L'altro giorno, su Facebook, mi sono imbattuto nel gruppo "quelli che l'11 settembre guardavano la melevisione". Diomio... un'altra generazione.
Un'altra generazione, che poi ora è quella che sta magari già facendo l'università. Persone che potrei trovarmi fianco a fianco fuori la sera, al lavoro, e in tante altre occasioni.
Allora... siamo davvero due generazioni diverse? Si? No?
E poi c'è una domanda che non ci facciamo troppo spesso. Ci chiediamo più spesso "tu dov'eri la sera del 9 luglio 2006?". Invece che chiederci "tu cosa facevi l'11 settembre 2001?"
Io l'11 settembre 2001 ero al pc. Come buona parte della mia vita, io sono al pc. E' un mezzo. Al pc (che poi col tempo è diventato un mac) ci ho giocato, studiato, lavorato, intrattenuto rapporti sociali, coltivato hobby.
Avevo 17 anni: tanti quanti ne aveva mio padre nel 68, quando inseguito dai poliziotti, lanciava sassi, e si rifugiava all'interno di scuole superiori compiacenti.
33 anni dopo, alla stessa età, io cercavo di cambiare il mondo in maniera un po' più legale e un po' più tranquilla: la musica. Al tempo, era in lavorazione il secondo album degli Alpha Alpha, "Hysteria", che sarebbe poi uscito il 26 aprile 2002.
In realtà quel giorno stavo lavorando ad un qualcosa di molto slow, quasi lounge, un beat un po' ripetitivo, accompagnato da un basso altrettanto loffio. Cercavo di adagiarci sopra un mio testo, una delle mie solite menate adolescenziali scritta un paio d'anni prima, qualcosa sulla scia di "Tutti i miei sbagli" dei Subsonica ma quasi al contrario: un partendo dai propri errori, arrivare a una sorta di ottimismo per il futuro. Un mezzo manifesto di positività.
'Na merda, insomma.
Ma è così, nessuno da il proprio meglio al di sotto dei 20 anni, e questo per fortuna è l'altra faccia della medaglia dell'invecchiare: il migliorarsi.
A volte quello che fai prima dei 20 è perfetto, nella sua imperfezione, perché rappresenta perfettamente il tuo pensiero dell'epoca e di quell'età.
Ma il meglio, lo dai sempre dopo i 20 anni. L'esperienza, vuol dire.
Insomma, sto loop girava un po' ma non mi convinceva troppo, il testo non ci si adagiava sopra troppo bene, e venne una certa ora, per cui uscii di casa. La TV era rimasta spenta, e ignaro mi avviai in bicicletta alla cabina, il ritrovo ufficiale di quella che poi sarebbe diventata appunto "La Compagnia della Cabina".
C'erano Sacchi, poco dopo arrivò Sorio.
"Oh, avete sentito? Dei terroristi hanno dirottato e fatto schiantare due aerei contro le torri gemelle, e ce n'è uno diretto verso la Casa Bianca! Dai, andiamo in casa mia a vedere la televisione..."
E poi il resto è storia, noi in salotto da Sorio a guardare la TV, senza renderci troppo conto che si trattava di un momento storico... forse ce ne siamo resi conto dal giorno dopo, dai titoli dei giornali.
Mio padre nel '68 tirava sassi, io nel 2001 facevo musica, lui non è diventato un brigatista, io non sono diventato un musicista, e nessuno dei due ha cambiato la storia.
Però ci siamo ritrovati per caso qualche sera fa, alle 21.10, mangiando entrambi in piedi, contemporaneamente, piatti diversi, che ognuno si era preparato per mangiare da solo.
Il mio mac stava suonando Lily Allen (niente Alpha Alpha quindi), io ero già in ritardo per una serata fuori (non da DJ nè tantomeno da musicista, solamente una serata fuori in borghese) e mio padre non era certo tornato tardi dal tirare sassi. Però in quel momento, tra un piatto di insalata e un wurstel spaciugato di ketchup, mentre Lily Allen cantava allegramente "Fuck You", credo si siano congiunti 33 anni di Atti.
Ed è stato un bel momento.
Ah, mio fratello A.A. non so dove fosse quella sera.
giovedì 13 agosto 2009
lunedì 3 agosto 2009
Sono sicuro che tu, ovunque e comunque tu sia, verrai a leggere, prima o poi
Avevo solo voglia di una passeggiata. Niente di romantico - perlomeno, nulla che a me potesse sembrare essere tale. Non so perché lo sto dicendo - come se dovessi giustificarmi - ah, ma se continuo a scrivere così potrei anche mettermi a fare brizzismi, e non smettere più. O perlomeno, nello stile di.
Comunque, avevo solo voglia di una passeggiata. Mi dispiace, ma ho un cane che è nato quando in televisione duellavamo Hill e Villeneuve, e al limite Schumacher. E se quest'ultimo si appresta a tornare, dubito che lo facciano i primi due, così come dubito che il mio cane possa farsi allegramente 6-7 km a piedi. Anzi, a zampe.
Non è che può andare bene chiunque per un passeggiata - no di certo - altrimenti avrei chiesto a chiunque.
Posso anche farmela da solo, poi, sta cazzo di passeggiata, senza menare le palle a tutto facebook.
Il cielo nuvoloso, finalmente fa un po' di fresco, possiamo parlare delle nostre prossime vacanze, a cento non c'è mai un cazzo ma è sempre bello lo stesso farci una passeggiata, almeno questa città è un po' più tua, guarda che è sempre tutto chiuso se ci fosse io in comune, pieve è meglio, cento non ci piace andiamocene via, dobbiamo cambiare questi cazzi di lavori di merda, a noi della crisi non ce ne frega, tu non mi credi se ti dico che posso diventare scrittore, tu mi credi sempre troppo poco e hai sempre troppa paura, anche io muoio di paura ma mi faccio coraggio, in fondo io ci credo alle cose che si possono fare insieme, però ti prego proviamoci, almeno... non è bella questa serata? ti va un gelato, o una granatina, così ti viene freddo? hai caldo? sei stanca, hai male ai piedi? hai meno resistenza del mio cane, anche se tieni la lingua meno di fuori, in genere... e poi i cani che abbaiano e quelli che stanno zitti, le famigliole che potevo essere io a dieci anni, io adesso, o io tra dieci anni, che potremmo essere noi, che potremmo andare a bologna o ferrara la prossima volta, sai c'è un video su youtube di Pingu che gioca a bocce ridoppiato in dialetto modenese, ah già a te non piace modena, ma nemmeno a me, poi sono anche 40 chilometri, metti anche che uno trova lavoro la... mi piacerebbe lavoare a K-Rock, quella è pure a reggio emilia, anche a scandiano, però un giorno alla settimana lo farei, oppure si potrebbe andare a Londra, tanto tu potresti avere il trasferimento, e lo sai che non sto correndo troppo, sono pieno di dubbi e di paure, non so se posso fidarmi di te, non so riuscirò a fidarmi, se riuscirò a stare tranquillo come ho sempre amato stare, e non so capirai quando è ora di capirmi, e non so tante altre cose, e anche io ho paura, ho paura di non capire quando è ora di smettere, o quando è ora di dare tutto, e ho paura che quello che mi chiedi non basti, e ho chiesto di perdere gli occhi perché non c'era più niente da vedere, e ho chiesto di perdere il cuore perché non avevo più niente da amare, e ho chiesto di perdere il pene perché non avevo più niente con cui potesse servire a qualcosa, e ho chiesto di perdere il cervello perché non avevo più niente a cui pensare, e ho chiesto di perdere la vita perché non avevo più niente da vivere, ma ora vorrei tutto indietro, per amare ancora una volta. per sempre. forse. beh, per sempre, che parole grosse, ma perché no, chissà, uno ci penserà quando sarà il momento, quando uno capisce che è la fuga giusta, che è il momento giusto, come Ballan, ti ricordi? si, il ciclista... ma tu cosa vorresti fare? nella vita?
Guarda che bella casa, che bella casa di merda, a te piace, a me fa cagare con tutti quegli archi li, ma sta a vedere se uno deve buttare quei soldi in quel modo, e poi dipingerla di rosa, ma che cazzo, è verde, verde dove? è rosa!, no dico il semaforo è verde, scema, vai a cagare, attraversiamo, chissà se mi capisci, credo di no, credo che andrò a letto di nuovo stanchissimo con un grande vuoto dentro e a fianco, perché i letti grandi e comodi rischiano sempre di restare troppo vuoti, per fortuna tira un po' d'aria, e si sta bene, e davvero è l'unica cosa che ci accomuna a quelle vecchiette e che hanno una vita dietro, mentre noi ce l'abbiamo davanti... lo so che volevi ci fosse anche il cane ma inizia ad essere come le vecchiette, il tempo passa per tutti e per lui passa più velocemente, ma hai visto Felipe? a me ha fatto impressione, penso solo ai ciocchi che fanno i sassi sul casco quando vado sul kart, pensa a una molla a quella velocità... va beh non te ne frega niente lo so. ormai siamo qui da casa tua...
- le parole sussurrate nelle orecchie fanno sempre venire i brividi, e mi chiedo sempre se sia per i contenuti espressi o per il modo in cui escono fuori dal cuore passando per la bocca entrando per le orecchie ed arrivando di nuovo al cuore -
E poi ancora una volta, fuori, di nuovo a in pochi secondi un flash di dieci minuti che mi riporta dritto qui. Sudato. Di fronte al mac. Su questa scrivania. Da solo.
Sono mai uscito di casa? Ho mai fatto questa passeggiata?
Non è che può andare bene chiunque per un passeggiata - no di certo - è che volevo farla con te.
Non sono sicuro tu legga subito - no - ma sono sicuro che tu, ovunque e comunque tu sia, verrai a leggere, prima o poi.
Comunque, avevo solo voglia di una passeggiata. Mi dispiace, ma ho un cane che è nato quando in televisione duellavamo Hill e Villeneuve, e al limite Schumacher. E se quest'ultimo si appresta a tornare, dubito che lo facciano i primi due, così come dubito che il mio cane possa farsi allegramente 6-7 km a piedi. Anzi, a zampe.
Non è che può andare bene chiunque per un passeggiata - no di certo - altrimenti avrei chiesto a chiunque.
Posso anche farmela da solo, poi, sta cazzo di passeggiata, senza menare le palle a tutto facebook.
Il cielo nuvoloso, finalmente fa un po' di fresco, possiamo parlare delle nostre prossime vacanze, a cento non c'è mai un cazzo ma è sempre bello lo stesso farci una passeggiata, almeno questa città è un po' più tua, guarda che è sempre tutto chiuso se ci fosse io in comune, pieve è meglio, cento non ci piace andiamocene via, dobbiamo cambiare questi cazzi di lavori di merda, a noi della crisi non ce ne frega, tu non mi credi se ti dico che posso diventare scrittore, tu mi credi sempre troppo poco e hai sempre troppa paura, anche io muoio di paura ma mi faccio coraggio, in fondo io ci credo alle cose che si possono fare insieme, però ti prego proviamoci, almeno... non è bella questa serata? ti va un gelato, o una granatina, così ti viene freddo? hai caldo? sei stanca, hai male ai piedi? hai meno resistenza del mio cane, anche se tieni la lingua meno di fuori, in genere... e poi i cani che abbaiano e quelli che stanno zitti, le famigliole che potevo essere io a dieci anni, io adesso, o io tra dieci anni, che potremmo essere noi, che potremmo andare a bologna o ferrara la prossima volta, sai c'è un video su youtube di Pingu che gioca a bocce ridoppiato in dialetto modenese, ah già a te non piace modena, ma nemmeno a me, poi sono anche 40 chilometri, metti anche che uno trova lavoro la... mi piacerebbe lavoare a K-Rock, quella è pure a reggio emilia, anche a scandiano, però un giorno alla settimana lo farei, oppure si potrebbe andare a Londra, tanto tu potresti avere il trasferimento, e lo sai che non sto correndo troppo, sono pieno di dubbi e di paure, non so se posso fidarmi di te, non so riuscirò a fidarmi, se riuscirò a stare tranquillo come ho sempre amato stare, e non so capirai quando è ora di capirmi, e non so tante altre cose, e anche io ho paura, ho paura di non capire quando è ora di smettere, o quando è ora di dare tutto, e ho paura che quello che mi chiedi non basti, e ho chiesto di perdere gli occhi perché non c'era più niente da vedere, e ho chiesto di perdere il cuore perché non avevo più niente da amare, e ho chiesto di perdere il pene perché non avevo più niente con cui potesse servire a qualcosa, e ho chiesto di perdere il cervello perché non avevo più niente a cui pensare, e ho chiesto di perdere la vita perché non avevo più niente da vivere, ma ora vorrei tutto indietro, per amare ancora una volta. per sempre. forse. beh, per sempre, che parole grosse, ma perché no, chissà, uno ci penserà quando sarà il momento, quando uno capisce che è la fuga giusta, che è il momento giusto, come Ballan, ti ricordi? si, il ciclista... ma tu cosa vorresti fare? nella vita?
Guarda che bella casa, che bella casa di merda, a te piace, a me fa cagare con tutti quegli archi li, ma sta a vedere se uno deve buttare quei soldi in quel modo, e poi dipingerla di rosa, ma che cazzo, è verde, verde dove? è rosa!, no dico il semaforo è verde, scema, vai a cagare, attraversiamo, chissà se mi capisci, credo di no, credo che andrò a letto di nuovo stanchissimo con un grande vuoto dentro e a fianco, perché i letti grandi e comodi rischiano sempre di restare troppo vuoti, per fortuna tira un po' d'aria, e si sta bene, e davvero è l'unica cosa che ci accomuna a quelle vecchiette e che hanno una vita dietro, mentre noi ce l'abbiamo davanti... lo so che volevi ci fosse anche il cane ma inizia ad essere come le vecchiette, il tempo passa per tutti e per lui passa più velocemente, ma hai visto Felipe? a me ha fatto impressione, penso solo ai ciocchi che fanno i sassi sul casco quando vado sul kart, pensa a una molla a quella velocità... va beh non te ne frega niente lo so. ormai siamo qui da casa tua...
- le parole sussurrate nelle orecchie fanno sempre venire i brividi, e mi chiedo sempre se sia per i contenuti espressi o per il modo in cui escono fuori dal cuore passando per la bocca entrando per le orecchie ed arrivando di nuovo al cuore -
E poi ancora una volta, fuori, di nuovo a in pochi secondi un flash di dieci minuti che mi riporta dritto qui. Sudato. Di fronte al mac. Su questa scrivania. Da solo.
Sono mai uscito di casa? Ho mai fatto questa passeggiata?
Non è che può andare bene chiunque per un passeggiata - no di certo - è che volevo farla con te.
Non sono sicuro tu legga subito - no - ma sono sicuro che tu, ovunque e comunque tu sia, verrai a leggere, prima o poi.
lunedì 20 luglio 2009
Un popolo di pensatori perverso, spietato e cinico (certe notti il cane va lasciato dormire fuori)
Mi sveglio, in un bagno di sudore. A fianco a me il solito muro bianco, sporcato da uccisioni di zanzare e altri insetti, e macchiato da lenzuola acquistate al supermercato. La luce del giorno entrà già con decisione, perché se la tua giornata lavorativa comincia in trenta minuti, la giornata del sole è partita almeno un paio d'ore fa, ed è già bella carica.
Tutto comincia appena qualche ora prima, non sai nemmeno dire quante, forse solo 8, più realisticamente 6, magari 48, o forse molto di più e si parla di giorni.
Stavolta non c'è una ragazza (ma come, c'è sempre una ragazza!) o qualcun altro. Eravate solo tu e il tuo cane.
Se giri di notte lo sai. C'è sempre qualcuno che gira con il suo cane. Decine, centinaia, migliaia di persone con problemi. Insonnia, alcolismo, depressione, reumatismi, obesità, artististimo, malattie sconosciute, o semplici perversioni, o fughe dalla frustrazione della vita quotidiana. Persone che condividono questa loro "passione" (in senso Gesucristico) con il proprio animale, che si vede costretto a seguire il padrone. Fuori. Dove? Non si sa. Non è importante. Fuori a passeggiare.
Quelli che di notte girano con il cane... non è solo un gruppo su facebook. E' un popolo pericolosissimo.
E' un popolo di pensatori perverso, spietato, cinico, che analizza in maniera socioantropologica paesi, città, persone, abitazioni, strade, automobili, locali, usi e costumi. E li cataloga nel proprio cervello. E poi lascia che il cane caghi liberamente sul tuo marciapiede. Cosicché tu la possa pestare, ancora bella morbida, appena qualche ora dopo.
Ok, più che un gruppo di Facebook inizia a sembrare una canzone di Napo dei Uochi Toki.
Comunque... cari amici... saltuariamente faccio parte del club anche io. Avevate forse dei dubbi a riguardo?
Cento è diversa a una certa ora di notte. Finestre aperte, e silenzi, e infermiere che cominciano il turno in ospedale, e donne delle pulizie. Ed operai che cominciano il primo turno in fabbrica.
Cento è una bella città poco dopo l'alba, si.
Quando ancora è vuota, vuota dai suoi abitanti di merda, quando i suoi governanti di merda ancora dormono. E allora puoi sognare, stanco morto, a occhi aperti.
Sei il padrone di una città deserta.
Puoi sognare un posto felice, dove convivere con la tua moglie inglese e i tuoi 3 figli bilingui (hanno già detto tutti e 3 però che vogliono giocare nella nazionale inglese, cacchio, però non ti dispiace nemmeno troppo). Tutti caricati sulla Vauxhall Meriva. Che però hai venduto. Per una Opel Meriva. Cosa cambia? Nulla, solo la guida. Che è a sinistra, finalmente.
Poi è possibile lavorare felicemente a Ferrara, Bologna, o a cavallo di questi posti, magari girando anche un po' con la tua macchina. Con una moglie traduttrice. E felice.
E tre bambini, che invece che sognare Beckham sognano Rooney, Gerrard e Owen (eh va beh d'altronde qualcuno avrà preso dal padre). E comunque tifano Chelsea.
E poi si ascolta "A Weekend In The City" dei Bloc Party mentre si fanno le gite fuori porta. E toh, mah si, viva l'Italia, qualcosa di Battisti, magari o gli 883. Di una volta.
Poi ti svegli tutto sudato, e nel tuo letto vuoto, nessuna moglie bionda e pallida, nessun bambino con una cresta bionda e una maglia bianca. Solo, nessuno al tuo fianco. Un muro bianco sporco segnato dalle morti accidentali di zanzare. Il sole che è già sorto da un pezzo. La tua giornata lavorativa che sta per cominciare. Giusto un po' di sangue al naso che fa tanto indie rock a variare la tua monotonia.
Forse la questione è semplicemente un'altra, per fortuna che l'ho capito in tempo.
Gli alcolici non vanno bene con i medicinali, nossignore.
E soprattutto, certe notti il cane va lasciato dormire fuori.
Tutto comincia appena qualche ora prima, non sai nemmeno dire quante, forse solo 8, più realisticamente 6, magari 48, o forse molto di più e si parla di giorni.
Stavolta non c'è una ragazza (ma come, c'è sempre una ragazza!) o qualcun altro. Eravate solo tu e il tuo cane.
Se giri di notte lo sai. C'è sempre qualcuno che gira con il suo cane. Decine, centinaia, migliaia di persone con problemi. Insonnia, alcolismo, depressione, reumatismi, obesità, artististimo, malattie sconosciute, o semplici perversioni, o fughe dalla frustrazione della vita quotidiana. Persone che condividono questa loro "passione" (in senso Gesucristico) con il proprio animale, che si vede costretto a seguire il padrone. Fuori. Dove? Non si sa. Non è importante. Fuori a passeggiare.
Quelli che di notte girano con il cane... non è solo un gruppo su facebook. E' un popolo pericolosissimo.
E' un popolo di pensatori perverso, spietato, cinico, che analizza in maniera socioantropologica paesi, città, persone, abitazioni, strade, automobili, locali, usi e costumi. E li cataloga nel proprio cervello. E poi lascia che il cane caghi liberamente sul tuo marciapiede. Cosicché tu la possa pestare, ancora bella morbida, appena qualche ora dopo.
Ok, più che un gruppo di Facebook inizia a sembrare una canzone di Napo dei Uochi Toki.
Comunque... cari amici... saltuariamente faccio parte del club anche io. Avevate forse dei dubbi a riguardo?
Cento è diversa a una certa ora di notte. Finestre aperte, e silenzi, e infermiere che cominciano il turno in ospedale, e donne delle pulizie. Ed operai che cominciano il primo turno in fabbrica.
Cento è una bella città poco dopo l'alba, si.
Quando ancora è vuota, vuota dai suoi abitanti di merda, quando i suoi governanti di merda ancora dormono. E allora puoi sognare, stanco morto, a occhi aperti.
Sei il padrone di una città deserta.
Puoi sognare un posto felice, dove convivere con la tua moglie inglese e i tuoi 3 figli bilingui (hanno già detto tutti e 3 però che vogliono giocare nella nazionale inglese, cacchio, però non ti dispiace nemmeno troppo). Tutti caricati sulla Vauxhall Meriva. Che però hai venduto. Per una Opel Meriva. Cosa cambia? Nulla, solo la guida. Che è a sinistra, finalmente.
Poi è possibile lavorare felicemente a Ferrara, Bologna, o a cavallo di questi posti, magari girando anche un po' con la tua macchina. Con una moglie traduttrice. E felice.
E tre bambini, che invece che sognare Beckham sognano Rooney, Gerrard e Owen (eh va beh d'altronde qualcuno avrà preso dal padre). E comunque tifano Chelsea.
E poi si ascolta "A Weekend In The City" dei Bloc Party mentre si fanno le gite fuori porta. E toh, mah si, viva l'Italia, qualcosa di Battisti, magari o gli 883. Di una volta.
Poi ti svegli tutto sudato, e nel tuo letto vuoto, nessuna moglie bionda e pallida, nessun bambino con una cresta bionda e una maglia bianca. Solo, nessuno al tuo fianco. Un muro bianco sporco segnato dalle morti accidentali di zanzare. Il sole che è già sorto da un pezzo. La tua giornata lavorativa che sta per cominciare. Giusto un po' di sangue al naso che fa tanto indie rock a variare la tua monotonia.
Forse la questione è semplicemente un'altra, per fortuna che l'ho capito in tempo.
Gli alcolici non vanno bene con i medicinali, nossignore.
E soprattutto, certe notti il cane va lasciato dormire fuori.
martedì 7 luglio 2009
Cokers outside the hospital doors
31/08/201X
Sai? E' quel senso di impotenza, a rendermi, per la prima volta, nervoso. Agitato. Proprio l'unica volta che non devo e non posso fare nulla.
E' tutto così strano. E' il momento più importante della mia vita, o perlomeno, la sensazione è questa.
Proprio mio figlio, poteva esserci solo di mezzo mio figlio, perché succedesse questo.
Io (Giulio?) che me ne sono sempre fregato di tutto e di tutti, che me ne sono sbattuto passivamente di tutta la mia vita, ora sono qui, a snervarmi. Per qualcosa in cui non posso fare nulla.
Volevo essere con te in sala parto, a stringerti la mano forte. E magari a prenderti per culo... "amore, è il momento più bello della tua vita..."
"Giulio... VAI A CAGARE!"
Però volevo essere li.
No, non si può, in sala parto qui non fanno più entrare. Pazienza.
Forse, tra il caldo, la bassa pressione, la tensione, e il sangue, sarei anche svenuto. Non ti sarei stato certo di aiuto, allora.
Forse è meglio così.
Non volevi partorire in agosto. Nemmeno in settembre. Figuriamoci il 31 agosto, che è pure a metà. Volevi partore in aprile. In primavera... eh ma si sa come vanno queste cose. Mica si può programmare tutto. C'abbiamo provato, no? Ma il colpo buono è venuto solo in inverno... e aggiungi 9 mesi...
Ed eccoci qua.
C'è umido, c'è caldo, non si respira, eppure sono solo le 9 di mattina. Sarebbe un buon momento per una paglia, se fumassi. O per una birra. Nonostante il caffè, e la colazione, e il fatto che sia sveglio dalle 4.30.
Ma ti farei schifo se entrassi in sala parto con l'alito che sa di birra. Poi me lo ricorderesti per tutta la vita. "Mentre io ero li che facevo nascere nostro figlio lui era a bere... AH!" e allora niente birra. Poi alle 9 di mattina. Che figura.
Allora Coca-Cola. Con la caffeina. Per stare un po' più sveglio. Fuori dall'ospedale. A scrutare questo cielo che non promette nulla di buono.
Cokers outside the hospital doors.
Yes.
Mi viene su un ruttino. Spero di non farlo in sala parto. Quando mi faranno entrare. Per vedere mio figlio. E la sua splendida mamma.
L'umido, il caldo, il malditesta, l'ansia, il sudore, l'agitazione, la polo che mi si attacca alla pelle, il sole che picchia sulla fronte. E la mia famiglia che nasce.
Non credevo che la Coca-Cola potesse avere un sapore così buono. Non credevo che potessi essere ancora qui con te dopo tanti anni. Non credevo a tutto questo.
Ho messo la macchina dove non dovevo - mi faranno una multa.
Ora devo rientrare, mi sa che sono padre.
Grazie.
dedicato a te
Sai? E' quel senso di impotenza, a rendermi, per la prima volta, nervoso. Agitato. Proprio l'unica volta che non devo e non posso fare nulla.
E' tutto così strano. E' il momento più importante della mia vita, o perlomeno, la sensazione è questa.
Proprio mio figlio, poteva esserci solo di mezzo mio figlio, perché succedesse questo.
Io (Giulio?) che me ne sono sempre fregato di tutto e di tutti, che me ne sono sbattuto passivamente di tutta la mia vita, ora sono qui, a snervarmi. Per qualcosa in cui non posso fare nulla.
Volevo essere con te in sala parto, a stringerti la mano forte. E magari a prenderti per culo... "amore, è il momento più bello della tua vita..."
"Giulio... VAI A CAGARE!"
Però volevo essere li.
No, non si può, in sala parto qui non fanno più entrare. Pazienza.
Forse, tra il caldo, la bassa pressione, la tensione, e il sangue, sarei anche svenuto. Non ti sarei stato certo di aiuto, allora.
Forse è meglio così.
Non volevi partorire in agosto. Nemmeno in settembre. Figuriamoci il 31 agosto, che è pure a metà. Volevi partore in aprile. In primavera... eh ma si sa come vanno queste cose. Mica si può programmare tutto. C'abbiamo provato, no? Ma il colpo buono è venuto solo in inverno... e aggiungi 9 mesi...
Ed eccoci qua.
C'è umido, c'è caldo, non si respira, eppure sono solo le 9 di mattina. Sarebbe un buon momento per una paglia, se fumassi. O per una birra. Nonostante il caffè, e la colazione, e il fatto che sia sveglio dalle 4.30.
Ma ti farei schifo se entrassi in sala parto con l'alito che sa di birra. Poi me lo ricorderesti per tutta la vita. "Mentre io ero li che facevo nascere nostro figlio lui era a bere... AH!" e allora niente birra. Poi alle 9 di mattina. Che figura.
Allora Coca-Cola. Con la caffeina. Per stare un po' più sveglio. Fuori dall'ospedale. A scrutare questo cielo che non promette nulla di buono.
Cokers outside the hospital doors.
Yes.
Mi viene su un ruttino. Spero di non farlo in sala parto. Quando mi faranno entrare. Per vedere mio figlio. E la sua splendida mamma.
L'umido, il caldo, il malditesta, l'ansia, il sudore, l'agitazione, la polo che mi si attacca alla pelle, il sole che picchia sulla fronte. E la mia famiglia che nasce.
Non credevo che la Coca-Cola potesse avere un sapore così buono. Non credevo che potessi essere ancora qui con te dopo tanti anni. Non credevo a tutto questo.
Ho messo la macchina dove non dovevo - mi faranno una multa.
Ora devo rientrare, mi sa che sono padre.
Grazie.
dedicato a te
venerdì 26 giugno 2009
E se ci incontrassimo tutti all'improvviso?
Immaginiamo, solamente immaginiamo, che una persona possa dividersi in quattro, e incontrarsi nelle medesime 4 coordinate spaziotemporali.
Cento, 25 giugno 2009, l'unica baracchina per i giovani(ssimi).
Atti45
Che due maroni. Sarei andato volentieri a letto, che domani mattina devo anche svegliarsi alle 6 per andare a Milano a presentare al CDA i nuovi progetti per il 2010. "No dai ma sei così stanco? Dai vacci te che io volevo rimanere a guardare la TV che c'è l'ultima puntata della finale dello spettacolo di checazzoneso io di che cosa c'era, quando si è giovani si fanno un sacco di cazzate, compreso comprare anelli da soquanticazzi di euri e dire frasi tipo "mi vuoi sposare?"
Se non che l'errore più grande non è tanto quello, c'è sempre il divorzio, è mettere in piedi dei figli, che per un motivo o per l'altro non vogliono neanche il motorino. "Meglio così, sarei sempre in pensiero, ma hai sentito del figlio della xjdghxgf che ha fatto un incidente e ora è paralizzato?"
Si, ho sentito, ma tu hai sentito anche dei figli di tutte le altre famiglie che escono di casa in motorino e ci tornano da soli? Sani e salvi? Sai, quelli, non hanno bisogno di essere recuperati fino a Cento. "Cento... città di merda... di questa merda.. noi siamo... gli ultrà!"
Ah, quand'ero giovane io... innanzitutto non ero sempre così stanco morto. Avevo tempi di recupero molto più rapidi. Avevo ventanni... a letto a l'una, alle due... sempre fuori con gente diversa... con una diversa... si non si trombava per un cazzo, ma va beh, mi sono poi divertito lo stesso... e quando ero più giovane ero molto più indipendente. Sempre in bici... mica rompevo i maroni ai miei genitori... ed ero senza cellulare.
Ora gli faccio lo squillo. Dov'è? C'è uno qua... no sto qua avrà trentanni... no dai venti... uff devo andare a fare la visita dall'oculista e cambiare gli occhiali, ci vedo sempre meno... sto qua è troppo losco. Sembra me quando avevo ventanni. Ah che tempi... dai, accosto la Meriva, e spengo i Cure.
Atti16
A volte mi sento proprio ai confini del mondo... sono con la Sara e la Laura e loro vogliono andare alla baracchina. Cioè solo la Laura, la Sara no.
"Dai vado solo la e lo saluto poi torno..."
"Ma cosa vai la a fare? Dai lascia perdere... torniamo indietro..."
"Ma dai? A me piace..."
"Ma smetti... non ti fai nessuno stasera!"
Alla Laura piace un tipo di quinta superiore, uno del '90, ma credo che con lei non ci stia. Anche se è molto carina. Io ci starei con la Laura ma non mi sogno neanche di provarci, lei quelli come me non li caga neanche. E' solo un'amica. Anche con la Sara sono solo amico. Lei non piace a me, io non piaccio a lei, però siamo buoni amici. E' forse la mia migliore amica.
Stasera le accompagno, mi piace fare queste uscite diverse dal solito, dai soliti giri in bici o a piedi con gli altri della compagnia, finiamo sempre negli stessi posti a dire le stesse cazzate, e mi piace un casino, però alla lunga non si conosce mai nessuna. Stasera in realtà a me faceva piacere andare li in baracchina, c'è sempre un casino di gnocca, magari conoscevo qualcuna.
Poi va sempre a finire che non conosco mai nessuna, però almeno avere una speranza, per poter andare a letto sognando qualcosa, a me basterebbe. Torniamo indietro, io sono un po' sconsolato, anche le altre due, in fondo inizia ad essere tardi... magari ci fermiamo a parlare un po', la Laura mi darà i suoi consigli del cazzo per mettermi con la Federica che è quella con cui ci stavo provando ora, ma tanto è inutile non ci sta, non le piaccio, potrei anche essere il più romantico del mondo che tanto non conta. Sono troppo magro e brutto, dovrei mettere su dei muscoli ed essere più figo, ma non dipende da me, io faccio ginnastica tutti i giorni con i pesi in casa mia, ma non conta niente. Mi sa che è ora che smetta di provarci.
Magari domani sera al compleanno della Nicoletta però conosco qualcuna nuova.
Atti14
Wow che serata!Dopo la pizzata siamo andati in baracchina... addirittura qualcuno ha ordinato due volte da bere ed è già ubriaco... io ho preso solo una birra e mi gira già la testa, speriamo mio padre non se ne accorga che ho bevuto. Comunque ci siamo scannati, davvero, poi sdfsdgdfhdh è anche andato con treytyrtuytru dietro i cespugli e hanno limonato. Lui stava con la rytyrtyrtuyt e quindi gli ha fatto le corna, dicono anche che l'avevano già fatto ma non ci crede nessuno.
Poi ho conosciuto un'amica di dgdfhdghfghfg che si chiama Nicoletta è molto carina mi piace un casino però lei va dietro ad un altro... non ho avuto il coraggio di chiederle il numero però ora che so il suo nome la cerco tra le amiche della dfgdgfdgfdgdfgdf e la aggiungo su Facebook poi inizio a scriverle.
Nooo mi è già arrivato lo squillo di mio padre? Ma che due palle non poteva stare in casa un altro po' a guardarsi le moviole di Brasile-Sudafrica e ad ascoltarsi i suoi noiosissimi dischi rock da vecchio?
Faccio una corsa e gli dico di aspettare un attimo che saluto tutti.
Atti45 (bis)
"Papà aspetta un attimo che saluto tutti gli altri poi arrivo"
"Hai bevuto?"
"Solo un sorso di birra da Luca... arrivo"
Bah. Che poi lo so che tempo due anni mi vomiterà in casa. E farà le feste. E spaccherà il portaombrelli in ceramica. MEGLIO! Mi sta sul cazzo quel portaombrelli regalato da sua madre... non dalla madre di lui, cioè mia moglie... ma dalla madre di mia moglie, cioè la suocera!
Mi dispiace solo che inizi a bere così, fuori, senza controllo, senza moderazione... quando ho iniziato io ero in casa di qualcuno, si iniziava un po' alla volta, si faceva tutto con moderazione... poi le nostre sboccate e le nostre "cazzate" le abbiamo fatte pure noi, ma nessuno si è mai fatto male o ha mai fatto male ad altri... ah questa gioventù... dove finiremo... chissà cosa finirà a fare mio figlio...
Ecco, risale in macchina. Non gli piacciono molto i Cure, anzi potrei dire per nulla, ma un giorno la rivaluterà questa roba. Come io ho rivalutato Elvis che mi faceva ascoltare suo nonno...
Atti25
Solo, immerso nelle mie claustrofobiche geometre dark mentali, osservo questa pianura con tutte le sue strane storie, e moralizzo su tutto e tutti neanche fossi Napo dei Uochi Toki. Sono stanco morto, aspetto sempre qualcuno e qualcosa nella vita come ora, e inizio a pensare che se non sono energico ora da fare queste settimane tirate senza mai riposarmi, chissà come arriverò a 45 anni. Come quello che sta accostando con quella Opel. Grande, ascolta "Close to me". Fermo in mezzo alla strada. Pover'uomo, magari era tranquillo in casa per i cazzi suoi, ed è dovuto uscire per riportare a casa suo figlio. Avrà due maroni pieni, però un po' lo invidio. Se non altro è riuscito a mettere su una famiglia e a crescere un figlio. Qualcosa, bene o male, l'ha fatto.
Io sto facendo 5mila cose, qualcosa mi è riuscito e mi sta riuscendo, ma... ?
Vedo ragazzini che potevano essere me, timidi sfigati ed impacciati allo stesso modo mio... non avrei mai creduto di diventare quello che sono ora. E chissà come sarò tra dieci anni. O tra venti.
Avrei voluto essere qualcosa di diverso da questo, credo, ma ora quello che avrei voluto essere non mi piace più... avrei voluto essere un perfetto bravo ragazzo, credo, poi le cose sono andate diverse, e ora sono contento di essere così, contento di essere così scontento. "happy being sad".
Fanali, luci, rumori, pioggia, sonno, racconti, storie... tutto nell'ennesimo turbinio.
E c'è un attimo in cui, non so bene perché ci guardiamo tutti. Io, quel padre in macchina, quello che presumo sia suo figlio, e quell'altro sfigato che se ne sta andando a piedi con due amichette, che ora si volta.
E' come se ci conoscessimo da sempre.
Cento, 25 giugno 2009, l'unica baracchina per i giovani(ssimi).
Atti45
Che due maroni. Sarei andato volentieri a letto, che domani mattina devo anche svegliarsi alle 6 per andare a Milano a presentare al CDA i nuovi progetti per il 2010. "No dai ma sei così stanco? Dai vacci te che io volevo rimanere a guardare la TV che c'è l'ultima puntata della finale dello spettacolo di checazzoneso io di che cosa c'era, quando si è giovani si fanno un sacco di cazzate, compreso comprare anelli da soquanticazzi di euri e dire frasi tipo "mi vuoi sposare?"
Se non che l'errore più grande non è tanto quello, c'è sempre il divorzio, è mettere in piedi dei figli, che per un motivo o per l'altro non vogliono neanche il motorino. "Meglio così, sarei sempre in pensiero, ma hai sentito del figlio della xjdghxgf che ha fatto un incidente e ora è paralizzato?"
Si, ho sentito, ma tu hai sentito anche dei figli di tutte le altre famiglie che escono di casa in motorino e ci tornano da soli? Sani e salvi? Sai, quelli, non hanno bisogno di essere recuperati fino a Cento. "Cento... città di merda... di questa merda.. noi siamo... gli ultrà!"
Ah, quand'ero giovane io... innanzitutto non ero sempre così stanco morto. Avevo tempi di recupero molto più rapidi. Avevo ventanni... a letto a l'una, alle due... sempre fuori con gente diversa... con una diversa... si non si trombava per un cazzo, ma va beh, mi sono poi divertito lo stesso... e quando ero più giovane ero molto più indipendente. Sempre in bici... mica rompevo i maroni ai miei genitori... ed ero senza cellulare.
Ora gli faccio lo squillo. Dov'è? C'è uno qua... no sto qua avrà trentanni... no dai venti... uff devo andare a fare la visita dall'oculista e cambiare gli occhiali, ci vedo sempre meno... sto qua è troppo losco. Sembra me quando avevo ventanni. Ah che tempi... dai, accosto la Meriva, e spengo i Cure.
Atti16
A volte mi sento proprio ai confini del mondo... sono con la Sara e la Laura e loro vogliono andare alla baracchina. Cioè solo la Laura, la Sara no.
"Dai vado solo la e lo saluto poi torno..."
"Ma cosa vai la a fare? Dai lascia perdere... torniamo indietro..."
"Ma dai? A me piace..."
"Ma smetti... non ti fai nessuno stasera!"
Alla Laura piace un tipo di quinta superiore, uno del '90, ma credo che con lei non ci stia. Anche se è molto carina. Io ci starei con la Laura ma non mi sogno neanche di provarci, lei quelli come me non li caga neanche. E' solo un'amica. Anche con la Sara sono solo amico. Lei non piace a me, io non piaccio a lei, però siamo buoni amici. E' forse la mia migliore amica.
Stasera le accompagno, mi piace fare queste uscite diverse dal solito, dai soliti giri in bici o a piedi con gli altri della compagnia, finiamo sempre negli stessi posti a dire le stesse cazzate, e mi piace un casino, però alla lunga non si conosce mai nessuna. Stasera in realtà a me faceva piacere andare li in baracchina, c'è sempre un casino di gnocca, magari conoscevo qualcuna.
Poi va sempre a finire che non conosco mai nessuna, però almeno avere una speranza, per poter andare a letto sognando qualcosa, a me basterebbe. Torniamo indietro, io sono un po' sconsolato, anche le altre due, in fondo inizia ad essere tardi... magari ci fermiamo a parlare un po', la Laura mi darà i suoi consigli del cazzo per mettermi con la Federica che è quella con cui ci stavo provando ora, ma tanto è inutile non ci sta, non le piaccio, potrei anche essere il più romantico del mondo che tanto non conta. Sono troppo magro e brutto, dovrei mettere su dei muscoli ed essere più figo, ma non dipende da me, io faccio ginnastica tutti i giorni con i pesi in casa mia, ma non conta niente. Mi sa che è ora che smetta di provarci.
Magari domani sera al compleanno della Nicoletta però conosco qualcuna nuova.
Atti14
Wow che serata!Dopo la pizzata siamo andati in baracchina... addirittura qualcuno ha ordinato due volte da bere ed è già ubriaco... io ho preso solo una birra e mi gira già la testa, speriamo mio padre non se ne accorga che ho bevuto. Comunque ci siamo scannati, davvero, poi sdfsdgdfhdh è anche andato con treytyrtuytru dietro i cespugli e hanno limonato. Lui stava con la rytyrtyrtuyt e quindi gli ha fatto le corna, dicono anche che l'avevano già fatto ma non ci crede nessuno.
Poi ho conosciuto un'amica di dgdfhdghfghfg che si chiama Nicoletta è molto carina mi piace un casino però lei va dietro ad un altro... non ho avuto il coraggio di chiederle il numero però ora che so il suo nome la cerco tra le amiche della dfgdgfdgfdgdfgdf e la aggiungo su Facebook poi inizio a scriverle.
Nooo mi è già arrivato lo squillo di mio padre? Ma che due palle non poteva stare in casa un altro po' a guardarsi le moviole di Brasile-Sudafrica e ad ascoltarsi i suoi noiosissimi dischi rock da vecchio?
Faccio una corsa e gli dico di aspettare un attimo che saluto tutti.
Atti45 (bis)
"Papà aspetta un attimo che saluto tutti gli altri poi arrivo"
"Hai bevuto?"
"Solo un sorso di birra da Luca... arrivo"
Bah. Che poi lo so che tempo due anni mi vomiterà in casa. E farà le feste. E spaccherà il portaombrelli in ceramica. MEGLIO! Mi sta sul cazzo quel portaombrelli regalato da sua madre... non dalla madre di lui, cioè mia moglie... ma dalla madre di mia moglie, cioè la suocera!
Mi dispiace solo che inizi a bere così, fuori, senza controllo, senza moderazione... quando ho iniziato io ero in casa di qualcuno, si iniziava un po' alla volta, si faceva tutto con moderazione... poi le nostre sboccate e le nostre "cazzate" le abbiamo fatte pure noi, ma nessuno si è mai fatto male o ha mai fatto male ad altri... ah questa gioventù... dove finiremo... chissà cosa finirà a fare mio figlio...
Ecco, risale in macchina. Non gli piacciono molto i Cure, anzi potrei dire per nulla, ma un giorno la rivaluterà questa roba. Come io ho rivalutato Elvis che mi faceva ascoltare suo nonno...
Atti25
Solo, immerso nelle mie claustrofobiche geometre dark mentali, osservo questa pianura con tutte le sue strane storie, e moralizzo su tutto e tutti neanche fossi Napo dei Uochi Toki. Sono stanco morto, aspetto sempre qualcuno e qualcosa nella vita come ora, e inizio a pensare che se non sono energico ora da fare queste settimane tirate senza mai riposarmi, chissà come arriverò a 45 anni. Come quello che sta accostando con quella Opel. Grande, ascolta "Close to me". Fermo in mezzo alla strada. Pover'uomo, magari era tranquillo in casa per i cazzi suoi, ed è dovuto uscire per riportare a casa suo figlio. Avrà due maroni pieni, però un po' lo invidio. Se non altro è riuscito a mettere su una famiglia e a crescere un figlio. Qualcosa, bene o male, l'ha fatto.
Io sto facendo 5mila cose, qualcosa mi è riuscito e mi sta riuscendo, ma... ?
Vedo ragazzini che potevano essere me, timidi sfigati ed impacciati allo stesso modo mio... non avrei mai creduto di diventare quello che sono ora. E chissà come sarò tra dieci anni. O tra venti.
Avrei voluto essere qualcosa di diverso da questo, credo, ma ora quello che avrei voluto essere non mi piace più... avrei voluto essere un perfetto bravo ragazzo, credo, poi le cose sono andate diverse, e ora sono contento di essere così, contento di essere così scontento. "happy being sad".
Fanali, luci, rumori, pioggia, sonno, racconti, storie... tutto nell'ennesimo turbinio.
E c'è un attimo in cui, non so bene perché ci guardiamo tutti. Io, quel padre in macchina, quello che presumo sia suo figlio, e quell'altro sfigato che se ne sta andando a piedi con due amichette, che ora si volta.
E' come se ci conoscessimo da sempre.
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