. Che è un bell'album, ma niente di straordinario, per carità. Ma rispetto al livello generale... Per il resto un sacco di merda, indiemmerda e indiemmorto.

L'uomo dell'anno (2011)?
Trucebaldazzi, a simboleggiare tutte le 5 minutes star di youtube.

Cosa ti aspetti dall'anno nuovo.
Di scopare. Ah, e di essere felice. Ma no, non ci credo nemmeno io. Poi sarebbe troppo generico e patetico. Restiamo sempre sul scopare, facciamocelo andare bene.

Come ti immagini tra un anno?
Con qualche capello bianco in più e leggerissimamente più stempiato, senza che però si accorga nessuno di entrambe. Con un po' meno pazienza. Con un sorriso un po' più ampio. Con un inglese migliorato. Con un lavoro.

Dove ti immagini tra un anno?
A letto. Non è che si può fare le 3 tutta la vita, dai.

L'artista del 2012?
Maria Antonietta.



Io a voi non auguro mica un bell'anno. Vi auguro, semplicemente, quello che vi meritate. E se vi fate un bell'esame di coscienza, lo sapete da soli se vi meritate un bell'anno o un annaccio di merda.

mercoledì 16 novembre 2011

Io, disoccupato (per scelta)

Premetto: non sto cercando "attivamente" lavoro. Se vedo un qualcosa di interessante, mando il CV, ma non sto cercando lavoro in maniera attiva.
E' un po' la differenza che c'è tra vedere dei jeans in vetrina mentre passeggi ed entrare per comprarli, e prendersi su e andare al centro commerciale con l'intento di fare shopping.

Ma mio padre, forse compassionevole del fatto che le ore che non passavo dietro al bancone del bar (dal quale mi sono licenziato) le passavo tra il letto (letto vuoto: evidentemente chi non lavora non fa l'amore, e chi lavora non ha nemmeno il tempo per masturbarsi) e il macbook, si prodiga per trovarmi lavoro.
Quindi mi appoggia sulla scrivania annunci che trova sui giornali. E mi parla di "il mio ex collega che..."
Lui è in pensione, ma esisterebbero questi suoi "ex colleghi che..."
...che in realtà non stanno cercando nessuno da assumere, questa è la grande realtà. Però lui "è rimasto in buoni rapporti" e quindi si sa mai che tengano in considerazione il mio CV.

Per carità; a casa mia le raccomandazioni non esistono. Esiste un uomo (mio padre) che si è fatto il mazzo per tutta la vita lavorativa, che è stato riconosciuto nel suo posto di lavoro come una persona affidabile e in gamba, che conosce un giovane (io) che ritiene altrettanto affidabile e in gamba, avendogliene dato prova in anni di convivenza. Qui non si regala niente.

Il problema è appunto che... le raccomandazioni non esistono.
Quindi, mio padre mi segnala ad una sua ex collega, che a sua volta mi segnala ad una responsabile di una agenzia interinale.
Io, per riconoscenza verso mio padre, la contatto. E poi, voglio essere ottimista, si sa mai che salti furoi qualcosa che mi ispiri. Lei è molto gentile, e si fa inviare il mio CV.
Mi telefona una ragazza dalla filiale di Granarolo, una certa G. La responsabile le ha girato il mio cv.
C'è una filiale anche a Cento, ma lei collabora più spesso con quella li. E questa G. mi ha chiesto di andare a fare un colloquio li, a Granarolo.

Praticamente, invece che fare questo normale colloquio in bici, a Cento, mi faccio 70 km e vado a farlo a Granarolo. A casa mia le raccomandazioni funzionano al contrario.
Ma va beh, se mi han chiamato così in fretta, dopo aver letto il mio colloquio, e su suggerimento di una responsabile, avranno qualcosa da propormi.

Parto di casa: un quarto d'ora di ritardo, causa un paio di imprevisti. Candidato in ritardo, -10 punti.
Guida racing, evitando tutti i velox, e rispettando il codice della strada entro la tolleranza: driving skills +10 points, problem solving skills +10 points.
Arrivo, ore 14.29. Parcheggio la macchina, mi volto, e c'è la sede. Entrerò alle 14.30 in punto, orario esatto del mio appuntamento. Mai stato così puntuale.
Sto per attraversare la strada, e guardo a destra. Mi fermo un attimo. Devo guardare a sinistra. Non sono più a Londra. Sarà stato lo spartitraffico in mezzo alla strada, così inglese, e farmi venire in mentre le strade londinesi. Però questa coincidenza, proprio poco prima di un colloquio.

Entro dentro. "Sono E.A., ho un colloquio con..."
"Con me, Giulia, piacere."
La tipa è anche carina, capello corto con meches bionde, pettinato un po' eightes un po' stile fighetta di Camden Town (e 2...), con un'occhiale nerd stile Arisa. Probabilmente è più giovane di me.
Il problema è che si trova dietro la reception. E deve farmi un colloquio. C'è qualcosa che...
"Ecco, se mi compili questo modulo..."
...c'è qualcosa che non va, appunto.
Io, che sono un disoccupato signor nessuno, ti ho mandato un CV per email. Ce l'hai già sul computer. Mi hai detto di averlo letto. E mi hai chiamato per un colloquio.
Ora, io, invece, devo ricopiarlo tutto (e son 3 pagine, che a forza di fare i precari, a soli 27 anni hai già una barca di esperienze) su un modulo. Che poi, sarà ricopiato a computer da un altro precario come me. Se quel precario potesse avere direttamente il mio CV in formato PDF, ci metteremmo 5 minuti invece di 45, e avremmo dei dati più corretti.

E invece, io, con il mio giaccone da londoner, seduto allo sgabellino in plastica, che trema tutto mentre scrivo, mentre mi fa male la mia contusione alla mano destra (rimediata in maniera poco consona alla ricerca di un lavoro). E dire che mi ero anche messo una camicia.
Avevo anche un cazzo di camicia indosso.
Mi son sentito umiliato, trattato come il primo extracomunitario di passaggio per strada che volentieri si lascia sottoporre a tutto questo.
Io sono stato straniero, io mi sono fatto il mio mazzo tra la burocrazia londinese. Ho fatto lavoro poco qualificati sempre con il sorriso sulle labbra, ho fatto volontariato tra le lamiere, l'eternit e le mucche etiopi, e ci fosse un motivo, andrei anche a pulire i cessi, e mi sentirei orgoglioso nel farlo. Mi sono fatto anni di gavetta, anni di "stai zitto e intanto fai quel che devi fare", anni di "sei appena entrato, aspetta". So cosa vuol dire lavorare, so cosa vuol dire farsi il culo. In Italia e all'estero.
Non è la fatica, è lo spreco. Così cantano i Perturbazione in "Del nostro tempo rubato".
Non è la fatica di compilare un modulo, è lo spreco di tempo. E' lo spreco di me.
E dopo un quarto d'ora circa, siccome è lungo compilare tutto e ricordarmi tutto a memoria (anche se devo dire che la mia ottima memoria mi salva sempre), mi sento dire "come va? tutto bene?". Un po' come se fossi io rincoglionito a non farcela in fretta.

Finisco di compilare, e ci spostiamo in questa postazione ricavata dalle pareti di vetro e cartongesso. Inizia a leggere il mio modulo, poi lo sottolinea, cerchia, integra, e mi fa domande come se il mio CV non l'avesse mai letto. Perché... si, non l'ha mai letto. Mi ha preso per il culo.
Poi alla fine lo leggicchia, prende qualche riga di spunto, poi gira, e tralascia completamente tutta la parte "non profit".
Ma dio mio, puttanella, c'è anche qualcuno che nel suo tempo libero fa cose un po' più edificanti che fare la zoccolina radical chic all'Estragon.
E poi legge i lavori che vorrei fare. Ho scritto comunicazione, pubblicità, marketing. Che sono le cose per cui ho studiato, poi.
"Eh... come sai, ora è un periodo molto difficile per questi lavori, e in questo momento non ne abbiamo."
Sono 3 anni che è un periodo molto difficile per questi lavori. E lo era anche prima, solo che io dovevo ancora laurearmi e non mi riguardava direttamente.
"Saresti disposto a lavorare anche in ufficio, come impiegato magari, nel settore amministrativo? Ho visto che qui hai fatto un corso di contabilità..."
In realtà la mia risposta è NO!!! STO CAZZO!!! però mi dimostro sensibile e dico "Si, certo" e aggiungo anche che sarei disposto a lavorare nel raggio di 40 km.
"Andata e ritorno?"
"No no, anche 40 andata e 40 ritorno, 80 chilometri al giorno".
"Ah, bene. Comunque, ora non abbiamo niente da offrire nemmeno per questo settore, però comunque ora il tuo profilo entra nella nostra banca dati, quindi nelle provincie di Bologna, Ferrara e Modena... ci fosse qualcosa, ti contattiamo noi."
Esattamente come mi hanno detto le altre 6-7 agenzie interinali di Cento nelle quali mi sono iscritto nel 2007, in cui ho riaggiornato i miei dati nel 2009, e che non mi hanno mai contattato. A parte un paio di casi. E i (2) lavori che mi hanno offerto erano sempre lontani, malpagati, e diversi dal mio titolo di studio.
E così le stringo la mano, saluto anche l'altra passera che nel mentre s'era accomodata in reception (quella si che era una passerona!) e me ne esco, con i miei occhiali da sole in faccia, i miei segni alla Tyler Durden che iniziano a spargersi per il resto del viso, a riattraversare la stessa strada di prima.
Probabilmente G. si era laureata con ottimi propositi, probabilmente era una che sognava Londra ascoltando i dischi dei The Smiths, poi alla fine ha trovato un moroso che la accompagnasse ai concerti di Dente, e uno stipendio sicuro con il quale comprare le borsette da Scout.
E allora chissenefrega di Londra. E anche se pensa che tutto quel posto di lavoro sia una gran cazzata, lei resta li e li resterà. Quella non è la strada provinciale ** , quella è un'altra Revolutionary Road, il film.

E io invece no, io non dico no ai miei sogni e a quello che sono, io non mi arrendo a queste cose, io preferisco morire sotto un ponte dopo aver provato a essere quello che sono piuttosto che sprecarmi, che arrendermi, che farmi umiliare e sfruttare.
E non è mica che sono un comunistoide, o un rivoluzionario utopico, o un Alex Supertramp... io ci fosse un partito decente forse voterei anche centrodestra, vivrei molto a fatica senza il mio macbook, e anche se vivo ancora come un 19enne allo sbaraglio non vedo l'ora di prenotare i posti ai concerti e sedermi nelle tribune con mia moglie (e tempo che capisca, portarci mio figlio in braccio).
Si forse delle due sono conservatore, ma col cazzo che vi regalo la mia vita. Io, nella Revolutionary Road, non ci vado.

E cara G., ricordati che stai lavorando con delle persone. Sarà anche un lavoro di merda sottopagato il tuo, che nemmeno ti piace, ma siamo delle persone. Non prenderci per il culo.
E poi si sa mai, un giorno qualcuno potrebbe pubblicare la tua storia su di un blog, o ancora peggio, su un libro, e allora forse metterti a piangere a dirotto e aver capito di essere una fallita a tre settimane dalle nozze potrebbe diventare un problema. Un problema che non risolverai all'Estragon con la playlist di DJ Scandella.

Quanto a me... davvero, non ho voglia di entrare nel mondo del lavoro. Perlomeno, non in questo. Ho voglia di lavorare, si. Ma non in questo mondo e a queste condizioni.
Sono malato, forse? Sono da mandare da uno psicologo?
Non credo. Non mandatemi uno psicologo... offritemi un lavoro. Serio. Dove esista meritocrazia, rispetto.
Non esistono? In Italia non ci sono più?

Pazienza... andrò all'estero. Perché qui, davvero, mi è passata la voglia di lavorare.

martedì 15 novembre 2011

oggi, niente

RadioScoziaLibera plays Incubus - Monument and melodies

Bah, e qualcuno neanche capito cos'è sta roba. RadioScoziaLibera, dico. Siamo ancora qui. Non ce ne andiamo. C'è puzza di fumo, e fumare non farà altro che peggiorare la situazione.
Io son Gritty, lui è BREERAA!! e siamo sempre noi. Sempre noi due. Sempre le solite cose.

Se aveste visto un po' del suo sangue forse credereste a cose diverse. Forse vi preoccupereste di più, o forse no. Non vi annoia questa cosa? A me si. Anche quello che sto dicendo. Infatti ho smesso di ascoltarmi. Magari sto dicendo cagate. E non mi faccio più ridere.

Ma in fondo sono solo 5 minuti di noia, come 40 secondi di niente, spesi in un attimo tra un'onda e l'altra, tra una città e un'altra ancora. E se siamo qua è solo di passaggio.
Voi e le vostre cose, noi e le nostre cose. E c'è solo il tempo di una canzone, una canzone come un'altra, che passa così, come se fosse pioggia, come se ancora non fosse tempo, come se fosse così che deve andare e basta, che non si può chiedere a BREERAA!! certo di cambiarla.

In fondo Vasco Brondi ci ha già frantumato le palle, e rispettiamo il dolore di chi soffre insieme a lui. A un certo punto anche le parole finiscono, anche le situazioni sfioriscono, e ci sarà qualcuno capace di guardare avanti e sorridere ancora. Ma non oggi. D'altronde è novembre. E' che è ancora presto per sorridere, e non è ancora tempo di piangere.

E' solo un altro giorno così, e tu non ci sei. E nemmeno tu, tu e tu. E siamo tutti soli. E? E niente, va bene così in fondo.
Arriverai? Arriveremo? Arriverò? A fare tutte le persone singolari e plurali, non credo cambi nulla. Non cambierai tu. E nemmeno io...
Chi è che sta vivendo, ora?
E nessuno ha mai capito niente, a parte chi non è qui. Un giorno accenderemo la luce e ce ne andremo senza spegnerla. Ci penserà un timer.

Ma adesso voglio farvi male. Prendetevi questa.


RadioScoziaLibera plays Perturbazione - Primo

domenica 14 dicembre 2008

RSL network strikes back again!

Bah.
Benvenuti, anzi bentornati, questa è RadioScoziaLibera network, e io sono il vostro DJ preferito Gritty! Anche perché sono l'ultimo. Si, lo so, una volta non avevo la y nel nome, ma è una storia lunga, e non credo la racconteremo qui oggi.
Come sempre trasmettiamo dalla sede più sporca della East coast. Il pavimento è pieno di cicche, fango e cocacola... in compenso i posaceneri sono pulitissimi. I cestini traboccano di alcolici e medicinali, e qui credo la sia responsabilità sia fortemente di BREERAA!! in regia, che oggi però non c'è neanche, credo esca dal coma verso sera.
Per iniziare nel migliore dei modi, oltre a toglierci il pastone dalla bocca con una birra, e poi mi preparo una camomilla tipo, perché ho un'emicrania favolosa, ma vabeh, dicevo, per iniziare nel migliore dei modi, ecco... aspetta cosa dovevo mettere... gli Oasis? ma non era da mettere prima che... ah no allora... aspetta cosa c'era? ah le Diva Scarlet?
si ma quando c'è bisogno di BREERAA!! non c'è mai e devo fare tutto da solo... ah no i Perturbazione!!!

Perturbazione - Chiedo alla polvere
Mettere in ordine
pieni di polvere
battitappeto in un giorno di pioggia
che non vuol saperne di andare

chiusi in un vortice
pieno di nodi
lunghi capelli perduti in un attimo
sopra a un tappeto di chiodi

grumo di polvere
tra le mie dita
tengo la vita di chi mi ha sfiorato
sputato e anche amato davvero

ma è solo un attimo
e niente più
non è possibile
ma continuo a chiedermi
dove vanno a finire i miei giorni?
come aspirazioni finite in un angolo
dove vanno a finire
dove vanno a finire
dove vanno a finire i miei giorni?

giro le spazzole
piene di cenere
steso al tappeto in un giorno d’inverno
tra vecchi ricordi e un cestino
nelle tue lettere
c’era un destino
ma quante domande ti fai?
ma quante domande ti fai?

ma è solo un brivido
e niente più
non è possibile
ma continuo a chiedermi
dove vanno a finire i miei giorni?
come aspirazioni finite in un angolo
dove vanno a finire i ricordi?
Persi in un mucchio di polvere

dove vanno a finire
dove vanno a finire
dove vanno a finire i miei giorni?

venerdì 21 novembre 2008

DJ Gritty introduce Mr. Giulio

Ciao, sono Gritty. Questa non è RadioScoziaLibera, ma potrebbe esserlo, e oggi vi faccio una domanda:
...ma che fine ha fatto Giulio? Ok, lo abbiamo visto una sera mentre si destreggiava tra cinquecenti anime zenigati e vari ex locali e franchigie di discoteche...
...ma non faceva quel lavoro la dei pomodori?

Beh una mattina Giulio si è alzato che era già sorridente. Vestito, lavato, rigido come un tubo, secco come un pezzo di ghiaccio, si è presentato nel pulito ufficio del direttore.
"Io oggi mi licenzio."
E non c'erano aumenti, ferie, premi, incentivi, promozioni, che potessero tenere. Giulio ha finito le sue 8 ore e se n'è tornato a casa.
E poi ha dormito. 24 ore filate.
Poi si è svegliato. E si è accorto di dove fosse finito. Si è guardato lo specchio. Si è tagliato la barba, i capelli, i peli superflui, le unghie. E poi ha fatto una doccia di mezz'ora. Poi una colazione di un'ora. Poi ha guardato la sua camera.
Ha aperto le finestre. Ha messo da lavare decine e decine di vestiti. Ha dato l'aspirapolvere. Ha cambiato le lenzuola. Ha riempito sacchi di spazzatura. Poi ha deciso di dare di bianco nei prossimi giorni.
Poi è uscito di casa, ha fatto la spesa, prodotti di ogni tipo. Dentifricio gel spazzolino biscotti birra preservativi shampoo carne. E pennelli, e vernice.
Poi si è guardato allo specchio, e ha abbozzato un mezzo sorriso. Si, sono Giulio, e inizio a essere felice.

Beh, ora, non so se, posso, ma credo di dover farvi ascoltare proprio questa:


Perturbazione - Qualcuno si dimentica

Qualcuno si dimentica,
oppure teme di esser dimenticato
Così una storia scivola
accortocciando sempre un nuovo passato
E vorrei farne parte anch'io
ma non ricordo dove sono arrivato
Ma soprattutto se era mia
o sono solo un meccanismo inceppato
Nelle vetrine c'è una luce ammaliante che accende ancora qualche parte di me
Perchè nel buio il mio respiro è impaziente
Perchè mi manca sempre un pezzo per essere felice.
Felice...

Vorrei scoprirti identica
a quel ritaglio su un giornale stampato
con un sorriso cronico
che non si spenga ad ogni filo di fiato
E tu la pensi proprio come me
ma ti disegni su un diverso tracciato;
per me sei ancora una fotografia
Perchè mi manca sempre un pezzo per essere felice.
Felice...

Noi siamo solamente in due
e ci troviamo soli in mezzo a un miliardo
E basta una domenica di sole a non pensare quanto siamo in ritardo
E' una manciata di giornate di festa
che fanno quello che speriamo di noi
E all'improvviso in mezzo al mio mal di testa,
ho ritrovato il desiderio di essere felice.
Felice...



BLOGORROICO:
tutto ha un prezzo, ma questo è gratis.

lunedì 8 settembre 2008

Non è un bel giorno, Gritty!

Beh, puoi anche dirlo. Se è perché non gli va di mettersi le scarpe eleganti, e preferisce i pantaloni corti e le magliettine. Se è perché ha amato rotolarsi su un modulo sporco. Forse voleva solo uno che pensasse al futuro in maniera diversa, ma non è mica questione di quando uno è nato. Siamo nati tutti negli anni '80, amore. Forse chi volevi era con lui. E allora non è mica questione di chi sei, di cosa fai, di come ti vesti... è proprio questione di cosa pensi.
Chissà come fai ad averlo capito. Chissà, è che proprio non l'hai capito. Non te lo sei neanche chiesto. Sei andata a caso. Perché certe cose si vedono dalla camicia e le scarpe, giusto. A parte che poi in inverno se pigli i giorni giusti ce le ha pure lui, quelle scarpe li.
Vabbè, ma tanto non sarebbe andata oltre.
...oltre i soliti due anni.
Ma cos'è, certe cose hanno la scadenza?

"Ma allora vi siete lasciati definitivamente o temporaneamente?"
"Ma che cazzo di domanda è?"
"Nel senso: è una cosa definitiva o temporenea?"
"Ma che cazzo ne so! Ci siamo lasciati e basta. Mica è un contratto, porcaputtana. Mica mi ha mandato in prestito al Bolton FC. Mica l'ho ceduta a titolo definitivo al Palermo. Ci siamo lasciati, fine. E' così difficile da capire?"


Gritti si allontana a mani vuote dal parcheggio. Però ha le chiavi in tasca. C'è un leggero senso di desolazione in tutto questo. Come se fosse tutto troppo piccolo, per contenere una realtà così grande.

La vita è esattamente come un film, e quello di Gritti dev'essere girato dallo stesso regista del film di Giulio, perché hanno entrambi lo stesso sapore di birra che hanno quelli di Ken Loach. A questo punto, forse il regista è proprio Ken Loach.
Di certo c'è che il finale non è quelli che uno vorrebbe, a volte. A volte i film più belli sono quelli degli altri. Gritti è solo come uno che va a lavorare da solo. Ed è bello, se il lavoro ti piace. Ma se è il giorno sbagliato, c'è poco da fare. Tutte le mattine sono buone per rimanere a letto, ma alcune più delle altre. Tipo quelle in cui hai dormito meno di 5 ore, ed è già pomeriggio, per precisione le 14, di un giorno nuvoloso.
Quelli in cui hai caldo, sudi, hai un cerchio alla testa, vorresti un caffè, anche se poi è peggio. Il malditesta. La caffeina. Il bagno. La faccia che sfiora le sigarette e lo sporco del tavolo del mixer. La luce che filtra nel buio. La puzza di sigarette e di casa chiusa.

Non è un bel giorno, non c'è niente di figosamente indie-rock-alternative in tutto questo. Non è sempre così figo stare male.

C'è un CD con sopra i MOP, ma chi sono?, poi c'è quello dei Blur, e lo metto da parte a portata di mano, poi il singolo dei Maccabees, oh, e poi i Perturbazione:

Perturbazione - Nel Mio Scrigno
si certe canzoni si passano due volte.

lunedì 4 agosto 2008

Quattro cose

1) Tra poco a Pechino inizieranno le Olimpiadi, e tra gli sport c'è il calcio. Ora, tra le Olimpiadi e il calcio c'è uno snobbarsi reciproco: alle Olimpiadi sono ammessi solo gli under23. Credo che sarebbe giusto che il calcio si attrezzasse per inserire le olimpiadi nei propri calendari, senza che si sovrapponga ai campionati nazionali, essendo in teoria il massimo traguardo conseguibile per un atleta di qualunque sport. E sarebbe anche ora che le Olimpiadi togliessero questo limite di età. Hanno fatto la stessa cosa per il ciclismo un po' di anni fa, e mi sembra che se ne abbia solo guadagnato.
Forse le Olimpiadi hanno paura di essere oscurate dal calcio? Beh, è così per tutti gli sport dove una nazione vince... in Italia caghiamo solo il fioretto, il nuoto e gli sport dove vinciamo... nei paesi in cui il calcio è solo uno sport, non cambierebbe molto. E non sono certo pochi.

Comunque, per attenuare questa regola degli under23, è possibile portare tre fuoriquota. Il Brasile porta Ronaldinho, per esempio.
Noi portiamo Rocchi.
...
Comunque, possiamo sempre vincere una medaglia nel ciclismo. O nel fioretto.

2) Il doping "è l'uso (o abuso) di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell'atleta." (tratto da Wikipedia.it)
Ovvero, se uno alla mattina fa pipì e gli trovano dei valori sballati, non è che è un dopato. Potrebbero essere naturali. Potrebbero avergli fatto assumere della roba a sua insaputa. Certo, se vogliamo anche dare una percentuale, il 95% di chi risulta positivo agli esami si è dopato, o si è fatto dopare in maniera consenziente.
Ma quante volte abbiamo studiato, e prendavamo 5 lo stesso? O quante volte abbiamo preso 7 senza studiare?
esame antidoping : doping = studio : voto scolastico
Ovvero, non sono due cose per forza correlate. Prima di dire che una persona è dopata, aspettiamo che lo dica lui. O che lo dicano delle indagini.
Da un esame, come da un compito in classe o da un esame universitario, non si tirano le somme.

3) E' uscita la compilation "Post-Remixes vol.1", a cura dei dischi della Valigietta.
Praticamente... prendete gli anni 90. Quelli della DDance. E prendete gli anni 2000. Quelli indie. Ora, prendete i tipi, ad esempio, una delle scene più attive d'Italia, e mettetela a risuonare i pezzi anni '90. E condite tutto con un racconto un po' fantascientifico, un po' '90's, ma anche un po' attuale.
Ecco. E viene fuori una compilation che piace a Diego, perché c'è il rifacimento di Too Much Of Heaven degli Eiffel 65 e di Around The World dei Daft Punk. Ma anche a Atti e Saccolo, perché ci sono i Perturbazione, i Tre Allegri Ragazzi Morti e gli Ex-Otago. Piace a chi aveva 16 anni nel 1994, e ballava la DDance. Ma anche a chi li ha nel 2008, e balla la roba indie-alternative, tipo gli Arctic Monkeys o gli Amari.
Questa è una bella recensione
http://www.rockit.it/pub/r.php?x=00008654
e si possono ascoltare anche alcuni estratti.
Ovviamente consiglio il singolo, che a suo modo è bello come l'originale, che è già il pezzo della mia estate: Ex-Otago - Rhythm Of The Night

4) ... (continua)

domenica 27 luglio 2008

Everybody (parola dell’anno 1987 e 1992)

Amo guardare verso ovest, e vedere il sole quando sorge.
Mi piace osservare il tramonto, a est.

"Se tutto questo cielo stesse in una cartolina vorrei spedirla a chi ho lasciato solo"


Adoro odorare l’odore di caramelle dentro i bicchieri pieni di birra.
Sono contento quando torno a casa e scopro che qualcuno ha messo su un bell’album dei Coldplay, tra i quasi 1200 brani che aveva a disposizione.
Gradisco il caffè amaro quando posso risparmiare un cucchiano e il metterci lo zucchero.

"Bere il caffè con la sambuca è come sterilizzare l’ago dell’iniezione letale"


So che quando uno ha sete la cosa migliore è l’acqua, ma anche un the alla pesca va bene, quando il rapporto quantità-prezzo non sconviene troppo.
Ho la certezza che per due cose non è mai troppo tardi: per una partita a minigolf, e per un buon tonno con i grissini.
Non disdegno fare il bagno in acqua, ma preferisco ancora di più farlo in ceramica, e farlo fare al mio muratore di fiducia.
Anche se al bagno di mezzanotte preferisco la doccia delle 19.
Anche se al bagno Tequila preferivo il bagno Marte.

Uno può essere in pedalò, in risciò, in biciclò, in bigul, ma se la sensazione è quella di avere di fianco uno stanco, uno con una pedalata quadrata, uno che va su del suo passo, uno che sta per scoppiare, e tutti questi hanno la tua faccia, allora puoi solo fare una cosa. Li devi guardare tutti e dire "e io mi alzo sui pedali".


"The dreams in which i’m dying are the best I’ve ever had"


C’è un solo modo per riparare a tutto questo: ballare in discoteca con gli occhiali da sole "I don’t feel like dancing" (come la balla Diego) .

"Certo… è come un gatto che si morde la coda…"
"Magari si mordesse la coda… è che morde i maroni. I miei…"

E poi siamo stati tre giorni ai Lidi, ma vabbé, non gliene fregherebbe niente a nessuno, se vi foste tagliati le vene per la lunga. E la gente va avanti a non saperlo e a sbagliare i suicidi.

BLOGORROICO: everybody, summertime love.