venerdì 29 dicembre 2006

2006: è tempo di bilanci

Eccoci arrivati alla fine di questo anno… che dire?
Beh senza dubbio un anno davvero ricco di avvenimenti e situazioni, e momenti, e tanto altro ancora… è stato l’anno del Risveglio, dell’Italia campione del mondo, ma anche degli Strokes e degli Arctic Monkeys… anche un po’ dei Muse… e poi l’anno di 9 esami (potevo darne di più), l’anno di una campagna elettorale persa (ma comunque una bella esperienza arricchente), l’anno di grandi amicizie perse e poi recuperate, l’anno di donne perse, ritrovate, scomparse, apparse, comparse, perse del tutto, l’anno di due spettacoli con Penzale, l’anno di amicizie nuove e vecchie, l’anno della Fenice, l’anno del presunto ritorno degli Alpha Alpha (almeno al lavoro), l’anno dell’addio al catechismo delle medie… e poi che altro dire? Ah si, anche l’anno del tumore (benigno), dell’intervento di asportazione, della relativa tricotomia, del ritorno alla corsa… di qualche nadra ben dosata… del ritorno ai pomodori di XII morelli… e di tante altre cose…

Quando si è adolescenti non ha troppo senso paragonare un anno all’altro, si è in continua crescita… dai 19 in poi ci si sente stabilizzati, e allora fare i confronti inizia ad avere davvero senso: e credo che questo 2006 sia stato migliore del 2005. Non so dire se la definizione giusta sia "migliore" o "più bello"… questo 2006 ha avuto momenti davvero brutti, infelici, tristi e orridi… tuttavia, nella somma di esperienze, è stato sicuramente più ricco. Ecco, forse è questa la definizione giusta: "più ricco". Più ricco di esperienze, e sicuramente più utile per la mia crescita. Un po’ come il 2002… anche il 2003… anche il 2004… si, forse il 2005, paradossalmente, non è stato tutto questo gran anno. Felice comunque di averlo vissuto in quel modo.
E’ inutile: credo ci sia ancora qualcosa in qualche posto che mi sta aspettando. Non so se la raggiungerò, forse un giorno smetteremo di aspettarci e non avremo più la necessità l’uno dell’altro. Ma io credo che quella birra, in quel tavolo di Edinburgo, per adesso sia ancora li ad aspettarmi.
Senza sgasarsi, tra l’altro.



sabato 23 dicembre 2006

Pagellone dal XII Morelli

Pagellone dalla megafesta di laurea di Diago, Orsi e ValeBrilli – 22dic06@XIImorelli

Voto 10 a Atti Senior. Cacchio sembrava la mia festa di laurea! C’era tutta la famiglia… scopre il giocattolo della macchina digitale e inizia a fare foto a tutti e per tutti. A gratis. Un fotografo sociale! Quando poi scatta le foto "Eugenia-ElisaGilli-Sacchi" (sottotitolata passato presente futuro)… ma i suoi li raggiunge senza macchina! Si mette a parlare con Bagnani di quando io gli darò dei nipotini (EHN? …"mica vorrai rimanere incinta di Atti!" …mavv… va… asd) e ci prova con la Marga! Orgoglioso di questa famiglia, orgoglioso di questo capofamiglia! Immenso.
Voto 9 a AA. Il Babbo Natale AA si prodiga tra alcolici, distribuisce merde a tutti, spaccia rum & merda analcolica a caso per rum & fruit alla pera, mischia gin e sambuca in cocktail imbevibili, e diventa grande protagonista. Dalla Fondazione Zanandrea per Natale in Decibel, con il vin brulè, alla festa evento di fine 2006 a XII Morelli. Babbo AA Tour. Lo vorrei così anche alla mia festa di laurea. Spettacolare.
Voto 8 a Orsi. Dispensa frasi che sembrano canzoni di Elisa e Ligabue, sbocca tipo 7 volte, ti guarda che sembra Paperino, e perla delle perle, "Grazie a tutti, vi voglio bene e amo la mia donna!". Impagabile.
Voto 7 a Diago. Rispetta la parola data, si imbariaga, sbocca, tutto con onestà e giustezza. Il tutto con un sorrisone stampato in faccia… alla fine pulisce anche… "butta via tutto… butta via tutto… e domani mattina… domani mattina viene qua Orsi, zio can!" E siamo 6-6… o 7-7… non ricordo… comunque, pareggio. Una garanzia. Affidabile.
Voto 6 alla ValeBrilli. Beh ci vuole anche lei no… era anche la sua festa! Magari vagamente in secondo piano, ma tiene testa ad altri mostri sacri. Insostituibile in fase di appoggio organizzativo finale e soprattutto nella fase pulizia-sbaracco. Importante.
Voto 5 a Saccolo. Inizia bene con una perla alla Massimo Coppola, poi si spegne un po’ tirando carne ai spistolatori musicali… si risolleva con la battuta finale "Oh… c’è Trisby che ci prova con una negra… quindi… Atti sei come Trisby!" ma non basta per la sufficienza. Sottotono.
Voto 4 alla "stronzetta". Beh… bene! Ho anche scoperto da chi si fa bumbare… e sono contento. Bene, buona… Controllata.
Voto 3 a Silvestri. Solo per come ci ha accolto in casa sua: maglietta bianca, pantaloni grigi e basetta lunga. Sembrava Johnny Cash… per fortuna che poi si è cambiato… Storico.
Voto 2 al rum des Antilles. Il rum delle Antille è sempre una garanzia… di merda. Provo di fare un coca rum per podda e per me, io rinuncio al primo sorso. Lui invece cerca di correggerlo: si, con altro rum. Contento lui… Imbevibile.
Voto 1 a chi non c’era. Eh amici, chi ieri sera non c’era s’è perso una signora festa. Certo, se non siete stati invitati non ve ne si può certo fare una colpa… ma se eravate invitati… ah! Ignoranti.
Voto 0 a tutti gli spistolatori musicali. Toccano iTunes e il mixer senza sapere cosa siano, e stoppano bellissime canzoni come quelle degli Arctic Monkeys. Ma come vi permettete! C’è gente che si è fatta un mazzo tanto per fare la playlist… e poi ci stava tutta. No no, alla mia festa ci sarà un DJ, e voi non avrete ne poteri ne diritti. Indegni.

E un ringraziamento a tutti quelli che hanno contribuito a donarci una bella serata di socialità!


venerdì 22 dicembre 2006

All I want 4 Xmas…

Boh… mica voglio sminuire chi ci crede, o dargli contro. Per una volta non do contro nessuno… e dico solo mia. Per una volta con umiltà.
Eh niente, è che a me il Natale… :-|
Cioè per carità, non voglio fare il solito post moralista che il vero del Natale è Gesù che nasce e bla bla bla bla bla… insomma, stamattina la Karima mi fa "vuoi che venga Lunedì? perché ho visto su calendario festa… io niente festa… per me no festa…"
Si insomma, lei è musulmana, è in nero, per lei cambia poco… poi c’ho pensato, a parte che mi dispiaceva per lei, perché insomma magari i figli occidentalizzandi sono a casa da scuola, suo marito che è in regola pure, dai le ho detto di non venire… dai magari si farà un giro per cento, con tutte le luci… il natale è bello anche da musulmani dai… che poi alla fine è un favore fino a un certo punto, perché appunto se lei sta a casa, essendo in nero, non lavora e non guadagna.
Che poi ho pensato pure a mio padre… insomma è Natale, lui sta in casa, e metti che arrivano i parenti (anche senza metti… arrivano sicuro…) e allora non era bello che mentre arriva sta gente incartolata con i regali sta qua ti sbatte l’aspirapolvere sulle scarpe eleganti nuove spianate giusto la sera prima della vigilia…
Perché sia chiaro: io il pomeriggio di Natale sono in fuga perenne da casa mia da almeno 5 anni, un po’ come i colombiani al giro d’Italia, che alla prima salita vanno in fuga. E vengono ripresi subito. E infatti io alla sera poi torno a casa per cena.
I colombiani vincono la maglia verde degli scalatori, io vinco un pomeriggio senza parenti. E non è poco.

Ma torniamo al punto. A me il Natale non piace. Da piccolo si mi piaceva… dai, fino a qualche anno fa. Poi ho smesso di fare il presepe e l’albero… cioè, l’albero c’è, lo fa mio fratello. A parte il 2001, anno in cui per un motivo o l’altro si è saltato anche l’albero.
Ma non mi piace più tutta questa atmosfera pseudopatetica… tutti a correre dietro per i regali… tutti a correre dietro per il cenone con i parenti… e le luci… e le canzoncine di natale…
Si si, che poi l’albero, il cenone, la veglia, il cristianesimo, e poi alla prima stronzata che… ma lasciamo perdere.
Torno a me: no, tutto questo non mi piace più. Ho proprio voglia di partire di casa il 23 dicembre e tornare il 7 gennaio. Niente regali, niente cene, niente parenti.
Cioè poi sono cristiano cattolico praticante, non dico un buon cristiano perché quello non credo di esserlo, però insomma cerco di fare del mio meglio, con volontà e impegno variabile, come in tutte le mie cose. E quindi so che in realtà dovrei pensare a Gesù bambino che si fa uomo e bla bla bla…
Ma sinceramente non mi viene da pensarci proprio. Io credo che anche Giulio sarebbe d’accordo con me…
Caro Babbo Natale, ormai quest’anno è andato… ma per il Natale 2007, facciamo così: non facciamolo. Dai, non muore nessuno, al massimo per un anno "non nasce" Gesù. Al massimo ne faremo nascere due l’anno dopo, dai. Magari Dan Brown ci fa pure un bel libro.
Dai, anche nel 2001 hanno saltato l’MTV day. (forse per quello poi ho saltato l’albero… vedi le influenze dell’11 settembre? forse era troppo alto e avevo paura ci sbattesse contro un aereo…)Eh? Ti ho convinto? Dai dai dai… magari facciamo vacanza lo stesso, il 25, e anche il 26, così per dare un po’ di relax. E poi capodanno si festeggia lo stesso… dai, possiamo festeggiare pure la befana, ti concedo anche quella.
Ma dai per un anno basta con il Natale… magari mi torna la voglia. Chissà.



martedì 19 dicembre 2006

Giulio live @ Malpensa (special guest: Valentina Pozzato)

XX Freddembre 200X
Minchia…che serata del cazzo. Giulio è li, con i suoi pochi amici, nessun amici, e senza Panino. Eh no manca il suo personalissimo Panino, ovvero Bisaccia, ma a dir la verità non c’è quasi mai.
E’ li, questa noto capoluogo della regione, dove si sta compiendo un maldestro tentativo di sprovincializzazione, che sta riuscendo malissimo. Il locale in cui si trovano è uno di quei posti alla moda, quei disco-bar da aperitivo con la musica alta… dio quanto li odia Giulio quei posti. L’arredamento è di quello che farebbe rivoltare Clay Regazzoni nella tomba, per quanto debba ancora essere sepolto, per quanto stia in carrozzina, e per quanto soprattutto sia ancora vivo.
Ma va di moda: e tant’è, e va bene così, senza parole. O forse le parole ci sono e Giulio prova anche di dirlo a voce alta… ma niente, tutto coperto da un terribile CD registrato live in una discoteca vicino a Malpensa 2000. Diomio, già una discoteca vicino a un aereoporto, ma vabbè, magari è per risolvere la questione parcheggi e casino notturno, cose che vanno a nozze con gli aereoporti. Magari in se e per sè l’idea è carina, ma diomio, se ci sbatti dentro un vocalist frocio a gridare cazzate per 80minuti80 (e dio benedica che il signor Sony non ha voluto creare da subito formati digitali da 90minuti, sennò sarebbero stati altri 10 minuti di agonia…)Giulio non è che ce l’ha con i froci: ce l’ha con i vocalist sfigati che gridano cazzate sopra la musica, che già di suo è dell’house dimmerda… se poi ci vai anche a gridare sopra cazzate di continuo… se ti piace il cazzo nessun problema: ma non venire a farmi i gridolini in disco che ho pagato so quanti euro di benzina per arrivare qua in macchina, so quanti euro per entrare, so quanti per bere, e tutto per niente perché la tipa non me la darà…
Beh almeno Giulio non è a Malpensa 2000 in discoteca, ma è li nel capoluogo della regione… che forse a pensarci bene è pure peggio. Si è preso da bere una onesta birra ad un onesto prezzo. Però c’è un caldo incredibile, la musica è troppo alta, e anzi viene pure alzata di volume. Tutti eventi che sono un toccasana per Giulio. Bello "toccasana", Giulio non lo sentiva da mesi.
Giulio ha poca voglia di parlare con i suoi vicini di tavolo, gli altri sono troppo lontani e non ha voglia di alzarsi, per guardare scollature che non ci sono, o per fare conversazioni da treno sul niente che ti lasciano in bocca solo la certezza di aver fatto bene a non intraprendere certe relazioni.
Sullo sfondo, il panorama terribile di trentenni malvestiti o infighettati, con facce che lasciano trasparire chiaramente passati di alcol e droghe varie, a ballicchiare vagamente a tempo con in mano bicchieri, nel tentativo più o meno efficace di portarsi a letto altre trentenni sciupate, dell’usato poco sicuro, con 200mila km di cazzi alle spalle (inteso proprio come cazzi presi da dietro). Un po’ come certe Mercedes 190 classe E, quelle fine anni 80 primi anni 90, le macchine ufficiali degli zingari e dei terroni.
E proprio come quelle macchine, negli autosaloni, vengono vendute a 500 euro con tanto di cartelli in mostra "aria condizionata" o "chiusura centralizzata", queste puttanazze sciupatissime mettono in mostra le tette, il culo, le gambe, insomma a seconda di quel che hanno di salvabile mettono un po’ in mostra il loro meglio, consapevoli che ormai hanno passato il meglio dei loro anni e ora tutto quello che rimane loro è sperare in un disperato del sesso opposto come loro, giusto per passare una notte a dimenticarsi dei veri problemi, tra sesso, droga e… no, niente rock ‘n roll: stavolta house. Ecco il vero problema: una volta si ascoltava il rock. Ora la house. O al massimo Craig David.
E Giulio guarda queste scene, e gli fa tutto veramente pena, e pensa "dio mio se divento così sparatemi alle gambe". E poi alza gli occhi, c’è una partita di football americano. Mamma mia che pantaloni da froci che hanno! Ah, servono per non farsi trattenere dagli avversari…sono attilati per quello… ‘va se corrono veloci… Giulio pensa che per un attimo vorrebbe essere come loro per correre via da tutto quello schifo.
C’è solo una persona che potrebbe salvargli quella serata: e non gliela salverà, ovviamente. Giulio già lo sa.
Vi ricordate quella ragazza che viveva nel LA MAGIONE? Si, la figlia della donna membra della loggia massonica dei cinque tagli? /////
Ecco, quella ragazza si chiama Valentina Pozzato. (ecco, siccome Diago è stato contattato da Filippo Gigante, vorrei anch’io che chiunque si chiami Valentina Pozzato si faccia sentire…)
Ecco, lei. Quella che alla fine di quella sera aveva cambiato il mondo. Ecco, è lei.
Ognuno ha il suo Panino, e ognuno ha la sua Betsy. Cioè quella che potrebbe farti perdere la testa in ogni momento con un solo sguardo, quella che ti sei dovuto lasciare alle spalle a fatica ma e chissà se ce la farai mai del tutto, quella che tu avevi preso una decisione e lei un’altra.
La Betsy di Giulio si chiama Valentina Pozzato. E quella sera, Valentina Pozzato, non entrerà in quel discopub. Giulio già lo sa. Ed è per questo che se ne sta li, solo, con lo sguardo sul perizoma della trentenne di fronte, ad aspettare che finisca la serata. Che tristezza.


lunedì 18 dicembre 2006

Quando...

Quando ascolti la radio e passa una bella canzone che non sentivi da tanto tempo.

Ma anche quando ascolti i tuoi mp3 e la bella canzone te la passa Partymix di iTunes, e l’effetto è lo stesso.

Quando dopo una bella serata torni a casa, ti apri una birra e ti guardi uno speciale dei Subsonica.

Quando sei stanco, ti fai una doccia calda, ti siedi e ti riposi.

Quando ti svegli al tuo orario, fai colazione con calma, ti lavi e ti vesti.

Ma anche quando ti svegli agli orari degli altri, fai colazione con caffè caldo che ti scotta la lingua, pochi biscotti, ti metti gli occhiali da sole, esci fuori intorpidito e guardi il freddo sole invernale.

Quando dopo una giornata distruttiva vai a letto e sai che il giorno dopo puoi riposarti.

Quando ricominci a correre passo dopo passo dopo mesi che eri fermo.

Quando esci per la prima volta con una ragazza dopo una storia che non è andata.

Quando in una serata incontri tanti amici che non vedevi da un sacco di tempo e ti fermi a parlare con tutti.

Quando dopo giorni di pioggia e freddo viene fuori il sole in mezzo al cielo sereno.

Quando sei mezzo ubriaco e puoi chiudere gli occhi e ballare da solo in mezzo alla gente.

Quando le sere d’estate ti metti una maglietta, un paio di jeans, il gel in testa, ed esci fuori.

Quando guidi da solo o sei in casa da solo e ti metti su un bel CD.

…niente, è che mi era tornato in mente "Esco a fare due passi" di Fabio Volo, dove il protagonista, che credo si chiamasse Nico ma non sono sicuro, dice che aveva iniziato a scrivere una lista dei motivi per i quali vale la pena vivere. Non credo scriverò mai una lista del genere, o forse un giorno inizierò ma a modo mio, comunque questi sono alcuni motivi per i quali secondo me non dico valga la pena vivere, ma perlomeno se già devi vivere, vale la pena di provarli. Almeno, a mio modesto parere (che peraltro condivido).


giovedì 14 dicembre 2006

Rosario Cannoletta, un supereroe in bicicletta!

Era un giorno di Maggio, e stavo verniciando di verde il mio cancello. "Strano!" dirà qualcuno. In realtà è proprio strano, ed è per questo che ci ho messo 14 mesi per fare un lavoro in cui ne sarebbe bastato uno solo… beh in tutto però ci sono volute 90 ore di lavoro! Mica cazzi.
Vabbè verniciavo sto cancello, felice e allegro di dare un senso alla mia vita e guadagnare qualche soldino (e anche di eliminare quell’orrendo tricolore venutosi a creare tra le parti nuove già verdi, quelle vecchie bianche e quelle a metà color rosso antiruggine) e mi si avvicinò un distinto signore in giacca, cravatta e bicicletta. Sulla 50ina andante. Con gli occhiali. O senza, non ricordo, ma sono dettagli, non ha importanza.
Mi si avvicina e mi chiede. "Scusi, dov’è via Boito?"
"Prosegue lungo questa via, e in fondo svolta a destra ed è in via Boito."
"Ah… grazie… ma è questa la zona degli allagamenti, no?"
"Si è questa… via Donizetti, via Boito… in queste vie del Penzale ogni volta che piove molto siamo sempre sott’acqua."
"Ah… va bene… grazie!"
E continuai a verniciare il mio cancello ignaro di tutto.


Nel mentre si svolgeva la campagna elettorale per le Amministrative di Cento, e io venni "assunto" come "segretario" dell’ufficio elettorale di ApC e IdeaGiovane. Un giorno arrivò una donna, sulla 60ina, anch’ella in bicicletta.
Io in blu scuro, la donna in nero…


"Salve! Posso lasciarle un volantino?"
"Certo! Sono venuta per questo…"
"Allora se vuole le lascio anche dei gadget… e anche i depliant di ApC e IdeaGiovane…"
"Si si grazie… no ma volevo chiedere… per le fogne?"
"Scusi?"
"Mah si… per le fogne… cosa fate? Perché qua siamo sempre sott’acqua… sa io sono di via Boito…"
"Guardi: conosco benissimo il problema perché sono di via Donizetti…"
"Ecco… e che cosa fate allora?"
"Beh, nel programma sono previsti interventi per la manutenzione e il potenziamento di tutta la rete fognaria di tutta Cento…"
"Si ma… nel concreto?"
"Nel concreto non posso dirle quando e quali fogne verranno ripristinate e ingrandite… sono questioni tecniche che spettano agli esperti competenti nel settore… inoltre non è possibile fare dei piani così dettagliati prima di essere eletti, bisogna avere l’approvazione della Giunta, guardare il bilancio… in campagna elettorale si fanno dei piani, dei progetti, ma vengono attualizzati e concretizzati quando si viene eletti…""No perché io ho parlato con Cannoletta…""Scusi… chi è?""Eh… è quello di… mah si… è il candidato di… non mi ricordo che simbolo era… la Margherita? O i DS? Boh… no però lui è venuto a parlare proprio da me a casa mia… e mi ha detto proprio che loro… con Orlandini… loro rifanno proprio tutte le fogne… proprio mi ha già fatto vedere proprio i progetti per via Boito…"
"Ah… deve essersi spiegato molto bene se lei non si ricorda neanche di che lista eh…""Come scusi?"
"No niente… dicevo, non è possibile fare piani precisi prima di essere eletti! Ogni progetto deve ottenere l’approvazione della Giunta prima…""Beh lui li ha già fatti lo stesso. Eh ma sa io avevo votato la Bregoli ma sono 5 anni che mi entra l’acqua in casa…""Guardi, anche a me sono 5 anni che entra l’acqua in casa, so benissimo cosa vuol dire. Tuttavia, se sono qua a fare campagna elettorale per lei è perché nemmeno io sono rimasto soddisfatto del tutto, e ho deciso di impegnarmi per cambiarle: e credo che con lei le cose possiano cambiare davvero un po’, che possano migliorare… certo ci vorrà del tempo, ma io ho fiducia…""Eh mi dispiace ma io stavolta voto per lui… per Cannoletta…"
"Cioè per Orlandini… Ma si ricorda almeno di che lista è questo Cannoletta?"
"Eh… boh? I DS… la Margherita… beh io scrivo Cannoletta poi va bene lo stesso no?"
"Ehm… si… si… non so… non credo… vabbè io le ho lasciato lo stesso i volantini… poi veda lei… buongiorno!"
"Buongiorno!"


Qualche settimana fa aprii un giornale locale, il CentOggi, notoriamente di stampo sinistreo, e lessi la notizia che Rosario Cannoletta aveva fondato un comitato di cittadini centesi alluvionati.
E’ lui! E’ Rosario Cannoletta, il nostro supereroe in bicicletta! Ci salverà lui dalle alluvioni! Ci caricherà sul suo possente cannone, e con la sua supercravatta ripulirà tutte le fogne dalle foglie di ApC… e con i super poteri dei suoi occhiali laser (che forse non ha) costruirà nuove vasche di espansione…
ROSARIO CANNOLETTA: UN SUPEREROE IN BICICLETTA!


mercoledì 6 dicembre 2006

I love Bennet

Un post corto che piace a Saccolo…
Oggi sono stato al Bennet. Entro, e cosa mi perviene alle mie orecchie. "A Long December" dei Counting Crows.
I love Bennet. Sono cose che non è che ti cambiano una giornata, te ne cambiano due.
Compro le mie cose, sto per uscire… ed ecco "Yellow" dei Coldplay. Che se dovessi dire una che è la mia canzone preferita direi quella. Cosa fai… vuoi uscire proprio adesso che il Bennet t’ha messo su Yellow?
Eh no… sono rimasto dentro a fare il giro di tutte le vetrine del centro commerciale "Guercino". Tutte. Anche quelle dei vestiti da donna e dei viaggi. Ah ma per Yellow questo e altro.

I love Bennet…


martedì 5 dicembre 2006

La messa di mezzanotte a Natale & varie altre disfunzioni

…venere non ritorna. MAI. quindi è inutile anche solo farsi venire certi pensieri.
che tanto non tornerebbe indietro nessuno. che tanto qui corrono tutti: se ti senti inseguito dai fantasmi del passato, sei solo tu che stai correndo troppo piano.
e poi io non credo ai fantasmi.
Credo nelle rovesciate di Ganz, e nei riff di Matthew Bellamy…
Credo che prima di mettere la testa a posto, forse bisogna metterla storta. Ma forse è anche vero che mettere la testa storta, se sai già che è una cosa sbagliata, forse non ti porta da nessuna parte.
Certo è che anche il mio letto non mi porta da nessuna parte: però ci salgo sopra ogni sera.
Che paragoni del cazzo. Però mi piaceva, lo lascio.
Sto alternando maiuscole e minuscole, sto proprio utilizzando una licenza poetica che non ho e non potrei/non vorrei/non dovrei usare, ma ci sta bene e lo faccio.
poi dicono che dovrei farci un libro, lo so e lo farò, ma il bello del blog è questa editorialità fai da te e "easy publishing". cioè scrivo una stronzata, e oppalà già la leggono tutti.
un po’ come quando esci con una, neanche il tempo di tornare a casa e già "ci sei insieme". eh ma è il 21° secolo, va tutto così veloce…
…eppure ci sono cose che non passano mai, tipo la messa di mezzanotte a Natale. diomio che calvario. poi sei li, accaldato perché la chiesa è stipata di cristiani da minimo sindacale (quelli di natale&pasqua per tradizione), hai mangiato come un maiale, hai anche bevuto, ci sono tutte queste luci e queste candele, ci sono questi cori… è quasi un trip di sofferenza. però che palle la corale di penzale. bravi eh, ma diomio… dai andate a cantare da un’altra parte. perfavore. io volevo solo andare a messa.
ecco.
ma cosa c’entra tutto questo?
sai che non lo so?
mi stavo chiedendo: riuscirò a imparare dai miei errori? o ciclicamente compio gli stessi percorsi? riuscirò a imparare a non cadere nelle stesse cose? o vado sempre a ricercarmi le stesse situazioni?
sto davvero crescendo oppure no? mi merito un posto sicuro in cui vivere o "non ne sono degno", nel senso che non sono "la brava persona" che sembra che io sia (o che io faccia finta di essere)?
quanto sono border-line da 1 a 10?
dove devo stare?
quanto devo condividere con le persone con cui vivo (in senso lato e in senso alato e in senso a lato)?
riuscirò a darmi un ritmo/uno stile necessario per una certa vita? sarò mai in grado di vivere quello che devo vivere?
qual’è la mia vita?
ecco. eccomi in un "momento soriani". una volta (una settimana fa) avrei detto "eh ma è novembre". ora novembre non è più… sarà sto tempo di merda che lentamente mi uccide dentro. sarà.
certo che a londra è anche peggio. ma almeno è una città più viva di questa. che anche questa poi è una città viva, se la si sa vivere. non è che perché ci sei nato il tuo posto è una merda. diciamolo. smettiamo di dover credere che andarsene dalla propria città natale è per forza figo. può essere necessario, può essere bello, però smontiamo anche questo luogo comune del cazzo.
cento è una bella città, tiè. e smettiamo di dire che i centesi sono stronzi fighetti con la puzza sotto il naso. i centesi sono come tutti gli altri, alla fine, ci sono gli stronzi, i fighetti, quelli con la puzza sotto il naso, ok, forse sono anche la maggioranza della popolazione, può essere. ma non sono tutti così.
certo è che a cento c’è una mentalità ancora paesana,ma collocata in una piccola città. ovvero: non siamo il piccolo paese dove te ne devi andare per forza, perché qui, alla faccia di chi va di continuo a bologna, c’è già tutto (o quasi, a parte il rivenditore ticketone, il centro fastweb, il centro telecom, e altre cosine similari).
però c’è la mentalità paesana dove ovunque ti giri hai incollato sulla schiena il tuo userID con tanto di genitori, storia, rendimento scolastico, exragazze, compagnie con cui sei uscito, ecc. ecc.
e quello non te lo scrolli: allora o te lo costruisci bene, o cerchi di correggerlo. ma sono cose lunghe e impegnative… chi non ci riesce/chi non ha voglia di impegnarsi in questo allora fuga via verso altri lidi, senza maiscuola.
certo, a volte per ti vengono attaccate addosso delle etichette pesanti o false, e allora è normale "arrendersi". bisogna valutare caso per caso.

mi mancano alcune persone, lo so, è normale. ma venere non ritorna. MAI.
"I miss you, I guess that I should… 3500 miles away, but what would you change if you could?"
Niente. Non cambierei proprio niente di tutto quello che ho fatto.

poi a volte le cose non si mettono come vorresti, perché non si vive a compartimenti stagni, e non riesci a vivere di pippoinzaghismo. perché il pippoinzaghismo richiede una forma costante, che a volte non hai. e il pippoinzaghismo stesso contempla il fallimento. perché può succedere.
poi è vero che l’uomo non deve ricercare la perfezione: nel senso che la deve cercare si, ma non deve aspettarsi di trovarla. è un tendere alla perfezione. e qui ringrazio Giovanni Padovani, mitico e storico prof di Filosofia, che prima di tutto mi ha insegnato a pensare un po’ di più e un po’ meglio di quanto non avessi fatto nei miei 16 anni precedenti.
ringrazio anche Orsi per avermi fatto pensare a questa cosa che era nata dal mio post precedente.
che ci fosse Giulio direbbe: "va beh, ma nel pratico della bumbata della prima volta, la perfezione non puoi averla, quindi tendici pure, anzi, è un bene che tu ci tenda alla perfezione… ma se devi stare ad aspettare di trovarla non bumbi più!"
a volte Giulio è anche una persona seria, nel suo essere Giulio.
e io invece che non sono Giulio, potrei dire citando i Bluvertigo: "la perfezione è un’utopia: ed è per questo che va ricercata".
va ricercata, ma non aspettarti di trovarla su questa terra.

una volta, eravamo ubriachi e minorenni in gita a Salisburgo, e nacque un altergo abbastanza serio sulla differenza tra i termini "cercare" e "trovare". qualcuno sosteneva che fossero sinonimi, io invece ero convinto (e lo sono tutt’ora) che mentre "cercare" indichi un’azione con esito incerto, ancora sconosciuto, "trovare" indica un’azione già con esito che tende al positivo. poi è vero che possono essere usati anche come sinonimi, ma vabè, l’italiano è piuttosto versatile.
sto ascoltando in sottofondo "august and everything after". un album del genere in sottofondo è come usare la birra Du Demon per cuocerci i wurstel. ciao la Du Demon! saranno anni che non ne bevo. sarà da quando ero minorenne, forse.
bei tempi quelli… c’erano meno pensieri: oppure, ce n’erano lo stesso tanto e a loro modo altrettanto seri, eppure c’erano meno problemi. ecco, è questa la differenza: ci sembrava avessimo tanti problemi e in realtà ne avevamo un tot meno di quelli che adesso. ogni cosa che guadagni è una cosa da gestire.
certo, tutto questo se vuoi vivere davvero. perché se ti accontenti di vivere con l’autofreno e il cambio automatico, e magari anche le righine tratteggiate per terra, come in GP-GP2-GP3-GP4, allora forse non cambia molto. ma allora te non stai vivendo, bell’uomo.

boh e poi ci sarebbe tanto altro da dire, a questo punto sacchi non starà più leggendo, e si lamenterà dei miei post sproloqui troppo lunghi. ma se sta leggendo fino a qua si meriterebbe un premio: tipo che io andassi con lui a Milano per gli incubus… si ma fino a Milano… e poi 30 euro… dai, che si accontenti dei verdena all’estragon. E poi sto già ascoltando "il suicidio del samurai".
inevitabilmente BLOGORROIC: un modo inutile per passarsi il tempo invece che studiare.


domenica 26 novembre 2006

Giulio e LA MAGIONE

13 Aprile 2006
Immerso in una bellissima ed enorme vallata, ricoperte di nebbie, coscie e zanzare e locali a cui dai del tu, c’era appunto un locale a cui qualcuno dava del tu. Giulio, tuttavia, no. Eh ammisci… a Giulio quel posto non è che poi piacesse troppo. Sai, era uno di quei pub in pò scazzati nel loro contesto, con la musica alta.
Diomio quanto mi stanno sul cazzo i pub con la musica alta. Porcatroia, se voglio ballare o ascoltare musica sto a casa mia con i miei 16giga di mp3 e 400 CD, oppure mi metto un iPod nelle orecchie, o vado in un discopub. In un pub vorrei poter parlare con quello che ho di fianco senza parlare o perdere l’udito.
Va beh, Giulio la pensa uguale, ma quella sera è un po’ stanco
(cambio di tempo verbale, passato dal passato prossimo al presente, questo serve per coinvolgere maggiormente il lettore.
no, in realtà lo faccio perché mi va di usare il tempo verbale che mi tira senza farci troppa attenzione, quindi c’è caso che ritorni al passato anche.)
Si, Giulio era proprio stanco. Era stata l’ennesima lunga giornata bella ma pesante, difficile, nel quale ti svegli che le cose sono in un certo modo, si modificano, cambiano completamente, e poi quando vai a letto sono le stesse di prima. Con lo stomaco sottosopra. Si, come l’album degli Straylight Run. Titolo? Straylight Run, è il primo, si chiama uguale.
E Giulio è li, con dei suoi amici, che non sono però nè amici nè nemici. Sono pochi: se fossero molti, sarebbe molti amici, molti nemici, e anche Panino.
Ognuno ha il proprio personalissimo Panino, cioè l’amico Jolly che non c’entra un cazzo da nessuna parte ma ci sta bene in tutte le situazioni. Il mio personalissimo Panino è Bisaccia, ad esempio. Anche il Panino di Giulio, è Bisaccia.
(iniziamo ad avere troppe cose in comune io e sto Giulio.)Il Panino degli 87 è Ga. La Piadina di Orsi è cotto-fontina-cremadifunghi.
Ma Panino manca, manca quindi Bisaccia, manca Ga, manca Orsi (Giulio poi neanche li conosce Ga e Orsi). E ci sono sti qua, che parlano delle loro cose, che ridono, mangiano e bevono, magari parlano anche del Bologna. E’ "Palle Vaganti", praticamente. Con la musica che copre le parole, però. Tra l’altro, musica del cazzo, un po’.
Ma Giulio non è come loro, non è come l’oro, non come è l’argento, non è come la gente. L’altra, gente. Lui sta un po’ li, beve e non beve, mangia e non mangia, ride e non ride, parla e non parla. E del Bologna proprio gliene frega poco. Tanto finisce che si parla sempre e solo di Bellucci. Anzi, Belucci.
E allora manda messaggi con il cellulare. Ma non a caso, non è che Giulio si sveglia la mattina e fa "oh! mando messaggi a caso con il cellulare!". Giulio li manda perché li deve mandare. Uno di questi viene inviato in un posto molto particolare…

Seguiamo il viaggio del messaggino, immaginandoti che non passi per nessuna centrale: si alza, esce dal locale (mandando a fanculo la musica alta, il Bologna e pure Belucci) e si libra in volo. Che freddo, che nebbia. Dove cazzo devo andare? (qui la narrazione entra in prima persona sempre per gli stessi motivi di prima: ufficialmente per avvicinare il lettore… blablabla… in realtà perché mi tira il culo).
Ah si, devo in nella magione. Nella magione. NELLA MAGIONE. :-O


LA MAGIONE

Allora sto messaggino vola vola, rischia di spataccarsi contro due o tre piccioni, sfiora i cavi dell’alta tensione tre-quattro volte (e 12mila volt) e finalmente, in un territorio inarrivabile dall’uomo, eccola: la magione. LA MAGIONE.
Oddio! Già per entrare nella magione, per chi non vola, c’è un viale alberato lungo 4 km. Una volta hanno diviso la strada in due corsie, andata e ritorno, e ci hanno fatto il cronoprologo del Tour. E credo abbia vinto Paolo Savoldelli.
Però il messaggino vola e va oltre il viale…arriva al cancello. Il cancello è tipo quelli della FAAC, ma al posto del leone c’è un cerbero a tre teste, e il marone non è tanto che se ti prende e ti da un morso te ne da tre, il marone grosso è che abbaia il triplo. E’ un triplorompicoglioni.
Poi, se dopo aver suonato al campanello, quelle del centralino ti fanno entrare, esce fuori una nonna cinese di 147 anni che con un solo dito indica al cerbero di rientrare nella sua gabbia. Si, il cerbero ha una gabbia, ogni tanto vengono quelli di MTV, o quelli dell’isola dei famosi, e ci girano della roba… la struttura dello show è sempre la stessa: buttano dentro un pirla che deve stare attento a non farsi sbranare. Si narra che gli unici usciti vivi siano stati Ciccio Graziani e l’Elena Rossi.
Ma va beh, se ti aprono il cancello (e quindi la nonnina cinese t’aveva già mandato il cerbero in gabbia) dopo puoi entrare. Se sei in macchina c’è pure il posteggiatore. E’ un simpatico giovine. Però se vuoi puoi anche parcheggiarla da solo, vedi te. Sulla destra c’è la corsia dei box, a volte c’è un po’ di casino perché fanno delle prove private. Si, ovviamente se imbocchi la corsia dei box dopo esci direttamente in pista ad Imola. Questo non vuol dire che LA MAGIONE sia ad Imola. Vuol dire quello che ho detto: se esci dalla corsia dei box ti ritrovi in pista nell’ "Enzo & Dino Ferrari".
Va beh, comunque se poi metti giù la macchina o sei a piedi puoi entrare. All’ingresso c’è la sentinella. E’ un soldato tedesco ibernato nel ’45 durante la ritirata dei crucchi, che è stato scongelato solo l’anno scorso. Devi dire la parola d’ordine. In realtà puoi dire quello che ti pare che ti fanno entrare comunque. Diciamo che è stato messo li solo per fare scena.
Appena entri, devi stare attento, non sai mai in cosa ti ritrovi. Una volta nel corridoio-ingresso-salone (si perché è uno spaziounico modificabile tipo la pandurera) avevano organizzato i Mondiali di Spazzolone. C’erano tutte le tribune, gli spogliatoi, la cabina di commento… si si era proprio una bella cosa.
Comunque a volte capita che non c’è niente, e ti puoi avviare verso il luogo che ti interessa. Se devi andare in salotto o in cucina, fai presto, ci metti appena un minuto a piedi. Se devi andare alle scale… eh li te ne vogliono almeno 10. Infatti ci sono sempre un paio di bici di servizio, per fare prima, tutte belle nuove e tenute bene (ma con sempre le ruote sgonfie).
Le scale poi sono maestose a dire poco. 8547 gradini ad assetto variabile, senza rampa per disabili. Le vallette di Sanremo a gennaio fanno sempre una settimana di ritiro li per allenarsi.
E poi dopo se sali c’è tutto il resto ma vabbé, LA MAGIONE è un posto segreto e non si può dire tutto.
Una cosa che si può dire è che LA MAGIONE è una delle sede distaccate della loggia massonica dei cinque tagli. /////
E infatti ci vive, abita e decide il mondo, un membro importante. Donna. :-O
Va beh, non commentiamo, sappiamo tutti che le donne dovrebbero stare sotto le scrivanie e non dietro, ma nella loggia massonica dei cinque tagli il sesso ha poca importanza. Anche proprio nel senso di sesso inteso come atto sessuale. Nella loggia massonica dei cinque tagli le cose più importanti sono il controllo, il potere, e il denaro. Anche il danaro. Coppe, bastoni e spade contano poco. Ma i DANARI di più.
Ecco, il messaggino, dopo aver visto e pensato tutte queste cose, arriva sul telefonino. Di una donna. E’ la membra della loggia massonica dei cinque tagli? (che per comodità ora indicheremo semplicemente con il simbolo /////).
No, è la figlia. Anni? Abbastanza per non essere arrestati (maggiore o uguale 18, quindi). Com’è? Carina. Buona, anche dai. Però è un tipo particolare. Se vuoi te la presento… no ma veramente, se era un cesso ti dicevo simpatica. Si, è anche simpatica, ma è anche buona.
E’ al telefono di costei (ma esiste la parola costei?). Diego esce dal mobiletto della cucina con in mano un dizionario e ci guarda. Diego vede che esiste, se ne dispiace, e rientra un po’ amareggiato nel mobiletto della cucina.
Dicevo, è al telefono di costei che arriva il messaggino spedito di Giulio. E che cosa ci sarà scritto?
I cazzi vostri mai?
Comunque, non lo sappiamo cosa c’è scritto, perché la figlia non lo legge. Non se ne accorge. E’ in cucina. Sta discutendo con la madre. Sta DISCUTENDO con LA MADRE. :-O
NELLA MAGIONE.
Oddio.
Tuoni, lampi, fulmini, tempesta, brivido, terrore, raccapriccio, annulla, riprova, tralascia. E anche un po’ gulp, gasp, glosh. E brundle brundle! Si, seduto in salotto c’è anche Martin Brundle che guarda la tv. Diego esce dal mobiletto, cercando di non farsi notare. Inevitabilmente lo notano, chiede scusa, e umilmente va sul divano con Martin Brundle a guardare la tv. Con umiltà, senza rompere i coglioni a nessuno.
La madre guarda la figlia con occhi di fuoco. "Ti hanno cercato oggi, lo sai?"
La figlia lo sa. "Lo so."
La madre: "Cosa hai intenzione di fare?"
La figlia: "Non lo so… non lo so."
La madre: "Devi prendere una decisione."
La figlia: "Lo so."
La madre (rivolta a un tizio con un taccuino in mano, che sta sulla porta della cucina): "Scusi, lei ha intenzione di trascrivere tutto?"
Il tizio con il taccuino: "Finché parlate come se foste dentro una fiction di raiuno, si, così domani ho già pronto il copione da mandare alla produzione."
La madre: "Se ne vada."
Il tizio: "Grazie, ottimo finale. Arrivederci!"
Ecco, ora non abbiamo più nessuno che ci trascriva i dialoghi, ma sappiamo cosa si sono dette. Qualcuno scoreggia. Questa la riconosco, non è di Martin Brundle, è una scoreggia di Diego. E tu Martin Brundle smetti di ridere.
La madre si incazza. Non con Diego e Martin Brundle, con la figlia. Urla, tuona, impreca, piange, insomma ha più funzioni di sbrodolina. La figlia reagisce. E fa le stesse cose. Si non è che c’abbia avuto una gran fantasia, o una gran creatività.
Infatti la madre le fa "si ma queste cose le ho già fatte io prima, non vale copiare."
Allora la figlia canta "Mahna Mahna". E’ una bella idea. Arrivano anche Diego e Martin Brundle. Si tutti! Anche le donne del centralino, la cinese di 147 anni, il posteggiatore. Anche Felipe Massa e Luca Badoer che erano ai box che collaudavano la nuova Ferrari. Il soldato no, sta li alla porta. Da lui non esisteva ancora il manha manha.
Dura qualche minuto poi tutti ai loro posti. C’è in atto uno scontro di culture, idee e civilità, arti, immagine musica e spettacolo, immagine emozione. Sarebbe contenta la prof. Rossetti. Infatti vorrebbe entrare Marc Augè ma viene crivellato di colpi sull’uscio dal soldato. Che, in perfetto italiano (e nessuno si spiega come lo sappia) gli sussurra nell’orecchio. "Oggi hai viaggiato troppo, stronzo." E lo finisce a suon di usciate.
Ma torniamo alla madre figlia: si gioca il destino del mondo. La madre è una specie di Panino d’Italia. E in quanto membra della ///// è coinvolta in tutti i segreti di stato degli ultimi 750 anni. Circa. E non solo d’Italia.
Allora si va a parlare di Ustica, della strage del 2 agosto a Bologna, dell’11 settembre, del congresso di Vienna, dell’omicidio di JFK. La figlia non demorde, (a demordere ci pensa il decerbero, che è nei sotterranei sperimentali di modifiche genetiche degeneri) e risponde con la legge di Ohm, la bizona di Canà, il teorema di Ruffini e Kant.
La madre va un po’ in crisi, a essere sinceri. Proprio Kant no. Zio kant! Non l’aveva proprio studiato Kant…
Sono momenti di tensione. La madre si inalbera, urla, sbotta, piange, discute, si agita, si muova che sembra Stan il venditore di navi di Monkey Island. Paura. Terrore.
Dal televisore esce Lucarelli (e a dir la verità Diego e Martin Brundle prendono un po’ paura perché non se l’aspettavano) e inizia a raccontare di un omicidio a caso. Forse il suo. Poi arriva Lucarelli e chiede "Scusate, ma avete bisogno di me o di lui? No perché io sono Cristiano Lucarelli, quello del Livorno, lui è Carlo, lo scrittore giallista…"
Silenzio.
"Avevate bisogno di lui vero? Non di me… ecco lo sapevo… solo Livorno mi vuole…" e sconsolato torna in TV.
Carlo Lucarelli, intanto, viene accoltellato dalla madre. E’ stato quasi premonitore. Si è autonarrato il proprio omicidio in diretta. Geniale. Sarebbe da farci un video e metterlo su youtube.
La figlia comunque non è certo sconfitta dalla madre, perché alla fine la madre si inalbera, urla, sbotta, piange, discute, si agita, si muove ok, ma in tutti questi verbi non ce n’è uno che implichi il fatto che la madre abbia detto una parola una.
"Mamma, hai finito di fare casino? O dici qualcosa di sensato o vado a letto, che sarei anche un po’ stanca. E domani devo andare via."
"Di nuovo? Sei già stata via tutt’oggi… dove vai domani?"
"Eh ma è diverso… oggi ero via per gli affari miei, domani invece devo andare affanculo."
"Ah. Forse dovremmo parlare proprio di questo."
E parlano anche di quello. Ma la cosa va avanti, e si fa più seria. Allora arrivano specialisti, psicologi, scienziati, economi, ingengneri, comunicatori, sociologi, insomma tutti. Tranne Marc Augè e Carlo Lucarelli che sono appena stati uccisi. Ci sono pure le infermiere della sale operatorie. Ovviamente sono li, girano intorno al tavolo, guardano e non fanno un cazzo.
Passa così tutta notte. E alla fine, alle sei di mattina, viene impostato un piano di risoluzione sociale. Madre e figlia giungono all’accordo, si stringono la mano mentre fanno le foto per i giornali. Gli specialisti vanno via, vanno a lavorare (e smadonnano perché non hanno dormito quella notte li). Martin Brundle e Diego vengono svegliati, erano ancora li che dormivano sul divano.
La madre e la figlia vanno a letto. La figlia va a letto senza leggere il messaggino.
Quella notte il mondo è cambiato. /////
Nel mentre, dall’altra parte del mondo, c’è un canguro.
E nella bellissima ed enorme vallata, qualche ora prima, Giulio, era ancora li, ignaro di tutto. E’ dura la vita se ti chiami Giulio.
Per fortuna che non sono nato Giulio.


venerdì 24 novembre 2006

Sono vergine.

L’altro giorno ho visto un trailer di un film, del quale chiaramente non ricordo il nome. A un certo punto una delle protagoniste femminili, ovviamente una gnocca incredibile, dice:
"Sono vergine."
Dio mio quanto odio questa frase!!! Da comunicatore, intendo. Cioé lui è li… e questa qua gli fa "sono vergine".
Ok. …quindi? Sono vergine… e? …cosa?
Sono vergine…
"… e non me la sento di perdere la mia verginità con te."   ?
"… e intendo rimanerlo fino al matrimonio. " ?
"… e voglio perdere la mia verginità con te, ma dato che sarebbe la prima volta ti prego usa un po’ d’usta."  ?
"… e prima di farlo vorrei sapere anche il tuo segno zodiacale."  ?
"… e quindi ti voglio far sapere che sei il primo a penetrarmi e quindi dovresti sentirti onorato perché siccome sono una gnocca incredibile sai in quanti me l’hanno chiesta e io no eh proprio no si sono stata brava e l’ho tenuta li al caldo solo solo per te quindi vuol dire che ti amo veramente un casino"  ?

Cazzo, completa la frase!
Poi va a finire che lei fa "Sono vergine" e lui risponde "Io Giulio, piacere."
Ora capisco perché "lui era pieno di piacere…" a forza di incontrare ragazze del genere… piacere di qua, piacere di la… uno va a finire che esce di casa con la borsa piena. Di piacere. E magari non solo di quello. :asd:
Povero Giulio… dai, diventerà il protagonista di una saga di racconti gag bloggistici e situazioni surreali.

Giulio! Lo Step dei poveri, l’harry potter senza poteri, la versione sfigata di Ryan di OC, l’uomo senza qualità, un povero ragazzo sfigatissimo alle prese con la difficilissima vita di tutti i giorni. L’anti Marcello Martini per eccellenza. Uno di quelli che zitti zitti fanno girare il mondo. Senza lamentarsi mai.
ALLA PROSSIMA PUNTATA DELLE AVVENTURE DI GIULIO!!! Molto presto… ce n’è da dire… c’è sempre qualcosa da dire…

giovedì 23 novembre 2006

Japanese Bonus Track

Scusate ma c’ho un dubbio dentro che mi attanaglia:
perché nella versioni giapponesi degli album ci sono sempre delle tracce in più, delle bonus track? E nel resto del mondo gli album escono senza?
Cos’hanno i giapponesi di speciale per meritarsele?
Mah… commentate e date la vostra risposta! Potete pure guardare su google o su wikipedia… vi do il permesso… :asd:



mercoledì 22 novembre 2006

Orzo

Domani si laurea Orsi. Bene. Eh sono momenti di vita… cioè per me non cambierà niente, per lui cambierà tutto. Credo che per la mia laurea sarà diverso. Credo che la mia vità non cambierà di molto, perlomeno nell’immediato: e invece credo che sentirò la laurea più qualunque altro. Beh, perché in fondo il Dott. Atti E. (il Dott Atti A. esiste già) sarebbe un vero event sociale. Chi l’avrebbe mai detto? Io no.
E adesso vi regalo una perla che ho scritto e mi è piaciuta.
E’ un racconto? E’ un saggio? E’ verità? E’ finzione? Quando è stato scritto? In che periodo? A chi si riferisce? Di chi sta parlando? Verrà riciclato per altre cosine di Atti?
Domandare è lecito, rispondere è cortesia, siccome si dice che io sia stronzo sono scortese e non rispondo. Ognuno lo interpreterà come gli pare, e ci farà sopra i suoi viaggettini e le sue interpretazioni. Viaggiate gente viaggiate… tanto è gratis…
Ricordatevi solo di una cosa, e qui cito il grande A. Soriani: "L’unico che capisce al 100% il mio blog sono io."


ORZOdi Enrico Atti

“Cosa devi dirmi?”. E’ quello che le ho chiesto.In realtà sarei io che dovrei dire qualcosa. Il problema è, come sempre, cosa. Forse sono sempre e solo i soliti vecchi abbandoni. Che una volta li fai, e una volta li subisci.Sempre gli stessi incroci. Ok, strade diverse, ma gli incroci, sono sempre gli stessi, con gli stessi semafori.E gli stessi incidenti. Come quelli dei computer di scuola guida, dove in fantomatici incroci a sei strade, riuscivano a passare contemporaneamente trattori, tram, TIR, e autovetture di ogni tipo. E a imbussarsi, con dinamiche del tutto assurde. Mai nessuno che accennasse a frenare, nemmeno uno che togliesse anche solo il pedale dal gas. BUM!A volte c’è solo freddo, dentro e fuori. A volte non fa rilevanza. A volte non è quello. Penso che alla fine ci siano solo due cose: essere testa di cazzo e non essere testa di cazzo. Questo si che fa rilevanza.E penso di essere una testa di cazzo. Orgoglioso di esserlo.E alla fine sono solo io che non me ne sto rendendo conto. E se me lo dicesse qualcuno, non conterebbe. Ne sono sicuro.Lei cerca solo di dare un motivo alla pioggia. Dico, no dico, ma come si fa?Non come si fa a cercare di dare un motivo alla pioggia… Quello lo capisco. Piove, fottutamente, piove, e ti chiedi perché. Il motivo.Io mi chiedo come si fa a trovarlo. Come si fa? Semplice, non si fa. Non si trova. Non c’è un motivo per cui piove. Perché adesso piove? Perché adesso e non tra 5 minuti?Non c’è una risposta.Basta aspettare il sereno, ecco la risposta. Lei forse dovrebbe solo aspettare il sereno.Perché se uno dice “ci siamo lasciati” tutto pensano che tu sia stato mollato? Perché, se dopo aver detto “ci siamo lasciati” loro ti chiedono il motivo e tu rispondi “non lo so”, pensano che tu sia stato mollato?Perché? Non può esistere che uno molli una persona senza sapere perché?La verità è solo che io ero partito da casa con una idea ben precisa. Quale? Eh, conoscerla sarebbe un altro paio di maniche.C’è una figura poligonale di più lati, e una coperta troppo corta per coprirli tutti. Qualcosa rimane scoperto. E a volte temo di essere solo io, a prendermi tutto il freddo. E dire che sarebbe bastato solo un cappello. O un cappellano.Alcune persone a volte tengono sulle spalle fin troppo peso, e poi cedono, o sbagliano lentamente. E non è giusto. Non è che perché uno sia più saggio a volte non possa sbagliare.Non ho più voglia di fare tante cose. E sono stanco. Voglio essere libero a livello mentale.Lei non mi capisce. D’altronde nemmeno io mi capisco, fargliene una colpa mi pare quasi eccessivo. Eccessivo come la mia sicurezza, di poter trovare qualcosa di meglio al di fuori di lei.Devo solo capire se lei è un paio di stampelle di cui posso farne a meno o se lei è le mie gambe.Una volta tutti gli alberi del viale si sarebbero girati per applaudirmi. E me li sarei meritati tutti quegli applausi. Adesso chissà come stanno, magari anche loro si cagano in mano dal terrore di essere abbattuti come i loro vicini di via Ugo Bassi.Cosa vuol dire amare? Prendo il vocabolario e ci guardo. Sentire e dimostrare un profondo affetto per qualcuno. Mmh… sai che cadrebbe mezzo mondo?Qualcuno che ha trovato il senso di amare e che cazzia la metà di chi crede di amare? Perché nessuno legge i vocabolari?Sentire e dimostrare. L’ho trovato anche in un’altra delle cinque definizioni del verbo.Dimostrare. Io non sto dimostrando proprio un cazzo. Allora non amo?Bella domanda, che ho iniziato a pormi, e che mi pareva indubbia. Ma come si fa? Quando inizi ad accorgerti che ti contraddici ad ogni virgola, che la frase più frequente è “non lo so” e che infarcisci le frasi con “forse”, “magari”, “probabilmente”, allora dovresti chiedertelo. Forse.Dovresti chiederti “la amo?”.Che poi, non è un concetto binario. Perché sia chiaro, tra 1 e 0, ora come ora non mi sento di poter affermare con certezza nessuno dei due. Sto ancora in analogico.Io. Che ero impazzito per una analogic girl.La bellezza del single player. Peccato che termini con il game over. Ma, forse, adesso sono diverso e più forte. Forse. Dipende se mi sto togliendo le stampelle, o se mi sto togliendo le gambe. Perché, sia chiaro, io non sono Alex Zanardi. Non sono neanche un decimo. Io già faccio fatica con le gambe, figurati senza.Forse sono solo i due binari che si stanno incrociando, o che si stanno allontanando. Ma non ha importanza: basta non siano più paralleli, e il treno deraglia. Ed ecco la strage.E’ anche una questione di verità, di quello che la gente vuole sentirsi dire. Di quello a cui sono disposto ad arrivare come uomo, e dove i miei fottuti principi assurdi vanno a dire qualcosa.La verità è importante. Ma non so qual è.Cos’è cambiato? Io? Lei? Il mio punto di vista? Il suo comportamento? Forse tutte queste cose messe assieme. Ed ecco che nasce uno scenario nuovo.Ma non lo capisce che ho semplicemente bisogno di NON uscire con lei? Allo stesso modo in cui lei ha bisogno ogni tanto di uscire con me? Io ho bisogno di NON sentirla come lei ha bisogno di sentirmi?Non capisce che ho voglia di stare da solo, ma non perché non voglia stare con lei, ma perché voglio stare da solo?No. Forse dovrei solo spiegarglielo.Poi c’è che non mi capisce, e forse questo è un indice di molte cose, rilevanti o meno.Non posso e non voglio perdere tempo della mia vita a incazzarmi con una persona. Qualunque cosa è meglio di questo. Forse se mi incazzo è perché ci tengo veramente.Però non lo so, mi sembrava quasi cercassi il primo pretesto per metterla sul tragico. E finirla.Certo che è anche così, uno si trova in crisi psicologica, e invece che trovarti la tua morosa dolce e carina se la ritrovata mestruata e guasta. E allora non ti da certo una mano.Poi, dai, la sua immaturità (o maturità) relativa alla sua età viene fuori in maniera devastante. E questo, forse è l’unica cosa del quale sono quasi certo, non è colpa sua. Ma nemmeno mia, sia ben chiaro.Piove sempre sul bagnato. Oh, toglieremo le slick e metteremo le intermedie. O quelle da pioggia, dipende da quanta ne viene giù. Tanto sta corsa alla fine la dobbiamo vincere comunque, non ce ne frega un cazzo.Cosa è che spinge un uomo? Tira più un pelo di o un carro di buoi? Se non tira più nessuno dei due, la fuga finisce e si rientra nel gruppone? Di che cosa? E se il pelo di ricomincia a tirare, allora la fuga arriva al traguardo? E i buoi allora? Tirano? O invece della fuga, arriva la… (un rapido cambio vocale e ci siamo tutti).Vuol dire. Va là che alla fine un uomo è soddisfatto con il suo single player e il suo gt4.E’ questa la verità. Bastano poche cose a un uomo: la birra fredda, il suo videogioco, il calcio, e po’ di … (sempre lo stesso cambio vocale di prima).L’aria pura di un cielo pulito. Il poter girare a testa alta, senza motivo. Questo è quello che voglio. Io cerco questo. Voglio essere solo io.E riguardo questi giorni, ancora tanto ce ne sarebbe da dire, e da fare.Ci sarebbe da parlare di quando un mese fa nessuno avrebbe pensato questo. E di quando non pensavo di poter addirittura prevedere la mia imprevedibilità. Di quando l’ovvietà era alla portata di tutti tranne che alla tua, e di quando nessuno osò dirtela. Tanto non l’avresti capita.E ci sarebbe da discorrere sugli errori più grandi della tua vita, che in buonafede ti hanno portato a questo sogno. Che sta per finire? Forse nuovi errori ti stanno portando alla fine di un sogno, o all’inizio di un altro sogno? Ma sei in buonafede? Ci sarebbe da discorrere di uno scontro logico-filosofico.Ci sarebbe moltissimo da dire ancora. Sei mesi sono tanti. Ma due giorni sono anche più lunghi.Comunque, alla fine è tutto come l’orzo. Credi che si trovi solo nel caffelatte che bevevi quando eri bambino. Poi te lo ritrovi anche nella birra Moretti.Ci sono cose che le vivi da bambino, in maniera diversa, e pensi che non torneranno più. E poi quando cresci te le ritrovi, diversissime. Perché in effetti sono diversissime. Però, ti sembra abbiano lo stesso sapore.Chi sta amando chi? Lei ama il me che sono o il me che ero? E la amo per quello che è o per quello che era? O più semplicemente, la amo?Di una sola cosa sono sicuro: questa birra Moretti sa da orzo.


martedì 21 novembre 2006

Dai 16 in poi (e anche prima)


Ripensavo (il che implica il fatto di averci già pensato) al mio "passato" (e come dice Kama, artista semisconosciuto, bisogna innanzitutto capire se è davvero passato o se è ancora li).E riflettevo (come uno specchio) sul modo in cui ho speso il mio tempo.
Cioè, io sabato sera ero fuori con i miei amici e non a trombare, per dire. Ed ero contento, non me pentivo. Questo non vuol dire che preferisca in assoluto i miei amici al trombare, e non voglio dire nemmeno il contrario: sono due cose diverse, con tempi modalità e persone diverse, che dovrebbero convivere in maniera parallela nella vita di ognuno. Poi c’è chi le vuole far convivere e chi no. Ma cazzi altrui.E allora ho pensato anche alle scelte. Le scelte che si fanno. Cioè, ho passato buona parte della mia adolescenza e post-adolescenza prevalentemente da solo o con gli amici. Magari altri hanno passato lo stesso tempo a intortare ragazze.
Forse a suo tempo avrei preferito intortare ragazze, tuttavia se lo avessi fatto ora non avrei i fantastici amici che ho, e chissà quante cazzate di Sacchi mi sarei perso, quante lollate con Diego, quanti ragionamenti sulla vita con Sorio, quante minchiate con Orsi, quanti discorsi con Cotolino.
Ora ho tantissimi aneddoti su di loro, e sulle nostre serate, e magari un po’ con delle ragazzine. Sono scelte: non esiste "ho fatto bene" o "ho fatto male", alla fine le ho fatte e baste, e ora sono contento. E se avessi fatto scelte diverse, sarei contento in un modo diverso, perché sarei diverso.
O sarei scontento. Dipende dai momenti. Ma quello che voglio dire è che alla fine è tutto relativo.
Voglio dire: ora potrei essere tranquillamente completamente ubriaco a vomitare tequila in uno sporco cesso in un appartamento di Londra, dopo aver passato una notte a bere merda con i miei amici londinesi di cui uno pakistano, uno gay, e uno che tifa Manchester United. E potrei essere contentissimo anche così. Poi perché adesso è un lunedì sera, ma magari il sabato poi ero stato in una qualche disco alternative a sentire i Franz Ferdinand e poi a ballare break’n'beat e drum’n'base e Prodigy, Depeche Mode, e Chemical Brothers. E magari avevo anche rimediato una bumbata con una inglesina. O una inglesetta. O una inglesona. Oh si, magari dopo che ti sei bevuto chissà cosa non è che giri con un calibro in mano per misurare la vita (inteso come girovita) delle ragazze. Mica sono Orsi, il leader del partito del culo… io voto per la tetta! :asd:
Oppure potevo ritrovarmi in uno scenario simile, ma molto più terra terra, economico e sfattone, a girare tra l’Estragon e i portici di Bologna in compagnia di BS e Podda. Con tanto di felpa con cappuccio e birra da 66 in mano.
E ragazzi, a questo scenario c’ero vicino tanto così… 80° classificato a Scienze della Comunicazione su 1400 iscritti. Poi ho scelto Comunicazione Pubblica a Ferrara.
Ed eccomi qua.
E forse un giorno me ne andrò via davvero, andrò a vomitare a Londra, o a spillare birre a Edinburgo, o non lo so, chissà, forse, può essere, credo e spero di avere ancora tanta vita da vivere, "a modo mio", ovunque la vada a vivere, e tanta voglia di divertirmi, ma in senso "buono sano e pulito" (il che potrebbe cozzare con alcune descrizioni drogalcoliche fatte poche righe sopra, ma in realtà no, e prima o poi ne parlerò in un post).
Ma per ora no. But not today. Ora sto bene qua. Sono contento qua.


lunedì 20 novembre 2006

Pagellone dal doppio weekend!


Pagellone dal doppio weekend! (questo e l’altro)

Voto 10 agli Apres La Classe! Bravi, divertenti, poco sfattoncomunisti, insomma quello che fa bene a tutti e ti fa divertire anche se non conosci i loro pezzi. E per una volta il 10 non se lo prende la gnocchettina di turno.
Voto 9 agli M.Colletti. Tra il buonumore e il bloom, nel giro di 50 metri e 8 giorni ci riservano buona musica e gag degne di nota. Oggi poi Mattia era in forma spagnola esilarante. Un uomo che ammiro. Quella simpatia umile che si fa sempre ascoltare con piacere. Da grande voglio diventare come Mattia Colletti. Ooops, ma sono già grande. Vabbè, prossima vita.
Voto 8 all’Estragon! Davvero un bel posto. Con tanto di ampio parcheggio.
Voto 7 a Jobba e BennyD… il primo perché dopo il busso di venerdì scorso, scende, saluta Diego, e si accende una paglia come se nulla fosse. E la sorella perché sarà la mia assistente per Natale in Decibel! E poi devo farle recuperare il 5 della pagella scorsa…
Voto 6 a Sacchi navigatore. Dai, alla fine arriviamo sempre dove vogliamo. Niente birra e camogli all’autogrill, tiè!
Voto 5 ai video musicali contro Bush. Basta, ci hanno stancato. Se ce l’avete con Bush usate altre forme artistiche, su, ma basta video musicali contro Bush. Avete reso.
Voto 4 a Riccardo Ravaglia, informatore contaballe di Fastweb (che tuttavia risulta migliore delle inconcepibili verità di Telecom…)
Voto 3 al mio rendimento al fantacalcio: probabile terza sconfitta consecutiva. E ultimo posto.
Voto 2 al mal di gola che impersevera nella mia trachea o giù di li. Brutto, lungo e fastidioso.
Voto 1 agli ubriachi (presunti gay) che continuano a impezzarci ogni volta che andiamo al 500. BASTA! Se volete tacare della pezza andate dalle nostre amiche, almeno!
Voto 0 come i soldi che il Comune di Cento concederà per lo spettacolo "Natale in Decibel". Lo chiamano "Patrocinio non oneroso". Io lo chiamo "pacca sulla spalla". Al quale rispondo con "dito medio da infilarsi nel culo, voi e il vostro patrocinio. non oneroso, ovvio."

sabato 18 novembre 2006

Em-TV? Empty-TV…


MTV Italia trasmette tanti bei video e tanti bei programmi.
E’ chiaro che sono ironico: i video belli non sono molti, e i programmi belli sono pochissimi… ma ne vogliamo parlare di tutti i programmetti falsissimi che si vedono?


Se ne salvano davvero pochi: il Wade Robson Project (di cui acquistato il format è stato italianizzato e non ricordo il titolo… lo presentavano Valeria e il Nongio) e Pimp my Ride.
E già su Pimp my ride se ne potrebbero dire… innanzitutto c’è da stare attenti, eh! No perché quando X-zibit (o suo cugino Lil Jon nella versione euro) ti suona il campanello e ti fa delle domande… attento a come rispondi! "Cos’hai fatto ieri sera?"
-"Mah, sono stato a giocare a bowling…" Oppalà! Pista da bowling nel bagagliaio!
-"Sono stato al cinema…" Voilà! Home theather nei sedili posteriori…
-"Sono stato in casa a fare il babysitter alla mia nipotina…" Nursery nel bagagliaio!
-"Sono stato a correre…" Tapiroulant!
-"Sono stato a bumbare con la mia morosa in un campo di grano…" telecamere miniDV con Mac per il montaggio video e schermo al plamsa da 20” per rivedere subito la prestazione!
E poi… ve lo immaginate italianizzato? "Truzzami la macchina". Con J.Ax, Fabri Fibra e Mondomarcio che ti suonano il campanello e ti vengono prendere la tua punto smarmittata… e poi siamo in Italia, quindi ti montano delle cagate incredibili… cellulari ovunque… la parabola per vedere le partite… la cucina per la fare la pasta e la pizza…
Si perché "pimp my wheels" con i gemelli diversi era una gran cagata e basta.
Certo che anche gli altri programmi italianizzati… tipo "Meet my mum", dove il tipo deve scegliere la tipa conoscendo sua madre, in italiano sarebbe "Incontra la suocera". E conoscendo le madri che ci sono in giro, difficilmente il povero malcapitato sceglierebbe anche una ragazza sola… minchia proprio al contrario… cioè conoscere la suocera prima della ragazza? Mo no-mo no-mo no…
E poi anche gli altri programmi, da Next, a quello dove ci si scambia la vita per un giorno, a Wannabe, a tanti altri, sono veramente pietosi. Si salva qualche gag di "Room Raiders", tipo quando i tre ceffi si trovano sul furgone e guardano la tipa… e i commenti che fanno. Grezzezza pura americana, tipo le battute che faccio con Orsi per autoperdere la sua stima. :asd:
Ecco, e poi ci sono i programmi inutili sulle star e sulle celebrità, quegli speciali buttati li di mattina da mezzogiorno all’1 o dalle 6 alle 7 (o 7-8) insomma orari in cui la gente mangia o sta entrando nell’idea di farlo, e non presta molta attenzione alla TV. Quelli dove ti analizzano tutte le varie star e fanno le classifiche… e la cosa più vomitevole sono le interviste ai critici o ai comici che parlano delle varie star. Semplicemente vomitevoli.


Se poi vogliamo metterci a guardare bene, scopriamo che Paola Maugeri viene considerata Dio in terra (anzi Deus… e qua solo sacchi capirà), che Alex Infascelli solo perché fa il finto alternativo viene considerato eguale a Massimo Coppola (bestemmia!), che Avere Ventanni sono già partite le repliche… che poi c’è troppa pubblicità, e troppa di suonerie e servizi per cellulari… e pochi video belli al momento…

Ridateci THE BOX!!! Music television YOU CONTROL!


giovedì 16 novembre 2006

Christina vs. Hilary


E’ arrivato… FASTWEB!!!
E rieccomi qua, spero a lungo. Molto a lungo. Ho sofferto troppo senza internet… è da giugno che soffro… datemi internet. Che tra l’altro, tra università, impegni, e organizzazioni penzaline, mi serve veramente. Mica uso internet solo per le mie cazzatine sul blog.
E ora che sono tornato… ho tantissime cose da raccontarvi! (e questa sembra una minaccia stile Cotolino tornato dagli scout… si, e forse lo è. potete iniziare ad avere paura. cmq esiste sempre una X in alto a destra, e so che saprete usarla.)Iniziamo dalla diatriba di questi ultimi giorni… Kekko vs. Pasqui. O per meglio dire…

…CHRISTINA AGUILERA vs. HILARY DUFF !!!sfida punto per punto. arbitro: io.

Non ascolta nessuna delle due, ma di Christina Aguilera qualche canzone mi piace… quelle di Hilary Duff sono orecchiabili, ma se devo essere sincero dire che mi piacciono…
* 1 punto a Christina

Sono tutte e due due gran gnocche, c’è l’imbarazzo della scelta… ma Christina Aguilera ha le tette più grandi. Molto più grandi. :-D
* 1 punto a Christina

…ma c’è da dire che le tette di Christina sono rifatte. E io, per lo stupore di "The Moralist" Orsi (che ha veramente una bassa idea morale di me… ma d’altronde gliel’ho alimentata io a suon di grezzate) sono per il NATURAL! Meglio poche ma vere…
* 1 punto a Hilary

La voce di Christina è semplicemente di un altro livello rispetto a quella di Hilary.
* 1 punto a Christina

Christina ha sempre avuto una immagine molto eclettica, e in questo ha sempre ricordato un po’ Madonna… cambia stile a ogni singolo, e gli viene anche molto bene. Riesce a essere una discreta "star". Hillary ha sempre quello stile da post-adolescenziale che un po’ ricorda certe nostre amiche molto caste…
* 1 punto a Christina

C’è da dire che certi look un po’ da puttanazza di Christina… per carità, a livello di belino approvo pienamente, ma io la preferivo più acqua e sapone ai tempi di "Genie in a bottle"… Hilary è ancora acqua e sapone… insomma, sarebbe capace di farmi innamorare… ho dei retaggi di romanticismo.
* 1 punto a Hilary

Questo è più un punto semiotico: sicuramente sono migliori i testi di Christina, ma quelli di Hillary riescono a rappresentare esattamente quello che frulla nella testa di una post-adolescente come lei.
* parità: 1 punto a entrambe

I video più o meno sono abbastanza uguali… almeno, quelli che conosco. Sicuramente c’è una lavorazione e uno stile leggeremente più sofisticato in quelli di Christina, ma nulla di abissale. Tuttavia, i secondi che vanno dal 1.52 a 2.30 del video "Beat of my heart" di Hilary sono semplicemente spettacolo. Una vera chicca di alternative-disco-anni80-revival…
* 1 punto a Hilary (anche se il video non è suo… glielo do lo stesso per lo spettacolo)

Hilary sa recitare. Magari non benissimo, ma è anche un’attrice. E Christina? Boh. In attesa che ci provi pure lei, qui subisce in silenzio.
* 1 punto a Hilary

Christina è una cantante. Hilary è una canta. C’è la sua differenza.
* 1 punto a Christina (pesantissimo!!!)

risultato finale: Christina Aguilera 6 – Hilary Duff 5VINCE KEKKO!!!

un saluto a tutti… ASD! e tornerò presto con tanti interessantissimi SPROLOCCUI!!!


giovedì 2 novembre 2006

Zidane e i bimbi


…che poi, che poi, va detto, Zidane si è ritirato. Cioè non che ok ha fatto la sua cazzata ma poi è tornato come prima. No. NO. SI E’ RITIRATO.Cioè non è più tornato. Oh ma non l’aveva mica detto però. Quel Zizou non l’aveva detto.
Poi va detto che c’è ancora speranza. Che i bimbi e i bambini sono ancora bimbi, almeno quelli di certe famiglie giovani. Dove il padre e la madre sono già padri e madri, dove la madre non te la tromberesti più. Fa la madre e basta.
Quei bimbi che giocano ancora genuinamente con giocattoli senza microchip, che si sporcano ancora di erba e di terra, che vestono ancora con maglie e felpe del cazzo che tanto tra sei mesi crescono e non gli andrà più bene quindi è inutile andare da benetton 012, basta il benet. il bennet. senza ton.
ecco, il mondo è ancora salvo, esistono ancora dei bimbi che sono bimbi.
poi magari appena arrivano alle medie si traviano. bah, speriamo che ci sia ancora qualcuno per salvare il mondo.
poi bisogna soffermarsi sull’incredibile capacità dei bimbi. di riuscire a trovare sempre il modo sbagliato per usare le cose, il modo di fare dei danni. è incredibile…
Bah, c’hanno una bella psicologia i bimbi. cioè bella da osservare, non bella con cui rapportarcisi. conosco persone bellissime, delle gran gnocche… ma da rapportarcisi… forse perché cerebralmente hanno lo stesso cervello dei bimbi.
si, mi torna.
adesso ho capito: Zizou in realtà deve ancora giocare. Non sta allenando i bimbi: è lui che è ancora un bimbo. a me i bimbi stanno sul cazzo… però voglio loro bene, sono il futuro del mondo. Quindi… SPERIAMO CHE I BIMBI CRESCANO!!! perché sennò ciao ciao mondo…


mercoledì 1 novembre 2006

Novembre (mese del ca**o)


A) PAGELLONE DA VILLA CHIARELLI
Voto 10 alla gnocchettina morettina con i capelli boccolosi. Il trofeo "Serginho" della serata va a lei.
Voto 9 alla scelta di evitare il vino rosso. Geniale, nella sua semplicità. Siamo in una festa dove c’è poco spazio… la gente si urterà e si roverscierà addosso tutto… poi molti sono in maschera, c’è del minorennismo, si rischia che qualcuno debba riportare a casa il costume bianco preso in prestito dalla zia tutto macchiato di rosso. Inequivocabilmente, vino rosso. Allora? Allora non si prende il vino rosso. Prendiamo rum, vodka, martini, cocacola, vino bianco, ma non il rosso. E così la gente si sversa tutto addosso, ma senza macchiarsi. Geniale, nella sua semplicità. Mio padre non approverebbe, lui che oggi compie gli anni e ama il vino rosso. Beh ma lui non ha mai fatto un halloween a villa chiarelli. E mai lo farà. Anche per questo motivo.
Voto 8 al Coca-Martini. E’ sempre lui.
Voto 7 alla scenografia e alle luci. Effetto epilessia, effetto abbaglio, effetto spermacciate di Fabio Volo, effetto non vedo un cazzo, effetto bearound colorati, effetto tenda rossa dietro c’è della gente che c’è?, effetto dove sono tutti. E poi c’era una che aspettava il vino bianco seduto in una cassa da morto.
Voto 6 a chi c’è un po’, si impegna un po’, si degna un po’, e va via un po’. Un po’ prima. Onesto.
Voto 5 a Benny D… Premio (B)LOGORROIC della serata. Inizia a parlare alle 9, e smette alle… credo debba ancora smettere. Fermatela! :D (scherzo un salutone a Benny D. la ringraziamo per avere movimentato, a livello audio, la serata!)
Voto 4 a Luca Rodolfi ubriaco che "si, mi sono innamorato di 2 o 3 tipine…" Evviva la sincerità!
Voto 3 a Gallo-occhialuto che attacca la sirena con tanto di lampeggiante rosso. Così, senza motivo. Neanche ci fosse un happy hour…
Voto 2 a un Soriani spentissimo nell’animo. Non è nemmeno parente con il Samba Twins che conoscevamo. Questo vuole essere un voto d’incorraggiamento, perché in realtà si meritava uno…
Voto 1 al vocalist, grassissimo, che dimostra 26 anni e invece ne ha meno di noi. Premio INPS della serata. E soprattutto, fa il vocalist anche quando la sala è COMPLETAMENTE VUOTA! Ma anche quando è completamente piena… c’era bisogno di un vocalist? Non bastava gibbo a dire "dai ragazzi! venite qua per i secchini!" Mah…
Voto 0 ai ricambi Nissan. Possibile che per un cazzo di cavo che apre lo sportellino del serbatoio, tra pezzo (solo originale) e manodopera, debba pagare 100 euro 100???

B) TROVARSI
Sai, a volte capita di avere rapporti con persone alla Tom Becker & Oliver Hutton. Poter fare cross a occhi chiusi, e poterli ricevere. Ci sono coppie davvero così. Coppie nel senso più numerico e asessuato del termine. Amici, padri-figli, fidanzati, busoni… tutto.
Ed è oltre che bellissimo e stupendo, anche rassicurante. Insomma, fai il tuo lancio, o lo aspetti, e sai che arriva esattamente li come lo immaginavi, o sai che c’è a prenderlo esattamente come pensavi.
Oh, poi la vita è come il calcio, magari capita che uno a volte sia qualche metro indietro, che capisca male, che sbagli lo stop, o il tiro, o che lisci, vabbè. Ma stiamo parlando di alti livelli, quindi è raro, e comunque, ci sta, può succedere, la perfezione non è umana, credo dicesse la cate. Era lei? Boh, non importa. Certe frasi necessitano di padre, certe altre no. Dipende se sono frasi soggettive. Questa non ha bisogno di madre.
Insomma, bene o male, sai che però il tuo Tom/Holly c’è.
Invece una mattina qualcuno si è svegliato, ha fatto un cross perfetto e in mezzo all’area non c’era nessuno. Io che ero Pippo Inzaghi, che mi mettevo pure a fare i cross. Beh mi volto, e cerco Zizou. Beh, non c’è mica. Ma dov’è finito? "Behmo mister, ma dov’è finito Zizou?"
"Ah, quel coglione ha perso la testa, e gli è caduta addosso a Materazzi. L’hanno espulso."
Ah.
Bello bello Zizou, però se poi scompari all’improvviso…
Per fortuna che ci sono i sempre i vari Nedved & co. a prendere i cross. Forse sono meglio loro alla fine? Non so, sicuramente su di loro ci puoi contare, puoi fidarti. Beh e a calcio vuol dire. Peccato per Zizou, davvero, non meritava di finire così. Ma chi l’ha tirata la testata? Eh allora chi è causa del suo mal pianga se stesso…

C) NOVEMBRE (mese del cazzo)
Mah, oggi inizia novembre, vedremo quanto quest’anno confermerà la regola…

lunedì 30 ottobre 2006

Due giorni all'asilo e altri processi sinaptici

ATTENZIONE: questo è un post sconnesso nella sua forma. Se stessimo giocando a mafia, mi fosserei.

L'altro giorno, cioè poi ieri, ero a fare il babysitter. Pagato. Poco, ma pagato. Behn a un certo punto stavo dietro a un bimbo di un anno o poco più. Quella età che sta imparando a parlare, e vuole sapere il nome di tutte le cose.
Camminando camminando, arriva vicino a una Fiat Cinquecento. No Diago, Cinquecento, non 500. Quel brutto tentativo di revival.
E allora inizia ad indicare tutti le varie cose. Indica un fanale. "Fanale!" gli rispondo io. Indica il cofano. Primo dubbio: vuole che gli dica il colore della macchina o come si chiama il cofano? No perché spesso c'hanno anche la fobia dei colori... ma no, è ancora troppo piccolo per una distinzione cromatica. "Cofano!". Indica una freccia. Fira, come fai a dirgli che è una freccia? Non è a forma di freccia, è quadrata. "Luce!"
Ma si, stiamo sul generico, a lui andrà bene. Indica l'altro fanale. "Fanale! Dai, è uguale a quello di prima... si chiama uguale..."
Mi indica lo stemmino vecchio della Fiat, le quattro righe parallele. //// "FIAT!".
Poi mi indica la freccia di lato. Anche qua, come faccio a dirgli freccia? E' tonda... e dire "indicatore di direzione" a un bimbo di un anno è un po' come dire a me teorema di Ruffini. Mai imparato.
Poi mi indica la ruota... "Ruota..." ...speriamo non mi chieda anche la marca di pneumatici... poi un pezzo del telaio. Cosa gli dico? Telaio? Longherone? "Eh, adesso mi chiedi troppo bimbo, questo non lo so..."
E si mette a giocare con lo sportellino del serbatoio. Lo apre e lo chiude. Lo apre e lo chiude. Cazzo, è divertente. Lo apre e lo chiude. Lo apre e lo chiude! Figata! Orbo!
Per fortuna che da me non si apre da fuori... si apre da dentro, tramite una levetta che apre anche il bagagliaio. I cazzi vengono quando il cavo attaccato alla levetta si rompe. E quando nel mentre tuo fratello ha portato la sua macchina in assistenza. Domani qualcuno andrà a lavorare in vespa. A S.Agata Bolognese. Vespista inside.
Io invece me ne starò a letto... :asd:
Comunque, apri e chiudi, apri e chiudi... "Dai! Basta! E' una FIAT, si rompre tra un po'!"
Apri e chiudi, apri e chiudi... "Va la che quando la benzina inizierai a pagartela da solo ti passerà la voglia di aprire lo sportellino della benzina..."

Poi, il giorno dopo, mi si è addormentato un cinno in braccio. Se c'era qualcuno a farmi una foto sarebbe finita sul mio sonetto, credo. Spero che giordy si sia astenuto dal farlo. Lo scoprirò tra un anno o poco più.
Allora con sto cinno in braccio qua mi è venuto da pensare... cioè io ora ho in braccio sto putozzo dormiente e russante... che mi sta sbavacciando sulla felpa... magari tra ventina questo qua è un rampollo che gira in Cayenne (per dire) e sarà più realizzato di me che ne avrò quaranta... e io l'avrò fatto dormire sulla mia spalla... e l'ho fatto sbavacciare... che cazzo sbavi, fighetto di merda? vai a sbavare da fleming sul tuo cayenne del cazzo!

Per dire. Per dire che cmq questi bimbi che ti arrivano li di 3-4-5 anni che parlano pensano e ragionano, cioè sono nati che io ero già "io"... io 3-4-5 anni fa ero sicuramente più giovane e tutto quanto ma...insomma, potrebbero essere i miei figli! E per fortuna che non lo sono, si capisce.

Mentre avevo in braccio quello addormentato, l'altra ragazza che babysitterava con noi fa "guarda! l'uomo ideale! ha fatto addormentare un bimbo!"
COSA? No no... te non hai capito un cazzo...
"Se vuoi dei bambini non credo io sia l'uomo ideale..."
Behmo, mo neanche... certo che magari quando ne hai solo uno alla volta... però è un bel marone lo stesso, indubbiamente. Ma proprio non capisco tutte le donne che sbramano dalla voglia di andare a lavorare in un asilo. Ma sapete cosa vuol dire? E' l'inferno 8 ore al giorno. OH!!! Ragazze, ascoltatemi, sono tante 8 ore al giorno... TUTTI I GIORNI... anche quelli in cui avrete litigato con il vostro moroso e sarete acide perché non avrete trombato ma non volete ammettere a voi stesse che siete acide per quello, quindi sarete incazzate voi, il vostro moroso, e si guasteranno i bimbi, che a loro volta scateneranno nervosismo ai loro poveri genitori già stressati di loro. Sarete responsabili di una catena di acidità.
Tutti i giorni... anche quelli in cui avrete le vostre cose e sarete intrattabili... anche quelli in cui avrete malditesta... tutti i giorni... per 8 ore... sono davvero tante. Credo bisogni amare davvero tanto i bambini, ma anche avere una testa, della bella pazienza e un paio di palle non indifferenti. Mmh, si, dovrei provare a stare insieme a una maestra d'asilo.
Ragazze, a una maestra d'asilo, una che lo fa già e non è ancora morta di stress, non una che lo fa già e schizza appena a studiacchiare per un esamino del cazzo di logica. Vogliamo gestire decine di bimbi petulanti e ci facciamo mettere in crisi da marcello d'agostino?
Ragazze, io non voglio che voi cresciate mio figlio.

Arriva una bambina, una delle più grandi, 8 anni. Mi da un fogliettino. "E' per te."
...
Ahhhh, ahhhhh, ahhhhh...... ahhhhhh, ahhhhhh, ahhhhh..... turuturuturuturu! Knights of Pedophylia!
Guardo il bigliettino... è pieno di scritte... in corsivo... fotocopiate... un bigliettino d'amore? Ah no, che culo, è il lato di un foglio di recupero. Probabilmente erano vecchi appunti fotocopiati di scienze infermieristiche, che facevano le altre due ragazzi. Lo volto dall'altro lato.
Un cuoricino.
Imbarazzo totale.
Nella mia breve e infelice carriera mi erano già capitati episodi similari, ma si era sempre trattato di ragazze più grandine delle medie, che vivevano questa cosa con tanta timidezza e riservatezza.
Ma vedermi consegnato un foglio con così tanto candore e innocenza... insomma non sapevo cosa dire...
"Ah... grazie... eh bello... eh lo tengo e dopo lo mettiamo insieme agli altri disegni...."
Che risposta del cazzo. Deve essersela presa. Dopo non mi ha più cagato. Anzi, ha iniziato a stracciare il cazzo. Tanto che al pomeriggio è scappata urlando e piangendo.
Al che ho provato di recuperarla.
"Dai, perché piangi? Cos'è successo?"
"Niente."
Mo zio can. Già alla tua età iniziate? Iniziate già a 8 anni a dire che "non è successo niente"? Il cazzo non è successo niente! Se non fosse successo niente non piangeresti... ora piangi... perché?
Bah, sta di fatto che è scappata via di nuovo, infilandosi in camera sua e chiudendosi dentro. Non sapendo l'esatto numero di camera sua, e avendo intuito l'inutilità del bussare a tutte le porte e chiamarla (tanto lei sarebbe rimasta chiusa dentro e zitta in modalità ninja) sono tornato giù nella nostra "nursery room" e ho detto alle altre due "ragazze, la Lucia è scappata su piangendo, non so perché, gliel'ho chiesto e non me l'ha detto, e si è chiusa dentro camera sua, solo che non sono riuscito a capire qual'era. io, con il mio tatto maschile, non riesco a farla venire fuori, se ci riuscite voi con il vostro intuito femminile, bene, sennò..."
Per la cronaca ce l'ha riportata giù il padre mezz'ora dopo.

"Sai qui ci sono delle coppie che vengono dalla comunità di Maranathà... quando me l'hanno detto ci sono rimasto troppo male... a me viene in mente la canzoncina manamanà, tuttù...tururu!"
Giordy è sempre il migliore. E' partita la moda dei muppets!!!

E' iniziata una nuova era. Da oggi pranzerò tutti i giorni da solo. Non che sia una novità, già prima ogni tanto mi capitava di farlo, e anzi in certe settimana mi capitava anche 2 o 3 volte... ma da oggi diventa la regola. E' un piccolo event.

venerdì 20 ottobre 2006

Il penultimo

Mi sono inventato una nuova parola e ho deciso che sarà il titolo-nome del mio blog: BLOGORROICO. Ovviamente è una fusione tra logorroico e blog, ovvero un blog logorroico. Si non era difficile da capire eh.
Ma d'altronde sono blogorroico. Ah ah ah ah ah ah. Ah.

Credo sia stato un buon anno per le rose. Anche per chi le ha vendute, e per chi le ha ricevute. Un po' meno per chi le ha regalate. Ma questo è il solito vecchio discorso.
Oggi mi sono svegliato contento. (in realtà ieri, non oggi, ma non potevo rovinare questa serie di citazioni solo per un dettaglio temporale. perché dovevo accompagnare mia nonna dal dottore e chiudeva alle 11 mi sono dovuto svegliare alle 10. poi alle 10 sembra anche che uno ha dormito tanto... in realtà, se inizi a pensare che sei andato a letto tardi, che sono due o tre giorni che dormo poco, sono stanco, e corro 13-14 km la volta, capisci perché svegliarsi alle 10 forse non è il massimo).
Ma dicevo,
Oggi mi sono svegliato contento. Non ho fiori sul balcone che mi parlino, però. Per almeno quattro motivi:
1) I miei fiori non mi parlano. Sarà che gli sto sul cazzo, sarà che sono sordomuti, sarà che non hanno niente da dirmi.
2) Non ho fiori.
E' stato un buon anno per le rose, non per i fiori tutti.
3) Non ho balconi.
Ho un terrazzo, ma un terrazzo, appunto, è un terrazzo, e non un balcone.
4) Mi stanno sul cazzo i fiori. A parte le rose, ma poi salta fuori che sono un romantico che non è vero. Cotolino lo dice sempre che io non sono romantico. E' più romantico lui, non c'è dubbio. Io sono un ex-romantico. Ho smesso.

E poi mi stanno sul cazzo le piante. Quelle molto più dei fiori. I fiori, che siano piantati in un prato o in un mazzo, prima o poi muoiono senza darti troppi problemi. Le piante, no. Vivono. Sono grandi, vanno innaffiate, sporcano, e di notte ti fottono l'ossigeno. OH! Ma stiamo scherzando? E poi se hanno il sottovaso diventano un covo di uova di zanzare tigre. Le piante sono alleate con il nemico, con le zanzare tigre.
Quando avrò una casa mia non ci saranno piante, nè fiori. Al massimo qualche rosa, ogni tanto. Ma stiamo scherzando? Innaffiare le piante? E' accanimento terapeutico. Sono esseri viventi? Bene, che si arrangino, che si trovino l'acqua da sole, allo stesso modo in cui mi fottono l'ossigeno di notte.

E' strano, ma piano, sta tornando a vibrare qualcosa lontano. ...ti sei dimenticato il cellulare nella tasca dei pantaloni, quando te li sei tolti, e ora sta suonando nel cuore della notte, ma tu sei sotto le coperte al caldo e non hai la minima voglia di alzarti per spegnerlo. O no? A me viene in mente uno scenario del genere...

Che sia stato un buon anno per le rose, per i Roses, per i Guns, per i Crows e per i Counting, per me te e gli altri, però, lo andremo a dire il 31 dicembre... la partita finisce al 90' e ride bene chi ride ultimo. Che è sempre anche quello che chiude la porta e spegne la luce. Chissà cosa avrà da ridere nel chiudere la porta e spegnere la luce. Forse pensa alla barzelletta dei 220 volt. Dev'essere una persona semplice.
In effetti l'ultimo è sempre quello che sta in porta, quello che paga da bere, quello che è gay, eccetera eccetera... o l'ultimo è proprio uno sfigato. Eppure ride lo stesso. O è deficiente, o sta bene così. Probabilmente entrambe: è un deficiente che sta bene così.
Si perché va bene la teoria del ritardo dell'arrivare dopo, ma arrivare ultimi... insomma... quello che ha capito tutto secondo me è il penultimo.
Il penultimo. Neanche esiste una parola inglese per dire "penultimo". Dev'essere una scuola tutta italiana quella del penultimo. In inglese si può dire "second-last" oppure "last but one", ma non sono parole intere come "penultimo". Lui si che ha capito tutto. Sempre in ombra, sempre fuori dai riflettori, mai l'umiliazione di essere il peggiore. Hai sempre qualcuno peggio di te, qualcuno che andrà in porta prima di te, che pagherà da bere a tutti (e anche a te)... e in compenso, fai quasi la sua stessa fatica. Devi arrivare solo davanti all'ultimo. Fare la gara su una persona sola. Indubbiamente più facile. Da grande farò il penultimo, ho deciso.

Ora i saluti: a Orsi, che è entrato nel grande mondo bloggistico, e a Diago, che è in silenzio da oltre un mese e lo sarà forse per almeno un paio di mesi ancora... spero mi smentisca. Ci manca un po', lui e il suo Yoga alla pera. Eh ma lui non è BLOGORROICO. :asd: