mercoledì 30 agosto 2006

Cani e padroni di cani

Oggi ho visto due cani uguali in un cortile. Uno era legato alla catena. L'altro no. Discriminazione canina, su Rieducational Channel!

E poi oggi ero smaronato e ho portato a fare un giro il mio cane. Lui era contento. Io no. E gli ho chiesto "Buck, ma com'è che dai miei smaronamenti ci guadagni solo tu?". Lui non mi ha risposto. Ma non si è nemmeno leccato i maroni. Insomma, non era nè un si nè un no. D'altronde era una domanda a cui un si o un no non avrebbero avuto molto senso. Questo Buck deve averlo capito.

Poi oggi mi è arrivata la risposta di un prof dell'università. E' il prof di informatica. Siccome su internet non l'ho trovato, gli ho mandato una mail chiedendogli il programma del suo esame. E mi ha risposto "il programma si trova in segreteria della facoltà. è disponibile solo in forma cartacea". :-|
Cioè... per dare l'esame di Informatica, devo andare fino a Ferrara a prendere un pezzo di carta. Per l'esame di Informatica. Un po' come se l'esame di inglese si potesse dare solo in spagnolo, o se l'esame di calligrafia si facesse solo a computer.
E la morale è che devo perdere 3 ore, 6 euro, 60 km, per un pezzo di carta. Ma smetto di lamentarmi che c'è di peggio all'università, in fondo ho già fatto altri giri del cazzo per niente, ne farò uno in più. Un passo in più verso la laurea. Forse. Prima o poi. Speriamo.

Volevo parlare anche un po' del mondo delle zanzare e delle zanzare tigre, ma credo che aspetterò. Tanto le zanzare a casa mia ci sono fino a dicembre.

domenica 27 agosto 2006

Non ho nulla da aggiungere

Salve, volevo disturbarti per porti un quesito personale, ti uso un po' come uno psicanalista generazionale... Ho un ragazzo (che adoro) che ha delle forti somiglianze con quella che sembra essere la tua personalità. Mi vuole lasciare, lo fa una volta ogni due mesi circa, volevo sapere... tu come lasceresti la tua ragazza? Tieni conto che sono due anni che "stiamo insieme", lui è di Roma e io sono di Empoli, ci vediamo poco e male. Scusa lo sfogo.
Gianna

Cara Gianna, la questione non si pone. Ti spiego perché. La categoria dello spirito riguardante la cessazione di rapporti amorosi si divide in due ulteriori sottocategorie. Lasciare ed essere lasciati. E questo non è sorprendente. Ciò che è sorprendente è notare come per una volta la natura sia stata generosa in quanto a simmetria. Infatti a ognuna delle due categorie corrisponde un genere: chi lascia è la donna, chi viene lasciato è l'uomo. E perché tutto questo? Forse per la sua innata pigrizia, vuoi per una certa qual debolezza, sicuramente per la difficoltà con la quale vive la solitudine, il maschio tende a perpetuare lo status quo. Pronto a perdonare, sopportare, immolarsi al potere femminile pur di non perdere la sicurezza di una carezza, di un consolante amplesso, della tirannia soggiogante cui docile si sottopone, unica guida nella navigazione incerta della sua difficile esistenza. Dunque cara Gianna, tranquilla. Lui non ti lascerà. E per favore non lasciarlo neanche tu. Quanto a me non so come lascierei la mia ragazza. Non l'ho mai fatto. Ecco perché se proprio dovessi farlo... vediamo... potrei dire... Il fatto è che ogni volta che ho provato a lasciare una donna, il senso di colpa mi ha preceduto... volevo dirle: non sopporto più i tuoi oli essenziali per la casa, le ho detto: che splendido tramonto... volevo dirle: basta weekend pallosi e le ho detto: perché non andiamo via io e te per un paio di giorni? Volevo dirle: stasera mi ubriaco al bar e poi vado a ballare la techno con i miei amici ultras e le ho detto: sei bellissima. Insomma non ce la si può fare. L'uomo, e specialmente l'uomo di sinistra, non ha abbastanza pelo sullo stomaco per il faccia a faccia. E allora inghiotte amaramente. Oppure, al limite, va a comprare le sigarette. Light.

tratto da Brand:new di Massimo Coppola

Non ho nulla da aggiungere.

sabato 26 agosto 2006

La teoria del ritardo

Ieri alla fine mi sono dimenticato di dire che, se la cassiera del negozio di libri è molto carina, beh allora comprare libri è tutta un'altra cosa. A me la cultura non m'interessa, la figa si.
Ma non c'entra niente con il mio pensiero di oggi. No, non è l'unico pensiero che ho fatto oggi. Ne faccio più di quanti si creda. Anche più di quanti mi possa ricordare. A volte sarebbe bello avere un registratore neuronale. Ma dove lo trovo poi il tempo per riascoltarmi tutte le cazzate che penso? Alla fine si fa prima ad ascoltarsi gli Afterhours. Che poi a me nemmeno piacciono tanto, a Ferrara sono andato a vederli perché erano gratis.
Dicevo, anzi pensavo, e ora scrivevo, o per meglio dire scrivo, che è tutto una questione di punti di vista.

E così sto dicendo tutto e niente, mi spiego meglio. No, non sto dicendo nulla di nuovo, sono un po' come i Counting Crows, non hanno inventato niente, ma lo fanno meglio di altri che c'erano prima. Io non so cosa stia facendo meglio di quelli che c'erano prima. Chi c'era prima? Su questa seggiola, mio padre, ma non se io pensi meglio di lui. Non credo.
Quindi che cazzo di paragoni faccio? Che poi mi perdo nel discorso.
E' una questione di punti di vista... la stessa cosa può apparire vista da un modo bella, come suicidante. Esiste la parola suicidante? No? Zanichelli prendi nota, da stasera un vocabolo in più.
Dicesi suicidante ciò che è talmente deprimente da portare al suicidio.
Ha ragione Sacchi, non è la prima volta, e ultimamente avviene sempre più spesso. Nulla di preoccupante, è la natura che fa il suo corso. Potrei parlarne ora ma poi mi divago troppo e mi perdo di nuovo.
Di cosa stavo parlando? Ah, dei punti di vista... beh Sacchi ha ragione perché dice che il mondo visto da un innamorato ricambiato, da un innamorato non ricambiato, e da uno che non è innamorato, sono tre realtà diverse.
Dice che quella più vera è quella di uno che non è innamorato. Boh... bruttino il mondo allora, eh?
Che poi qualcuno viene a dirmi che sembra che mi faccia schifo la vita da come scrivo sul blog... ma no, è semplicemente che ci sono cose belle e cose brutte, e magari ora il mio punto di vista va sulle brutte che a lamentarsi delle belle siamo sempre in tempo.
Che poi io sia smaronato-depresso-logorroico-sinestesico-diastolico-invasato e altre parole a caso (le può mettere il mio paroliere Mogol-Diego) è un altro discorso.
Sacchi è uno della grande teoria del ritardo. Lo dovevo mettere in un altro post ma mi è venuto da scriverlo ora.
E qui fanculizzo (ma con amor di simpatia) chi ora mentalmente mi fanculizza dicendo "chi arriva in ritardo è solo un gran sfigato, perché fa perdere tempo agli altri, non rispetta gli altri, e bla bla bla..."
Premesso che la parola rispetto è una di quelle parole che al giorno d'oggi si usano senza sapere cosa vogliano dire, perché io provo rispetto per la parola rispetto, adesso spiego di cosa sto parlando.
Credo di avere già aperto 28 discorsi diversi senza chiuderne nemmeno uno.
La teoria del ritardo va ben oltre l'arrivare in ritardo una singola volta... chi mi fanculizza non ha proprio capito una nerchia di cosa sto parlando. Quando il saggio indica la luna, lo stolto vede solo il dito. E soprattutto, l'essenziale è invisibile agli occhi (Piccolo Principe rulez! W Renon 2005 e i partecipanti al campo estivo delle medie).
E spesso è così... quando cerco il costume per andare al mare non lo trovo mai. L'essenziale è invisibile agli occhi. Lo cerco a occhi chiusi ma non lo trovo lo stesso. L'essenziale è invisibile anche al tatto. Gusto, olfatto e udito sono pressochè nulli in questa ricerca. L'essenziale è invisibile a tutti i 5 sensi.
Poi scopri che il tuo costume l'ha messo da lavare la Karima. L'essenziale è a lavare dalla Karima. In compenso il superfluo lo puoi vedere, toccare, annusare, ascoltare e leccare.
E allora non stiamo parlando di arrivare in ritardo una sera, e vaffanculo, stiamo parlando di una metafora ben più ampia... di quelli che arrivano "dopo". Nella vita. A cui spuntano i primi denti "dopo" gli altri, che dicono la prima parola "dopo" gli altri, che crescono in altezza e peso "dopo" gli altri, che iniziano a uscire "dopo" gli altri... che hanno la prima ragazza "dopo" gli altri... eccetera.
Ecco, io, come credo Sacchi e non sia il solo, mi sento facente parte di questo grande gruppo. E ritengo che sia un bene, per tanti motivi. Perché chi arriva in ritardo, molto spesso fa le cose di fretta, e non gli vengono benissimo. Però, arriva dopo, ed è più fresco. Quando arriviamo noi, gli altri sono già stanchi... hanno già preso il vento, la pioggia, sono li da mezz'ora...
E Sacchi è uno che sta arrivando adesso, come tanti altri... e si deve ancora fermare, sia chiaro. Onore e stima a Saccolo.
E la teoria dei punti di vista? Beh, secondo me in giro c'è un po' di merda (si anche cose belline, tipo l'asfalto di piazzale Maresca che ti scirlano le ruote sull'asciutto e sul bagnato razzi, ma non ne voglio parlare stasera delle cose belle. nè tantomeno dell'asfalto di piazzale Maresca che poi quel nome gliel'abbiamo dato noi chissà come cazzo lo hanno chiamato all'anagrafe perché poi il nome delle vie deve darlo l'anagrafe ma lo da veramente l'anagrafe che mettere un punto o una virgola o un qualunque segno di punteggiatura dite che è un'idea? Si, era da fare, direi.)
E queste merde che sono in giro, se viste da un punto di vista diverso, non sono niente male.
La questione è trovare la soluzione, il centro di gravità permanente, che possa permettere di avere un'idea fissa reale e precisa su tutto. Ma trovala, la soluzione.

E per finire, come se di cazzate non ne avessi messo già da basta io, il monologo tratto da Brand:new.

Avevo litigato con la mia ragazza. Ero in casa. Ero solo. Guardavo una televendita di pentole sul satellite. A un certo punto squillo il telefono. Non era lei. Però era una donna.
"Buonasera", mi dice.
"Buonasera", dico io.
"Sono Miranda Rossi della F&T Marketing. Sto cercando una donna tra i 18 e i 35 anni per farle alcune domande".
"Ma va? Che combinazione, anch'io".
"Ah,anche lei fa ricerche di mercato?"
"No, no è un'altra storia. Buonanotte".

tratto da Brand:new di Massimo Coppola

venerdì 25 agosto 2006

Brand:new and everything after

A me la cultura non m'interessa, però scrivo libri e ogni tanto ne leggo pure. Da piccolo leggevo sempre, una volta a 10 anni ho aperto un libro di Asimov (qualcosa tipo "Fondazione"), mio fratello o mia madre me l'hanno tirato via dicendo "sei troppo piccolo per questo libro". In effetti allora ero un bimbo troppo secchione, avessi letto anche quello ora sarei a discorrere di fantascienza invece che dei Coldplay. Cosa che, ogni tanto, faccio lo stesso.
[a proposito, ieri, auguri a Francesco, non è mio cugino cugiatti Borghi, ma è Cotolino, che è anche lui mio cugino, ma di terzo grado. circa]
Comunque, dicevo, oggi sono andato in libreria a comprare Brand:new, di Massimo Coppola e altri due ceffi, che erano gli autori dell'omonimo programma che andava in onda su MTV fino a qualche anno fa. Va in onda ancora, ma il programma è completamente diverso, di uguale c'è solo il nome.
Il format era semplice (una caratteristica che stanno perdendo le cose al giorno d'oggi) ed essenziale: 60 minuti di video, da mezzanotte a l'una, inframezzati oltre che dalla obbligatoria pubblicità, da sketch ambientati in uno studio verde acceso (lo stesso che si usa come sfondo), con protagonisti una poltrona rossa, e Massimo Coppola.
I suoi monologhi sono indescrivibili, credo che appena ho voglia ne posterò uno.
Questo programma è andato avanti così dal 2000 fino al 2003, quando hanno sostituito Massimo Coppola con Enrico Silvestrin e hanno completamente cambiato la struttura del programma. Ora lo conduce Paola Magueri, e Brand New è diventata una nerdata (ma potremmo dire anche direttamente merdata) musicale estrema su gruppi super alternative che spesso sono anche alternativi al buon gusto della buona musica. Dove lei intervista gruppi su questo divano sporco pieno di firme (e potrei scommettere che il divano è quello che aveva in casa mio cugino fino a 10 anni fa... stavolta mio cugino cugiatti Francesco Borghi, non Cotolino) e in cui si parla di arrangiamenti astrusi, citazioni impossibili, sovrastrutture di contenuti musicali.
Cioè uno come Chris Martin (voce dei Coldplay) non ti andrà mai li a dire delle cazzate... lui è uno che voleva bumbarsi Gwineth Paltrow e le ha scritto Fix You. Fine. Cioè io se fossi donna e un uomo mi scrivesse Fix You io a quell'uomo gli darei il buco del culo.
Forse non so se mi avesse scritto Goodnight Elisabeth, se gli sarei tornata insieme. Certo è che mi sarei sentita in colpa. E perlomeno avrei chiesto scusa. SCUSA. Altre 5 lettere che al giorno d'oggi sono un po' fuori moda.
Se fossi stata Betsy (l'originale) almeno non sarei andata a dire quelle cazzate... "everything is gonna be alright". Stronza.
Se fossi stata Betsy (la copia) almeno non sarei andata a dire quelle cazzate... "tutto si sistemerà". Stronza.
E comunque nemmeno Adam Duritz (la voce dei Counting Crows) andrebbe a farsi intervistare su delle cazzate da Paola Maugeri. Paola Maugeri? Stronza anche lei.
Ma torniamo a Coppola, uno dei miei idoli. Lui non è stronzo, anzi, stronzi voi se date dello stronzo a lui. Stronzi.
Ecco, questo libro che ho comprato è bello perché raccoglie i migliori monologhi della stagione 2001-2002... e fa troppo scannare. Ma non fa solo ridere, fa pensare, fa ragionare... è un Jack Folla dei poveri... anche Jack Folla non è stronzo.
Jack Folla (alias Diego Cugia, se volete saperne di più usate Google) era più filosofico, più internazionale, di parlava dei poveri, della guerra, dell'america, dell'Italia degli ultimi 20 anni, del profondo di noi... era più psicologico quasi...
Invece Massimo Coppola analizza più in superfice le nostre abitudini, i nostri comportamenti, e da quelli trova lo specchio per vedere come siamo fatti...e alla fine è molto più comico, ti scappa da ridere... e poi Jack Folla dava sempre il suo giudizio, abbastanza esplicito. Massimo Coppola non da giudizi, ma te li fa capire tutti. Jack Folla si poneva un po' come un osservatore esterno, d'altronde lui non era come te, prima era un condannato a morte, poi un uomo in fuga... Massimo Coppola è un po' uno che non prende la tazza di Orzobimbo solo perché preferisce il caffè. E' uno che ama l'Ikea, ma che la odia anche, che magari ci ha comprato qualcosa, e forse un po' se ne vergogna. Magari ci va spesso e non compra niente. Ma alla fine se trova un bel mobile che compra poco lo prende e fanculo i boicottaggi. D'altronde ha il suo stipendio anche lui. E poi quelle giacche che si deve mettere in continuazione per fare l'alternativo intellettuale devono anche avere il loro costo.
Per concludere... questi monologhi di Massimo Coppola erano quelli che mi ascoltavo d'estate (o il sabato sera, perché durante il resto dell'anno a mezzanotte dormivo già) quando tornavo a casa dopo essere uscito. E sono un po' cresciuto anche con le sue perle.
Grazie Massimo Coppola. E ora, come qualche anno fa, vado a letto. A leggermi Brand:new, prima di dormire.

PS: ah, dimenticavo, anche Gwineth Paltrow è una stronza.

giovedì 17 agosto 2006

Betsy

Sono le ore 20.43 di un tranquillo 20 aprile. Atti staziona davanti al suo PC, con MSN Messenger aperto. Improvvisamente, si connette Betsy. (Betsy è un nome di fantasia, la chiameremo così per convenzione). I due avviano una conversazione.
Questa è la registrazione di quella conversazione. Chiaramente, oltre ad aver cambiato tutti i nomi di persone realmente esistenti, sono state tagliate alcune frasi personali per non violare la privacy dei due personaggi. Questa fu la loro ultima conversazione.
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| Inizio Conversazione: giovedì 20 aprile 2006 |
| Partecipanti: |
| Atti (*********@hotmail.it) |
| Betsy (*************@libero.it) |
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Atti: ciao
Betsy: ciao
Atti: come va?sempre meglio?
Betsy: si
Betsy: tu come stai?
Atti: "normale"
Atti: ci sei domani sera?
(venerdì sera, ndr)
Betsy: io non esco più il venerdì sera
Betsy: me lo sono imposta
Atti: :-O
Atti: e come mai?
Betsy: perchè si perchè mi sembrava giusto così
Betsy: per questi ultimi due mesi
Betsy: e sabato mi devo trovare con James (altro nome di fantasia, ndr), mi deve una balla, quindi non ci sono
Atti: :-|
Betsy: mmm
Atti: ...
Betsy: eh?
Betsy: perchè non parli?
Atti: vediamo se riesci a immaginarti cosa sto pensando
Betsy: non lo so
Atti: allora..ti si vede sempre meno..per cell ci sentiamo sempre meno..per msn anche..sto weekend non ti si vede..
Atti: ..mi sembra un po' che tu, oltre che in senso metaforico, stia proprio fugando anche in senso fisico..

Betsy: lo so
Betsy: ma sarà per poco
Betsy: ritornerò quando mi sentirò pronta
Atti: e sai già che che ti sentirai pronta in poco tempo?
Betsy: mi devo risollevare
Betsy: e sono 4 giorni che sono di buon umore, abbastanza, non ho mai tirato un nome quasi
Betsy: quindi moralmente forse sono ok

Atti: bah
Atti: lo spero per te

Betsy: moralmente
Betsy: poi magari vi rivedo e piango
Betsy: però voglio sentirmi abbastanza forte
Betsy: si ma ve che non sono mica sparita
Betsy: c'è questo sabato solo
Atti: insomma..la sensazione che ne ho io è questa..
Betsy: e il venerdì che ho deciso di non uscire più
Betsy: per motivi scolastici
Betsy: e per la mamma

Atti: .."per motivi scolastici" mi puzza molto..stessi giocando a mafia ti fosserei
Atti: FOS: Betsy
Atti: per la mamma ci può anche stare
Betsy: si perchè sono sempre molto stanca
Betsy: e non rendo più come una volta
Betsy: allora voglio stare più lì
Betsy: tutto qua
Betsy: manca poco
Betsy: ormai all'esame
Atti: già..
Betsy: eh si
Betsy: e cmq poco msn e poco telefono perchè
Betsy: mi distraggono
Betsy: mi perdo
Betsy: e non mi va più
Atti: mmh..
Betsy: non mi va più di perdermi
Atti: non mi convince del tutto....la scusa è buona....ma non regge del tutto....
Betsy: non è una scusa
Betsy: cmq va bene
Betsy: pensale come vuoi
Atti: no so che c'è del vero
Atti: ma credo che la questione principale sia un'altra..ecco tutto qua
Betsy: e quale?
Atti: la tua decisione
Atti: e che per portarla avanti tu abbia scelto "l'isolamento"
Atti: spero che funzioni...per te
Betsy: ci sono una serie di cose nella vita
Betsy: e adesso come adesso prediligo altre cose
Betsy: semplicemte
Betsy: isolamento?
Betsy: perchè ho deciso di stare a casa il venerdì
Atti: "isolamento" tra virgolette...
Betsy: e perchè sto sabato esco con James
Atti: dai hai capito
Atti: non ho detto che ti rinchiudi in casa
Atti: che cerchi un po' di "evitarmi"
Atti: e non so, forse fai lo stesso con qualcun altro

Betsy: e perchè adesso ti starei parlando?
Betsy: no non voglio evitare proprio nessuno (questo fu l'ultimo accesso a MSN di Betsy, ndr)
Atti: perché è capitato..
Betsy: no non è capitato
Betsy: perchè potevo vedere che c'eri e staccare subito
Betsy: visto che preticamente sto parlando solo con te
Atti: effettivamente potevi farlo..si vede adesso avevi voglia di parlare con me
Atti: scusami forse sono solo mie supposizioni
Betsy: eh si
Betsy: non c'è da chiedere scusa
Atti: ma adesso ho come la sensazione stai chiudendo del tutto il nostro rapporto e basta
Betsy: io l'unica cosa che voglio è essere serena
Betsy: poi tu adesso pensala come vuoi
Betsy: adesso vado a studiare
Atti: ciao
Betsy: ciao
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A distanza di quasi 4 mesi... CHI E' L'UOMO? CHI E' LA BESTIA?
Chi è che aveva intuito tutto e aveva capito tutto sin sa subito? Chi è che aveva ragione?
...Betsy... spostati un attimo... MAVVAFFANCULO, VA!