venerdì 29 dicembre 2006

2006: è tempo di bilanci

Eccoci arrivati alla fine di questo anno… che dire?
Beh senza dubbio un anno davvero ricco di avvenimenti e situazioni, e momenti, e tanto altro ancora… è stato l’anno del Risveglio, dell’Italia campione del mondo, ma anche degli Strokes e degli Arctic Monkeys… anche un po’ dei Muse… e poi l’anno di 9 esami (potevo darne di più), l’anno di una campagna elettorale persa (ma comunque una bella esperienza arricchente), l’anno di grandi amicizie perse e poi recuperate, l’anno di donne perse, ritrovate, scomparse, apparse, comparse, perse del tutto, l’anno di due spettacoli con Penzale, l’anno di amicizie nuove e vecchie, l’anno della Fenice, l’anno del presunto ritorno degli Alpha Alpha (almeno al lavoro), l’anno dell’addio al catechismo delle medie… e poi che altro dire? Ah si, anche l’anno del tumore (benigno), dell’intervento di asportazione, della relativa tricotomia, del ritorno alla corsa… di qualche nadra ben dosata… del ritorno ai pomodori di XII morelli… e di tante altre cose…

Quando si è adolescenti non ha troppo senso paragonare un anno all’altro, si è in continua crescita… dai 19 in poi ci si sente stabilizzati, e allora fare i confronti inizia ad avere davvero senso: e credo che questo 2006 sia stato migliore del 2005. Non so dire se la definizione giusta sia "migliore" o "più bello"… questo 2006 ha avuto momenti davvero brutti, infelici, tristi e orridi… tuttavia, nella somma di esperienze, è stato sicuramente più ricco. Ecco, forse è questa la definizione giusta: "più ricco". Più ricco di esperienze, e sicuramente più utile per la mia crescita. Un po’ come il 2002… anche il 2003… anche il 2004… si, forse il 2005, paradossalmente, non è stato tutto questo gran anno. Felice comunque di averlo vissuto in quel modo.
E’ inutile: credo ci sia ancora qualcosa in qualche posto che mi sta aspettando. Non so se la raggiungerò, forse un giorno smetteremo di aspettarci e non avremo più la necessità l’uno dell’altro. Ma io credo che quella birra, in quel tavolo di Edinburgo, per adesso sia ancora li ad aspettarmi.
Senza sgasarsi, tra l’altro.



sabato 23 dicembre 2006

Pagellone dal XII Morelli

Pagellone dalla megafesta di laurea di Diago, Orsi e ValeBrilli – 22dic06@XIImorelli

Voto 10 a Atti Senior. Cacchio sembrava la mia festa di laurea! C’era tutta la famiglia… scopre il giocattolo della macchina digitale e inizia a fare foto a tutti e per tutti. A gratis. Un fotografo sociale! Quando poi scatta le foto "Eugenia-ElisaGilli-Sacchi" (sottotitolata passato presente futuro)… ma i suoi li raggiunge senza macchina! Si mette a parlare con Bagnani di quando io gli darò dei nipotini (EHN? …"mica vorrai rimanere incinta di Atti!" …mavv… va… asd) e ci prova con la Marga! Orgoglioso di questa famiglia, orgoglioso di questo capofamiglia! Immenso.
Voto 9 a AA. Il Babbo Natale AA si prodiga tra alcolici, distribuisce merde a tutti, spaccia rum & merda analcolica a caso per rum & fruit alla pera, mischia gin e sambuca in cocktail imbevibili, e diventa grande protagonista. Dalla Fondazione Zanandrea per Natale in Decibel, con il vin brulè, alla festa evento di fine 2006 a XII Morelli. Babbo AA Tour. Lo vorrei così anche alla mia festa di laurea. Spettacolare.
Voto 8 a Orsi. Dispensa frasi che sembrano canzoni di Elisa e Ligabue, sbocca tipo 7 volte, ti guarda che sembra Paperino, e perla delle perle, "Grazie a tutti, vi voglio bene e amo la mia donna!". Impagabile.
Voto 7 a Diago. Rispetta la parola data, si imbariaga, sbocca, tutto con onestà e giustezza. Il tutto con un sorrisone stampato in faccia… alla fine pulisce anche… "butta via tutto… butta via tutto… e domani mattina… domani mattina viene qua Orsi, zio can!" E siamo 6-6… o 7-7… non ricordo… comunque, pareggio. Una garanzia. Affidabile.
Voto 6 alla ValeBrilli. Beh ci vuole anche lei no… era anche la sua festa! Magari vagamente in secondo piano, ma tiene testa ad altri mostri sacri. Insostituibile in fase di appoggio organizzativo finale e soprattutto nella fase pulizia-sbaracco. Importante.
Voto 5 a Saccolo. Inizia bene con una perla alla Massimo Coppola, poi si spegne un po’ tirando carne ai spistolatori musicali… si risolleva con la battuta finale "Oh… c’è Trisby che ci prova con una negra… quindi… Atti sei come Trisby!" ma non basta per la sufficienza. Sottotono.
Voto 4 alla "stronzetta". Beh… bene! Ho anche scoperto da chi si fa bumbare… e sono contento. Bene, buona… Controllata.
Voto 3 a Silvestri. Solo per come ci ha accolto in casa sua: maglietta bianca, pantaloni grigi e basetta lunga. Sembrava Johnny Cash… per fortuna che poi si è cambiato… Storico.
Voto 2 al rum des Antilles. Il rum delle Antille è sempre una garanzia… di merda. Provo di fare un coca rum per podda e per me, io rinuncio al primo sorso. Lui invece cerca di correggerlo: si, con altro rum. Contento lui… Imbevibile.
Voto 1 a chi non c’era. Eh amici, chi ieri sera non c’era s’è perso una signora festa. Certo, se non siete stati invitati non ve ne si può certo fare una colpa… ma se eravate invitati… ah! Ignoranti.
Voto 0 a tutti gli spistolatori musicali. Toccano iTunes e il mixer senza sapere cosa siano, e stoppano bellissime canzoni come quelle degli Arctic Monkeys. Ma come vi permettete! C’è gente che si è fatta un mazzo tanto per fare la playlist… e poi ci stava tutta. No no, alla mia festa ci sarà un DJ, e voi non avrete ne poteri ne diritti. Indegni.

E un ringraziamento a tutti quelli che hanno contribuito a donarci una bella serata di socialità!


venerdì 22 dicembre 2006

All I want 4 Xmas…

Boh… mica voglio sminuire chi ci crede, o dargli contro. Per una volta non do contro nessuno… e dico solo mia. Per una volta con umiltà.
Eh niente, è che a me il Natale… :-|
Cioè per carità, non voglio fare il solito post moralista che il vero del Natale è Gesù che nasce e bla bla bla bla bla… insomma, stamattina la Karima mi fa "vuoi che venga Lunedì? perché ho visto su calendario festa… io niente festa… per me no festa…"
Si insomma, lei è musulmana, è in nero, per lei cambia poco… poi c’ho pensato, a parte che mi dispiaceva per lei, perché insomma magari i figli occidentalizzandi sono a casa da scuola, suo marito che è in regola pure, dai le ho detto di non venire… dai magari si farà un giro per cento, con tutte le luci… il natale è bello anche da musulmani dai… che poi alla fine è un favore fino a un certo punto, perché appunto se lei sta a casa, essendo in nero, non lavora e non guadagna.
Che poi ho pensato pure a mio padre… insomma è Natale, lui sta in casa, e metti che arrivano i parenti (anche senza metti… arrivano sicuro…) e allora non era bello che mentre arriva sta gente incartolata con i regali sta qua ti sbatte l’aspirapolvere sulle scarpe eleganti nuove spianate giusto la sera prima della vigilia…
Perché sia chiaro: io il pomeriggio di Natale sono in fuga perenne da casa mia da almeno 5 anni, un po’ come i colombiani al giro d’Italia, che alla prima salita vanno in fuga. E vengono ripresi subito. E infatti io alla sera poi torno a casa per cena.
I colombiani vincono la maglia verde degli scalatori, io vinco un pomeriggio senza parenti. E non è poco.

Ma torniamo al punto. A me il Natale non piace. Da piccolo si mi piaceva… dai, fino a qualche anno fa. Poi ho smesso di fare il presepe e l’albero… cioè, l’albero c’è, lo fa mio fratello. A parte il 2001, anno in cui per un motivo o l’altro si è saltato anche l’albero.
Ma non mi piace più tutta questa atmosfera pseudopatetica… tutti a correre dietro per i regali… tutti a correre dietro per il cenone con i parenti… e le luci… e le canzoncine di natale…
Si si, che poi l’albero, il cenone, la veglia, il cristianesimo, e poi alla prima stronzata che… ma lasciamo perdere.
Torno a me: no, tutto questo non mi piace più. Ho proprio voglia di partire di casa il 23 dicembre e tornare il 7 gennaio. Niente regali, niente cene, niente parenti.
Cioè poi sono cristiano cattolico praticante, non dico un buon cristiano perché quello non credo di esserlo, però insomma cerco di fare del mio meglio, con volontà e impegno variabile, come in tutte le mie cose. E quindi so che in realtà dovrei pensare a Gesù bambino che si fa uomo e bla bla bla…
Ma sinceramente non mi viene da pensarci proprio. Io credo che anche Giulio sarebbe d’accordo con me…
Caro Babbo Natale, ormai quest’anno è andato… ma per il Natale 2007, facciamo così: non facciamolo. Dai, non muore nessuno, al massimo per un anno "non nasce" Gesù. Al massimo ne faremo nascere due l’anno dopo, dai. Magari Dan Brown ci fa pure un bel libro.
Dai, anche nel 2001 hanno saltato l’MTV day. (forse per quello poi ho saltato l’albero… vedi le influenze dell’11 settembre? forse era troppo alto e avevo paura ci sbattesse contro un aereo…)Eh? Ti ho convinto? Dai dai dai… magari facciamo vacanza lo stesso, il 25, e anche il 26, così per dare un po’ di relax. E poi capodanno si festeggia lo stesso… dai, possiamo festeggiare pure la befana, ti concedo anche quella.
Ma dai per un anno basta con il Natale… magari mi torna la voglia. Chissà.



martedì 19 dicembre 2006

Giulio live @ Malpensa (special guest: Valentina Pozzato)

XX Freddembre 200X
Minchia…che serata del cazzo. Giulio è li, con i suoi pochi amici, nessun amici, e senza Panino. Eh no manca il suo personalissimo Panino, ovvero Bisaccia, ma a dir la verità non c’è quasi mai.
E’ li, questa noto capoluogo della regione, dove si sta compiendo un maldestro tentativo di sprovincializzazione, che sta riuscendo malissimo. Il locale in cui si trovano è uno di quei posti alla moda, quei disco-bar da aperitivo con la musica alta… dio quanto li odia Giulio quei posti. L’arredamento è di quello che farebbe rivoltare Clay Regazzoni nella tomba, per quanto debba ancora essere sepolto, per quanto stia in carrozzina, e per quanto soprattutto sia ancora vivo.
Ma va di moda: e tant’è, e va bene così, senza parole. O forse le parole ci sono e Giulio prova anche di dirlo a voce alta… ma niente, tutto coperto da un terribile CD registrato live in una discoteca vicino a Malpensa 2000. Diomio, già una discoteca vicino a un aereoporto, ma vabbè, magari è per risolvere la questione parcheggi e casino notturno, cose che vanno a nozze con gli aereoporti. Magari in se e per sè l’idea è carina, ma diomio, se ci sbatti dentro un vocalist frocio a gridare cazzate per 80minuti80 (e dio benedica che il signor Sony non ha voluto creare da subito formati digitali da 90minuti, sennò sarebbero stati altri 10 minuti di agonia…)Giulio non è che ce l’ha con i froci: ce l’ha con i vocalist sfigati che gridano cazzate sopra la musica, che già di suo è dell’house dimmerda… se poi ci vai anche a gridare sopra cazzate di continuo… se ti piace il cazzo nessun problema: ma non venire a farmi i gridolini in disco che ho pagato so quanti euro di benzina per arrivare qua in macchina, so quanti euro per entrare, so quanti per bere, e tutto per niente perché la tipa non me la darà…
Beh almeno Giulio non è a Malpensa 2000 in discoteca, ma è li nel capoluogo della regione… che forse a pensarci bene è pure peggio. Si è preso da bere una onesta birra ad un onesto prezzo. Però c’è un caldo incredibile, la musica è troppo alta, e anzi viene pure alzata di volume. Tutti eventi che sono un toccasana per Giulio. Bello "toccasana", Giulio non lo sentiva da mesi.
Giulio ha poca voglia di parlare con i suoi vicini di tavolo, gli altri sono troppo lontani e non ha voglia di alzarsi, per guardare scollature che non ci sono, o per fare conversazioni da treno sul niente che ti lasciano in bocca solo la certezza di aver fatto bene a non intraprendere certe relazioni.
Sullo sfondo, il panorama terribile di trentenni malvestiti o infighettati, con facce che lasciano trasparire chiaramente passati di alcol e droghe varie, a ballicchiare vagamente a tempo con in mano bicchieri, nel tentativo più o meno efficace di portarsi a letto altre trentenni sciupate, dell’usato poco sicuro, con 200mila km di cazzi alle spalle (inteso proprio come cazzi presi da dietro). Un po’ come certe Mercedes 190 classe E, quelle fine anni 80 primi anni 90, le macchine ufficiali degli zingari e dei terroni.
E proprio come quelle macchine, negli autosaloni, vengono vendute a 500 euro con tanto di cartelli in mostra "aria condizionata" o "chiusura centralizzata", queste puttanazze sciupatissime mettono in mostra le tette, il culo, le gambe, insomma a seconda di quel che hanno di salvabile mettono un po’ in mostra il loro meglio, consapevoli che ormai hanno passato il meglio dei loro anni e ora tutto quello che rimane loro è sperare in un disperato del sesso opposto come loro, giusto per passare una notte a dimenticarsi dei veri problemi, tra sesso, droga e… no, niente rock ‘n roll: stavolta house. Ecco il vero problema: una volta si ascoltava il rock. Ora la house. O al massimo Craig David.
E Giulio guarda queste scene, e gli fa tutto veramente pena, e pensa "dio mio se divento così sparatemi alle gambe". E poi alza gli occhi, c’è una partita di football americano. Mamma mia che pantaloni da froci che hanno! Ah, servono per non farsi trattenere dagli avversari…sono attilati per quello… ‘va se corrono veloci… Giulio pensa che per un attimo vorrebbe essere come loro per correre via da tutto quello schifo.
C’è solo una persona che potrebbe salvargli quella serata: e non gliela salverà, ovviamente. Giulio già lo sa.
Vi ricordate quella ragazza che viveva nel LA MAGIONE? Si, la figlia della donna membra della loggia massonica dei cinque tagli? /////
Ecco, quella ragazza si chiama Valentina Pozzato. (ecco, siccome Diago è stato contattato da Filippo Gigante, vorrei anch’io che chiunque si chiami Valentina Pozzato si faccia sentire…)
Ecco, lei. Quella che alla fine di quella sera aveva cambiato il mondo. Ecco, è lei.
Ognuno ha il suo Panino, e ognuno ha la sua Betsy. Cioè quella che potrebbe farti perdere la testa in ogni momento con un solo sguardo, quella che ti sei dovuto lasciare alle spalle a fatica ma e chissà se ce la farai mai del tutto, quella che tu avevi preso una decisione e lei un’altra.
La Betsy di Giulio si chiama Valentina Pozzato. E quella sera, Valentina Pozzato, non entrerà in quel discopub. Giulio già lo sa. Ed è per questo che se ne sta li, solo, con lo sguardo sul perizoma della trentenne di fronte, ad aspettare che finisca la serata. Che tristezza.


lunedì 18 dicembre 2006

Quando...

Quando ascolti la radio e passa una bella canzone che non sentivi da tanto tempo.

Ma anche quando ascolti i tuoi mp3 e la bella canzone te la passa Partymix di iTunes, e l’effetto è lo stesso.

Quando dopo una bella serata torni a casa, ti apri una birra e ti guardi uno speciale dei Subsonica.

Quando sei stanco, ti fai una doccia calda, ti siedi e ti riposi.

Quando ti svegli al tuo orario, fai colazione con calma, ti lavi e ti vesti.

Ma anche quando ti svegli agli orari degli altri, fai colazione con caffè caldo che ti scotta la lingua, pochi biscotti, ti metti gli occhiali da sole, esci fuori intorpidito e guardi il freddo sole invernale.

Quando dopo una giornata distruttiva vai a letto e sai che il giorno dopo puoi riposarti.

Quando ricominci a correre passo dopo passo dopo mesi che eri fermo.

Quando esci per la prima volta con una ragazza dopo una storia che non è andata.

Quando in una serata incontri tanti amici che non vedevi da un sacco di tempo e ti fermi a parlare con tutti.

Quando dopo giorni di pioggia e freddo viene fuori il sole in mezzo al cielo sereno.

Quando sei mezzo ubriaco e puoi chiudere gli occhi e ballare da solo in mezzo alla gente.

Quando le sere d’estate ti metti una maglietta, un paio di jeans, il gel in testa, ed esci fuori.

Quando guidi da solo o sei in casa da solo e ti metti su un bel CD.

…niente, è che mi era tornato in mente "Esco a fare due passi" di Fabio Volo, dove il protagonista, che credo si chiamasse Nico ma non sono sicuro, dice che aveva iniziato a scrivere una lista dei motivi per i quali vale la pena vivere. Non credo scriverò mai una lista del genere, o forse un giorno inizierò ma a modo mio, comunque questi sono alcuni motivi per i quali secondo me non dico valga la pena vivere, ma perlomeno se già devi vivere, vale la pena di provarli. Almeno, a mio modesto parere (che peraltro condivido).


giovedì 14 dicembre 2006

Rosario Cannoletta, un supereroe in bicicletta!

Era un giorno di Maggio, e stavo verniciando di verde il mio cancello. "Strano!" dirà qualcuno. In realtà è proprio strano, ed è per questo che ci ho messo 14 mesi per fare un lavoro in cui ne sarebbe bastato uno solo… beh in tutto però ci sono volute 90 ore di lavoro! Mica cazzi.
Vabbè verniciavo sto cancello, felice e allegro di dare un senso alla mia vita e guadagnare qualche soldino (e anche di eliminare quell’orrendo tricolore venutosi a creare tra le parti nuove già verdi, quelle vecchie bianche e quelle a metà color rosso antiruggine) e mi si avvicinò un distinto signore in giacca, cravatta e bicicletta. Sulla 50ina andante. Con gli occhiali. O senza, non ricordo, ma sono dettagli, non ha importanza.
Mi si avvicina e mi chiede. "Scusi, dov’è via Boito?"
"Prosegue lungo questa via, e in fondo svolta a destra ed è in via Boito."
"Ah… grazie… ma è questa la zona degli allagamenti, no?"
"Si è questa… via Donizetti, via Boito… in queste vie del Penzale ogni volta che piove molto siamo sempre sott’acqua."
"Ah… va bene… grazie!"
E continuai a verniciare il mio cancello ignaro di tutto.


Nel mentre si svolgeva la campagna elettorale per le Amministrative di Cento, e io venni "assunto" come "segretario" dell’ufficio elettorale di ApC e IdeaGiovane. Un giorno arrivò una donna, sulla 60ina, anch’ella in bicicletta.
Io in blu scuro, la donna in nero…


"Salve! Posso lasciarle un volantino?"
"Certo! Sono venuta per questo…"
"Allora se vuole le lascio anche dei gadget… e anche i depliant di ApC e IdeaGiovane…"
"Si si grazie… no ma volevo chiedere… per le fogne?"
"Scusi?"
"Mah si… per le fogne… cosa fate? Perché qua siamo sempre sott’acqua… sa io sono di via Boito…"
"Guardi: conosco benissimo il problema perché sono di via Donizetti…"
"Ecco… e che cosa fate allora?"
"Beh, nel programma sono previsti interventi per la manutenzione e il potenziamento di tutta la rete fognaria di tutta Cento…"
"Si ma… nel concreto?"
"Nel concreto non posso dirle quando e quali fogne verranno ripristinate e ingrandite… sono questioni tecniche che spettano agli esperti competenti nel settore… inoltre non è possibile fare dei piani così dettagliati prima di essere eletti, bisogna avere l’approvazione della Giunta, guardare il bilancio… in campagna elettorale si fanno dei piani, dei progetti, ma vengono attualizzati e concretizzati quando si viene eletti…""No perché io ho parlato con Cannoletta…""Scusi… chi è?""Eh… è quello di… mah si… è il candidato di… non mi ricordo che simbolo era… la Margherita? O i DS? Boh… no però lui è venuto a parlare proprio da me a casa mia… e mi ha detto proprio che loro… con Orlandini… loro rifanno proprio tutte le fogne… proprio mi ha già fatto vedere proprio i progetti per via Boito…"
"Ah… deve essersi spiegato molto bene se lei non si ricorda neanche di che lista eh…""Come scusi?"
"No niente… dicevo, non è possibile fare piani precisi prima di essere eletti! Ogni progetto deve ottenere l’approvazione della Giunta prima…""Beh lui li ha già fatti lo stesso. Eh ma sa io avevo votato la Bregoli ma sono 5 anni che mi entra l’acqua in casa…""Guardi, anche a me sono 5 anni che entra l’acqua in casa, so benissimo cosa vuol dire. Tuttavia, se sono qua a fare campagna elettorale per lei è perché nemmeno io sono rimasto soddisfatto del tutto, e ho deciso di impegnarmi per cambiarle: e credo che con lei le cose possiano cambiare davvero un po’, che possano migliorare… certo ci vorrà del tempo, ma io ho fiducia…""Eh mi dispiace ma io stavolta voto per lui… per Cannoletta…"
"Cioè per Orlandini… Ma si ricorda almeno di che lista è questo Cannoletta?"
"Eh… boh? I DS… la Margherita… beh io scrivo Cannoletta poi va bene lo stesso no?"
"Ehm… si… si… non so… non credo… vabbè io le ho lasciato lo stesso i volantini… poi veda lei… buongiorno!"
"Buongiorno!"


Qualche settimana fa aprii un giornale locale, il CentOggi, notoriamente di stampo sinistreo, e lessi la notizia che Rosario Cannoletta aveva fondato un comitato di cittadini centesi alluvionati.
E’ lui! E’ Rosario Cannoletta, il nostro supereroe in bicicletta! Ci salverà lui dalle alluvioni! Ci caricherà sul suo possente cannone, e con la sua supercravatta ripulirà tutte le fogne dalle foglie di ApC… e con i super poteri dei suoi occhiali laser (che forse non ha) costruirà nuove vasche di espansione…
ROSARIO CANNOLETTA: UN SUPEREROE IN BICICLETTA!


mercoledì 6 dicembre 2006

I love Bennet

Un post corto che piace a Saccolo…
Oggi sono stato al Bennet. Entro, e cosa mi perviene alle mie orecchie. "A Long December" dei Counting Crows.
I love Bennet. Sono cose che non è che ti cambiano una giornata, te ne cambiano due.
Compro le mie cose, sto per uscire… ed ecco "Yellow" dei Coldplay. Che se dovessi dire una che è la mia canzone preferita direi quella. Cosa fai… vuoi uscire proprio adesso che il Bennet t’ha messo su Yellow?
Eh no… sono rimasto dentro a fare il giro di tutte le vetrine del centro commerciale "Guercino". Tutte. Anche quelle dei vestiti da donna e dei viaggi. Ah ma per Yellow questo e altro.

I love Bennet…


martedì 5 dicembre 2006

La messa di mezzanotte a Natale & varie altre disfunzioni

…venere non ritorna. MAI. quindi è inutile anche solo farsi venire certi pensieri.
che tanto non tornerebbe indietro nessuno. che tanto qui corrono tutti: se ti senti inseguito dai fantasmi del passato, sei solo tu che stai correndo troppo piano.
e poi io non credo ai fantasmi.
Credo nelle rovesciate di Ganz, e nei riff di Matthew Bellamy…
Credo che prima di mettere la testa a posto, forse bisogna metterla storta. Ma forse è anche vero che mettere la testa storta, se sai già che è una cosa sbagliata, forse non ti porta da nessuna parte.
Certo è che anche il mio letto non mi porta da nessuna parte: però ci salgo sopra ogni sera.
Che paragoni del cazzo. Però mi piaceva, lo lascio.
Sto alternando maiuscole e minuscole, sto proprio utilizzando una licenza poetica che non ho e non potrei/non vorrei/non dovrei usare, ma ci sta bene e lo faccio.
poi dicono che dovrei farci un libro, lo so e lo farò, ma il bello del blog è questa editorialità fai da te e "easy publishing". cioè scrivo una stronzata, e oppalà già la leggono tutti.
un po’ come quando esci con una, neanche il tempo di tornare a casa e già "ci sei insieme". eh ma è il 21° secolo, va tutto così veloce…
…eppure ci sono cose che non passano mai, tipo la messa di mezzanotte a Natale. diomio che calvario. poi sei li, accaldato perché la chiesa è stipata di cristiani da minimo sindacale (quelli di natale&pasqua per tradizione), hai mangiato come un maiale, hai anche bevuto, ci sono tutte queste luci e queste candele, ci sono questi cori… è quasi un trip di sofferenza. però che palle la corale di penzale. bravi eh, ma diomio… dai andate a cantare da un’altra parte. perfavore. io volevo solo andare a messa.
ecco.
ma cosa c’entra tutto questo?
sai che non lo so?
mi stavo chiedendo: riuscirò a imparare dai miei errori? o ciclicamente compio gli stessi percorsi? riuscirò a imparare a non cadere nelle stesse cose? o vado sempre a ricercarmi le stesse situazioni?
sto davvero crescendo oppure no? mi merito un posto sicuro in cui vivere o "non ne sono degno", nel senso che non sono "la brava persona" che sembra che io sia (o che io faccia finta di essere)?
quanto sono border-line da 1 a 10?
dove devo stare?
quanto devo condividere con le persone con cui vivo (in senso lato e in senso alato e in senso a lato)?
riuscirò a darmi un ritmo/uno stile necessario per una certa vita? sarò mai in grado di vivere quello che devo vivere?
qual’è la mia vita?
ecco. eccomi in un "momento soriani". una volta (una settimana fa) avrei detto "eh ma è novembre". ora novembre non è più… sarà sto tempo di merda che lentamente mi uccide dentro. sarà.
certo che a londra è anche peggio. ma almeno è una città più viva di questa. che anche questa poi è una città viva, se la si sa vivere. non è che perché ci sei nato il tuo posto è una merda. diciamolo. smettiamo di dover credere che andarsene dalla propria città natale è per forza figo. può essere necessario, può essere bello, però smontiamo anche questo luogo comune del cazzo.
cento è una bella città, tiè. e smettiamo di dire che i centesi sono stronzi fighetti con la puzza sotto il naso. i centesi sono come tutti gli altri, alla fine, ci sono gli stronzi, i fighetti, quelli con la puzza sotto il naso, ok, forse sono anche la maggioranza della popolazione, può essere. ma non sono tutti così.
certo è che a cento c’è una mentalità ancora paesana,ma collocata in una piccola città. ovvero: non siamo il piccolo paese dove te ne devi andare per forza, perché qui, alla faccia di chi va di continuo a bologna, c’è già tutto (o quasi, a parte il rivenditore ticketone, il centro fastweb, il centro telecom, e altre cosine similari).
però c’è la mentalità paesana dove ovunque ti giri hai incollato sulla schiena il tuo userID con tanto di genitori, storia, rendimento scolastico, exragazze, compagnie con cui sei uscito, ecc. ecc.
e quello non te lo scrolli: allora o te lo costruisci bene, o cerchi di correggerlo. ma sono cose lunghe e impegnative… chi non ci riesce/chi non ha voglia di impegnarsi in questo allora fuga via verso altri lidi, senza maiscuola.
certo, a volte per ti vengono attaccate addosso delle etichette pesanti o false, e allora è normale "arrendersi". bisogna valutare caso per caso.

mi mancano alcune persone, lo so, è normale. ma venere non ritorna. MAI.
"I miss you, I guess that I should… 3500 miles away, but what would you change if you could?"
Niente. Non cambierei proprio niente di tutto quello che ho fatto.

poi a volte le cose non si mettono come vorresti, perché non si vive a compartimenti stagni, e non riesci a vivere di pippoinzaghismo. perché il pippoinzaghismo richiede una forma costante, che a volte non hai. e il pippoinzaghismo stesso contempla il fallimento. perché può succedere.
poi è vero che l’uomo non deve ricercare la perfezione: nel senso che la deve cercare si, ma non deve aspettarsi di trovarla. è un tendere alla perfezione. e qui ringrazio Giovanni Padovani, mitico e storico prof di Filosofia, che prima di tutto mi ha insegnato a pensare un po’ di più e un po’ meglio di quanto non avessi fatto nei miei 16 anni precedenti.
ringrazio anche Orsi per avermi fatto pensare a questa cosa che era nata dal mio post precedente.
che ci fosse Giulio direbbe: "va beh, ma nel pratico della bumbata della prima volta, la perfezione non puoi averla, quindi tendici pure, anzi, è un bene che tu ci tenda alla perfezione… ma se devi stare ad aspettare di trovarla non bumbi più!"
a volte Giulio è anche una persona seria, nel suo essere Giulio.
e io invece che non sono Giulio, potrei dire citando i Bluvertigo: "la perfezione è un’utopia: ed è per questo che va ricercata".
va ricercata, ma non aspettarti di trovarla su questa terra.

una volta, eravamo ubriachi e minorenni in gita a Salisburgo, e nacque un altergo abbastanza serio sulla differenza tra i termini "cercare" e "trovare". qualcuno sosteneva che fossero sinonimi, io invece ero convinto (e lo sono tutt’ora) che mentre "cercare" indichi un’azione con esito incerto, ancora sconosciuto, "trovare" indica un’azione già con esito che tende al positivo. poi è vero che possono essere usati anche come sinonimi, ma vabè, l’italiano è piuttosto versatile.
sto ascoltando in sottofondo "august and everything after". un album del genere in sottofondo è come usare la birra Du Demon per cuocerci i wurstel. ciao la Du Demon! saranno anni che non ne bevo. sarà da quando ero minorenne, forse.
bei tempi quelli… c’erano meno pensieri: oppure, ce n’erano lo stesso tanto e a loro modo altrettanto seri, eppure c’erano meno problemi. ecco, è questa la differenza: ci sembrava avessimo tanti problemi e in realtà ne avevamo un tot meno di quelli che adesso. ogni cosa che guadagni è una cosa da gestire.
certo, tutto questo se vuoi vivere davvero. perché se ti accontenti di vivere con l’autofreno e il cambio automatico, e magari anche le righine tratteggiate per terra, come in GP-GP2-GP3-GP4, allora forse non cambia molto. ma allora te non stai vivendo, bell’uomo.

boh e poi ci sarebbe tanto altro da dire, a questo punto sacchi non starà più leggendo, e si lamenterà dei miei post sproloqui troppo lunghi. ma se sta leggendo fino a qua si meriterebbe un premio: tipo che io andassi con lui a Milano per gli incubus… si ma fino a Milano… e poi 30 euro… dai, che si accontenti dei verdena all’estragon. E poi sto già ascoltando "il suicidio del samurai".
inevitabilmente BLOGORROIC: un modo inutile per passarsi il tempo invece che studiare.