mercoledì 11 settembre 2013

Una cosa, tre cose.

Eccola: è ora.
Veramente era ora qualche giorno fa.

Arriva settembre, per la precisione quelle date tra il 10 e il 15 settembre, dove c'è ancora il sole, c'è ancora un po' di caldo, e la vita del lavoro (anche quelle delle scuole superiori, ma soprattutto quella del lavoro, il lavoro classico da ufficio/fabbrica, da dipendentemente e tempo abbastanza indeterminato) riprende il pieno regime.

Eccoci qua. E le vacanze si annullano in un attimo, e avrei già voglia di tornare in ferie, ma d'altronde non si puà mica stare sempre in ferie, bisogna portare a casa lo stipendio, sennò uno poi si annoierebbe, e poi che ferie sarebbero? E magari penso già alle ferie di natale.
Eh, però sono state delle belle ferie quest'anno e aspetta che accendo un po' la radio e sentiamo cosa c'è e speriamo non passino le canzoni del mare sennò poi mi viene la nostalgia.

No, tranquilli: passano cose tipo questa.




Svegliati, MERDA: l'estate è finita (anche se in realtà non te ne sei accorto ma non è mai arrivata) e ora puoi ritornare a cucire.



mercoledì 21 agosto 2013

Pensare alla governabilità

La sindrome del foglio bianco è una roba da trentenni, ma si risolve con lo strim of consciusnes.
Poi in realtà un sacco di roba è da trentenni ma la facciamo già da quando ne abbiamo 19, quindi va bene.
Poi basta con sta storia dei trentanni. Tra poco mi cavo il dente e li compio prima, così almeno sono a posto e ci leviamo sta rottura.

Ma basta questo, per fare un post?
In verità, no. Si dovrebbe scrivere solo quando si ha dei contenuti da esprimere.
Ma la sindrome del foglio bianco è proprio il fatto di averli e non riuscire a esprimerli.

Ma poi che cazzo di concetti deve esprimere uno, non sono l'intellettuale di riferimento di nessuno, e avrei anche un po' da vergognarmi se lo fossi, non sono mica Andrea Scanzi, che poi è uno che mi immagino tutto il giorno davanti a facebook.
Un po' come me, poi: solo che lui lo pagano per quello... io no ma lo faccio lo stesso. E' traviante ciò che sto per dire, ma sarò pagato per fare anche quello.
Dovrebbe essere un bel traguardo (e lo è) ma la verità è sempre leggermente diversa dal modo in cui la si racconta. La verità non è il modo in cui la si racconta, ma la verità o la si conosce o la si racconta.
E Andrea Scanzi se la tira un casino. Però è quasi sempre a segno.
Oddio, al giorno d'oggi non è difficile dire una cosa a segno, eh. Eppure ci riescono in pochi lo stesso.

Potrei dire anche che non me ne frega un cazzo di niente, ma poi non è così, purtroppo, perchè ogni cosa che guadagni poi la devi difendere.

C'è stato un giorno in cui ho capito che sarebbe sempre andata così, a 27 anni come a 67, ed ero dalle parti di Willesden Junction che morivo di freddo e cercavo un autobus. 
(Questa è la frase figa per i finali figosi e un po' criptici)
(Volendo si può anche finire con una roba un po' meno impegnata)


Adesso vado a letto che mi sono rotto i coglioni.
(No dai, una un po' meno volgare e maleducata)

Vedi, alla fine con due pensieri leggeri il foglio bianco si riempe.
(No questa è pure peggio eh, fa cagare, sembra Art Attack)

Dobbiamo pensare alla governabilità del Paese.
(Questa si che è bella. Sembra anche una cosa intelligente. Sembra.)

martedì 6 agosto 2013

Wraiter

Ogni tanto scrivo anche qualche articolo da qualche parte. Una volta ha parlato dei wraiter. Vi ricordate? Ne avevo parlato lo scorso anno su Notizie-News, un articolo che fu condiviso anche da Informazione Libera (ndr, se ve lo foste persi, lo trovate qui).
Ieri ne ho parlato di nuovo su raduraletteraria, un nuovo blog a tema letterario con il qualche ho cominciato a collaborare, e per il quale scriverò saltuariamente qualche pezzo.

E questo è il mio nuovo articolo:
Camerieri barra scrittori: i WRAITER

Buona lettura. E una bottiglia d'acqua, grazie. Naturale.

martedì 30 luglio 2013

Choose life, choose a job...

Trova un lavoro. Non lamentarti. Ti lamenti. Cambialo. Non cambiarlo. Non lo trovi. Non lo cambi. Prendi i soldi. Molla tutto. Riprendi tutto. Riprendi i soldi. Trova una donna. Lasciala li. Trovane un'altra. Cercala. Non la trovi. Non cercarla. Trovala. Spendici soldi. Non spenderli. Cerca di risparmiare. Spendi soldi per risparmiare. Fai il pieno alla macchina. Usala. Cambia la macchina. Risparmia. Non cambiarla. Trasferisciti. Risparmia. Non trasferirti. Viaggia. Stancati. Avvicinati a casa. Avvicina la casa. Stancati. Segui le ambizioni. Stancati. Non seguirle. Deprimiti. Seguile. Scrivi. Non scrivere. Parla. Non parli. Scrivi.

Scrivi.

Comunque poteva andarti peggio nella vita, potevi essere uno dei Velvet.

mercoledì 10 luglio 2013

Il decalogo della perfetta startup

Start up: 10 regole per un successo assicurato. Ve le offre Blogorroico. Fidati di noi!

1) Dietro ogni startup ci sono due o più neolaureati mantenuti da genitori benestanti.

2) Devi vestirti bene, oppure tremendamente male (Zuckenberg style).

3) Le startup devono aprirsi con articoli fighi su internet, e chiudersi nel silenzio più totale.

4) Ci deve essere almeno una persona straniera (o che vive all'estero) perchè fa figo

5) Generalmente la startup fa app per smartphone (o comunque ha anche un'app dedicata)

6) Se non fai app, ti occupi di cose ecosostenibili o che recuperano rifiuti ma che alla fine costano un occhio e che producono ancor più rifiuti. E alla fine produci una app dedicata.

7) La sede della startup è nella propria cameretta perchè "è inutile spendere soldi in una sede, noi siamo già ovunque perchè siamo su internet".
Che significa "ragà, no vabbè... è che mio padre non li vuole caccià fuori 600 euro al mese per affitta' n'ufficio, oh"

8) Mentre parli con persone devi usare inglesismi e citare persone sconosciute per arricchire il tuo discorso.

9) I soci della startup sono persone che hanno fatto importanti esperienze all'estero (da camerieri) e hanno deciso riportare il loro cervello in fuga in patria e combattere la crisi.
La crisi ringrazia il loro fondamentale aiuto.

10) Quando continui di parlare di startup anche dopo 2 o 3 anni, allora è il caso di dargliela su e capire che hai perso tempo (denaro no, quello l'ha perso tuo padre)

11) (che riassume i precedenti) (e tanto non dobbiamo finire su LeDieci) (e poi se fai una startup "devi seguire le regole per rompere le regole") (???): se hai un'idea, un progetto serio, competenze, voglia di lavorare, ecc allora puoi cercare lavoro come dipendente, come libero professionistà, o aprire una nuova attività/società... oppure pensare alla startup. E starne lontano.
Se non hai voglia di fare un cazzo, non hai competenze, non hai idee chiare, e hai qualcuno pronto a mantenerti... allora non c'è bisogno di aprire una startup, molto probabilmente ne stai già facendo parte. Scappa dall'Italia, finchè sei in tempo... esporta la tua crisi personale altrove: il made in Italy del nostro disagio tira sempre.


"Con il termine startup si identifica l'operazione e il periodo durante il quale si avvia un'impresa." (fonte: Wikipedia)


NDR: I punti pari sono stati gentilmente forniti da Sorio.