martedì 21 marzo 2017

Włochy opowiadają - Ho aperto un altro blog

E così, tra un Dance Mania e l'altro, tra un impegno e l'altro, ho trovato anche il tempo per aprire un altro blog.
Cioè, no: non ho tempo, ma lo faccio lo stesso. Un po' perché lo facciamo in due.
Si chiama Włochy opowiadają - la Polonia confronta ed è una sintesi veritiera e vagamente romanzata di quello che spiego alla mia ragazza polacca dell'Italia e sull'Italia. In italiano. Infatti "Włochy opowiadają" significa "l'Italia racconta". Si, Italia si dice Włochy. Curiosa lingua il polacco, eh? Peraltro, di polacco so questo e poco altro.

Comunque, nel blog c'è anche la parte in polacco in cui lei spiega quello che ha capito e fa le sue riflessioni e i confronti con la Polonia.
Se conoscete l'italiano e il polacco vi dovrebbe far ridere. Se conoscete solo l'italiano spero vi faccia ridere la mia parte in italiano, sennò mettete quella polacca su Google Translate e dovreste ridere comunque.
Buona lettura! Il blog è qui: Włochy opowiadają - la Polonia confronta

E se vi piace, come sempre, passate dal via a ritirare le 20mila lire e a piazzare il like su Facebook.


venerdì 3 marzo 2017

Come ha fatto a vincere Gabbani

- Allora... all'ultimo punto dell'ordine del giorno abbiamo la questione Gabbani...
- Chi?
- Gabbani... dai, quello di "Amen"...
- CHI?
- Dai, però, quando vi chiedo di leggere l'odg prima delle riunioni, eh... vabbè, comunque, è quello che ha vinto i giovani l'anno scorso.
- Ah, le "Nuove Proposte"
- Si, nuove proposte, che giovane una ceppa, ha 34 anni. Allora, siccome ha vinto, ora dobbiamo fargli fare anche questo Sanremo, però abbiamo finito le canzoni belle, quindi lo dobbiamo mandare con un pezzo scarso. Dobbiamo inventare qualcosa per non farlo perdere.
- Fa' leggere il testo... panta rei, and singing in the rain, lezioni di Nirvana, c’è il Buddha in fila indiana... ma che cos'è sta roba? Chi l'ha scritta?
- Te l'ho detto che fa cagare, eh. Sennò non eravamo qui a inventarci qualcosa... allora, idee?
- Solito. Buttiamola in caciara. C'è già qualche altro fenomeno?
- Mmmh direi di no... Raige e Nesli sono ex rapper sotto anestesia, Clementino è lì solo per pagare il finanziamento di un trattore a Libera... Elio e le storie tese non ci sono...
- Allora mettiamogli un baffetto da hipster e siamo a posto.
- Non basta, conciato da hipster c'è già Marco Masini con la barbona... ci serve altro...
- La folla grida un mantra... l’evoluzione inciampa... la scimmia nuda balla... ce l'ho: mettiamo una scimmia a ballare!
- Nuda?- Nuda e senza cacchio.
- Ottimo. Canzone piena di luoghi comuni sulla new age buttati a caso, scimmia che balla sul palco, cantante anonimo... ma non fa troppo anni '90?
- Come il Festival stesso.
- Ok. Però ancora non mi convince...
- Beh, scusa, ovviamente la scimmia lancerà un balletto tormentone.
- Così si che è davvero anni '90. Bene. Siamo d'accordo tutti? Mettete a verbale Gabbani con la scimmia e il balletto.
- Per me è una stronzata, eh.
- Mah si, tanto tra un anno se ne dimenticheranno tutti...
- E se vince?
- Ce ne dimentichiamo tutti lo stesso. Come la Minetti.
- Nicole?
- Annalisa. Vedi?

domenica 13 novembre 2016

La mia (in)felicità è un sistema complesso [DET #7]



Eh.
Più o meno esattamente due anni fa, ero a casa mia, su questo stesso macbook, con lo stesso tè, ascoltando gli Smiths e scrivendo.

Sono passati due anni.

Cosa è successo?
Sono cambiate alcune cose, alcune case, la tazza da cui sto bevendo, e nel mentre ho scritto 9 capitoli.
Speravo sarei giunto a pubblicazione, e invece devo ancora finire la prima stesura.

Avevo cominciato un diario sul mio sito www.enricoatti.it e nemmeno quello sono stato capace di portare avanti con costanza.
Per chi mi seguisse da lì: beh, a gennaio il mio sparring partner Sorio è partito, e da lì ho avuto anche alcune cose di vita privata (leggi: trasloco).
E più o meno sono fermo da allora, da quando come nella foto allegata (che non trovo più, e che quindi ho sostituito con un nostro selfie mosso come Gue Pequeno di oltre un anno fa, NDR), stavamo consumando un piatto di qualcosa, a casa sua.
A CASA SUA.
(Anche lui ha cambiato casa. Due volte, se contiamo anche la trasferta parigina).

Gli Smiths sono sempre quelli, però, così come il the Twinings Assam al miele d'acacia, in questi tentativi di provincia di ricostruire una parte di Londra che non c'è più, o che c'è ancora, e che anche se non riesco a creare così, perlomeno riesco a tenere viva.

Tutto qua.

No, non è tutto qua: sono un po' in crisi perché del mio romanzo inizia a convincermi poco la trama, il protagonista, e tutti gli altri personaggi. Sarà la "crisi di mezzo romanzo" anche se in teoria l'avevo già passata, la metà: sarà che contando tutto l'editing che verrà, forse alla metà vera e propria non ci sono ancora.

E niente. Ma ci arriverò alla fine, tranquilli. Volevo solo farvi sapere che è un po' difficile, ora.

Poi io sto bene, abbastanza bene, come sempre, come quasi sempre, ma questo è un altro discorso. La mia felicità è un sistema complesso, figuriamoci la mia infelicità.



venerdì 4 novembre 2016

Tutto Lacetti

(Lacetti, sempre e solo lui.)

Perché faccio cose in cui non credo?
Perché non dico tutte le cose fino in fondo?

Perché sono sdraiato su un pavimento, sopra a un tappeto che dà tono all'ambiente, mentre fuori c'è il sole e gli uccellini fischiano, anche se è inverno?
E' ora di tirarmi su, credo, anche se è troppo presto per guidare. Non ricordo più se c'è una Lacetti ad attendermi, laggiù.
Laggiù nel cortile.

Sembra Berlino, questo posto.

Dove sono stato tutto questo tempo?
Ho persino pensato di smettere di sparare e cambiare vita.
Ma non posso.

Faccio una doccia, mi metto dei vestiti puliti, mi siedo. Mi faccio un caffè.

Perché faccio cose in cui non credo?
Perché non dico tutte le cose fino in fondo?

Queste domande non mi danno pace.
E non ricordo né dove stavo andando, né dove devo andare.



mercoledì 29 giugno 2016

Qualcuno che sta peggio.

Cento, 29/06/2016
Guardo la porta di casa, guardo il divano, guardo la porta di casa, guardo il divano.
Dovrei svuotare un armadio a casa di mio padre nel mirabolante "gioco delle tre case" che precede ogni qualsivoglia movimento di persone e/o cose di chi ricco non è e nemmeno vuole sembrarlo ma poi per un qualche motivo decide che è meglio muoversi lo stesso.
Lo svuotamento non può aspettare: ma aspetterà.
Non che non abbia fatto nulla: i miei 7km di corsa sotto il sole più esercizi vari me li sono fatti, è che fino a poco tempo fa avrei avuto anche le energie per uscire di casa alle 21.50 infrasettimana, nonostante lo sport. Che poi, c'era caldo, ma mica ho fatto un Ironman.
Boh? Che ho? Come mai il divano assorbe tutte le mie energie (e da un po' a questa parte)? Mi servono degli integratori? Devo ancora finanziare le case farmaceutiche con scatolini inutili dal costo di 20 euro?
O il problema è un altro?
Scivolando dal canale 67 (MTV Music, Music Television Music, come a dire "oh rega ma qui c'è davvero la music eh!") fino al 58 mi fermo su Raisport.
La finale campionato nazionale allievi under 15, Atalanta-Roma, dove i bergamaschi conducono 2 a 0 sui capitolini alla fine del secondo tempo supplementare.
Ah, quanti talentini di colore, quanto bel meltin' pot dalle ripartenze fulminanti e dai piedi precisi e potenti, quanti nuovi Balotelli (ma anche no).
Poi, ecco, all'improvviso, il dubbio.
Che cosa sto facendo?
1) Non tifo Atalanta
2) Non tifo Roma
3) In campo sono tutti del 2001, e io nel 2001 ero comunque più vecchio di loro.
Perché sono qui?
Cambio canale, TG Com, attacco all'aeroporto Ataturk a Instabul.
Cambio canale, Rainews24, attacco all'aeroporto Ataturk a Instabul.
(eh non è che mi fidassi molto di TG Com, scusate)

E alla fine trovo sempre qualcuno che sta peggio di me.