...ma non è bellissimo, tutto questo?
La vita, la vita, (e ancora), la vita.
Che bel paese che è l'Italia.
Dev'essere stato fighissimo avere una ventina d'anni nel 2002, andare in giro a parlare di internet seriamente (mica come noi che ci limitavamo a fare i nerdacchioli con WinMX e le ricerche su Altervista) e ascoltare roba figa tipo i Royksopp.
E magari vivere a Milano e incontrare Massimo Coppola agli aperitivi.
Ma anche stare a Roma nel 2007, andare ai concerti dei Micecars e ascoltare per primi "Dividing Opinions" dei Giardini di Mirò, e capire che sarebbe stato un gran cazzo di disco.
Pensa che a me su Dividing Opinions mi ci hanno spaccato il naso.
Pensa in che paese di merda viviamo adesso: viene davvero voglia di comprarsi una roulotte e vivere del proprio orto. No aspetta: se hai una roulotte non hai l'orto. Eh no, nemmeno se hai un camper.
Si, McCandless aveva un autobus però aveva tutta l'Alaska. Vattela a prendere l'Alaska. C'hanno dei carceri che in confronto "Le ali della libertà" è la reggia di Vienna. Esiste una reggia a Vienna? Mi pare di si. O una villona che ci assomiglia.
E comunque era una scuolabus. Però provaci tu, a fare il contadino tutto il giorno. Dopo diventa davvero un vivere per mangiare.
A parte che mi sento già in carcere. E' come se già avessi le ore d'aria, autoimposte. Ed è come se i miei profili nei siti per la ricerca del lavoro (o simili) fossero già una sorta di schedatura. C'è la mia faccia, frontale, come se fossi in camicia di forza. Manca solo la mia impronta digitale.
Ed ho già una condanna. Fine pena mai.
Ma devo ancora capire il mio reato. Avrò sicuramente fatto qualcosa di molto brutto per tutto questo, eppure non me lo ricordo.
Credevo di aver già pagato abbastanza per tutti i miei errori, ed invece no - evidentemente no.
L'INDIE E' MORTO. E' finito il 31 dicembre 2009, o giù di li, e qualcosa si è trascinato fino al 2010. Ma è rimasto negli anni zero, con Vasco Brondi e tutto il resto.
E ora? Forse sono gli anni della dubstep. Forse sono i miei anni. Mah.
Volevamo riprendere Berlino (volevamo riprendere Berlino?) non volevamo riprendere Berlino. Perché poi non NAPOLI.
Non diventa certo il momento di ascoltare i Notwist o i Travis solamente per questo: piuttosto Daniele Silvestri.
Dicono che le droghe e l'alcol non servono a risolvere a problemi, e nemmeno ad allontanarli. Peccato. Se fosse davvero così, sarei già drogato ed alcolizzato. Ma è vero: non servono. Sono solo spese. Voci all'interno di un bilancio che chiude sempre negativo.
Oggi mi è tornato in mente quella volta che sono andato in bagno all'Hamilton Hall e quando sono uscito tu eri già seduto ad un tavolo con due tipe e mi hai fatto una faccia del tipo "non è colpa mia: mi hanno rimorchiato loro". E io non ci credevo neanche per un cazzo... anche se era vero, per una volta.
E ovviamente mi sono dovuto sedere li anche io. Come se mi desse fastidio.
E alla fine ci hanno lasciato li come ci avevano trovato. Perché era troppo bello per essere vero. Ma era ovvio, erano solo le 7 di sera o giù di li, e lo sappiamo che le fughe che partono troppo presto non arrivano mai al traguardo.
Però ci siamo divertiti, quando abbiamo fatto credere al loro amico finocchissimo che in Italia sulla carta d'identità una volta scrivevano se eri gay oppure no. "Ma adesso non lo fanno più, ora siamo un paese civile".
Eh già. Che civiltà.
Certo che finchè i gay in italia sono Alfonso Signorini e l'altro busone di Real Time, certo resteremo un paese omofobo. Almeno la hanno Kele, Brian Molko e Morrissey. E sti cazzi.
Anche te, non te, ma te, lo so che mi leggi per sapere come sto. Come sto? Non sto male, seduto su una bella sedia e bevendo un buon nocino fatto in casa nel 2010. Non in casa mia. Ma una casa di cui mi fido. Si, magari sto male, ma mai troppo, e... fidati: sto meglio di te. Davvero. Ma verrà il momento in cui lo capirai... e sarà, come sempre, tardi. Ma ormai non me ne frega più un cazzo, talmente tanto che se ne dovessi fare una classifica delle 10 cose che sono gli ultimi dei miei problemi nemmeno ci entrerebbe.
...
alla numero 10) comprare le olive per fare le bruschette alla prossima cena della compagnia
9) il momento in cui capirai che non me ne frega più un cazzo (oh, è entrato in classifica... new entry)
8) la politica dei centesi (ndr, diverso da "la politica centese")
7) Willwoosh
6) il bollino blu
5) cosa fare per martedì grasso
4) dove andare in vacanza quest'estate
3) i video di WE TUBE di TIM
2) Indezent
1) i contributi INPS
Pensa quando una volta ci mettevo le mie ex, in queste classifiche. Che bello quando c'erano persone da inserire. Ma sono migliorato, no? E' un sacco che non litigo con la mia ragazza.
- ma è un sacco che non hai la ragazza! -
E' colpa mia? Io intanto non ci litigo... voi italiani, sempre dietro a far polemica.
"I don't understand why you don't have a girlfriend"
Nemmeno io, mia cara, poi in realtà ci penso bene e capisco che è una scelta mia e di altre persone, ed è comunque spesso condivisa.
"Ma com'è possibile che uno come te non trovi un lavoro, li?"
Anche questo non la capisco, ma poi è la stessa questione di prima, se ci penso bene.
"Ma tu cosa ci fai qui? Perché sei tornato da Londra? Perché non torni a Londra?"
E questa è una lunga storia, ma mi sa che siamo vicini ad una soluzione.
Una volta ho anche sorriso sotto la pioggia, e ti giuro che non stavo piangendo.
giovedì 5 gennaio 2012
sabato 31 dicembre 2011
semplicemente, quello che vi meritate
21 ore o giù di li e anche questo circo finirà, consegnato agli annali.
Un anno di...
...non mi ero fermato certo a pensarci, ma sto anche conoscendo qualche persona interessante. E qualcuna di queste mi ha spinto alla riflessione "dell'anno peggiore".
Che è un po' una riflessione del cazzo, a pensarci bene. Ma non è vero: a pensarci molto bene... non è mica così scontato.
E ho scoperto che il 2011 è l'anno peggiore della mia breve vita. E ti giuro che a mente fredda non l'avrei mica detto.
E nonostante tutto... non è stato mica un anno perso, o un anno brutto! Allora vuol dire che fino ad ora, nonostante tutto, ho avuto una bella vita.
E' solo che questo è l'anno peggiore. Forse perché avevo grandi aspettative? Si, avevo grandi aspettative. Che non si sono avverate.
E' veramente molto deludente e amaro scoprire che hai davvero provato a dare il massimo, e sei davvero riuscito a dare il massimo, e non è bastato.
Sognavo più mare, e più The Drums. Sognavo più ragazze e più sole. Sognavo più città e più risate. Praticamente sognavo un video di Jason DeRulo.
Ma la mia verità è più tipo un video dei Perturbazione.
Cosa butto del 2011?
Un sacco di persone, e forse anche una città intera.
Cosa tengo del 2011?
Me. E poche altre persone. E una città. Non intera.
Buoni propositi per l'anno nuovo?
Andare avanti così.
Progetti?
Uno, che poi è già partito nel 2011, quindi forse non va contato. Sarebbe pubblicare il mio romanzo... forse tra qualche mese ne sentirete (ri)parlare.
Progetti nuovi?
Ricominciare a vivere forse è troppo ampio, generico e patetico. Diciamo "scopare", che fa contenti tutti. Compreso me. Anche se non è la risposta corretta, facciamo che vi andrà bene.
L'album dell'anno (2011)?
Boh? mi viene in mente solo quello di Noel Gallagher. Che è un bell'album, ma niente di straordinario, per carità. Ma rispetto al livello generale... Per il resto un sacco di merda, indiemmerda e indiemmorto.
L'uomo dell'anno (2011)?
Trucebaldazzi, a simboleggiare tutte le 5 minutes star di youtube.
Cosa ti aspetti dall'anno nuovo.
Di scopare. Ah, e di essere felice. Ma no, non ci credo nemmeno io. Poi sarebbe troppo generico e patetico. Restiamo sempre sul scopare, facciamocelo andare bene.
Come ti immagini tra un anno?
Con qualche capello bianco in più e leggerissimamente più stempiato, senza che però si accorga nessuno di entrambe. Con un po' meno pazienza. Con un sorriso un po' più ampio. Con un inglese migliorato. Con un lavoro.
Dove ti immagini tra un anno?
A letto. Non è che si può fare le 3 tutta la vita, dai.
L'artista del 2012?
Maria Antonietta.
Io a voi non auguro mica un bell'anno. Vi auguro, semplicemente, quello che vi meritate. E se vi fate un bell'esame di coscienza, lo sapete da soli se vi meritate un bell'anno o un annaccio di merda.
Un anno di...
...non mi ero fermato certo a pensarci, ma sto anche conoscendo qualche persona interessante. E qualcuna di queste mi ha spinto alla riflessione "dell'anno peggiore".
Che è un po' una riflessione del cazzo, a pensarci bene. Ma non è vero: a pensarci molto bene... non è mica così scontato.
E ho scoperto che il 2011 è l'anno peggiore della mia breve vita. E ti giuro che a mente fredda non l'avrei mica detto.
E nonostante tutto... non è stato mica un anno perso, o un anno brutto! Allora vuol dire che fino ad ora, nonostante tutto, ho avuto una bella vita.
E' solo che questo è l'anno peggiore. Forse perché avevo grandi aspettative? Si, avevo grandi aspettative. Che non si sono avverate.
E' veramente molto deludente e amaro scoprire che hai davvero provato a dare il massimo, e sei davvero riuscito a dare il massimo, e non è bastato.
Sognavo più mare, e più The Drums. Sognavo più ragazze e più sole. Sognavo più città e più risate. Praticamente sognavo un video di Jason DeRulo.
Ma la mia verità è più tipo un video dei Perturbazione.
Cosa butto del 2011?
Un sacco di persone, e forse anche una città intera.
Cosa tengo del 2011?
Me. E poche altre persone. E una città. Non intera.
Buoni propositi per l'anno nuovo?
Andare avanti così.
Progetti?
Uno, che poi è già partito nel 2011, quindi forse non va contato. Sarebbe pubblicare il mio romanzo... forse tra qualche mese ne sentirete (ri)parlare.
Progetti nuovi?
Ricominciare a vivere forse è troppo ampio, generico e patetico. Diciamo "scopare", che fa contenti tutti. Compreso me. Anche se non è la risposta corretta, facciamo che vi andrà bene.
L'album dell'anno (2011)?
Boh? mi viene in mente solo quello di Noel Gallagher. Che è un bell'album, ma niente di straordinario, per carità. Ma rispetto al livello generale... Per il resto un sacco di merda, indiemmerda e indiemmorto.
L'uomo dell'anno (2011)?
Trucebaldazzi, a simboleggiare tutte le 5 minutes star di youtube.
Cosa ti aspetti dall'anno nuovo.
Di scopare. Ah, e di essere felice. Ma no, non ci credo nemmeno io. Poi sarebbe troppo generico e patetico. Restiamo sempre sul scopare, facciamocelo andare bene.
Come ti immagini tra un anno?
Con qualche capello bianco in più e leggerissimamente più stempiato, senza che però si accorga nessuno di entrambe. Con un po' meno pazienza. Con un sorriso un po' più ampio. Con un inglese migliorato. Con un lavoro.
Dove ti immagini tra un anno?
A letto. Non è che si può fare le 3 tutta la vita, dai.
L'artista del 2012?
Maria Antonietta.
Io a voi non auguro mica un bell'anno. Vi auguro, semplicemente, quello che vi meritate. E se vi fate un bell'esame di coscienza, lo sapete da soli se vi meritate un bell'anno o un annaccio di merda.
venerdì 23 dicembre 2011
rumori SW (rumori familiari)
Il rumore dei maccheroni crudi dentro al piatto vuoto.
Il rumore di una Fiat Punto prima serie un po' smarmittata.
Italia Uno alle 8 di sera.
Il rumore di una Formula1 alla TV o su youtube.
Il rumore di una macchina rally WRC (vera o finta che sia).
E poi c'è un'isola, un posto distante dal mondo ad appena pochi minuti dal mondo stesso. E ci sono i pescatori, ci sono i moli e i porticcioli, c'è la gente che passeggia annoiata (ma d'estate è pieno di figa, dicono) e ci sono tante luci la sera. C'è la genuinità, c'è l'odore del mare, che la gente che migra da un caffè all'altro come nei paesi di montagna (solo che li d'estate è pieno di figa, dicono). Ci sono le famiglie, con le nonne che sembrano le tue, e parlano come le tue. C'è una ragazza che è alta come te, forse più di te, con quel viso carino e una voce da transessuale (che comunque poi se ti stufi... esatto, li d'estate è pieno di figa. dicono.) Ci sono le macchine vecchie, guidate come si deve. Ci sono le case basse, i tramonti bassi, la terra bassa, e anche tu sei basso, e tutto il resto è alto ma chi cazzo se ne frega. Poi ci sono i mezzi pubblici e il metano, c'è una vita da prendere e spendere sopra, c'è tutto un qualcosa di bello e genuino, e c'è anche un sacco di figa (d'estate) (dicono).
Ma tutto questo con me non c'entra niente, so solo che le mie valigie non sono mai impolverate.
Il rumore di una Fiat Punto prima serie un po' smarmittata.
Italia Uno alle 8 di sera.
Il rumore di una Formula1 alla TV o su youtube.
Il rumore di una macchina rally WRC (vera o finta che sia).
E poi c'è un'isola, un posto distante dal mondo ad appena pochi minuti dal mondo stesso. E ci sono i pescatori, ci sono i moli e i porticcioli, c'è la gente che passeggia annoiata (ma d'estate è pieno di figa, dicono) e ci sono tante luci la sera. C'è la genuinità, c'è l'odore del mare, che la gente che migra da un caffè all'altro come nei paesi di montagna (solo che li d'estate è pieno di figa, dicono). Ci sono le famiglie, con le nonne che sembrano le tue, e parlano come le tue. C'è una ragazza che è alta come te, forse più di te, con quel viso carino e una voce da transessuale (che comunque poi se ti stufi... esatto, li d'estate è pieno di figa. dicono.) Ci sono le macchine vecchie, guidate come si deve. Ci sono le case basse, i tramonti bassi, la terra bassa, e anche tu sei basso, e tutto il resto è alto ma chi cazzo se ne frega. Poi ci sono i mezzi pubblici e il metano, c'è una vita da prendere e spendere sopra, c'è tutto un qualcosa di bello e genuino, e c'è anche un sacco di figa (d'estate) (dicono).
Ma tutto questo con me non c'entra niente, so solo che le mie valigie non sono mai impolverate.
giovedì 15 dicembre 2011
O.D.I.O. (Odio Dover Iniziare Odiando)
Odio l'inverno, odio l'inverno qui, odio il Natale, odio Masini e le sue ansie, odio Eros Ramazzotti, odio Micheal Bublè, odio il cielo grigio, odio star con me un altro inverno a Pordenone, odio il maldigola, odio il sistema, odio i miei jeans, odio questo post, odio il sistema dei social network, odio me stesso, odio la gente, odio i concerti che non ho potuto vedere, odio i baci che non ho potuto dare, odio tutte le cose che mi sono perso, odio tutte le volte che mi sono perso, odio il fatto di non saper suonare la chitarra, odio tutte le volte che posso cambiare qualcosa e non lo faccio, odio la mia incapacità di reazione, odio me stesso, odio quando mi ripeto, odio i brani dei Crystal Castles che non si ascoltano, odio dover aspettare senza poter far nulla, odio dover cercare una giustificazione da dare a me stesso, odio dover cambiare le lenzuola, odio la mia pancetta, odio non piangere, odio il cane che mi sporca i jeans, odio il freddo, odio tante persone, odio Cento, odio Londra, odio Milano e Bologna, odio la mia macchina, odio il mio conto corrente, odio la disoccupazione degli altri, odio il mondo del lavoro italiano, odio la distanza, odio la ryanair, odio gli autobus, odio i treni, odio i traghetti, odio i taxi, odio l'irish english, odio le scarpe che costano troppo, odio tutti i sogni che non riesco a raggiungere.
E odio tutto il mio odiare.
E odio tutto il mio odiare.
martedì 13 dicembre 2011
Oggi non è mai domani
"Stanco di ste raschiate di barile" pensava lui.
Le luci basse, e i bassi, erano già diffusi nella sala. E andava avanti a muoversi come se fosse niente, come se fosse il solito, il solito drink o la solita birra.
E la solita storia.
Lui, tu, lei, chiunque, non fa importanza, o non fa differenza.
E' un lavoro di monotonia e piedi bassi.
Mentre si avvicina, avvolgendosi, passando sotto e attraverso i tuoi mille coltelli senza mai tagliarsi, senza prendere il veleno, andando avanti nel suo farsi male.
Voleva cambiare qualcosa e invece no: voleva risolvere il mondo, o perlomeno il proprio e invece no. Andrà sempre avanti così.
Prima o poi le cose cambieranno, e se c'è un giorno in cui cambieranno davvero quello è domani, sempre domani, il giorno in cui cambiano le cose è sempre domani e domani non arriva mai. Oggi non è mai domani.
E' un gioco di luci e di silenzi, di poche fonti luminose, di fango e controsterzo... il respiro conta più di ogni altra cosa e fumare o non fumare fa davvero la differenza.
Sempre più fatica per arrivare a casa, per arrivare sul proprio materasso sani e salvi.
Per sopravvivere ai danni della comunità europee e delle monete uniche, dei passaporti e delle dogane, dei linguaggi universali e dell'acidità di stomaco, dei vini sottocosto e delle bottiglie convenienza.
E' quasi un'attesa ebraica, o forse semplicemente cattolica, o forse la religione non c'entra davvero nulla con tutto questo. Con questo vuoto che terribilmente avanza senza alcuna pietà verso niente e nessuno... il mondo va avanti e tu hai svoltato alla prima laterale, ormai sei da un'altra parte senza che gli altri se ne siano veramente accorti.
Restano solamente i suoi occhi fissi. Come due fari accesi con le luci di posizione. E il silenzio che entra da tutte le parti, capace di riempire anche i vuoti dei bassi della dubstep.
Ci saranno ancora da prendere un sacco di aerei e di autobus, e ho già il mal di testa solo a pensarci.
La fine è vicina. E suona dubstep.
Radioscozialibera plays Massive Attack - Paradise Circus (Zeds Dead Remix)
Le luci basse, e i bassi, erano già diffusi nella sala. E andava avanti a muoversi come se fosse niente, come se fosse il solito, il solito drink o la solita birra.
E la solita storia.
Lui, tu, lei, chiunque, non fa importanza, o non fa differenza.
E' un lavoro di monotonia e piedi bassi.
Mentre si avvicina, avvolgendosi, passando sotto e attraverso i tuoi mille coltelli senza mai tagliarsi, senza prendere il veleno, andando avanti nel suo farsi male.
Voleva cambiare qualcosa e invece no: voleva risolvere il mondo, o perlomeno il proprio e invece no. Andrà sempre avanti così.
Prima o poi le cose cambieranno, e se c'è un giorno in cui cambieranno davvero quello è domani, sempre domani, il giorno in cui cambiano le cose è sempre domani e domani non arriva mai. Oggi non è mai domani.
E' un gioco di luci e di silenzi, di poche fonti luminose, di fango e controsterzo... il respiro conta più di ogni altra cosa e fumare o non fumare fa davvero la differenza.
Sempre più fatica per arrivare a casa, per arrivare sul proprio materasso sani e salvi.
Per sopravvivere ai danni della comunità europee e delle monete uniche, dei passaporti e delle dogane, dei linguaggi universali e dell'acidità di stomaco, dei vini sottocosto e delle bottiglie convenienza.
E' quasi un'attesa ebraica, o forse semplicemente cattolica, o forse la religione non c'entra davvero nulla con tutto questo. Con questo vuoto che terribilmente avanza senza alcuna pietà verso niente e nessuno... il mondo va avanti e tu hai svoltato alla prima laterale, ormai sei da un'altra parte senza che gli altri se ne siano veramente accorti.
Restano solamente i suoi occhi fissi. Come due fari accesi con le luci di posizione. E il silenzio che entra da tutte le parti, capace di riempire anche i vuoti dei bassi della dubstep.
Ci saranno ancora da prendere un sacco di aerei e di autobus, e ho già il mal di testa solo a pensarci.
La fine è vicina. E suona dubstep.
Radioscozialibera plays Massive Attack - Paradise Circus (Zeds Dead Remix)
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