domenica 14 novembre 2010

DOMENICA(li) (stefa)NO


La cosa più sconvolgente forse è soltanto il fatto di guardarti un gran premio in streaming. Senza commento tecnico. Solo il rumore dei motori. E i collegamenti radio.
In cui distingui subito la voce di quel... di quell'incapace, con il suo inglese da prima media. Lo stesso che quella volta disse a Massa "ALONSO-IS-FASTER-ZEN-IU. Did iu risivd ze messag?".
Gli unici che nel fare gioco di squadra si fanno sgamare da milioni di telespettatori in tutto il mondo.
Oggi solo motori... in un silenzioso giorno, in una silenziosa casa. Un cielo grigio in una grigia giornata. Di una desolazione immensa.
Mi viene in mente Angelo Pintus, quando in "Sfighe" a Colorado Caffè imitava Cesarone Maldini. "Nella vita si vince o si perde... ma perdere così è proprio da coglioni."
Molto meglio spegnere il motore in griglia (Schumacher, Suzuka '98). O ritirarsi, per paura della pioggia (Lauda, Fuji '76). O sbagliare completamente la partenza e il primo giro (Hamilton, Interlagos 2007). E poi si può sempre finire sconfitti dopo una collisione con il rivale (Hill, Adelaide '94) (oppure ancora Schumacher, Jerez '97) (per non citare tutti i vari Senna-Prost...)
Insomma di modi per perdere ce ne sono tanti. E tanti davvero meritano stima e rispetto.
Ma questo... Un madornale errore strategico (purtroppo non il primo) che consegna la vittoria a chi forse se l'è meritata leggermente di più degli altri, in fondo. Ma proprio di quel poco.
In una stagione in cui tutti (piloti e scuderie) han fatto troppi errori.
Stefano Domenicali è il direttore della gestione sportiva della Ferrari dal 2008, quando ha preso il posto di Jean Todt.
Nel primo anno della sua gestione è riuscito a perdere il Mondiale piloti, consegnandolo ad Hamilton a due curve dalla fine. In compenso, la Ferrari è riuscita a conquistare il titolo Costruttori... ma per questo bisogna ringraziare più che altro il buon Kovalainen, che con la McLaren girava dai 5 ai 9 decimi più lento di Hamilton. (Insomma, un po' la figura che sta facendo Massa quest'anno).
Nel 2009, invece, la Ferrari è riuscita a sbagliare completamente:
- la macchina (a inizio anno solo la Toro Rosso era più lenta della F60)
- 4 piloti su 5 (a parte Massa che andava bene fino all'incidente dell'Hungaroring... Raikkonen ha dormito 3/4 di stagione, Schumacher è stata un'idea sbagliata, Badoer altrettanto sbagliata, così come Fisichella... non so, forse a questo punto il quarto collaudatore Genè sarebbe stato peggio?)
- strategie (anche qui, gli errori sono stati diversi, ma poco influenti in una stagione già persa dopo poche gare)

In compenso, la Ferrari interruppe lo sviluppo della F60 per pensare alla macchina 2010. Che avrebbe dovuto essere una bomba. E invece, è stata spesso più lenta delle RedBull e delle McLaren. Almeno, è stata affidabile, quello si.
Ma se si continuano a sbagliare le strategie... e diciamolo: Alonso ha fatto qualche errore di troppo ma anche tanti miracoli... ma Massa è stato il fantasma di sè stesso. Ha fatto la figura del Kovalainen alla McLaren. Anzi, del JJ Lehto alla Benetton.
Senza contare il peso che la Ferrari ricopre in federazione ora, e le decisioni ridicole che continua a subire.
Insomma i 3 anni di Domenicali sono stati abbastanza deludenti. La Ferrari non deve essere competitiva: la Ferrari deve vincere. E' quello che chiedono i tifosi, è quello che è intrinseco nel marchio Ferrari. La Ferrari non corre per fare del suo meglio, la Ferrari corre per vincere. Sempre.
Per carità: Domenicali è stato un uomo Ferrari nel periodo Schumacher, merito delle tante vittorie è anche suo. Forse, semplicemente, il direttore della gestione sportiva non è il ruolo in cui rende al meglio.
Che fosse meglio Nigel Stepney? Colui che per vendetta passò le informazioni alla McLaren, dopo aver imparato che l'erede di Todt non sarebbe stato lui, ma proprio Domenicali.
Ma non si può perdere così. Infilati dietro la Renault di Petrov. Neanche Kubica, che è un gran pilota (sicuramente non ha niente da inviare a Vettel, e forse gli è pure superiore), ma Petrov.
E Alonso che ce l'ha messa tutta per oltre un'ora, a respirargli gli scarichi. Mentre Webber, dietro, si gustava tutta la scena. Webber ha già avuto tanto nella vita, molto più di quello che sperava e che si sarebbe augurato lui stesso... si è regalato anche questo felice siparietto.
Alonso. Che doveva vincere il Mondiale. Bloccato dietro alla Renault. Di Petrov. Ridicolo. Imbarazzante. Desolante. O come ha titolato la Gazzetta, "atroce".
Due anni fa era stato Timo Glock a farsi passare da Hamilton. Ma li Massa non poteva farci niente... ora è stato Petrov direttamente a non far passare la Ferrari.
E ok, Alonso ha fatto i suoi errori, ha le sue colpe, ma ripeto di miracoli ne ha fatti fin troppi. E anche se oggi la partenza è stata scarsa, e non è riuscito a passare Petrov, ci ha provato per un'ora.
Ho trovato una foto della Ferrari di Alonso sul "London Evening Standard", il giornale gratuito che danno all'entrata della tube, e l'ho attaccata in camera mia. Perchè in fondo se lo merita. Perchè è un esempio di come andare avanti a provarci sempre. Un esempio di come anche se ce la metti tutta a volte le cose non vanno lo stesso, e non è colpa tua. Di come ritrovarti in una situazione in cui vorresti solo nasconderti, e invece restare a testa alta.
Sarà per l'anno prossimo... forza, Fernando.

mercoledì 3 novembre 2010

C'è gente che sta male.

Oggi al lavoro si è presentata una nuova collega.
"Ciao, mi chiamo XXXXXXXX (e non è che stia censurando il nome, è proprio che non me lo ricordo), mi piace la musica, mi piace ballare, a volte non riesco a prendere sonno e vado in strada con il mio iPod e mi metto a ballare"
Mmh, mi pare di averla già vista 'sta cosa.
http://www.youtube.com/watch?v=2Dnkc_-7tHo
A proposito di Vasco Brondi (il cantante ed unico membro de Le Luci della Centrale Elettrica), leggiamo insieme un po' delle sue cose che scrive nel suo blog.

"E nelle valli di Comacchio G. stava fotografando degli aironi infreddoliti."

No aspetta aspetta. Cioè qui abbiamo un cantante, presunto poeta, o presunto cantante, comunque uno che gode di una certa (in)credibilità, che parla delle VALLI DI COMACCHIO. Cioè, LE VALLI DI COMACCHIO. LE. VALLI. DI. COMACCHIO.Non ho parole.

"In cosa consiste questa cosa di scoparsi."

Questa è una bella domanda.

"E T. che mi vede stanco e insicuro mi dice di andarmene a Londra a tagliare e a lavare delle insalate in un mc donald che vedrai che poi va meglio."

Già. Ce lo vedrei bene Vasco Brondi a lavorare con/come me. Come me e come tutti gli altri migliaia che fanno lavori simili. A sbarbarsi tutti i giorni. A tagliarsi i capelli corti. A tagliarsi le dita tagliando i limoni. (Cioè, questo gli altri, io le mie ditina le me devo ancora tagliare). A fumare le sigarette sulle scale antincendio senza nemmeno togliersi il grembiule.Chissà che canzoni salterebbero fuori.
Quello si che sarebbe un album strepitoso... chissà quello che uscirà a breve, invece, chissà.

"Non serviva il preservativo con te che meraviglia pensavo ogni volta."

Questa si commenta da sola.

"Quando ti avevo vicino poi purtroppo mi addormentavo sempre per primo anche se mi svegliavo alle due di pomeriggio e tu alle otto di mattina. Ma sarà stata questione di metabolismi di non preoccuparsi."

Questa invece è bellissima. Ma sarà stata solo questione di metabolismi, in fondo, mica altro.
Caro Vasco, Cara Catastrofe, io spero che nel nuovo album tu parli anche un po' del digitale terrestre, dei voli ryanair a basso costo, della gente che ha 26 anni, e dei 15 kg. Mi farebbe molto piacere.
Ma se poi hai un metabolismo diverso, fa lo stesso... fa solo attenzione quando tagli le insalate e i limoni.
Che non ti ricordi ma ci siamo presentati, a Faenza, ed era il 30 novembre 2008. (e questo è un finale nel tuo stile, si).

domenica 17 ottobre 2010

Ritorno a casa

C'è una canzone degli Afterhours che non ho mai capito. Si chiama "Ritorno a casa". Praticamente è un pezzo strumentale dove uno racconta/narra/legge/una sorta di racconto.

Non ho mai capito chi sia la voce.
Non ho mai capito di chi sia la storia.
Non ho mai capito se siano la stessa persona.
Non ho mai capito se la storia sia un racconto a sè o se venga da un libro o altro.

Però mi ha sempre affascinato. Se non altro per tutte le cose che non ho mai capito.

Sono quasi due mesi che non scrivevo - e nessuno ne ha sentito la mancanza, a partire da me stesso.
O forse si, qualcuno ne ha sentito la mancanza, ma nessuno me l'ha detto. A partire da me stesso. Probabilmente mi mancava scrivere ma non avevo il coraggio di dirmelo.

D'altronde avere il coraggio di dirsi le cose vuol poi dire parlarsi da solo - e l'unico risultato di parlarsi da soli di solito è farsi prendere il culo da chi ascolta - quindi ora posso farmi prendere in culo da 600 persone o giù di li.
Anche se, che leggeranno, saranno 22 persone, che cliccheranno "mi piace" 6, e che commenteranno, 4.
(e scrivendolo, ho già contaminato la vostra reazione, quindi il risultato non sarà attendibile).

Erano quasi due mesi che ero via.
Quasi due mesi che vivevo fuori da Cento.
Quasi due mesi che vivevo fuori dall'Italia.
Quasi due mesi che vivevo fuori da casa mia.
E quasi due mesi che non guidavo, che non andavo in bici, che non vedevo amici e familiari, il mio cane, e via così, per un sacco di altre cose.
E un po' a sorpresa, devo dire che mi mancavano davvero.

Ma la sorpresa più grande è stato tornare a casa. E sentire l'odore di casa mia.
Tutte le case hanno un loro odore. Tutte. TUTTE. Tutte. Anche casa tua.
Ma quando ci passi 26 anni della tua vita, non lo riconosci più. Forse bastano davvero appena 50 giorni per poter sentire un odore nuovo, intonso, mai sentito prima. Un odore che annusavi da 26 anni, senza mai accorgertene. Mai. L'odore di casa tua.

Poi va beh. Trovi il tuo cane che all'inizio non ti riconosce, perchè ormai è mezzo cieco e mezzo sordo. Ma che poi ti riconosce.
Scopri che sono morte due persone della tua via. E un altro della via di fianco. E un altro che non conoscevi, o forse si ma solo di vista, che abitava sempre li intorno.
Poi che hanno messo su uno spazio pubblicitario nuovo in via Giovannina.
E poco altro... d'altronde, sono solo passati 50 giorni.

Forse è strano sapere di essere a casa, in vacanza. A casa si sta a casa. In vacanza si sta in vacanza. Inizio a chiedermi quale sia veramente la mia casa. E' non è solo una domada di un qualunque ente/ufficio/persona/istituzione londinese, con il quale rispondi con la solita cantilena (appena modificata) "flat 31..." ma è proprio una domanda che ha un che di futurista/esistenziale.

Qualunque cosa succeda, ora, this is london, e io mi sento londinese.
Centese, italiano, e londinese. Perlomeno, fino a quando vivo, lavoro, faccio la spesa e pago le tasse li.
Ma inglese no. E allora, simpaticamente, "andiamo a fargli il culo a questi inglesi".
Qualcuno, che c'è chi definisce eroe e chi no, una volta disse "ora vi faccio vedere come muore un italiano" (era Quattrocchi, su Wikipedia più informazioni, ndr).
Io mi accontento di molto meno. A me basta fare vedere come vive un italiano. E non un italiano a caso. Io.

C'è ancora così tanta bellezza da contemplare... talmente tanta, che prima o poi andrà condivisa. Oh... yeah. Really.

...e poi alla fine il tipo nella canzone degli Afterhours torna nella sua camera e ritrova tutti i soldatini esattamente come quando era bambino.

Io nella mia ci ho trovato la McLaren MP4/6 di Senna ancora li, esattamente dove l'avevo lasciata 50 giorni prima. E non lo so, ma sono belle soddisfazioni.


lunedì 23 agosto 2010

David Guetta - GETTING OVER YOU (ovvero la quinta ed ultima puntata di Tutte le volte che io mi chiamo Mertesacker)

(riassunto delle puntate precedenti: in realtà, per quanto abbia fatto finta di crearci un nesso, l'unico nesso tra tutti i post è che me ne sto per andare per Londra, e questi sono i deliri annessi e connessi. ed è già comunque un discreto nesso)

Mi sono svegliato con poche ore di sonno, e ho fatto colazione con del gnocco avanzato: ecco, a metà del primo pezzo di gnocco... mi stava anche piacendo. E proprio in quel momento, appare su MTV il video di David Guetta: Getting Over You.

Praticamente il video è questo: David Guetta deve registrare la sua canzone e chiama nel suo studio tutti quanti. Ovviamente Fergie è vestita come se dovesse andare in discoteca a fare una serata e/o a prendere cazzi, ma va beh. Iniziano tutti a cantare, e David Guetta, cosa fa? Sta li a guardarli? D'altronde lui la canzone l'ha già fatta. No, sta dietro il mixer a fare il fonico. Da solo. Beh è ovvio, David Guetta fa il fonico da solo dei suoi dischi. Ma va beh. Andiamo oltre.

Nella stessa stanza cantano Fergie, Chris Willis, e i due reppettoni nerd: una cosa che non succede neanche quando registrano i dischi tipo USA 4 Haiti. Da che mondo è mondo ognuno fa la sua parte per conto suo, per evitare anche di prendere su magari i rumori degli altri che stan li, ma va beh, a fare il fonico c'è David Guetta, capiamoci.

All'improvviso, arriva uno per strada ed entra dentro lo studio di registrazione. E' chiaro, è come Radio Nebbia: David Guetta deve aver aperto lo studio da solo, ed essersi dimenticato la porta aperta. E fin qua, nonostante abbiamo passato il confine del reale da un pezzo, siamo ancora all'interno di un videoclip accettabile (tanto quanto il gnocco madone che sto ingoiando).

Ma quando sto tipo, oltre ad essere entrato di nascosto infila due jack in due uscite alla cazzo, e se ne esce di nascosto (senza farsi notare da David Guetta, cazzo è così impegnativo toccare a cazzo due manopoline del mixer per non accorgersi di estranei?) già entriamo in una dimensione diversa. Una dimensione dove posso infilare due jack a cazzo, e uscirmene fuori con cavi della lunghezza di 25 metri, e posizionare casse 7-8 da 500 watt in giro per i tetti dei palazzi.Mah si, al giorno d'oggi tutti i giovani d'oggi hanno cavi jack-jack di 25 metri, un'armamento di casse da concerto, e le collegano l'un l'altra con modalità che sfidano le regole dell'elettronica posizionandole su palazzi antistanti (per la gioia degli inquilini e degli amminsitratori di condominio).

La gente per strada ovviamente crede che all'improvviso sia scoppiato il carnevale di Cento, e quando qualcuno grida (perchè cazzo può solo essere successo così) "oh quel pirla di Guetta ha lasciato la porta aperta dello studio, andiamo a fargli del casino dentro" lo studio si riempie di giovani festanti.

David Guetta e i suoi colleghi cantanti, ovviamente, non si fanno prendere dal terrore, magari chiamando il 911: no, escono a finire di registrare la canzone per strada (l'ho detto che Guetta è un fonico di merda).

Anzi, già che c'è, il nostro buon David si porta dietro una tastierina, tanto ormai alla qualità del lavoro deve averci dato a mucchio.

Ed è qui, che tra la gente festante, sbucano dei breakers con delle maschere bianche a metà tra l'hockey e il carnevale di venezia: e questa è la roba più inquietante di tutte. A me fanno paura. Chi sono? Cosa vogliono?

Io sono contrario ad ogni tipo di copertura del viso: voglio vivere in un mondo dove ci si possa tutti guardare in faccia a volto scoperto.

Perchè chi è a favore del burqa integrale, non ha mai subito una rapina.

O non ha mai visto questo video di David Guetta.

C'è ancora tanto altro da dire: la cosa importante è sapere che verrà detto, prima o poi. E questo basterà.

(fine) (della favola di Mertesacker, ma io le mie puttanate vado avanti a scriverle)

venerdì 13 agosto 2010

Tutte le volte che io mi chiamo Mertesacker (puntata#4: L'Epersone)


(riassunto delle puntate precedenti: sto scrivendo cose a cazzo senza un benchè minimo nesso tra loro, eppure da bravo comunicatore arrampicatore sugli specchi ce lo sto trovando. Estate-ascolto Matthew Bellamy e i Muse-bevo il succo di frutta aperto-vado alle sagre e prenoto a nome Mertesacker-anche se non era poi vero-uso l'antizanzare-e mi sparo i miei viaggi. Insomma la solita estate del cazzo, ma questo non giustificherebbe una serie di note su facebook numerate. A meno che...)

Oh, veh. Si scrive così veh? Beh, veh, the. Boh?

Hanno cambiato le note. Ora somigliano più a un blog. Immaginavo succedesse prima o poi, la parte "scritta" era l'ultima cosa che mancava a facebook per avvicinarlo a un blog.

Ci avete fatto caso? Fino a un paio di anni fa avevamo tutti i blog, ora abbiamo tutti facebook. Riportando i blog ai veri blogger. Che di fatto hanno meno "audience".

Tipo, io che non sono un blogger ma il blog ce l'ho, il mio non se lo caga più nessuno. Ma è normale: da me veniva la gente perché mi conosceva, a parte qualche raro caso...

So come si tiene un blog di successo: e sono convinto potrei tenerlo anche io. Ma non sto a fare il culo giornalmente o quasi per una cosa che non mi porta soldi... si, so anche come potrei guadagnarci. Ma ora non mi va. Sono incostante in tutte le mie cose, compresa questa.

Per almeno un altro po' di mesi non sarò ne blogger, ne scrittore.

Hanno cambiato le note, ora sarà più semplice anche per chi non ha nemmeno un minimo di base di html o simili riuscire a mettere un grassetto. E poi ora che vedo, si leggono anche più in grande.

Ma non è un buon motivo per scrivere, se non si ha niente da dire.

Su oltre 3mila chilometri, puoi concederti qualche chilometro di crisi? Anche se questi possono essere decisivi? Anche se possono farti perdere dei minuti?

Si? O no?

La risposta corretta é: anche se non puoi concederteli, devi imparare a poterteli concedere lo stesso. Quando un fiume è troppo grosso, da qualche parte si rompe l'argine e lo si fa esondare nelle campagne. Nelle campagne, non nel centro delle città.

Impara a crearti delle campagne pronte da esondare. Diventeranno delle risaie. Non farà ridere, eppure la qualcuno avrà tanto riso.

(Beh a me non mi fa ridere, però me la rimiro: è una battuta costruita bene, che nasce oltretutto da una riflessione seria. E' come fare un bel gol al campetto. Non se lo caga nessuno, ma lo puoi raccontare lo stesso agli amici.)

Non avevo mai pensato che mente e corpo potessero realmente viaggiare a velocità diverse... e non parlo di quando tipo uno fisicamente a pezzi ma ha il cervello che va a manetta.

No proprio... due velocità diverse, che non capisci nemmeno qual'è dei due che va più veloce dell'altro.

Non so neanche bene di cosa sto parlando.

Che poi non credo a niente di soprannaturale, credo che tu abbia una sua logica e segua regole "scientifiche": semplicemente, a volte queste logiche e queste regole non le conosciamo, o non siamo ancora in grado di comprenderle.

Però sono sempre più convinto di quanto l'uomo sia un animale sociale, che lo voglia o meno, e di quanto l'allontanarsi dalla società stessa possa portare ad un distacco della persona su più piani... che, in un circolo vizioso, sfociano tutti con la definitiva "esclusione" dalla società.

Insomma, niente di diverso da quello che diceva l'odiato Zygmunt Bauman.

Poi mi ricordai di una cosa: delle persone.

Sono le persone che fanno un posto brutto o bello. Le città, da sole, non sono nulla: sono le persone. Sono le persone che rendono belle le piazze, i locali, le case, i negozi. Le persone che scelgono la musica nelle discoteche. Le persone che girano per strada. Le persone che creano modi, abitudini, usi e costumi.

Sono le persone.

San Valentino, senza le persone, è solo un giorno del calendario. Un matrimonio, senza le persone, è soltanto una messa. Un compleanno, senza le persone, è solo una serata in discoteca. Beh cazzo, se organizzi un compleanno in discoteca, è solo una serata in discoteca anche con le persone. Ma comunque, sono le persone ad organizzare i compleanni in discoteca.

Le persone.

Tutto ciò che amiamo od odiamo, in ogni modo, è legato a delle persone. Perchè senza persone neanche esisteremmo. Perchè anche se esistessimo, mancherebbe un punto di vista esterno a noi che certificasse la nostra esistenza.

Abbiamo tutti bisogno degli altri. Per forza. Anche queste note, senza persone che leggono, sarebbe solo cazzate senza senso.

Invece, ora... sono ancora delle cazzate senza senso. Ma almeno ci siete voi a certificarlo.

(...continua ancora per un pochino...)